Archivio per Febbraio, 2019

Un 8 marzo di arte impegnata con Gabriella Ventavoli alla MAG: l’intervista

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Con l’approssimarsi dell’8 marzo, la giornata dedicata alle donne, l’artista Gabriella Ventavoli ha deciso di portare a Milano la personale La donna e l’arte contro ogni forma di violenza. La mostra verrà inaugurata alla Milano Art Gallery in via Ampère 102, vicino a piazzale Loreto, il 7 marzo alle 18. Presentata dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, l’esposizione resterà accessibile al pubblico fino al 28 marzo.

Vista la coincidenza delle date e la scelta di un titolo così significativo, abbiamo approfittato di questi giorni d’attesa per toglierci qualche curiosità.

Gabriella, a breve inaugurerà la sua personale La donna e l’arte contro ogni forma di violenza alla Milano Art Gallery, una mostra con un titolo significativamente importante. Quale connessione c’è con le precedenti esposizioni, tutte legate a temi attuali? E, in particolare, quale connessione ha trovato esserci tra donna e ambiente?

Questa mostra fa parte di una lunga narrazione per immagini iniziata molti anni fa, quando mi sono occupata di temi come le morti bianche, le stragi sulle strade e ogni altra forma di violenza. In particolare, per quanto concerne il secondo quesito, ritengo che la donna è per sua dotazione biologica, più vicina alla natura che crea.

Quale ruolo ha l’amore nella risoluzione delle problematiche ambientali?

L’amore è determinante nell’affrontare le tematiche ambientali perché si protegge ciò che si ama.

E per quanto riguarda invece la lotta contro la violenza sulle donne?

La violenza contro le donne è frutto di una millenaria cultura che ha fatto prevalere i predatori, che esigono il dominio assoluto e invidioso sulla creatività femminile. Anche quest’anno, in occasione dell’8 marzo, dedico una serie di opere ai temi della violenza, declinata nelle diverse forme.

Come nasce la sua confidenza in una mentalità femminile, capace di cambiare direzione rispetto al degrado del pianeta e dei sentimenti? Si riferisce a qualcuno in particolare?

Mi piace coltivare la speranza che la natura femminile sia più vicina alla capacità di proteggere e allevare, così come succede per i bambini che le donne custodiscono nel loro grembo. E sì, ho in mente la scienziata Vandana Shiva, un’attivista e ambientalista indiana che da anni si batte per la salvaguardia della diversità biologica e culturale contro le alchimie biotecnologiche delle multinazionali agroalimentari. Si tratta di una delle voci più autorevoli dell’ecologia mondiale.

Nelle opere esposte ci saranno dei riferimenti culturali che spaziano, affrontando diverse epoche. Come mai scegliere proprio Calliope e Malala?

Ho scelto Calliope perché è l’ispiratrice della poesia epica, e Malala perché è simbolo della violenza perpetrata contro l’intelligenza della donna.

Lei parla anche di “Fiori impossibili”: vuole spiegarci meglio questo concetto?

I “Fiori impossibili”, sono creati dalla mia fantasia per sottolineare e rappresentare la bellezza di virtù come il coraggio, la gioia, il pensiero creativo.

Oltre che con le donne e l’ambiente, le opere si confrontano anche con l’arte, con Picasso in particolare. Perché ha preso come riferimento Les Demoiselles d’Avignon?

È un doveroso omaggio a Picasso per la sua grande arte, capace di scuotere le coscienze con Guernica, l’opera straordinaria che grida contro l’orrore della guerra. Per quanto riguarda invece Les Demoiselles d’Avignon, mi ha colpito l’immagine di fanciulle ‒ in realtà prostitute di un bordello ‒ rappresentate con sembianze grottesche, quasi animalesche. Troppo spesso si insultano le donne dando loro delle prostitute, senza scalfire l’altra faccia della medaglia, gli uomini. Così le mie fanciulle, invece, quelle da me qui rappresentate, sono donne forti e fiere di sé.

Lo sguardo, in tutto questo, quale funzione ricopre?

Lo sguardo definisce la realtà e quello femminile può, a mio avviso, rappresentare un modo diverso di definire la realtà, più ampio e amorevole.

Cosa significa per lei esporre “arte impegnata” a Milano? Quale obiettivo desidera raggiungere con chi verrà ad ammirare le sue opere?

Milano è la mia città di adozione, che ho imparato ad amare. È una città sensibile alla creatività nelle diverse forme.

Quale sarà il suo prossimo passo?

Spero che i prossimi passi possano attirare una schiera di persone innamorate della creatività.

