Archivio per 28 Novembre 2018

Crisi immobiliare? La soluzione si chiama: affitto breve

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

È da sempre opinione comune che un proprietario immobiliare sia una persona benestante, in netta contrapposizione con chi invece una casa non ce l’ha. Eppure, oggi più che mai, non esiste convinzione più errata. Negli ultimi otto anni, nel nostro Paese il valore degli immobili è calato più del 15% e questo lo dice l’Istat. Calo che per abitazioni più vecchie arriva addirittura al 22,1%. Insomma, possedere un’abitazione e soprattutto una seconda casa, oggi pone sulla testa dei proprietari un peso decisamente troppo elevato in quanto a perdita di valore e fardello di tasse da pagare.

È il motivo per cui, molti proprietari preferiscono vendere piuttosto che spendere denaro per rimodernare, soprattutto quelle abitazioni più vecchie che poi nel nostro Paese rappresentano la gran parte del mercato attuale. Non è un caso se negli ultimi cinque anni anche il mercato delle aste immobiliari sia cresciuto del 23%. “Gli investitori esteri pur investendo 2 miliardi di euro nel primo semestre del 2018 (principalmente in uffici e in centri commerciali) hanno speso in Italia il 48,2% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso” racconta l’imprenditore Andrea Guarise, autore de Il ballo del mattone; il mercato immobiliare di fronte alle nuove sfide, ebook edito da Linkiesta.

L’affitto tradizionale non funziona più

Ma allora davvero l’unica alternativa per far fronte a questa stagnazione del mercato è vendere? Non la pensa così Francesco Zorgno, socio fondatore di CleanBnB che una soluzione ce l’ha eccome. “Siamo perfettamente consci delle difficoltà che incontrano di questi tempi i proprietari immobiliari, ma bisogna fare i conti con un dato di fatto tangibile: quello che da sempre è stato il solo modo di mettere a reddito un immobile, cioè l’affitto tradizionale, non funziona più. Pone grossi problemi dovuti a una congiuntura economica poco favorevole che poi si trasformano in morosità dell’inquilino con conseguente perdita di denaro per il proprietario oltre a tutte le grane che ne conseguono nel caso in cui si voglia procedere con lo sfratto. Lo scorso anno nel nostro Paese sono state emesse 59.600 sentenze di sfratto, di cui 52.500 per morosità. Nove volte su dieci questi sfratti sono dovuti a insolvenza. Oggi l’unico sistema per mettere a reddito una seconda casa è l’affitto a breve termine che permette di eliminare a monte il problema e offre una lunga serie di vantaggi. Gli ospiti pagano in anticipo e la casa resta a disposizione del proprietario tutte le volte che vuole. In parole povere, non si corre il rischio di ritrovarsi senza soldi e senza immobile”.

Mettere a reddito la seconda casa affidandosi a CleanBnB garantisce al proprietario una fonte di reddito continua e la rimozione di qualsiasi problema. “Il nostro motto è: Pensiamo a tutto noi, e questa frase racchiude in pieno il nostro modo di operare” continua Zorgno. “Il proprietario ci affida le chiavi del suo immobile e noi lo prendiamo in gestione totale. Facciamo le foto, pubblichiamo gli annunci, accogliamo gli ospiti, ci occupiamo delle pulizie e della consegna delle chiavi, risolviamo ogni problema che dovesse presentarsi durante il soggiorno e offriamo al proprietario tutta l’esperienza di un team forte, strutturato e con competenze professionali di altissimo profilo in tutte le funzioni e in tutte le città in cui operiamo. Il proprietario deve solo incassare le rendite che solo noi siamo in grado di massimizzare al massimo”.

Vincenzo Cossari premiato con una proroga alla Milano Art Gallery

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Artista che non finisce mai di sorprendere, Vincenzo Cossari è ormai di casa alla Milano Art Gallery. Dopo infatti la calorosa accoglienza dedicatagli al vernissage, avvenuto venerdì 9 novembre in via Alessi 11 al Maestro è stato concesso di posticipare, vista l’affluenza di pubblico, la chiusura della personale. Slitta quindi a giovedì 6 dicembre il termine de Le impronte del tempo.

