Archivio per 11 Giugno 2019

Un’esperienza VR performante con M4 VIRTUAL REVIEW

Scritto da gtebart il . Pubblicato in Aziende, Industria, Tecnologia

Milano, Italia – 11 Giugno 2019: Con la possibilità di importare modelli 3D di dimensioni ancora più grandi, e nuovi strumenti permette di ottimizzare al meglio l’esperienza virtuale (VR). La nuova versione del visualizzatore VR M4 VIRTUAL REVIEW è ora disponibile.

Prestazioni più elevate per una migliore esperienza VR
Con la nuova versione del Virtual Reality Viewer, M4 VIRTUAL REVIEW è ora possibile caricare modelli ancora più grandi, molto più dettagliati e di visualizzarli con prestazioni eccezionali. Ciò è reso possibile dal pieno supporto dei sistemi a 64 bit. Questo consente all’utente di caricare anche layout 3D o modelli CAD molto grandi, in modo che possano essere visualizzati in dettaglio nella realtà virtuale.

Nastro di misura per lo spazio virtuale
Nella realtà virtuale è anche molto utile poter misurare le distanze tra i singoli oggetti nello spazio. Con il nuovo strumento di misura presente in M4 VIRTUAL REVIEW è ora possibile misurare le distanze tra diversi punti. Il sistema supporta l’utente allineando le dimensioni con i bordi del modello o degli assi XYZ. Le dimensioni possono essere visualizzate in metri o millimetri.

Note 3D e screenshot direttamente in VR
La nuova versione del VR Viewer include ora uno strumento di disegno. Con questo strumento è possibile inserire direttamente in 3D note e sottolineature colorate. Con gli occhiali VR l’ambiente virtuale diventa un enorme foglio di lavoro. L’utente può disegnare linee di spessore variabile o cambiare il colore delle eventuali sottolineature direttamente nella realtà virtuale. Queste informazioni vengono salvate nel modello e sono disponibili ogni volta che esso viene visualizzato. E’ inoltre presente lo strumento “cancella” per eliminare linee e le sottolineature inserite in precedenza. Con il nuovo strumento screenshot in M4 VIRTUAL REVIEW, l’utente può ora facilmente scattare foto della scena attualmente visibile in realtà virtuale. Questi vengono poi salvati come file immagine e possono essere comodamente utilizzati per scopi di documentazione o di marketing.

Spostare le singole parti del modello ancora più facilmente
Lo strumento “Muovi” è uno dei più importanti strumenti presenti in M4 VIRTUAL REVIEW. Viene utilizzato ogni volta che si desidera spostare, ruotare o nascondere un modello. Nella nuova versione del Visualizzatore VR, lo strumento “Muovi” è stato rielaborato. Ora il modello può essere spostato liberamente o ad una certa distanza. Allo stesso modo un singolo modello può essere ruotato con un determinato angolo di rotazione. Le distanze e gli angoli possono essere modificati manualmente dall’utente. Lo strumento “Muovi” tiene inoltre conto della gerarchia del modello, in modo da poter spostare solo una parte di un singolo modello o un gruppo di modelli.

Formati 3D ancora più supportati
L’uso di texture offre molte possibilità per la rappresentazione di un modello 3D realistico. Nella nuova versione di M4 VIRTUAL REVIEW, i modelli e le loro texture possono essere caricati in realtà virtuale (VR). Ciò significa che le singole scene o modelli possono ora essere rappresentati in modo ancora più realistico, migliorando ulteriormente il risultato della visione virtuale. Inoltre, i modelli possono ora essere caricati direttamente nella realtà virtuale in formato OBJ, che è supportato da molti sistemi CAD. CAD Schroer offre ora un convertitore da STEP a FBX opzionale
per i modelli in formato STEP. Il software permette di semplificare notevolmente i modelli in STEP attraverso un processo separato per poi convertirli automaticamente in formato FBX. Il grado di semplificazione può essere impostato manualmente dall’utente.

>> Per saperne di più sul VR-Viewer M4 VIRTUAL REVIEW

Riguardo CAD Schroer
Specializzata nello sviluppo di software e nella fornitura di soluzioni d´ingegneria, CAD Schroer è un’azienda di calibro mondiale che aiuta ad aumentare la produttività e la competitività dei clienti specializzati nei settori della produzione e della progettazione di impianti, inclusi il settore automobilistico ed il suo indotto, il settore energetico ed i servizi pubblici. CAD Schroer ha uffici e filiali indipendenti in Europa e negli Stati Uniti.

Il ventaglio dei prodotti di CAD Schroer include soluzioni CAD 2D/3D, per l’impiantistica, per la progettazione di impianti e per la gestione dei dati. I clienti in più di 39 paesi si affidano a MEDUSA®, MPDS™, M4 ISO e M4 P&ID FX per avere un ambiente di progettazione integrato, efficiente e flessibile per tutte le fasi della progettazione dei prodotti e degli impianti, in modo tale da tagliare i costi e migliorare la qualità.