Acqua Morta, il nuovo libro di David Ballerini

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Acqua Morta di David Ballerini

Un passato che non si può cancellare, ombre che rincorrono il proprio destino nel tempo e nello spazio, un crimine agghiacciante e un senso di colpa che dilania: questo e altro è Acqua Morta, un thriller soprannaturale che allarga i propri orizzonti fino a diventare il simbolico racconto di un viaggio nella coscienza, e l’epico canto di dolore per un’umanità condannata a reiterare e scontare i propri errori in un alienante loop temporale. Lo scrittore e regista David Ballerini presenta una storia ricca di suspense e di pathos, racchiusa nello spazio limitato e insieme labirintico di un albergo, specchio consunto che riflette una realtà opaca che verrà presto stravolta e tinteggiata di rosso. Un romanzo che dalla pubblicazione rimane stabile nei primi posti della classifica di vendite di Amazon nella categoria “Thriller soprannaturale”.

Titolo: Acqua Morta

Autore: David Ballerini

Genere: Thriller soprannaturale

Casa Editrice: Self-publishing

Formato: Kindle, epub/Kobo o cartaceo

Pagine: 360, 336 (pagine normalizzate Kindle)

Costo: 4,99€ (Kindle) – 14,95€ (cartaceo)

ISBN-10: 1727683420

ISBN-13: 978-1727683424

ASIN (cartaceo): 1727683420

ASIN (kindle): B07JYGVMCM

«[…] Come se lo spazio di colpo cedesse alle sue spalle, Patrizia per un istante si sente cadere – non verso terra, ma verso l’albergo, come risucchiata da un’improvvisa e subdola risacca. Patrizia si volta, sforzandosi di non precipitare, e solo allora lo nota: fermo in piedi, immobile, di fronte all’albergo; circondato da pregiate valigie di cuoio; tutto elegantemente vestito di nero e con un quaderno altrettanto nero stretto sotto al braccio. Da quant’è che è lì? Come è arrivato quest’ospite? Patrizia ne osserva la figura secca, alta e ossuta, da Baron Samedi; così netta e scura da sembrare buia più che nera: come se fosse stata sottratta al giardino invece che aggiunta; un foro piuttosto che un corpo pieno; come una sagoma ritagliata via o come un colpo di punteruolo inferto alla trama delle apparenze; come se l’essenza stessa dei colori fosse scolata giù per quel foro nel vuoto assoluto di dietro. Come un buco nero, anche la luce del giorno risucchia; risucchia i suoni, emana silenzio. Di nuovo un brivido – è questo quel che prova una stella quando un buco nero le accarezza l’anima, un attimo prima di uncinarle e strapparle via le carni?».

Acqua Morta è un romanzo di genere di difficile collocazione, perché pur essendo di base un thriller soprannaturale contiene nelle sue pagine una complessità di sfumature, di temi e di emozioni che si fa fatica a racchiudere in una semplice definizione. La storia si mostra interessante sin dalle prime battute: nell’albergo e stabilimento termale “Acqua Morta”, un tempo lussuoso e rinomato, avviene la scoperta di una fossa comune mentre si cerca di ripristinare il flusso dell’acqua termale che, verso la fine del secondo conflitto mondiale, ha smesso inspiegabilmente di scorrere. Da questo momento in poi i membri della famiglia proprietaria dell’albergo si trovano a vorticare in un sanguinoso e drammatico anello temporale, che ogni giorno li riporta nel passato, alla data del 10 settembre 1944. Lo stesso romanzo è costituito da una struttura narrativa circolare, e la figura del cerchio è uno degli archetipi presenti nell’opera, richiamato dal rosone di Escher intarsiato sul pavimento al centro delle terme – labirinto di segni al centro del labirinto più grande dell’albergo – così come dai quadranti di tutti i molti orologi impazziti che ogni giorno si spostano con il loro movimento circolare sulla stessa ora, a mezzogiorno.Archetipi come il labirinto, il sangue e l’acqua contribuiscono anch’essi a costruire una narrazione stratificata, ricca di simboli, mitologie e citazioni. E poi c’è il tempo, che mai come in quest’opera acquista spessore e diventa presenza ingombrante: “È una tale vipera il tempo. Ogni spira un’occasione per perdersi, per lasciarsi stringere, per farsi mordere […]”; un tempo che si incanta e che fa incantare, ma non come in una fiaba infantile ma come in un incubo a occhi aperti, che trascina le anime in un vortice di terrore, attonite di fronte all’incomprensibile ma estremamente tangibile realtà parallela in cui sprofondano. Una colpa originaria è alla base dell’opera, che ha prodotto un indicibile crimine che continua a riproporsi, e questa colpa è introdotta da un sinistro personaggio che cattura l’attenzione dalla sua prima apparizione: un uomo in nero che osserva le lancette del suo orologio a cipolla, che ticchettano scandendo il destino di tutti, e il cui ipnotico suono sembra arrivare dritto alle orecchie del lettore. È il tempo che apre i giochi, che fa partire il dolore, è il tempo il drago a due teste con cui l’essere umano combatte, conscio dei propri errori, delle proprie mancanze; è il tempo che in questo romanzo si fa tremendamente soggettivo e fluido come l’acqua della piscina che si tinge di rosso sangue. Acqua Morta è un romanzo frastornante che non si dimentica e in cui non c’è consolazione, perché ciò che è stato è stato e non si può cambiare, neanche cercando di barare. E tutto ciò che rimane ai personaggi è disseppellire una verità perduta, espiare le proprie colpe e sperare che l’acqua torni infine a scorrere.

