Archivio per 31 Ottobre 2019

In Toscana solo lo 0,60% dei veicoli è elettrico

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Nonostante si parli sempre più di mobilità sostenibile, in Toscana la diffusione di automobili green è ancora marginale; secondo l’analisi di Facile.it su dati ACI, a dicembre 2018 le autovetture elettriche e ibride presenti nella regione erano appena più di 15.280, vale a dire lo 0,60% del parco auto circolante in Toscana. La percentuale risulta lievemente inferiore al valore nazionale (0,66%) e fa guadagnare alla regione l’ottavo posto nella classifica italiana.

Ma quali sono le province toscane con la maggior concentrazione di veicoli elettrici e quali, invece, quelle in cui diesel e benzina regnano incontrastati? Ecco i risultati dell’analisi di Facile.it.

La mappa provinciale dei veicoli elettrici e ibridi

In testa alla classifica delle province toscane si trova Firenze; qui, a dicembre 2018, i veicoli elettrici e ibridi erano pari allo 0,96% del totale auto circolanti, valore corrispondente a poco più di 7.250 unità. Al secondo posto si posiziona Prato, dove la percentuale di veicoli elettrici/ibridi è pari allo 0,79% (corrispondente a 1.248 automobili), mentre sul gradino più basso del podio si trova Lucca, con una percentuale di veicoli elettrici e ibridi pari allo 0,50% del totale mezzi circolante nella provincia, vale a dire a 1.308 vetture.

Valori sotto la media regionale anche per le province di Siena (solo lo 0,48% dei veicoli è elettrico/ibrido, pari a 912 automobili) e Pisa (0,43%, pari a 1.177 unità). Pari merito per Arezzo e Livorno, aree dove la percentuale delle auto alimentate a elettricità/ibride è pari allo 0,41% dei veicoli in circolazione, percentuale che corrisponde, rispettivamente, a 982 e 824 unità.

Nelle posizioni più basse della classifica regionale si trovano le province di Massa-Carrara (0,39%, pari a 466 auto) e Pistoia (0,36%, pari a 689 unità); ultima in classifica è Grosseto, dove solo lo 0,29% delle vetture è elettrico/ibrido (424 mezzi).

«Dal punto di vista dell’RC auto non vi sono norme che vincolano le compagnie a riconoscere tariffe agevolate per coloro che hanno un veicolo elettrico o ibrido», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «Nonostante questo, però, va evidenziato che alcune assicurazioni utilizzano il tema della sostenibilità come leva di marketing e, in funzione di questo, riconoscono delle agevolazioni riservate a coloro che guidano un’automobile green; si tratta molto spesso di sconti che in alcuni casi possono arrivare ad incidere sino al 20% sul premio finale».

Non solo elettriche…

Il dato toscano, secondo l’analisi di Facile.it, migliora sensibilmente se si considerano anche le altre tipologie di alimentazione più sostenibili per l’ambiente, ovvero quelle a Gpl e a metano. Sommando queste alle elettriche e ibride si arriva, complessivamente, a 254.466 veicoli, ovvero il 10% del totale parco auto circolante in Toscana. In questo caso, il dato regionale risulta leggermente più virtuoso di quello nazionale, dove il peso delle auto green corrisponde al 9,3% del totale, ma ben lontano dalle regioni più virtuose d’Italia, come le Marche, dove la percentuale arriva a sfiorare il 20%.

Da questo punto di vista, guardando i dati in ottica provinciale, emerge che Arezzo è l’area toscana più sensibile alle automobili green, che rappresentano il 12,7% dei veicoli circolanti. In seconda posizione si trova Pisa (11,8%), seguita al terzo posto da Massa-Carrara, (11,3%).

Continuando a scorrere la classifica toscana si trova la provincia di Lucca, dove il peso delle auto con alimentazione diversa da diesel e benzina è pari all’11,2%, seguita da quella di Pistoia, dove la percentuale crolla al 10,8%.

Valori sotto la media regionale per le province di Prato (9,8%) e di Firenze (9,0%); ultime tre posizioni della classifica toscana per Siena (8,9%), Livorno (8,4%) e, ancor auna volta all’ultimo posto, Grosseto (7,6%).

