Archivio per Ottobre, 2019

In Toscana solo lo 0,60% dei veicoli è elettrico

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Nonostante si parli sempre più di mobilità sostenibile, in Toscana la diffusione di automobili green è ancora marginale; secondo l’analisi di Facile.it su dati ACI, a dicembre 2018 le autovetture elettriche e ibride presenti nella regione erano appena più di 15.280, vale a dire lo 0,60% del parco auto circolante in Toscana. La percentuale risulta lievemente inferiore al valore nazionale (0,66%) e fa guadagnare alla regione l’ottavo posto nella classifica italiana.

Ma quali sono le province toscane con la maggior concentrazione di veicoli elettrici e quali, invece, quelle in cui diesel e benzina regnano incontrastati? Ecco i risultati dell’analisi di Facile.it.

La mappa provinciale dei veicoli elettrici e ibridi

In testa alla classifica delle province toscane si trova Firenze; qui, a dicembre 2018, i veicoli elettrici e ibridi erano pari allo 0,96% del totale auto circolanti, valore corrispondente a poco più di 7.250 unità. Al secondo posto si posiziona Prato, dove la percentuale di veicoli elettrici/ibridi è pari allo 0,79% (corrispondente a 1.248 automobili), mentre sul gradino più basso del podio si trova Lucca, con una percentuale di veicoli elettrici e ibridi pari allo 0,50% del totale mezzi circolante nella provincia, vale a dire a 1.308 vetture.

Valori sotto la media regionale anche per le province di Siena (solo lo 0,48% dei veicoli è elettrico/ibrido, pari a 912 automobili) e Pisa (0,43%, pari a 1.177 unità). Pari merito per Arezzo e Livorno, aree dove la percentuale delle auto alimentate a elettricità/ibride è pari allo 0,41% dei veicoli in circolazione, percentuale che corrisponde, rispettivamente, a 982 e 824 unità.

Nelle posizioni più basse della classifica regionale si trovano le province di Massa-Carrara (0,39%, pari a 466 auto) e Pistoia (0,36%, pari a 689 unità); ultima in classifica è Grosseto, dove solo lo 0,29% delle vetture è elettrico/ibrido (424 mezzi).

«Dal punto di vista dell’RC auto non vi sono norme che vincolano le compagnie a riconoscere tariffe agevolate per coloro che hanno un veicolo elettrico o ibrido», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «Nonostante questo, però, va evidenziato che alcune assicurazioni utilizzano il tema della sostenibilità come leva di marketing e, in funzione di questo, riconoscono delle agevolazioni riservate a coloro che guidano un’automobile green; si tratta molto spesso di sconti che in alcuni casi possono arrivare ad incidere sino al 20% sul premio finale».

Non solo elettriche…

Il dato toscano, secondo l’analisi di Facile.it, migliora sensibilmente se si considerano anche le altre tipologie di alimentazione più sostenibili per l’ambiente, ovvero quelle a Gpl e a metano. Sommando queste alle elettriche e ibride si arriva, complessivamente, a 254.466 veicoli, ovvero il 10% del totale parco auto circolante in Toscana. In questo caso, il dato regionale risulta leggermente più virtuoso di quello nazionale, dove il peso delle auto green corrisponde al 9,3% del totale, ma ben lontano dalle regioni più virtuose d’Italia, come le Marche, dove la percentuale arriva a sfiorare il 20%.

Da questo punto di vista, guardando i dati in ottica provinciale, emerge che Arezzo è l’area toscana più sensibile alle automobili green, che rappresentano il 12,7% dei veicoli circolanti. In seconda posizione si trova Pisa (11,8%), seguita al terzo posto da Massa-Carrara, (11,3%).

Continuando a scorrere la classifica toscana si trova la provincia di Lucca, dove il peso delle auto con alimentazione diversa da diesel e benzina è pari all’11,2%, seguita da quella di Pistoia, dove la percentuale crolla al 10,8%.

Valori sotto la media regionale per le province di Prato (9,8%) e di Firenze (9,0%); ultime tre posizioni della classifica toscana per Siena (8,9%), Livorno (8,4%) e, ancor auna volta all’ultimo posto, Grosseto (7,6%).

Bioagrotech Srl: la sfida dell’agrobusiness è nei Centri di Saggio

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende

Dall’incremento del fatturato all’espansione della rete vendita, dalla crescita dello staff aziendale alle continue e innovative sperimentazioni nei Centri di Saggio. Queste le plusvalenze emerse durante la convention di metà ottobre, che ha sugellato, per Bioagrotech, un 2019 positivo e posto le basi per un 2020 altrettanto importante che vede nei Centri di Saggio il terreno privilegiato per lo sviluppo del business

Il 15 ottobre si è tenuta presso l’Hotel Ambasciatori di Rimini, la convention aziendale di Bioagrotech Srl, azienda sanmarinese specializzata nello studio di fertilizzanti, substrati organici e minerali per l’agricoltura biologica. Il meeting ha rappresentato per l’intero staff aziendale – dirigenti, impiegati ed agenti esterni – un’occasione privilegiata di dialogo e confronto, a partire dagli interventi del management che hanno analizzato i risultati e gli sviluppi del 2019 ma soprattutto delineato le previsioni e gli obiettivi per il nuovo anno. Ovviamente non poteva mancare un approfondimento sul Regolamento (UE) 2019/2009, che per contenuto impatta direttamente sul business di Bioagrotech in quanto stabilisce nuove regole per l’immissione sul mercato di fertilizzanti.