Organizzata e presentata dal manager di volti noti e direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, l’esposizione è stata visitata nel giorno dell’inaugurazione da personalità del calibro di Roberto Villa di Casa della Fotografia, di Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori e di Daniela Testori di Testori Comunicazione.

Artista di origini calabresi, Vincenzo Cossari abbraccia la cultura romana sin dalla fine degli anni Settanta, quando, attraverso frequentazioni e manifestazioni artistiche, comincia a esporre in Italia e all’estero.

Nel corso della sua produzione, Vincenzo Cossari muove a partire da pittura e scultura, incuriosendo un pubblico tanto vasto quanto eterogeneo. Con questa esibizione, Le impronte del tempo, mira a rendere le persone più attente e rispettose dell’ambiente, tende a sensibilizzarle e a consapevolizzarle di quanto accade loro intorno. Da sempre il Maestro si spende per raccontare la contemporaneità con un percorso che con il passare del tempo trae la sua linfa dall’Informale e ancora di più dal colore e dalla materia. Commenta così il prof. Vittorio Sgarbi riguardo la sua produzione: «Nella dialettica fra figurazione primaria e materia-colore, inesaurita, risiede gran parte dell’arte di Vincenzo Cossari».

Ancora in tempo dunque per non perdersi una delle mostre più caratterizzanti del talentuoso artista. L’evento, che doveva calare il sipario questo giovedì 29 novembre, resterà aperto al pubblico fino a giovedì 6 dicembre.

Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Call Center fasulli spillano un “si” e prosciugano i portafogli delle proprie vittime

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Italia, Tecnologia

Nel nostro Paese le chiamate dei call center sono un tormentone ormai insopportabile ma noto. Il fatto che gli utenti si aspettino chiamate da chiunque fa gioco ai criminali, che seguendo lo stesso modello adottato da call center legittimi, propongono ai consumatori offerte e sconti fasulli: un caso sempre più frequente ai danni della clientela di operatori di telefonia mobile come Vodafone, Tim, Wind e Tre oltre che di operatori energetici o istituti bancari.

G DATA, azienda tedesca nel settore della sicurezza informatica, mette in guardia contro l’attualissima campagna di phishing indirizzata agli utenti smartphone. Dotati di sistemi che creano numeri di cellulare automaticamente, li compongono e stabiliscono una connessione qualora il numero sia esistente, i criminali si spacciano per presunti call center Vodafone, Tim o di altri operatori, anche banche e fornitori di energia, che tentano di truffare i consumatori. Gli addetti fasulli pongono quesiti secondo i più moderni canoni della programmazione neurolinguistica, manipolando gli interlocutori affinché rispondano “si” o “no”, ad esempio alla domanda “beneficia già dello sconto esclusivo a Lei riservato?”.

Domande insidiose, alle quali sorge istintivo replicare con un si o un no. Eppure, in questi casi, non si dovrebbero mai pronunciare tali parole. Il motivo? Molto semplice: la registrazione di un chiaro «si» o «no» detto dall’utente viene tagliata e inserita in una conversazione fasulla riguardante la vendita di servizi, ad esempio come risposta alla domanda “Lei è d’accordo di pagare tale somma per il piano tariffario mensile scelto?”.

Varie le strategie di truffa, pesanti le conseguenze per gli utenti

Utilizzata per legittimare la sottrazione di somme di denaro sia concordate con il consumatore sia decise in autonomia dai criminali, questa abile strategia di montaggio audio è ovviamente illegale e difficilmente l’organizzazione criminale presenterà ricorso a fronte di una denuncia. Motivo per cui se dovessero verificarsi danni contingenti a discapito dell’utente, questo potrà difendersi con successo.

