Archivio per 1 Ottobre 2019

“Drago Conserve” compie 90 anni

Scritto da Drago Conserve il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Italia

“Drago Conserve” compie 90 anni! Tra i protagonisti principali del mercato delle conserve ittiche, la Ditta Sebastiano Drago fondata nel 1929 a Siracusa da Sebastiano, nonno dell’attuale Amministratore Giuseppe, è stata tra le prime in Sicilia a lavorare il pregiato tonno fresco del Mediterraneo e sin da allora si caratterizza per la sua elevata qualità. Alla base c’è la solidità e la tradizione di una grande storia famigliare nata 90 anni fa e mantenuta viva sino ad oggi. Un esempio virtuoso di imprenditoria orientata al futuro che in quattro generazioni ha saputo raggiungere tutti i settori della GDO e del normal trade fidelizzando sempre più consumatori finali. Oggi lo spirito che li guida non è tanto diverso da 90 anni fa, solo che necessariamente è rivolto ad un mercato più grande, più variegato e più attento.

La storia aziendale è un percorso affascinante, un preciso modo di essere, legata a concetti che sembrerebbero fuori dal tempo e che non è mai scesa a compromessi scegliendo sempre la strada dell’eccellenza: scelta accurata delle materie prime e lavorazioni accuratissime, artigianali e rigorosamente a mano, il tutto per garantire ai clienti prodotti ricchi di gusto e sapore.

“I 90 anni della nostra azienda rappresentano un evento importantissimo per la storia della nostra attività perché testimonia la capacità di superare le difficoltà e le zone d’ombra in un secolo come il Novecento, costellato da continui accadimenti economici, culturali e sociali. È la testimonianza di come ad ogni difficoltà l’azienda ha saputo rispondere alzando sempre più la qualità dei prodotti, seminando anno dopo anno per raccogliere non solo nell’immediato ma anche nel futuro” – ha spiegato Giuseppe Drago, amministratore unico di Drago Conserve.

Per suggellare questo momento storico l’Azienda, come è nel suo stile, ha deciso di festeggiare con tutti i suoi dipendenti dedicando loro un momento di festa e di condivisione, ritenendo da sempre che “Drago Conserve” è la somma delle singole persone che ci lavorano, è l’insieme delle loro storie, delle loro esperienze e dei loro successi, che diventano i successi di tutti.

I suoi 90 anni non sono certamente un punto di arrivo ma anzi un trampolino di lancio per guardare al futuro con uno sguardo roseo e per puntare a  nuovi importanti obiettivi!

Candine® è una mela speciale, con caratteristiche che la faranno presto apprezzare a un pubblico di ogni età

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende

L’azienda Geoplant Vivai ha ospitato nei propri vivai la tappa finale di un itinerario in occasione di una giornata tutta dedicata alla mela più bella della Romagna.

Il 17 settembre, a Pievesestina di Cesena, Apofruit ha presentato il progetto Candine® della varietà di mela Regal You® presso i suoi stabilimenti. Tra i temi trattati gli obiettivi, la politica di marca, i risultati del consumer test e le caratteristiche varietali di questa mela pregiata. Una giornata culminata nella visita in campo dei vivai di Geoplant a cui è affidata dal 2021 la produzione del materiale vivaistico, indicativamente 120 mila astoni all’anno.

La collaborazione con Apofruit si orienta verso una strategia di valorizzazione e differenziazione, sviluppando una politica di marca su un preciso prodotto come la mela. Apofruit e le aziende ad essa associate sono clienti di Geoplant da sempre e questo rapporto di fiducia reciproca perdura da decenni. Si sono aggiunte nel corso degli anni altre importanti collaborazioni sia nel campo della ricerca (ad esempio con il progetto Maspes) che in ambito commerciale (ad esempio il progetto di sviluppo della varietà Falstaff). Da questo background è nata la collaborazione per la produzione delle piante della varietà Candine® .

