Archivio per 4 Luglio 2019

La Coattività Nel Sistema Tributario Canonico di Teodosio Petrara

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Economia, Italia, Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

La Coattività Nel Sistema Tributario Canonico di Teodosio Petrara

Nella Chiesa cattolica vi è un sistema tributario simile a qualsiasi altro ordinamento laico? Se lo chiede Teodosio Petrara nel suo libro dedicato alle entrate tributarie canoniche, in cui cerca di capire con quali risorse si nutre la Chiesa per le finalità proprie. La Primiceri Editore patrocina un’indagine complessa volta a comprendere, innanzitutto, se il Clero sia da considerare un ordinamento e in quanto tale se d’imperio possa esigere dal proprio popolo i tributi, le tasse e i contributi previsti dalla legge canonica. Da qui un’analisi delle principali imposte suddivise in uno schema tipologico messo a confronto con altri sistemi.

Genere: diritto

Prezzo: €18.00

Formato: A5

Pagine: 214

ISBN 978-88-3300-087-9

<<… A parte alcune eccezioni previste dall’art. 20 della Costituzione Italiana, che di seguito rileveremo, l’Ordinamento canonico, sotto il profilo tributario, è retto da principi di natura diversa ad eccezione della materia penale generale e a prescindere dal rapporto con lo Stato Italiano. Vale a dire per quanto riguarda il trattamento degli Enti per fini di culto posti in essere dalla Chiesa e regolati dal diritto canonico e per cui è previsto un regime agevolato (art. 20 della Costituzione). Quindi vige un principio che tiene conto del divieto, posto dall’art. 20 prima richiamato, di imporre speciali gravami fiscali nei confronti degli Enti religiosi>>.

Questo testo di diritto è una guida arricchita da fonti legislative, inquadramenti storici e da discussioni dottrinali che raccontano come la Chiesa, dalle prime comunità, si è nutrita e da quali fonti ha attinto, secondo la legge del tempo, per soddisfare le opere di carità e di apostolato fino alla riforma del diritto canonico, alla quale ha aderito lo Stato Italiano con l’accordo di Villa Madama e la successiva legge n°222/1985 che ha abolito il sistema beneficiale. Oggi, i fedeli pensano che la Chiesa viva con le sole offerte e i lasciti. Non si comprende, dunque, come senza donazioni non avrebbe più la possibilità di sostenere le opere di carità, apostolato e culto. I credenti, quindi, devono sovvenire alle necessità della Chiesa, poiché in un qualsiasi ordinamento i cittadini sono tenuti per moralità e vincolo legislativo a contribuire alla spese pubbliche, dal momento che diversamente nessun ordinamento potrebbe erogare servizi senza la contribuzione dei cittadini. Questa partecipazione discende dalla legge canonica: essere stati battezzati nella Chiesa cattolica.

TRAMA. Pochi sono gli autori che hanno trattato la materia tributaria canonica e pochissimi si sono occupati dei tributi canonici, forse per la complessità e per la scarsa bibliografia. Si sente spesso discutere di tributi dell’economia italiana a ogni livello magari senza taluna competenza in merito e non si sente mai parlare di tributi della Chiesa Cattolica. Nel presente volume, l’autore valuta l’ipotesi dei tributi sotto due profili: se la Chiesa, alla stregua di un altro ordinamento, abbia il diritto di esigere dal proprio popolo di Dio e attingere per diritto nativo ai beni temporali per le finalità proprie. E se i fedeli e fedeli laici hanno il corrispondente obbligo, in quanto battezzati nella Chiesa Cattolica, di contribuire alle necessità che questa ha per il culto divino, per le opere di apostolato e di carità e per l’onesto sostentamento dei ministri.

L’AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Teodosio Petrara, laureato in giurisprudenza, presso l’Università degli Studi Milano, è avvocato Cassazionista del libero foro di Pavia. Nel 2013 è stato nominato, dal Ministero di Grazia e Giustizia, Giudice Onorario di Tribunale e assegnato presso la terza sezione penale del Tribunale di Milano. Nel 2009 si è iscritto all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Crema e poi di Milano, eretto dalla Congregazione per L’educazione Cattolica, collegato alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, dal quale dopo il biennio di teologia e filosofia è approdato alla Facoltà Ecclesiastica di Diritto Canonico, San Pio X, Venezia, dove nel 2014 ha conseguito la Licenza in Diritto Canonico. Ha conseguito il dottorato in diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense, Città del Vaticano, con la pubblicazione della tesi. È iscritto nell’elenco degli avvocati ecclesiastici, per il patrocinio delle cause di nullità matrimoniale, presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Lombardo. Ha pubblicato nel 2016 un lavoro in materia canonica: persone e organismi nella Curia Diocesana: la funzione dell’autorità diocesana e conseguenze nel diritto civile Italiano.

CASA EDITRICE. Primiceri Editore nasce a Padova nel 2015 con la missione di fornire ai professionisti manuali dal taglio pratico che possano servire da veri e propri strumenti di lavoro. Al fianco della collana giuridica e professionale PE propone anche collane di saggistica, filosofia e narrativa, quest’ultima rivolta soprattutto ai piccoli lettori.

