Archivio per 4 Dicembre 2018

RUGGERO de I TIMIDI – “CHRISTMAS SHOW 2018”

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Ruggero de I Timidi torna a teatro con uno show dedicato al periodo più tenero dell’anno.

Dopo il successo del primo “raduno timido” e del tour “Giovani Emozioni”, il crooner timido entra a teatro per cinque serate dedicate alla magica atmosfera natalizia.

Ispirandosi ai grandi show natalizi americani, Ruggero coinvolgerà il pubblico con un sapiente mix di irriverenza e gioia in cui si alterneranno canzoni, poesie recitate da angeli, Babbi Natale in crisi e ospiti a sorpresa.

Ad accompagnarlo sul palcoscenico, oltre alla straordinaria band, ci sarà la moglie-diva Fabiana Incoronata Bisceglia e il Maestro Ivo, tenore lirico della scuola genovese.

Preceduto da una “data zero” in programma il 7 dicembre al Phenomenon di Fontaneto D’Agogna (NO), il Christmas show toccherà poi i teatri di Milano, Torino, Bologna, e Legnago.

SPOT 1

Info/booking: Produzioni timide – info@produzionitimide.com

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BIO

Crooner impacciato, cantante beat nostalgico, una raccolta vivente dei momenti più imbarazzanti e poetici della musica italiana e internazionale, Ruggero de I Timidi è il figlio illegittimo di una relazione tra un’orchestra di fine anni ‘50 ed il grande Freak Antoni, un neomelodico colto (in fallo), con la vocazione al demenziale raffinato. Un cocktail perfetto che mescola modernità e sano vintage: è il cantante da night che mancava in questi anni, arrivato per colmare le lacune della discografia italiana affrontando tematiche che gli altri cantanti non hanno il coraggio di affrontare, partendo proprio dalle classiche storie d’amore. Oltre alla timidezza, infatti, Ruggero rompe i tabù. E lo fa con canzoni che vanno dritte al sodo e che sono diventate dei veri e propri inni, sia dal vivo che con milioni di visualizzazioni su YouTube (“Timidamente Io”, “Pensiero Intrigante”, “Notte Romantica”, “Padre e Figlio”). Totalmente indipendente è stato lanciato televisivamente da “Tu Si Que Vales” (Canale 5), partecipando successivamente a “Quelli che il calcio” (Rai 2), “Check Point” (TgCom24) e “90 Special” (Italia 1). Ha suonato nei principali club e festival d’Italia, compreso l’Home Festival e Deejay On Stage. Ruggero de I Timidi è stato protagonista anche di tre tournée teatrali: Ruggero de i Timidi Christmas Show (2014-2015), Spruzzi di gloria (2017) e Ruggero dei Timidi show (2018).

Nonostante entrambi si ostinino a negare l’esistenza dell’altro, dietro Ruggero de I Timidi c’è Andrea Sambucco, comico e autore udinese noto per le sue partecipazioni a “Central Station” (MTV), “Zelig” (Canale 5), “Glob” (Rai 3), “Quelli che il calcio” (Rai 2).

Contatti e social

Sito web: ruggerodeitimidi.com

Facebook: facebook.com/ruggerodeitimidi

Twitter: @ruggero_timidi

Instagram: @ruggerodeitimidi

Canale Youtube: youtube.com/ruggerodeitimidi

Francesco Cotti presenta il nuovo libro Run Hide Tell

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Run Hide Tell di Francesco Cotti

Run Hide Tell è la cronaca in tempo reale di un drammatico e violento attacco terroristico in un villaggio vacanze italiano, e delle operazioni congiunte dei Reparti Speciali di Polizia e Carabinieri per riuscire a mettere in salvo gli ostaggi e dare primo soccorso alle vittime. Un romanzo ad alto tasso adrenalinico, ricco di suspense e di momenti di forte impatto visivo; un racconto che coinvolge personaggi appartenenti alle Forze Speciali ma anche semplici cittadini che si trovano a scappare, a nascondersi e a invocare aiuto per la propria sopravvivenza. Dopo Strategie Alternative, che ha preparato il terreno per Run Hide Tell, Francesco Cotti presenta un nuovo techno-thriller basato su scenari tragicamente plausibili e attualmente oggetto di studio da parte dei Reparti Antiterrorismo italiani.

