Archivio per 5 Giugno 2019

FME Education partecipa a Fiera Didacta Italia

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

FME Education ha realizzato il progetto MyEdu School per portare avanti la sua mission: affiancare insegnanti e studenti nelle attività quotidiane per un apprendimento all’insegna del divertimento. Il progetto ha partecipato alla prima edizione della Fiera Didacta Italia, rappresentando un supporto didattico innovativo.

FME Education, MyEdu School

FME Education a Fiera Didacta Italia

In occasione della prima edizione della Fiera Didacta Italia, FME Education ha partecipato portando l’innovativo progetto MyEdu School. L’ambiente didattico digitale per insegnanti e studenti comprende una vasta serie di lezioni, esercizi, giochi e verifiche organizzati in percorsi digitali a sostegno del piano formativo delle classi primarie e secondarie di primo grado. Il progetto MyEdu School ha coinvolto quasi 50 istituti comprensivi del Nord Italia nell’ultimo anno scolastico: un totale di 30.000 ragazzi e 4.000 insegnanti che sono stati supportati nelle lezioni attraverso corsi di formazione sulla didattica digitale, i contenuti didattici del portale e la dotazione di tablet. I docenti hanno a disposizione un pannello di controllo innovativo per monitorare i risultati di ogni singolo alunno. La Fiera Didacta rappresenta un’importante occasione per incontrare i principali interlocutori del mondo della scuola. “Configurandosi come il più importante appuntamento fieristico sulla scuola del futuro, Didacta rappresenta per noi un’occasione imperdibile per partecipare al dibattito sul mondo dell’istruzione e per incontrare di persona i vari stakeholder del settore: insegnanti e dirigenti scolastici”, ha commentato FME Education. L’editore ha siglato il nuovo protocollo d’intesa con il MIUR per la promozione dell’innovazione tecnologica nella didattica.

FME Education: imparare divertendosi

La mission di FME Education è racchiusa nel motto “Imparare divertendosi!”. L’Editore si impegna a realizzare contenuti didattici innovativi per studenti, insegnanti e famiglie: gli strumenti forniti agevolano i docenti nell’insegnamento e gli studentinell’apprendimento quotidiano. MyEdu è un ambiente didattico digitale modulare che offre contenuti in linea con le più recenti Indicazioni Nazionali del MIUR. A questo scopo FME Education ha sviluppato il progetto MyEdu School, un’offerta completa che comprende la formazione dei docenti, i laboratori didattici per gli studenti, la “classe virtuale” supportata dai tablet MyEdu e l’accesso all’ambiente didattico digitale con i contenuti realizzati da FME Education. La piattaforma MyEdu Plus è invece dedicata all’insegnante 2.0: il sistema aiuta e supporta il docente nel proporre lezioni digitali d’autore, complete di esercizi interattivi. Con MyEdu Plus per il docente è più semplice costruire percorsi didattici personalizzati per offrire una lezione ancora più coinvolgente. Parte integrante di MyEdu Plus è il network tra docenti e scuole, che consente di consultare appunti, spunti e consigli pubblicati da altri insegnanti. MyEdu Family punta invece ad accompagnare i ragazzi nello studio a casa, nello svolgimento dei compiti e nella realizzazione di ricerche. Un Tutor Online li sostiene durante tutto il percorso scolastico dalla scuola primaria alla secondaria.

Intelligenza artificiale: un supporto indispensabile per la sicurezza digitale

Scritto da Esseci il . Pubblicato in Aziende, Informatica

Sai che il livello di protezione dei tuoi dati aziendali potrebbe non essere adeguato, come rivela la maggioranza dei professionisti IT? Non è una nostra opinione, ma la risposta sincera fornita da un’elevata percentuale (62%) di professionisti IT di tutto il mondo, che ha riferito di disporre di un’infrastruttura di sicurezza le cui lacune consentirebbero agli hacker di superare le linee di difesa aziendali.
La rivelazione non è che uno degli allarmanti risultati emersi dal recente rapporto dell’istituto Ponemon sulle lacune della sicurezza IT e sul contributo che intelligenza artificiale e machine learning possono offrire per colmarle. Dal rapporto emerge anche che:

  • Il 45% degli intervistati ha difficoltà nel proteggere perimetri IT evanescenti, nell’era dell’Internet of Things, del BYOD, del mobile e dello storage cloud.
  • Il 46% degli intervistati annovera la persistenza, le capacità sempre più sofisticate, l’esperienza e i finanziamenti degli hacker tra le principali ragioni per la straordinaria diffusione delle violazioni a danno dei dati.
  • Il 64% degli intervistati, infine, individua nelle nuove tecnologie quali intelligenza artificiale e machine learning la strada obbligata per rilevare, comprendere e contrastare le minacce.

