Archivio per 23 Ottobre 2019

Il bacio della farfalla – Antologia poetica

Scritto da Centrone Stefano il . Pubblicato in Libri

In estate è uscita la nuova antologia dal titolo: “Il bacio della farfalla”, edita da Edith e Manhattan edizioni. È un’antologia dedicata alle donne vittime di femminicidio, nata dal progetto: “Pensieri fra le dita”. Questa è stata la prima edizione e hanno partecipato il poeta Alcamese, Pekos Julio Esteban e la poetessa emiliana Barbara Tagliavini.
Abbiamo pensato di dedicare quest’antologia alle donne perché, costantemente, sono al centro della cronaca nera. Un obbligo morale per essere vicini ai parenti di queste vittime.
L’antologia è in vendita su Amazon, Lulu.com, la Feltrinelli e la Mondadori.

Stefano Centrone – responsabile editoriale di Edith e Manhattan edizioni.

Adesivi murali: come semplificare la vita

Scritto da Erica Bezze il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Dimenticatevi i quadri. Lasciate nell’oblio le cornici. Cancellate dalla vostra memoria chiodi e martello. La nuova moda super esclusiva e iper pratica che si sta diffondendo è quella degli adesivi murali.

Grazie alla loro diffusione a macchia d’olio ne sono stati sviluppati di tutti i tipi. Non solo per quanto riguarda le superfici in cui possono essere applicati, che devono avere come unica caratteristica quella di essere lisce. Gli adesivi murali si diversificano tra di loro anche per forma e soggetto rappresentato. In questo modo potrete applicare alle vostre pareti sia delle frasi motivazionali che degli adesivi di gatti.

Perché scegliere un adesivo da parete?

La risposta a questa domanda è molto semplice. Come accennato poco prima gli adesivi murali hanno tutti gli aspetti positivi dei quadri. Senza però averne anche i lati negativi. Non sarà necessario infatti avere chiodo e martello per poterli affiggere sulle vostre belle pareti di casa, che in questo modo rimarranno completamente integre. Inoltre rimuoverli è semplice come applicarli. Gli adesivi murali non lasciano traccia di colla sulle pareti, né su altre superfici su cui vengono applicati.

Grazie alla loro facilità di gestione sarà anche molto semplice poter dare ogni volta un tocco nuovo alla stanza. Avete presente quando un quadro vi ha stancato e volete cambiarlo con un altro? Purtroppo non è sempre così facile. I quadri infatti solitamente lasciano sulle pareti degli aloni che risultano molto spiacevoli se il secondo quadro non ha le stesse dimensioni di quello precedente. Con gli stickers però non ci sarà questo problema perché una volta staccato l’adesivo, la parete sarà esattamente come nuova. Come se prima non ci fosse stato nessun adesivo.

Un altro punto che gioca a favore degli stickers murali è che non dovrete diventare matti a cercare la giusta cornice da poterci abbinare con le stesse dimensioni. L’unica cosa che dovrete fare è scegliere la fantasia o il soggetto che più si accostano al vostro gusto, decidere dove posizionarlo, rimuovere la pellicola posteriore et voilà. Il gioco è fatto.

Come scegliere lo stickers più adatto?

Gli adesivi murali si raggruppano in numerosissime categorie che si distinguono tra di loro non solo per forma e dimensione ma anche per zona della casa a cui sono destinate.

Se avete intenzione di acquistare degli adesivi da posizionare in cucina oppure in bagno, dovete sapere che quelli studiati per queste stanze della casa sono adesivi progettati appositamente per resistere all’umidità e alle alte temperature.

Per tutte le alte stanze della casa invece la scelta si limita a qualsiasi adesivo vi piaccia. Se siete amanti degli animali, quello che fa al caso vostro sono degli adesivi di dolci gattini. Stilizzati, realistici o disegnati a cartone animato, gli adesivi murali con i gatti sapranno certamente come farvi sempre sentire circondati dai vostri animali preferiti. Se invece i gatti non fanno proprio al caso vostro potrete sempre optare per un altro tipo di animale, come un cavallo o un tenero cagnolino.