Bioagrotech Srl: la sfida dell’agrobusiness è nei Centri di Saggio

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende

Dall’incremento del fatturato all’espansione della rete vendita, dalla crescita dello staff aziendale alle continue e innovative sperimentazioni nei Centri di Saggio. Queste le plusvalenze emerse durante la convention di metà ottobre, che ha sugellato, per Bioagrotech, un 2019 positivo e posto le basi per un 2020 altrettanto importante che vede nei Centri di Saggio il terreno privilegiato per lo sviluppo del business

Il 15 ottobre si è tenuta presso l’Hotel Ambasciatori di Rimini, la convention aziendale di Bioagrotech Srl, azienda sanmarinese specializzata nello studio di fertilizzanti, substrati organici e minerali per l’agricoltura biologica. Il meeting ha rappresentato per l’intero staff aziendale – dirigenti, impiegati ed agenti esterni – un’occasione privilegiata di dialogo e confronto, a partire dagli interventi del management che hanno analizzato i risultati e gli sviluppi del 2019 ma soprattutto delineato le previsioni e gli obiettivi per il nuovo anno. Ovviamente non poteva mancare un approfondimento sul Regolamento (UE) 2019/2009, che per contenuto impatta direttamente sul business di Bioagrotech in quanto stabilisce nuove regole per l’immissione sul mercato di fertilizzanti.

Proprio a partire da questo mutato panorama giuridico si è aperta la convention aziendale attraverso una prima analisi che ha restituito uno scenario molto favorevole all’azienda di San Marino che, a differenza di molti altri competitors, non dovrà rivedere le proprie linee operative e di sviluppo, essendo già perfettamente integrata con le nuove prescrizioni. Il Regolamento, infatti, ha delineato come condizione indispensabile per immettere un prodotto sul mercato la necessità di eseguire test dimostrativi nei Centri di Saggio, con lo scopo di verificare e provare una data qualità e funzione dello stesso. Una condotta che rappresenta per Bioagrotech una prassi collaudata, motivo del successo di molti prodotti come per esempio la Zeolite Cubana, dimostratasi efficace nei confronti di molte colture. Il nuovo regolamento, dunque, rappresenterà per Bioagrotech un fattore di accelerazione e di sviluppo ulteriore del proprio business che, in ogni caso, ha nel 2019 registrato importanti risultati. Ad affermarlo è stato il direttore marketing, Perrotta Giuseppe, che nel suo intervento ha evidenziato una crescita generale. “E’ stato senza dubbio un anno positivo su tutti i versanti. Sia per quanto riguarda il fatturato cresciuto del 15% sia per le attività aziendali. Bioagrotech non ha soltanto iniziato nuovi percorsi lavorativi allargando il proprio staff con importanti ingressi ma ha anche investito su prodotti come Rizofertil, Fertisoil e Zcn impianti”.

Per quanto riguarda il 2020, invece, la parola è passata a Turchiarelli Vito Antonio, responsabile tecnico, che ha illustrato il programma di sperimentazione che Bioagrotech sta effettuando nei centri di Saggio di tutta Italia. Infatti, è proprio da questi centri, in particolare quello di Agri 2000, che sono usciti i prodotti più innovativi che hanno decretato il successo dell’azienda sanmarinese. Tra questi ricordiamo la Zeolite Cubana dimostratasi efficace nei confronti di diverse colture: Tignoletta della vite (Lobesia Botrana), Mosca e cocciniglia dell’olivo (Bactrocera Oleae – Seissetia Oleae), Lepidotteri su Orticole (Helicoverpa Armigera, Mamestra Brassicae), Tripide su Uva da tavola (Drepanothrips reuter). Forti di questa consapevolezza gli investimenti del prossimo anno saranno sempre, anche grazie al nuovo regolamento, orientati all’attività di ricerca e alla sperimentazione con l’obiettivo di sviluppare prodotti efficaci e consegnare al mercato soluzioni certificate da tecnici esterni riconosciuti e dati scientifici. Infatti, solo una profonda conoscenza del mercato, unita a una costante attività di collaborazione con i centri di ricerca, può rappresentare l’approccio vincente per affrontare le molteplici sfide dell’agrobusiness che, da adesso in poi, avrà nei Centri di Saggio un crocevia fondamentale e imprescindibile.