Il portfolio di prodotti e servizi di CAD Schroer comprende inoltre soluzioni AR e VR basate su dati CAD. CAD Schroer sviluppa insieme ai suoi clienti soluzioni AR/VR basate su dati CAD 3D già esistenti. I risultati sono applicazioni AR e VR coinvolgenti con le quali i prodotti possono essere presentati in modo chiaro e interattivo. Le applicazioni CAD Schroer vengono inoltre utilizzate anche per workshop e riunioni durante le fasi di pianificazione per visualizzare i dati in dettaglio. Le applicazioni AR/VR facilitano l’assistenza nelle fasi di manutenzione e permettono di aumentare la produttività.

CAD Schroer attribuisce una grande importanza alla stretta collaborazione con i propri clienti e supporta gli obiettivi della sua clientela mediante un ampio ventaglio di servizi di consulenza, formazione, sviluppo, supporto software e manutenzione.

Contatti
Marco Destefani
CAD Schroer GmbH
Fritz-Peters-Straße 11
47447 Moers
Germania

Sito web: www.cad-schroer.it
Email: marketing@cad-schroer.com

Telefono:

Italia: +39 02 49798666
Germania: +49 2841 9184 0
Svizzera: +41 43 495 32 92
Regno Unito: +44 1223 850 942
Francia: +33 141 94 51 40
USA: +1 866-SCHROER (866-724-7637)

Investimenti immobiliari a Dubai: un approfondimento con Sergio Alberti

Scritto da SergioAlbertiRealEstate il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Gli investimenti immobiliari all’estero diventano sempre più interessanti, ci siamo rivolti a Sergio Alberti, esperto da 35 anni del settore immobiliare italiano ed estero, per capire come realizzare un buon affare a Dubai grazie alla Sergio Alberti Real Estate.

Sergio Alberti, ci può presentare brevemente la sua attività e com’è nata la passione per il suo lavoro?

Ha detto giusto, brevemente perché quest’anno compio 35 anni di attività, pertanto sarebbe troppo lunga da spiegare. Scherzi a parte, ho svolto l’attività di agente immobiliare classico, con il mio ufficio, le vetrofanie esposte, per poi, man mano che l’esperienza aumentava, rivolgermi al mercato internazionale.

A partire dagli anni 90, infatti, ho venduto delle ville in Kenya e mi sono affacciato al mercato estero, per poi finire, diciamo così, prepotentemente, nel mercato immobiliare di Dubai.


Video Intervista

Lei opera per gran parte del suo tempo all’estero; ci può spiegare perché è diventato così interessante l’investimento in altre aree geografiche del mondo e quali sono i vantaggi per gli investitori?

Partendo dal presupposto che l’Italia, secondo me, e non solo secondo me, è il paese al mondo, in assoluto, più bello e dove sarebbe bello investire, si rilevano varie componenti che si sommano e che impediscono che questo accada; l’alta tassazione e anche, ad esempio, le difficoltà per un investitore nell’avere l’appartamento libero se l’inquilino non paga l’affitto, visto che la burocrazia e le tempistiche italiane sono lunghe. Tutti questi motivi fanno sì che l’investitore italiano si rivolga al mercato internazionale, dove la burocrazia è più snella e dove si possono avere delle aperture verso investimenti sicuramente più redditizi e più facilmente gestibili.

Uno dei focus della sua attività è Dubai.

Perché questa scelta? Ci vuole raccontare quali investimenti si possono fare a Dubai, che è una delle maggiori smart city multiculturali al mondo e qual è l’andamento del mercato e dei prezzi?

Dubai oggi, a livello di economia mondiale, occupa un posto rilevante, in virtù anche di uno Sceicco illuminato che ha avuto, e continua ad avere, una visione futuristica incredibile, dove le innovazioni sono all’avanguardia e dove investire diventa veramente interessante; vuoi per l’Expo del prossimo anno, vuoi per il Giubileo, si festeggeranno i 50 anni di fondazione degli Emirati nel 2021, vuoi per una serie di implementazione di infrastrutture che sono previste nei prossimi 10 o 15 anni decisamente avveniristiche.
Sicuramente, quindi, l’investimento in un’area che ha queste prospettive di sviluppo, si fa veramente appetibile.

E’, quindi, un mercato, in grande crescita. Quale iter deve affrontare chi volesse acquistare un immobile a Dubai. Quali sono le garanzie nel momento in cui si versa il proprio denaro per l’acquisto? Ci sono tasse? Esiste una burocrazia stringente oppure si trova una certa facilità nell’operare un investimento?

