Archivio per 24 Ottobre 2019

“Nove C”, il nuovo romanzo dello scrittore Dario Ricci

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Nove C di Dario Ricci

Lo scrittore fiorentino Dario Ricci presenta “Nove C”, una storia d’amore e di montagna, una riflessione sulla paura di cambiare e sul bisogno di rischiare. Il racconto della vita di un giovane uomo alle prese con il martellante dubbio tra rinunciare o conquistare, tra fermarsi o andare. Un romanzo scritto con uno stile agile e diretto, in cui il silenzio assordante della neve e la precarietà di un corpo sospeso su una parete di roccia ricordano quanto sia arduo eppure meraviglioso scoprire chi si è davvero, e cosa si desidera per la propria vita.

Titolo: Nove C

Autore: Dario Ricci

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Il Seme Bianco

Collana: Magnolia

Pagine: 176

Prezzo: 15,90 €

Codice ISBN: 978-88-336-11-747

«Scalo in base all’umore. Stamattina le sensazioni sono quelle giuste. Il bosco sembra ancora riposare. Oggi riesco a non pensarti. Giulia. Mentre penso di non pensarti, in realtà ti penso lo stesso. Adesso credo di aver capito. Qualcuno ti direbbe che ti porto ancora nel cuore. Io credo invece di portarti più tra le costole. Come una frattura […]».

Nove C di Dario Ricci è un romanzo onesto e diretto, che sa strappare una risata ma che ha anche il potere di spezzare il cuore. Una storia che parla d’amore, verso un altro essere umano e verso la natura, in particolare la montagna. Soprattutto nell’ultima parte dell’opera si focalizza l’attenzione sulla passione ardente del protagonista Diego per l’arrampicata e lo scialpinismo, raccontati con precisione tecnica senza però mai mettere da parte la loro grande portata emotiva. È sicuramente di grande impatto la traversata sul ghiacciaio islandese del Vatnajökull che il giovane compie con la consapevolezza di stare effettuando innanzitutto un viaggio interiore nel suo dolore. Una traversata che insegnerà a Diego che spesso è giusto rinunciare, in montagna come in amore, e che “la neve fa un rumore assordante. Vuole solo essere ascoltata. Con le sue verità che si sciolgono al sole”. Verità che emergeranno dirompenti nell’apparente silenzio di un mondo candido e a volte ostile, che lo cambierà nel profondo. Diego è un’anima errante per tutto il corso della narrazione, un giovane uomo che vede nel rischio la possibilità di sentirsi vivo, che come un moderno Robert Frost esercita il proprio diritto di scegliere la strada meno battuta, rinunciando a un lavoro sicuro e ben retribuito, e a una storia d’amore con una donna in pace con sé stessa. Egli invece non è in pace, anzi, non cerca la pace, e la sua vita è un continuo tenersi in bilico in un disperato bisogno di “dipendere dal verticale”, con l’elettrizzante consapevolezza di avere duecento metri di vuoto sotto di lui. E nell’amore verso Giulia il protagonista ritrova lo stesso brivido, la stessa vertigine: lei è il suo “continuo strapiombo”, la verità ridotta all’osso, l’essenza di ogni cosa. Nove C è un romanzo scritto con uno stile lucido e incalzante, a volte quasi telegrafico, in linea con i pensieri fugaci di Diego, definiti da lui stesso “indolenziti”. Dario Ricci ci permette di fare la conoscenza di un personaggio cinico, ironico e dissacrante, protagonista di episodi tragicomici e di altri estremamente intensi, che espongono con onestà la sua anima ferita. Nel viaggio in Islanda troverà la sua salvezza nell’accettare l’imperfezione della vita, nel comprendere quando rischiare e arrampicarsi verso la cima e quando invece rimanere con i piedi ben saldi a terra. Perché da entrambe le prospettive è possibile scorgere il proprio futuro, e costruirsi la propria squilibrata pace.