Titolo: Run Hide Tell

Autore: Francesco Cotti

Genere: Techno-Thriller

Casa Editrice: Amazon EU

Pagine: 278

Codice ISBN: 978-1983320323

«[…] Un attacco terroristico è come un’infezione provocata da un corpo estraneo. Quando una scheggia di legno perfora l’epidermide, immette nei tessuti migliaia di agenti patogeni diversi che la ricoprono e che sono, in maggior parte, teoricamente letali per il corpo umano. Le cellule più vicine al punto d’ingresso della scheggia soccombono immediatamente, aggredite dai batteri penetrati. Nel giro di qualche minuto il corpo umano ha una risposta difensiva molto aggressiva. La pelle intorno alla scheggia s’infiamma, gonfiandosi e diventando più calda, e richiama più sangue possibile, perché lì sono contenuti i granulociti, ovvero un tipo di globuli bianchi poco specializzati, ma presenti in quantità. Il loro compito è aggredire i batteri sconosciuti, circondarli, e fagocitarli fino ad ucciderli. Tutto questo in attesa che il sistema immunitario metta a disposizione i leucociti, ovvero i globuli bianchi che si sono specializzati a neutralizzare infezioni specifiche che hanno già incontrato precedentemente. L’analogia è calzante quando si deve descrivere una risposta militare ad un attacco terroristico».

Run Hide Tell di Francesco Cotti è la seconda parte di un racconto sulle procedure di risposta ad attacchi di massa delle Forze Speciali, iniziato con il romanzo Strategie Alternative. In questo nuovo lavoro si racconta del violento assalto terroristico a un villaggio vacanze marchigiano, ospitante più di quattrocento persone, ad opera di fanatici integralisti. Con grande cura per i dettagli tecnici e per le concitate fasi operative dei Reparti Speciali di Polizia (UOPI) e Carabinieri (GIS e SOS), Francesco Cotti ipotizza uno scenario verosimile in cui il nostro Paese subisce un attacco da anni temuto dalla popolazione, e tenuto fino a quel momento sotto controllo dall’Intelligence italiana. Run Hide Tell inizia con una tranquilla scena familiare, per poi scaraventare il lettore senza preavviso in un inferno di corpi insanguinati e di nera disperazione. La scelta di non dividere la narrazione in capitoli rende ancora più immediata e palpitante la vicenda, raccontata con ritmo frenetico e senza lasciare respiro. Il romanzo ricorda la serie televisiva 24, per l’azione narrata in tempo reale e riguardante un episodio di attacco terroristico, a cui dovranno rispondere Reparti Speciali addestrati per queste delicate missioni. La trama è assolutamente realistica, arricchita da spiegazioni sulle procedure e i protocolli delle Forze Armate e dei reparti specializzati nelle grandi emergenze del 118 (PMA), e resa più interessante grazie alle riflessioni dello scrittore sul fanatismo religioso di giovani traviati da una fede mal interpretata. Senza tralasciare anche i dettagli più sconvolgenti e crudi di un attacco di massa, e con un’analisi approfondita e grande rispetto per le reazioni di chi ne è vittima, lo scrittore mostra le difficoltà derivanti dal coordinamento di forze operative indipendenti tra loro, che si trovano per la prima volta a fronteggiare una terribile minaccia. Tanti sono i personaggi che si alternano nella storia e che contribuiscono a renderla verosimile e avvincente, ma è Alfonso Cantore che rimane impresso nella mente del lettore, un eroe alla Jack Bauer pronto a tutto per salvare quante più vite possibili. Run Hide Tell prende il titolo dalle procedure di emergenza in caso di attacco terroristico in cui si insegna a scappare, nascondersi e allertare, in un difficile momento storico in cui tali nozioni dovrebbero purtroppo essere conosciute da tutta la popolazione italiana.