Un investimento a Dubai è sicuramente interessante, in quanto si ottengono delle redditività da locazione molto buone; difficilmente ci si attesta sotto il 7%. Inoltre, i prezzi di acquisto, oggi, sono molto bassi; si può affermare che Dubai sia la metropoli al mondo con i prezzi più convenienti.
Quindi, in virtù degli sviluppi di cui ho fatto cenno prima, i prezzi dovrebbero sensibilmente aumentare in un prossimo futuro. Detto questo, le procedure sono molto semplici, la burocrazia a Dubai è snella; si acquistano gli immobili facendo un semplice bonifico dall’Italia e, dopo qualche minuto, il blocco dell’appartamento è avvenuto, questo per confermare la snellezza della burocrazia e la sua semplicità. Le norme di garanzia sono elevatissime, se pensiamo che, per tutti gli acquisti di immobili in corso di edificazione che avvengono, esiste un conto corrente di garanzia apposito, gestito e garantito dallo Stato stesso, che si chiama escrow account, dentro il quale l’investitore va a versare il suo denaro e rimane garantito fino a che i lavori non procedono con le tempistiche stabilite.

Questa è una forma di garanzia enorme che fa partire col piede giusto l’investitore in quanto, al di là, poi, della scelta che esso possa fare, sa che comunque non perderà i suoi soldi qualsiasi cosa dovesse accadere.

E per quanto riguarda le tasse?

La tassazione è semplice. Dubai è uno dei paesi al mondo dove la tassazione è limitatissima; si paga un 4% al momento in cui si versa il primo acconto e corrisponde a una sorta di imposta di registro italiana e non c’è differenza tra prima e seconda casa. Dopodiché non ci sono grandi spese, per quanto riguarda l’investitore italiano, quest’ultimo deve, nella dichiarazione dei redditi, nell’apposito quadro RV, dichiarare la proprietà all’estero e, anziché pagare l’IMU, pagherà una tassa che si chiama IVIE.

Mettiamo l’ipotesi che l’investitore abbia acquistato il suo appartamento. Potrebbe presentarsi il problema che, se non risiede a Dubai e non vive lì, la gestione dell’affitto possa risultare difficoltosa. Potrebbero insorgere problemi con gli inquilini o con la manutenzione; come fare per occuparsi di tutto questo?

A Dubai hanno pensato anche a questo, esistono delle Agenzie altamente specializzate che operano in tal senso. Noi, dal nostro canto, abbiamo appena istituito una società che, attraverso dei partner sul posto, gestirà le locazioni; sceglieremo anche l’inquilino, faremo in modo che tutto si possa svolgere con la totale tranquillità dell’investitore. Gestiremo tutto noi, avremmo del personale in loco, ci occuperemo, anche, del booking e di andare a prendere gli ospiti in aeroporto. Inoltre, avremo chi gestirà eventuali problematiche che dovessero succedere, affinché, appunto, chi rimane in Italia non debba assolutamente avere il pensiero di gestire il proprio appartamento. E’ un servizio in più che abbiamo creato per gli investitori che si rivolgono a noi.

Grazie a Sergio Alberti per i suoi consigli e averci parlato di un mercato in forte espansione e amministrato con sicurezza e lungimiranza, pronto ad accogliere gli investitori da ogni parte del mondo.

Sergio Alberti Real Estate

Press Office
321 Group – Patrizia Landini

Fontehttp://www.sergioalbertirealestate.it

Gli artisti del Premio Caravaggio conquistano Malta con Spoleto Arte di Sgarbi

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Location esclusiva quella scelta da Spoleto Arte per inaugurare la mostra dedicata al Premio Caravaggio. Sabato 8 giugno, all’Hilton Hotel di Malta (Portomaso, St Julian’s) è stato riservato un trattamento speciale per gli artisti omaggiati con questo autorevole riconoscimento. Il Premio Caravaggio porta infatti le firme dell’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, del prof. Vittorio Sgarbi e del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, organizzatore di questa importante manifestazione. Tra i contributi vanno citati inoltre lo psichiatra Alessandro Meluzzi, noto volto di programmi televisivi quali Matrix e Quarto Grado, lo storico d’arte esperto del Caravaggio Keith Sciberras e l’onorevole maltese Jason Azzopardi, questi ultimi due in visita per l’occasione.

Nel concreto, pittori, scultori e fotografi italiani hanno avuto la possibilità di esporre grazie ai loro meriti artistici nell’isola in cui Michelangelo Merisi, passato alla storia come il Caravaggio, ha vissuto i suoi ultimi giorni. A Malta le opere di ventisei talentuosi artisti sono state mostrate a un pubblico visibilmente interessato. Il riconoscimento assegnato al talento artistico di ciascuno di loro porta la seguente motivazione: “La selezione delle sue opere per questo prestigioso Premio è prova della qualità del suo lavoro nel panorama artistico contemporaneo. Ci complimentiamo per l’impegno profuso e per le capacità comunicative manifestate nei suoi lavori”.

