Archivio per 5 Febbraio 2019

L’Amministratore Delegato di A2A Valerio Camerano parla di metropoli tech

Scritto da newslcvproffice il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Valerio Camerano, dal 2014 AD e dal 2017 Direttore Generale di A2A, evidenzia la centralità sulla scena delle metropoli e le sfide che la mobilità del futuro dovrà affrontare per rispondere alle rinnovate esigenze dei cittadini.

Valerio Camerano, CEO A2A

Valerio Camerano (A2A) ribadisce la centralità sulla scena delle metropoli

Valerio Camerano, AD e Direttore Generale di A2A, ha ribadito la posizione di assoluta centralità della metropoli anche nell’immediato futuro. Infatti le nuove tecnologie ad alto tasso innovativo entrate sulla scena negli ultimi decenni condurranno a una rinnovata interazione con la metropoli stessa, anche a livello di trasporto: un salto di qualità rispetto al concetto di multi-modalità novecentesco, che vedeva confluire i differenti sistemi di trasporto in uno spazio fisico. A suffragio dell’importanza delle megalopoli, il manager porta alcuni dati frutto di una ricerca della Banca Mondiale dai quali si evince che già attualmente le 750 metropoli più popolate creano ricchezza in una misura pari al 57% del PIL mondiale, numeri previsti in crescita dato lo spostamento massiccio anno dopo anno di abitanti dalle aree rurali verso le città. Tutto ciò aumenta enormemente la frequenza di utilizzo dei servizi primari, e in questo senso l’avanzamento della tecnologia può contribuire all’offerta di soluzioni sempre più inclusive senza stravolgere i grandi agglomerati urbani. Ma la tecnologia, nelle parole di Valerio Camerano, ha anche dei risvolti meno chiari e positivi con cui ci si deve confrontare: uno di questi è la garanzia di riservatezza nel trattamento dei dati acquisiti. In questo senso auspica una gestione delle informazioni strettamente riservate da parte di soggetti dotati di un controllo pubblico, con la certezza che vi sia un sistema di contrappesi su tecnologie che potrebbero rischiare di essere invadenti nella privacy dei cittadini dei grandi agglomerati urbani.

Valerio Camerano elenca punti critici e relative possibili soluzioni

Valerio Camerano (A2A) evidenzia questa criticità relativa alla privacy, che si collega idealmente e concretamente ai topic concernenti l’utilizzo dei big data in relazione al diritto alla riservatezza dei soggetti coinvolti. Inoltre, secondo l’Amministratore Delegato e Direttore Generale, non è realistico pensare di interfacciarsi con un processo così strutturato e futuristico senza affrontare anche le inevitabili criticità, che emergerebbero non solo negli USA o in megalopoli già fortemente rinnovate come Singapore, ma anche nelle nostre grandi città. “La smart city è un progetto di trasformazione trasversale della città che può essere accelerato attraverso indirizzi chiari e budget di sviluppo dedicati”, afferma Valerio Camerano, aggiungendo che attualmente nelle zone delimitate dotate di tecnologie smart in fase di costruzione a Milano e Brescia non sussistono problematiche di tipo tecnico all’ampliamento ed espansione di questi servizi innovativi. Il manager conclude sottolineando l’importanza di avere una risorsa che assuma un ruolo di project management per le smart city concertando il lavoro e l’interazione tra i differenti protagonisti, i quali altrimenti difficilmente si muoverebbero insieme uniti nel completare gli investimenti.

Emirati Arabi: Eni, guidata dall’AD Claudio Descalzi, conquista due concessioni esplorative

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Emirati Arabi: con l’acquisizione di due nuove concessioni esplorative, Eni continua nel suo percorso di crescita nel Medio Oriente. Un traguardo importante per l’AD Claudio Descalzi, che in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore a fine dicembre aveva considerato come strategico il consolidamento nell’area.

Claudio Descalzi

Importante operazione per Eni negli Emirati Arabi: la società guidata da Claudio Descalzi avanza nel Medio Oriente

Due accordi per acquisire il 70% di altrettanti blocchi offshore: questo l’importante traguardo raggiunto da Eni nel Medio Oriente, con la conquista di due nuove concessioni esplorative negli Emirati Arabi, della durata di 35 anni, messe a gara da Adnoc (Abu Dhabi National Oil Company), la compagnia di Stato. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi le gestirà in compartecipazione con la tailandese Ptt Exploration and Production Company Limited (Pttep), che detiene il restante 30%. Situate nell’offshore nord-occidentale dell’Emirato di Abu Dhabi, le due concessioni (blocco 1 e blocco 2) saranno interessate da un investimento nell’ordine di uno o due miliardi con un obiettivo ben preciso: avviare la produzione di gas entro due anni. Gli accordi prevedono, inoltre, che la fase di esplorazione si estenderà su una durata massima di 9 anni, che diventeranno 35 qualora si arrivasse a una scoperta e si procedesse con le fasi di sviluppo e produzione. La superficie coperta dalle due aree è pari a circa 8mila chilometri quadrati.