TRAMA. Run Hide Tell è la cronaca in tempo reale di un attentato terroristico in un villaggio vacanze italiano. Il sistema di risposta antiterrorismo verrà sottoposto al primo vero test operativo in una situazione disperata, dove numerosi elementi armati e ben coordinati prenderanno in ostaggio centinaia di turisti. Le UOPI della Polizia di Stato e le SOS e il GIS dei Carabinieri saranno chiamati a neutralizzare la minaccia lavorando in sinergia. Con un ritmo degli eventi serratissimo il lettore sarà catapultato direttamente nell’azione e nelle procedure operative utilizzate dai nostri Reparti Speciali e dalle strutture mediche di soccorso. Situazioni dove conta il tempo, ma soprattutto la capacità di saper prendere decisioni eticamente strazianti.

L’ AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE


BIOGRAFIA. Francesco Cotti nasce a Parma nel 1971. Pubblica romanzi di genere techno-thriller, in cui trasmette il suo sapere sulle tecnologie militari, maturato anche grazie alla sua attività passata di consulente tecnico per un’azienda che eroga servizi e beni per Enti Governativi, tra cui i Reparti di Forze Speciali di Esercito, Marina e Arma dei Carabinieri. Il suo ruolo è stato quello di istruire i vari operatori degli Enti all’impiego di equipaggiamenti, e di curare le forniture di materiale ad uso militare per i contingenti delle Forze Armate impegnati nelle prime missioni in Iraq ed Afghanistan (2001-2004). È anche testimone del sorgere del fenomeno delle guardie civili a contratto impegnate in servizi di scorta in teatri di guerra all’estero (impropriamente chiamate “contractor” dai media). È grazie al suo lavoro che ha modo di conoscere e di stringere rapporti a tutti i livelli con operatori dei Reparti di Forze Speciali che lo motivano, nel 2007, a pubblicare il suo primo romanzo d’esordio fortemente ispirato da aneddoti raccolti nell’ambiente, e mai resi pubblici fino ad allora: La Giusta Decisione. Il libro raccoglie il consenso di un pubblico di nicchia incuriosito da un romanzo che per la prima volta ha protagonisti assoluti le Forze Speciali italiane, senza nessuna contaminazione anglosassone nei personaggi e nella trama. Il racconto, per quanto mostri ancora delle incertezze stilistiche tipiche degli esordienti, attira l’attenzione anche del personale in divisa, diventando uno dei romanzi più letti dai soldati italiani in missione all’estero. Nel 2012 esce il secondo romanzo Futuro Ignoto che può vantare nella sua stesura la prestigiosa collaborazione ufficiale del Gruppo Intervento Speciale (GIS) dell’Arma dei Carabinieri. Nel 2016 pubblica il suo romanzo più maturo e ambizioso, Collera dal Mare, che narra nei dettagli la prima crisi diplomatica/militare tra Italia e Libia, facendo in modo che l’autore sia identificato in numerose recensioni come l’ideale erede italiano di Tom Clancy. Il romanzo, a più di due anni dalla pubblicazione, è ancora nei primi cinque posti della classifica di vendite di Amazon. Nel 2017 pubblica la prima parte di un romanzo in due puntate: Strategie Alternative, e nel luglio 2018 il seguito Run Hide Tell, che parla del primo attentato terroristico di grandi proporzioni in un villaggio turistico italiano. Al momento sta lavorando al prossimo romanzo che si avvarrà del contributo dell’Aeronautica Militare.

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Ambienti eterogenei sicuri sempre.

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Italia, Tecnologia

Gruppo Distribuzione S.p.A. ha esigenze molto specifiche per la messa in sicurezza dei propri sistemi. Prima fra tutte: assicurare che anche le macchine customizzate, collegate ad Active Directories dei committenti, siano allineate alle policy di sicurezza aziendale.