TRAMA. Appollaiato tra le vette delle Dolomiti, “Acqua Morta” era stato un tempo un albergo lussuoso e uno stabilimento termale famoso in tutta Europa per le doti quasi miracolose delle sue acque. La fonte termale si era però improvvisamente e misteriosamente seccata sul finire della seconda guerra mondiale, riducendo l’albergo a un guscio vuoto e secco – oggi, un peso morto sulle spalle di Patrizia. Patrizia non sa dell’orrendo segreto che giace sepolto in giardino, non sa nulla del crimine terribile che proprio lì nelle terme è stato commesso il giorno in cui l’Acqua, raccapricciata, ha smesso di scorrere. Quando gli operai, scavando, riportano accidentalmente alla luce questo tremendo passato, il tempo si incanta come un disco rotto e tutti gli eventi di quel triste giorno di guerra di sessant’anni prima prendono a ripetersi tali e quali, ancora e ancora: ogni giorno inizia con l’arrivo di un misterioso ospite – alto, vecchio e secco, tutto vestito di nero – ogni giorno finisce con la strage di tutti gli ospiti dell’albergo ad opera di un Capitano tedesco impazzito dal dolore. Fuggire da questo labirinto ostinato e crudele è impossibile – l’unica speranza di sopravvivenza per Patrizia e per i pochi cari che le sono rimasti è scoprire cosa successe e perché. Le ombre del passato hanno molto da raccontare e molto da nascondere, e nessuno è senza colpa – c’è sangue, tanto sangue, nell’acqua. Un romanzo per chi ha amato la raffinatezza narrativa dei film The Shining, The Others e Orphanage.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. David Ballerini è uno scrittore e regista cinematografico pluripremiato, laureato cum laude in Letteratura Italiana presso l’Università di Firenze. Al suo attivo ha due libri: Steadicam: Una rivoluzione nel modo di fare cinema (Falsopiano, 2002) e Edipo Re e Medea di P.P. Pasolini: Mito, Visione e Storia di due Sfortune. Sue la regia e la sceneggiatura del film Il Silenzio dell’allodola (2006), ispirato alle note vicende del prigioniero politico irlandese Bobby Sands. Girovago e curioso per natura, ha molto viaggiato e svolto i più diversi mestieri. Al presente, David Ballerini è attivo anche nell’ambito del design e dell’informatica.

Contatti

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Un’ottima annata per le drupacee made in Geoplant

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende

L’azienda romagnola conclude la campagna vendite con un risultato positivo e antitetico rispetto ai trend del settore: forte di una totale assenza di giacenze a magazzino, conferma l’importanza della qualità per un prodotto in linea con le esigenze dell’agricoltore (e del consumatore) 4.0.

Si avvicina il momento del bilancio per Geoplant, l’azienda vivaistica di Savarna (RA) specializzata nella produzione e nel miglioramento genetico delle piante da frutto e di fragola, che a metà marzo ufficializzerà gli andamenti previsti per le vendite delle sue cultivar di drupacee. I dati di consuntivo rilevano infatti una crescita costante e un altissimo livello di performance rispetto alle tendenze generali del comparto ortofrutticolo, in evidente sofferenza in relazione a drupacee e nettarine.
Nonostante queste specie, in linea generale, risentano sensibilmente della contrazione del mercato e della concorrenza derivante dalle politiche commerciali dei Paesi emergenti dell’Est Europa, la campagna vendite di pesche e nettarine di Geoplant Vivai ha beneficiato dell’alto standard qualitativo offerto, ottenendo una copertura assoluta in Italia (in particolar modo tra Emilia Romagna, Piemonte, Puglia e Sicilia) e un complessivo esaurimento delle scorte in magazzino.

La nettarina a polpa gialla risulta una delle specie che ha registrato le migliori performance: nello specifico, le varietà di maggior successo sono, dalla più precoce alla più tardiva, Carene® (prodotto su licenza, editore Star Fruits), Gea* (che Geoplant produce e detiene in esclusiva, grazie al suo programma di miglioramento genetico), con un particolare interesse nel periodo intermedio per Dorabelle e Monrené* (il cui editore è ancora una volta Star Fruits). Secondo le stime di Geoplant, la nettarina rappresenta l’80% dei nuovi impianti e raggiunge, ad oggi, volumi di vendita decisamente superiori alla pesca.
Nel tardivo, ottime risposte giungono invece da Febe*, altra cultivar di punta di Geoplant, sempre su licenza esclusiva. In questo specifico caso, l’azienda di Savarna ha riscontrato volumi esponenzialmente superiori rispetto alle annate precedenti, registrando il miglior risultato di sempre. Di segno positivo i trend commerciali di Dulciva*, prodotto su licenza CRPV, con epoca di fioritura intermedia.