Innovazioni come l’IA offrono l’opportunità di anticipare le mosse dei criminali informatici esterni all’azienda e i metodi sempre nuovi che usano per estorcere, manipolare e distruggere i dati strategici.
Nuove difese per contrastare nuove minacce

Eseguire regolarmente il backup di sistemi, applicazioni e file è tuttora il miglior metodo per limitare l’interruzione delle attività aziendali e disporre di una strategia di disaster recovery più affidabile. La capacità dei cybercriminali di adeguarsi a queste forme di difesa resta tuttavia elevata. Numerosi sono infatti oggi gli attacchi malware, in particolare quelli ransomware, che puntano ai file, al software e agli agenti di backup per eliminare qualsiasi possibilità di ripristinare i sistemi senza dover pagare il riscatto richiesto.

Un’efficace protezione dei dati aziendali non può quindi prescindere da una soluzione di protezione moderna e proattiva, progettata per far fronte ai rischi odierni e capace di contrastare le principali minacce che gravano sull’intero ambiente dati per difendere tanto i file originali quanto quelli di backup.
Intelligenza artificiale: cosa offre in termini di sicurezza

Acronis Active Protection, funzionalità inclusa in tutte le soluzioni di backup Acronis sia per uso personale che per gli utenti business, adotta modelli di intelligenza artificiale e machine learning per riconoscere e contrastare in tempo reale gli attacchi ransomware.

I modelli di machine learning vengono generati nell’infrastruttura di intelligenza artificiale cloud dedicata di Acronis, dove vengono analizzati centinaia di migliaia di processi informatici, tanto legittimi quanto dannosi. Questi modelli vengono quindi incorporati in Acronis Active Protection, che monitora i sistemi in tempo reale e analizza i comportamenti di ogni processo per rilevare attività insolite, come la crittografia non autorizzata.

Non appena viene identificato un processo sospetto, la tecnologia Acronis arresta l’attacco e invia una notifica immediata agli utenti o agli amministratori IT, garantendo un netto risparmio di tempo e accelerando le eventuali reazioni agli attacchi.
Modelli di machine learning funzionali al rilevamento delle minacce

Le soluzioni che si basano sulla ricerca di ceppi di ransomware noti riescono a proteggere i sistemi solo da un gruppo limitato di attacchi, lasciando i dati aziendali vulnerabili alle violazioni sferrate dai ransomware di nuova generazione.

Acronis Active Protection svolge un’attività di analisi continua dei dati che consente di riconoscere le nuove minacce prima che gli esperti del settore possano identificarle e sviluppare sistemi di difesa adeguati. I nostri modelli di machine learning definiscono le minacce in base a comportamenti sistematici e non al codice che le caratterizza; questa differenza permette di riconoscere i processi anormali in tempo reale.

Il modello, applicabile a tutti i dispositivi, i sistemi e i file di backup, impedisce agli hacker di danneggiare la soluzione Acronis, il contenuto del file di backup e il record di avvio principale nei computer Windows.
Ripristino automatizzato e difesa gestita

Commentando la ricerca Ponemon, gli esperti di sicurezza concordano che i maggiori benefici offerti dalle soluzioni basate su intelligenza artificiale vanno individuati nella riduzione del tempo e dell’impegno necessario per svolgere indagini sui rischi di sicurezza. Acronis Active Protection anticipa questo aspetto segnalando con notifiche immediate l’avvio di un attacco e fornendo possibili azioni per una reazione istantanea; il prodotto offre soluzioni anche per gli altri aspetti evidenziati dalla ricerca.

Il campione intervistato individua tra gli altri vantaggi la riduzione dei falsi allarmi, l’arresto degli attacchi prima che provochino danni e l’automazione delle attività di ricerca e reazione agli attacchi.
I modelli di machine learning, che consentono alla tecnologia Acronis di arrestare un attacco in tempo reale, sono già concepiti per ridurre i falsi allarmi. Vengano aggiornati frequentemente ma gli amministratori possono intervenire ulteriormente con una whitelist intuitiva e di facile utilizzo, alla quale è possibile aggiungere i programmi che devono eseguire determinate azioni, così che possano funzionare normalmente senza essere erroneamente contrassegnati come ransomware.