Possono dirsi soddisfatti quindi, visto il successo di questa rassegna, gli artisti a cui è stato conferito il prestigioso Premio Caravaggio. Eccone i nomi: Ronnie Brogi, Gino Dalle Luche, Vanni De Conti, Lina De Demo, Giuseppe Fanfoni, Matteo Fieno, Francesca Fiore, Monica Gheller, Silvana Landolfi, Gabriella Legno, Alfredo Lucifero, Mantegazza da Magenta, Angiolina Marchese, Massimo Mariano, Enrica Mazzuchin, Antonella Mezzani, Milo, Graziella Modanese, Antonella Murzilli, Salvatore Natale, Giuseppe Notarbartolo, Sara Pezzoni, Giulia Quaranta Provenzano, Antonella Rollo, Maria Pia Severi, Toni Zarpellon e Antonio Zuccon.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525 190, il 388 7338297, scrivere a org@spoletoarte.it oppure consultare il sito www.spoletoarte.it.

I Granripieni Fini a Venezia per la Ricetta del Grande Cinema

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

In anteprima assoluta lo chef Tino Vettorello ha presentato la trasformazione dei tortelli Fini in star del grande schermo, protagonisti di una ricetta che delizierà i Vip del Festival del Cinema.

Martedì 4 giugno, alle ore 11.30, si è tenuta la presentazione ufficiale della “Ricetta del Grande Cinema”, frutto della proficua e intensa collaborazione instaurata tra il Gruppo Fini, eccellenza alimentare modenese dal 1912, e lo chef olimpionico di fama internazionale Tino Vettorello, che per l’occasione preparerà ai suoi ospiti, per la prima volta, la speciale ricetta a base dei tortelloni radicchio e speck della linea “I Granripieni Fini” che verrà inserita nel menu del Ristorante della Terrazza della Biennale di Venezia dal 28 agosto al 7 settembre.

Location esclusiva dell’evento l’Aula Magna Silvio Trentin di Ca’ Dolfin, che ha ospitato la presentazione del progetto alla stampa, cui è seguito un buffet di assaggio della speciale ricetta offerto dallo Chef Vettorello e dal suo staff, accolto dalla suggestiva cornice del Giardino interno del palazzo. Il rinfresco a base di finger food ha posto sotto i riflettori i Tortelloni radicchio e speck di pasta ripiena Fini, l’ingrediente principe che ha ispirato la creazione dello Chef Vettorello, ricca di colori e gustose guarnizioni.

Ad aprire i la conferenza il Direttore Generale del Gruppo Fini Fabio Ferrari, che ha posto l’accento sulla forza della cooperazione con lo Chef Vettorello: “La creatività dello chef Tino Vettorello incontra i prodotti Fini poiché abbiamo in comune la qualità e la volontà di valorizzare gli ingredienti tipici del territorio italiano senza trasformarli troppo. Abbiamo scelto di essere sponsor della Terrazza di Tino Vettorello al Festival del Cinema di Venezia perché si tratta di una location strategica, da sempre vetrina dell’Italia all’estero”.

Se Christine Mauracher, Direttrice del Master in cultura del cibo e del vino dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha concentrato l’attenzione sui tre principali driver d’acquisto che influiscono sulle scelte del consumatore moderno (in particolare salute, territorio e esperienzialità), la Responsabile Marketing di Prodotto Fini Roberta Morini ha illustrato le plusvalenze dei tortelloni scelti da Tino Vettorello e ricordato la limited edition del pack realizzata per l’occasione: I Granripieni Radicchio e Speck sono una delle referenze che vendiamo per la maggiore dopo il tortellino tradizionale e che il consumatore ci riconosce come prodotto di qualità in tutta Italia. Abbiamo mantenuto la forma tipica di origine emiliana: un tortellone annodato con lembi di pasta trafilata al bronzo sovrapposti nella parte anteriore. Gli ingredienti del ripieno, radicchio e speck, rappresentano un abbinamento vincente, per via del gusto dolce e amaro del radicchio con la nota di affumicatura finale. Abbiamo voluto cogliere l’occasione della collaborazione con la Terrazza di Tino Vettorello a Venezia per attribuire un nuovo ruolo a questo prodotto d’eccellenza e la cui confezione speciale vuole essere un omaggio alla cornice di questa splendida città. Nel retro etichetta viene puntualmente riproposta la ricetta ideata dallo chef Tino Vettorello per permettere al consumatore di replicare nella propria quotidianità questo abbinamento originale”.

Tino Vettorello, vero e proprio artista del gusto e architetto del piatto, si è sbilanciato invece sulla filosofia del suo cucinare: “La cucina è una passione, è amore. Compito dello Chef è esaltare le materie prime che devono rigorosamente essere di prima qualità per emozionare chi le degusterà. Questo è quello che voglio trasmettere a chi assaggerà la ricetta che sto realizzando per il Gruppo Fini”.