Claudio Descalzi: un’operazione che segna un deciso passo avanti per Eni

Esprime grande soddisfazione l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, il quale sottolinea come questo accordo rappresenti “un nuovo importante passo verso l’espansione di Eni in una delle regioni leader a livello mondiale nel settore degli idrocarburi”. Un’operazione tesa a rafforzare ulteriormente l’alleanza tra il Gruppo e Adnoc e per la quale verranno messe in campo le “competenze nell’esplorazione e tecnologia all’avanguardia” con l’obiettivo di “liberare ulteriori risorse nell’offshore di Abu Dhabi”. Quella di Eni è una mossa in linea con quanto dichiarato dallo stesso AD in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore a fine dicembre, ovvero il consolidamento nell’area. Claudio Descalzi, dopo aver definito “un fatto storico” l’ingresso nel Medio Oriente, si era già sbilanciato allora su una presenza sempre più forte. La conquista delle due concessioni esplorative negli Emirati Arabi è una conferma di quanto detto e un segnale esplicito per le strategie future di Eni.

Mutui: richiesta in aumento del 3% nel 2018, ma attenzione ai tassi in salita

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Il 2018 è stato un anno positivo sul fronte dei mutui, con tassi ancora a valori estremamente bassi e tutti i principali indicatori in crescita; è questo il quadro complessivo emerso dall’osservatorio congiunto di Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione di oltre 40.000 domande di mutuo raccolte da gennaio a dicembre 2018, hanno tracciato un bilancio dell’anno appena trascorso.

Crescono gli importi richiesti e quelli erogati

Il primo dato positivo è quello relativo alle somme richieste, che nel 2018 sono aumentate; gli aspiranti mutuatari, si legge nell’analisi, hanno cercato di ottenere, in media, 132.453 euro, vale a dire il 3,3% in più rispetto al 2017. All’aumento dell’importo medio richiesto ha corrisposto, seppur in misura più limitata, una crescita delle somme effettivamente concesse; il taglio medio erogato dagli istituti di credito nel corso dello scorso anno è stato pari a 128.886 euro (+0,5% rispetto al 2017).

Altro dato positivo è quello relativo al Loan To Value (LTV), vale a dire la percentuale del valore dell’immobile che si cerca di finanziare tramite mutuo. Questo parametro è passato dal 61% del 2017 al 69% del 2018 per ciò che riguarda le richieste e dal 60% al 65% per quanto concerne gli erogati. Segnale di una politica meno rigida da parte delle banche su cui ha senza dubbio avuto un ruolo importante anche il Fondo Garanzia Prima Casa, che ha permesso lo scorso anno a numerosi istituti di credito di finanziare operazioni di acquisto con LTV elevato, anche fino al 100%; da capire quali saranno, nel 2019, gli effetti dell’assenza di questo importante strumento di accesso al credito.

Leggermente maggiore, anche, l’età media dei richiedenti (passata da 40 a 41 anni) mentre è rimasta stabile la durata media dei piani di ammortamento richiesti (poco più di 22 anni).

Tassi di interesse in aumento sulle nuove erogazioni nel 2018

Dal punto di vista dei tassi gran parte del 2018 è stato caratterizzato da un livello estremamente basso degli indici, sia fissi che variabili, condizione garantita dalla sostanziale stabilità di EURIRS ed EURIBOR (i parametri che guidano l’andamento, rispettivamente, dei mutui fissi e variabili).

A partire dal mese di ottobre, però, per quanto riguarda le nuove richieste di mutui a tasso fisso di lunga durata, qualcosa è cambiato e alcuni istituti di credito hanno iniziato a ritoccare verso l’alto i loro spread (e quindi il tasso finale per il cliente) con incrementi nell’ordine dei 20 punti base.

Anche i nuovi mutui erogati a tasso variabile, in alcuni casi, hanno visto un lieve rialzo degli spread bancari applicati, ma su queste operazioni di finanziamento l’incremento è stato più limitato e, quando presente, comunque inferiore ai 10 punti base.

Il 2019 inizia con nuovi aumenti, solo in parte mitigati dall’EURIRS

Il trend registrato negli ultimi mesi del 2018 si è confermato anche nel 2019; durante i primi giorni del nuovo anno alcuni istituti di credito hanno nuovamente ritoccato verso l’alto, con aumenti sempre nell’ordine dei 10-20 punti base, gli spread applicati ancora una volta ai nuovi mutui a tasso fisso di lunga durata; aumenti che però sono stati mitigati, almeno in parte, dal calo dell’EURIRS. Importante notare come alcuni istituti di credito, in controtendenza, abbiano invece approfittato del contesto per adottare strategie commerciali più espansive, scegliendo di mantenere inalterati i loro spread.

«Nonostante i lievi rincari dei tassi registrati a fine anno sui nuovi mutui – che su un taglio medio si traducono in un aumento degli interessi nell’ordine di pochi euro al mese – il 2018 è stato un ottimo anno per chi ha richiesto ed ottenuto un mutuo e ci aspettiamo altrettanto per il 2019», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it «Per evitare di pagare più del dovuto, però, viste le differenti strategie di tasso applicate dalle banche, è quanto mai fondamentale confrontare le offerte di più istituti di credito; solo in questo modo è possibile garantirsi i migliori tassi attualmente disponibili che, di fatto, sono comunque ancora molto vicini ai minimi storici ed estremamente convenienti».