Acronis Active Protection è già un passo avanti anche in termini di automazione della risposta agli attacchi: qualora i file vengano modificati o danneggiati durante un attacco, la difesa può ripristinarli automaticamente, recuperandone la copia pulita dai file di backup.

La possibilità di automazione ottimizzata integrata nella difesa di Acronis consente agli amministratori IT di riportare i sistemi in operatività prima ancora che chiunque altro possa realizzare che è stato sferrato un attacco.
Considerazioni finali

I criminali informatici adeguano continuamente i propri metodi di attacco per infiltrarsi nei sistemi di difesa più moderni. Con il progredire delle loro strategie, saranno necessarie soluzioni nuove e innovative per contrastarne l’operato. Acronis Active Protection, integrata in tutte le soluzioni di backup di Acronis, utilizza metodi di intelligenza artificiale e machine learning all’avanguardia per individuare e difendere attivamente la tua azienda da queste minacce, prima che possano mettere a rischio i tuoi dati.

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Rinaldo Ceccano: i progetti di Accademia Life a sostegno dell’ambiente

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Rinaldo Ceccano è Direttore Generale di Accademia Life. Tutti i corsi proposti dall’ente formativo laziale sono orientati al mondo del digitale e a quello della sostenibilità ambientale. Tra i principali spiccano: Esperto di Interventi Energetici Sostenibili a livello territoriale e il Corso di Tecnico nella Pianificazione del Ciclo Integrato dei rifiuti urbani, entrambi nell’ambito del progetto Waste Manager. L’obiettivo ultimo è la formazione di profili coscienti, consapevoli dell’ambiente circostante e con dimestichezza nella gestione delle tecniche produttive di energie pulita.

Rinaldo Ceccano

Rinaldo Ceccano: il messaggio di sostenibilità di Accademia Life

Rinaldo Ceccano è Direttore Generale di Accademia Life, ente formativo da lui fondato nel 2016 attraverso la fusione di importanti aziende attive nel medesimo settore con le quali collaborava. La mappa dei corsi offerti dalla società è completamente orientata al mondo del digitale e della sostenibilità ambientale. Nello specifico, quello di Esperto di Interventi Energetici Sostenibili a livello territoriale e il Corso di Tecnico nella Pianificazione del Ciclo Integrato dei rifiuti urbani si affermano come due opportunità per comprendere al meglio il mondo che ci circonda e le problematiche che lo minacciano. Attraverso tali corsi, Accademia Life appoggia lo sviluppo sostenibile: il progetto ha previsto interventi formativi in campo energetico, della gestione locale di rifiuti in economia circolare, di sostegno alla qualificazione e all’occupabilità delle risorse. Il fine ultimo è quello di formare dei profili coscienti sulle problematiche ambientali e che abbiano dimestichezza con le tecniche per la produzione di energia pulita.

Rinaldo Ceccano: dagli studi alla fondazione di Accademia Life

Nato a Latina nel 1970, Rinaldo Ceccano è Direttore Generale di Accademia Life. Dopo aver conseguito la laurea in Economia presso l’Università La Sapienza di Roma, si è specializzato nell’ambito della Gestione delle Risorse Umane. Inizia il proprio percorso professionale nel settore della Riscossione dei Tributi, prima presso Monte dei Paschi di Siena e poi in CRS S.p.A., dove è impegnato nella Gestione delle Risorse Umane fino al 2001. Successivamente, Rinaldo Ceccano costruisce la propria carriera concentrandosi nel settore della formazione. Approda ad Azzurra Multiservizi S.r.l. prima come Responsabile Gestione e Sviluppo Risorse Umane e, in seguito, in qualità di Direttore Generale, ruolo che eserciterà fino al 2009. Ha operato, inoltre, in Consorzio Life che, dopo aver acquisito World Future Service e Accademia Italia, è diventata l’attuale Accademia Life S.r.l. Tra le altre attività, il manager laziale è Presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Academy World Sailing e Direttore dell’area marketing dell’azienda agricola Pienza, che si occupa di coltivazione, produzione e commercializzazione di vino e olio.

PAOLO GERSON: “LE ULTIME DAL SUOLO IN ALTA FEDELTÀ” è l’album d’esordio da solista

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

In uscita il 15 marzo 2019 il disco rock prodotto dalla Maninalto! Records che svela senza fronzoli e filtri l’acuto punto di vista del musicista.