Molto buono anche il bilancio dell’albicocco, i cui ordini hanno raggiunto la soglia del sold out. Nessuna rimanenza di magazzino per il Gruppo Carmingo®, con particolare risalto a Farbela*, e per Albinova*, varietà medio-tardiva detenuta in esclusiva da Geoplant Vivai, apprezzata per le eccellenti caratteristiche organolettiche e per una vigoria di livello medio-elevato. Bene anche Lady Cot*, edita da Cot International, e tutte le cultivar di appartenenza dell’azienda IPS.
Ma non è tutto: la gamma di piante da frutto made in Geoplant presto si arricchirà di un nuovo eccellente prodotto, di nome Dulcior, già capillarmente proposto sul suolo nazionale dalla rete commerciale Geoplant Vivai nel corso del 2018, il cui lancio effettivo sul mercato è previsto nell’estate del 2019.

Un prospetto più che positivo – che la società agricola romagnola conta di replicare al momento della chiusura di bilancio delle campagne vendite delle cultivar di punta per il ciliegio e le piante di fragola – e che dimostra la centralità del made in Italy e l’irrinunciabilità dell’offerta di un alto standard qualitativo da parte di un player vivaistico di spicco come Geoplant.

www.geoplantvivai.com

#GlobalServiceSolutions: Team Pedercini Racing dati positivi al termine del primo round 2019

Scritto da Pr24News il . Pubblicato in Auto/Moto, Sport

Il Team Pedercini Racing by #GlobalServiceSolutions esce con dati importanti dalla prima prova del Campionato Mondiale MOTUL FIM Superbike 2019 e del Campionato Mondiale FIM Supersport.

Una domenica più complessa del previsto ha impedito al Team Pedercini Racing by #GlobalServiceSolutions di raccogliere quanto sarebbe stato possibile sul circuito di Phillip Island (AUS), round di apertura del Campionato Mondiale MOTUL FIM Superbike 2019 e del Campionato Mondiale FIM Supersport.

Dopo le ottime sensazioni del sabato, con un risultato appena fuori dalla top ten, e gli altrettanto positivi dati raccolti nel warm-up, Jordi Torres (ESP) si è presentato in pista per la Tissot Super Pole Race carico e determinato a proseguire la crescita prestazionale del team italiano in sella alla Kawasaki ZX-10RR #81.

Nella nuova gara sprint di 10 giri che caratterizzerà tutti gli appuntamenti 2019 e che oltre ad attribuire punti stabilisce le prime nove posizioni di gara due, Torres ha rotto subito gli indugi e si è portato ben presto al nono posto, rendendosi protagonista di un’emozionante bagarre con Mercado (#36) e Razgatlioglu (#54). Proprio quando il pilota catalano stava iniziando a pregustare il risultato, un errore di Mercado ha costretto il terzetto a terra alla curva quattro, complicando non poco la gara del portacolori Team Pedercini Racing by Global Service Solutions che si è dovuto accodare al gruppo e ha chiuso la gara in ultima posizione.

Grazie al lavoro dei meccanici del team, la Kawasaki ZX-10RR #81 è stata rimessa in sesto per gara due, dove Torres è quindi scattato dalla dodicesima posizione in virtù della qualifica di sabato. Il pilota spagnolo ha cercato di tenersi lontano dai guai per non compromettere anche l’ultima gara del weekend, ma per evitare Sykes (#66) che ha rallentato inaspettatamente, Torres è stato costretto ad allungare la traiettoria perdendo secondi preziosi che non gli hanno poi consentito di rientrare sul gruppo, chiudendo in quattordicesima posizione.

Jordi Torres #81 – Pilota:
“Il nostro weekend si è un po’ inaspettatamente complicato oggi, ma in fondo è stata la nostra prima gara, dobbiamo ancora adattare diversi aspetti, abbiamo del lavoro importante da fare sulla moto e dovremo continuare a spingere per ottenere i risultati che vogliamo. La concorrenza è molto agguerrita, ma sono sicuro che già dalla Tailandia potremo vedere dei miglioramenti”.

Ayrton Badovini #86 – Pilota:
“La prima gara della stagione è andata, ma non posso dirmi completamente soddisfatto. Abbiamo perso circa 20 secondi durante il flag-to-flag e non fosse stato per questo episodio probabilmente avremmo potuto chiudere nei primi dieci. Non è comunque l’aspetto più importante, sono sicuramente fiducioso perché la moto inizia ad essere veloce, oggi in pista il feeling è stato decisamente migliore e questo è sicuramente un punto fondamentale per proseguire la sfida”.