Cambiando totalmente genere invece potrete trovare anche adesivi per piastrelle con figure geometriche, stickers riguardanti lo sport da poter applicare nella cameretta dei bambini, adesivi con bellissime frasi con cui abbellire il salotto oppure stickers con riferimento al cibo da poter posizionare in cucina.

Eccellenza delle operations con il “Varvel Mechnology System”

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende

Lean thinking e aumento della produttività al centro del processo di trasformazione del Gruppo Varvel, che sceglie la strada della “fabbrica delle competenze” per incidere sempre più sul mercato internazionale.

 Valsamoggia (BO), 22 ottobre 2019 – Nell’universo dell’Industry 4.0, sempre più digitalizzato e performante in un’ottica di abbattimento degli sprechi e di capacità di adattamento alle evoluzioni della domanda e dell’offerta, non si può prescindere dall’assunzione di un approccio lungimirante e flessibile, capace di stare al passo con la rapidità dei cambiamenti imposti dalla globalizzazione.

Il percorso di crescita del Gruppo Varvel, da oltre 60 anni leader nel settore delle trasmissioni meccaniche, ha attraversato molte fasi decisive per giungere alla definizione della sua attuale strategia produttiva e commerciale, rimanendo sempre orientata alla focalizzazione delle proprie plusvalenze e al miglioramento della competitività aziendale. La filosofia della condivisione delle idee e della valorizzazione delle risorse, ispirata dal Presidente Francesco Berselli e sposata da tutti gli attori della crescita di Varvel, racchiude intrinsecamente la componente di flessibilità espressa dalla Lean Production (o Lean Manufacturing), il modello produttivo indispensabile per identificare le esigenze del cliente e impostare i flussi delle attività in funzione del suo completo (e tempestivo) soddisfacimento.

Quando questo sistema si fonde con il metodo “Six Sigma”, la semplificazione e lo snellimento dei processi risultano coincidere con l’incremento delle performance sul mercato. Grazie ad un approccio basato sui dati – e sulla riduzione dei rischi legati all’erronea valutazione del processo stesso – il Gruppo Varvel è riuscito nell’obiettivo di eliminare molti “sprechi di fatto” e di costruire una metodologia a misura dell’azienda.

Ne è nato il Varvel Mechnology System, l’”acceleratore di cambiamento” che, attraverso il monitoraggio di tutti i passaggi, la comprensione delle reali esigenze del cliente e la segmentazione del lavoro in obiettivi raggiungibili e temporalmente molto vicini, sta determinando la traiettoria del polo produttivo Varvel.

Da “fabbrica dei prodotti”, il Gruppo Varvel tende sempre più alla realizzazione della “fabbrica delle competenze”, che ponga il fattore temporale al centro del processo di sviluppo: “Il successo dei piani di sviluppo dipende in modo sensibile dai tempi di messa in opera delle scelte strategiche che saranno indicate nel nuovo piano industriale – afferma Mauro Cominoli Managing Director del Gruppo Varvel, che prosegue – L’individuazione del momento più adatto per la concretizzazione di un investimento è basilare. Pensare e agire in modo flessibile, per noi, è già una realtà: abbiamo messo in campo un’azienda più moderna, che punta all’internazionalizzazione e ambisce ad un costante aumento della produttività”. Tra i principali step di questa pianificazione strategica e organizzativa vi è l’introduzione di avanzati sistemi di analisi dei dati: un’attività di reporting necessaria per individuare i punti deboli del comparto produzione e correggerli, essenziale per focalizzare i fattori maggiormente influenti sul processo e apportare tutti i miglioramenti necessari alla massimizzazione dei risultati economici, con un’attenzione sempre crescente alla customizzazione e alla differenziazione della produzione.

Geoplant sperimenta un nuovo clone: la mela Fuji torna in pianura

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende

L’azienda romagnola, impegnata nella continua innovazione in ambito frutticolo, non dimentica l’importanza del Made in Italy e sperimenta la coltivazione di un nuovo clone di Fuji.

