Archivio per 14 Maggio 2019

AUGUSTO RE “CI SI PERDE DI VISTA” è il nuovo singolo del cantautore urban contemporaneo

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Dopo l’album “La Decisione”, pubblicato nel 2018, arriva il brano che racconta in soggettiva angoli e direzioni che si innescano nelle relazioni umane, anticipando il disco “Generazioni connesse” in uscita ad ottobre 2019.

«“Ci si perde di vista” nasce dalla consapevolezza che anche fra le persone, come per la coltivazione della terra, se non si coltivano i rapporti, si perdono i raccolti. E questo vale sia nell’amore, che nell’amicizia come nel lavoro e quant’altro. Ogni rapporto che non è coltivato, si perde». Augusto Re

È questa la premessa portante del nuovo singolo di Augusto Re. Il cantautore approfondisce anche il tema della perdita nonostante la buona riuscita del risultato perché «ogni rapporto genera sempre, volenti o nolenti, un do ut des su cui, anche chi vince o porta a sé ciò a cui aveva pensato, lascia sempre qualcosa comunque all’altro che ne ha dato il seguito». In tutto questo tormento di pensieri e scenari umani, Augusto racconta inoltre che «non si può perdere nemmeno quell’attimo che ci passa davanti e che induce a prendere una decisione. Perché anche il non prendere una decisione è pur sempre una decisione presa. È quindi l’attimo della decisione che comporta il futuro del procedere delle persone e dei rapporti fra le stesse. In ogni rapporto c’è la paura che poi tutto finisca o c’è sempre qualcos’altro da cercare per trovare nuovi stimoli, perché tutti prima o poi si troveranno a perdere qualcosa ma alla fine tutti non perdono mai il coraggio nella rincorsa delle loro speranze».

Augusto Re è il principe delle idee di contrasto: una mente che si mantiene equilibrata, nonostante stia sempre sul confine fra “finto e reale”. È lì che Augusto vive, va e torna…facendo il pendolare fra il dove sta e il dove potrebbe essere “l’altra destinazione” all’unisono, in quel preciso momento. Questo tratto dominante della sua personalità prende forma di conseguenza nella sua musica col risultato di creare con originalità atmosfere contemporanee, nel rispetto dei tempi.

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Autoproduzione

Radio date: 8 marzo 2019

Pubblicazione album: ottobre 2019

BIO

Augusto Re, nome d’arte per Giuliano “Giulio” Romini, nasce il 12 aprile 1966 a Ravenna. Comincia a suonare un po’ per diletto, un po’ per passione: tuttavia, a differenza dei suoi “compagni”, non si accontenta di rimanere ad un livello “hobbistico”, anzi prosegue con la sua inarrestabile ricerca artistica. Autori come Lucio BattistiChico BuarqueJohn LennonEnzo Jannacci e Francesco De Gregori influenzano il suo lavoro e, nel 1998, viene pubblicato il suo primo album con la New LM Records, Il Capitano ed il Furiere, seguito, nel 2000, da L’incontro. Entrambi i dischi ricevono un buon apprezzamento da parte del pubblico, delle radio e della critica, ma ben presto il poliedrico Giulio sente il bisogno di creare un volto musicale più ricco di sfaccettature: nasce, così, Barocco, alter-ego dell’avvocato Romini. Nel 2003 compone uno dei suoi brani più significativi della sua carriera: L’infinito rivolto, una trasposizione in musica degli intramontabili versi del Poeta Giacomo Leopardi, cui segue Tutte le ragazze (2007), contenuto nell’album del 2008, Continuo ad avere dei dubbi. Termina qui la fase della sperimentazione musicale di Barocco.

Il personaggio “Barocco” non soddisfa pienamente Giulio, ed infatti, nel 2016, dopo un periodo di pausa durato circa un anno, il cantautore emiliano decide di reinventarsi, partendo dal suo stesso nome d’arte, che diventa appunto Augusto Re. Vi sono tanti motivi che hanno portato a questo cambiamento: innanzitutto emerge il desiderio di “rimettere a nuovo” la sua produzione, arrangiando in maniera nuova ed originale i brani più classici. In secondo luogo, Giulio si ispira all’Imperatore dell’Antica Roma Gaio Giulio Ottaviano il quale, verso il termine del suo percorso politico, prese il nome di Augusto: vi sono tante affinità tra il cantante e l’imperatore, tra cui la voglia di protagonismo e la tendenza al camaleontismo. Augusto Re, forte della sua nuova maturità artistica e personale, pubblica, nel 2016, l’album Teste da Canestro, che contiene ben 11 canzoni senza tempo, che costituiscono una sorta di “ponte” tra passato e futuro: non a caso, il brano “principe”, da cui il disco prende il titolo, è stato composto proprio nel 1989, ben 27 anni prima della nuova edizione.

