Archivio per Giugno, 2019

Jimi B. Jones presenta il romanzo Tiger Blues (Watson Edizioni)

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Cultura, Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Tiger Blues di Jimi B. Jones

Jimi B. Jones presenta “Tiger Blues”, un romanzo molto originale, una favola moderna che racconta il viaggio di un essere speciale, Jim Beam. Tra episodi surreali e divertenti e momenti tanto realistici da fare male, si partecipa ai tentativi di Jim di seguire finalmente il proprio istinto e di scoprire cos’è la libertà, nonostante la ragione lo abbia sempre spinto ad accontentarsi di una gabbia dorata, diventata tutto il suo mondo. In questa storia in cui è forte il conflitto tra razionalità e passione, si rimane stupiti pagina dopo pagina da un protagonista indimenticabile, più umano di quanto si possa immaginare.

Titolo: Tiger Blues

Autore: Jimi B. Jones

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Watson Edizioni

Collana: Luci

Pagine: 166

Prezzo: 15,00 €

Codice ISBN: 978-8887224320

«Un tempo non aveva avuto voglia né interesse a lasciare la sua gabbia. Quello che aveva gli bastava. Il suo mondo era stato piccolo e completo. Ma ora era diverso. Gli mancava l’aria. Il fuori era il tutto e il dentro era il nulla, la noia, la solitudine, la smania, la voglia di graffiare e di mordere e di fare tutto a brandelli […]».

La storia raccontata in Tiger Blues di Jimi B. Jones è scandita dai quattro elementi: acqua, fuoco, terra e aria si avvicendano nella narrazione e marcano il ritmo della vita del protagonista, Jim Beam. Lo stesso ruolo è rivestito anche dalla musica, presenza forte e significante in questo romanzo di formazione che è anche una favola dal sapore agrodolce. All’inizio di ogni capitolo relativo ai quattro elementi vi è una breve introduzione che catalizza l’attenzione del lettore, e che definisce di volta in volta il messaggio dell’opera. “Domandati cosa farai, come vivrai, chi sarai” è una parte della frase a inizio del primo capitolo, quello relativo all’acqua, che sarà un elemento naturale tanto importante da tornare anche a fine storia, espresso nel riflesso del protagonista che per la prima volta si riconoscerà davvero nella sua essenza. E ancora: “sta a te, my friend: decidere se e come rialzarti” e “puoi scegliere ogni giorno di essere libero”. Poche frasi che racchiudono un mondo interiore complesso, quello di Jim Beam, un essere umano o un animale feroce, poco importa la sua natura, sicuramente un simbolo potente della dura lotta che strazia l’anima di ognuno di noi, quella tra istinto e ragione. Un istinto ferino e primordiale, in cui si fa presto a passare dalla noia alla fame, dalla rabbia al sangue, che si contrappone al bisogno razionale di omologarsi, di essere accettati, di far parte della “società”, di vivere una vita racchiusa in schemi condivisi. Jim Beam prova con tutte le sue forze ad essere bravo e ad adattarsi, a non disattendere le aspettative del suo amico Axl e a inseguire l’ambizione più sfrenata, anche se essa fa a pugni con i suoi desideri, con la sua natura più intima. Axl e Cathy saranno due figure importanti nel suo viaggio, fiori gettati oltre le sbarre, motivi di ribellione ma anche dolori inestinguibili. Jim alla fine potrà contare solo su sé stesso, come tutti gli esseri viventi, ma costerà tempo e fatica comprendere di essere abbastanza, di avere il potere di saltare oltre le sbarre e scegliere la direzione della propria esistenza. Il mondo ovattato di Cottonfarm è stato per Jim l’unica realtà, l’unica vita possibile; gli incontri con straordinari personaggi come Amarula e Sally Love pianteranno invece in lui il seme della libertà, e gli mostreranno che anche le gabbie più ampie e pulite sono pur sempre prigioni, che spesso siamo noi a sceglierle consapevolmente e che sono “quelle peggiori, quelle che gli uomini non vedono mai”. Tiger Blues è un romanzo ricco di suggestioni e di spunti di riflessione, un amaro affresco dell’umanità nelle sue debolezze e false priorità. Una storia attraversata da un insolito punto di vista e da immagini potenti che scorrono al ritmo della musica, forza propulsiva dei salti da tigre del protagonista, all’inizio finalizzati alla mera spettacolarizzazione ma in seguito rivolti al bisogno di riscatto di Jim, alla sua fuga dalla sofferenza.