Lucio Pedercini – Team Owner:
“Peccato, oggi abbiamo avuto un po’ di sfortuna di troppo. In WorldSSP abbiamo pagato un po’ di inesperienza per quanto riguarda il flag-to-flag, ma sapevamo che era una gara di rodaggio e tutto sommato i tempi di Ayrton sono stati molto buoni, quindi il lavoro svolto da tutto il team ha dato i suoi frutti. In WorldSBK l’incidente nella Tissot Superpole Race ci ha privato di un risultato sicuramente meritato, mentre in gara due Jordi ha confermato che il livello è davvero molto alto e non ci si possono permettere sbavature. Siamo comunque soddisfatti, è stato un weekend positivo, ci sono aspetti da migliorare, ma ne siamo consapevoli così come lo eravamo prima di Phillip Island”.

Giordano Mozzi – Team Manager:
“Non male, ci siamo divertiti molto, ma soprattutto oggi abbiamo avuto una chiara chance per chiudere con un risultato finale tra l’ottava e la nona posizione in WorldSBK con Jordi, dimostrando passo e competitività. Anche la seconda gara è stata un po’ sfortunata, ma specie nella seconda parte abbiamo segnato degli ottimi tempi e questo è un aspetto che ci permette di guardare alla Tailandia con fiducia. Anche in WorldSSP Badovini ha finalmente avuto la possibilità di guidare una moto competitiva e questo significa che tutti hanno lavorato nella direzione giusta”.

La stagione del Team Pedercini Racing by Global Service Solutions proseguirà dal 15 al 17 marzo con il Pirelli Thai Round sul Chang International Circuit di Buriram, in Tailandia.

Team Pedercini Racing by #GlobalServiceSolutions | Calendario 2019:
22-24 Febbraio | Australia | Phillip Island
15-17 Marzo | Thailandia | Buriram
5-7 Aprile | Aragon | Aragon
12-14 Aprile | Olanda | Assen
10-12 Maggio | Italia | Imola
7-9 Giugno | Spagna | Jerez
21-23 Giugno | San Marin | Misano
5-7 Luglio | Gran Bretagna | Donington
12-14 Luglio | Stati Uniti | Laguna Seca
6-8 Settembre | Portogallo | Portimao
27-29 Settembre | Francia | Magny-Cours
11-13 Ottobre | Argentina | Villicum
24-26 Ottobre | Qatar | Losail

Fontepr24.news

Ufficio Stampa – Pr24.news
Salvatore Ponticelli
ponticelli@pr24.news
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Eni: Claudio Descalzi commenta gli ottimi risultati del 2018

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

“Abbiamo lavorato su due fronti: la continua ottimizzazione del portafoglio di business esistente e il suo potenziamento per il futuro, in linea con la strategia annunciata”: così Claudio Descalzi ha commentato gli importanti traguardi raggiunti da Eni nel corso del 2018.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: il 2018 di Eni

In seguito all’approvazione dei risultati consolidati dell’esercizio 2018, Eni ha confermato di aver chiuso l’anno con un utile operativo adjusted di 11,24 miliardi: tale risultato rappresenta un raddoppio dell’utile rispetto al 2017. Anche l’utile netto adjusted è quasi raddoppiato rispetto al 2017, salendo a 4,59 miliardi. L’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi ha confermato che questi risultati derivano da un lavoro importante, che si è svolto su due fronti: “La continua ottimizzazione del portafoglio di business esistente e il suo potenziamento per il futuro, in linea con la strategia annunciata. I risultati, grazie anche al contributo di quanto fatto nel quarto trimestre, sono stati ottimi in entrambi i casi”. Il CdA intende proporre all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,83 euro per azione (era 0,80 nel 2017), di cui 0,42 distribuiti nel settembre 2018 a titolo di acconto: la proposta avverrà durante la convocazione del 14 maggio 2019. La società guidata da Claudio Descalzi ha ottenuto ottimi risultati anche dal punto di vista della produzione.

Claudio Descalzi commenta i risultati

Sono da record i risultati ottenuti da Eni nel campo della produzione di idrocarburi, che si è attestata attorno a 1,85 milioni di barili di olio equivalente al giorno con un aumento del 2,5% rispetto al 2017 a prezzi costanti. La società ha comunicato che il risultato è stato raggiunto nonostante l’intercorrere di eventi penalizzanti, come la minore domanda di gas in alcuni Paesi (che ha portato al -1% nel corso dell’anno). La crescita del settore è alimentata da oltre 300mila boe/giorno di contributo dai ramp-up dei grandi progetti a elevata marginalità e dai cinque start-up pianificati per il 2018. Nel commentare i risultati di Eni, Claudio Descalzi ha sottolineato che il portafoglio è stato potenziato ulteriormente “in ottica futura: questo rende il nostro portafoglio complessivo ancor meglio bilanciato e resistente alle ciclicità future.” L’AD ha precisato che “per quanto concerne il portafoglio esistente, abbiamo raddoppiato il risultato operativo ed il risultato netto in presenza di un prezzo Brent in euro cresciuto solo del 25% rispetto al 2017. La cassa operativa è cresciuta del 35% consentendo, dedotti gli investimenti rimasti sostanzialmente costanti a riprova della disciplina adottata, di coprire l’esborso per dividendi pari a 3 miliardi e di ridurre di importo pressoché uguale il debito netto, sceso a 8,3 miliardi.” Claudio Descalzi ha confermato che, sulla base di questi risultati, ha intenzione di proporre al Consiglio di Amministrazione il pagamento di un dividendo pari a 0,83 euro per azione.