TRAMA. Diego Capecchi, trentacinque anni. Responsabile marketing di un’azienda di moda. Un lavoro che odia, ma che va inspiegabilmente a gonfie vele. Anni di convivenza con Giulia finiti improvvisamente. Lei amante della montagna e alpinista; lui no, almeno fino al loro incontro. Una passione profonda per le vette esplosa come l’amore per questa ragazza trentina sensibile, imprevedibile e taciturna. Difficile da dimenticare. Poi Dafne. Un meraviglioso incastro imperfetto. Saranno le nevi perenni dell’Islanda e un incontro inatteso in un pub di Reykjavík a ricomporre il puzzle della sua vita. Intanto il climber ceco Adam Ondra sarà impegnato con il progetto più difficile mai realizzato in arrampicata, “Silence”. Difficoltà: Nove C.

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BIOGRAFIA. Dario Ricci (Firenze, 1982) è un appassionato di vette ma è stato adottato dal mare. “Nove C” (Il seme bianco, 2019) è il suo primo romanzo.

LA CASA EDITRICE. Il Seme Bianco è una casa editrice del Gruppo LIT che mira a dare voce e a valorizzare autori emergenti ed esordienti, al fine di dare spazio alla potenzialità creativa e alla sperimentazione espressiva che spesso non trovano ascolto in circuiti editoriali più paludati. Pubblica libri di narrativa generale, noir, gialli, saggi, fantasy e raccolte di racconti. Il filo conduttore che unisce i diversi generi è la passione per la scoperta. Scoperta di una particolare visione, di un punto di vista originale che permetta al lettore di curiosare in territori “altri”, siano essi geografici, sociali, generazionali, storici, psicologici, distopici, spirituali.

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Giovanni Lo Storto racconta “Percorsi Assisi”, Scuola di Economia interuniversitaria

Scritto da glprnewsonline il . Pubblicato in Aziende, Economia

Nasce da un’idea del Sacro Convento di Assisi, poi appoggiata dalla Luiss Guido Carli, dal Politecnico di Milano, dall’Alma Mater di Bologna e dalla Federico II di Napoli: “Percorsi Assisi” è una Scuola di Economia interuniversitaria basata sull’ottica francescana. L’ha presentata e sostenuta Giovanni Lo Storto, Direttore Generale Luiss.

Giovanni Lo Storto, Direttore Generale Luiss

Giovanni Lo Storto: gli obiettivi di “Percorsi Assisi”

Un’economia che metta al centro l’uomo e i suoi bisogni, sostenibile e attenta al benessere della nostra società: è a questo che dobbiamo puntare ed è in quest’ottica che si è svolto il corso interuniversitario “Percorsi Assisi”. Da martedì 3 settembre a domenica 8 settembre i partecipanti, laureandi e neolaureati, hanno avuto l’opportunità di studiare economia ma secondo una visione diversa: la filosofia francescana. A sostenere il progetto c’era anche Giovanni Lo Storto, Direttore Generale dell’Università Luiss Guido Carli. “L’obiettivo di “Percorsi Assisi” è quello di mettere l’accento sulla formazione relativamente ai temi dello sviluppo economico in modo diverso e nuovo, attraverso un paio di innovazioni fondamentali: la prima è più università insieme, la Luiss, il Politecnico di Milano, l’Alma Mater di Bologna e la Federico II di Napoli, più l’Istituto teologico e la Basilica di Assisi”. “Il secondo motivo”, ha spiegato Giovanni Lo Storto, “è quello di mettere l’accento sulla possibilità di uno sviluppo economico che guardi alla sostenibilità come a una fonte di valore possibile. Sostenibilità ambientale certamente ma anche e soprattutto economica e sociale”. “Percorsi Assisi” è la prima Scuola di Economia interuniversitaria: l’uomo deve, necessariamente, rimanere al centro delle politiche economiche del nostro futuro, che devono restare ben concentrate sul benessere del nostro Pianeta e delle persone che vi abitano, come insegna la filosofia francescana.