TRAMA. Tiger Blues si apre con la presentazione di Jim Beam, della sua famiglia e del luogo in cui vive: “Jim Beam aveva un fratello, una sorella e una madre. Del padre non seppe mai niente. La mamma era seria, preoccupata, sempre nervosa. Aveva paura e non si riposava mai: aveva paura di non riuscire a mantenere i propri figli, aveva paura che uno di loro si ammalasse. Aveva paura di un sacco di cose. Invece Jim non aveva paura di niente, tranne della noia. Abitavano appena fuori Lovelock, in un posto che si chiamava Cottonfarm”. Le vicende partono da quando Jim era piccolo, viveva in un recinto e passava il tempo giocando con i fratelli; prosegue con l’incontro che gli cambierà la vita, quello con il suo coetaneo Axl, e la nascita di un’amicizia decisamente fuori dal comune, così come fuori dal comune è lui, in tutto quello che riesce a fare. Axl e Jim cresceranno insieme uniti da un legame che riuscirà ad andare oltre le loro diversità, fino a quando un evento atmosferico arriverà a sconvolgere le loro esistenze. Acqua, fuoco, terra e aria: la favola di Jim Beam attraversa quattro elementi, un oceano e due continenti. Jim cresce e incontra il successo, lo insegue, lo raggiunge e lo ripudia. Sperimenta la noia esistenziale, la solitudine, la disillusione e il male. Nel punto più basso del suo percorso, quando sarà costretto a fare i conti con la polvere e la fame, con la vacuità dell’esistenza e il deserto degli affetti, sarà allora che troverà l’amore, o almeno scoprirà la sua definizione. E tutto, ma proprio tutto, allora, avrà senso.

L’AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

Per prenotare intervista: +39 3396038451

Mail: iltaccuinoufficiostampa@gmail.com

BIOGRAFIA. L’autore ha deciso di celarsi dietro lo pseudonimo di Jimi B. Jones, che racchiude due nomi in uno: Jim, il protagonista del romanzo, e Brian Jones, l’ex chitarrista dei Rolling Stones che, a giudizio dell’autore, rappresenta l’immagine della tigre perfetta, passionale, divoratrice, creativa, sensibile, sempre in bilico in un mondo dominato dalla logica e dalla ragione. Jimi B. Jones è nato alla fine degli anni settanta. Si è laureato (fin troppo presto, dice lui) in Economia presso l’università Bocconi di Milano. Vive a Bologna, ama la buona musica, il rugby e le belle storie. Si diverte molto a suonare la chitarra e il violino ma è allergico agli spartiti e al metronomo. Si nasconde benissimo tra la folla, ma se vedrete un tizio dormire a un concerto di musica classica, mangiare patatine a un vernissage, o leggere un testo di filosofia in una sala da biliardo, allora l’avrete trovato.

CASA EDITRICE. Watson Edizioni è stata fondata nel 2009 da Ivan Alemanno. La biblioteca Watson racchiude titoli che spaziano dal fantasy alla fantascienza, dai libri per ragazzi ai romanzi di formazione, dai romanzi LGBT ai gialli, thriller e horror. Libri di ogni genere per tutti i lettori, dal più piccolo al più folle. I libri Watson sono disponibili presso tutte le librerie d’Italia con la distribuzione di Directbook e Fastbook, e possono essere acquistati online presso i più importanti stores in formato cartaceo e digitale.

Contatti

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Booktrailer del romanzo Tiger Blues

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Link di vendita

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Grado: in arrivo la mostra antologica su Pier Paolo Pasolini curata da Sgarbi e Nugnes

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

Si aprirà in centro a Grado, presso la storica Casa della musica, la mostra antologica su Pier Paolo Pasolini curata da Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes. Alle 19 di venerdì 5 luglio verrà inaugurata la rassegna inerente vita e opere di uno degli artisti e intellettuali italiani più eclettici del XX secolo. A presentare la mostra saranno il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa e l’Assessore alla Cultura del comune di Grado Sara Polo.

Il tutto si svolgerà nella prestigiosa cornice offerta dalla Casa della musica, situata in piazza Biagio Marin 2, nel centro della luminosa isola friulana. L’antica sede, risalente al VI sec. d.C., si trova a due passi dal centro storico, accanto al Municipio e ospiterà l’evento organizzato da Spoleto Arte con le foto esclusive di Roberto Villa, amico del protagonista dell’esposizione e del Premio Nobel Dario Fo.

Spiega così l’Assessore Sara Polo: «L’Arte deve avviare un processo di crescita sociale, culturale e formazione identitaria. Il nostro prezioso patrimonio artistico, paesaggistico e culturale deve appartenere ai cittadini, essere conosciuto, fruito e amato. In particolare […] la mostra  “Il fiore delle mille e una notte. Cinema e Cultura dal 1973. L’Oriente di Pasolini nelle foto e cinema di Roberto Villa” a cura di Spoleto Arte, il cui vernissage avverrà venerdì 5 luglio ore 19, non è “esibizione” fine a se stessa, ma momento di condivisione, come possibilità di accesso e partecipazione alla cultura declinata a 360 gradi».

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525 190, il 388 7338297, scrivere a org@spoletoarte.it oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Campagnola porta l’innovazione ad Enovitis 2019

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende, Tecnologia

A Montepulciano l’azienda leader in soluzioni meccanizzate per la potatura e la raccolta ottiene un ottimo risultato di pubblico in occasione della manifestazione dinamica dedicata alla viticoltura.

Si chiude Enovitis in campo, evento itinerante dedicato alle tecnologie per la viticoltura.

Il 20 e il 21 giugno, presso la Tenuta Trerose a Montepulciano in provincia di Siena, i numerosi visitatori hanno potuto partecipare e assistere a test e dimostrazioni per verificare la funzionalità e l’efficacia delle soluzioni suggerite da Campagnola e dagli altri espositori.