Gruppo Distribuzione S.p.A., azienda certificata ISO 9001, ISO 14001, OHSAS 18001, ISO 27001, ISO 18295, nasce nel 2005 come struttura specializzata in servizi di Telemarketing e Teleselling. I successi inanellati nel tempo e l’importante esperienza acquisita nei settori del marketing strategico ed operativo, hanno condotto Gruppo Distribuzione S.p.a. – Youtilitycenter S.r.l. a guadagnare la leadership del settore dei servizi Inbound e Outbound.

Oggi il core business di Gruppo Distribuzione S.p.a. – Youtilitycenter S.r.l. è l’attività di Contact Center, realizzata integrando le più evolute funzionalità dei sistemi informativi con le modalità più avanzate di gestione dei contatti telefonici e digitali, mirando al pieno soddisfacimento dei bisogni dei committenti, secondo una ampia visione strategica e progettuale, volta a distinguere la cultura customer-oriented che da sempre caratterizza Gruppo Distribuzione.

Tra i clienti di maggior rilievo di Gruppo Distribuzione S.p.A. figurano Telecom, Sky, Poste Italiane, Rai, Eni, Comune di Roma 060606, Unicef.

L’azienda dispone di sedi a Roma, Frascati, Matera, in Brasile e Romania. «Il successo della nostra attività è determinato in larghissima parte dalla costante fruibilità in tempo reale dei servizi informativi per i nostri operatori», spiega Pietro Greco, CTO di Gruppo Distribuzione. «Non possiamo permetterci interruzioni del servizio nè incidenti informatici o singoli punti deboli a livello infrastrutturale, che minino la nostra continuità operativa». Un’esigenza che permea tutte le scelte operate da Gruppo Distribuzione, dotato nella sede centrale di Roma di oltre 2000 postazioni di lavoro estremamente eterogenee. «Non solo i nostri PC sono differenziati in base al tipo di attività e al cliente che serviamo, ma anche l’infrastruttura a monte è molto particolare» conferma Greco. Alcuni dei nostri sistemi, ad esempio, sono collegati alla Active Directory del committente e isolati dal resto della rete».

IL PROBLEMA

Per azzerare qualsiasi possibile interruzione dei servizi a fronte di incidenti informatici, Gruppo Distribuzione ha optato per una sicurezza IT multivendor, demandando la tutela di client e infrastrutture a più soluzioni, ognuna deputata ad un compito specifico, antivirus, firewall applicativi e perimetrali, sand-boxing.

Negli anni l‘azienda si è avvalsa di diverse soluzioni antivirus, riscontrando però limitazioni in termini di gestione delle policy di sicurezza, a fronte dell’ambiente eterogeneo sia lato sistemi operativi sia per l’impiego di più Active Directories.

Uno strumento tramite cui centralizzare la gestione e il deployment delle policy non era incluso nella console di gestione dell’antivirus in uso. Sarebbe stato necessario acquistare una soluzione dedicata con un overhead di costi, anche operativi, che portò l’azienda a valutare una suite di sicurezza alternativa a fronte della naturale scadenza dei contratti di manutenzione della soluzione in uso, oggi ancora in dismissione su circa un quarto dei sistemi.

LE ESIGENZE

«A fronte della presenza di sistemi associati a Active Directories differenti, la governance risulta molto più complessa e richiede strumenti che svolgano i compiti altrimenti appannaggio del domain controller», spiega Greco. «Potersi avvalere di un Policy Manager integrato nativamente nella soluzione per la sicurezza endpoint risultava particolarmente utile».

Gruppo Distribuzione si avvale di policy aziendali molto stringenti in merito all’utilizzo di dispositivi di lettura o archiviazione di massa esterni. «Per noi era essenziale poter inventariare tutte le macchine, anche quelle fuori dall’AD interna, e autorizzare l’uso di chiavette USB generiche o pendrive istituzionali, hard disk esterni o lettori CD solo per determinate tipologie di operatori, in base alla rispettiva committenza», aggiunge Greco. Peraltro, tale integrazione, come realizzata nella soluzione Enterprise Protection Business G DATA, presentava un vantaggio non indifferente sia a livello di pricing sia in termini di semplificazione del deployment.