La figura professionale di Giovanni Lo Storto

Giovanni Lo Storto, Direttore Generale dell’Università Luiss Guido Carli, si è laureato in Economia presso lo stesso Ateneo. Dopo aver conseguito la laurea, lavora presso l’Unione Italiana di Rassicurazione, in Bartolini in qualità di Direttore Operativo di filiale e in Swiss Re, in staff al CEO Italia. Al contempo si avvicina al mondo accademico prima come assistente, poi come professore a contratto di Economia e Gestione delle Imprese di Assicurazione presso Luiss. Inizia così un percorso professionale che lo porta ai vertici dell’Ateneo nel 2013, dopo aver ricoperto l’incarico di Vice Direttore. Giovanni Lo Storto fa parte del Consiglio di Amministrazione della rivista Internazionale, della rivista Formiche e delle Fondazioni Gerardo Capriglione e Bruno Visentini. Co-Founder dell’acceleratore d’impresa LuissEnLabs, è inoltre attivo nel mondo dell’editoria: ha curato l’edizione italiana di “Jugaad Innovation”, oltre ad essere lui stesso autore del libro “Erostudente. Il desiderio di prendere il largo”, pubblicato nel 2017 da Rubbettino. Attualmente è Consigliere di Amministrazione indipendente di Pirelli & C. S.p.A. e membro del Comitato Controllo, Rischi, Sostenibilità e Corporate Governance, nonché membro del Comitato Remunerazione.
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In Sicilia solo lo 0,17% dei veicoli è elettrico

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Nonostante si parli sempre più di mobilità sostenibile, in Sicilia la diffusione di automobili green è ancora estremamente marginale; secondo l’analisi di Facile.it su dati ACI, a dicembre 2018 le autovetture elettriche e ibride presenti nella regione erano appena poco più di 5.720, vale a dire lo 0,17% del parco auto circolante in Sicilia. La percentuale non solo risulta essere ben al di sotto del valore nazionale (0,66%), ma fa anche guadagnare alla regione il quintultimo posto nella classifica italiana.

Va detto che la diffusione di questa tipologia di mezzo è strettamente legata alla disponibilità di un’infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici e, da questo punto di vista, gli ultimi dati disponibili* evidenziano come il numero di colonnine di ricarica presenti nella regione, poco più di 160, sia ancora basso.

Ma quali sono le province siciliane con la maggior concentrazione di veicoli elettrici e quali, invece, quelle in cui diesel e benzina regnano incontrastati? Ecco i risultati dell’analisi di Facile.it.

La mappa provinciale dei veicoli elettrici e ibridi

In testa alla classifica delle province siciliane si trova Ragusa; qui, a dicembre 2018, i veicoli elettrici e ibridi erano pari allo 0,28% del totale auto circolanti, valore corrispondente a poco più di 600 unità. Al secondo posto si posiziona Siracusa, dove la percentuale di veicoli elettrici/ibridi è pari allo 0,27% (corrispondente a 716 automobili), mentre sul gradino più basso del podio si trova Palermo, con una percentuale di veicoli elettrici e ibridi pari allo 0,25% del totale mezzi circondante nella provincia, vale a dire a 1.883 vetture.

Valori sotto la media regionale per le province di Catania (solo lo 0,15% dei veicoli è elettrico/ibrido, pari a 1.183 automobili), Messina (0,14%, pari a 564 unità) e Trapani (0,13%, ovvero 368 auto).

Un doppio primato negativo, invece, spetta alle restanti province siciliane: Caltanissetta (0,09%), Agrigento (0,07%) ed Enna (0,06%), che guadagnano non solo le ultime posizioni della classifica regionale ma anche gli ultimi tre posti in quella nazionale.

«Dal punto di vista dell’RC auto non vi sono norme che vincolano le compagnie a riconoscere tariffe agevolate per coloro che hanno un veicolo elettrico o ibrido», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «Nonostante questo, però, va evidenziato che alcune assicurazioni utilizzano il tema della sostenibilità come leva di marketing e, in funzione di questo, riconoscono delle agevolazioni riservate a coloro che guidano un’automobile green; si tratta molto spesso di sconti che in alcuni casi possono arrivare ad incidere sino al 20% sul premio finale».

Non solo elettriche…

Il dato siciliano, secondo l’analisi di Facile.it, migliora leggermente se si considerano anche le altre tipologie di alimentazione più sostenibili per l’ambiente, ovvero quelle a Gpl e a metano. Sommando queste alle elettriche e ibride si arriva, complessivamente, a 143.630 veicoli, ovvero il 4,3% del totale parco auto circolante in Sicilia. Anche in questo caso, però, il valore regionale risulta essere ben lontano dal dato nazionale, dove il peso delle auto green corrisponde al 9,3% del totale.