Nel 2018 pubblica l’album La decisione che rappresenta un nuovo inizio per Augusto Re. È evidente fin dalle prime note, quelle dell’intro della canzone La decisionein cui canta esplicitamente “ho preso la decisione, la decisione è irrevocabile…”. L’artista non è più in bilico nella scelta, è un fiume in piena, ha ritrovato nella musica il suo percorso, la via per esprimere in maniera poetica, giocosa e malinconica le sensazioni che vive. La decisione è anche un disco che, nella direzione scelta e nei temi trattati, mantiene una forte continuità con la sua storia rappresentata dalle melodie e dalla scrittura, che questa volta si uniscono a suoni più maturi e personali.  L’album si mantiene fedele all’animo poetico del leader che, dal punto di vista musicale, ritocca in chiave maggiormente pop-rock il proprio sound, ma continua a farsi portatore di una grande consapevolezza sociale. Un suono “urban”, contemporaneo, ma che deve anche molto alle origini di Augusto Re, fin da quando firmava i primi album col nome di Giulio Romini.

L’8 marzo 2019 viene pubblicato il singolo “Ci si perde di vista” che anticipa l’uscita del nuovo album “Generazioni connesse” che verrà pubblicato ad ottobre 2019.  

Contatti e social

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Tre indizi per capire quando è ora di sostituire il tuo telefono IP

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Alcuni indicatori segnalano quando sarebbe opportuno valutare uno svecchiamento del parco installato.

Berlino – Poter affermare che terminali IP prodotti 12 anni fa, come i telefoni Snom 300, sono ancora in uso presso decine di migliaia di aziende è un vero record nell’industria della telefonia IP. Il noto pioniere berlinese del VoIP punta da sempre sulla qualità dei materiali e la solidità delle tecnologie che immette sul mercato e fa della longevità dei propri terminali un marchio di fabbrica. Alla luce della rapida obsolescenza di smartphone, notebook e PC, datati già dopo due o tre anni, il ciclo di vita dei terminali IP di Snom ne fa veri diamanti dell’informatica. Ma, a differenza di un diamante, il telefono aziendale, per quanto apparentemente indistruttibile, non è per sempre.

Con l’avvento di nuove piattaforme UCC ben più versatili di un mero sistema telefonico risalente agli albori del Voice over IP e a fronte della crescente esigenza di potersi avvalere con immediatezza delle funzionalità erogate attraverso il telefono da scrivania, giunge il momento in cui è necessario dotarsi di terminali di nuova generazione. Pietro Bertera, Global Support & Training Director di Snom Technology, ne rivela i tre primari indizi.

“Lavoreresti con un PC prodotto 12 anni fa?
E con un telefono altrettanto datato?
Ma se ti dicessi che nel tuo telefono c’è un PC?”

Pietrobertera

Pietro Bertera, Global Support & Training Director, Snom Technology

1. Nel tuo telefono IP c’è un vero e proprio computer in miniatura. Lavoreresti con un PC prodotto 12 anni fa?

Una scheda madre, un chipset, una memoria e una RAM, un display LCD, un sistema operativo con interfaccia web, componenti hardware per la connessione alla rete aziendale (Fast Ethernet ndr.), un tastierino e un jack per headset cablati. No, non si tratta di un vecchio PC ma degli elementi che, insieme alla cornetta costituivano un decennio fa la stragrande maggioranza dei telefoni IP. Piccoli computer in miniatura in uno chassis di materiale plastico, preposti a compiti semplici: ricevere e condurre telefonate, leggere a display il numero selezionato o indicazioni sul numero chiamante e le opzioni del menu del telefono stesso. Ma ai moderni telefoni IP si chiede molto di più.

  • Fruibilità dei nuovi firmware
    In oltre un decennio la tecnologia ha fatto passi da gigante in termini di hardware e software. I terminali con un chipset ormai datato e una RAM di dimensioni ridotte difficilmente sono in grado di gestire i nuovi firmware, pensati per componenti più potenti. È un po’ come voler installare applicazioni a 64 bit su un PC da 32, voler aggiornare a Windows 10 un sistema con pochi megabit di RAM e di disco fisso o volerlo integrare in una complessa architettura di rete con protocolli e directory incomprensibili perché molto più avanzate. Tra oltre a dotare i terminali IP di nuove funzionalità i nuovi firmware chiudono eventuali vulnerabilità. Un punto che merita osservazioni specifiche.
  • Sicurezza
    Sempre sfruttando il parallelismo con i PC pensiamo a sistemi con Windows XP, non più aggiornabili, con tutte le conseguenze che ne derivano lato sicurezza. Nel caso di telefoni IP non più aggiornabili per carenza di risorse computazionali è facile immaginare lo stesso tipo di problematica. Con il passare del tempo risulterà più facile abusare di un telefono IP datato per procurarsi accesso illecito alla rete. Se anche il vecchio terminale IP venisse impiegato per la mera conduzione di telefonate, il punto “sicurezza” dovrebbe far suonare qualche campanello d’allarme.