http://bioagrotech.com/

Merito e bellezza alla Milano Art Gallery premiano nove artisti con un vernissage di successo

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Giornata indimenticabile quella dello scorso venerdì 25 ottobre alla storica Milano Art Gallery (via Alessi 11) per nove artisti di elevato spessore creativo. Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto sono le regioni da cui proviene il fortunato gruppo di eletti. Tre fotografi e sei pittori e ceramisti si sono così visti riconoscere il proprio talento con un’inaugurazione a loro riservata nel cuore di Milano. La mostra ha fin da subito riscontrato un elevato interesse di pubblico e critica, aprendo nel migliore dei modi con una vivace partecipazione dei visitatori. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, la Mostra dei vincitori ha goduto degli interventi del noto fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo e del biologo Tancredi Militano, esperto di Neuroscienze, Etologia Umana, Intelligenza Emotiva e Linguaggio non verbale.

Patrizia Almonti, Daniele Digiuni, Luigi Lucernini, Fabiana Macaluso, Mantegazza da Magenta, Andreas McMuller, Alessandro Negrini, Cesare Triaca e Antonio Zuccon: questi i nomi degli artisti che, dopo un’accurata selezione avvenuta nelle mostre presentate dal prof. Vittorio Sgarbi, sono stati premiati con una kermesse a loro interamente dedicata. Spoleto Arte e Pro Biennale, che si sono tenute nelle città del Festival dei 2 Mondi e della Biennale di Venezia, hanno provato come questi grandi talenti si siano distinti nel panorama contemporaneo italiano e tra gli altri espositori. Con una cinquantina di opere di pregiata lavorazione, quindi, Milano Art Gallery arricchirà il contesto artistico e culturale milanese fino all’8 novembre. Ciò per permettere di dare doverosamente risalto all’operato e avvalorare il percorso artistico dei nove autori.

Aperta tutti i giorni, ad eccezione della domenica, dalle 14.30 alle 19, la mostra è ad accesso libero.

Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Nelle Marche solo lo 0,41% dei veicoli è elettrico

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Nonostante si parli sempre più di mobilità sostenibile, nella Marche la diffusione di autoveicoli elettrici e ibridi è ancora estremamente marginale tanto che, secondo l’analisi di Facile.it su dati ACI, a dicembre 2018 questi modelli erano poco più di 4.250, vale a dire, vale a dire lo 0,41% del parco auto circolante nella regione. La percentuale risulta essere ben al di sotto del valore nazionale (0,66%) e fa guadagnare alla Marche il dodicesimo posto nella classifica italiana.

Va detto che la diffusione di questa tipologia di mezzo è strettamente legata alla disponibilità di un’infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici e, da questo punto di vista, gli ultimi dati disponibili* evidenziano come il numero di colonnine di ricarica presenti nella regione, poco più di 140, sia ancora basso.

Ma quali sono le province marchigiane con la maggior concentrazione di veicoli elettrici e quali, invece, quelle in cui diesel e benzina regnano incontrastati? Ecco i risultati dell’analisi di Facile.it.

La mappa provinciale dei veicoli elettrici e ibridi

In testa alla classifica delle province marchigiane si trova Ancona; qui, a dicembre 2018, i veicoli elettrici e ibridi erano pari allo 0,50% del totale auto circolanti, valore che corrispondente a poco più di 1.530 unità. Al secondo posto si posiziona Pesaro e Urbino, dove i veicoli elettrici/ibridi sono lo 0,44% del totale mezzi nella provincia (percentuale corrispondente a 1.051 automobili), mentre sul gradino più basso del podio si trova Ascoli Piceno, con una percentuale pari allo 0,39%, vale a dire a 557 vetture.

Valori sotto la media regionale per le province di Macerata, dove solo 0,35% dei veicoli è elettrico/ibrido, percentuale pari a 757 automobili, mentre ultima in classifica è la provincia di Fermo, dove il tasso di automobili elettriche e ibride è pari allo 0,29% del totale, pari a 351 vetture.