Particolarità di Enovitis è l’articolazione delle prove intorno a dimostrazioni pratiche direttamente in campo che replicano condizioni realistiche in grado di consentire la misurazione dell’utilità e dell’applicabilità delle macchine proposte dagli espositori.

A rappresentare Campagnola la seguente strumentazione:

COBRA PRO: forbice elettrica nata con una precisa destinazione d’uso – ovvero la potatura della vite e delle piante da frutto – e progettata per un impiego professionale garantito 4 anni. Seppur maneggevole, Cobra Pro vanta un’elevata potenzialità di taglio unita a robustezza e solidità favorite dal tecnopolimero a forte tenuta e alla lama in acciaio forgiato ad alta resistenza universale. Semplice da utilizzare, comoda e leggera, questa soluzione elettrica è favorita dal peso contenuto di 840 grammi e dall’impugnatura di 31 x 38 mm.

LINE 44, la risposta di Campagnola ad ogni tipo di potatura, è una gamma integrata costituita da 4 forbici elettriche e una legatrice ricaricate da un’unica batteria, adatte a vigneti, frutteti, agrumeti, piante ornamentali e sempreverdi. La proposta multipla di Campagnola prevede diversi attrezzi concepiti per soddisfare le richieste di un’utenza di potatori esigenti interessati ad interventi su piccolo e grande diametro, ma anche su media ed elevata altezza.

EXPO DOPPIO FULL ARRIZZA arriva direttamente dal partner commerciale Arrizza – società abruzzese specializzata nella progettazione e costruzione di macchine per la lavorazione dell’interfilare. Posta sul trattore anteriormente o posteriormente, permette l’applicazione di numerosi utensili, tra cui dischiere, vomeri, lame, fresini, dischi rincalzanti, spollonatrici e trincia erba a fili. Disponibile in 9 versioni, si addice a filari con larghezza compresa tra 1,50 e 5 metri.

La serie vanta l’allargamento laterale idraulico degli utensili, uno scambiatore di calore doppio con doppio termostato, una centralina elettronica a 18 canali, un distributore elettronico per 6 cilindri doppio effetto e un richiamo di emergenza per lame. Le ruote posteriori permettono la regolazione della profondità di lavoro a registrazione idraulica, ancora più precisa grazie ad un joystick multi funzione. Ad accomunare i prodotti Campagnola e Arrizza c’è la ricerca e l’esperienza pluriennale.

www.campagnola.it

Intervista all’Assessore di Grado Sara Polo per la mostra su Pasolini

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

In occasione della rassegna in memoria di Pier Paolo Pasolini a cura del prof. Vittorio Sgarbi e del presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi, il comune di Grado ospiterà dal 5 luglio al 18 agosto la mostra su uno degli artisti intellettuali più interessanti del panorama italiano del XX secolo. E lo farà alla Casa della Musica, in piazza Biagio Marin 2, non solo con vita e opere, ma anche attraverso gli scatti del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo. Presentata da Salvo Nugnes e da Roberto Villa, l’esposizione verrà inaugurata alle 19 di venerdì 5 luglio alla presenza dell’Assessore alla Cultura del comune di Grado. Non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di fare a Sara Polo due domande sul grande evento.

  1. Dal 5 luglio al 18 agosto la Casa della Musica di Grado ospiterà la mostra fotografica sul grande poeta, giornalista e regista di fama internazionale Pier Paolo Pasolini, curata dal prof. Vittorio Sgarbi. Gli scatti del maestro Roberto Villa realizzati negli anni Settanta e ritraenti Pasolini durante le riprese nei vari set cinematografici hanno girato il mondo. Ora tornano a parlare “friulano”: come si inseriscono nel programma estivo del comune?

Con la ricorrenza del 50° anniversario delle riprese in laguna di alcune scene esterne del film Medea di Pier Paolo Pasolini, l’Assessorato alla Cultura intende promuovere i luoghi legati al periodo friulano del poeta e in particolare l’estate del 1969, estate nella quale si strinse un rapporto intenso tra Pasolini e Maria Callas.

Sull’isola nacque anche una profonda amicizia tra Pasolini e Biagio Marin, il quale vide pubblicate le sue liriche con l’editore Scheiwiller e che in memoria dello stesso Pasolini compose le 13 liriche intitolate “El critoleo del corpo fracassao”.

L’obiettivo dell’Amministrazione, pertanto, si pone nell’ottica di inaugurare un percorso storico e artistico  che possa valorizzare la cultura locale e in particolare riportare alla memoria circostanze ed eventi che videro Grado e la sua laguna protagoniste di un contesto storico contraddistinto da grandi mutamenti.

  1. Sappiamo che Grado punta molto sull’incentivazione del turismo, della conoscenza del territorio e delle proprie radici. Ritiene che questa mostra possa influire positivamente o essere in un certo qual modo determinante per il raggiungimento di questo obiettivo?

L’intendimento strategico del comune di Grado è di operare su diversi fronti con la riqualificazione e rigenerazione urbana della località, con la valorizzazione del turismo balneare, culturale, naturalistico, sportivo proponendo agli ospiti della città una molteplicità di occasioni al fine di migliorare l’attrattività.