Dopo quattro anni di silenzio, Paolo Gerson è pronto a tornare sui palchi, portando dal vivo il suo primo album da solista. Ad anticiparlo è “Con tutta la morte davanti”, un pezzo dal sound che ha l’ingrato compito di rinverdire “il tempo che fu” riportandoci ai tempi “gersoniani”, anche se nei tre minuti di musica che l’accompagnano, il punk comparirà e scomparirà come una marionetta, lasciando il dovuto spazio alla sagacità del testo.

Il disco “Le ultime dal suolo in alta fedeltà” sarà composto da nove canzoni nate nell’intimità di una sala prove dispersa nella periferia milanese. Nove brani conditi da un alternative rock potente ma di qualità condito da un pizzico di spirito cantautorale incapace di seguire mode e tendenze, e che si porta addosso come cicatrici (o medaglie?) i pattern del folk rock elettrico. Partendo dal basso, dal suolo appunto, ma in alta fedeltà. Il primo album di Paolo Gerson racconta la vita con totale disincanto, senza illudere nessuno. Una matrice diversa da ciò che Paolo Gerson ci aveva abituato a fa sentire. Un lavoro finalmente coraggioso.

On stage, oltre all’ex frontman dei Gerson, ci saranno altri cinque musicisti. Una big band che fonderà alternative rock e sfumature di folk elettrico porterà live il progetto discografico.

TRACK BY TRACK

“Mai e anche sempre”

Un testo che è tutto un gioco di parole, una cantilena ben riuscita che prende per il naso la realtà che viviamo tutti i giorni, arricchito da una chitarra che passa brillantemente dall’inedito al già sentito.

“Colpa degli altri”

Paolo gioca ancora con le parole, cita Adamo ed Eva e sembra proprio che gli abbia fatto bene scendere dal palco e osservare la gente. Ne viene fuori un un pezzo soft rock dalle venature folk che si impenna nel finale, godibili le tracce di sintetizzatore.

“Il Domicilio”

L’intro intenso e quasi grunge della terza traccia ha un indirizzo ben preciso, e riporta la memoria a band alternative rock che da vent’anni sono ancora in pista e non mollano un colpo.

“Silenzio per favore”

Comincia infatti in punta di piedi, con una chitarra folk che viene via via contaminata dall’elettrico, portando a un finale che è un continuo ripetersi. “Se tu stai zitto ti credo” è come dire “non c’è sempre bisogno di dare aria alla bocca, a volte va bene anche starsene zitti. In silenzio, appunto.

“Se ci passi con la testa”

È una sorta crocevia. “Volevo solamente far sembrare bello, uno spettacolo di pessimo livello” fa sorridere e credere che Paolo voglia ringraziare chi ha avuto il tempo di arrivare fino a questo punto dell’album o magari chiedere “ve la sentite di andare avanti?” ma non ne siamo sicuri, l’unica certezza è che il brano è una country ballad dal solo biglietto di andata.

“Con tutta una morte davanti”

Il sound del primo singolo ha l’ingrato compito di rinverdire “il tempo che fu”, ma è comunque bravo a riportarci ai tempi “gersoniani”, anche se in questi tre minuti il punk compare e scompare come una marionetta, lasciando il dovuto spazio alla sagacità del testo.

“Zero Onde”

Un lentone, con batteria elettronica e arrangiamento intimo che copre gli spazi. Le parole non lasciano scampo. “Sono come uno sputo, in mezzo ad un saluto, sono quello che ho sentito ma non ho mai capito” e il ritornello sa di liberazione, una sorta di rimprovero a se stessi, ma anche agli altri.

“La conta dei danni”

Questo brano apre il finale e di punk ha solo la durata, ma non sembra farsene un problema. Ritmica non indifferente, la voce di Paolo la fa da padrone, i ritornelli a rotta di collo riaprono inaspettatamente la strada a un sinth che fa da cappello a un testo intenso, a una lettera in musica.

“Tartarughe e Farfalle”

I primi secondi ci riportano ad atmosfere lontane, la timbrica di Paolo assume un carattere diverso, che sarebbe stato impossibile riconoscergli anni fa. Il ritornello parla del nostro assurdo bel paese, della nostra vita che si consuma con le suole ancora intatte, la ritmica prende e avvolge come nessun altro brano e finisce in un tripudio di chitarra e batteria. Chapeau.