Kirill Tatarinov entra nel Consiglio di amministrazione di Acronis con l’intento di accelerare l’espansione sul mercato

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Tecnologia

Acronis, leader globale della protezione informatica e dello storage nel cloud ibrido, ha annunciato l’ingresso nel Consiglio di amministrazione di Kirill Tatarinov, businessman del settore tecnologico con oltre 30 anni di dirigenza nell’industria del software di fascia enterprise.

Tatarinov vanta una cospicua esperienza nell’attuazione di efficaci strategie di sviluppo del prodotto e ha una profonda conoscenza dell’IT per le aziende, competenze che potranno accelerare l’espansione di Acronis nei settori aziendali e della pubblica amministrazione.

“È un onore accogliere nel Consiglio direttivo un leader di tale prestigio. La grande esperienza maturata da Kirill nell’identificare le opportunità e nel promuovere la redditività aiuterà Acronis a raggiungere i propri obiettivi strategici. Acronis rende disponibili i cinque vettori della sicurezza informatica – salvaguardia, accessibilità, privacy, autenticità e sicurezza (SAPAS) – oggi richiesti in tutto il mondo da aziende di ogni dimensione. L’esperienza di Kirill ci aiuterà ad accelerare l’espansione sul mercato”, ha dichiarato Serguei “SB” Beloussov, fondatore ed Executive Officer di Acronis.

Di recente, Tatarinov ha ricoperto il ruolo di Presidente e CEO di Citrix Systems. Sotto la sua leadership, Citrix ha rinnovato visione e strategia, ottenendo un netto progresso della cultura aziendale incentrato sul progresso e sulla trasformazione nel cloud. Nel corso del suo mandato, l’azienda ha messo a segno sei trimestri consecutivi di progressi operativi che hanno superato le aspettative di Wall Street, generato un rendimento azionario superiore al 50%, dato nuova vita ai principali prodotti dell’azienda e incentivato nuove acquisizioni e iniziative cloud.

Tatarinov ha trascorso 13 anni in Microsoft Corporation, ricoprendo diversi incarichi esecutivi. È stato Presidente della divisione Microsoft Business Solutions (MBS) con responsabilità integrale per Microsoft Dynamics. In precedenza ha occupato il ruolo di Vice presidente della divisione Management and Solutions, supervisionando la gestione delle tecnologie e dei prodotti Microsoft Windows, incluso Microsoft System Center e le soluzioni Windows Server.

“Acronis è un’azienda straordinaria che propone tecnologie innovative. Sono entusiasta di farne parte. La visione aziendale e la roadmap dei prodotti occupano una posizione d’eccellenza sul mercato e aiuteranno le aziende di ogni dimensione a proteggere le proprie risorse digitali”, ha dichiarato Tatarinov.

Luigi Ferraris: Terna è l’unica Electric Utility al mondo nella Gold Class della sostenibilità

Scritto da pressreleaself releaself il . Pubblicato in Affari, Aziende

Secondo l’agenzia internazionale di rating RobecoSAM, Terna è l’unica Electric Utility al mondo nella Gold Class della sostenibilità. L’Amministratore Delegato e Direttore Generale Luigi Ferraris commenta questo importante riconoscimento, che conferma l’impegno a integrare politiche rispettose dell’ambiente nelle attività di business.

Luigi Ferraris, ad Terna

Luigi Ferraris: Terna riconosciuta nuovamente per l’impegno verso la sostenibilità

Terna è l’unica impresa appartenente al settore dell’Electric Utilities a essere stata riconosciuta con l’inserimento nella Gold Class della Sostenibilità a livello internazionale. Lo ha deciso e reso noto l’agenzia di rating RobecoSAM, attraverso la pubblicazione del Sustainability Yearbook 2019. L’agenzia ha preso in considerazione oltre 2.600 tra le maggiori imprese mondiali già selezionate e indicate nel Dow Jones Sustainability Index, stilando un ulteriore elenco che vede Terna come unica al mondo della Gold Class per quanto riguarda le Electric Utilities. La società guidata da Luigi Ferraris ha totalizzato un punteggio di 91 su 100, mentre la media dei risultati è di 46 su 100. Terna è alla sua decima presenza consecutiva nell’indice del Dow Jones e al quinto ingresso nella Gold Class. Lo Yearbook rappresenta un riconoscimento autorevole e importante, che si basa su criteri molto severi dal punto di vista della performance economica sociale e ambientale. “L’inserimento di Terna nella Gold Class del Sustainability Yearbook 2019 rappresenta una conferma importante della nostra capacità di integrare la sostenibilità in tutte le attività di business”, ha commentato l’AD e DG Luigi Ferraris.

