Archivio per 11 Aprile 2019

Gli esperti del digitale no profit realizzano la giusta campagna social

Scritto da rgtreg il . Pubblicato in Aziende

Lo sviluppo delle strategie di marketing per le onlus no profit possono rappresentare un valido trampolino di lancio per ingradire il loro raggio azione, creando una maggiore sensibilizzazione e raggiungere obiettivi quantitativi non indifferenti. Lasciare che degli esperti del digitale no profit si occupino delle campagne social di questo tipo di aziende, permetterebbe loro una crescita a livello esponenziale in termini di visibilità. Gli enti no profito perseguono finalità socialmente rilevanti per la pubblica utlità. La lora mancanza di uno scopo con finalità di lucro fa si che allargare il proprio bacino di utenze possa risultare più complicato. Affidarsi però a degli esperti del del digital no profit, permetterebbe all’ente di arrivare a nuovi e più sostenitori. L’affidarsi ad esperti del digital in qualsiasi campo ed in qualsiasi situazione non può che portare vantaggi. Per quanto riguarda i vantaggi degli stessi enti che possono trarre da una maggiore visibilità e conoscenza sui social e non solo è quella di attrarre nuovi sostenitori e di poter così ricevere un numero di donazioni sicuramente maggiore rispetto a quello che si otterrebbe rimanendo nascosti. Il settore in cui operano gli enti no profit operano in un settore sicuramente delicato e difficile da trattare.

Una campagna social fatta dagli esperti del digitale per il no profit

Gli argomenti che vengono affrontati per una campagna no profit sono sempre difficili e sicuramente mirati alla sensibilità altrui. Trattare questa tipologia di argomenti non è sempre la cosa più facile da fare, si può facilmente sbagliare o equivocare il messaggio che si vuole mandare. Non si può fare ironia, bisogna essere sensibili e fare arrivare agli utenti il messaggio in maniera chiara e decisa, questa non sempre è una sfida facile da  affrontare. Sarebbe molto più facile affrontare una campagna social in cui poter fare dell’ironia senza cadere facilmente nel cattivo gusto. Le organizzazione no profit hanno ad oggi bisogno di un personale esperto che li accompagni nella costruzione delle strategie di marketing perché da questo ne dipende molto del lavoro che faticosamente cercano di affrontare ogni giorno. Per portare dei cambiamenti effettivi nella società devono compiere prima di tutto loro stesse dei significativi passi in avanti, facendosi accompagnare per mano dagli esperti del digital in questo mondo che è in continuo cambiamento. Per gli enti no profit il mondo del digitale può offrire delle valide e significative opportunità di crescità. Il primo passo è quello di rivolgersi ad un’agenzia di comunicazione, e al resto ci penseranno loro.

Sono gli esperti del digital no profit che faranno la differenza

I messaggi che vogliamo veicolare tramite una campagna social sono molti e molto diversi tra loro, quando si trattà però di una campagna per un ente no profit i messaggi da veicolare hanno un’importanza sociale con una rilevanza diversa. La difficoltà di trattare e veicolare un argomento per un ente no profit non può che essere affidata agli esperti del digital. Le strategie da poter utilizzare sono molte e solo un vero esperto può riuscire ad integrarle nel modo migliore. Gli enti no profit lavorano per sensibilizzare la società di oggi sotto molti aspetti, che siano essi sociali, culturali, di studio o di ricerca, ambientali, assistenziali o sanitario. E’ importante in una campagna social che venga definita in maniera chiara la mission dell’ente no profit, una mission che andrebbe sempre trattata e diffusa con sensibilità ed etica. Un’agenzia di comunicazione che si occupa di una campagna social per un ente no profit dovrebbe rispettare, quanto meno nella tipologia di strategia che intende usare, una sostenibilità digitale che rispecchi l’etica dell’ente stesso. Un esperto del digitale per le campagne no profit sa quali sono le giuste strategie per raggiungere gli obiettivi, ma il primo passo deve sempre muoverlo l’ente.

Il progetto ONE ROAD esprime il valore della sicurezza stradale per One Express

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

La Voce di One Express continua a farsi sentire a seguito della campagna radiofonica e del successo dello spot televisivo andato in onda su La7. On air su Radio24, fino a sabato 13 aprile, la nuova rubrica One Road – 10 Consigli sulla Sicurezza Stradale.

Dalla fine di marzo Radio 24 ospita One Road, un appuntamento che dà voce direttamente ai professionisti del Pallet Network in collegamento via CB all’interno di una nuova campagna dedicata a preziosi consigli sulla sicurezza stradale per comunicare l’esperienza del Gruppo in materia di guida su asfalto e fornire pratici suggerimenti per rispettare le norme di una guida rigorosa e sicura.