ETICHETTA: MANINALTO! RECORDS

PUBBLICAZIONE ALBUM: 15 MARZO 2019

BIO

Paolo Gerson è l’ex frontman dell’omonima band fondata a metà degli anni 2000 assieme al chitarrista Steve Gerson, che diventata col passare degli anni una delle più importanti realtà punk italiane. Sei album all’attivo e centinaia di concerti in ogni dove con aperture prestigiose a gruppi storici come Dead Kennedys e U.S. Bombs. Da segnalare gli album “Il Miracolo” e “Rimparare a strisciare” lavori ben accolti dalla critica ma soprattutto dal pubblico, parte integrante dei live sudati e acrobatici della band. Dopo quindici anni di ignorata carriera Paolo Gerson ha deciso di spegnere l’amplificatore e zittire il microfono, giusto il tempo di deviare un po’ la rotta con il suo primo album da solista. “Le ultime dal suolo in alta fedeltà”, nato in una sala prove dispersa nella periferia milanese. Nove brani conditi da un alternative rock potente e cantautorale, incapace di essere alla moda e che porta addosso come cicatrici i pattern del folk rock elettrico.

Contatti e social

Facebook www.facebook.com/Paolo-Gerson-538718879933318/

Riscoprire le vecchia tradizioni al Borgo Pallavicini Mori, situato alle porte di Roma

Scritto da uff stampa il . Pubblicato in Aziende, Gastronomia e Cucina, Turismo

A pochi minuti dal cuore di Roma, tra la meravigliosa piana del Tevere e le suggestive colline a Nord della Capitale, ricche di boschi secolari e vasti campi caratterizzati da affascinanti colori che mutano con l’avvicendarsi delle stagioni, si trova l’agriturismo “Borgo Pallavicini Mori” una tenuta agricola, un tempo appartenuta agli Altieri e successivamente alla famiglia Pallavicini Mori.

Il Borgo ospita oggi un accogliente luogo circondato da maestosi alberi di quercia e testimonianze delle civiltà etrusca e romana. In epoca antica erano presenti, come oggi, ampie coltivazioni di cereali, ville rustiche e fattorie.

Gli ospiti si troveranno immediatamente in un connubio tra natura e ospitalità a pochissimi passi da Roma e dai principali snodi stradali e autostradali. Il risveglio del mattino sarà accompagnato dal cinguettio di numerosi tipi di uccelli e da una sensazione di benessere e tranquillità.

I casali che ospitano le sue dodici camere sono denominati con gli antichi nomi usati nel territorio: Procoio, Fontanaccio e Polverino, il cui arredamento è stato creato con ricercata cura dei particolari al fine di rendere il soggiorno gradevole e confortevole.

Alcune camere si affacciano su un’incantevole corte interna con un antico fontanile, nonchè sui vari scorci della collina, sulle antiche grotte di epoca etrusca e sulla valle del Tevere.

Il Ristorante Pallavicini ha chiari richiami a tempi antichi in una cornice moderna, con opere d’arte di rara importanza, adatto ad ospitare anche grandi eventi. Dalle sue vetrate si viene catturati dalla natura circostante mentre si possono gustare piatti della tradizionale cucina regionale e mediterranea con selezionati prodotti tipici, alcuni di produzione propria.

La Sala Altieri e la Sala Pallavicini, in un contesto tra antico e moderno, sono delle ampie sale che si adattano ad ospitare matrimoni, meetings, conventions ed ogni tipo di evento con l’ausilio di moderne attrezzature. La prima puo’ ospitare fino a  180 persone, la seconda fino a 140.

Una location da sogno per il giorno più bello. Circondato da querce secolari il Borgo Pallavicini Mori puo’ accogliere il ricevimento dei propri sogni; Puo’ essere anche punto d’incontro per convention, team building, cene ed aperitivi offrendo sempre il giusto standard per eventi bussiness.

Oltre il Bar del Tino appare accanto ad una antica fienilessa, quasi come una sorpresa, una piscina circondata da ulivi con affaccio sulla collina dove, a seconda della stagione, si alternano le varie colture.

L’Area Spa Grotta della Regina deve il proprio nome alla vicina cavità nota alle fonti storiche, utilizzata prima dagli etruschi e poi dai romani e ancora esistente. All’interno di un piccolo casale è presente una confortevole cabina sauna ed un moderno bagno turco, mentre all’esterno una terrazza permette di gustarsi momenti di relax e quiete tra i profumi della vegetazione, senza mai perdere il contatto con la natura che di per sé è bellezza.

Frabemar: la tecnologia al servizio delle esigenze del cliente

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Il caso del trasporto eccezionale avvenuto presso il Golfo del Porto di La Spezia è la dimostrazione di come mantenere aggiornate e all’avanguardia le tecnologie sia fondamentale nell’ambito del cargo navale: per questo Frabemar da tempo si è dotata del Dipartimento di nuove tecnologie.

Frabemar Srl

Frabemar: innovazione e vicinanza al cliente

Nel campo dei trasporti marittimi la tecnologia è fondamentale: grazie all’innovazione è stato possibile portare a termine con successo un’operazione complessa che prevedeva l’imbarco di un magnete dal peso lordo di oltre 200 tonnellate presso il Terminal del Golfo del porto di La Spezia. Il magnete costituisce una parte fondamentale per la costruzione della centrale nucleare di Cadarache, nella Francia del Sud. Per l’operazione sono state coinvolte oltre 20 persone, uomini attrezzati e altamente specializzati. Sono state utilizzate due gru di ultima generazione e due carrelli SPMT (self-propelled modular transporters). Senza investire nell’innovazione tutto ciò non sarebbe stato possibile: è per questo motivo che Frabemar S.r.l., attiva principalmente nelle tratte del West Africa, si impegna ogni giorno per implementare nuove tecnologie, formare personale specializzato e mantenere all’avanguardia gli strumenti di lavoro. Frabemar possiede un Dipartimento di nuove tecnologie dedicato all’innovazione, inoltre punta particolarmente sul contatto diretto col cliente, in modo da poter valutare caso per caso le specifiche esigenze e offrire, di conseguenza, la soluzione col miglior rapporto qualità-prezzo.

Frabemar Srl: la storia

Fondata nel 1995 da Franco Bernardini, Frabemar nasce come società attiva nel trasporto marittimo nell’area dell’Africa Occidentale. L’Agenzia Marittima sposta il suo raggio d’azione sulle spedizioni internazionali e sulla rappresentanza di diversi enti nazionali dei Consigli di Caricatori. La mission aziendale si focalizza sulla fornitura di servizi per l’ottimizzazione degli approvvigionamenti, con particolare attenzione verso le zone del West Africa. L’esperienza della società è ormai consolidata negli anni: un’organizzazione agile e flessibile consente di rispondere efficacemente alle diverse esigenze dei clienti, garantendo caso per caso la miglior riuscita dell’operazione a prezzi convenienti. Frabemar S.r.l. opera in totale indipendenza dalle compagnie di navigazione, mantenendo così un rapporto diretto col cliente senza utilizzare intermediari. Tutte le sue attività sono certificate da organismi accreditati, per rispecchiare le norme internazionali di qualità.

Bra – A Matteo Salvini gridano “MERDA” il vice sindaco Massimo Borrelli, il fratello di Gianni Fogliato (candidato a Sindaco) e l’assessore Sara Cravero

Scritto da areastampa360 il . Pubblicato in Politica

Immaginate solo per un istante cosa succederebbe se a Bra, a un comizio in cui parla Zingaretti, ci fosse un famigliare del candidato sindaco del centrodestra che gli urla “merda” ed insieme ad altri candidati del centro destra lo contesta. I più gentili tra quelli di sinistra ci taccerebbero subito con epiteti come “Fascisti, razzisti, trogloditi, …”.

Non oso pensare a ciò che farebbero e direbbero i più facinorosi.

Ora ribaltate esattamente il fatto.
In questo caso, però, non è necessario immaginare perché la scena è avvenuta realmente a Bra domenica 12 maggio durante l’intervento del Ministro dell’interno, Matteo Salvini.

La contestazione, per carità, è legittima e ci sta che venga fatta ad un incontro della Lega partecipato da tanta gente, anche perché avrebbe scarsi risultati se dovesse fare a quelli del PD, a cui nemmeno i familiari ormai partecipano più.

Ma con gli insulti a un Ministro della Repubblica, tanto più se fatti da vice Sindaco e Assessori in carica al grido di “Merda” contro Salvini direi che si è passato il limite. E, ciliegina sulla torta, tra i pochi urlanti contestatori, oltre ai rappresentanti istituzionali della Città e ad alcuni candidati della sinistra braidese chi spunta?

Proprio tal Piero, il fratello del candidato sindaco del Partito sedicente democratico, Gianni Fogliato! Proprio così: anche Piero, candidato in una lista civica a sostegno del fratello, candidato di sinistra, urlava “Merda” a squarciagola contro il Ministro Salvini.

Davvero volete che gente del genere governi Bra nei prossimi 5 anni? Gente che giudica il pensiero altrui al grido di “Fascista”, urla “merda” al Ministro dell’Interno e dopo quattro giorni, come nulla fosse, sfila con le magliette della Pace circondata dai bambini delle scuole elementari della città? Davvero lo volete?

Noi della redazione di Area Stampa 360 aggiungiamo: “CHE FIGURA DI MERDA”.

Ecco il link del video:
https://www.facebook.com/838085756248078/posts/2376591342397504/ 

Pubblicazione Lega Bra

Tutti innamorati di Alberoni e della nuova mostra di Spoleto Arte a Villa Rezzonico

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Si è aperta a suon di applausi la mostra Arte in Villa, uno degli appuntamenti a cura di Spoleto Arte di Vittorio Sgarbi. Sabato 1 giugno a Bassano del Grappa, la storica Villa Rezzonico, che ha ospitato grandi condottieri come Napoleone e Garibaldi e grandi letterati come Manzoni e Foscolo, ha assistito a una manifestazione grandiosa in tutti i sensi. A partire dal neosindaco di Bassano Elena Pavan, sul palco hanno preso la parola il proprietario della splendida location e imprenditore Bernardo Finco, la direttrice d’orchestra Silvia Casarin Rizzolo e il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, organizzatore della rassegna. L’inaugurazione ha avuto inoltre il contributo dell’Assessore alle risorse umane di Vicenza Valeria Porelli e del Gruppo solisti lirico Bassano che ha magnificamente rappresentato l’operetta La principessa della Ciarda.

Ospite d’onore della serata il celebre sociologo Francesco Alberoni che, assieme alla psicologa Cristina Cattaneo, ha presentato il suo ultimo libro pubblicato da Piemme edizioni Amore mio come sei cambiato. Ma, oltre il testo, il grande studioso dei movimenti collettivi e dei sentimenti umani si è soffermato su un tema a lui caro, quello dell’amore per l’appunto. Con convinzione l’ex direttore generale della Rai, creatore della più grande università privata, lo IULM di Milano, e ideatore di famosi brand quali Tod’s, Mulino Bianco e Poltrone Frau, ha ribadito che in una relazione amorosa bisogna sempre avere il coraggio della verità, da entrambe le parti, perché l’amore è una passione violenta, che non va domata ma guidata. «Deve esserci un aiuto reciproco. Bisogna darsi proprio nel momento in cui l’altro cede. Bisogna saper correggere le manovre sbagliate con la stessa differenza che c’è tra l’intervento di un pugile e quello di un terapeuta. È un’abilità umana. È una sensibilità. In genere sono più brave le donne a trattare gli uomini con questa cura».

Con questa presentazione straordinaria e in questa cornice unica resteranno esposte in via Ca’ Rezzonico 68/72 fino all’11 giugno le opere di: Cristina Acquistucci, Manuela Andreoli, Grazia Azzali, Stefano Balzano, Stefano Bellettato, Alda Boscaro, Cesare Carrieri, Sergio Cavallerin, Rosanna Cecchet, Norberto Civardi, Vanni De Conti, Felice Cremesini, Claudia Crestani, Francesco De Cristofaro, Lina De Demo, Gloria De Marco, Paolo Di Nozzi, Daniele Digiuni, Mirta Diminic, Mimmo Emanuele, Giuseppe Fanfoni, Davide Favaro, Matteo Fieno, Francesca Fiore, Erna Fossati, Pinella Imbesi, Driss Lahna, Gioia Lolli, Giuseppe Lorenzet, Fabiana Macaluso, Mauro Martin, Patrizia Matera, Mario Mattei, Beatrice Moggi, Irma Mores, Sara Pezzoni, Antea Pirondini, Giulia Quaranta Provenzano, Antonella Rollo, Diego Rudellin, Claudia Salvadori, Gino Maria Sambucco, Laila Scorcelletti, Maria Pia Severi, Antonella Stellini, Anna Sticco, Veronica Tiveron, Cesare Triaca, Anna Trzuskolas e Flora Veneran.