Proprio a partire da questo mutato panorama giuridico si è aperta la convention aziendale attraverso una prima analisi che ha restituito uno scenario molto favorevole all’azienda di San Marino che, a differenza di molti altri competitors, non dovrà rivedere le proprie linee operative e di sviluppo, essendo già perfettamente integrata con le nuove prescrizioni. Il Regolamento, infatti, ha delineato come condizione indispensabile per immettere un prodotto sul mercato la necessità di eseguire test dimostrativi nei Centri di Saggio, con lo scopo di verificare e provare una data qualità e funzione dello stesso. Una condotta che rappresenta per Bioagrotech una prassi collaudata, motivo del successo di molti prodotti come per esempio la Zeolite Cubana, dimostratasi efficace nei confronti di molte colture. Il nuovo regolamento, dunque, rappresenterà per Bioagrotech un fattore di accelerazione e di sviluppo ulteriore del proprio business che, in ogni caso, ha nel 2019 registrato importanti risultati. Ad affermarlo è stato il direttore marketing, Perrotta Giuseppe, che nel suo intervento ha evidenziato una crescita generale. “E’ stato senza dubbio un anno positivo su tutti i versanti. Sia per quanto riguarda il fatturato cresciuto del 15% sia per le attività aziendali. Bioagrotech non ha soltanto iniziato nuovi percorsi lavorativi allargando il proprio staff con importanti ingressi ma ha anche investito su prodotti come Rizofertil, Fertisoil e Zcn impianti”.

Per quanto riguarda il 2020, invece, la parola è passata a Turchiarelli Vito Antonio, responsabile tecnico, che ha illustrato il programma di sperimentazione che Bioagrotech sta effettuando nei centri di Saggio di tutta Italia. Infatti, è proprio da questi centri, in particolare quello di Agri 2000, che sono usciti i prodotti più innovativi che hanno decretato il successo dell’azienda sanmarinese. Tra questi ricordiamo la Zeolite Cubana dimostratasi efficace nei confronti di diverse colture: Tignoletta della vite (Lobesia Botrana), Mosca e cocciniglia dell’olivo (Bactrocera Oleae – Seissetia Oleae), Lepidotteri su Orticole (Helicoverpa Armigera, Mamestra Brassicae), Tripide su Uva da tavola (Drepanothrips reuter). Forti di questa consapevolezza gli investimenti del prossimo anno saranno sempre, anche grazie al nuovo regolamento, orientati all’attività di ricerca e alla sperimentazione con l’obiettivo di sviluppare prodotti efficaci e consegnare al mercato soluzioni certificate da tecnici esterni riconosciuti e dati scientifici. Infatti, solo una profonda conoscenza del mercato, unita a una costante attività di collaborazione con i centri di ricerca, può rappresentare l’approccio vincente per affrontare le molteplici sfide dell’agrobusiness che, da adesso in poi, avrà nei Centri di Saggio un crocevia fondamentale e imprescindibile.

http://bioagrotech.com/

Merito e bellezza alla Milano Art Gallery premiano nove artisti con un vernissage di successo

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Giornata indimenticabile quella dello scorso venerdì 25 ottobre alla storica Milano Art Gallery (via Alessi 11) per nove artisti di elevato spessore creativo. Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto sono le regioni da cui proviene il fortunato gruppo di eletti. Tre fotografi e sei pittori e ceramisti si sono così visti riconoscere il proprio talento con un’inaugurazione a loro riservata nel cuore di Milano. La mostra ha fin da subito riscontrato un elevato interesse di pubblico e critica, aprendo nel migliore dei modi con una vivace partecipazione dei visitatori. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, la Mostra dei vincitori ha goduto degli interventi del noto fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo e del biologo Tancredi Militano, esperto di Neuroscienze, Etologia Umana, Intelligenza Emotiva e Linguaggio non verbale.

Patrizia Almonti, Daniele Digiuni, Luigi Lucernini, Fabiana Macaluso, Mantegazza da Magenta, Andreas McMuller, Alessandro Negrini, Cesare Triaca e Antonio Zuccon: questi i nomi degli artisti che, dopo un’accurata selezione avvenuta nelle mostre presentate dal prof. Vittorio Sgarbi, sono stati premiati con una kermesse a loro interamente dedicata. Spoleto Arte e Pro Biennale, che si sono tenute nelle città del Festival dei 2 Mondi e della Biennale di Venezia, hanno provato come questi grandi talenti si siano distinti nel panorama contemporaneo italiano e tra gli altri espositori. Con una cinquantina di opere di pregiata lavorazione, quindi, Milano Art Gallery arricchirà il contesto artistico e culturale milanese fino all’8 novembre. Ciò per permettere di dare doverosamente risalto all’operato e avvalorare il percorso artistico dei nove autori.