“Mostrare un bel vivaio ai nostri clienti è motivo di grande soddisfazione”. – commenta Gianluca Pasi, responsabile tecnico commerciale di Geoplant Vivai“Molte delle aziende presenti sono nostri clienti e questa giornata è stata una buona occasione per incontrarli e confrontarci con loro. Il progetto Candine® spazia su diverse Regioni Italiane e ci dà la possibilità di conoscere altre realtà e farci conoscere.”

“Per diversi decenni il mercato e il consumo hanno seguito la linea dell’estetica e della convenienza, ma quell’epoca sta terminando e non solo nel settore della mela. Il consumatore sta iniziando a cercare un prodotto che sia prima di tutto buono e direi proprio che Candine® risponde a pieno a questa domanda”.

Geoplant è stata scelta da Apofruit per la serietà che mette ogni giorno nella cura dei propri vivai e nel rapporto con i clienti. Presente sul mercato da quasi quarant’anni, l’azienda si impegna fin dalla sua nascita nella produzione di piante di qualità e ogni anno organizza giornate di approfondimento in campo o in vivaio per mostrare nuove varietà o nuove tecniche di coltivazione.

Il libro di Marianna Calbi dal titolo Felicità esce con l’Edizione Speciale Sanremo 2020

Scritto da areastampa360 il . Pubblicato in Libri

Un Vademecum di strumenti e strategie per ottenere risultati efficaci e duraturi riconoscendo la nostra essenza e sprigionando il nostro potenziale. Molti identificano Marianna Calbi come mental coach o mental trainer, il che richiama subito alla mente il concetto di malattia mentale, problemi, di qualcosa che nessuno di noi vorrebbe avere. Vi assicuriamo che non è psicologa ma un professionista che ha seguito molti percorsi professionali riconosciuti a livello nazionale ed internazionale, che gli ha fornito conoscenze e competenze operative da applicare in ambito di crescita personale, aziendale e sportiva. Lavora con le persone per passione, per aiutarle a tirar fuori le risorse che già possiedono o insegna loro alcune tecniche per migliorare la propria autostima e conseguentemente accettazione totale migliorando di gran lunga i propri risultati in termini di performance, relazioni e soprattutto soddisfazione e felicità. Lavora con persone che hanno voglia di cambiare, di approcciarsi in modo differente alla vita, di riscoprirsi, migliorarsi e raggiungere i propri obiettivi. Non possiede bacchette magiche ne trucchi miracolosi in grado di cambiare le situazioni, ma fornisce semplici “attrezzi”, fogli di carta, matite per scrivere e programmare piani di allenamento da usare insieme agli strumenti che man mano emergono nelle diverse situazioni. In questo libro vuole raccontare in forma molto leggera alcune tecniche utili per poter raggiungere uno stato di consapevolezza, gratitudine ed equilibrio che generano Felicità! Un famoso psicoterapeuta del nord Italia afferma: ‘Puo’ aiutare… tutti gli approcci e le figure professionali possono aiutare e dare chiavi di lettura diversi…’.

La presentazione ufficiale del libro Felicità, avverrà in occasione del 70° Festival di Sanremo 2020.

Come conservare gli alimenti

Scritto da pressnews il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

La conservazione del cibo

Sott’olio, sott’aceto, in agrodolce, sottovuoto crudo e previa essiccazione, tutti questi sono metodi per conservare gli alimenti rendendoli disponibili nel tempo, tra tutte le tecniche conserviere, l’essiccazione è tra quelle più meritevoli di attenzione, oltre a regalare al palato un prodotto dalla sapidità piacevole, regala all’organismo un cibo salubre con ottime proprietà organolettiche; la frutta e la verdura che subiscono il processo di essiccazione possono essere conservate in dispensa per diversi mesi.

Come eseguire un’essiccazione a regola d’arte

Quella dell’essiccazione è una tecnica conserviera molto antica, che si basa sulla sottrazione dell’acqua presente nell’alimento, chiaramente il metodo primordiale di essiccazione è quello che si serviva dell’energia solare, tuttavia, successivamente, con l’introduzione del calore artificiale e con l’utilizzazione dell’aria surriscaldata in celle di essiccazione, la vecchia tecnica che sfruttava l’energia solare è stata abbandonata, di fatto gli amanti dei cibi essiccati rivolgono la loro attenzione a speciali macchine denominate essiccatori.