Contatti

Autore           https://it.linkedin.com/in/teodosio-petrara-52254633

Link Vendita http://www.primicerieditore.it/la-coattivita-nel-sistema-tributario-canonico-teodosio-petrara/

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Incidenti stradali: più di 1 testimone su 2 non lascia i propri dati

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Aziende, Economia, Società

Come si comportano gli italiani se sono testimoni di un’incidente stradale? Si fermano e lasciano i propri dati o passano dritti? In barba al senso civico, più di un italiano su due (55,7%) dopo aver assistito ad un sinistro, non ha lasciato i propri dati né alle autorità né alle persone coinvolte nell’accaduto, anche se le motivazioni sono varie; questo il primo dato emerso dall’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat per capire se, in caso di incidente di cui si sia testimoni, prevalga la solidarietà o l’egoismo.

Maggiore solidarietà se ci sono i feriti e con gli utenti deboli della strada

L’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta*, ha evidenziato come la disponibilità a farsi coinvolgere vari notevolmente a seconda del tipo di sinistro di cui si è stati spettatori involontari.

Quando si tratta di incidenti con soli danni ai veicoli, il 63,7% dei testimoni ha dichiarato di essersi allontanato senza lasciare i dati di contatto, mentre in caso di incidente con feriti la percentuale di chi ha collaborato con le autorità o con chi era coinvolto nel sinistro aumenta notevolmente e solo il 39,9% se ne va senza lasciare i dati necessari per poter poi essere rintracciato.

La predisposizione a prestarsi come testimoni rimane alta quando il sinistro coinvolge gli utenti deboli della strada; se ci sono pedoni, siano essi feriti in modo grave o meno, il 67,4% dei rispondenti all’indagine ha dichiarato di essersi fermato per dare la propria disponibilità a testimoniare, mentre se si tratta di incidenti con coinvolgimento di veicoli a due ruote (moto, scooter o biciclette), la percentuale di coloro che si sono offerti di collaborare con le forze dell’ordine per chiarire la dinamica del sinistro supera il 50%.

Donne, over 65 e residenti al Nord Est hanno testimoniato meno spesso

Secondo quanto emerso dall’indagine, dopo aver assistito ad un incidente, le donne meno spesso hanno testimoniato; tra loro il 58% se ne è andato senza dare i propri dati contro il 53,3% del campione maschile.

Dal punto di vista anagrafico, invece, sono risultati i rispondenti con età compresa fra i 60 ed i 74 anni quelli che meno spesso hanno collaborato con forze dell’ordine o incidentati; in questo sotto campione hanno lasciato i propri riferimenti appena il 39,2% dei rispondenti. Di contro sono gli intervistati con età compresa fra i 25 e i 34 anni quelli che, percentualmente, hanno prestato maggiormente la propria disponibilità a testimoniare (52,8%).

Dividendo il campione per aree geografiche, i residenti al Nord Est con solo il 40,4% dei rispondenti che ha detto di aver dato disponibilità a testimoniare in merito all’incidente cui avevano assistito, sono risultati quelli che meno spesso sono stati coinvolti nelle fasi successive al sinistro. Nel Nord Ovest, invece, risiedono quelli che, proporzionalmente, si sono più spesso trovati a testimoniare l’accaduto (46%).

Perché gli italiani non testimoniano…

Nonostante, dati alla mano, oltre 24 milioni di italiani abbiano ammesso di aver assistito ad un incidente stradale e di non aver collaborato con le autorità e con gli individui implicati prestando la propria testimonianza dei fatti, sono molte e diverse le ragioni che hanno portato a prendere quella decisione.

Il 42% lo ha fatto perché riteneva inutile lasciare i propri riferimenti; il 20,5% perché, semplicemente, nessuno glielo ha chiesto; mentre il 13,1% perché c’erano già altri testimoni o (6% dei casi) perché erano già intervenute le autorità.

Fa riflettere, invece, il dato di coloro che hanno deliberatamente scelto di non prestare testimonianza perché ritenevano di non aver visto abbastanza (10,7%), non potevano fermarsi (5,5%) o non volevano correre rischi o avere fastidi dopo (3,2%).

…e perché lo fanno

Guardando alla sola fetta di testimoni che hanno lasciato i propri dati, la ragione principale dichiarata in fase di indagine è proprio il senso civico (36,3%); da evidenziare anche come circa il 7% lo abbia fatto perché gli sia stato esplicitamente richiesto e, ancora, come appena l’1% dei rispondenti dichiari di aver lasciato i propri dati perché, semplicemente, questo è ciò che prevede il codice della strada, anche se a ben vedere non sempre l’obbligo esiste.

Conforta un altro dato; il senso civico, quando presente, risulta comunque ben radicato e, fra chi ha lasciato in passato i propri dati per testimoniare in merito ad un sinistro, ben il 95,1% lo rifarebbe ancora.