Forte della qualità elevata dei prodotti utilizzati e dell’uso calibrato degli ingredienti presenti in menu, lo Chef è noto per sprigionare tutta la sua fantasia al cospetto di sportivi d’eccellenza e celebrità del Festival di Venezia: memorabili le portate più celebri a firma dello Chef, l’”Orata Spericolata” realizzata in onore di Vasco Rossi e il “Rombo alla Clooney”.

L’obiettivo della partnership tra l’azienda modenese e lo Chef Tino Vettorello è quello di condividere con i propri consumatori una ricetta esclusiva, degustata dalle star durante il Festival e impreziosita dal tocco unico di un professionista della grande tradizione gastronomica italiana. Il Gruppo Fini ha scelto di intrecciare la riconoscibilità e affidabilità dei proprio brand Fini pasta fresca ad un evento di risonanza e prestigio internazionali, capace di esportare la qualità e la genuinità delle eccellenze nostrane in tutto il mondo.

Limited edition anche per il pack del prodotto presente a scaffale nei banchi della Gdo: da giugno a settembre gli Special Pack Tortelloni Radicchio e Speck riporteranno sulla confezione il bollino «LA RICETTA DEL GRANDE CINEMA» di Vettorello e, sulla retro-etichetta, il dettaglio della ricetta ripercorsa proprio dal suo ideatore, che riesce a preservare sapientemente la centralità del gusto dei tortelloni Fini mixandolo con la freschezza della rucola e il profumo dei fiori, senza rinunciare al valore aggiunto della marinatura della cipolla a base di garofano, anice, cannella e ginepro. Fiori e gocce di lampone a decorare il tutto, in un perfetto dosaggio tra materie prime di ottimo livello e amore per il nuovo nella culla della tradizione, come vuole la filosofia di Fini.

www.nonsolobuono.it

Fatturazione Elettronica, il giusto approccio

Scritto da GBsoftware S.p.A. il . Pubblicato in Aziende, Economia, Informatica, Tecnologia

A nostro avviso è fondamentale carpire i diversi vantaggi (e i rischi) che la fattura elettronica comporta e più in generale esaminare la trasformazione sostanziale del rapporto tra cliente e commercialista che ne sarà diretta conseguenza:

  1. Ottimizzazione dei tempi
  2. Riorganizzazione ed automazione dei processi
  3. Recupero della produttività
  4. Fidelizzazione e soddisfazione della clientela
  5. Ampiamento servizi offerti
  6. Canale unico per gestire i rapporti con i propri clienti
  7. Abbattimento errori umani in registrazione contabile
  8. Responsabilizzazione della clientela
  9. Riduzione degli adempimenti in carico

Formando i propri clienti e mettendoli nelle condizioni di gestire in autonomia la fatturazione tramite una piattaforma integrata con il gestionale del commercialista, è possibile importare per ciascuna ditta una quantità significativa di dati per alimentare la prima nota contabile di numerose tipologie di documenti ed allo stesso tempo limitare le azioni di data entry, che al giorno d’oggi non producono valore aggiunto.

Secondo l’osservatorio del politecnico di Milano, la transizione da un modello tradizionale di gestione del ciclo attivo ad un modello digitale, comporta un risparmio che si aggira dai 7,50 € a 11,50 € a fattura all’anno, dovuto in gran parte alla riduzione dell’impiego di manodopera (per attività di creazione, invio, relazione con il cliente, riscossione e per l’eliminazione dell’archivio cartaceo).

Analizziamo insieme vantaggi e svantaggi di 3 macro modelli organizzativi che si sono creati grazie all’evoluzione delle soluzioni tecnologiche:

  1. Lo studio opta per continuare a gestire la fatturazione del cliente (TRADIZIONALE)
  2. Il cliente utilizza già un gestionale di fatturazione, che però non comunica con il programma dello studio (SEMI-DIGITALIZZAZIONE)
  3. Il cliente utilizza già un gestionale di fatturazione integrato al programma dello studio (DIGITALIZZAZIONE)

Caso n° 1: lo studio opta per continuare a gestire la fatturazione del cliente (TRADIZIONALE)

  • Il cliente contatta il personale di studio n° volte per la gestione del ciclo attivo (emissione)
  • Lo studio contestualmente alla creazione del documento contabile produce anche la registrazione in contabilità
  • Il personale di studio deve sistematicamente richiedere al cliente la documentazione riferita al ciclo passivo (ricezione)

Continuando a lavorare con questa modalità “classica”, il commercialista è consapevole di assumere il carico amministrativo del cliente, oltre a essere depositario delle scritture contabili e responsabile della conservazione sostitutiva.

Non solo: il traffico di chiamate in ingresso e in uscita può rallentare il ciclo produttivo e limitare la possibilità di dedicarsi all’aggiornamento professionale o al trattamento di pratiche più complesse.