Gli sforzi dell’amministrazione sono rivolti al potenziamento del portale del turismo e sono finalizzati alla implementazione di campagne di promozione pubblicitaria in Italia e all’estero sul mercato austriaco, tedesco e ungherese.

Questa esposizione potenzierà sicuramente l’offerta culturale configurandosi quale punta di diamante per la nostra città richiamando un gran numero di visitatori anche dai comuni limitrofi e non solo turisti.

  1. Quale messaggio attuale potrebbe portare all’attenzione di Grado questa esposizione curata dal prof. Sgarbi?

La presenza del prof. Vittorio Sgarbi, affiancato dal presidente dell’associazione Spoleto Arte, Salvo Nugnes, e dal fotografo Roberto Villa, porterà all’attenzione della cronaca locale e nazionale l’Isola del Sole che a pieno titolo è riconosciuta una delle località balneari più belle dell’Adriatico vantando anche il riconoscimento di Comune Fiorito e raggiungendo la 31a Bandiera Blu.

Il mio proponimento è di realizzare degli eventi che possano diventare volano per il rilancio dell’economia e del turismo e dimostrare quanto il nostro grande patrimonio artistico e culturale sia fondamentale per lo sviluppo del territorio.

  1. Qual è il suo rapporto con l’arte e con la sua città? La sua iniziativa di “rivitalizzare” il centro attraverso esposizioni e musica può sembrare coraggiosa…

Rivitalizzare il centro storico e la città tutta con mostre d’arte, musica ed eventi culturali significa poter far fruire i miei concittadini e i turisti dell’idea di “bello”. In un contesto attuale contraddistinto dall’oblio del concetto di “bellezza”, ritengo fondamentale proporne la fruizione quale epifania di armonia, equilibrio e misura declinata non solo in senso estetico, ma anche etico-morale per arricchire tutti coloro che vorranno visitare la nostra Città.

Come spiegavo poco sopra il mio intendimento è quello di programmare e proporre un calendario ricco e strutturato durante tutto l’arco dell’anno perché l’Italia è, per definizione, la culla della cultura con un inestimabile patrimonio riconosciuto a livello mondiale.

  1. Spostandoci ora su un campo ampio, che comprende istruzione, iniziative giovanili e famiglia, crede che una mostra come quella su Pasolini possa far fronte alle esigenze culturali di età e interessi diversi?

L’art. 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo recita: “Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.”

Credo che questo assunto abbia una grande forza perché l’Arte deve avviare un processo di crescita sociale, culturale e formazione identitaria. Il nostro prezioso patrimonio artistico, paesaggistico e culturale deve appartenere ai cittadini, essere conosciuto, fruito e amato. In particolare la concomitanza di due eventi così importanti nella nostra città e nello specifico intendo la mostra al Cinema Cristallo “MEDEA 50. Pier Paolo Pasolini, Maria Callas e Grado” curata da Francesca Agostinelli e Massimo Degrassi, che verrà inaugurata sabato 15 giugno alle ore 18, e la mostra “Il fiore delle mille e una notte. Cinema e Cultura dal 1973. L’Oriente di Pasolini nelle foto e cinema di Roberto Villa” a cura di Spoleto Arte, il cui vernissage avverrà venerdì 5 luglio ore 19, non sono “esibizioni” fine a se stesse, ma momenti di condivisione, come possibilità di accesso e partecipazione alla cultura declinata a 360 gradi.

Il 50° anniversario delle riprese del film “Medea” diventa pertanto l’occasione che consente di riproporre e far conoscere, anche al pubblico più giovane, un grande poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e giornalista italiano qual è stato Pier Paolo Pasolini, considerato oggi tra i maggiori artisti e intellettuali del XX secolo.

  1. Quali saranno i progetti futuri che vedranno Grado impegnata a livello artistico-culturale? Ci sarà spazio per altre collaborazioni con Spoleto Arte?

La cultura deve concorrere al benessere della comunità e del territorio contribuendo ad innalzare il livello e a favorire la partecipazione; pertanto vagliare e accettare proposte di qualità, come la vostra, non può che portare occasioni di eccellenza per la nostra città.

In cantiere ho molte proposte e progetti e credo che, a conclusione di questa esposizione, si potrà fare una valutazione in base alla presenze registrate e al gradimento degli ospiti.

C’è la massima apertura a tutte le future collaborazioni con gli interlocutori che saranno in grado di valorizzare la città, il territorio, che sapranno portare una ventata di novità e sapranno stimolare e incuriosire il pubblico.

2019 da scintille per Giuseppe Oliva: Milano Art Gallery proroga la personale

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Il 2019 per il pittore di origini ragusane Giuseppe Oliva è un anno ricco di soddisfazioni. Da dove cominciare? Solo negli ultimi mesi la sua arte è stata protagonista di una serie di eventi che hanno riportato l’attenzione sul suo personalissimo stile. La mostra personale Impressioni del tempo, inaugurata lo scorso giovedì 6 giugno nella storica Milano Art Gallery (in via Alessi 11, MI) con la presentazione del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, di Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori e del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, ha riscontrato immediatamente il meritato successo di critica e pubblico. E cavalcando la scia, la sede espositiva prolungherà l’esposizione di altre due settimane, chiudendo così il prossimo 4 luglio.