Tra antico e moderno

Come già detto anticamente ad essere sfruttata per l’essiccazione era l’energia solare, in questo caso il cibo che doveva diventare provvista per essere consumato successivamente, doveva essere esposto al calore del sole, la frutta e la verdura preventivamente tagliata dovevano rimanere all’aria aperta nelle ore più calde della giornata; per arrivare al risultato finale occorrevano però alcuni giorni.

Tuttavia, tra l’antico e il moderno c’è una via di mezzo, una sorta di simil moderno incarnato dal vecchio e caro forno presente in tutte le cucine; nella fattispecie frutta e verdura devono essere adagiate in forno a una temperatura che non deve superare i 60 °C e che al contempo non deve essere inferiore ai 40 °C, il tempo d’essiccazione impiegato da questo elettrodomestico è piuttosto variabile e può andare da un minimo di 4 ore a un massimo di 12 circa, tutto dipende dal cibo che si deve essiccare.

Dopo l’antico e il simil moderno si trova ovviamente il moderno, questo metodo è reso possibile grazie all’impiego dell’essiccatore per alimenti, una macchina che ha la grande capacità di procedere all’essiccazione del cibo in tempi molto più brevi rispetto ai primi due metodi, il tutto con un consumo di energia davvero basso.

Imperativo categorico: evitare la formazione di muffe

Qualunque sia il metodo di essiccazione scelto è di vitale importanza eseguire il procedimento con meticolosità, solo così si eviterà di perdere il prodotto confezionato a causa della possibile formazione di muffa.

Una volta essiccati a dovere gli alimenti devono altresì essere conservati a regola d’arte, a tal proposito è possibile scegliere i barattoli di vetro, oppure il sottovuoto.

Se si è orientati verso i barattoli di vetro è necessario acquistare quelli a chiusura ermetica, prima di procedere alla conservazione del cibo ogni barattolo va lavato e sterilizzato, dopodiché si può iniziare a sistemare dentro l’alimento essiccato adagiandolo con la dovuta attenzione, di modo che non si rovini. Quando il barattolo sarà bello colmo, si chiude e si colloca in un luogo buio e fresco, questo perché le conserve non amano la luce e il calore, una volta aperto il barattolo per consumare la leccornia che custodisce è doveroso richiuderlo alla perfezione.

Se il metodo di conservazione scelto, invece, è il sottovuoto è necessario munirsi dell’apparecchio preposto a questa operazione, una volta procurata la macchina si può procedere con l’operazione di imbustamento, il sottovuoto è uno dei metodi migliori da impiegare quando non si ha molto spazio.

Terapie più sicure, tecnologie e supporto ai caregiver per la QOL degli anziani

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute

Organizzato da ONDA e Daiichi Sankyo Italia il convegno “Presa in carico assistenziale e terapeutica del paziente anziano”

Roma, 30 settembre 2019 – Invecchiamento attivo, sicurezza delle nuove terapie anticoagulanti per i pazienti anziani, tecnologie digitali a supporto della gestione delle cronicità, e infine il prezioso e difficile ruolo del caregiver in un’Italia che conta sempre più anziani e necessita di migliori servizi sanitari e assistenziali. Sono questi i temi del convegno “Presa in carico assistenziale e terapeutica del paziente anziano”, l’evento organizzato da Onda – Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere e Daiichi Sankyo Italia, che oggi mette a confronto esperti del settore, classe medica e istituzioni.

L’Italia è il secondo Paese al mondo, dopo il Giappone, per percentuale di anziani, con 13,8 milioni di persone over 65, ovvero il 22,8% della popolazione totale, e detiene il record europeo, con la Francia, per presenza di ultracentenari (oltre 14 mila). Secondo l’Istat, all’inizio del 2019 sono 2,2 milioni gli individui di età pari o superiore agli 85 anni. In aumento anche i non autosufficienti, ad oggi circa 2,5 milioni che, secondo le stime, raddoppieranno entro il 2030, ma solo la metà di questi usufruisce di servizi sociosanitari, mentre il resto è assistito da un caregiver familiare, di cui 1 su 5 è a sua volta ultrasessantenne. Per ciò che riguarda la differenza di genere, la longevità delle donne rispetto agli uomini è controbilanciata da una inferiore aspettativa di vita in buona salute rispetto a questi; inoltre sulle donne grava maggiormente perdita di autosufficienza, a cui si aggiunge una maggiore predisposizione ai disturbi cognitivi e depressivi. Eppure, è donna anche la maggioranza dei caregiver che assistono gli anziani.