Qualcuno si ritira e qualcuno non viene mai contattato

Da notare come, sebbene abbiano lasciato i propri dati a chi di dovere, il 62,5% dei testimoni disponibili a raccontare l’accaduto non siano poi mai stati contattati dalle autorità o da chi era coinvolto nell’incidente e come, anche, nonostante avesse in un primo tempo dato i propri riferimenti per testimoniare, una volta arrivato il momento di farlo, il 19,4% dei rispondenti abbia cambiato idea e si sia ritirato.

Cosa prevede la legge

Dal punto di vista normativo l’obbligo a testimoniare esiste solo in seguito ad una citazione all’interno di un processo; se un soggetto viene chiamato a presentare la propria ricostruzione dei fatti non può tirarsi indietro. Questo, naturalmente, presuppone che il testimone abbia lasciato i propri contatti o sia stato in qualche modo identificato; in caso contrario, la testimonianza resta a discrezione del cittadino.

Argomento diverso è l’omissione di soccorso, disciplinata dall’articolo 593 del Codice penale. La norma, nel caso in cui un soggetto assista ad un incidente stradale grave, sancisce l’obbligo di fermarsi e soccorrere un individuo “…che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo.” La pena per chi trasgredisce prevede fino a un anno di reclusione o una multa fino a duemilacinquecento euro.

In caso di incidente di lieve entità, in cui non sussistono le condizioni di gravità previste dal Codice penale, il testimone non è legalmente obbligato a fermarsi… dipenderà solo dal suo senso civico.

* Metodologia: n. 1.220 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana in età 18-74 anni.  Indagine condotta a maggio 2019.

Antonio Cospito assolto dopo 7 anni di calvario per colpa di un PM scellerato

Scritto da areastampa360 il . Pubblicato in Opinioni / Editoriale, Politica

Capita spesso, ma che capiti proprio a te non ci puoi credere. Condannato per Calunnia??

Qualcuno potrebbe dire, che se ti occupi di Ufficio Stampa può capitare, anzi devi metterlo in conto.

Però vi sembra normale che un Tribunale ti condanni a 2 (due) con risarcimento di Euro 5.000 e poi la Corte d’Appello ti ASSOLVE perché i fatti non costituisco reato? La giustizia italiana è malata?

Adesso però arriva il secondo step, denunciare tutti i fatti, per richiedere ogni danno patito e patendo.

Sperando che il PM scellerato dopo 7 (sette) anni di processo ingiusto, venga punito severamente.

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Antonio Cospito Press
– Ufficio Stampa –

Paper Walls “Stringimi”


Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

la giovane band torna in radio con un nuovo singolo 

Ritrovarsi nell’abbraccio di qualcuno anche quando ci si sente fragili, confusi e indifesi può fortificare. “Stringimi” racconta il bene e la sua capacità rigeneratrice. In un momento come questo  in cui si parla troppo spesso di amori malati, c’è la necessità di rievocare la bellezza di un sentimento, che mai dovrebbe essere causa di sofferenza e dolore. Ma che al contrario, nella sua forma più pura, è il rifugio per tutti i mali di questo mondo.

Provenienti dalla soleggiata Puglia, quattro ragazzi sbadati ma pungenti, intraprendenti osservatori, simpaticamente critici, completamente differenti tra loro, accomunati dalla stessa passione, quella per le “note musicali”.

I Paper Walls nati nel 2010 da un’idea del chitarrista Nicola Renigaldo,  muniti di fantasiose melodie, accompagnate da testi realistici e irriverenti, raccontano le stranezze della società attuale lasciando trapelare nelle loro canzoni sempre risvolti profondi ed emotivi. Nonostante la loro giovane età riescono a dipingere un quadro chiaro e nitido della realtà’ adoperando però sottili e divertenti sfumature. Hanno all’attivo più di duecento concerti. La loro uscita discografica datata Luglio 2018 con il brano “Senza uscita” ha raccolto numerosi consensi restando in rotazione radiofonica per sei mesi.

I Paper Walls:

Sonia Belvedere: Voce
Nicola Renigaldo: Chitarra
Antonio Di Lauro: Basso
Fabio Conoscitore: Batteria

Facebook: https://www.facebook.com/paperwallsrock/
YouTube: https://www.youtube.com/user/PaperWallsMusic
Instagram: https://www.instagram.com/paperwallsrock/

Press, radio, Tv Agency
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promoradio@dcodcommunication.it
promostampa@dcodcommunication.it