Geoplant Vivai, società agricola specializzata nella produzione e nel miglioramento genetico di piante da frutto, pone il suo operato sempre in direzione della valorizzazione del territorio. Infatti con l’inizio della raccolta in pianura delle apprezzatissime mele Fuji, Geoplant coglie i frutti della recente sperimentazione di un nuovo clone: si chiama KING® Fuji VW* dell’editore gruppo KIKU® già famoso per avere lanciato cloni di Fuji di grande successo come il KIKU® Fubrax* o il KIKU® 8 Brak*.

Questo nuovo clone si caratterizza per la colorazione del frutto slavata, ma allo stesso tempo molto intensa, probabilmente la più estesa fra i cloni esistenti. Questa caratteristica è agevolata dal fatto che si tratta di un clone a portamento Spur quindi a bassa vigoria (a differenza di tutti gli altri cloni che al contrario sono molto vigorosi) e ciò lo rende facilmente gestibile.
 Rispetto ai cloni esistenti, restano pressoché inalterate le altre caratteristiche tipiche della Fuji, ovvero la tipica tessitura della polpa, il sapore inconfondibile e una sensibilità a ticchiolatura che può risultare moderata o forte a seconda delle annate.

L’impianto di prova realizzato da Geoplant presso un produttore socio del gruppo Apofruit ha prodotto, solo per quest’anno, 415 quintali/ha in terza foglia con una pezzatura media superiore ai 75 mm. I portinnesti presenti nell’impianto sono due, 50% Pajam2 e 50% M9T337, ed entrambi hanno dimostrato eccezionali performance produttive e qualitative senza manifestare, fino ad ora, segni di alternanza produttiva.

Qualora questo clone confermasse quanto mostrato nelle ultime due annate potrebbe rappresentare un’ottima opportunità per rilanciare la coltivazione della Fuji in Pianura Padana che purtroppo risulta molto frenata da due caratteristiche negative che accomunano tutti i cloni presenti sul mercato fino ad oggi: l’alternanza produttiva e la scarsa colorazione dei frutti in particolare dalla 5-6a foglia in poi.

http://www.geoplantvivai.com

La talentuosa fotografa Elisa Fossati ora a Roma per la sua personale al Piram Hotel

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

Continua il suo tour in Italia l’esposizione itinerante di Elisa Fossati. Così, dopo il successo di Milano, Venezia, Spoleto e Bassano del Grappa, We Are the World, questo il titolo della personale, è stata inaugurata la scorsa settimana a Roma nel prestigioso Piram Hotel, in via Giovanni Amendola 7. La mostra rimarrà accessibile al pubblico fino al 15 dicembre e ha goduto fin da subito del contributo di numerose personalità illustri. Organizzata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, la rassegna ha visto interessati diversi grandi ospiti come il prof. Vittorio Sgarbi, Pippo Franco, celebre conduttore del programma televisivo il Bagaglino, l’artista Josè Dalì, figlio di Salvador Dalì, la giornalista RAI Antonietta Di Vizia, il noto sociologo Francesco Alberoni, la già direttrice di «Chi» e «Diva e Donna» Silvana Giacobini, e poi Morgan, Carolyn Smith, Maria Rita Parsi, il direttore di Ansa Lombardia Vincenzo Di Vincenzo, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, il direttore della Triennale di Fotografia Luigi Gattinara e molti altri ancora.

Nei suoi scatti, la giovane fotografa milanese, laureata in Arte, Patrimoni e Mercati allo IULM, è riuscita a creare un mondo alternativo, in cui l’immagine e la parola sono l’uno lo specchio dell’altra. Ecco quindi che dagli abissi si risale tra le nuvole per immergersi poi nel fitto delle grandi metropoli, intrufolarsi in palazzi storici di inestimabile bellezza. Con uno sguardo attento alle piccole cose, facendosi piccoli sotto la volta celeste e liberi come le aquile sopra le nubi, i visitatori potranno godere di un panorama variopinto, popolato di umanità, al passo con questo tempo. In un vortice di città, di luoghi in cui i ricordi si accavallano e per fermarli occorre imprimerli in brevi versi di semplice verità, We Are the World adorna le pareti del Piram Hotel, a pochi passi dal Teatro dell’Opera e dalla Basilica Santa Maria degli Angeli.