Ma a breve si potranno osservare le creazioni del maestro a Spoleto (PG), presso il Palazzo Leti Sansi, in occasione della mostra internazionale Spoleto Arte presentata dal prof. Vittorio Sgarbi e dal prof. Francesco Alberoni, in concomitanza con il Festival dei Due Mondi. Presenti per l’inaugurazione l’organizzatore Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, la giornalista Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e «Diva e Donna», l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, la scrittrice e psicoterapeuta Maria Rita Parsi e molti altri ospiti illustri. A partire da sabato 29 giugno dunque, in via Arco di Druso 37, i dipinti di Giuseppe Oliva porteranno l’anima blu della Sicilia nel cuore della città spoletina.

Proprio per il talento artistico dimostrato, inoltre, all’artista è stato conferito il Premio Caravaggio dall’associazione Spoleto Arte quale “prova della qualità del suo lavoro nel panorama artistico contemporaneo”. Inutile dire poi che i suoi quadri abbiano capacità comunicative superbe, in grado di affascinare chiunque. Il gusto raffinato con cui il pittore dipinge l’essenza delle stagioni, della terra in cui ha vissuto, della distesa marina che tanto ama rivela una sensibilità straordinaria. La ricerca dei toni e l’utilizzo di una stesura materica del colore aggiungono alla tela un universo di intense sensazioni, distribuite elegantemente sulla superficie attraverso delicate spatolate. Il carattere di queste “evocazioni” brilla di luce, di vissuto, è tanto scultoreo quanto in perenne movimento. Vedere per credere.

Fino al 4 luglio la Milano Art Gallery resterà aperta tutti i giorni dalle 14.30 alle 19, a eccezione della domenica. Dal 29 giugno invece per ammirare i lavori dell’artista sarà possibile recarsi a Palazzo Leti Sansi. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it o a org@spoletoarte.it.

Massimo Borrelli del PD premiato per aver gridato ‘MERDA’ al ministro Matteo Salvini

Scritto da areastampa360 il . Pubblicato in Opinioni / Editoriale, Politica

Imaginate solo per un istante cosa succederebbe se a Bra, a un comizio in cui parla Zingaretti, ci fosse un famigliare del candidato sindaco del centrodestra che gli urla “merda” ed insieme ad altri candidati del centro destra lo contesta. I più gentili tra quelli di sinistra ci taccerebbero subito con epiteti come “Fascisti, razzisti, trogloditi, …”.
Non oso pensare a ciò che farebbero e direbbero i più facinorosi.

Ora ribaltate esattamente il fatto.
In questo caso, però, non è necessario immaginare perché la scena è avvenuta realmente a Bra domenica 12 maggio durante l’intervento del Ministro dell’interno, Matteo Salvini.
La contestazione, per carità, è legittima e ci sta che venga fatta ad un incontro della Lega partecipato da tanta gente, anche perché avrebbe scarsi risultati se dovesse fare a quelli del PD, a cui nemmeno i familiari ormai partecipano più.

Ma con gli insulti a un Ministro della Repubblica, tanto più se fatti da vice Sindaco e Assessori in carica al grido di “Merda” contro Salvini direi che si è passato il limite. E, ciliegina sulla torta, tra i pochi urlanti contestatori, oltre ai rappresentanti istituzionali della Città e ad alcuni candidati della sinistra braidese chi spunta?
Proprio tal Piero, il fratello del candidato sindaco del Partito sedicente democratico, Gianni Fogliato! Proprio così: anche Piero, candidato in una lista civica a sostegno del fratello, candidato di sinistra, urlava “Merda” a squarciagola contro il Ministro Salvini.

Davvero volete che gente del genere governi Bra nei prossimi 5 anni? Gente che giudica il pensiero altrui al grido di “Fascista”, urla “merda” al Ministro dell’Interno e dopo quattro giorni, come nulla fosse, sfila con le magliette della Pace circondata dai bambini delle scuole elementari della città? Davvero lo volete?

Ebbene, il nuovo Sindaco di Bra – Gianni Fogliato ha ritenuto opportuno premiare Massimo Borrelli, infatti si trova nella nuova Giunta Comunale. Mixa per essere eletti e premiati bisognerà urlare MERDA al ministro Matteo Salvini?

Massimo Borrelli, nella nuova giunta comunale (foto) si occuperà di mobilità sostenibile e sistemi viari, trasporti pubblici, turismo e promozione del territorio, attività e impianti sportivi, ambiente, gestione rifiuti e igiene urbana

Ecco la sua presentazione:
“Sono Massimo Borrelli, ho 35 anni, sono sposato con un figlio, lavoro a Slow Food. Sonoentrato a far parte del Consiglio comunale di Bra nel 1999. Il sindaco Bruna Sibille nel 2009mi ha nominato assessore con le deleghe al Lavoro, allo Sport, al Commercio, alle Politichegiovanili e all’Innovazione.

Ecco il link del video dove Massimo Borrelli urla MERDA al Ministro Matteo Salvini:
https://youtu.be/0_dRNGjAM8E

Ecco il link di Pubblicazione:
https://gloria.tv/article/fByKNxHKKx4h2BiaEDLqQ7Z3d

Bel Canto & Storia al Castello

Scritto da Noi per Napoli il . Pubblicato in Arte, Cultura, Musica, Spettacolo, Teatro

Bel Canto & Storia al Castello

L’ Associazione Culturale Noi per Napoli

In collaborazione con Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli
Associazione Culturale Timeline
Presenta
Il 29 giugno 2019
in occasione della Festa della Musica al Maschio Angioino
BEL CANTO & STORIA AL CASTELLO
Grande appuntamento con il Bel Canto, la Storia e l’Archeologia
h.17.30 con Archeologia Sottosopra
tour guidato a cura di Timeline
h.18.30 Recital Lirico ” Il Bel Canto nella Bella Epoque”
presso la Sala della Loggia
Con
OLGA DE MAIO soprano
LUCA LUPOLI tenore
LUCIO LUPOLI tenore
MAURIZIO IACCARINO pianista
note storiche a cura di GIUSEPPE GIORGIO
Evento molto particolare con un affascinante intreccio tra il Bel Canto,la musica, la storia e l’archeologia, quello che attende gli spettatori il 29 giugno 2019 presso Castel Nuovo Maschio Angioino:
il Recital lirico dedicato al repertorio del Bel Canto napoletano ed italiano, considerato sempre piu come Patrimonio dell’Unesco, d’epoca tardottocentesca e primo novecento della Belle époque, con le piu’ belle romanze da Salotto, duetti, le pagine immortali dell’operetta e dell’opera che a Napoli ebbe tanta eco e risonanza con i riferimenti e radici nella tradizione culturale partenopea della canzone classica napoletana.La città della Sirena Partenope,il canto, la musica erano evidentemente nel codice genetico sin dalla sua origine mitologica, tanto che dal XVI secolo in poi Napoli è un punto di riferimento in Europa per lo sviluppo dell’arte musicale e del Bel Canto .Musica piena di sole“ fu definita quella del musicista Cimarosa, icastica immagine di quella che era la vitalità, la soavita’ delle melodie che esprimevano il sole di Napoli e del meridione italiano, quella che indiscutibilmente ed inequivocabilmente si definiva come una delle capitali mondiali della musica dall’epoca aurea della settecentesca scuola napoletana. Esemplare è l’universalità della canzone ‘O sole mio per testimoniare il successo planetario delle melodie napoletane, amate ed interpretate dai più grandi cantanti lirici della storia, in primis quell’Enrico Caruso nei confronti del quale la sua città natale fu ingiustamente avara di successo.
Per provare poi le emozioni della scoperta il tour guidato, proposto dall’Associazione Culturale Timeline,si intitola:
Archeologia Sottosopra, uno straordinario viaggio nel tempo, alla scoperta della fortezza di Castel Nuovo – Maschio Angioino. Attraversando l’arco di Trionfo, volutoda Alfonso d’Aragona, ai visitatori attende una grande avventura tra le opere di fortificazione aragonese, dal cortile monumentale agli scavi archeologici di epoca romana, ritrovati nei sotterranei fino ad arrivare sul punto più alto del castello.
INFOLINE E PRENOTAZIONI
339 4545044 Associazione Culturale Noi per Napoli Associazione Culturale Noi per Napoli
331 7451461 Associazione Culturale Timeline Associazione Culturale Timeline
Tickets point Edicola Piazza del Gesù
Contributo di partecipazione 15€
Contributo Cral di partecipazione 13€

CARL ANTHONY LORENZ: “NON MI PERDO UN ATTIMO” è il nuovo brano del giovane cantautore vicentino

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Suoni anni ‘90 e suoni contemporanei si fondono in un brano che pone una lente d’ingrandimento sull’uso smodato dei social network.

Non Mi Perdo Un Attimo è una canzone che mobilita un’invettiva contro l’eccessivo uso dei social network e di quanto questi si siamo prepotentemente inseriti nella nostra quotidianità. La canzone è costruita su un break di batteria simile a quello che si trova nella musica hip-hop e trip-hop dello scorso secolo, accompagnata dalla chitarra acustica e da una Seaboard (un synth di nuova generazione). La produzione di questa canzone è stata ispirata da artisti come Ed Sheeran, The Last Shadow Puppets, Subsonica ed Eugenio in Via di gioia. La canzone è stata prodotta, e mixata presso gli studi di Soundoors da Carl Anthony Lorenz. Il mastering e stato affidato a Christian Wright ed è stato fatto dentro ai famosissimi Abbey Road Studios.

Autoproduzione

BIO

Carl Anthony Lorenz è un giovane cantautore vicentino. Nato come chitarrista, ha militato negli ultimi 10 anni in numerose band del vicentino, dove è stato anche autore dei brani. La sua collaborazione come tastierista e tecnico del suono con il chitarrista Marco Angelo, lo hanno portato ad affrontare numerose tournée internazionali in Inghilterra, Galles e Giappone.

Nel 2018 inizia la sua carriera da solista, dall’esigenza di scrivere un diverso tipo di musica. Ispirato dall’avvento di artisti come Ed Sheeran e Mumford & Sons, il suo suono è basato principalmente da una chitarra acustica e dalla sua voce baritonale. Altri artisti da cui prende ispirazione per le sue canzoni sono Arctic Monkeys, Tom Morello e Subsonica, ottenendo un sound che affonda le sue radici negli anni 90 con l’aggiunta di contaminazioni contemporanee. Carl nei suoi brani parla principalmente della quotidianità, soprattutto dal punto di vista delle emozioni, che ci regala questa società alienata. Ad Ottobre 2018 esordisce con il suo primo singolo “Vento” canzone che parla di tutto quello che ci imprigiona: lavoro, social, smartphone e aspettative verso cose superflue, che comunque compriamo. Elementi supreflui che tolgono l’attenzione dal nostro presente.

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Truffe e telefonia mobile; come non cadere in trappola

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Secondo alcuni recenti dati di mercato (Rapporto Digital 2018) l’Italia è il terzo Paese al mondo per penetrazione di telefoni cellulari alle spalle solo di Corea del Sud ed Hong Kong. Gli italiani passano ore a parlare o navigare tramite cellulare, ma non sempre sono contenti del loro operatore e, anzi, secondo un’indagine svolta per Facile.it dall’istituto di ricerca mUp Research in collaborazione con Norstat, lo scorso anno sono stati più di 14 milioni (36% del totale dei titolari di un contratto di telefonia mobile) quelli che hanno scelto di cambiare compagnia telefonica.

Un bacino di utenza così ampio non può che ingolosire la criminalità che, quindi, cerca di mettere in atto truffe di vario tipo a scapito dei clienti meno attenti. Difendersi, però, è spesso molto semplice, basta saper riconoscere subito i segnali d’allarme e, per questo motivo, Facile.it ha creato un vademecum in 5 punti da usare come scudo contro i male intenzionati. Eccolo

1) La truffa del Sì. Il funzionamento di questo genere di truffa è tanto semplice quanto pericoloso negli effetti che può produrre. Generalmente si riceve una telefonata – che può essere sia su linea fissa sia, appunto, sul nostro cellulare – proveniente da un numero con prefisso telefonico italiano. Non appena si risponde, chi ha chiamato ci chiederà se siamo il signor Tal dei Tali.

Rispondendo , con buona probabilità siamo finiti nella rete del ragno. Molte vittime di questa truffa hanno raccontato che quel sì, detto in assoluta semplicità e senza pensieri, tramite un’abile attività di montaggio audio è diventato la risposta a domande in realtà mai poste durante la conversazione e usate per certificare il fatto che si fosse richiesto l’abbonamento a qualche servizio a pagamento, il cambio di operatore e via dicendo.

Un modo semplice per difendersi è quello di dotare il nostro telefono di un identificativo di chiamante che, prima ancora che noi si risponda, mostri il numero che ci sta chiamando e, se non lo si conosce mettersi subito in allerta. Ancora più semplice, dare una risposta che non consenta di essere montata in un audio diverso con lo scopo che abbiamo descritto.

Insomma, se vi chiedono: Lei è Mario Rossi? Meglio articolare la risposta e, invece che sì, dire qualcosa del tipo: Mi chiamo così o, anche, Sono io.

2) I numeri da non richiamare. Un altro genere di truffa molto diffusa è quella legata alle chiamate non risposte ricevute da numeri sconosciuti. Il meccanismo è questo; si riceve una telefonata da un numero sconosciuto e, nel momento stesso in cui rispondiamo, il truffatore fa cadere la linea senza dire una sola parola.

L’intenzione di chi mette in atto la frode è proprio quella di spingere la preda a richiamare e, a quel punto, prosciugargli il credito telefonico addebitando sul suo numero costi a dir poco esorbitanti per la chiamata.

Questa truffa, fate bene attenzione, per funzionare ha bisogno di un elemento imprescindibile, ovvero che la preda provi a ricontattare chi lo ha chiamato. L’aiuto più importante per non cascare in questo inganno arriva dal web dove bastano pochi secondi per verificare se il numero che ci ha chiamato sia magari già segnalato come origine di frodi.

3) Gli abbonamenti truffa. Sono davvero milioni gli italiani caduti in questa trappola e ritrovatisi iscritti, a loro insaputa, a servizi a pagamento attivatisi, magari semplicemente dopo aver navigato su un sito o dopo aver cliccato, anche involontariamente su un banner che impediva di vedere ciò che volevamo.

Purtroppo, il più delle volte ci si accorge della frode solo dopo l’esaurimento del credito telefonico o, comunque, dopo che ce ne è stata sottratta una quantità notevole.

Se è semplice cadere nella trappola, però, è altrettanto semplice uscirne o, addirittura, non entrarci nemmeno. Basta richiedere al proprio operatore il blocco totale dei cosiddetti servizi a pagamento e, se non lo avete fatto prima, ma vi siete resi conto che nelle ultime 24 ore il vostro credito è stato letteralmente risucchiato da questo gorgo, contattare il vostro operatore non solo perché renda impossibili futuri addebiti, ma proceda anche al riaccredito di quanto tolto senza vostra autorizzazione. A questa richiesta, peraltro, non potrà opporre alcun rifiuto.