Mauro Maisel eclettico sperimentatore creativo

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

L’arte di Mauro Maisel non è “ingabbiata” e condizionata da alcun canone estetico ferreo e rigoroso e si abbandona a dare pieno e libero sfogo al suo fervido e incalzante spirito creativo. Si muove con maestria e autorevole padronanza della materia, conferendo alla tavolozza cromatica un ruolo basilare e primario nella costruzione scenica. Il colore ricco e corposo nella stesura e nella partitura delle sfumature tonali viene distribuito generosamente, definendo e scandendo il ritmo dell’intera superficie narrativa e garantendo un risultato finale molto gradevole e piacevole alla vista. La produzione eterogenea si articola in un’espressione personalizzata e soggettiva, dove l’informale e l’astrazione coesistono insieme all’interno di una progettualità artistica versatile e poliedrica. La ricerca cromatica espressionista è il risultato dell’equilibrato rapporto tra gestualità ed emotività, il tutto ben controllato e monitorato da una mente ingegnosa, sempre vigile, capace di guidare la mano e fermarla nel momento giusto con un’esecuzione precisa e puntuale. Mauro Maisel concentra l’attenzione sulla tensione interiore, con uno stile in cui predomina l’essenza rispetto all’apparenza, spostando il punto di vista del fruitore ben al di sopra di una semplice alternanza visionaria e indirizzandosi verso l’interiorità del colore. Crea guardando il mondo con gli occhi del cuore, superando i limiti formali dell’apparenza con un approccio fortemente intimista.

La dottoressa Elena Gollini nel cogliere i tratti salienti del suo operato creativo ha sottolineato: “La ricerca artistica di Mauro Maisel confluisce nella ricerca del moto interiore della sua anima e si rivela nella ricerca di luce, colore, dinamismo vitale. Analizzando in modo introspettivo la produzione si comprende che è posta ad un crocevia tra diverse tendenze e sperimentazioni. La sintesi narrativa che realizza si manifesta nella potente valenza energetica del colore, puramente e sostanzialmente molto incisivo. In un grumo di colore si raggruppano idee, percezioni, pensieri, sentimenti, emozioni. Le commistioni e le mescolanze cromatiche generano visioni plastiche di fantasia che equivalgono al ritratto del vero, rivisitato e trasformato dall’immaginario fantastico. La sua arte si può ricondurre ad un linguaggio astratto d’orientamento futurista e metafisico, scorgendo gli aspetti di un procedimento alchemico a cui fa riferimento, dove il senso di dispersione nello spazio e di leggerezza della materia insieme alla componente luminosa, arrivano ad una sintesi formale estrema, dopo aver filtrato ogni fattore della realtà visibile. In ciò si raggiunge anche a intesi tra la realtà interiore di Mauro e il mondo che lo circonda“.

Cinque semplici passaggi per rendere più efficace il backup e non perdere nessun dato (neanche in vacanza)

Scritto da Esseci il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Tecnologia

Il 65% degli utenti coinvolti nell’annuale indagine di Acronis – leader globale della protezione informatica – sui comportamenti e le abitudini in tema di protezione dati, ha confermato di aver subito una perdita di dati.

Si tratta di un aumento del 30% rispetto al 2018, ed è una percentuale significativa. D’altro canto ‘incremento è comprensibile, se consideriamo il volume crescente di dati prodotti e di dispositivi utilizzati per accedervi, due fattori che implicano ovviamente maggiori possibilità di perdite. Ciò non toglie che sia possibile compiere azioni mirate per ridurre la frequenza di questi accadimenti.

Ecco quindi cinque raccomandazioni di Acronis per salvaguardare i dati e aiutarvi a contrastare i rischi che questi ultimi corrono a causa delle abitudini d’uso – lo smartphone che cade in piscina, il laptop che smette di funzionare, il computer colpito da un virus… – e delle minacce in costante evoluzione in agguato online.

1.Disporre di una copia locale del backup
Quando si verifica una perdita di dati, è indispensabile innanzitutto un modo rapido e affidabile per ritrovarli: esattamente ciò che offre un backup locale. Copiare i file su dischi rigidi, unità flash USB, unità esterne, nastro o altri dispositivi connessi a sistemi autonomi o a una rete locale o WAN significa avere a disposizione subito e con facilità ciò che serve per ripristinare qualsiasi file, app o sistema.

2.Archiviare una seconda copia nel cloud
Il proverbio “Non mettere tutte le uova in un paniere” è valido anche per i dati. I backup nel cloud offrono quella ridondanza che protegge i vostri dati anche in caso di incendio, alluvione, attacco malware esteso all’intera rete o altre minacce che possono distruggere sia i file originali che i backup locali. In più, i backup nel cloud non isolano soltanto i dati dalle minacce locali ma abilitano l’accesso ai file da qualsiasi luogo.

3.Difendere i dati dal malware
Disporre di un backup consente il ripristino del sistema da un attacco ransomware, evitando di dover pagare il riscatto richiesto dai criminali. Oggi però gli hacker prendono di mira proprio i file di backup, per impedire alle loro vittime di bypassare gli attacchi. Acronis offre soluzioni di backup ultra sicure perché dotate di una difesa contro il ransomware basata su intelligenza artificiale: solo l’anno scorso questa tecnologia ha bloccato 400.000 attacchi e ripristinato automaticamente qualsiasi file colpito.