«Dal punto di vista dell’RC auto non vi sono norme che vincolano le compagnie a riconoscere tariffe agevolate per coloro che hanno un veicolo elettrico o ibrido», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «Nonostante questo, però, va evidenziato che alcune assicurazioni utilizzano il tema della sostenibilità come leva di marketing e, in funzione di questo, riconoscono delle agevolazioni riservate a coloro che guidano un’automobile green; si tratta molto spesso di sconti che in alcuni casi possono arrivare ad incidere sino al 20% sul premio finale».

Non solo elettriche…

Il dato marchigiano, secondo l’analisi di Facile.it, si ribalta completamente se si considerano anche le altre tipologie di alimentazione più sostenibili per l’ambiente, ovvero quelle a Gpl e a metano. Sommando queste alle elettriche e ibride si arriva, complessivamente, a 199.685 veicoli, vale a dire il 19,4% del totale auto circolanti nella regione. La percentuale fa guadagnare alle Marche la maglia verde d’Italia per quanto riguarda le automobili ecosostenibili; a livello nazionale le auto green rappresentano solo il 9,3% del totale vetture in circolazione.

Da questo punto di vista, guardando i dati in ottica provinciale, emerge che Ancona è l’area marchigiana più virtuosa; qui le automobili green sono 67.540, vale a dire il 22% del totale veicoli circolanti nella provincia. Il valore fa guadagnare ad Ancona non solo il primato regionale ma anche quello nazionale; è la provincia d’Italia con la più alta percentuale di veicoli green. In seconda posizione si trova Macerata (quarta nella classifica delle province italiane), dove la percentuale di veicoli sostenibili è pari al 20,6%, corrispondente a 44.913 autovetture, mentre sul gradino più basso del podio regionale si trova Fermo, con il 20,3%.

Valori sotto la percentuale regionale, ma comunque di gran lunga più alti rispetto al dato nazionale, per Pesaro e Urbino e Ascoli Piceno; in queste due aree i veicoli green rappresentano, rispettivamente, il 17,6% e il 14,6% del totale vetture circolanti.

* Elaborazione Legambiente su dati EvWay, gennaio 2019

Emozioni allo stato puro nella pittura di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’arte pittorica di Graziano Ciacchini prende forma e sostanza dalla vita quotidiana, si immerge in essa e genera immagini metaforiche e allusive che riflettono la trasformazione qualitativa di un’esperienza visionaria del reale. Porsi dinanzi ad un suo quadro equivale a mettersi di fronte a una scena di vita quotidiana che ha assunto forme, contorni e colori diversi e inattesi. La sua è un’arte vivente che prende vita e si anima. Ciacchini è portavoce di una pittura influenzata dal senso del dinamismo e del movimento, protesa ad una trasformazione del dettame e degli stilemi figurativi più tradizionali che conduce ad un equilibrio scenico innovativo e inusuale con una resa d’impatto di immediata efficacia. Le opere acquistano una valenza esistenziale di consistente portata e pongono davanti all’osservatore nuove prospettive per modificare la propria percezione personale, producendo nuovi punti di vista e nuove immagini interiori della realtà. La produzione si snoda nell’indefinibilità di una verità assoluta messa al cospetto di una verità soggettiva, che assume molteplici sfumature e sfaccettature interpretative subliminali. Lavora nel solco di un impressionismo rivisitato che si erge e si sviluppa con inedite e sorprendenti connotazioni distintive non convenzionali ed è governato dal fattore emotivo ed emozionale di fondo. Lo stile pittorico di Ciacchini si dilata superando la classicità delle forme per inseguire una personale originalità di rivisitazione. Libertà espressiva e costruzione scenica predefinita si intrecciano in un bilanciato equilibrio tonale e si fondono tra loro in una vasta e variegata tarsia di pensieri, umori, passioni. Pittore di accesa espressività e dall’evidente e sicura plasticità segnica e volumetrica, riesce a caricare di profonda energia vitale le composizioni che sono sempre ben armonizzate sia a livello cromatico che di prospettiva. L’arte di Ciacchini riecheggia della espressionistica vissuta tramite le esperienze della vita e il pathos esistenziale. Come una nuova linfa vitale l’ispirazione creativa si sviluppa in lui sublimando e trasformando in forme e figure, colore e luce, il magico rapporto tra sogno e realtà. “La pittura è mettere a tacere tutti i linguaggi e far danzare solo la vista” ( Fabrizio Caramagna).