2. Interoperabilità

L’utente percepisce la qualità e versatilità della soluzione UCC adottata in azienda attraverso il telefono IP che ha sul tavolo. Per questo motivo Snom in primis e gli ormai numerosi produttori di soluzioni VoIP, come gli stessi operatori, cercano di garantire la massima interoperabilità tra la terminalistica e la centrale telefonica. Numerosissime ormai le funzioni di collaboration e office automation che vanno ben al di là della mera telefonia e che vengono erogate tramite i moderni telefoni. E che dire delle nuove modalità di configurazione automatica e gestione remota dei terminali IP attraverso il centralino? Si tratta di caratteristiche fruibili a seconda del livello di interoperabilità tra il telefono IP e la piattaforma per la telefonia e che fanno indubbiamente la differenza tra un’implementazione in stile patchwork realizzata con i debiti compromessi e un deployment rapidissimo di un ampio numero di telefoni (per fare un esempio: una delle installazioni realizzate in Italia presso una nota università contempla oltre 11.000 terminali Snom). Se ci si vuole dotare di una moderna soluzione UCC, magari ospitata nel cloud, forse è ora di dire addio al vecchio telefono.

3. Design

Se confrontiamo i telefoni IP di un decennio fa con i loro successori di nuova generazione la differenza lato design è abissale. Certo, l’aspetto del terminale non è un criterio essenziale di scelta, se non in ambienti particolarmente attenti allo stile degli arredi e degli accessori. Ma che impressione darebbe un telefono visibilmente obsoleto in una camera di un cinque stelle lusso o negli uffici dirigenziali di grandi corporations? Per quanto sia vero che l’abito non fa il monaco, anche l’occhio, oltre che la tecnologia, vuole la sua parte, ma non solo. I moderni terminali interagiscono con l’ambiente che li circonda. Cosa irrealizzabile con i vecchi telefoni IP. E siamo onesti, le etichette di carta scritte a matita per identificare i tasti funzione hanno fatto il loro tempo! E’ giunta l’era dei display a colori ad alta leggibilità!


Snom Technology

Snom, produttore internazionale di terminali IP premium per l’uso professionale, nasce come pioniere della tecnologia Voice-over-IP (VoIP) a Berlino, Germania, nel 1997. Nell’arco di vent’anni, il marchio Snom, noto a livello internazionale, è diventato sinonimo di soluzioni innovative per la telefonia.
Il successo dell’azienda poggia su due pilastri: tecnologia di prima classe e know-how locale. Snom crede fortemente nella gestione locale delle attività commerciali e dispone attualmente di filiali in otto Paesi. Le divisioni deputate allo sviluppo di hardware e software, alla gestione della qualità, all’interoperabilità e al marketing sono invece dislocate presso la sede centrale a Berlino.
Un altro fattore essenziale del successo dell’azienda è l’intento di offrire prodotti e soluzioni su misura. Dai display e telefoni dotati di caratteri ebraici fino alla personalizzazione dei terminali per grandi operatori come Vodafone, i prodotti Snom si adattano alle esigenze delle più varie tipologie di clientela.
L’imponente portafoglio prodotti di Snom è interamente conforme agli attuali standard di sicurezza europei. I telefoni IP da tavolo, da conferenza e cordless DECT di Snom sono dotati di una pletora di funzionalità e di una qualità audio di alto livello, oltre a integrare fino a 27 lingue a seconda del modello. A completamento della propria gamma di terminali, Snom offre un’ampia scelta di accessori, tra cui headset e moduli di espansione. Tutti i device sono forniti con una garanzia di tre anni.
I clienti e partner Snom beneficiano di programmi di fidelizzazione particolarmente interessanti e di diverse tipologie di servizi, elementi che hanno consentito all’azienda di costruire rapporti di stretta collaborazione e fiducia con la propria clientela, che contribuiscono all’immagine positiva che Snom si è guadagnata negli anni tanto quanto l’assistenza personalizzata erogata e le tecnologie allo stato dell’arte offerte.
Dal 2016 Snom è parte del gruppo Vtech, produttore leader mondiale di telefoni cordless.
Per ulteriori informazioni pregasi consultare il sito www.snom.com

Errore dell’Ue sulle auto elettriche, emissioni superiori dei diesel

Scritto da gabriele.russo il . Pubblicato in Automobili

Uno studio condotto dall’Ifo di Monaco, uno dei centri di ricerca economica più influenti in Germania e spesso noto per le posizioni da “falco” in materia fiscale e monetaria, si è dedicato alle emissioni complessive del ciclo di vita delle auto elettriche. La conclusione della ricerca, che vede fra gli autori è l’ex presidente dell’Ifo, Hans-Werner Sinn. è la seguente: “Le auto elettriche difficilmente contribuiranno alla riduzione delle emissioni di CO2 tedesche nei prossimi anni, poiché l’introduzione delle auto elettriche non comporta di per sé una riduzione delle emissioni di CO2 nel traffico stradale”. I risultati dello studio, pubblicato lo scorso aprile, hanno sollevato numerose polemiche sulle ipotesi di fondo, alle quali l’Ifo ha diffusamente risposto. Studi precedenti sullo stesso argomento, da parte di altri gruppi di ricerca, avevano dato risultati diametralmente opposti.

L’analisi mette a confronto le emissioni di CO2 complessive di due vetture: una Tesla Model 3 e una Mercedes C220 diesel. Oltre alle emissioni relative all’utilizzo, vengono tenute in considerazione quelle relative alla produzione della batteria e la “carbon intensity” dell’elettricità – necessaria per la ricarica del veicolo. Per carbon intensity si intende la quantità di CO2 che viene emessa per la produzione di elettricità, date le fonte di approvvigionamento della nazione. Nel caso tedesco, nel 2018 il 52% dell’energia è derivata da combustibili fossili, per un totale di 550 grammi di CO2 emessi per chilowattora prodotto. (In Italia tale valore è circa 100 grammi più basso, ma sempre superiore alla media europea).