Sono tutti oneri che devono essere valutati, poiché possono influire sulla competitività dello studio, oltre a sottrarre tempo e risorse all’attività di consulenza…

Caso n° 2: il cliente utilizza già un gestionale di fatturazione, che però non comunica con il programma dello studio (SEMI-DIGITALIZZAZIONE)

  • Per esigenze organizzative il cliente ha cercato una soluzione autonoma per la gestione del ciclo attivo

  • Lo studio non si occupa della creazione del documento contabile e richiede la documentazione attiva e passiva al cliente

  • Il personale di studio ricarica la documentazione contabile, investendo tempo nel reperimento dei documenti e nella registrazione manuale delle fatture

Alcune realtà imprenditoriali per necessità organizzative sono dotate di programmi per emettere le fatture, ma lo strumento utilizzato non è integrato con la soluzione del proprio commercialista.

Con una clientela organizzata in questo modo lo studio è obbligato ad adattarsi alle ditte, senza un flusso di lavoro definito, poiché l’utilizzo di soluzioni non condivise costringe il personale dipendente a dover ricaricare i dati manualmente, esponendosi al rischio di eventuali errori in fase di trascrizione.

Lo scambio di dati che si stabilisce con il cliente non è automatizzato nella fase di registrazione contabile, detto ciò lo studio non ha l’onere di essere il depositario delle scritture contabili e soprattutto il costo legato alla parte amministrativa è contenuto.

Va considerato inoltre che molte soluzioni di fatturazione (sia gratuite che a pagamento) non gestiscono un piano dei conti, il che costringe il professionista a dover comunque “interpretare” le fatture per una corretta registrazione in contabilità.

Immaginiamo una classica obiezione: “Ma per registrare una fattura occorrono solo 30 secondi!”

È vero, ma è sufficiente moltiplicare il numero di fatture per i secondi e aggiungere il tempo impiegato per la correzione di eventuali errori in fase di input, per rendersi conto che l’affermazione è corretta solo in parte

Pro:

  • Riduzione del traffico di chiamate tra studio e clienti

  • Ristabilimento del ruolo esclusivo di consulente nei confronti del cliente

  • Recupero di tempo prezioso spendibile nell’aggiornamento professionale

  • Nessun obbligo di conservazione delle fatture.

Contro:

  • Mancanza di un piano dei conti, conseguente impossibilità di contabilizzazione automatica

  • Tempo recuperato dalla gestione amministrativa riassorbito dalla fase di registrazione delle fatture

  • Reperimento dei documenti con tempistiche e modalità incerte

Il cliente utilizza già un gestionale di fatturazione integrato al programma dello studio (DIGITALIZZAZIONE)

In teoria la situazione più auspicabile per uno studio: interruzioni del cliente ed imprevisti ridotti al minimo, possibilità di predisporre in fase iniziale i modelli di fatturazione in base alle necessità della singola ditta, predisposizione del processo automatico di contabilizzazione.

Il risparmio di tempo e risorse è notevole. Ogni impresa si occupa della propria fatturazione attiva e passiva, il gestionale condiviso provvede alle registrazioni contabili e il commercialista si occupa a tempo pieno della consulenza ai clienti (tassello fondamentale per una corretta gestione di adempimenti e dichiarazioni).

I nostri articoli sulla fatturazione sono disponibili presso il sito del software fattura elettronica FATTURE GB

GBsoftware S.p.A. è una software house nata dall’idea di un commercialista e dell’esperienza di uno studio attivo dal 1977. Siamo specializzati in software semplici per studi e imprese.

Paola Iezzi esce con il suo nuovo singolo

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

Un nuovo brano dall’enigmatico titolo Gli Occhi Del Perdono

Gli occhi del perdono”, contenuto in un Ep dall’omonimo titolo, in uscita il 10 Giugno 2019 sul mercato digitale, è un brano electro-funk molto melodico di matrice pop, ed un beat dance estivo e incalzante che fa subito venire voglia di ballare.

L’Ep, disponibile per il mercato digitale, contiene anche la versione spagnola del brano dal titolo “Con mis ojos te perdono” e una versione ‘chitarra, voce e sax’ della celeberrima “Festival” del duo Paola & Chiara, ex duo della iezzi. Completano l’Ep tre fantastici Remix, genere “Deep House” pensati per il dancefloor ad opera della coppia di Dj e producer Atrim & Frankie Mancuso e dal team di Dj Hiisak (H Studio).

“Gli occhi del perdono” è scritto insieme agli autori Andrea Mariano (in arte “Andro”, noto componente e tastierista dei “Negramaro”) che è anche produttore della traccia insieme a Paola e al valente e talentuoso musicista Emiliano Pepe.

E’ un brano il cui testo piuttosto enigmatico, racconta e tratta il tema del perdono e del perdonarsi (tema già molto caro a Paola iezzi quando scrisse e pubblicò, nel 2009, il brano “Alone (io mi perdono)”.