Un ulteriore fattore determinante per la decisione di valutare altri vendor, era l’insoddisfazione di fondo di Gruppo Distribuzione rispetto al livello di servizio post vendita erogato dal produttore della soluzione in uso. «A volte frustrante, per chi, come Gruppo Distribuzione, fa della reperibilità per i propri clienti il caposaldo del proprio business», conferma Greco.

LA SOLUZIONE

Dopo un attento e rigoroso scouting, anche a fronte delle referenze reperite sulle soluzioni business G DATA, la scelta di Gruppo Distribuzione S.p.A. è ricaduta sulla suite di sicurezza completa G DATA Endpoint Protection Business per la flessibilità di utilizzo, la semplicità della configurazione e la console centralizzata attraverso cui gestire tutte le policy aziendali. La possibilità di monitorare l’intero parco installato, nonostante l’eterogeneità di sistemi e infrastrutture, attraverso una singola console capace di applicare a singoli utenti o gruppi di utenti policy di sicurezza specifiche e di monitorare la protezione dei singoli endpoint per la parte antivirus si è rivelata tanto determinante quanto il pricing e il supporto tecnico ineccepibile.

Pietro Greco, CTO di Gruppo Distribuzione S.p.A, Paola Carnevale, Channel & Sales Manager di G DATA Italia

«La fase di trial è durata circa sei mesi», racconta Greco. Nello specifico, a fronte della customizzazione dei sistemi operativi e applicativi dei diversi endpoint a seconda della clientela, fu necessario far convivere la soluzione da dismettere e quella firmata G DATA per un certo lasso di tempo, durante il quale la suite G DATA Endpoint Protection Business fu installata su alcune macchine campione (inizialmente due, poi quattro e infine dieci) in maniera puntuale per committenza. Verificato il buon funzionamento dei diversi sistemi si procedette alla migrazione granulare di circa 1500 endpoint (sistemi Mac e Windows).

«In questa fase il team di G DATA Italia ha dimostrato concretamente la duttilità di Endpoint Protection Business in ambienti eterogenei, garantendo lo scambio di certificati e la corretta inventariazione dei sistemi non appartenenti all’AD interno e la fruibilità del Policy Manager su tutte le macchine coinvolte nella migrazione», aggiunge Greco.

Proteggere un ambiente tanto eterogeneo e corposo come quello di Gruppo Distribuzione, con client costantemente alla mercè di ransomware o altre minacce informatiche è una sfida non indifferente, gestita con maestria da G DATA Endpoint Protection Business», conferma Greco. «Con un solo caso di infezione da attacco mirato zero-day, non bloccato neanche dal firewall perimetrale e caratterizzato da un estremo livello di camouflage – che rende attacchi simili sempre più difficili da rilevare dal personale non ICT – la soluzione G DATA si è rivelata estremamente affidabile e di scarso impatto sui nostri sistemi durante le attività di routine come l’aggiornamento delle firme, la distribuzione delle policy e la scansione in background».

BENEFICI TANGIBILI

Rapportando l’esperienza di due anni e mezzo con G DATA Endpoint Protection Business a quelle precedenti, Gruppo Distribuzione sottolinea le seguenti caratteristiche come benefici tangibili derivanti dall’impiego della suite G DATA:

  • Basso impatto delle operazioni quotidiane della suite sull’efficienza delle postazioni di lavoro.
  • Uso flessibile in ambienti estremamente eterogenei, semplicità di installazione e gestione centralizzata.
  • Fruibilità gratuita di un modulo di analisi comportamentale, oltre che di un modulo anti-ransomware e anti-exploit, associati a due motori antivirus aggiornati costantemente e perfettamente integrati tra loro grazie alla tecnologia brevettata G DATA CloseGap.
  • Policy Manager integrato, essenziale per allineare anche macchine associate a Active Directories esterne alle policy aziendali.
  • Tecnici con sede in Italia, in grado di percepire eventuali emergenze e mettersi in gioco anche al di fuori dell’orario di ufficio.