Aperta tutti i giorni, ad eccezione della domenica, dalle 14.30 alle 19, la mostra è ad accesso libero.

Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Nelle Marche solo lo 0,41% dei veicoli è elettrico

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Nonostante si parli sempre più di mobilità sostenibile, nella Marche la diffusione di autoveicoli elettrici e ibridi è ancora estremamente marginale tanto che, secondo l’analisi di Facile.it su dati ACI, a dicembre 2018 questi modelli erano poco più di 4.250, vale a dire, vale a dire lo 0,41% del parco auto circolante nella regione. La percentuale risulta essere ben al di sotto del valore nazionale (0,66%) e fa guadagnare alla Marche il dodicesimo posto nella classifica italiana.

Va detto che la diffusione di questa tipologia di mezzo è strettamente legata alla disponibilità di un’infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici e, da questo punto di vista, gli ultimi dati disponibili* evidenziano come il numero di colonnine di ricarica presenti nella regione, poco più di 140, sia ancora basso.

Ma quali sono le province marchigiane con la maggior concentrazione di veicoli elettrici e quali, invece, quelle in cui diesel e benzina regnano incontrastati? Ecco i risultati dell’analisi di Facile.it.

La mappa provinciale dei veicoli elettrici e ibridi

In testa alla classifica delle province marchigiane si trova Ancona; qui, a dicembre 2018, i veicoli elettrici e ibridi erano pari allo 0,50% del totale auto circolanti, valore che corrispondente a poco più di 1.530 unità. Al secondo posto si posiziona Pesaro e Urbino, dove i veicoli elettrici/ibridi sono lo 0,44% del totale mezzi nella provincia (percentuale corrispondente a 1.051 automobili), mentre sul gradino più basso del podio si trova Ascoli Piceno, con una percentuale pari allo 0,39%, vale a dire a 557 vetture.

Valori sotto la media regionale per le province di Macerata, dove solo 0,35% dei veicoli è elettrico/ibrido, percentuale pari a 757 automobili, mentre ultima in classifica è la provincia di Fermo, dove il tasso di automobili elettriche e ibride è pari allo 0,29% del totale, pari a 351 vetture.

«Dal punto di vista dell’RC auto non vi sono norme che vincolano le compagnie a riconoscere tariffe agevolate per coloro che hanno un veicolo elettrico o ibrido», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «Nonostante questo, però, va evidenziato che alcune assicurazioni utilizzano il tema della sostenibilità come leva di marketing e, in funzione di questo, riconoscono delle agevolazioni riservate a coloro che guidano un’automobile green; si tratta molto spesso di sconti che in alcuni casi possono arrivare ad incidere sino al 20% sul premio finale».

Non solo elettriche…

Il dato marchigiano, secondo l’analisi di Facile.it, si ribalta completamente se si considerano anche le altre tipologie di alimentazione più sostenibili per l’ambiente, ovvero quelle a Gpl e a metano. Sommando queste alle elettriche e ibride si arriva, complessivamente, a 199.685 veicoli, vale a dire il 19,4% del totale auto circolanti nella regione. La percentuale fa guadagnare alle Marche la maglia verde d’Italia per quanto riguarda le automobili ecosostenibili; a livello nazionale le auto green rappresentano solo il 9,3% del totale vetture in circolazione.

Da questo punto di vista, guardando i dati in ottica provinciale, emerge che Ancona è l’area marchigiana più virtuosa; qui le automobili green sono 67.540, vale a dire il 22% del totale veicoli circolanti nella provincia. Il valore fa guadagnare ad Ancona non solo il primato regionale ma anche quello nazionale; è la provincia d’Italia con la più alta percentuale di veicoli green. In seconda posizione si trova Macerata (quarta nella classifica delle province italiane), dove la percentuale di veicoli sostenibili è pari al 20,6%, corrispondente a 44.913 autovetture, mentre sul gradino più basso del podio regionale si trova Fermo, con il 20,3%.

Valori sotto la percentuale regionale, ma comunque di gran lunga più alti rispetto al dato nazionale, per Pesaro e Urbino e Ascoli Piceno; in queste due aree i veicoli green rappresentano, rispettivamente, il 17,6% e il 14,6% del totale vetture circolanti.