“Questa nuova realtà sociodemografica pone le istituzioni e la società civile di fronte alla necessità, ormai ineludibile, di interventi significativi a livello non solo sanitario ma anche culturale e socioassistenziale. È diventato più che mai cruciale promuovere l’invecchiamento attivo di tutti i cittadini, garantendo un’assistenza sanitaria adeguata e programmi di educazione sui sistemi di prevenzione dei rischi per la salute legati all’invecchiamento. Ma soprattutto – ha spiegato Nicoletta Orthmann, Coordinatore medico-scientifico di Onda – è necessario dare il massimo supporto a quell’esercito silenzioso di milioni di donne e uomini che, ogni giorno e per anni, si prende cura dei di ignorarli e lasciarli soli.” nostri anziani non più autosufficienti. Persone, spesso anch’esse ultrasessantenni, che a titolo gratuito svolgono un prezioso e faticoso lavoro di alto valore sociale ed economico, ad oggi non ancora riconosciuto né tutelato nel nostro Paese. Non possiamo più permetterci di ignorarli e lasciarli soli.”

Pazienti anziani con cronicità e comorbilità: la gestione ed i costi della fibrillazione atriale (FA)

L’epidemiologia dell’invecchiamento della popolazione italiana, caratterizzata dalla riduzione delle nascite, dall’aumento progressivo dell’aspettativa di vita, e dal contestuale incremento delle cronicità che impatta sulla qualità della vita dei singoli e sul costo sociale derivante dalla non autosufficienza in tarda età, è un dato di cui tener conto nella valutazione delle risorse da investire nella sanità pubblica. Una popolazione che merita particolare attenzione è costituita dagli anziani “fragili”, ovvero quei milioni di italiani in età avanzata o molto avanzata (grandi anziani) con gravi comorbilità, a rischio di disabilità e rapido deterioramento dello stato funzionale. L’approccio terapeutico per questi pazienti (>85-90 anni) deve essere basato su una valutazione multidimensionale che prenda in considerazione più aspetti della persona, tra i quali lo stato funzionale, cognitivo e sociale, oltre a quello propriamente clinico.

La vera sfida dei prossimi anni sarà la gestione integrata e interdisciplinare delle malattie croniche dell’anziano, una su tutte la Fibrillazione Atriale.
I costi di gestione della FA in Italia ammontano a circa 5000€ per paziente all’anno. Circa il 96% dei pazienti affetti da FA è a rischio di ictus, terza causa di morte, ma prima causa di invalidità. Il 20-30% di tutti i casi di ictus è attribuibile a questa aritmia, e la percentuale aumenta in modo drammaticamente significativo con l’avanzare dell’età.
Il paziente con fibrillazione atriale ed ictus è ad alto rischio di recidiva ischemica ma nello stesso tempo è ad alto rischio di emorragia – soprattutto intracranica – più frequente nel paziente anziano, perché spesso questo presenta disabilità residua con tendenza alle cadute, patologie legate al decadimento cognitivo o possibili interazioni farmacologiche dovute all’assunzione di più medicinali, con problematiche che interessano anche l’aderenza terapeutica. Lo specialista si trova a dover considerare tutti questi fattori prima di prescrivere un trattamento con anticoagulanti orali per la prevenzione secondaria dell’ictus.