Ogni giorno gli autisti di One Express percorrono le strade d’Italia e d’Europa, per questo sono stati scelti come protagonisti della rubrica radiofonica One Road: nel corso dei dieci appuntamenti con la sicurezza stradale, gli autisti della Rete ripercorrono casi reali desunti dalla loro esperienza, dati ufficiali e consigli fattivi, per aiutare a capire come rendere la strada un posto più sicuro per tutti.

Le puntate forniscono indicazioni per una guida più sicura: vengono trasmessi agli ascoltatori i Valori del Network a partire dalla Responsabilità su strada, con lo scopo di renderli maggiormente edotti dei rischi e di condividere con loro le buone abitudini che One Express ha fatto proprie fin dalla fondazione per un Pallet Espresso Eccellente, in tutta Sicurezza.

Il Servizio del Network richiede velocità e organizzazione, ma anche attenzione e cura del percorso. Fieri di fare la differenza con una movimentazione tempestiva e sicura.

SICUREZZA STRADALE: UN VALORE FONDANTE DI ONE EXPRESS 

Questo, infatti, è uno dei valori fondanti del Pallet Network operativo sulle strade di tutt’Europa, che lega il comportamento di tutti i suoi Affiliati.

Portare i colori del team leader italiano nel trasporto di merci su pallet significa essere responsabili della propria condotta sulle direttrici nazionali e internazionali: fare in modo che il viaggio avvenga in tutta sicurezza è il primo passo per garantire una consegna puntuale e affidabile delle merci trasportate.

SICUREZZA STRADALE: UN PROGETTO DI RESPONSABILITÀ SOCIALE

Promuovere la sicurezza stradale in modo così capillare rappresenta una scelta precisa di posizionamento in termini di responsabilità sociale di impresa: la strada è il posto di lavoro dei nostri professionisti del pallet, il luogo in cui trascorrono la maggior parte della giornata condividendola con tutti gli altri utenti. È questo il senso del nome ONE ROAD attribuito alla strategia di comunicazione: la strada è una e per questo è necessario condividerla, rispettando la sicurezza e, di conseguenza, il prossimo.  

SICUREZZA STRADALE: I DUE ASPETTI E IL VOLTO DI ONE ROAD

One Road è un appuntamento radiofonico, ma per aumentarne l’efficacia sono stati realizzati dei mini-cartoon che, attraverso il linguaggio semplice e diretto dell’animazione, promuovono la sicurezza stradale risultando godibili da una vasta platea di utenti. Due differenti canali, uniti dalla ricerca di un forte impatto sull’ascoltatore e sul telespettatore, che veicolano un messaggio di consapevolezza e serietà, per sensibilizzare gli automobilisti e i conducenti di tir sulle infinite variabili di rischio cui vanno incontro quando viaggiano lungo la Penisola e fuori dai suoi confini.

A raffigurare visivamente il “conducente responsabile” interviene un personaggio illustrato, in divisa One Express, a significare una scelta strategica della Rete dal forte valore comunicativo e innovativo. Un’iconografia, questa, che viene riproposta e aggiornata sui canali social dell’azienda, con l’intento di rivolgersi in modo semplice ed efficace agli internauti.

Note di produzione:

One Road è un progetto cross-mediale di Paolo Monesi in 10 puntate ideato dall’agenzia di branded content xG Publishing.

Lanciato in tv durante la campagna su La7, è articolato su radio, social e web in “10 consigli utili per la sicurezza stradale”.

Promo e puntate audio sono stati prodotti da Trip Multimedia Group; i mini cartoon sono realizzati da Square Toonz, presto disponibili anche in versione verticale per una migliore fruizione in mobilità, grazie a Vertical Video, e da maggio anche in audio per gli smartspeaker Alexa e Google Home e per il comando da smartphone Android “ok Google”.

Per ascoltare tutte le puntate e vedere nuovi cartoon ogni settimana: www.oneroad.it

Marilisa D’Amico: le battaglie per la parità dei diritti e contro le discriminazioni

Scritto da newsprofficemd il . Pubblicato in Opinioni / Editoriale, Società

Professore ordinario e Prorettore presso l’Università degli Studi di Milano, Marilisa D’Amico si è battuta e continua a battersi, tra le altre cose, per la parità dei diritti, per la dignità del ruolo e dell’immagine della donna nella società e per la difesa delle unioni tra persone dello stesso sesso.