* Elaborazione Legambiente su dati EvWay, gennaio 2019

Emozioni allo stato puro nella pittura di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’arte pittorica di Graziano Ciacchini prende forma e sostanza dalla vita quotidiana, si immerge in essa e genera immagini metaforiche e allusive che riflettono la trasformazione qualitativa di un’esperienza visionaria del reale. Porsi dinanzi ad un suo quadro equivale a mettersi di fronte a una scena di vita quotidiana che ha assunto forme, contorni e colori diversi e inattesi. La sua è un’arte vivente che prende vita e si anima. Ciacchini è portavoce di una pittura influenzata dal senso del dinamismo e del movimento, protesa ad una trasformazione del dettame e degli stilemi figurativi più tradizionali che conduce ad un equilibrio scenico innovativo e inusuale con una resa d’impatto di immediata efficacia. Le opere acquistano una valenza esistenziale di consistente portata e pongono davanti all’osservatore nuove prospettive per modificare la propria percezione personale, producendo nuovi punti di vista e nuove immagini interiori della realtà. La produzione si snoda nell’indefinibilità di una verità assoluta messa al cospetto di una verità soggettiva, che assume molteplici sfumature e sfaccettature interpretative subliminali. Lavora nel solco di un impressionismo rivisitato che si erge e si sviluppa con inedite e sorprendenti connotazioni distintive non convenzionali ed è governato dal fattore emotivo ed emozionale di fondo. Lo stile pittorico di Ciacchini si dilata superando la classicità delle forme per inseguire una personale originalità di rivisitazione. Libertà espressiva e costruzione scenica predefinita si intrecciano in un bilanciato equilibrio tonale e si fondono tra loro in una vasta e variegata tarsia di pensieri, umori, passioni. Pittore di accesa espressività e dall’evidente e sicura plasticità segnica e volumetrica, riesce a caricare di profonda energia vitale le composizioni che sono sempre ben armonizzate sia a livello cromatico che di prospettiva. L’arte di Ciacchini riecheggia della espressionistica vissuta tramite le esperienze della vita e il pathos esistenziale. Come una nuova linfa vitale l’ispirazione creativa si sviluppa in lui sublimando e trasformando in forme e figure, colore e luce, il magico rapporto tra sogno e realtà. “La pittura è mettere a tacere tutti i linguaggi e far danzare solo la vista” ( Fabrizio Caramagna).

Fedi nuziali: gioielli per la vita

Scritto da Caterina Rossi il . Pubblicato in Aziende, Beauty & Wellness

“Il matrimonio è l’unione di due diversità affinché una terza possa nascere sulla terra. E’ l’unione di due anime in un amore forte che abolisce ogni separatezza.”

Un giorno che è sicuramente indimenticabile nella vita di una persona è quello del matrimonio: momenti dove si giura amore eterno alla propria dolce metà davanti a Dio (per chi è credente), che segnano l’inizio di una nuova fase dell’esistenza di un individuo. È una celebrazione ancora oggi molto sentita, che esercita il suo fascino specialmente nelle donne.

Il simbolo più importante dell’unione sentimentale tra due esseri umani sono senza dubbio le fedi nuziali, gioielli preziosi, eterni, di inestimabile valore per gli sposi.

Nell’organizzazione di uno sposalizio la scelta degli anelli matrimoniali è decisiva, poiché è la prova tangibile del forte legame amoroso, che accompagnerà i consorti per tutta la vita o almeno per la durata del matrimonio.

Galateo delle fedi nuziali

Per la scelta e l’acquisto delle fedi nuziali che verranno scambiate e indossate durante la cerimonia, esiste un vero e proprio galateo, che è bene seguire.

Tradizionalmente è lo sposo colui che si deve impegnare nell’onere e onore dell’acquisto degli anelli ma, negli ultimi anni la prassi vuole che invece siamo altre persone a occuparsene:

·         i futuri marito e moglie come grande regalo da donarsi reciprocamente, avendo così la certezza che essi rispecchino i gusti e siano di gradimento, visto che poi sono loro stessi a doverli portare al dito.

·         i familiari o i testimoni. Di frequente viene incaricato un soggetto preciso, che poi è colui che dovrà custodire con rigorose attenzioni le fedi fino alla data di celebrazione del matrimonio. Se si vuole tenere in considerazione il galateo, è il primo testimone dello sposo l’individuo a dover svolgere questo importante e delicato ruolo.  In generale deve essere una persona nella quale i futuri coniugi nutrano grande stima e fiducia, cosicché si possa stare tranquilli e ridurre le preoccupazioni che sono già tante per un giorno così sentito e atteso.

Tutti le tipologie di fedi matrimoniali

In particolare negli ultimi anni si sono moltiplicate le possibilità nella selezione degli anelli, oltre al classico oro giallo, che rimane in ogni caso un’opzione molto apprezzata:

·         Fedi nuziali in oro e argento: l’unione di due materiali per una scelta originale e peculiare.

·         Fedi nuziali bicolore: sempre più acquistate negli ultimi tempi per questo sono disponibili in commercio tantissimi modelli tra i quali scegliere.

·         Fedi nuziali in oro bianco: spesso confuse con l’argento, è la tipologia di maggior successo ultimamente.

·         Fedi nuziali in oro giallo: un classico senza tempo. Sono considerate le fedi per eccellenza.

·         Fedi nuziali in oro rosa: viene ritenuta l’opzione più raffinata. Ideali per coloro che amano lo stile retrò.

·         Fedi nuziali in platino: modello molto esclusivo.

Qualsiasi sia il materiale scelto, è necessario scegliere anche il design:

·         Forma classica: tonda e lievemente smussata.

·         Forma mantovana: più alta e pesante rispetto a quelle tradizionali, essa è bombata verso l’esterno.

·         Forma con pavé di diamanti: caratterizzata da preziose gemme incastonate.

·         Forma francesina: sottile e leggera.

·         Forma sarda: stile vintage, molto particolare.