L’esperienza professionale dell’AD e DG Luigi Ferraris

Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna da maggio 2017, Luigi Ferraris è stato Chief Financial Officer del Gruppo Poste Italiane dal 2015 al 2017. Tra le esperienze professionali del manager compare anche l’attività in Enel, protrattasi dal 1999 al 2015: per il Gruppo ha svolto ruoli di primo piano, tra cui quello di Chief Financial Officer di Enel e Presidente di Enel Green Power. È stato inoltre Consigliere di Amministrazione della controllata cilena Enersis e, in seguito, Responsabile e Amministratore Delegato dell’Area America Latina. Ha svolto il ruolo di Consigliere di Amministrazione della controllata spagnola Endesa S.A. e di altre importanti società facenti parte del Gruppo. Luigi Ferraris è stato Consigliere indipendente di ERG S.p.A., società energetica quotata alla borsa italiana, oltre ad aver svolto l’attività di Consigliere del Gruppo PSC S.p.A. La sua carriera è iniziata nel settore auditing di PriceWaterhouse, oltre ad aver ricoperto diverse importanti funzioni manageriali in aziende italiane e internazionali.

Nasce il MOFF – Mobile Film Festival, riservato a smart-metraggi realizzati esclusivamente con smartphone o tablet.

Scritto da uff stampa il . Pubblicato in Film, Spettacolo

Al via la I^ edizione del MOFF – Mobile Film Festival, organizzato da The Business Factory, e riservato a smart-metraggi realizzati esclusivamente con smartphone o tablet, della durata massima di 90 secondi. I video realizzati potranno essere consegnati “come girati” o ridotti a durata attraverso il montaggio. Lo smart-metraggio realizzato deve essere originale e pensato, nella sua sceneggiatura, dalla persona fisica che lo realizza. Potranno essere muti o parlati, realizzati in qualsiasi lingua, a colori o in bianco e nero, con o senza partecipazione di attori. Ogni partecipante potrà inviare fino ad un massimo di 3 smart-metraggi.

La selezione ufficiale dei video in concorso sarà fatta dall’Organizzazione sulla quale saranno chiamati a votare sia il pubblico che una Giuria (in fase di composizione) che vedrà coinvolti personaggi del mondo del cinema, della televisione, della comunicazione, della creatività.

Il pubblico esprimerà il proprio voto attraverso i “like” sulla piattaforma Youtube, sui Social Network Instagram e Facebook (rispettivamente nei canali ufficiali MOFF). Il Festival decreterà le seguenti categorie vincitrici:

  • Miglior Smartmetraggio (Giuria)
  • Migliore Regia (Giuria)
  • Migliore Sceneggiatura (Giuria)
  • Migliore interpretazione Maschile (Giuria)
  • Migliore interpretazione Femminile (Giuria)
  • Migliore Smartmetraggio (Pubblico)

Il concorso terminerà il 30 luglio, data ultima per l’invio del materiale richiesto.

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Bernardo Bertoldi: il reale potere delle imprese familiari italiane

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Bernardo Bertoldi, docente universitario ed esperto di capitalismo familiare, descriveva a fine 2012 gli strumenti e i modelli di gestione utili al fine di sostenere le aziende familiari nel management imprenditoriale delle loro attività.

Bernardo Bertoldi

Bernardo Bertoldi: il quadro generale del capitalismo familiare italiano

Bernardo Bertoldi, docente universitario torinese ed esperto di capitalismo familiare, descriveva in un articolo di fine 2012 una sua iniziativa che, a cadenza regolare, riuniva gli eredi di piccoli e grandi nuclei famigliari imprenditoriali con l’obiettivo di scambiarsi informazioni e pensare a modelli gestionali al passo con i tempi. Tali incontri cercavano di coniugare il presupposto che la stragrande maggioranza delle imprese italiane era ed è a conduzione familiare insieme con la richiesta parallela di crescita e di management dell’impresa da parte del mercato mondiale. Mercato, questo, con orizzonti di brevissimo periodo, al contrario di quelli a lungo termine e valoriali tipici delle imprese familiari, tra le poche realtà genuinamente interessate a continuare ad operare in modo sostenibile e a creare ricchezza. Bernardo Bertoldi proseguiva affermando che era allo studio un metodo relativamente nuovo per l’Italia, ma non per altre nazioni come Francia e USA, che sarebbe venuto in aiuto delle ditte famigliari a restare saldamente sul mercato e continuare a usufruire dei capitali. Questo criterio avrebbe consentito alle famiglie imprenditoriali di far valere un voto multiplo alle azioni di loro proprietà, avvantaggiandole in termini di importanza rispetto a quelle sul mercato e consentendo così di poter mantenere la visione e le decisioni di lungo termine nelle mani degli azionisti che sarebbero rimasti nel tempo fedeli all’investimento.