Sempre più italiani scelgono il fisso, ma quanto conviene?

Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it anche per il 2018 il tasso fisso si conferma re indiscusso del mercato italiano dei mutui, con ben otto aspiranti mutuatari su dieci che si sono orientati verso questa tipologia di finanziamento (erano il 73% nel 2017). Interessante notare, inoltre, come nei mesi compresi tra luglio e dicembre la percentuale di richiedenti mutuo a tasso fisso sia ulteriormente salita, sfondando il muro dell’80% e raggiungendo il suo picco a novembre (87%). Dati che riflettono con chiarezza come le note vicende legate all’aumento dello spread Btp-Bund e le tensioni dei mercati abbiano spinto molti aspiranti mutuatari a rifugiarsi nel tasso fisso. Una scelta che però, almeno nel breve periodo, potrebbe rivelarsi poco premiante se si considera che, dati alla mano, il tasso variabile consente, a parità di cifra erogata, ancora importanti risparmi sulla rata.

Le surroghe

Anche per il 2018 le surroghe hanno avuto un peso importante sul totale delle richieste; dai dati raccolti da Facile.it emerge che circa un mutuo su quattro (sia considerando i richiesti, sia gli erogati) erano legati a questa finalità, con un picco registrato nei mesi di maggio e giugno (27%). Il dato più significativo, però, emerge analizzando i valori relativi alle richieste degli ultimi mesi dello scorso anno, caratterizzati da un calo sensibile delle surroghe; a novembre la percentuale è scesa al 19,5% mentre a dicembre si è toccato il valore minimo del 2018, 16,6%, percentuale confermata anche dai primi dati parziali registrati nel 2019.

«L’effetto più evidente degli aumenti degli spread bancari applicati sui nuovi mutui a tasso fisso è proprio il calo del peso percentuale delle domande di surroga; rispetto a settembre 2018, di fatto, la convenienza economica a sottoscrivere un prodotto diverso surrogando oggi è ridotta. Continua certamente ad aver senso, invece, il cambiare tipologia di tasso da fisso a variabile o viceversa se si sceglie di avere una diversa esposizione personale al rischio di eventuali aumenti dell’Euribor» conclude Cresto.

Il “divertimento” a volte si trasforma in tragedia. …L’informazione non basta mai!

Scritto da Tiziana Bonazza il . Pubblicato in Religione

Il “divertimento” a volte si trasforma in tragedia. …L’informazione non basta mai!

Notizie di arresti per droga, controlli, spaccio ecc… arrivano anche da Senigallia. E’ evidente quindi, quanto la droga, colpisca i giovani che non ne conoscono le vere conseguenze, attirandoli in una spirale discendente che porta alla distruzione della vita.

Per fare qualcosa in tal senso i volontari “La via della felicità – Amici di L. Ron Hubbard” mercoledì saranno presenti a Senigallia per sensibilizzare i giovani sulla verità in merito alla droga con opuscoli dal titolo La verità sulla droga.
L’uso di stupefacenti è una preoccupazione, perché rappresenta una
minaccia per la loro salute. Gli effetti negativi variano a seconda del tipo
di droga consumata, le dosi prese e la frequenza di utilizzo. Tutte le droghe hanno immediati effetti fisici, ma possono anche ostacolare gravemente lo sviluppo psicologico ed emotivo, soprattutto tra i giovani.
Per condurre una vita sana è necessario fare scelte che siano rispettose del corpo e della mente. Per fare queste scelte, i giovani hanno bisogno di orientamento e la necessità di ottenere i fatti sul consumo di droga. La campagna internazionale Mondo Libero dalla Droga offre ai giovani, e non solo, gli strumenti per educare se stessi circa i rischi connessi con l’uso di queste sostanze.

Proprio perché riguarda tutti noi, i volontari “La via della felicità-Amici di L. Ron Hubbard”, che da oltre 25 anni supportano questa campagna internazionale di prevenzione, continuano l’attività di informazione, sensibilizzando i giovani lungo le vie del centro e posizionando gratuitamente, gli opuscoli informativi di prevenzione presso i locali pubblici di Senigallia.

Ecco cosa dice Sabrina, una ragazza uscita dal tunnel della droga: “Droga uguale morte. Se non fai niente per uscirne, finirai col morire. Essere un tossicodipendente è come essere imprigionati. All’inizio pensi che la droga sia tua amica (sembrerebbe che ti aiuti a scappare dalle cose o dai sentimenti che ti infastidiscono). Ma ben presto scopri di svegliarti al mattino pensando soltanto alla droga.
Trascorri l’intera giornata cercando o prendendo droga. Sei sballato tutto il pomeriggio. La notte vai a dormire fatto di eroina. E vivi solo per questo. Sei in una prigione. Puoi sbattere la testa contro il muro, senza fermarti, ma non vai da nessuna parte. Alla fine, quella prigione diventa la tua tomba.”
Per informazioni visita il sito www.drugfreeworld.org