Elisa Fossati offre, oltre alle vedute, anche la chiave di lettura con degli aforismi curati appositamente per ciascun istante. A supporto di questa tesi così si esprime Roberto Villa: “C’è, trasparente, un grande romanticismo sia nelle foto sia nelle poesie che, nel collage cercano, e trovano, un differente mezzo di comunicazione che travalichi gli schemi e che consenta una possibilità espressiva allargata, aperta alle emozioni che diventano immagini d’Arte”.

Per info: 0424 525190, org@spoletoarte.it.

Grandi apprezzamenti in Biennale Milano per Matteo Fieno

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’artista Matteo Fieno ha partecipato alla prestigiosa Biennale Milano con un circuito selezionato di sei opere di grande impatto comunicativo. Fieno si riconferma nella sua qualificante valenza espressiva anche in questo importante evento di portata internazionale. La dottoressa Elena Gollini ha così commentato “La pittura di Matteo si orienta alla libera esplorazione della realtà, del mondo circostante declinato al femminile che permette di trovare idee e pensieri da sviluppare, riflessioni da condividere. L’istanza di conoscenza del reale diventa una forma di meditazione metafisica e metastorica di studio e di sintesi del dato esistenziale ed esperienziale. La costruzione narrativa ottiene ottime soluzioni di immediata resa attraverso il filtro dell’immaginario, che conferisce un taglio scenico eterogeneo e risulta incisivo ed efficace nella funzionalità comunicativa. La composizione dei piani sequenziali lascia emergere più livelli di percezione e di rielaborazione mentale compresenti insieme: la realtà, l’intuizione, l’immaginazione. La rappresentazione è concepita come rievocazione iconica con codici sottesi, che vanno oltre l’impatto visivo ed estetico e sollecitano un’indagine e uno scandaglio approfonditi. L’impianto narrativo rimanda ad una finalità che va decifrata e recepita all’interno di un disegno progettuale sempre ben studiato e ponderato in ogni fase. La forza espressiva d’insieme risiede nell’intersezione scenica dei vari piani strutturali che si armonizzano in equilibrio bilanciato. Assemblando e accorpando insieme forme, figure, segni e colori delinea una dimensione sospesa senza tempo calata in un’atmosfera metafisica che aumenta le suggestioni visionarie e intercetta da subito l’occhio curioso dell’osservatore. Collega e lega saldamente tradizione e innovazione all’insegna di una pittura d’impronta attuale, basata su una sperimentazione moderna. La sua arte possiede una matura e consolidata coerenza stilistica e concettuale e acquista valore tangibile come processo simbolico di testimonianza diretta nella diffusione di elevati valori, che affiorano sulla superficie bidimensionale e prendono vita animati da vibranti profondità psichiche“.

“Vento di protesta ” La Tresca

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in radio il nuovo singolo de La Tresca. Un canto, un commiato, il saluto ad un amico.

Storia di oggi è il nuovo singolo “Vento di protesta” a sancire una fresca collaborazione tra la band e la label toscana RadiciMusic di Aldo Coppola Neri. Un canto popolare ma anche una preghiera laica, un saluto di commiato ad un caro amico ma anche un ricordo rivoluzionario, uno sguardo alla verità di quel certo modo di stare al mondo. Melodie fresche, energie pure e quel tanto che basta per scolpire alla memoria la forza di una canzone dalle tante chiavi di lettura. Che sia l’inizio di un nuovo lavoro?
“Vento di protesta” a cui è seguito un video realizzato nella Tuscia Viterbese.

Folk-Band originaria della Tuscia, una zona geografica a cavallo di tre regioni (Toscana, Umbria, Lazio) dove si incrociano culture e tradizioni antichissime.

Fin dagli esordi, il loro sound si contraddistingue per la ricchezza di sonorità popolari, semplici, ma molto trascinanti e adatte a creare quell’atmosfera di festa che si respira nei loro concerti.
Quasi 20 anni di carriera e un lungo tour, iniziato e mai smesso, li hanno visti protagonisti nelle piazze italiane e nei grandi festival europei.
Irlanda, Olanda, Ungheria, Svizzera, Germania, Macedonia… le nazioni che i ragazzi de LA TRESCA hanno conquistato con la loro energia.