Marilisa D'Amico

Marilisa D’Amico: le battaglie per la parità dei diritti

Professore ordinario di Diritto Costituzionale, Marilisa D’Amico è stata tra i primi studiosi del settore a valorizzare tematiche legate alle pari opportunità e alle discriminazioni di genere. Si è spesa e continua a spendersi per fare in modo che le donne in Italia non debbano più scegliere tra carriera professionale e legittimo desiderio di genitorialità. Ha agito in prima persona attraverso diverse iniziative: ha avviato il Corso di perfezionamento in Pari Opportunità presso l’Università degli Studi di Milano e si è battuta per la legge che da 40 anni regolamenta in Italia l’aborto, in favore di una maternità consapevole e contro qualsiasi cambiamento in senso restrittivo. Marilisa D’Amico ha riportato all’attenzione della Corte Costituzionale la questione della fecondazione medicalmente assistita, ottenendo una revisione della legge. Davanti alla Corte Costituzionale si è battuta per colmare il vuoto normativo in merito alle unioni tra persone dello stesso sesso. Nell’ultimo periodo ha contribuito a contrastare l’immagine svilente del genere femminile che spesso i media tendono a veicolare, contrastando il sessismo nei mezzi di comunicazione.

Marilisa D’Amico: i valori e l’impegno accademico

Membro del centro interdipartimentale di ricerca “Studi e Ricerche Donne e Differenze di Genere”, Marilisa D’Amico fa anche parte del Consiglio scientifico del Centro Interuniversitario “Culture di Genere”. In seguito a un periodo di studio in Germania, a Bayreuth, si è trovata per la prima volta ad analizzare le problematiche sottese all’interruzione volontaria della gravidanza, approfondendo dal punto di vista giuridico e costituzionale i profili problematici sottesi a questo diritto. Dopo aver insegnato per dieci anni all’Università dell’Insubria (Como), ha trasformato la propria passione per l’insegnamento in un valore da difendere e perseguire: per Marilisa D’Amico è fondamentale sostenere i giovani ricercatori e creare Università sempre più a misura degli studenti. In tal senso, a sostegno dei soggetti più fragili, è stata delegata del Rettore per la disabilità e l’handicap. Con Bianca Beccalli si è occupata delle tematiche legate alla sfera femminile, studiandole dal punto di vista costituzionale, e con lei ha coordinato i corsi “Donne, politica e istituzioni”. Nel 2018 è diventata Prorettore con Delega alla Legalità, Trasparenza e Parità dei diritti presso l’Università degli Studi di Milano.

Crittografia: cinque miti da sfatare

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Troppi i preconcetti che a tutt’oggi impediscono alle aziende di adottare soluzioni di crittografia per proteggere i propri dati. Una riluttanza che potrebbe rivelarsi costosa se dovesse tradursi in una massiccia perdita di dati … Diamo un’occhiata più da vicino ai miti più comuni sulla crittografia dei dati.

Mito 1: “Crittografare i miei dati è uno spreco di denaro”

La crittografia dei dati è un po’ come una polizza assicurativa – se ne nota l’utilità solo quando sorgono problemi. Ma le cifre parlano chiaro. Secondo lo studio ‘2018: Studio sui costi della violazione dei dati: panoramica globale‘, condotto da Ponemon Institute per IBM, nel 2018 il costo medio per singola violazione si attestava in Italia su USD 3.43 milioni, con un volume medio di dati violati di 22.633 unità.

Come Stormshield ha evidenziato nel white paper “Trasformazione digitale delle aziende; dove si inserisce la sicurezza?” non possiamo più permetterci di ignorare le numerose nuove potenziali fonti di vulnerabilità, compresi il nomadismo digitale, i servizi di condivisione di documenti basati su cloud e il maggiore utilizzo di oggetti connessi.

Mito 2: “Implementare la crittografia è troppo complicato”

Middleware, PKI, schede crittografiche e una grande varietà di altre policy di certificazione … Fino a pochi anni fa, la complessità delle procedure di protezione dei dati scoraggiava anche il più determinato tra i potenziali interessati.

Ma oggi i produttori offrono soluzioni che non richiedono più l’implementazione di un’infrastruttura ultra-complessa. Che si tratti di utenti finali o amministratori, queste nuove soluzioni rendono l’implementazione e la gestione dei sistemi di crittografia nettamente più trasparente. La modalità SaaS, ad esempio, ha consentito di ridurre notevolmente i costi per infrastrutture e manutenzione.