Al termine del confronto, emerge che le emissioni di CO2 per chilometro percorso vedono la Tesla soccombere al confronto con la berlina media di casa Mercedes.

La critica più pregnante contenuta nello studio, però, è rivolta all’Unione Europea. Infatti, nel calcolo delle emissioni medie, l’Ue considera le auto elettriche completamente esenti dalla produzione di CO2, in quanto nel luogo di utilizzo esse sono interamente carbon-free. L’Ifo sostiene che le norme dell’Ue sono un “inganno rivolto alla politica industriale” volto ad alterare la competizione e gli equilibri fra i produttori di automobili europei.

L’Ifo argomenta inoltre che “i motori a combustione alimentati a gas naturale sono una tecnologia di transizione ideale verso le auto a idrogeno nel lungo termine o ‘a metano verde’. “A tale riguardo, si può solo consigliare al governo federale di promuovere la tecnologia dell’idrogeno e del metano nello spirito di apertura della tecnologia”, ha sottolineato il professor Sinn (noto anche per essere stato consigliere della cancelliera Angela Merkel).

Nccr

I Dipinti Più Famosi Del Mondo

Scritto da frigidalorenzo il . Pubblicato in Arte

Le persone di tutto il mondo hanno sempre ammirato gli artisti celebri ed i loro dipinti più famosi. Nelle gallerie, questi quadri sono visti da migliaia di persone al giorno. Ci sono diverse riproduzioni di alcuni de i dipinti più famosi del mondo. Troverete diverse riproduzioni di opere d’arte come Ninfee ‘di Claude Monet e’ ‘La colazione dei canottieri’ di Pierre-Auguste Renoir. Sono, inoltre, disponibili poster e stampe su tela di queste splendide opere d’arte.

Alcuni dei migliori quadri al mondo potrebbero semplicemente togliere il fiato. Di solito hanno un tema unico o uno stile unico che li fa spiccare tra tutti gli altri dipinti. Questi quadri sono noti per essere una testimonianza dei talenti e delle abilità degli artisti di tutto il mondo. Come disse un famoso artista, è giustamente risaputo che l’Universo è un luogo di ispirazione e di arte.

Alcuni dei dipinti più famosi del mondo sono menzionati di seguito:

Mona Lisa – Leonardo da Vinci ha creato uno dei dipinti più famosi del mondo. È il ritratto di una donna ed è più conosciuto per l’espressione della donna che si dice essere indecifrabile. Il dipinto è attualmente esposto al Louvre, in Francia.

Ronda di Notte – Si tratta di una delle opere più famose di Rembrandt. Il dipinto è noto per rappresentare splendidamente una città completa, che si muove ed è guidata dal capitano. La caratteristica unica del dipinto è la vernice scura che ricrea la piena atmosfera di una scena notturna. Questo splendido dipinto è esposto nel Rikmuseum di Amsterdam.

L’Ultima Cena – È un dipinto bello e famoso che raffigura l’ultima cena di Gesù con i suoi discepoli. Esposto a Santa Maria delle Grazie a Milano, il quadro ha suscitato molte polemiche relativamente al personaggio di Maria Maddalena. Questa è la persona che siede proprio accanto a Gesù nel dipinto.

L’Urlo – Questo è un famoso dipinto del norvegese Edvard Munch. Il quadro è una raffigurazione del volto distorto di una specifica figura che è solo contro in cielo rossastro. C’è un paesaggio collinare sullo sfondo, il che aiuta ad aggiungere fascino all’immagine. Questo è un dipinto che è ben fatto in stile espressionismo. Qui la realtà è ben sfocata in modo che vi dia una totale importanza alle emozioni.

Questo quadro può essere fatto solo da un artista visionario, che userà la vernice e il pennello per illustrare semplicemente le visioni, i pensieri e il magnifico universo nei dipinti.

News contabilità, fatturazione, bilancio, fiscale, paghe GB – Settimana n. 19 anno 2019

Scritto da GBsoftware S.p.A. il . Pubblicato in Aziende, Economia, Informatica, Tecnologia

Caso pratico: Comunicazioni Liquidazioni Periodiche oltre il termine di presentazione della Dichiarazione IVA (06/05/2019)
“in seguito ad un errore di contabilizzazione, il saldo della liquidazione del 3° trimestre è variato. Come posso ripresentare la Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA?”
Il contribuente che deve rinviare la Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche in sostituzione della precedente, al fine di correggerne errori o omissioni, può farlo presentando una nuova comunicazione entro la scadenza del termine di invio della Dichiarazione annuale IVA.
L’ultimo giorno utile per la presentazione della Dichiarazione IVA era il 30 aprile 2019. Vediamo quindi come dobbiamo procedere per la correzione dei datoi comunicati che a questo punto dovranno essere trasmessi presentando una Dichiarazione IVA integrativa.