·         Forma intrecciata: due metalli intrecciati e sovrapposti tra di loro.

Entusiasmare i visitatori della fiera con la Mixed Reality

Scritto da gtebart il . Pubblicato in Aziende, Economia, Industria

Milano, Italia – 30 ottobre 2019: È proprio qui che entrano in gioco la realtà virtuale e la realtà aumentata. Questa tecnologia ancora giovane attira l’attenzione dei partecipanti e crea un’esperienza che ispira e coinvolge i visitatori della fiera. Le grandi aziende sono affascinate dalla possibilità di utilizzare la Mixed Reality alle fiere e la utilizzano già in modo mirato.

Qual è la differenza? Realtà Virtuale vs Realtà Aumentata
Oltre alla crescente attenzione dei visitatori della fiera, Mixed Reality offre agli espositori la possibilità di presentare intere linee di prodotti, offerte di servizi completi o un ampio portfolio in uno spazio molto ridotto. Prima di iniziare a progettare una Mixed Reality per una fiera, è utile definire e differenziare i termini. Perché la Mixed Reality è un termine generale. Sta per la fusione del digitale con il mondo reale. Le tecnologie attualmente più importanti sono la realtà virtuale e la realtà aumentata.

Realtà virtuale (VR)
Nel campo della realtà virtuale, l’utente utilizza occhiali VR o le cuffie per trasportarsi in un ambiente virtuale. In questo momento la VR offre innumerevoli applicazioni e possibilità. Completamente separati dal quartiere fieristico, gli utenti possono passeggiare negli showroom, guardare dietro le quinte delle operazioni quotidiane o interagire con i prodotti attraverso dimostrazioni virtuali.

Realtà aumentata (AR)
La realtà aumentata completa un ambiente reale con elementi digitali interattivi come uno spazio espositivo, una brochure o una presentazione del prodotto. L’AR spesso utilizza dispositivi portatili come smartphone o tablet per sovrapporre informazioni visive reali con informazioni, specifiche e altro ancora. Questo permette ai partecipanti di rimanere presenti in fiera esplorando elementi interattivi oltre i confini fisici dello spazio.

Vantaggi della Mixed Reality nelle fiere di settore
L’utilizzo della Mixed Reality nelle fiere presenta molti vantaggi. Tuttavia, è fondamentale per il successo sapere che la creazione di un’esperienza VR/AR richiede molta pianificazione e preparazione. Gli obiettivi per l’uso della tecnologia della Mixed Reality in un evento devono quindi essere chiaramente definiti. L’obiettivo è quello di rafforzare il proprio marchio? Si vogliono ottenere più contatti e nuovi possibili clienti? Il contenuto della presentazione deve essere attentamente progettato intorno a questi obiettivi.

Uso della Mixed Reality per aumentare il numero di contatti
Il modo più semplice per beneficiare di tutta l’attenzione è richiedere le informazioni di un partecipante come parte dei processi di Mixed Reality. I dispositivi di acquisizione dei contatti, come gli scanner per biglietti da visita o per badge, rendono questo processo semplice e naturale. La creazione di un’esperienza interattiva motiva i visitatori della fiera a conoscere meglio l’azienda e genera contatti di alta qualità basati su un interesse reale.

Il modo più semplice per avere successo in fiera con Mixed Reality
La realtà virtuale e la realtà aumentata possono essere utilizzate per dare vita alla storia di un marchio. CAD Schroer è specializzata in applicazioni di Mixed Reality personalizzata e crea applicazioni AR/VR per tablet, smartphone o occhiali AR/VR. I prodotti esistenti possono essere facilmente trasferiti a CAD Schroer come modelli CAD e animati secondo necessità. Oltre a queste singole applicazioni per diverse piattaforme, è possibile utilizzare anche soluzioni standard. Ad esempio, i modelli CAD possono essere invitati al VR direttamente in fiera utilizzando il VR Viewer M4 VIRTUAL REVIEW.

Riepilogo
Gli espositori possono utilizzare la realtà virtuale e aumentata per creare esperienze di brand coinvolgenti che vanno oltre il normale ambito della strategia di marketing.

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Riguardo CAD Schroer
Specializzata nello sviluppo di software e nella fornitura di soluzioni d´ingegneria, CAD Schroer è un’azienda di calibro mondiale che aiuta ad aumentare la produttività e la competitività dei clienti specializzati nei settori della produzione e della progettazione di impianti, inclusi il settore automobilistico ed il suo indotto, il settore energetico ed i servizi pubblici. CAD Schroer ha uffici e filiali indipendenti in Europa e negli Stati Uniti.

Il ventaglio dei prodotti di CAD Schroer include soluzioni CAD 2D/3D, per l’impiantistica, per la progettazione di impianti e per la gestione dei dati. I clienti in più di 39 paesi si affidano a MEDUSA®, MPDS™, M4 ISO e M4 P&ID FX per avere un ambiente di progettazione integrato, efficiente e flessibile per tutte le fasi della progettazione dei prodotti e degli impianti, in modo tale da tagliare i costi e migliorare la qualità.