Bernardo Bertoldi parla dei vantaggi del voto plurimo alle azioni e della Costituzione di Famiglia

Bernardo Bertoldi proseguiva l’intervista spiegando che il potere delle famiglie imprenditoriali sull’impresa si era espresso fino a quel momento o tramite il sistema delle holding di partecipazione oppure garantendosi la quota maggioritaria delle azioni. Con queste premesse, attraverso uno studio condotto partendo da un censimento delle imprese straniere e da una analisi della veridicità se le performance fossero effettivamente migliori laddove le azioni venissero pesate e non semplicemente contate, si domandava se fosse possibile superare lo stato attuale delle cose. In questo modo sarebbero stati facilitati nelle loro decisioni sia gli azionisti, che avrebbero scelto se investire nei valori aziendali o viceversa privilegiare l’ambito più speculativo di breve termine, sia la guida imprenditoriale, che avrebbe potuto realizzare il proprio piano industriale senza eccessive pressioni di breve periodo o potenziali eventi dirompenti, quali un’acquisizione ostile. Bernardo Bertoldi concludeva parlando del progetto relativo alla cosiddetta Costituzione di Famiglia per il passaggio generazionale interno alle imprese familiari. Si tratta di un atto in forma scritta dove sono regolamentati i punti salienti dell’alternanza tra padri e figli alla guida aziendale ed esplicitati i principi dell’impresa e di conseguenza del nucleo familiare fondatore. Questi ultimi sono soprattutto valori gestionali, norme sulla composizione dei conflitti, cultura d’impresa e skills, ruoli e passaggi di quote con una visione di crescita di lungo periodo avulsa dalla massimizzazione di utili e ricavi.

Telefonia mobile: tariffe in calo del 22% in un anno

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, Economia, Tecnologia, Tecnologia Personale

Il 2018 è stato per il settore della telefonia mobile un anno di grandi cambiamenti; l’ingresso di nuovi operatori sul mercato italiano ha spinto le compagnie telefoniche ad una vera e propria gara nell’accaparrarsi nuovi clienti e, secondo l’analisi di Facile.it, la competizione ha portato, in 12 mesi, ad un calo del 22% delle tariffe medie. Se a gennaio 2018 occorrevano in media circa 15 euro al mese per un piano ricaricabile, a gennaio 2019 il prezzo è sceso a 12 euro.

La rincorsa ai potenziali clienti, si legge nell’analisi realizzata confrontando le migliori tariffe disponibili su Facile.it, si è giocata anche su un altro terreno, quello del traffico dati offerto dagli operatori e anche in questo caso a beneficiarne sono stati i consumatori. Se a gennaio 2018 i principali pacchetti ricaricabili prevedevano, in media, 12 GB, a gennaio 2019 la quantità di dati offerta con le nuove promozioni è aumentata addirittura del 130%, raggiungendo, in media, i 28 GB.

«L’ingresso di nuovi player nel settore della telefonia mobile è stato un evento positivo per i consumatori italiani, che oggi non solo hanno la possibilità di scegliere tra un numero più elevato di operatori, ma possono anche godere di una riduzione generale dei costi legata alla competizione tra le aziende», spiega Lodovico Agnoli, Responsabile new business di Facile.it. «Una condizione che si traduce in un importante vantaggio economico per le tasche dei cittadini se si considera che il 90% della popolazione adulta ha un contratto di telefonia mobile e, tra questi, il 37% ha più di una scheda SIM*.».

Che gli italiani non fossero pienamente soddisfatti dei fornitori di telefonia mobile era già emerso da una recente indagine* realizzata per Facile.it da mUp Research secondo la quale, nel 2018, più di un cliente su tre (36%) ha cambiato il proprio operatore mobile e, addirittura, il 14% ha dichiarato di aver cambiato compagnia più di una volta nel corso dello stesso anno. E se i prezzi troppo alti (88%) e il traffico dati non sufficiente (23%) sono state le prime due ragioni che hanno spinto al cambiamento, è importante considerare che, tra chi ancora non ha detto addio al proprio fornitore, quasi uno su tre (30%) lo farà non appena troverà un’offerta più convincente.

L’ingresso di nuovi player nel mercato mobile ha sortito inoltre effetti interessanti anche sul fronte broadband e telefonia fissa. I principali attori in gioco offrono pacchetti che comprendono, oltre ai servizi di ADSL o fibra, prodotti di telefonia mobile. Il meccanismo di trasmissione dei prezzi su queste tecnologie, pertanto, non ha tardato ad arrivare e alcune compagnie hanno iniziato a offrire pacchetti Internet + Mobile a prezzi particolarmente aggressivi.

* Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.