Ben cinque i dischi all’attivo (di cui uno LIVE), in cui spicca la produzione artistica di Massimo Giuntini, flautista e cornamusista in molte formazioni del panorama musicale italiano tra cui Casa Del Vento, Modena City Ramblers, Whisky Trail…
…senza trascurare le molteplici collaborazioni che in questi anni hanno accompagnato la musica de La Tresca: Cisco, Erriquez e Orla (Bandabardò), Francesco Moneti e Franco D’Aniello (Modena City Ramblers), Luca Lanzi (Casa Del Vento), fino a Geri cantante della rock-band ungherese degli Hollywoodoo.

https://www.facebook.com/latrescaofficial/
http://www.latresca.it/LaBand.html

Label RadiciMusic
http://www.radicimusicrecords.it/

Giornata delle Nazioni Unite-Udine

Scritto da Antonello Quattrocchi il . Pubblicato in Cultura

Il Club per l’UNESCO di Udine invita alla:

da: Lista delle Giornate Internazionali d’Azione deliberate dall’ONU:

GIORNATA  DELLE  NAZIONI  UNITE (24.X)

Mercoledì 23 Ottobre 2019 – ore 16.00

Sala Florio di Palazzo Florio – Via Palladio, 8 – Università degli Studi di Udine

Renata Capria D’Aronco

Presidente del Club per l’UNESCO di Udine

Introduzione

Antonello Adriano Quattrocchi

Componente del Direttivo Regionale Friuli Venezia Giulia della LIDU (Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo) – Membro FIDH (Federazione Internazionale dei Diritti dell’Uomo) /ONU, Delega per i Diritti dell’Uomo del Club per l’UNESCO di Udine

L’ONU e la LIDU

Silvana Tiani Brunelli

Presidente del Centro Studi Podresca (Associazione di Promozione Sociale, Componente del Club per l’UNESCO di Udine)

Il ruolo delle abilità umane nelle sfide del futuro. Una proposta per la crescita delle persone

Silvano Brunelli

Direttore per la Ricerca del Centro Studi Podresca (Associazione di Promozione Sociale, Componente del Club per l’UNESCO di Udine)

I millennium Goals delle Nazioni Unite.

Perché è necessaria la cultura degli obiettivi

Giulio Frasson

Coordinatore di Vitae ONLUS (Associazione,  Componente del Club per l’UNESCO di Udine)

Le Nazioni Unite: uno sguardo dal passato al futuro.

L’attenzione alla qualità dell’educazione

Con il cortese invito a partecipare e a diffondere l’evento

Cordialità

Renata Capria D’Aronco

Presidente del Club per l’UNESCO di Udine

tel. e fax 0432.521124; cell. 330.241160

Email: clubperlunesco.udine@gmail.com

Club per l’UNESCO di Udine, via Solferino, 7 – 33100 Udine

www.udineclubunesco.org

“Lo spazio tra noi”, il nuovo romanzo della scrittrice Andretta Baldanza

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Lo spazio tra noi di Andretta Baldanza

La scrittrice milanese Andretta Baldanza presenta “Lo spazio tra noi”, un romance appassionante che travalica il suo genere di appartenenza per approdare nel fantascientifico, con piccole incursioni nel giallo. Ambientata in un’affascinante Edimburgo, questa storia racconta di un viaggiatore dello spazio inviato ad esplorare il Pianeta Terra e di una piccola, grande donna intenta a rimettere insieme i pezzi della propria vita. Il loro inatteso quanto strabiliante incontro permetterà alle loro anime di unirsi, e di trovare finalmente la pace.

Titolo: Lo spazio tra noi

Autore: Andretta Baldanza

Genere: Romance/Urban Sci-fi

Casa Editrice: Amazon Kindle direct publishing

Pagine: 572

Prezzo: 2,99 € (eBook)

«Quando sono arrivato ero solo un esploratore. Poi il dolore, l’amore, la gioia, la paura mi hanno cambiato. Qui, tra di voi, sono diventato un uomo. E non voglio mai più essere nient’altro. Io sono Malcom MacDubh […]».