“Gli occhi del perdono” parla di una persona che sprona un’altra (oppure se stessa) a rialzarsi da un momento difficile, utilizzando la propria forza interiore e il credere in sé e nel proprio talento e potenzialità. Evitando di cadere nelle solite “cattive” abitudini che spesso ti allontanano dal senso che ciascuno di noi dovrebbe dare al proprio percorso di vita e al proprio futuro, carriera compresa.

Il ritmo e il ‘groove’ sono ‘disco’, incalzanti e, le armonie, nei ritornelli, sono aperte e  giocano quasi un accattivante contrasto con il canto che, invece, è sensuale, sommesso e sussurrato, come se una persona svelasse un segreto inconfessabile nell’orecchio a un’altra. “Non parlare con nessuno, non rispondere a nessuno…” recita il testo, come a non volersi fare troppo sentire dagli altri. Perché le persone, intorno, spesso non sono realmente interessate al tuo benessere, ma vogliono solo fare “gossip” vogliono solo sapere “perché diavolo stai male”. Il testo è come un invito a tenere per sé le proprie fragilità e a non raccontare troppo in giro i fatti propri con le proprie debolezze. Un tema oggi molto attuale, per via dei social network, dove spesso si dà sfoggio di qualunque tipo di emozione e sentimento, debolezza o forza, esponendo la propria interiorità alla mercé del mondo intero, spesso commettendo un errore imperdonabile. Perché forse certe cose vanno protette con cura.

A proposito invece della versione chitarra, voce e sax di “Festival” Paola dice: “Ho una grande voglia e necessità di ricantare e reinterpretare parte dei brani del mio “vecchio” repertorio con Chiara. Ho inaugurato questa ‘buona abitudine’ nel mio scorso progetto “Ridi” dove ho ricantato “Amoremidai” e ora, pian piano vorrei riaccostarmi con amore e rispetto a canzoni che ho scritto con mia sorella e che amo moltissimo. E sento che ora, a distanza di sei anni dalla chiusura del progetto ‘Paola & Chiara’, è arrivato per me il momento di farlo.”

La produzione esecutiva dell’Ep è di Paola iezzi
La produzione artistica è appunto affidata ad Andro insieme alla stessa Paola.
E’ mixato da Gianni Bini (Bini & Martini), già co-produttore in passato dell’album “Milleluci” di Paola & Chiara.
La copertina dell’Ep è come sempre firmata dal fotografo di moda Paolo Santambrogio e la parte grafica affidata allo studio milanese Monkey Business Creative Studio.

Bio dettagliata:
https://www.paolaiezzifanclub.com/bio/

Spotify
https://open.spotify.com/album/4fR6Hdm2X0LluQDJ6tTJFt

Links ufficiali:
http://www.paolaiezzi.com
https://www.instagram.com/paolaiezzireal/
https://www.facebook.com/paolaiezziofficial/
https://www.youtube.com/user/paolaiezzi
https://twitter.com/paolaiezzi

Press, radio, Tv Agency
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promostampa@dcodcommunication.it

Il giornalista e scrittore Giovanni Capurso presenta Il sentiero dei figli orfani

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Il sentiero dei figli orfani di Giovanni Capurso

Il giornalista e scrittore Giovanni Capurso presenta “Il sentiero dei figli orfani”, il suo terzo romanzo di formazione che racconta le memorie giovanili di Savino, un uomo che ripercorre il suo passato e rivive le fasi di quel delicato passaggio che dalla fanciullezza conduce all’adolescenza. Ambientato in un piccolo paese lucano, San Fele, un luogo “fuori dalla storia e dagli eventi”, il romanzo descrive i primi turbamenti d’amore e i primi schiaffi ricevuti da una realtà che opprime il desiderio di evasione del giovane, ansioso di conoscere il mondo. Da adulto tornerà nei luoghi che in un tempo lontano l’hanno lasciato orfano, e comprenderà infine il senso del suo viaggio.

Titolo: Il sentiero dei figli orfani

Autore: Giovanni Capurso

Genere: Romanzo di formazione

Casa Editrice: Alter Ego Edizioni

Collana: Specchi

Pagine: 204

Prezzo: 14,00 €

Codice ISBN: 978-88-9333-146-3

«Con quell’eterno ritornare degli eventi naturali e dei riti collettivi avevo convissuto durante l’infanzia e la giovinezza. Misuravo il tempo in foglie che si facevano spazio sui rami o vorticavano nell’aria e ancora dai nove rintocchi delle campane che annunciavano il “mattutino” e dai ventuno tre ore prima del tramonto […]».