PROSPETTIVE FUTURE

Gruppo Distribuzione intende portare a termine la migrazione di tutti gli endpoint della sede di Roma (oltre 2000 in totale). Non si esclude la futura adozione della soluzione G DATA anche nelle ulteriori sedi italiane dell’azienda. Il modulo opzionale per il Patch Management sarà invece installato nel 2019 su circa 500 macchine del Gruppo a completamento della protezione fornita con G DATA Endpoint Protection Business.


G DATA
Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.
G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer.
Partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP, G DATA ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati. L’azienda patrocina altresì il Teatro Comunale di Bologna e diversi eventi volti all’accrescimento culturale e all’aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media.
Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

Capodanno nella capitale per chiudere un meraviglioso 2018 all’insegna di Spoleto Arte

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Le belle sorprese non finiscono mai con Spoleto Arte, che prepara una festa per salutare un anno denso di emozioni e accogliere il nuovo assieme ai suoi artisti. E cosa meglio della mostra Capodanno ad Arte può accompagnare la chiusura e l’apertura di un momento così speciale? L’appuntamento da segnare sul calendario è fissato per le 18 di sabato 29 dicembre 2018, giorno del vernissage dell’esposizione che durerà fino al 26 gennaio 2019. Il luogo scelto per celebrare il momento è il prestigioso Piram Hotel di Roma (in via Giovanni Amendola 7), a pochi passi dal Teatro dell’Opera e dalla Basilica Santa Maria degli Angeli.
All’inaugurazione saranno presenti inoltre numerose personalità di spicco, tra cui Antonietta Di Vizia della RAI, l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, il prof. Alberto D’Atanasio, direttore del Premio Modigliani, l’attore Enio Drovandi, protagonista del film culto Amici miei, e l’organizzatore dell’evento, il presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes.

Capodanno ad Arte celebrerà dunque nella capitale, in posizione centrale, l’avvento del 2019 con noti vip del mondo dell’arte e della cultura. Anche in quest’occasione di allegria e festeggiamenti l’arte rimane il cuore pulsante che muove Spoleto Arte e che la spinge a mettere sempre in evidenza i talenti del panorama contemporaneo. Sarà pertanto un’ottima occasione per ricordare le manifestazioni che hanno contrassegnato il 2018 di Spoleto Arte, come L’arte delle donne, la Pro Biennale, Spoleto Arte e il Premio Hack, il Premio Modigliani, Spoleto Arte incontra Venezia e Miami meets Milano. Ma sarà anche un motivo per guardare al futuro con nuovi progetti e incontri imperdibili, tra cui il Carnevale dell’Arte a Venezia, il Festival dell’Arte a Sanremo e molto altro ancora. Tutto accompagnato da un pianoforte a coda e da musica dal vivo.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a org@spoletoarte.it o visitare il sito www.spoletoarte.it.

Al Teatro Bianconi Edith Piaf torna a cantare con la voce di Melania Giglio

Scritto da Teatro Bianconi il . Pubblicato in Arte, Musica, Spettacolo, Teatro

Carbognano, 2 dicembre 2018: La Direzione del Teatro Bianconi ha sempre incluso nel proprio cartellone, tra tante commedie divertenti e argute, almeno uno spettacolo diverso dagli altri; delle vere e proprie “chicche”, grandi prove di autore e di attore a cui ogni amante del teatro non può assolutamente mancare. Il prossimo appuntamento di domenica 9 dicembre alle ore 17:30 è proprio uno di questi spettacoli immancabili. E’ stata la diva indomabile per eccellenza; carismatica, dispotica, talentuosa e fragile, malata, nevrotica, fascinosa. Édith Piaf si è imposta anche al di là della sua voce, delle memorabili canzoni che ha lasciato. La sua personalità, la parabola della sua vita, il complicato rapporto con gli uomini, la solitudine, ne hanno fatto una leggenda e Melania Giglio ne ha tratto un intenso e immancabile spettacolo: ÉDITH PIAF . L’usignolo non canta più con la regia di Daniele Salvo e con Melania Giglio e Martino Duane sul palcoscenico.