4.Garantire l’autenticità dei dati
La manomissione dei dati è la nuova minaccia in crescita: di conseguenza è fondamentale che i vostri documenti, file e backup siano protetti dalle modifiche non autorizzate. Acronis è l’unica a offrire soluzioni di backup che mettono a disposizione dell’utente tutte le potenzialità della tecnologia blockchain, consentendo di autenticare i file per comprovarne l’originalità e l’assenza di modifiche o di firmare elettronicamente i documenti in modo univoco e verificabile.

5. Ottimizzare le difese con Acronis e Windows Defender
La complessità degli attacchi online è in vertiginoso aumento, ma per fortuna è possibile consolidare e semplificare le difese allo stesso tempo. Windows Defender, l’antivirus integrato nelle soluzioni Microsoft, offre una protezione convenzionale basata sulle firme, che in alcuni casi tuttavia non riconosce gli attacchi di tipo zero-day. Ed è qui che interviene l’innovativa tecnologia antiransomware di Acronis, basata sull’intelligenza artificiale e capace di bloccare anche questo tipo di minaccia. L’esecuzione combinata delle due soluzioni offre quindi una protezione a 360°, anche contro malware mai registrati prima.

ELISABETTA ARPELLINO “NOTTE STELLA” è il singolo che accompagna l’uscita dell’ep “Da dove riparto”

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

La cantastorie astigiana realizza un progetto musicale che ha lo scopo di dar voce a storie e racconti autobiografici e non, seguendo una linea stilistica aderente ad un pop cantautorale classico ed attuale allo stesso tempo.

A otto mesi di distanza dall’uscita di “Da dove riparto”, la cantautrice esce con un nuovo singolo dal titolo “Notte Stella” tratto dall’EP, anche esso in uscita a maggio, “Da dove riparto”.

«Un pezzo molto intimo, quasi surreale, che ti invita a chiudere gli occhi e ad immaginare una notte piena di stelle, immerso nella natura a contemplare il cielo e a pensare a qualcuno che è lontano, ma allo stesso tempo vicino a te». Elisabetta Arpellino

L’EP che esce in contemporanea con il nuovo singolo, è frutto di un percorso iniziato nel 2013. Si tratta di una raccolta di tutto quello che di significativo è successo fino ad oggi nel suo percorso artistico e racchiude in sé i 5 brani che a detta della stessa Elisabetta «sono tappe di una strada che percorro ormai da molti anni, sono i brani più significativi che ho scritto e interpretato tante volte, sono parte della mia crescita sia artistica che personale, insomma ho cercato di raccontarvi quello che sono stata fino ad ora».

TRACK BY TRACK

“I am” è un brano che parla della difficoltà di uscire allo scoperto e parlare di sé stessi davanti agli altri mettendosi a nudo.

“Fuggo via da te” parla di una storia finita e forse mai veramente iniziata, di due persone che realmente non hanno mai comunicato.

“Un altro settembre” è un brano malinconico, che ti porta dritto ad un ricordo preciso, un giorno d’autunno guardando le foglie la mente torna al ricordo di una precisa persona che non c’è più, ma in qualche modo il suo sorriso rimarrà sempre stretto tra i tuoi ricordi.

“Notte stella” è un brano molto intimo dalle sfumature surrealiste, un dialogo con una persona lontana, ma allo stesso tempo vicino.

“Da dove riparto” è un pezzo che invita a rialzarsi sempre nonostante tutto, nonostante il buio attorno, perché una via d’uscita la si trova sempre, basta non perdere la speranza.

Etichetta: Autoproduzione

Radiodate: 31 maggio 2019

Pubblicazione Ep: 31 maggio 2019

BIO

Elisabetta Arpellino è una giovane cantautrice astigiana.

La sua formazione artistica si caratterizza fin dall’inizio di numerose ed importanti esperienze.

Nel 2013 frequenta l’Accademia del Festival di Saint Vincent tenuta da Grazia di Michele e Luca Pitteri e partecipa allo stage del Tour Music Fest al C.E.T. di Mogol. Dal 2014 al 2016 partecipa a diversi stage per cantautori: sia nel Veneto presso M&M LINE PRODUCTION (tenuti da Piero e Massimo Calabrese, Fulvio Tomaino, Fausto Donati, Marco D’Angelo, Umberto Labozzetta e Alberto Zeppieri), sia in Piemonte presso AKAMU (tenuti da Massimo Cotto, Giuseppe Anastasi, Cheope, Zibba, Federica Abbate, Francesco Sarcina, Morgan, Lighea, Stefano Senardi, Andrea Rodini). Dal 2017 intraprende il percorso di laurea in canto presso il CPM Music Institute di Milano

Parallelamente agli impegni formativi Elisabetta inizia anche a maturare esperienza sul campo.

Nel 2011 incide il suo primo inedito SOGNEREMO, accompagnata dalla sua ex rock band.