Mito 3: “Esistono soluzioni tanto efficaci quanto la crittografia”

Il concetto di crittografia è spesso associato all’implementazione di reti private virtuali (VPN) utili per proteggere i dati in transito su Internet. Tuttavia, questi sistemi di protezione non garantiscono l’integrità dei dati in situazioni come il furto del terminale.

D’altra parte, oltre a VPN, firewall e diritti di accesso, la crittografia del disco rigido sui terminali sta diventando una soluzione sempre più praticabile. Qui, è il terminale stesso – e non i dati – ad essere protetto in particolare, contro la minaccia di furto fisico.

Queste soluzioni aggiuntive possono e dovrebbero essere prese in considerazione in concomitanza di una soluzione per la crittografia dei dati, quasi una “santa trinità” delle policy di sicurezza delle informazioni. In questo modo, indipendentemente da chi ha accesso alla workstation, al server o al sistema di condivisione basato su rete o cloud, solo l’utente con i diritti di decodifica può utilizzare i dati in questione.

Mito 4: “La crittografia non ci serve – gli attacchi informatici a noi non capitano mai”

Non sono a rischio. Non ho dati sensibili che necessitano di protezione. Questo tipo di osservazioni sono più comuni di quanto si pensi, e non solo presso associazioni o autorità locali. La responsabilità della protezione dei dati non riguarda solo chi gestisce informazioni sensibili. Il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) ricorda a coloro che potrebbero essere in dubbio che ognuno è responsabile della protezione di dati relativi agli individui, come ad esempio i propri dipendenti.

In Francia, la decisione della CNIL di multare un centro ottico con una sanzione di € 250.000 nel giugno 2018 per non aver protetto i dati dei propri clienti è la prova che la negligenza stessa può essere assai costosa. E la minaccia è onnipresente. Recentemente, persino Altran, colosso della consulenza tecnologica, è stato vittima di un attacco informatico.

Mito 5: “Se cifro i miei dati, potrei non potervi accedere mai più”

Molte persone temono ancora di perdere i loro dati qualora dimentichino la password per la decrittazione, o qualora un dipendente lasci l’azienda senza comunicarla. Ma esistono tecnologie in grado di aiutare a evitare questo tipo di inconvenienti, come il recupero dei dati, che fornisce accesso ai dati a una o più persone all’interno di un’azienda in caso di emergenza. La tecnica key escrow rappresenta un’altra possibilità, ove un database – ovviamente crittografato – è usato per memorizzare tutte le chiavi di cifratura impiegate in azienda.

Conclusioni

In breve, dato che subire un furto di dati è molto più costoso che proteggerli, che nel tempo la tecnologia è diventata molto più fruibile, che nessuno è al sicuro dagli attacchi informatici e, che, infine, la cifratura dei dati rimane uno dei sistemi di protezione più efficaci, non c’è davvero nessun motivo per cui le aziende non dovrebbero adottare solide soluzioni di crittografia.


Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo.
Per ulteriori informazioni: www.stormshield.com

Spoleto Arte: il Premio Biennale Sgarbi 2019 conferito all’architetto Daniele Digiuni

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

L’artista milanese Daniele Digiuni continua a far parlare di sé. Architetto con un amore spassionato per l’action painting, Digiuni si avvicina alla pittura con l’intenzione di dedicare alla sua innata passione il tempo richiesto solo negli ultimi anni. Il suo incontro con Spoleto Arte ha fatto il resto, lanciandolo con grande successo a livello nazionale e internazionale. Il 5 maggio infatti, a Venezia, riceverà un riconoscimento per la propria carriera artistica, il Premio Biennale Sgarbi 2019. In occasione della Pro Biennale, mostra presentata dal noto critico d’arte e organizzata dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, l’artista esporrà nella sede vicina al Museo Leonardo da Vinci, lo Spoleto Pavilion. In Calle dei Cerchieri 1270, il pittore porterà le tre opere che si sono conquistate il giudizio positivo della critica. Si tratta in particolare di Arriva l’inverno (2018), Carnevale a Venezia (2018) e Incubo notturno (2019).

Prima di Venezia, però, l’artista volerà a Las Palmas, dove gli verrà assegnato questo venerdì 13 aprile il Premio Bienal de Canarias. Il 18 aprile, inoltre, si potranno ammirare le sue creazioni nella sua città natale, nella sede della Milano Art Gallery in via Alessi 11, in occasione della mostra in memoria del Premio Nobel Dario Fo. Proprio in questa storica galleria, in cui da oltre cinquant’anni si tengono incontri, eventi culturali e mostre artistiche anche di livello internazionale, all’artista è stato conferito l’International Art Prize Tamara de Lempicka lo scorso 14 febbraio, nonché il Premio Margherita Hack ancora a dicembre. Il primo in presenza della celebre Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e donna», il secondo di Francesco Alberoni. Con il noto sociologo, che ha presentato la mostra Amore nell’Arte il giorno precedente al riconoscimento in nome dell’artista polacca, Digiuni ha portato alla Milano Art Gallery di via Ampère 102 Esplosione floreale.