Siamo nel 1960, nell’appartamento di Édith. Una serie di eventi si sono susseguiti nella vita di questa piccola donna: lutti, incidenti, amori, liti, solitudine, alcool, gioie, successi e canzoni. Tutto si è abbattuto sull’usignolo come un uragano. L’usignolo non canta più. L’artrite l’ha resa gobba, l’alcool e i medicinali l’hanno resa gonfia e senza capelli, i lutti hanno ferito la sua voglia di vivere. Ma improvvisamente qualcuno bussa alla sua porta e arriva a profanare questo “buio”. È Bruno Coquatrix, l’impresario dell’Olympia. Tra un bicchiere “proibito” e l’altro e una rivisitazione del tempo che fu ma che può ancora essere, Bruno la convincerà ad esibirsi utilizzando al meglio urla e abbracci . Trionfa il sogno, trionfa la speranza.

Lo spettacolo ripercorre i giorni che precedettero la storica esibizione di Édith Piaf sul palco dell’Olympia, dalla fine del 1960 sino alla primavera del 1961. Questo racconto, arricchito da canzoni eseguite rigorosamente dal vivo, vuole essere un omaggio a una delle voci più belle e strazianti della canzone moderna.

Perfetta nell’interpretazione e superba nel canto, la Giglio, riconsegna con rigore ogni sfumatura dell’interiorità di un’anima tormentata eppure nobile, apparentemente infantile eppure profonda, sorprendentemente vitale ma altrettanto fragile. Tutte le canzoni , da “Milord” a “Non, je ne regrette rien“ passando per “La vie en rose”, sono eseguite magistralmente dal vivo. Grande anche l’interpretazione di Martino Duane per un duetto di artisti che consegneranno al fortunato pubblico emozioni e sentimenti semplicemente indimenticabili.

Per informazioni e prenotazioni basta visitare la pagina Facebook del Teatro Bianconi o il sito internet www.teatrobianconi.it oppure telefonare al 340.1045098

1° Campionato italiano di Blind tennis: Bologna vola in alto e conquista il podio

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Sport, Tennis

Il torneo, organizzato dalla Federazione Italiana Tennis ciechi e disputato grazie al supporto del promotore Virtus Tennis, consacra in Italia questa disciplina e la proietta verso Tokyo 2020.

Nato in Giappone nel 1984 e regolamentato solo 30 anni dopo, nel 2014, il Blind tennis assume nel 2018 ufficialità anche entro i confini italiani.

Dopo le edizioni internazionali di Alicante 2017 e Dublino 2018, rivolte a decine di partecipanti provenienti da 14 nazioni, è stata la volta dell’Italia: dal 23 al 25 novembre, i 20 migliori atleti delle categorie B1 (non vedenti), B2 e B3 (ipovedenti) di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Valle d’Aosta si sono infatti sfidati per aggiudicarsi il primo Campionato nazionale.

Tra loro anche la punta di diamante della batteria bolognese allenata dall’ASD PAT Bologna (http://www.patbologna.it) Luigi Abate, già posizionatosi trai primi 6 alla gara di Alicante: lo sportivo ha scalato la classifica della categoria B1 maschile fino a conquistare la finale contro il milanese Maurizio Scarso e a guadagnarsi il secondo posto.

Il Blind tennis ebbe origine negli anni ’80 in Giappone grazie allo spirito volitivo e all’intuizione pratica del giovane Miyoshi Takei, cieco dalla nascita.