Nel 2013, durante la partecipazione al Festival di Saint Vincent, realizza brano I AM. Durante lo stesso anno, con questo inedito, vince diversi concorsi:

  • Prima classificata al FESTIVAL DI SAINT VINCENT (AO) per la categoria nuove proposte
  • Prima classificata al CHIERI IN FESTIVAL (TO) per la categoria inediti
  • Prima classificata al FESTIVAL VOCI NUOVE di Montecatini (PT) per la categoria inediti
  • Premio come migliore autore al FESTIVAL PROVOICE a Milano
  • Seconda classificata a UNA CANZONE DAL CUORE ad Asti per la categoria inediti

Nel 2014 partecipa al Festival di Castrocaro arrivando in semifinale. Nel 2015, durante il corso di Song Writting, nascono diversi pezzi, due dei quali vengono prodotti presso il BIPLANO di Roma. Il primo brano NOTTESTELLA è in distribuzione dal primo settembre 2015 su I-Tunes, sotto lo pseudonimo di Lizzie. Il secondo pezzo intitolato UN ALTRO SETTEMBRE è stato eseguito per la prima volta nella finale del PREMIO D’AUTORE CITTA’ di ASTI. Dal 2015 si esibisce con un chitarrista in serate e aperture di concerti portando sul palco sia cover che pezzi inediti, il tutto rigorosamente in acustico.

Nel 2016 partecipa alla tappa di selezione del Lighea Talent Show a Pedaso nelle Marche. Sempre nel 2016 partecipa ad AREA SANREMO con il brano IL CIRCO DI FALSITA’.

Il 13 febbraio 2017 si esibisce al Memo Resturant di Milano con un brano inedito in occasione del Memo Live Contest, ricevendo complimenti da tutto il pubblico in sala e aggiudicandosi il primo posto per il voto del pubblico.

Il 16 Giugno 2017 a San Damiano d’Asti apre in concerto di ANNALISA durante manifestazione LA BARBERA INCONTRA.

Il 3 marzo 2018 partecipa alle finali del Nastro d’Argento di San Damiano portando il nuovo inedito DA DOVE RIPARTO con cui si aggiudica il premio della giuria tecnica.

Il 15 giugno 2018 in occasione del Festival “La Barbera incontra a San Damiano d’Asti” apre il concerto di GINO PAOLI e DANILO REA.

Nell’estate 2018 è una dei protagonisti dell’Incanto Summer Festival. Il 3 luglio 2018 partecipa alle semifinali del Premio Lunezia con il brano DA DOVE RIPARTO, accedendo alle finali che si sono svolte il 19 luglio 2018 ad Aulla. Il 20 Novembre 2018 in occasione dell’Open Week del Cpm Music Institut duetta con Ermal Meta con il brano Piccola Anima, durante il suo live sul palco del teatro del Cpm icon gli studenti della scuola. A marzo del 2017 vince il Nastro D’Argento in duetto con Federico Chiavaro con il brano Piccola Anima di Ermal Meta. A maggio 2019 viene selezionata tra i 20 finalisti del Calabria Fest.

Contatti e social

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Slancio e sviluppo in casa Varvel: pubblicato il Bilancio di Sostenibilità 2018

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Economia, Industria, Mercati

L’ultima edizione del documento ufficiale reso disponibile dal Gruppo bolognese mostra il segno positivo della ricrescita. Tra gli ingredienti di successo della ricetta Varvel, innovative strategie di mercato, riduzione dei costi di produzione e incremento del fatturato estero.

Valsamoggia (BO), 21 giugno 2019 – Come ogni anno, anche nel 2019 il Gruppo Varvel presenta la nuova edizione del Bilancio di Sostenibilità relativo all’andamento dell’anno precedente: il documento ufficiale – disponibile anche online sui siti istituzionali dell’azienda www.varvel.com, www.varvelusa.com e www.varvel.in – che analizza la struttura organizzativa e l’identità dell’azienda e ne evidenzia i principali driver di successo.

Accanto alla disamina dei valori fondanti, della produzione e del mercato di riferimento, la recente edizione del Bilancio di Sostenibilità restituisce l’immagine di una società dinamica e responsabile, sottoposta alle curve di flessione del mercato ma capace di contrastarle e di ripartire con rinnovata forza e approccio innovativo.

Prima testimonianza della rinascita dell’azienda è innanzitutto la percentuale del debito, calata dell’11% rispetto agli anni precedenti. “Un risultato estremamente incoraggiante, che dimostra una netta ripresa dello sviluppo e una scelta strategica vincente, fatta di innovazione, customizzazione, impegno sociale e valorizzazione delle risorse, umane ed energetiche” dichiara Mauro Cominoli, Managing Director dell’azienda.

A incidere positivamente sul rendimento dell’azienda vi è però anche il margine operativo lordo EBITDA (Earnings Before Interest, Tax, Deprecation and Amortization), che ha raggiunto i 3 milioni di euro (9%) in linea con la media del settore.