Da questo punto di vista, guardando i dati in ottica provinciale, emerge che Palermo è l’area siciliana più sensibile alle automobili green, che rappresentano il 5,8% dei veicoli circolanti. In seconda posizione si trova Catania (5,1%), seguita al terzo posto da Ragusa, (4,1%).

Meno virtuosi, invece, gli automobilisti delle province di Messina e Siracusa (qui solo il 3,7% delle auto ha un’alimentazione diversa dal diesel e benzina), di Trapani (3,6%) e di Caltanissetta (3,1%). Chiudono la graduatoria siciliana Enna e Agrigento, province dove i veicoli green rappresentano solo il 2,4% del totale auto circolanti.

* Elaborazione Legambiente su dati EvWay, gennaio 2019

Le applique verniciabili sono super personalizzabili

Scritto da fsdf il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Avete presente quanto è difficile trovare un lampadario o un’applique che si adattino perfettamente all’ambiente di casa non solo per forma e dimensione ma anche per colore e stile? Quando magari siete in negozio o state navigando in uno store online e trovate una lampada di cui vi innamorate, ma appena prima di arrivare alla cassa vi ricordate che il suo colore arancione farebbe a pugni con il lilla delle tende che avete comprato la settimana prima? È una sensazione orribile vero? Vi fa pensare che la lampada perfetta non esiste. Bene ora è in commercio la soluzione che fa per voi. Delle fantastiche applique in gesso. In molti si chiederanno cosa ci sia di così speciale in delle semplici applique, ma la caratteristica che le rende uniche non sta nella loro forma, né tantomeno nel loro materiale. Ciò che le rende speciali è che sono lampade completamente personalizzabili.

Con le applique in gesso semplificherete le vostre ricerche

In che modo una di queste lampade potrebbe rivoluzionarvi la vita, o almeno semplificare le vostre ricerche? Facile. Questa tipologia di lampade viene venduta interamente bianca, ma grazie al suo materiale non è destinata a rimanere del colore originale a lungo. Infatti questa determinata tipologia di applique è verniciabile.

Il che vuol dire che una volta comprate vi basterà prendere tavolozza e pennello e decorare la vostra fantastica lampada nuova come più vi aggrada. Non avrete più il problema di combinare i colori o le varie tipologie di disegno, accostando righe e pois per esempio.

Se siete intenzionate a comprare questa determinata lampada per la vostra camera da letto non dovrete fare altro che posizionarvi nella stanza con la lampada in una mano e il pennello nell’altra e lasciarvi ispirare dall’atmosfera della stanza stessa.

Monocolore, a fiori, con delle piccole righine oppure sfumate. Potrete decidere voi come decorarle in piena libertà, scegliendo anche le tonalità da adottare, chiare o scure, decise o pastello. In questo caso l’unico limite sarà veramente la vostra fantasia.

Perché scegliere un’applique?

L’unico difetto di queste di lampade è che ne esistono solamente di una tipologia: applique da parete. Fortunatamente però questo tipo di lampada è facilmente sfruttabile in molti ambienti.

In una stanza da letto per esempio, possono sostituire le vecchie lampade da comodino, risultando anche più comode in quanto lascerebbero il comodino sgombro e vi darebbero la possibilità di sfruttarlo per appoggiarci altro.

In una sala di piccole dimensioni le applique da parete possono sostenere facilmente il ruolo di fonte di luce principale. A maggior ragione se decidete di posizionarne più di una lungo le pareti in modo da avere un’illuminazione distribuita in modo regolare in tutto l’ambiente.

Se la stanza cui pensavate di destinarle invece è di dimensioni elevate, come un open space, allora le vostre applique potrebbero fungere da illuminazione secondaria andando a creare una stratificazione luminosa che vi permetterà di regolare il grado di luminosità della stanza a seconda delle esigenze del momento.

Insomma questa tipologia di lampade è adatta ad ogni ambiente e grazie all’elevato grado di personalizzazione anche ad ogni stile.