Il portfolio di prodotti e servizi di CAD Schroer comprende inoltre soluzioni AR e VR basate su dati CAD. CAD Schroer sviluppa insieme ai suoi clienti soluzioni AR/VR basate su dati CAD 3D già esistenti. I risultati sono applicazioni AR e VR coinvolgenti con le quali i prodotti possono essere presentati in modo chiaro e interattivo. Le applicazioni CAD Schroer vengono inoltre utilizzate anche per workshop e riunioni durante le fasi di pianificazione per visualizzare i dati in dettaglio. Le applicazioni AR/VR facilitano l’assistenza nelle fasi di manutenzione e permettono di aumentare la produttività.

CAD Schroer attribuisce una grande importanza alla stretta collaborazione con i propri clienti e supporta gli obiettivi della sua clientela mediante un ampio ventaglio di servizi di consulenza, formazione, sviluppo, supporto software e manutenzione.

Contatti
Marco Destefani
CAD Schroer GmbH
Fritz-Peters-Straße 11
47447 Moers
Germania

Sito web: www.cad-schroer.it
Email: marketing@cad-schroer.com

Telefono:

Italia: +39 02 49798666
Germania: +49 2841 9184 0
Svizzera: +41 43 495 32 92
Regno Unito: +44 1223 850 942
Francia: +33 141 94 51 40
USA: +1 866-SCHROER (866-724-7637)

Lingerie Sexy per ogni Occasione su Amorazon

Scritto da Patrizia La Meglio il . Pubblicato in Aziende, Lifestyle

Arriva sicuramente il momento in cui si vuole cambiare qualcosa nella propria vita, provare qualcosa di nuovo ed esplorare mondi prima poco conosciuti. Questo accade anche nella sfera sessuale, soprattutto nei momenti più statici e monotoni in cui non si ha molto tempo da dedicare a questa attività fisica e spesso ne risente anche la qualità. Che si desideri rendere l’ambiente più piccante e intenso e semplicemente che si voglia cambiare musica, online sono presenti moltissimi sex toys per accendere e intensificare il fuoco della passione e realizzare desideri erotici prima d’ora impensabili. Basta avventurarsi alla scoperta dei numerosi articoli sexy e sex toys presenti nei sexy shop online come Amorazon per trovare ciò che è più di interesse ed esplorare nuovi e intensi piaceri, essendo articoli studiati per coprire qualsiasi esigenza erotica. Presentandosi online, questi sexy shop riescono a soddisfare anche i clienti più timidi, che potranno effettuare acquisti direttamente da casa. Questi negozi online di sex toys presentano un ampio assortimento di sextoys, vibratori, lingerie sexy sempre presenti per poter soddisfare con piacere qualsiasi desiderio erotico.

Sex Toys per ogni occasione

Il sesso è anche bello perché vario. Esistono moltissimi mondi poco esplorati nella propria sfera sessuale e vale la pena avventurarsi alla loro scoperta. Per farlo ovviamente è necessario informarsi e scegliere il proprio alleato in base alle proprie esigenze e i propri desideri. Tra vibratori di design, grandi e mini, sex toys per il piacere di coppia e l’autoerotismo, abbigliamento sexy per lei e per lui, kit sadomaso e molto altro, sicuramente la scelta non manca e potrà essere effettuata anche assieme al proprio compagno sui diversi siti online per sperimentare sempre qualcosa di nuovo e divertirsi sia nella scelta che poi nell’utilizzo. In questo modo sarà semplice, veloce e anonimo ricevere comodamente a casa i propri sex toys senza alcun timore e cominciare a beneficiare del loro utilizzo. L’acquisto di articoli sexy, piuttosto che sex toys, potrebbe rivelarsi una valida alternativa ai più comuni regali in occasione di anniversari o ricorrenze speciali. In questo contesto si potrà quindi sorprendere il proprio partner con piacevoli sensazioni di coppia grazie ai numerosi kit del piacere e lingerie sexy presenti online.

 Esplorare nuove frontiere erotiche sui sexy shop online

Attraverso il vasto assortimento offerto dai sexy shop online, diventa quindi semplice e divertente concedersi l’utilizzo di qualsiasi tipologia di articolo sexy: dalla lingerie sexy per lei e per lui ai sex toys. Risulterà facile e intuitivo esplorare sezioni anche dedicate ai kit del piacere di coppia, e all’abbigliamento sexy, da poter sfruttare in qualsiasi occasione per beneficiare di sessioni erotiche intense. I numerosi modelli di lingerie sexy che faranno sicuramente impazzire il proprio partner, possono essere anche un’occasione per decidere di rinnovare il proprio abbigliamento sexy, mostrando la propria sensualità e regalando sensazioni indimenticabili. Si potranno notare anche veri e propri completi e abiti per gli amanti dei giochi di ruolo, che renderanno l’atmosfera decisamente più bollente. Non rimane che esplorare il sito web di questi sexy shop e dar vita ai desideri erotici più intensi.

PubliOne PWE PLÜS Partnership: nasce l’opportunità di sviluppare nuovi territori

Scritto da 20TaskForceItaly il . Pubblicato in Aziende

La partnership tra PubliOne s.r.l. e PWE PLÜS ha come scopo quello di fornire alle aziende e stakeholder dei rispettivi paesi nuove opportunità di sviluppo.