Terreni e fabbricati 2019: novità applicazione (07/05/2019)
Con la news di oggi vediamo nel dettaglio quali novità sono state apportate all’applicazione Terreni e Fabbricati 2019.
Dal 23/04 è disponibile in GB l’applicazione Terreni e Fabbricati per l’anno 2019, utile per calcolare l’imponibile IRPEF 2018, l’imponibile della cedolare secca 2018, per effettuare il calcolo di acconto e saldo IMU e TASI 2019 e per compilare automaticamente i quadri A e B dei dichiarativi.
Da quest’anno sono state apportate delle modifiche per rendere sempre più semplice e veloce l’utilizzo della gestione. Di seguito spiegheremo le principali novità.

Paghe GB Web 2019: Autoliquidazione INAIL (08/05/2019)
I datori di lavoro soggetti all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali pagano ogni anno il premio mediante l’autoliquidazione.
Con la circolare n.1 dell’ 11 gennaio 2019 l’INAIL comunica il rinvio al 16 maggio 2019 del termine per iol pagamento dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni suk lavoro e le malattie professionali relativi all’autoliquidazione 2018-2019.
Tale circolare fornisce le prime istruzioni l’autoliquidazione 2018-2019 e chiarisce che è rinviato dal 16 febbraio al 16 maggio il termine per il pagamento dei premi delle polizze dipendenti, delle polizze artigiane e di quelle del settore marittimo, sulla base di quanto disposto dall’art.1, co. 1125, della legge n.145 del 30 dicembre 2018, al fine di consentire l’applicazione delle nuove tariffe dei premi oggetto di revisione.

Caso pratico: importazione Estratto Conto con GB Bank Studio (09/05/2019)
“Sono in possesso dell’estratto conto dei miei clienti in formato “Excel”. Come posso utilizzare tali file per automizzaere la procedura di registrazione in Prima nota ed abbinare gli incassi/pagamenti alle fattiure registrate?”
In Contabilità GB è possibile attivare la procedura “GB Bank Studio”, sviluppata da GBsoftware al fine di velocizzare e snellire il lavoro di registrazione di Prima nota. L’applicazione consente la riconciliazione dei movimenti di conto corrente attraverso la creazione di “regole” del tutto personalizzabili. Ù
Il software consente di importare file di estratto conto non solo in formato Excel ma anche in TXT e CSV. La funzione “EstrattoConto” è presente in: Contabilità, Prima Nota, Pulsante Registrazioni.

Fatture 2019: fattura elettronica scartata (10/05/2019)
Una volta inviata la fattura elettronica, il Sistema di interscambio esegue una serie di controlli formali. Se la FE non supera tali controlli, viene scartata e al mittente viene recapitata una ricevuta di scarto con la motivazione. Come ci si deve comportare in questi casi?
Andiamo a vedere come verificare lo scarto delle fatture emesse nella gestione GB e le operazioni da svolgere per un corretto rinvio del file.
Sebbene le immagini contenute in questa news facciano riferimento alla versione web del programma di fatturazione, si ricorda che la procedura illustrata è la medesima anche in Fatture GB (versione locale con archivi SQL)

Gli articoli completi sono disponibili sul sito del software per commercialista INTEGRATO GB.
GBsoftware S.p.A. è una software house nata dall’idea di un commercialista e dell’esperienza di uno studio attivo dal 1977. Siamo specializzati in software semplici per studi e imprese.

Grande successo per la personale fotografica di Maria Pia Severi alla Milano Art Gallery

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

Si è aperta lo scorso sabato 11 maggio alla Milano Art Gallery con la presentazione del libro fotografico I colori di Genova l’omonima mostra personale di Maria Pia Severi. Alimentato dagli interventi del direttore della Triennale Fotografia Italiana Luigi Gattinara e della communication manager Daniela Testori, l’incontro è stato accompagnato dalle foto dell’artista, proiettate in galleria, e dagli scatti lì esposti. Presentata e organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, l’esposizione in via Ampère 102 ha trovato un pubblico particolarmente attento e interessato.

La fotografa modenese Maria Pia Severi ne ha infatti saputo catturare l’immaginazione attraverso scorci di città da lei visitate, in particolare Genova, appunto, che ha trattato con molta delicatezza, delineandone un ritratto tanto personale quanto contemporaneo. Da sempre attenta alla realtà attuale, la fotografa si dice pronta a immortalare l’espressione dolorosa che affligge il volto dei genovesi a seguito delle recenti disgrazie capitate, qualora le capitasse di tornare a Genova per realizzare un altro album. Ma, a parte gli ultimi episodi che dovrebbero rattristare tutti, Maria Pia Severi porta nel cuore un aspetto della città estremamente positivo: «Premesso che Genova è una città di persone anziane (dato che le scarse opportunità di lavoro fanno fuggire i giovani, molti verso la vicina Versiglia) debbo dire che quelle che ho incontrato si sono dimostrate all’altezza di ragazzi giovani e lucidi ed anzi l’esperienza che hanno acquisito via via li ha resi ancora più colti e interessanti. Mi ricordo di ognuno di loro e delle cose che da loro stessi ho imparato».