Lo spazio tra noi di Andretta Baldanza è un romanzo particolare, che abbraccia diversi generi letterari per raccontare una storia che ha le sue radici nella fantascienza, che esplora le relazioni umane in un romance dalle soffuse tinte erotiche, e che vira nel giallo nel trattare un’intricata ed agghiacciante vicenda. Protagonista del romanzo è un viaggiatore dello spazio, una forma primigenia che ha la capacità di svilupparsi in un corpo umano per partenogenesi, evolvendosi da un’unica cellula. Questo essere di pura luce decide di chiamarsi Malcom: infiltrandosi nella società edimburghese con il suo nuovo corpo mortale dovrà studiare le relazioni tra gli esseri umani e le altre specie presenti sul Pianeta Terra. Malcom comprende subito quanto il suo nuovo corpo possa essere fonte di sensazioni ed emozioni forti e indescrivibili, trovandosi spesso spiazzato nel tentativo di dar loro un significato coerente. In particolare si rende conto dell’enorme fortuna che hanno gli esseri umani di non sentirsi mai soli, e di avere il privilegio di amare ed essere amati, due aspetti che spesso l’uomo tende a sottovalutare. Malcom ripensa alla sua lunghissima vita perso nel cosmo – “il vero problema dello spazio non è affatto l’oscurità…è la solitudine” – e si rende conto di quanta ricchezza è presente sulla Terra, che non è materiale ma fatta di sorrisi, di sguardi, di mani protese e di calore di due corpi abbracciati. Quando incontra Caylin, una ragazza dal passato difficile e doloroso, quella ricchezza sembra cadergli letteralmente tra le braccia, spingendolo a riconsiderare tutto il suo vissuto, e rendendolo giorno dopo giorno “drogato di umanità”. In questa storia che parla di consapevolezza, di autodeterminazione e di riscatto, si assiste al coraggioso tentativo di due esseri umani chiusi nelle loro personali gabbie di fuggire da una condizione che sembra immutabile. Attraverso una trama avvincente ed emotivamente coinvolgente si racconta della dura lotta di Malcom e Caylin contro un destino che li vuole separati, e contro differenze all’apparenza inconciliabili che vengono annullate grazie al tenace amore che provano l’uno per l’altra. Lo spazio tra noi è un romanzo che racconta le luci e le ombre dell’essere umano dal punto di vista di diversi personaggi; un’opera citazionista che svela la grande passione dell’autrice per la cultura pop e in particolare per il cinema e le serie televisive. Sono infatti molteplici le citazioni palesi e nascoste a film come Blade Runner o Il signore degli anelli, e a serie televisive come Outlander o Doctor Who; citazioni che la stessa autrice invita a scovare nella nota introduttiva al romanzo, rendendo il lettore attivamente partecipe della sua storia.

TRAMA. Cosa vuol dire essere un uomo? Cosa vuol dire provare emozioni profonde e a volte violente come l’amore o la paura, la passione o il dolore? Sono sufficienti per potersi definire veramente e pienamente umani? A queste domande dovrà rispondere Malcom, un visitatore di un altro Mondo, giunto sulla Terra per una semplice missione esplorativa che si trasformerà in qualcosa di molto più complesso. Grazie all’incontro con Caylin, una donna particolare nel cui passato c’è un mistero insoluto, Malcom compirà un difficile viaggio all’interno di sé stesso, dal quale emergerà cambiato per sempre, arrivando a modificare la propria identità e tutto ciò che credeva di sapere sulla vita.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

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BIOGRAFIA. Andretta Baldanza è nata a Milano ed è laureata in Scienze Politiche. Esordisce nella narrativa nel 2018 con i romance “The Viking Chronicles 1 – L’incontro” e “The Viking Chronicles 2 – L’ascesa”. “Lo spazio tra noi” (2019) è il suo ultimo romanzo.

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