A Milano, presso la sede di Assolombarda, è stata presentata alla stampa la partnership tra le agenzie di comunicazione integrata PubliOne S.r.l. (con sedi, in Italia, a Milano, Forlì e Napoli) e PWE PLÜS (con sede in Cina, a Shanghai e, in Europa, in Francia, a Parigi e in Germania a Düren).

Loris Zanelli (CEO PubliOne) e Hao (Ricky) Deng (Executive Partner PWE PLÜS), hanno illustrato gli obiettivi dell’accordo e i valori strategici di questa collaborazione, che nasce dalla volontà di entrambe le agenzie di fornire ai propri clienti e stakeholder l’opportunità di espandere i loro orizzonti e sviluppare nuovi territori grazie al supporto consulenziale e specialistico di professionisti del settore.
Sarà così più agevole accompagnare le aziende nel difficile percorso di internazionalizzazione, reso sempre più indispensabile dall’ormai inarrestabile fenomeno della globalizzazione.

PubliOne porterà in dote, in questo sodalizio, tutta la sua professionalità, testimoniata dai progetti elaborati per marchi importanti e prestigiosi come Gruppo Caffo 1915 (Vecchio Amaro del Capo, Elisir S. Marzano Borsci e decine di altre specialità liquoristiche), Cia-Conad (insegna leader nella GDO in Italia), Unieuro (leader nel canale di distribuzione dell’elettronica di consumo, con oltre 400 punti di vendita), CEWE (leader europeo nelle stampe fotografiche digitali) e molti altri.

PWE PLÜS, a sua volta, opera, attualmente, per brand BudweiserChandoSouth Australia Tourism Commision (SATC)JD.com e a molti altri.

“PubliOne e PWE lavoreranno di concerto – ha dichiarato Loris Zanelli CEO di PubliOne – per consentire alle proprie aziende partner di pianificare investimenti mirati e adeguati, sin dai primi studi di fattibilità. Per le aziende italiane diventerà più semplice, efficace ed immediato valutare il potenziale del mercato cinese ed approcciarlo professionalmente grazie al supporto dei professionisti PWE, in affiancamento ai team PubliOne. Viceversa, le aziende cinesi potranno contare su un partner altamente qualificato in grado di studiare il miglior posizionamento per il brand e la strategia più efficace nello specifico mercato anche grazie al respiro internazionale ed innovativo della squadra PubliOne.”

Conferma Hao (Ricky) Deng che “La partnership con PubliOne, consentirà alla PWE PLÜS di fornire un miglior servizio ai suoi clienti cinesi, che desiderassero allargare le loro attività nel mondo, con attività di marketing estese sino all’Italia”.
Think global. Act local.

Durante la cerimonia hanno avuto luogo gli interventi di:
Francesco Boggio Ferraris
Il Direttore della Scuola di Formazione Permanente della Fondazione Italia Cina,
Dopo aver ringraziato dell’invito, ha sottolineato il ruolo strategico della istituzione da lui diretta, che, avvicinando la secolare cultura del popolo cinese, con l’altrettanto secolare cultura del popolo italiano, contribuisce alla creazione di eventi di grande spessore, che hanno dirette e indirette ripercussioni sulle parallele relazioni d’affari.
Senza un legame di tipo culturale, infatti, diventa più difficile dar vita ad un reale sodalizio, che renda non solo più agevole, ma anche più interessante e coinvolgente, le relazioni umane e professionali: il vero obiettivo della Scuola di Formazione Permanente della Fondazione Italia-Cina.

Chiara Cormanni
Il Vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia ha preso la parola non solo per ringraziare Loris Zanelli di aver voluto, come sede di una conferenza stampa così importante, quella di Assolombarda, ma anche per ricordare agli ospiti cinesi, il ruolo che questa istituzione rappresenta nel contesto dell’economia italiana.
Milano è – e non senza ragione – considerata il motore dell’economia nazionale e la finestra più autorevole con la quale l’Italia si affaccia sul mondo industriale, commerciale e finanziario internazionale. PubliOne e PWE PLÜS potranno contare sull’ospitalità di Assolombarda, anche per i futuri incontri, nei quali si celebreranno i successi della loro partnership, che, da oggi, diventa operativa.

Fonte: PubliOne

PubliOne s.r.l.
Redazione
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CISCO “Aquile Randagie”

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Il cantautore emiliano firma la colonna sonora del film che tratta il tema dello scoutismo al tempo della resistenza

«Alcuni anni fa dei ragazzi mi hanno proposto di partecipare alla colonna sonora di un film. Si trattava di una storia di resistenza, ma diversa dal solito, che vedeva in primo piano un gruppo di scout, le Aquile Randagie. Io non la conoscevo, mi sono documentato e ne è nata una canzone in vecchio stile che completa i titoli di coda di questo pezzo di storia italiana». Cisco

Scritto dal regista Gianni Aureli insieme a Massimo Bertocci, Francesco Losavio e Gaia Moretti, Aquile Randagie narra una storia ambientata nel ventennio fascista: tutte le associazioni giovanili sono chiuse per decreto del Duce, anche l’associazione scout italiana. Un gruppo di scout decide di dire di no e fonda le Aquile Randagie, giovani e ragazzi che continuano le attività scout in clandestinità, per mantenere la Promessa: aiutare gli altri in ogni circostanza. Dopo il 1943, i ragazzi danno vita al movimento scout clandestino che supporterà la resistenza fino alla fine della guerra. Insieme ad alcuni docenti del collegio S.Carlo, le Aquile Randagie entrano a far parte di OSCAR – Organizzazione Scout Cattolica Assistenza Ricercati, riuscendo a far scappare in Svizzera più di 2000 persone ricercate dai nazifascisti.