Le sue fotografie rimarranno esposte alla Milano Art Gallery, in zona piazzale Loreto, fino al 25 maggio e saranno visitabili tutti i giorni, ad eccezione della domenica, dalle 14.30 alle 19. Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo 02 76280638, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Il fotografo e illustratore Mirko Orlando presenta “Paradiso Italia”

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Cultura, Fotografia, Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Paradiso Italia di Mirko Orlando

Il fotografo e illustratore Mirko Orlando presenta “Paradiso Italia”, un’opera di graphic journalism in uscita a maggio 2019 per la casa editrice italo-cilena Edicola Ediciones. Temi portanti del reportage sono l’accoglienza e l’integrazione dei migranti che giungono ogni giorno nel nostro Paese, con il loro carico di dolore e di speranze presto infrante sulle coste italiane. Una lucida cronaca che espone il punto di vista di chi vive clandestino in terra straniera, condotta attraverso la suggestiva commistione di fotografia e fumetto. Con obiettività e profondo rispetto per una realtà che non può e non deve essere ignorata, Mirko Orlando invita il lettore a non tollerare il silenzio, perché il silenzio uccide la dignità, i diritti umani e la libertà.

Titolo: Paradiso Italia

Autore: Mirko Orlando

Genere: Graphic Novel/Graphic Journalism

Casa Editrice: Edicola Ediciones

Collana: Illustrati

Pagine: 192

Prezzo: 20 €

Codice ISBN: 9788899538460

«[…] Il Mediterraneo non è un mare. Il Mediterraneo è un’immensa fossa comune dove giacciono corpi senza volto e senza storia, ammassati nella discarica dove gettiamo le biografie che abbiamo scartato. È qui che noi tutti dimentichiamo. Da bambino mi divertivo a sentire il rumore del mare dentro le conchiglie. Oggi ci sento le urla di tutti quelli che non ce l’hanno fatta».

Paradiso Italia si apre sulla raffigurazione di un Eden che ha perso la sua valenza salvifica, che ha fallito il suo compito; è infatti lo stesso autore, il fotografo e illustratore Mirko Orlando, a ricordarci come l’etimologia della parola “paradiso” sia riconducibile al termine “recinto”. Ancora una volta c’è un muro a tenere separati tra di loro gli esseri umani, il muro originario, primo esempio di esclusione. E dalle parole “la storia è la versione profana di questo fallimento” ha inizio la cronaca che racconterà l’esperienza dell’autore con i migranti clandestini nel nostro Paese, con i quali ha vissuto, ha condiviso il cibo, gli sguardi e le vicende di vita. Mirko Orlando restituisce la voce a chi ha tanto da raccontare ma soffoca nell’indifferenza, e lo fa senza scadere nella retorica buonista, senza dimenticare che tutti gli esseri umani hanno le loro luci e le loro ombre. Paradiso Italia è una potente opera grafica e un acuto pezzo di giornalismo; un testo che miscela scrittura, disegno e fotografia, aggiungendo un profondo valore simbolico alla realtà più cruda e sfrontata. Lo si vede nella mattanza dei cani all’inizio dell’opera: la morte dell’innocenza, della fiducia, della speranza di una vita dignitosa; lo si vede nelle grandi e sproporzionate mani che disegna l’illustratore, mani grandi quanto vuote, metafora del senso di impotenza che attraversa tutta la narrazione. “Basta coprirsi gli occhi e ignorare la massa di disperati che ti gira intorno”, si dice nel testo, eppure Mirko Orlando non vuole farlo, e nonostante si chieda lucidamente se l’interesse per i diritti umani mascheri il suo narcisismo, decide di attivarsi concretamente per comprendere una realtà che non può neanche essere immaginata, e che non è quella patetica o maledetta raccontata dalla televisione e dalla politica. L’autore riporta il punto di vista di chi è in fuga da guerre, fame, violenze, morte certa e dolorosa. Lo racconta dall’interno, vivendo con i migranti, registrando il bello e il brutto di loro, non negando che la diversità spaventa, che occorre impegno e consapevolezza per capirla e accettarla. L’autore narra tragiche storie di vita vissuta, storie che “semplicemente accadono”, che non hanno inizio né fine, che spesso non hanno neanche un senso. Focalizzando la sua attenzione sugli occhi dei migranti, sui sentimenti di disperazione e fierezza che attraversano le loro iridi, l’artista si interroga e li interroga sulla loro sopravvivenza sul suolo italico, sulla loro esistenza spesa a protestare, fuggire e sopportare.