A dimostrazione dell’impegno di Varvel nella valorizzazione e nella creazione di un rapporto di lavoro consolidato con le proprie risorse umane, si osserva che quasi tutti i dipendenti (77 persone su 84, pari all’91,7%) risultano assunti con contratto a tempo indeterminato. Le quote rosa si assestano su percentuali significative, in un settore come quello meccanico, tradizionalmente appannaggio della forza lavoro maschile: rappresentano il 45% dell’organico complessivo e corrispondono a 38 unità. Con un’età media di 44 anni, i dipendenti del Gruppo Varvel beneficiano regolarmente di sessioni di formazione e aggiornamento: nel 2018 ne sono stati svolti 25, coinvolgendo quasi la metà della compagine lavorativa.

La responsabilità sociale dell’azienda assume anche la forma del sostegno diretto ad associazioni benefiche, grazie a un programma di supporto continuativo rivolto nello specifico a tre ONLUS. Dal 2004 infatti il Gruppo Varvel destina un contributo fisso di 2 centesimi di euro per ogni prodotto venduto ad ANT (Associazione Nazionale Tumori), MSF (Medici Senza Frontiere) e UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia), intrecciando direttamente i propri risultati economici alla tutela di persone meno fortunate. In questi quindici anni sono stati erogati complessivamente 282.000 euro.

Tra i principali driver di crescita, emergono alcune scelte strategiche in grado di imprimere una forte spinta alla produzione, ma anche all’ottimizzazione e all’efficientamento dei flussi produttivi. Una delle soluzioni messe in campo con quest’obiettivo è Dadistel, il sistema digitale di controllo della produzione nei reparti tornitura, fresatura, filettatura e rettifica diametrale. Non solo: in piena ottica Industry 4.0. il Gruppo sta per presentare il modello di ’”accelerazione di cambiamento” Varvel Mechnology System, che trasformerà l’azienda da “fabbrica di prodotti” a “fabbrica di competenze”, ponendo l’accento sul tempo e collocandolo al centro dei piani di sviluppo.

Infine, il Bilancio di Sostenibilità 2018 evidenzia uno spostamento del fatturato verso l’estero. Se nel 2014 il rapporto era di 40-60 tra Italia e Paesi esteri, l’anno scorso il delta si è spostato ulteriormente, attribuendo il 34% del fatturato al mercato Italia e il 66% al corrispondente estero.

L’incremento della commercializzazione estera ha contribuito significativamente al raggiungimento dei risultati aziendali.

Il bilancio ufficiale del 2018, in relazione ai riduttori, è di 33,416 milioni di euro.

Grazie alle filiali MGM-Varvel – Power Transmission Pvt Ltd (India) e Varvel USA LLC (Stati Uniti), alla potenza del network di distributori attivi sul territorio – dentro e oltre confine – e agli investimenti in materia di ricerca e innovazione tecnologica, il 2019 di Varvel è destinato a continuare il trend di crescita e successo.

GRUPPO VARVEL

Dal 1955 il Gruppo Varvel progetta e realizza sistemi di trasmissione di potenza impiegati in numerose applicazioni industriali, (packaging, sistemi di alimentazione per animali, soluzioni per l’automazione e il controllo degli accessi) e nei sistemi innovativi come i generatori eolici e gli impianti fotovoltaici. Grazie alla grande esperienza maturata in oltre sessant’anni di attività, una produzione di oltre 500.000 riduttori l’anno e un fatturato complessivo di circa 50 milioni di Euro, Varvel offre alla clientela un’ampia gamma di soluzioni standard e prodotti personalizzati per esigenze specifiche. L’intera gamma di prodotti è progettata e realizzata in Italia, a Crespellano (Bologna) dove Varvel ha la propria sede centrale. La quota export ha raggiunto il 66% grazie a due filiali (una in USA e l’altra in India) e una rete globale di oltre 100 partner commerciali.

Ulteriori approfondimenti sono disponibili al sito www.varvel.com

Cucce da esterno per cani: quale scegliere

Scritto da sonia il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Lifestyle

Il cane è il migliore amico dell’uomo; dopo una stressante giornata a lavoro tra le pressanti richieste del proprio capo e le critiche dei colleghi, un litigio col proprio partner e i bambini che richiedono la vostra costante attenzione mettendo a dura prova la vostra pazienza, loro sono sempre e comunque pronti a farci le feste e a sollevarci il morale. Il cane sarà sempre al nostro fianco in qualsiasi situazione e merita pertanto anche lui di ricevere le giuste attenzioni e alcuni indispensabili comfort: e cosa c’è di più indispensabile di una cuccia per cani che offra al nostro amico a quattro zampe un posto accogliente e comodo dove possa riposare e ronfare dopo una stancante corsa in giardino?! Non è forse il primo acquisto che si fa quando si decide di accogliere in famiglia un nuovo cucciolo, forse ancor prima di procedere nell’acquisto o nell’adozione?!

Con l’arrivo del caldo estivo ormai il nostro amico a quattro zampe non vede l’ora di correre in giardino e rotolarsi nell’erbetta verde tra margheritine e quadrifogli, e anche trascorrere la notte fuori per lui sarà piacevole: non lo sentirete certo mugolare alla porta, come nelle gelide nottate d’inverno, sperando di accaparrassi il posto nella poltrona del papà vicino al caminetto. Se stai cercando delle cucce da esterno  ideali per il tuo amato animale domestico, ma non sai quale caratteristiche deve avere per garantire tutti i comfort sia a lui che a te,  continua a leggere questo articolo per saperne di più.