L’innovazione farmaceutica e tecnologica procede proprio in questo senso, per offrire a questa categoria di pazienti una terapia più appropriata e sicura, quindi più efficace ed efficiente, per ridurre l’incidenza di ictus con un notevole vantaggio economico e sociale, ridurre gli episodi acuti e le ospedalizzazioni, limitando al contempo i costi sociali ed economici indiretti, come quelli che gravano sull’assistenza e sul caregiver. “Il progresso della ricerca scientifica e farmacologica ci consente oggi di vivere più a lungo, e non possiamo permettere che questo straordinario successo della scienza diventi un peso sociale, sanitario o economico. È per questo che Daiichi Sankyo si impegna da sempre a migliorare la qualità e non solo la durata della vita dei pazienti, anche di quelli più fragili e anziani. Un impegno che investe tutti gli ambiti, non solo quello scientifico e farmacologico. – ha commentato Massimo Grandi, Presidente e Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia – Siamo quindi particolarmente felici di sostenere le importanti attività di ONDA, e questo evento è solo il primo di una lunga serie di iniziative in ambito istituzionale, civile e culturale, a cui parteciperemo per promuovere l’invecchiamento attivo e contribuire ad affrontare questa nuova realtà non come problema, bensì come un’opportunità e una risorsa per l’intera società.”

“Terapie digitali” a supporto del paziente anziano e dell’aderenza terapeutica

Oggi si contano oltre 250.000 app che interessano la salute, e tra queste numerose sono le soluzioni studiate specificatamente per gli anziani e per facilitare il lavoro di chi se ne prende cura: sensori e braccialetti intelligenti che monitorano la postura e identificano eventuali cadute, sistemi automatici di identificazione di possibili nuove patologie o di monitoraggio di quelle in corso, app per smarthphone e tablet che favoriscono una maggiore aderenza al trattamento farmacologico, e sistemi che fanno uso della gamification per favorire la riabilitazione. Nuove soluzioni, come le terapie digitali – strumenti software in grado di somministrare terapie comportamentali a fini di prevenzione o cura – promettono inoltre significativi cambiamenti nell’assistenza a pazienti non più autosufficienti e con bisogni di cura a lungo termine, soprattutto per caregiver familiari che spesso non sono adeguatamente preparati. In particolare, i dispositivi mobili, grazie alla loro ampia diffusione e maggior semplicità di utilizzo rispetto ai personal computer, aiutano l’impostazione e la pianificazione della terapia farmacologica, fungono da promemoria, e permettono di accedere rapidamente a contenuti formativi e informativi sulla salute e sulle diverse patologie, e di comunicare a distanza con altri familiari coinvolti nella cura o con gli operatori sanitari.
Tuttavia, affinché tali strumenti possano trovare una reale applicazione è necessaria una validazione scientifica, ad oggi ancora carente, mediante la conduzione di sperimentazioni cliniche che facciano uso di una metodologia di ricerca rigorosa.

Invecchiamento, fragilità, decadimento cognitivo: il difficile ruolo del caregiver, che nell’86% dei casi è donna

Secondo l’ultima analisi dell’Istat, che fa riferimento solo alle forme di assistenza fornite per problemi circoscritti a salute e invecchiamento, in media il 17.4% della popolazione, pari ad oltre 8.5 milioni di italiani, è caregiver: un esercito silenzioso di persone, spesso anch’esse anziane, rappresentato per la maggior parte da donne. L’indagine Ipsos-Farmindustria del 2018 ha documentato come quasi 9 donne su 10 del campione intervistato ricoprano questo ruolo con diversi gradi di intensità, in un terzo dei casi senza aiuti e con un alto tasso di insoddisfazione a causa delle difficoltà a conciliare questo compito con le necessità della famiglia, i propri spazi e interessi personali nonché gli impegni professionali. L’associazione del ruolo di caregiver al genere femminile affonda le proprie radici in un retaggio culturale e in un contesto sociale fortemente connotato nel nostro Paese, anche se sono sempre più numerosi gli uomini che affiancano le proprie partner o che sono in prima linea. Ciò che cambia è l’approccio verso il malato: l’uomo ha un atteggiamento più pragmatico teso alla risoluzione dei problemi, mentre la donna è più emotiva ed empatica.

Indipendentemente dal genere di appartenenza, il ruolo di caregiver rappresenta un compito ad alto “costo”, considerato il peso dell’impegno e della responsabilità che inevitabilmente si ripercuote sulla salute fisica e psichica e sulla quotidianità, investendo le relazioni affettive, la vita sociale e la sfera lavorativa, un carico pesante, gravato dalla difficoltà di conciliarlo con emozioni come il senso di inadeguatezza o di colpa, la solitudine, la rabbia. Diverse ricerche hanno evidenziato come ciò porti spesso il caregiver a trascurare la propria salute, fino a sviluppare la sindrome del burnout, uno stato di esaurimento emotivo, che può portarlo perfino ad avvertire un senso di fastidio nei confronti della persona assistita, che si aggrava nei casi in cui il paziente accudito è affetto da patologie come demenze e disturbi psichici, su cui a tutt’oggi pesa uno stigma sociale.

Nella popolazione anziana ultrasessantacinquenne dei Paesi occidentali le malattie neurodegenerative rappresentano la quarta causa di morte; la loro diffusione è in costante crescita quale conseguenza dell’allungamento dell’aspettativa di vita. In Italia circa l’80% delle persone colpite da demenza sono assistite a casa da familiari, i quali svolgono gratuitamente una preziosa attività di assistenza, attività non riconosciuta nel nostro Paese dal punto di vista previdenziale, sanitario e assicurativo. Esiste un Fondo dedicato, istituito con la legge di bilancio 2018 per “la copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del caregiver familiare” ma, di fatto, le risorse non sono disponibili perché manca una normativa a sostegno: ad oggi si attende ancora l’esito dell’iter parlamentare del testo unificato “Disposizioni per il riconoscimento e il sostegno del caregiver familiare” che raccoglie le diverse proposte di legge.

FonteDaiichi Sankyo Italia

Vendere con passione, il saggio dello scrittore bulgaro Georgi Hristulev

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Vendere con Passione di Georgi Hristulev

Georgi Hristulev è il nuovo guru del commercio pronto a svelare i segreti per diventare un venditore efficace, di successo e – persino – virtuoso. “Vivi quello che vendi” è il messaggio chiave del suo manuale, una frase iconica da ricordare quando si tratta di vendere ghiaccio agli eschimesi. Non ci sono ricette miracolose o piani difficili da realizzare, solo un metodo di addestramento pragmatico, “Il virtuoso della vendita”, attraverso il quale l’autore chiarisce le caratteristiche che dovrebbero avere tutti coloro intenti a vendere auto, immobili, aspirapolveri, caffè o qualsivoglia prodotto.

Titolo: Vendere con passione

Autore:  Georgi Hristulev

Genere: Saggio

Casa Editrice: 03 Edizioni

Prezzo: €16.50

Formato: 15,5x23x1

Pagine: 171

CODICE ISBN: 9788894954517

<<Insistere o rifiutarsi di vendere quello che ci viene richiesto porta alla perdita dell’affare. Spiegare i vantaggi e gli svantaggi, e lasciare che sia il cliente a scegliere è una buona strategia. Fare del tuo meglio per consigliare un’alimentazione sana è nel tuo potere, ma non puoi – e non occorre – controllare le scelte dell’altro. L’importante è distinguere la buona vendita (ovvero la situazione vantaggiosa per tutti nella quale il venditore e il compratore sono soddisfatti: il venditore soddisfa le esigenze del cliente e per questo riceve il pagamento; in altre parole, entrambe le parti guadagnano) dall’inganno e dal vendere qualcosa non avvisando il cliente delle possibili negative conseguenze. Quando cerchi di esercitare un controllo sulle azioni e sulle abitudini del cliente, ne ottieni solo insoddisfazione>>.