4) La tariffa che raddoppia. Questo tipo di truffa è stato segnalato più volte alla Polizia e, nella quasi totalità dei casi, il denominatore comune era la presenza di un call center i cui operatori un tempo lavoravano realmente per un gestore telefonico, ma che una volta concluso l’appalto, invece che cancellare i dati dei clienti di quel fornitore di telefonia, li conservavano per mettere in atto frodi.

Lo schema è sempre lo stesso; il cliente viene contattato con una telefonata e l’operatore – che sa quale sia l’azienda di telefonia mobile con cui la vittima ha un contratto – lo informa che proprio quella compagnia sta per aumentare di molto i costi o, anche, che ha avuto gravi problemi alle infrastrutture.

Per metterlo al riparo da questi rischi o scusarsi dei fastidi arrecati dai problemi appena descritti, afferma lui, è però in grado di offrirgli una nuova tariffa, con un altro operatore.

Questo, ricordatelo bene, non è mai il modo di agire delle aziende serie che operano nel campo della telefonia; se ricevete una chiamata come quella che abbiamo raccontato, non concludete nulla al telefono e prendetevi il tempo per verificare in prima persona, tramite il sito ufficiale della compagnia o chiamando al numero dell’azienda.

5) Le truffe via WhatsApp. La maggior parte di noi è ormai avvezza a non fidarsi di e-mail che, non richieste, ci arrivano nella casella di posta elettronica e ci invitano, per un motivo o per un altro, a cliccare su un link per inserire dati privati o di pagamento.

Lo stesso schema, però, oggi viaggia su un altro canale; i messaggi istantanei su telefono cellulare. Non abituati a dubitare di quello che ci arriva in questo modo, troppo spesso abbiamo le difese abbassate e, altrettanto spesso, cadiamo in trappola.

Solitamente, tramite un messaggio fintamente proveniente dal nostro operatore, veniamo avvisati che a seguito di un’estrazione siamo stati selezionati per ricevere un premio (una ricarica telefonica, un upgrade gratuito del nostro piano tariffario, un telefono cellulare o altro).

Per ricevere il premio, ci scrivono, è sufficiente cliccare sul link contenuto nel messaggio per confermare i nostri dati; se lo faremo, in pochi istanti il nostro credito telefonico verrà rubato e, magari, ci troveremo iscritti a qualche servizio extra.

Ricordatevi che nessuna azienda seria vi invierà mai messaggi di questo genere; se veramente avremo vinto un premio, ne troveremo notifica nella nostra area riservata sul sito dell’operatore che comunque, conosce già i nostri dati e certamente non ci chiederà di confermarli in questo modo.

E ora che avete tutte le armi, a voi trovare le offerte più adatte a voi…senza mai cadere in trappola!

* Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

I ritratti del cuore di Rosanna Gaddoni

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Osservando i lavori di Rosanna Gaddoni si comprende come lei concepisce il disegno e la pittura, intesi come manifestazioni naturali che sono insite nell’uomo e fuoriescono come la lava di un vulcano. La pittura le permette di continuo di conoscere se stessa, quello che cerca, quello che è, quello in cui crede. Nei quadri di stampo figurativo con predilezione per la formula del ritratto, le immagini evidenziano un senso di bellezza, equilibrio e armonia poetica. L’ispirazione saldamente radicata coincide con la conoscenza di se stessa e guardando le sue opere è come guardarsi dentro nel profondo davanti ad uno specchio che riflette. Rosanna si impegna con costanza e dedizione per coltivare, educare e sviluppare il suo talento innato con sensibile coscienza e spiccato intuito creativo. È fermamente convinta che, se ci si adagia passivi sulle vane glorie dell’esistenza si provoca l’inaridimento e la morte dello spirito critico e bisogna dunque rafforzare la capacità di saper apprezzare e valorizzare i doni e le virtù che la vita offre e trasportarle nella propria vena creativa.

La dottoressa Elena Gollini ha voluto evidenziare alcune riflessioni significative sul percorso pittorico di Rosanna spiegando: “Il linguaggio artistico di Rosanna Gaddoni si può ricollegare al famoso postulato del filosofo greco Eraclito, riferito al cosiddetto concetto del -Panta Rei- cioè del -tutto scorre- inteso come tutto è soggetto a mutazione, cambiamento e trasformazione costante e continua nel tempo. In tal senso, per Rosanna allo spettatore dell’opera d’arte deve essere data la possibilità non solo di osservare e di capire, ma anche di toccare con mano ed essere causa delle mutazioni presenti in essa, mutazioni che riguardano la materia così come il pensiero, l’idea e gli equilibri generati dall’artista-creatrice. Mutazioni che riguardano altresì chi possiede l’opera e ha deciso di condividere con essa un percorso e uno spazio fisico, tenendo conto che non siamo tutti i giorni uguali, non abbiamo tutti i giorni le stesse predisposizioni emozionali e sentimentali e le stesse percezioni sensoriali, estatiche e visionarie“.