Cucce per cani da esterno: il massimo comfort per il vostro doggy

Se un cane potesse scegliere tra il nuovo divano del soggiorno e una cuccia di legno nel sottoscala, la scelta sembra ovvia e lecita a chiunque. Al vostro cane non potrete certo negare la comodità di un posto in cui possa ronfare e sognare indisturbato ossa enormi da mordere e piogge di bistecche: è fondamentale che la cuccia che andrete a comprare sia accogliente ed impermeabile per offrire uno spazio asciutto in cui il pelo del vostro cane non si inumidisca e finisca per assumere un odore sgradevole, e che sia costruita in un materiale termostatico, garantendo dunque un isolamento termico sia dal freddo nei mesi invernali sia dal caldo in quelli estivi.

Cucce per cani da esterno: il massimo comfort per il padrone

Nella scelta della cuccia adatta per il vostro cane non c’è solo da considerare quanto sia comoda per lui, ma anche e soprattutto che sia comoda per te. Il desiderio di tutti i padroni è quello di avere una cuccia che sia duratura ed indistruttibile agli innumerevoli tentativi dei vostri cani di rosicchiarne gli angoli, che sia anche antiodore,  nonché antimacchia e non causi difficoltà nella pulizia. Affinché tutte queste esigenze vengano soddisfatte, scegliere il giusto materiale è importantissimo. Senza dubbio, se scegliete una cuccia in laminato di ultima generazione HPL (“High Pressure Laminate”) non sbaglierete, essendo un materiale antistatico, ignifugo, impermeabile e molto robusto. Le cucce più innovative sul mercato offrono anche vantaggi quali l’agevolazione nel trasporto e nel montaggio, grazie alla tecnologia ad incastro che non prevede l’uso di bulloni e altri attrezzi. Infine, una cuccia che vanti di un bel design e che possa diventare parte del vostro arredamento da giardino è requisito da non dimenticare se volete che la vostra casa mantenga uno stile di classe!

La carriera di Nicolò Zanon, dai primi incarichi agli impegni attuali

Scritto da nzprnews il . Pubblicato in Aziende

Giudice della Corte Costituzionale, Nicolò Zanon è originario di Torino. Grazie al lavoro svolto nel corso della sua carriera, è stato nominato Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.

Nicolò Zanon

Nicolò Zanon: l’inizio della carriera

Nicolò Zanon è un giurista e docente italiano. Classe 1961, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Torino con una tesi in Diritto pubblico comparato. Successivamente, consegue il titolo di dottore in ricerca in Diritto comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Firenze, per poi diventare ricercatore presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Torino. Completa il suo precorso di formazione all’estero, in Francia e in Germania. Una volta rientrato in Italia, opera come Assistente di Studio del giudice costituzionale prof. Valerio Onida presso la Corte costituzionale di Roma. Allo stesso tempo, Nicolò Zanon inizia la sua carriera nell’ambito accademico in qualità di professore a contratto di Istituzioni di diritto pubblico presso l’Università Bocconi di Milano. È solo il primo di una serie di incarichi nei più importanti atenei italiani, tra cui l’Università di Milano-Bicocca e l’Università di Padova. Gli anni della docenza corrispondono con una vivace attività scientifica, incentrata sulla posizione costituzionale dei parlamentari e sulla loro tradizionale libertà da vincoli di mandato. Il giurista si occupa anche di diritto regionale, giustizia costituzionale e tutela dei diritti fondamentali nell’ordinamento italiano e in quelli stranieri. Pubblica svariati articoli su riviste nazionali e internazionali.

Nicolò Zanon: gli incarichi e i riconoscimenti

Nel 1998 Nicolò Zanon viene nominato componente del “Gruppo di lavoro per la Riforma dello Statuto Regionale”. Entra inoltre a far parte del comitato di redazione della rivista “Ideazione”, del comitato scientifico della rivista “Giurisprudenza costituzionale”, della rivista “Quaderni costituzionali” e del comitato scientifico della rivista “Percorsi costituzionali”. Dal 2000, per dieci anni, è membro del Comitato Legislativo della Regione Lombardia e fa parte del board “Riforme e garanzie” della Fondazione Magna Carta. Nicolò Zanon opera come consulente per la Commissione parlamentare per le questioni regionali, oltre ad essere editorialista per importanti quotidiani come “Il Sole 24 Ore”, “Il Giornale” e “Libero”. Nel 2010 è eletto dal Parlamento in seduta comune componente “laico” del Consiglio superiore della Magistratura. Grazie alle sue numerose esperienze professionali, viene chiamato nel 2013 a far parte della Commissione dei cd. “saggi” per la revisione della parte seconda della Costituzione. Oggi è Giudice della Corte Costituzionale su nomina del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e Ordinario (fuori ruolo) di Diritto costituzionale nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano.