Archivio per 29 Maggio 2019

Fimis idropulitrici industriali: alla Fiera PULIRE 2019 presentato “MODULA”

Scritto da Pr24News il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende, Tecnologia

FIMIS, “Marchio storico settore idropulitrici e macchine per la pulizia industriale”, è presente alla Fiera PULIRE 2019 con i nuovi modelli di sistema di lavaggio industriale in alta pressione per il settore AGRIFOOD.

FIMIS è il marchio di punta del Gruppo Global Service Solutions S.p.A., progetta e produce idropulitirici industriali, sistemi di lavaggio in alta pressione e macchine per la pulizia industriale. FIMIS grazie al know-how acquisito negli oltre quaranta anni di attività, attraverso l’utilizzo di CAD 3D, le nuove tecnologie e materiali innovativi attualmente presenti nel settore delle costruzioni meccaniche, ha deciso di riprogettare e costruire la propria gamma di idropulitrici industriali, trasformandole in sistemi di lavaggio e macchine per la pulizia industriale customizzati.

Pulire 2019

In occasione della Fiera PULIRE 2019, FIMIS presenta “MODULA” il nuovo sistema di lavaggio industriale modulare multipompe per la linea FOOD compatto , affidabile e altamente performante.

MODULA attraverso il nuovo collettore compensato nel circuito idraulico di alta pressione, e al regolatore di flusso tarabile nel circuito di by-pass. Permette di alimentare reti idrauliche ad alta pressione in unica tubazione, consentendo a due o più operatori di utilizzare contemporaneamente più postazioni di lavaggio in continuo. Inoltre Modula garantisce il massimo della sicurezza grazie al sistema automatico di svuotamento e riempimento dell’impianto idraulico di rete allo spegnimento e riavvio del sistema.

Nello stand FIMIS viene esposto anche il nuovo sistema COMPACT – FOAM, progettato per la pulizia industriale nel settore dell’industria alimentare. Il sistema comprende un gruppo idropulitrice con pompa che erogano sia ad alta temperatura che acqua fredda e un circuito idraulico che consente di erogare della schiuma, con il detergente contenuto nel serbatoio da 22 litri posto a bordo, e con arrotolatore automatico di serie consente di detergere e risciacquare varie zone di uno stabilimento con la massima praticità e sicurezza.

Per il lavaggio industriale HEAVY-DUTY, FIMIS presenta due nuovi modelli di idropulitrici industriali uno ad acqua calda e l’altro ad acqua fredda. Sulla linea WH/S-V, idropulitrice industriale ad acqua calda, è stata realizzata la versione 350 bar 18 l/min dando la possibilità a chi utilizza come accessorio di lavaggio gli ugelli rotanti ad avere quel piccolo salto in più di pressione che ne ottimizza l’azione meccanica dell’ugello rotante stesso. Invece sulla linea FE/S-M, idropulitrice ad acqua fredda, esiste una nuova versione 160 bar 40 l/min per i settori industriali dove è necessario il lavaggio con dell’acqua in pressione con portata elevata (es.Allevamenti, Edilizia,Cantieri Navali).

Global Service Solutions Spa

Un unico interlocutore per tutti i servizi.​ Global Service Solutions Spa è lo specialista del Facility Management sostenibile in Italia. Presente anche sul mercato internazionale, offre una vasta gamma di soluzioni integrate per la gestione dei progetti, la manutenzione, la bioedilizia, l’ingegneria meccanica, la pulizia e la sanificazione.

​La ricerca continua unita al rispetto per l’ambiente sono alla base della mission aziendale. ​L’azienda ha un approccio strategico sostenibile ed eco-compatibile. Questo significa beneficiare di molti vantaggi operativi: design integrato sempre coordinato, efficienza operativa e garanzie di mantenimento degli standard.

Global Service Solutions Spa offre un servizio eco-innovativo in linea con tutte le normative ambientali europee.

FonteFimis.com

Ufficio Stampa – Pr24.news
Salvatore Ponticelli
ponticelli@pr24.news
+393928394600

Modifica provvedimento Agenzia delle Entrate 30/04/2018

Scritto da GBsoftware S.p.A. il . Pubblicato in Aziende, Economia, Informatica, Tecnologia

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha disposto la modifica del provvedimento del 30 aprile 2018, concernente “Regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato e per le relative variazioni, utilizzando il Sistema di Interscambio, nonché per la trasmissione telematica dei dati delle operazioni di cessione di beni o prestazioni di servizi transfrontaliere e per l’attuazione delle ulteriori disposizioni di cui all’articolo 1, commi 6, 6bis e 6ter, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127”.

Le modifiche apportate, riguardano il punto 8-bis (“Adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici”). La data del 3 maggio è stata sostituita da quella del 31 maggio.

Il punto 8-ter, riguardante la “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici nel periodo transitorio”, vede la sostituzione dell’intero primo periodo con quanto segue: “Al fine di strutturare la funzionalità di adesione e consentire ai contribuenti che intendono aderire al servizio di poter consultare la totalità dei file delle fatture emesse/ricevute, fino al 31 maggio 2019, data di disponibilità della funzionalità di adesione, e per il periodo previsto per effettuare l’adesione stessa (dal 31 maggio 2019 al 2 settembre 2019), l’Agenzia delle entrate procede alla temporanea memorizzazione dei file delle fatture elettroniche e le rende disponibili in consultazione al cedente/prestatore, al cessionario/committente e agli intermediari da questi delegati”.

Viene aggiornato al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, anche l’allegato B.

L’articolo 1, comma 909, della legge 27 dicembre 2017 n. 205, ha stabilito l’obbligo della fatturazione elettronica per operazioni di cessione di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti nei confini dello Stato Italiano per mezzo di sistema di Interscambio. Il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 30 aprile 2018, ha messo in chiaro quali regole tecniche seguire per l’emissione e/o ricezione di fatture elettroniche e per le relative variazioni utilizzando il Sistema di Interscambio, nonché per la trasmissione telematica dei dati dell’operazione di cessione dei beni e prestazione di servizi transfrontaliere. Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, ha modificato l’originale provvedimento datato 21 dicembre 2018, introducendo una specifica funzionalità che sarà disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, tramite quale gli operatori IVA, o un intermediario delegato, potranno aderire al servizio di “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici”. La funzionalità di adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei relativi duplicati, sarà possibile a decorrere dal 31 maggio 2019, l’iscrizione al servizio invece sarà possibile entro la data del 2 settembre 2019.

Riferimenti normativi

  1. Attribuzioni del Direttore dell’Agenzia delle Entrate
    • Decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 (art. 67, comma 1; art. 68, comma 1);
    • Statuto dell’Agenzia delle entrate, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 2001, (art. 5, comma 1; art. 6, comma 1); ‒ Regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle entrate, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13 febbraio 2001 (art. 2, comma 1); ‒ Decreto del Ministro delle Finanze 28 dicembre 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2001.
  2. Normativa di riferimento
    • Legge 27 luglio 2000, n. 212, recante disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente;
    • Decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, recante disposizioni in tema di fatturazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi; ‒ Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 89757 del 30 aprile 2018, che individua le regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato e per le relative variazioni, utilizzando il Sistema di Interscambio, nonché́ per la trasmissione telematica dei dati delle operazioni di cessione di beni e prestazioni di servizi transfrontaliere e per l’attuazione delle ulteriori disposizioni di cui all’articolo 1, commi 6, 6bis e 6ter, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127; ‒ Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 524526 del 21 dicembre 2018, recante modifiche ai provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 30 aprile 2018 e del 5 novembre 2018.

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Venezia: Maria Rita Parsi e l’arte terapia a Pro Biennale

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Sul finire della mostra Pro Biennale si è tenuto il penultimo importante incontro che ha messo al centro l’arte, individuandone i benefici terapeutici. Si tratta dell’appuntamento con la famosa psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, giunta alla Scuola Grande di San Teodoro in Campo San Salvador 4810 (VE) lo scorso venerdì 24 maggio. A partire dalle 16 la celebre docente e scrittrice ha intrattenuto il pubblico di presenti indagando il tema della terapia in campo artistico, ossia l’arte terapia. L’evento, pensato e organizzato dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, ha trovato un pubblico molto attento e partecipe.

Un particolare momento è stato riservato alle nuove generazioni, culminato con la presentazione del libro Generazione H di Maria Rita Parsi, parentesi in cui l’autrice ha trattato la relazione che i ragazzi, in particolare i Millennials, hanno con il mondo virtuale, di come interagiscono con esso e con l’esterno. La scrittrice è infatti membro del Comitato ONU per i diritti dei fanciulli e delle fanciulle, ha dato vita alla Fondazione Movimento Bambino ONLUS per la tutela giuridica e sociale dei minori, per la diffusione dei loro diritti, per la formazione degli educatori e per l’ascolto, l’aiuto e l’assistenza ai minori e alle loro famiglie, in Italia e all’estero.

Sulla scia delle sue argomentazioni, la celebre docente ha poi visitato entrambe le sedi espositive di Pro Biennale, la Scuola Grande di San Teodoro e lo Spoleto Pavilion, in Calle dei Cerchieri 1270, lasciando spazio agli autografi per i numerosi visitatori.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, scrivere a org@spoletoarte.it oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Fattura elettronica: nota di credito e invio scartata

Scritto da GBsoftware S.p.A. il . Pubblicato in Economia, Informatica, Tecnologia

Fattura elettronica e nota di credito: come fare?

Il 2019 ha portato con se il paventato avvento dell’obbligo generalizzato della fattura elettronica. Nel caso però una qualsiasi fattura non sia corretta, in quale modo si può effettuare una nota di credito da inviare in formato elettronico?
La principale attenzione dovrà essere rivolta innanzitutto al fatto che il file fattura non è soggetto ad accettazione da parte del soggetto ricevente. Questo implica che, nel caso in cui si riceva un documento errato, si dovrà per forza eseguire la stessa procedura utilizzata in presenza della fattura analogica.
Il primo passo sarà quello di contattare, via mail, PEC o telefono, l’emittente del documento, al fine di segnalare l’errore in essere e chiederne l’immediata rettifica. Tuttavia, non sarà possibile limitarsi ad una semplice correzione del documento stesso, in quanto la fattura elettronica è immodificabile. Quindi, qualsiasi correzione necessaria, dovrà necessariamente essere documentata da precise note di variazione che transiteranno anch’esse dal SdI.
Infatti, come specificato dal Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate datato 30 aprile 2018, le note di variazione, ovvero le note di credito o di debito, seguono di pari passo le stesse regole che regolamentano le fatture elettroniche. Per questo motivo, le note stesse dovranno transitare attraverso il Sistema di Interscambio.

Come differenziare in ambito operativo, note di credito e note di debito?

Vi sono due tipi di codice che le rendono chiaramente distinguibili. Il Codice TD04 sarà utilizzato per annotare le note di credito, il Codice TD05, contrariamente, per le note di debito.
Le stesse indicazioni sopra riportate, valgono nel caso in cui, ad esempio, si debba rigettare una fattura elettronica per merce che non si è acquistata. In questo caso, come specificato anche dalla stessa Agenzia delle Entrate, il soggetto che riceve fattura elettronica per merce non acquistata, può rifiutarla oppure contestarla contattando direttamente con il cedente via mail, telefono con qualsiasi altro mezzo, tenendo bene a mente che lo stesso rifiuto o contestazione non può essere effettuato tramite il Sistema di Interscambio.

Fattura elettronica scartata: come inoltrarla di nuovo?

Nella circolare 13/e del 2 luglio 2018 divulgata dall’Agenzia delle Entrate viene riportato come procedere ad un nuovo inoltro di una fattura scartata in un primo momento dal Sistema di Interscambio.
Il quesito più frequente, riguarda infatti, se sia possibile procedere dopo lo scarto ad un nuovo inoltro dello stesso documento con un numero diverso e stessa data di quello inizialmente inviato.
Secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate nel protocollo n. 89757 del 30 aprile 2018, il Sistema di Interscambio effettua successivi controlli per ogni file della fattura elettronica o lotto di fatture elettroniche correttamente ricevuti.
Qualora uno di questi controlli fatti a posteriori sul file ricevuto non venga superato, sarà recapitata al soggetto trasmittente entro cinque giorni una “ricevuta di scarto” del file sullo stesso canale mediante il quale è stato inviato al Sistema di Interscambio. La fattura quindi sarà considerata come non emessa. In tutti i casi, a fronte della mancata emissione della fattura, è necessario documentare correttamente l’operazione sottesa.
In definitiva, la fattura elettronica precedentemente scartata dal SdI, può essere nuovamente inviata nuovamente in SdI entro cinque giorni dalla notifica di scarto, mantenendo invariata sia il numero che la data del documento originario.
Nel caso in cui, l’emissione di un secondo documento che riporti medesimo numero e data non sia possibile, per procedere alla corretta liquidazione dell’imposta si possono percorrere due strade:
la prima vede l’emissione di una fattura che contenga un nuovo numero e una nuova data per la quale via sia un collegamento alla precedente fattura scartata dal Sistema di Interscambio e successivamente stornata con variazione contabile interna, così da rendere lampante la tempestività della fattura rispetto all’operazione che documenta
l’altra opzione percorribile è l’emissione di una fattura come nel primo caso, ricorrendo tuttavia ad una specifica numerazione che rispetto alla sua progressività, faccia capire che si tratti di un documento che rettifica il precedente, scartato dal SdI.

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Cinture di sicurezza posteriori: più di 1 italiano su 2 non le usa

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

L’uso obbligatorio delle cinture di sicurezza nei sedili posteriori dell’auto è sancito dall’articolo 172 del codice della strada; nonostante questo, sono ancora molti gli italiani che trasgrediscono la norma; più di 1 su 2 (55,9%), vale a dire 24,5 milioni di persone. È questo il dato allarmante emerso dall’indagine commissionata da Facile.it e realizzata da mUp Research in collaborazione con Norstat su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta.

Se è vero che i cittadini sembrano essere generalmente poco disciplinati quando viaggiano sui sedili posteriori dell’auto, è altrettanto vero che, se ci si sposta nei sedili anteriori, il quadro cambia radicalmente e, in questo caso, più di 9 rispondenti su 10 dichiarano di utilizzare sempre le cinture di sicurezza.

Le cinture posteriori: chi le usa e chi no

Guardando alle differenze territoriali, emerge che l’utilizzo delle cinture di sicurezza nei sedili posteriori è più basso nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole, dove ben il 65,3% dei rispondenti dichiara di non allacciarle La percentuale è sensibilmente distante da quella rilevata nelle aree del Nord Est, dove, unico caso nella Penisola, chi dichiara di usare le cinture sui sedili posteriori è parte di un campione nettamente superiore rispetto a quello di chi ammette di non farlo (60,2% vs 39,8%).

Significative le diverse abitudini rilevate in base all’età; la buona notizia è che, guardando questa volta a chi dichiara di usare le cinture posteriori, i giovani risultano essere molto più bravi degli adulti; le allacciano il 49,5% dei ragazzi con età fra i 18 e i 24 anni, mentre la percentuale crolla al 42,6% nella fascia 35-50 anni.

Se si guarda al sesso, invece, emerge che gli uomini sono i più virtuosi sui sedili posteriori; il 46,4% del campione maschile dichiara di allacciare le cinture quando viaggiano dietro, mentre tra le donne la percentuale scende al 41,9%.

La cinture al volante: 9 su 10 le usano

La buona notizia è che, almeno quando si è seduti nei sedili anteriori, gli italiani sembrano aver capito l’importanza di allacciare le cinture tanto che, secondo i risultati dell’indagine commissionata da Facile.it, più di 9 rispondenti su 10 dichiarano di utilizzarle.

Non mancano anche in questo caso le differenze socio-demografiche; quando si è alla guida, se è vero che a livello nazionale la percentuale di chi usa la cintura è sempre molto alta (97,1%), è altrettanto vero che va notata la grande differenza con le aree del Sud ed Isole dove la percentuale di chi usa le cinture (95,4%) risulta inferiore di quasi 2 punti percentuali rispetto alla media nazionale e addirittura 3 punti se messa in relazione con quello del Nord Est (98,3%).

Anche al volante gli uomini sono risultati più inclini all’uso delle cinture rispetto alle donne (97,7% vs al 96,6% del campione femminile).

Il quadro rimane sostanzialmente invariato se dal posto di guida ci si sposta nel sedile passeggero dove, a livello complessivo, il 96,5% dichiara di utilizzare le cinture di sicurezza.

Cinture posteriori: obbligatorie o no?

L’indagine ha voluto sondare anche il grado di conoscenza degli italiani rispetto all’obbligatorietà delle cinture di sicurezza posteriori. Il dato che sorprende è che, più di un italiano su quattro ritiene che l’uso delle cinture posteriori non sia obbligatorio o, comunque, dichiara di non sapere se lo sia (28,8%).

Il dato sale fino al 33% nel solo campione femminile e al 35,4% fra i più giovani, che sono anche quelli in assoluto più certi della non obbligatorietà.

Osservando i valori su base geografica, emerge che la percentuale di chi non sa o è convinto le cinture posteriori non siano obbligatorie schizza fino al 36,3% nel Meridione (contro il 17,6% registrato nel Nord Est).

Incrociando questi dati con quelli relativi all’uso delle cinture posteriori emerge un elemento che fa riflettere; sebbene il 71% dei rispondenti dichiari di essere consapevole dell’obbligatorietà delle cinture posteriori, all’atto pratico solo 4 su 10 le allacciano.

Significativa la percentuale di italiani ancora scettici circa l’utilità di questi dispositivi di sicurezza; alla domanda “pensa sia utile usare le cinture di sicurezza posteriori?” 1 rispondente su 5 ha dichiarato di non sapere o di ritenerle non utili.

Il 79,6% degli intervistati dichiara invece di ritenere utili le cinture posteriori; lo affermano soprattutto gli uomini (81,3% vs 78% del campione femminile); gli italiani con età compresa fra i 51 ed i 65 anni (79,7%) ed i residenti nel Nord Est (87,9%). Ancora una volta il dato si abbassa al Sud e nelle Isole; qui ritengono utili le cinture posteriori solo il 74% degli intervistati.

Cinture di sicurezza e RC auto

Il mancato uso delle cinture, oltre a mettere in pericolo l’incolumità di chi si trova all’interno della vettura in caso di incidente, è soggetto a sanzione amministrativa pecuniaria che va dagli 80 ai 323 euro, cui si aggiunge, se a violare la norma è il conducente, una decurtazione di 5 punti della patente (che sale a 10 per i neopatentati). Da non sottovalutare, inoltre, le possibili conseguenze sul piano dell’RC auto.

 «In caso di danni alle persone trasportate, qualora venisse accertata l’assenza dell’uso delle cinture di sicurezza, la compagnia assicurative potrebbe non rimborsare o applicare il diritto di rivalsa per “trasporto effettuato in mancanza di conformità alle leggi vigenti”», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «Inoltre, anche in caso di risarcimento, questo potrebbe essere ridotto qualora la mancanza dell’uso delle cinture abbia contribuito ad aggravare il danno subito.».

* Metodologia: n. 1.971 interviste CAWI con individui in età 18 18-74 anni su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta. Indagine condotta a maggio 2019.