Senza particolari formule magiche, Hristulev propone un percorso di studio teorico abbinato a esercizi pratici da seguire scrupolosamente. “Venditori non si nasce, si impara a esserlo”, ragion per cui il saggio diventa un’occasione di crescita personale e di sviluppo delle proprie capacità. Oggi, accade spesso che si prendano le distanze dagli agenti di vendita, rei di non svolgere (forse) un mestiere dietro una scrivania, dunque, “comodo” e senza troppi colpi di scena. Si tratta di un pregiudizio radicato nel tessuto lavorativo che andrebbe sdoganato e messo a tacere. La vendita regge l’economia intera, i posti di lavoro esistono perché ci sono aziende che vendono beni e servizi, lo stesso prodotto interno lordo (PIL) è legato al concetto di consumo, nonché alla vendita. Ma anche nella vita privata siamo tutti negozianti. In ogni ambito non vendiamo le nostre competenze, abilità, le nostre migliori risorse?

La vendita è una metafora della vita per realizzare se stessi, tant’è che il saggista se ne assume le responsabilità sottoponendo a chi legge, prima di addentrarsi nella lettura del testo, un contratto da firmare, corredato da alcune raccomandazioni per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Un approccio originale quello dello scrittore, complici gli studi di cinematografia alle spalle che gli hanno consentito di trovare l’equilibrio tra business e creatività. Georgi Hristulev spiega agli uomini d’affari e non solo, come ottenere di più. In altre parole, l’arte della compravendita consiste nell’imparare a proporre al cliente le cose per acquisire la risposta che si vuole e offrire la soluzione di cui l’altro ha bisogno, senza dimenticare 2 prerequisiti fondamentali: voglia di lavorare e perseveranza. Il libro è suddiviso in quindici capitoli che affrontano le diverse sfaccettature delle relazioni con i potenziali clienti. Si va così da un’analisi del linguaggio del corpo quando si comunica, alla descrizione delle varie fasi commerciali. Traguardo finale: costruire un rapporto nel tempo con un compratore. In che modo? Ad esempio, attraverso regali e bonus con cui lusingarlo. Attenzione e cura sono, quindi, marchi di fabbrica che consentiranno alle persone che acquistano di decidere se farlo o no, ancora una volta, nella stessa azienda.

TRAMA. La vendita è un processo semplice, in cui il venditore ottiene l’affare e prende i soldi. Lo scopo della guida è insegnare agli addetti del settore come farlo in modo rapido, efficiente e senza perdere di vista i propri principi. Il sistema è suddiviso in 4 stadi: il primo è la pianificazione, il secondo è il marketing, il terzo è l’incontro con il consumatore, il quarta riguarda la gestione dei soldi. Il compendio si occupa solo del terzo step ossia del momento in cui avviare la conversazione con l’acquirente fino al risultato finale. L’esito – ça va sans dire – può essere qualsiasi, ma è meglio ricevere denaro per il prodotto o servizio offerto. A tal proposito, Georgi Hristulev fornisce al lettore gli strumenti per gestire e affrontare eventuali imprevisti che possono verificarsi durante una vendita. Come attirare l’attenzione del cliente? Come concludere un affare? Tutti interrogativi che trovano una risposta grazie agli esempi e agli esercizi proposti, utili affinché i cosiddetti account memorizzino le informazioni teoriche e imparino ad applicare le nozioni impartitegli nel lavoro quotidiano.

L’AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

Per richiedere e/o prenotare  un intervista

iltaccuinoufficiostampa@gmail.com

BIOGRAFIA. Laureato in Regia Cinematografica e con una profonda passione per le vendite, Georgi Hristulev unisce le abilità acquisite in queste 2 attività per raggiungere standard elevati di eccellenza come venditore e professionista del settore. Master Practitioner in PNL, mediatore professionale, esperto in negoziazione, in strategia di marketing, ha ideato, progettato e applicato con successo il metodo formativo per essere “virtuoso della vendita”.

Contatti

https://www.instagram.com/hristulev/?hl=bg

https://www.facebook.com/salescoach.bg/

https://www.linkedin.com/in/georgi-hristulev-6bb70b162/

Link d’acquisto

http://www.edizioni03.com/ecomm_files/preview.asp?i=709

IL TACCUINO UFFICIO STAMPA

Via Silvagni 29 – 401387 Bologna – Phone:+393396038451

Facebook: www.facebook.com/iltaccuino.ufficiostampa/

Mail: iltaccuinoufficiostampa@gmail.com