La presenza dell’architetto milanese agli eventi organizzati da Spoleto Arte è ormai una costante, tanto che nel suo curriculum figurano il Carnevale dell’Arte a Venezia e, procedendo a ritroso, il Festival dell’Arte a Sanremo, il Capodanno ad Arte a Roma e Miami meets Milano, evento tenutosi in concomitanza con Art Basel. Tra gli ultimi encomi ricevuti si cita infine il Premio Modigliani, consegnato a Spoleto, al Palazzo Leti Sansi, lo scorso 10 ottobre da una giuria esclusiva. Antonietta Di Vizia, giornalista della RAI, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, Salvo Nugnes, manager di personaggi noti del panorama culturale e dello spettacolo, il direttore del Premio Modigliani Alberto D’Atanasio e Silvia Casarin Rizzolo, direttore d’orchestra che collabora con il Teatro La Fenice sono le firme che qui compaiono.

Pur cavalcando l’onda della sua foga creativa, rimane di una naturalità disarmante la risposta che Daniele Digiuni dà quando si cerca di indagare sul suo stile: «L’arte quale manifestazione del proprio intimo desiderio di evasione dalla realtà quotidiana e della massima espressione del carattere estroverso è innata in me fin da piccolo; ora si esprime con forza, liberandosi nella materia sulla tela bianca, anima pura, che raccoglie tutte le mie impulsive sensazioni esplicandone il loro potenziale comunicativo, dialogando con lo spettatore in maniera spontanea e naturale».

Luigi Ferraris (Terna): 6,2 miliardi da investire nella rete elettrica italiana entro il 2023

Scritto da pressreleaself releaself il . Pubblicato in Aziende

Approvato il nuovo piano strategico di Terna: tra il 2019 e il 2023, la società guidata da Luigi Ferraris investirà 6,2 miliardi nel miglioramento della rete elettrica nazionale. Una cifra che – come afferma l’AD – rappresenta l’impegno economico più alto di sempre.

Luigi Ferraris

Luigi Ferraris: Terna investirà 6,2 miliardi nella rete elettrica italiana

Il Consiglio di Amministrazione ha approvato il nuovo piano strategico di Terna: si investiranno 6,2 miliardi di euro nel rinnovamento della rete elettrica italiana. Non solo, l’obiettivo della società guidata da Luigi Ferraris è quello di integrare e, di conseguenza, promuovere energia prodotta da fonti non rinnovabili. L’Amministratore Delegato ha, inoltre, presentato i risultati consolidati del 2018, che indicano una crescita rispetto all’anno precedente: “Ci affacciamo all’inizio di questo piano, che è il 2019, in ottima salute. Abbiamo chiuso il consuntivo con risultati in crescita rispetto al 2017, che è un’ottima base di partenza per verificare e testare la nostra capacità di realizzare il piano 2019-2023”. Concretamente il gruppo di Ferraris intende impegnarsi nello sviluppo della rete di trasmissione nazionale, delle interconnessioni con l’estero, attività di rinnovo degli asset e miglioramento della qualità del servizio ed efficienza.

Luigi Ferraris: un investimento per promuovere le rinnovabili

Tra i valori distintivi di Terna spicca la sostenibilità. La società di Luigi Ferraris, infatti, ha ricevuto diversi riconoscimenti, quali il Premio Manager Utility per l’impegno e la professionalità dimostrata nel rendere la rete elettrica sempre più efficiente, sicura, ma soprattutto sostenibile. In particolare, Terna vuole affermarsi come protagonista della transizione energetica; di conseguenza il piano si focalizzerà sulle strategie legate alla sostenibilità, con un incremento di fonti di energia rinnovabili e attenzione al territorio. A confermarlo sono le parole di Luigi Ferraris: “L’investimento previsto per l’Italia nei prossimi cinque anni è il più alto di sempre e punta ad accelerare la transizione energetica del Paese verso un sistema con più auto elettriche, più pompe di calore, minore capacità produttiva da fonti fossili e maggiore da fonti come il vento e il sole, che non permettono di variare la produzione in base alla domanda del momento”.