Booktrailer Paradiso Italia

https://www.youtube.com/watch?v=XMJ4PTQKvvw

TRAMA. Un fotografo italiano decide di dar voce ai migranti che vivono clandestinamente nel nostro paese. Si accampa con loro, raccoglie le loro storie, fotografa la loro quotidianità, nel tentativo di scavare più a fondo nel cuore del tema immigrazione. Chi sono queste persone? Cosa pensano di noi? Che visione hanno di uno stato di “emergenza” che dura ormai da troppo tempo? Dagli occupanti delle palazzine dell’ex Moia di Torino ai rifugiati delle baracche nella periferia di Ventimiglia, passando da chi tenta una fuga disperata tra le nevi della Val di Susa, fino ai braccianti del ghetto Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, le storie di N, di J, di L raccontate in Paradiso Italia ci permettono di guardare l’immigrazione con occhi diversi, i loro. Attraverso una contaminazione di linguaggi, dove il fumetto dilata il tempo e lo spazio della fotografia, Mirko Orlando firma una potente opera di graphic journalism per raccontare una realtà che va oltre gli slogan sulla chiusura dei porti. Un libro senza falsa retorica né sconti, che ci mostra chiaramente le sbarre di una prigione che si chiama Italia, nella quale può essere terribile restare ma da cui, paradossalmente, è impossibile fuggire.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Mirko Orlando è nato a Napoli nel 1981. Diplomatosi all’Accademia delle Belle Arti di Roma, abbandona la pittura e l’illustrazione per dedicarsi alla fotografia sotto la guida di Roberto Bossaglia e Nicola Smerilli. Per un periodo frequenta le gallerie d’arte della capitale, dove scopre che l’arte significa ben poco senza i discorsi che l’accompagnano. Accantona la fotografia per un periodo e si dedica all’approfondimento teorico della sociologia, della filosofia e dell’antropologia. Scrive per Gente di fotografia, L’aperitivo illustrato, Illuminazioni, Fotoinfo, Storia e futuro. Pubblica i saggi di antropologia visiva Fotografia post mortem (Castelvecchi, 2013) e Per una teoria generale della fotografia post mortem (Il Mulino, 2014). Dopo aver conosciuto il fotografo situazionista Pino Bertelli (che gli insegna a scattare fotografie come si tirano sanpietrini), riprende la macchina fotografica e decide di dedicarsi alla documentazione dei fenomeni di marginalità sociale. Lavora per la stampa periodica nazionale e pubblica alcuni reportage su Barricate, A, Domus, Tracce, e il libro fotografico Il volto (e la voce) della strada (Lindau, 2012). Poi gira l’Europa, passa per il Marocco, e trascorre un intero anno a girovagare per il Sud-est asiatico: India, Cambogia, Laos, Tailandia, dove impara a vivere e ad arrangiarsi negli Slum. Tornato in Italia non trova meno ghetti, meno emarginazione, meno disperazione, ed è per dar voce a questo dolore che continua a far scattare l’otturatore della sua macchina fotografica. Nella graphic novel Paradiso Italia (Edicola Ediciones, 2019), finalmente, trova un equilibrio tra le sue molte “personalità”: un’opera di graphic journalism dove fotografia, illustrazione e scrittura si fondono e collaborano affinché si possano narrare le trame che definiscono il nostro tempo.

CASA EDITRICE. Edicola Ediciones è una originale realtà editoriale indipendente fondata e diretta dall’editore, fotografo e documentarista Paolo Primavera insieme alla socia e moglie Alice Rifelli. Una casa editrice “garibaldina”, che come l’eroe dei due mondi vive e pubblica tra Italia e Cile, usando i libri e la cultura per costruire, mattone dopo mattone, un ponte tra questi due paesi. Edicola Ediciones nasce a Santiago del Cile a fine 2013, e dal 2015 ha una sede anche a Ortona, in Abruzzo, proprio nell’edicola della famiglia Primavera dove tutto ha avuto inizio. Una vita nomade, una sorta di transumanza editoriale, che permette ai due editori di ascoltare e assorbire due lingue, due culture, due modi di vedere e vivere la realtà, per poi trasmetterli nell’altra parte del mondo, attraverso la voce di tutti gli autori tradotti. Edicola sceglie di esercitare la propria responsabilità civile di casa editrice seguendo la strada della multiculturalità, attraverso un continuo scambio di parole, esperienze e persone. Nel catalogo di Edicola Ediciones sono presenti romanzi, racconti, fumetti, libri illustrati, cronache e poesia, ripartiti in sei collane: Al tiro, Disciplina Antigua, Grigio18, Illustrati, Lo Stivale, Media Hora.

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Acronis festeggia un anno di partnership con l’Arsenal Football Club

Scritto da Esseci il . Pubblicato in Aziende, Calcio, Informatica

Acronis, leader globale della protezione informatica, celebra il primo anniversario di partnership tecnologica con Arsenal e per l’occasione ha invitato i principali partner e clienti all’Emirates Stadium per un’amichevole.

Otto squadre, composte dai dipendenti di alcune società IT e diverse leggende dello sport provenienti da diverse organizzazioni – tra cui Arsenal, Manchester City, ROKiT Williams Racing – si sono sfidate per aggiudicarsi l’Acronis World Cup.

“Tutto sta diventando digitale e per ciò necessità della giusta protezione. Un buon modo per mostrare con i dati digitali stiano rivoluzionando l’intera società consiste nel mostrare come questi dati siano fondamentali in un settore come lo sport e, in particolare, per una team importante come l’Arsenal”, dichiara Serguei Beloussov (SB), Acronis Founder eExecutive Officer. “In occasione della Acronis World Cup, abbiamo volute non solo far divertire e intrattenere i nostri partner, ma anche evidenziare l’importanza della cybersecurity anche in uno sport come il calcio”.