Aquile Randagie uscirà nelle sale il 30 settembre dopo essere stato presentato in anteprima al Giffoni Experience.

Il brano “Aquile Randagie” che accompagna i titoli di coda è stato scritto da Stefano “Cisco” Bellotti. Attualmente il cantautore emiliano è impegnato con “Indiani e cowboy” tour, il calendario di concerti che si lega al suo nuovo album e che lo sta portando a esibirsi in tutta Italia.

BIO

In una sera fredda e senza nebbia del febbraio ‘92, sale sul palco di un piccolo locale carpigiano, per cantare alcuni brani irlandesi, così per gioco, insieme a una band che non conosceva formatasi solo pochi mesi prima, I Modena City Ramblers!

Da quel momento cambiò tutto e partì un’avventura intensa, importante, con più di un milione di copie vendute, piena di incontri, eventi e concerti indimenticabili insieme ai Van Morrison, Cranberries, Deep Purple, Primus, Manu Chao e gli Ska-p, Pogues, Shane McGowan ,Chieftains o Goran Bregovic.

Nel 2006, tra le nebbie e la bassa nasce “La lunga notte”, primo lavoro solista che annovera anche la partecipazione di Don Andrea Gallo. Un album che parla di impegno sociale, del non cedere ai compromessi, della solitudine e dell’umiltà, della fatica e del dolore. Una nuova band, nuovi viaggi (Tanzania, Romania, Treno della memoria), la partecipazione a “Stazioni Lunari” e un vestito musicale diverso, meno stretto e più svolazzante del solito.

Nel 2008 esce “Il Mulo” è un manifesto di quella testardaggine di cui Cisco è sempre andato fiero, la volontà di non seguire le mode, di andare avanti per la propria strada e chi se ne frega se è stretta, tortuosa, in salita. Nel 2009 la magica serata in Piazza San Giovanni, per il concertone del Primo maggio. Dopo sei album in studio negli ultimi otto anni arriva il momento di incidere “Dal vivo volume I” che riassume tutta l’attività live dopo l’uscita dai Modena, passando dalle serate in acustico ai concerti con l’intera band, collaborando con Bandabardò, Enzo Avitabile, Orchestra Multietnica di Arezzo e altri ancora. Tra la fine del 2009 e il 2010 un altro grande momento condiviso con altri due transfughi dei MCR, cioè Cottica e Rubbiani. “40 anni – Storie di Ramblers, innocenza, esperienza”. Nello stesso anno esce “Fatica da coltivare”, con le mondine di Novi, un percorso che si snoda fra i canti di lavoro e le canzoni di Cisco, che scorre in mezzo a sentimenti di lotta, fatica, sudore e resistenza.

Dopo il premio ANPI alla memoria di Renato Fabrizi, arriva la voglia di scrivere “Il gigante”, pezzo inserito poi in un libro illustrato per bambini dai 3 ai 99 anni con i disegni di Andromalis.

“Fuori i secondi” è il titolo del terzo album in studio , voluto, desiderato, con una lavorazione che viene da lontano, con omaggi ad Augusto Daolio, il pittore Ligabue, Jurij Gagarin e Dorando Petri. Un urlo di esortazione che chiama ognuno di noi ad assumersi le proprie responsabilità, è un invito a incrociare i guantoni col destino avverso e metterlo al tappeto. Il 25 giugno del 2012, un altro evento da ricordare, la temporanea reunion coi MCR allo stadio Dall’Ara davanti a migliaia di persone per aiutare l’Emilia falcidiata dal terremoto.

In seguito esce “Oh Belli Ciao. Ecco perché ho lasciato i Modena City Ramblers”, la biografia romanzata, composta assieme all’amico scrittore Carlo Albè. Duecento pagine di racconti e aneddoti, molti dei quali mai svelati, per parlare di un viaggio durato quattordici anni.

Il 2015 è l’anno di “Matrimoni e funerali”, un vero e proprio viaggio all’interno della vita, partendo dalla nascita, fino alla fine dove troviamo la grande mietitrice ad accoglierci, con un brano dal titolo “Cenere alla cenere”. Più recentemente con Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, anima, cuore e materia dei vecchi Ramblers è stato tempo di sedersi, suonare, inventare, tornare indietro nel tempo, quando tutto era spontaneo e meno social, creando un lavoro al titolo evocativo “I Dinosauri”.

Contatti e social

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