Il sentiero dei figli orfani di Giovanni Capurso è un romanzo che accompagna per mano il lettore in una storia semplice e poetica, in una vicenda di vita vissuta in cui in tanti si potranno rispecchiare. Nel racconto della gioventù di Savino Chieco vi è infatti tutta la forza e la bellezza di quel luminoso periodo della vita, ma anche tutta l’incertezza di chi è in bilico tra due fasi dell’esistenza, di chi ha da poco sperimentato la crudezza della realtà ma non ha ancora gli strumenti per fronteggiarla. Savino ormai adulto ripensa con nostalgia al suo passato, a quella “curiosa creatura” dickinsoniana che lo aggredisce con la sua vividezza, con le sue domande senza risposte, con il suo carico di dolore non ancora metabolizzato. Ricorda la semplicità del suo paese, San Fele, in cui la vita scorreva al ritmo della natura, e ripercorre un’estate fondamentale per la sua crescita, un’estate in cui per la prima volta conosce da vicino la morte, e l’amore. La soglia che la madre lo spinge ad attraversare, per entrare nella stanza in cui riposa la salma della nonna, è infatti il confine che di lì a poco Savino supererà per iniziare a costruire la propria identità. La morte è per i bambini qualcosa di troppo lontano, un evento che non può toccarli personalmente; rendersi conto che invece fa parte della vita di tutti è il primo trauma che permette di crescere. Il primo amore è una devastazione dei sensi, e al pari della morte porta nella vita un senso di precarietà che confonde le labili certezze di Savino. Il romanzo è il racconto del passaggio, non privo di conseguenze, che dalla fanciullezza porta all’adolescenza, vissuto da un ragazzo che si sente imprigionato in un’esistenza che non gli appartiene, in un luogo in cui non c’è futuro. Savino vuole conoscere il mondo, vuole vedere il mare, quella distesa sterminata in cui sfocia il fiume sulle cui rive ha giocato fin da bambino, lo stesso fiume che rappresenta il limite dei suoi sogni di libertà. Una libertà incarnata nel personaggio di Adamo, che, come il suo illustre omonimo, non ha più una casa ed è in continuo viaggio alla ricerca di un posto a cui appartenere. Il sentiero dei figli orfani è un romanzo che ricorda agli adulti quali sogni splendevano nei loro giovani cuori; un’opera che riflette sulla situazione ancora attuale dei ragazzi che sono costretti ad emigrare dai loro paesi per potersi costruire un futuro dignitoso. Una delicata riflessione sul tempo che passa, sui desideri sfumati e sull’importanza di ritornare sui propri passi per chiudere un cerchio, per comprendere il proprio percorso e non sentirsi più orfani della propria terra.

TRAMA. In un’estate torbida agli inizi degli anni Novanta, il giovane Savino si affaccia all’età acerba dell’adolescenza come si affrontano i sentieri in salita del suo paese, San Fele, in Lucania, tanto in alto che gli altri sembrano “presepi accartocciati”. Da “principiante della vita” scruta senza troppa curiosità il carattere malinconico del padre Michele, quello un po’ bizzarro dello zio Gaetano, da cui ha ereditato il “demone del dubbio”, e si lascia rasserenare dai modi placidi della madre Carmela; un ménage familiare, il suo, animato da duelli verbali con il fratello Aldo, dal ricordo di antenati sconosciuti e dalle scorribande con Radu, detto l’Anguilla. L’idillio verrà spezzato dalla frequentazione di Adamo, forestiero con alle spalle una figlia perduta e il buio della galera, che concretizzerà un processo di crescita assieme all’infatuazione per la bella Miriam, ragazza di città audace solo in apparenza. Su uno sfondo pietroso ma vivido e tra atmosfere ancestrali, si apre uno scorcio di vita che è quella degli orfani della Lucania, di coloro, cioè – e Savino non farà eccezione – che dopo un’adolescenza passata a chiedersi cosa sia il futuro lasciano la propria terra ma non abbandonano le loro radici.

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BIOGRAFIA. Giovanni Capurso (Molfetta, 1978) è docente di Filosofia e Storia, giornalista e scrittore. Ha pubblicato i romanzi di formazione Nessun giorno è l’ultimo (Curcio Editore, 2015), La vita dei pesci (Manni Editori, 2017) e Il sentiero dei figli orfani (Alter Ego Edizioni, 2019). Scrive regolarmente per numerosi periodici e blog.

CASA EDITRICE. Alter Ego Edizioni è una casa editrice fondata nel 2012 a Viterbo da Danilo Bultrini e Luca Verduchi. Attiva inizialmente sul territorio della Tuscia e del Lazio, dal 2014 ha esteso il proprio raggio d’azione a tutta l’Italia, ed è distribuita a livello nazionale. I romanzi di Alter Ego raccontano gli uomini e le donne di oggi, la nostra società. Particolare attenzione viene riservata al tema del “doppio”. Si tratta di una ricerca che la casa editrice porta avanti utilizzando vari generi letterari: dal romanzo di formazione al romanzo psicologico, passando attraverso il distopico e il romanzo umoristico, fino ad arrivare al giallo e al thriller. Dal 2019 la casa editrice aprirà alla pubblicazione di autori contemporanei stranieri.

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