Il desiderio di “colpire una palla e farla viaggiare nell’aria il più forte possibile” spinse lo sportivo a ricorrere all’aiuto dei 4 sensi “funzionanti” per riuscire a sentirla pur senza vederla. Creò a tal proposito una leggera pallina di spugna, dalle dimensioni lievemente maggiori rispetto allo standard, con una particolare foratura all’interno per contenere dei piccoli sonagli, fondamentali per percepire distanza e velocità della pallina stessa rispetto al giocatore. Il suono rimpiazzò quindi lo sguardo, arrivando a interessare anche le fasi di servizio e scambio palla per mezzo di avvisi verbali. Dopo un periodo di grande diffusione in Giappone, questa disciplina agonistica valicò i confini e raggiunse oltre 30 nazioni nei 5 continenti.

In Italia, il Blind tennis giunse nel 2013 per iniziativa del maestro di tennis Eduardo Silva, argentino di nascita e friulano di adozione, fondatore del progetto “Tennis per ciechi Italia” e rappresentante del Paese nell’International Blind Association. Gli istruttori dell’associazione sportiva PAT Bologna hanno sposato la vocazione e il metodo originario del Blind Tennis – dapprima importati da Takei e successivamente promossi dall’impegno di Silva – per proporre presso la palestra di Rastignano (via Marzabotto, 35) allenamenti rivolti a entrambe le categorie di non vedenti e ipovedenti, divenendo una struttura d’eccellenza nell’ambito della disabilità visiva.

Florida: gli artisti di Spoleto Arte premiati con l’International Art Prize Dalì

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Venerdì 30 novembre diventa un giorno speciale per una ristretta cerchia d’artisti. Questi ultimi vedranno premiato il loro percorso artistico con un riconoscimento dal sapore internazionale. Dove? Niente meno che al Salvador Dalì Museum in Florida (One Dalì Bvld, St. Petersbourg). L’International Art Prize Dalì è stato infatti attribuito oggi a pittori, scultori, fotografi, ad artisti la cui strada è ormai consolidata e ad altri che ancora sono in ascesa e vanno per questo appoggiati.

Sfilano i nomi di note personalità che hanno contribuito a rendere il premio in nome di uno dei più grandi e apprezzati artisti del Novecento qualcosa di unico. Non potevano infatti mancare l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, e Alberto D’Atanasio, il direttore del Premio Modigliani. Vi sono poi le firme del direttore dell’orchestra del Teatro La Fenice Silvia Casarin Rizzolo, di Roberto Villa di Casa della Fotografia e del manager di personaggi noti Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte.

Proprio a quest’ultimo si deve l’organizzazione della premiazione oltreoceano. La motivazione della scelta risiede nella volontà di dare risalto a un valore, come l’arte, che non riconosce frontiere. Spoleto Arte intende così avvicinare il premio a un contesto multiculturale come Art Basel e alla mostra Miami meets Milano, che di lì a poco alzeranno il sipario. Si resta comunque legati al nome da cui il premio trae motivo di pregio con la scelta della location. Il nuovo museo, costruito nel 2011, espone un’ampia collezione di manufatti artistici, foto e documenti del grande Maestro. Si possono difatti contare più di 2.100 “tesori” lasciatici da Dalì.

Ma passiamo ai veri protagonisti, gli artisti a cui è stato conferito il premio: Milena Aere, Patrizio Arabito, Paolo Barichello, Maria Brunaccini, Margherita Casadei, Rosanna Cecchet, Bruno Colla, Claudia Crestani, Anna Di Francesco, Daniele Digiuni, Jacqueline Gallicot Madar, Bruno Greco, Pinella Imbesi, Antonella Laganà, Daniela Leghissa, Francesca Aurora Malatesta, Massimo Mariano, Andreas McMuller, Susanna Murgia, Alessandro Negrini, Giuseppe Pasqualetto, Giulia Quaranta Provenzano, Orlando Rosa, Gisella Rosmini, Rolando Rovati, Donatella Saladino, Elisa Scuccimarra, Maria Pia Severi, Fedor Kuz’mic Suskov, Carlà Tomatis, Maria Turra ed Emel Vardar.

Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a org@spoletoarte.it o visitare il sito www.spoletoarte.it.