“Considerando l’evoluzione del calcio, dobbiamo diventare anche noi più scientifici e tecnici nelle decisioni che prendiamo,” spiega Christelle Heikkila Arsenal IT Director. “I dati sono fondamentali per noi in quanto ci permettono di effettuare decisioni consapevoli e informate in tutte le aree più importanti del nostro business, per essere sempre più performanti e possibilmente vincenti!”.

“Ecco perchè abbiamo sottoscritto questa partnership tecnologica con Acronis e usiamo le sue soluzioni di data-cloud. Acronis conserva ed effettua backup di tutti i nostri dati e ci permette di fare attività di video recover di tutte le sessioni di allenamento, per decidere le migliori tattiche di gioco”, conclude Heikkila.

Roberto Casula: il ruolo fondamentale di Eni per la sostenibilità

Scritto da newsrconline newsrconline il . Pubblicato in Aziende

La lotta ai cambiamenti climatici passa anche attraverso la transizione energetica: Roberto Casula, Chief Development Operations & Technology Officer di Eni, sottolinea l’importanza di definire le corrette modalità secondo le quali affrontare la transizione, nonché le responsabilità dell’azienda per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.

Roberto Casula

Roberto Casula: il contributo di Eni per preservare l’ambiente

La sfida del nostro secolo è ormai chiara: la lotta ai cambiamenti climatici sta diventando una prerogativa imprescindibile per le aziende, soprattutto per chi, come Eni, si occupa di energia. Roberto Casula, Chief Development Operations & Technology Officer del Gruppo dal 2014, ha sottolineato il ruolo centrale di Eni per quanto riguarda la sostenibilità e i cambiamenti in atto: la società deve “informare e fare chiarezza su quanto la modalità per arrivare alla transizione sia importante, quasi quanto la transizione stessa”. Nel contesto geopolitico che stiamo vivendo è fondamentale prepararsi giorno per giorno a un futuro totalmente decarbonizzato: si tratta di una misura fondamentale per ridurre le emissioni e abbracciare un business più eco-friendly. Anche la riflessione di Roberto Casula mira a precisare che, per giungere a tali traguardi, è importante confrontarsi sui nuovi modelli di sviluppo, per unire le forze e garantire un accesso all’energia pulita più equo.

Roberto Casula: la carriera del dirigente Eni

Roberto Casula è Chief Development Operations & Technology Officer di Eni dal 2014. Di origini cagliaritane, è laureato in Ingegneria Meccanica. Inizia la sua carriera in Agip S.p.A. come Reservoir Engineer, mantenendo questo ruolo fino al 1991. In seguito, entra nella consociata Agip Angola Ltd, con sede in Luanda, e svolge gli incarichi di Reservoir Engineer, Petroleum Engineer e Chief Development Engineer. Rientra in Italia nel 1997 per diventare Development and Production Coordinator di Eni, ma tre anni dopo assume l’incarico di Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto per l’Iran. Dopo essersi trasferito a Teheran per guidare il progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5, diventa Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., con sede a Gela. Successivamente ricopre nel Gruppo altri ruoli importanti a livello internazionale. Roberto Casula, prima di assumere l’attuale incarico, diventa Executive Vice President e conclude con successo diverse negoziazioni in Libia, Angola, Congo, Gabon, Ghana, Sud Africa, Kenya e Mozambico.

Uno Screenshot non ha valore legale. Richiedi una COPIA AUTENTICA PROFESSIONALE per ottenere una prova certa

Scritto da informatica in azienda il . Pubblicato in Aziende, Internet, Legale

Se vuoi presentare una prova certa di un documento digitale online come una pagina web o facebook o una chat whatsapp, ti occorre una copia autentica, poichè uno screenshot non ha valore legale. Su internet si trovano tanti servizi che si propongono come certificatori, ma in realtà non rispettano affatto i canoni tecnici e legali richiesti dalle corti internazionali.

Una copia autentica di una pagina web deve essere una prova forense con valore legale e non un “artificio improvvisato” generato da un servizio gratuito. La raccolta di una prova forense è una cosa seria e se non viene presentata come tale sarà sempre impugnabile. Un tempo infatti, le copie autentiche erano riconosciute valide a discrezione del giudice e valeva il principio generale del “libero apprezzamento” del giudice stesso. Tutti i servizi che trovate online gratuitamente sono e rimangano vincolati a questa clausola. La copia autentica che vi consegna Informatica in Azienda grazie al servizio offerto sul suo sito https://www.analisideirischinformatici.it/servizio_valore_legale_copia_autentica_pagina_web_o_pagina_social.php  è utilizzabile in ogni tribunale del mondo come prova certa. Ora vi chiederete quali sono le caratteristiche tecniche che vi permettono di stabilire che una prova è certa ? Vi invitiamo a leggere sul nostro sito tutto l’articolo. Scoprirete che catturare una pagina web con uno screenshot o archiviarne il contenuto digitando semplicemente l’indirizzo web in un form online di un sito web gratuito che vi scarica solo il codice non è affatto come avere una copia autentica ! Quindi fate attenzione.
Approfondisci : https://www.analisideirischinformatici.it/servizio_valore_legale_copia_autentica_pagina_web_o_pagina_social.php