Ma i call center fasulli non si avvalgono solo di queste tattiche. Un altro esempio è il tentativo di carpire telefonicamente password e dati personali per garantirsi l’accesso all’area clienti online dell’operatore in questione e stipulare nuovi piani tariffari o un prolungamento del contratto a nome del consumatore traendone però personalmente i benefici correlati come il recapito di un nuovo smartphone a un altro indirizzo. Alquanto inquietante in questo frangente lo scenario che vede il finto addetto del call center impossessarsi dei dati di accesso all’online banking del povero consumatore, i cui risparmi vengono prosciugati con pochi click.

Come riconoscere i truffatori e non cadere nell’inganno

E’ assolutamente necessario prestare attenzione ogni qual volta si ricevono chiamate da numeri sconosciuti, in modo particolare se con i prefissi 02 o 06. Inoltre, è auspicabile dare risposte che esulino dal “si” e dal “no” evitando di fornire qualsiasi informazione personale nonché dati sensibili.

Tim Berghoff, Security Evangelist di G DATA Software AG sollecita: “Occhio alle chiamate da parte di numeri privati o sconosciuti: se, come prima cosa, l’operatore vi chiede se riuscite a sentirlo, non rispondete di si, anche se è difficile resistere. Piuttosto cercate altre formule come “riesco a sentirla” oppure “giusto”. Quando proprio non sapete come fare, terminate la chiamata e contattate il vostro (vero) operatore, chiedendo di farvi sapere se è in corso un’attività promozionale.”

Un aiuto in più

Ulteriori armi di difesa sono le applicazioni per smartphone Telefono (Android) e TrueCaller (Android, iOS e Windows Phone). La prima monitora le chiamate ricevute rilevando se queste provengono da fonti credibili, bloccandole in caso contrario. TrueCaller, oltre alle funzionalità analoghe a Telefono per la sezione chiamate, offre simili prestazioni per gli sms.

Sarebbe importante condividere con le aziende, il cui marchio viene sfruttato indebitamente dai criminali, i tentativi di truffa per consentire loro di bloccare la ricezione di chiamate da parte dei call center fasulli. Una soluzione tecnicamente applicabile e decisamente utile, sebbene di breve durata: ai criminali basta davvero poco per dotarsi di un nuovo numero attraverso cui truffare i consumatori.

Ecco perché assumere un atteggiamento critico nei confronti di richieste telefoniche formulate da parte di call center non meglio identificati e riguardanti dati personali è essenziale. Munirsi delle giuste armi per difendersi, siano queste strategie di risposta piuttosto che applicazioni per smartphone, è oggi più necessario che mai.

Fonte immagine: iStock


 GDATA
Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.
G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer.
L’azienda patrocina altresì il Teatro Comunale di Bologna e diversi eventi volti all’accrescimento culturale e all’aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media come l’iniziativa Cyberbullismo 0 in condotta e Cyber boh.
Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

Erika Vanzin presenta il nuovo romanzo Resta con me

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Resta con me di Erika Vanzin

Resta con me è il primo capitolo della trilogia London Series, in cui si racconta la storia di Joshua e Philip, due giovani sensibili e complicati in lotta con un doloroso passato, che ha lasciato cicatrici profonde nella loro anima. Dopo Waiting, un secondo volume autoconclusivo e con diversi personaggi ma intimamente connesso agli altri due libri, Resta con me trova il suo necessario e intenso epilogo in Due semplici parole, in cui ritroviamo i due protagonisti maturati e realizzati dal punto di vista professionale, ma ancora legati ad atteggiamenti autolesionisti che ostacolano la loro felicità. Un’appassionante trilogia che ha inizio con un romanzo che trascina il lettore in un vortice di emozioni che non lo abbandonerà fino alla fine della storia.

Titolo: Resta con me (London Series Libro #1)

Autore: Erika Vanzin

Genere: New Adult Romance

Casa Editrice: Self Publishing

Pagine: 355

Codice ISBN: 978-1548845742

«[…] È come se in questo momento fossi nata per la seconda volta, come se avessi imparato di nuovo a respirare, aprire gli occhi, vedere un mondo completamente diverso da quello che conoscevo. È un’esplosione di colori, suoni, immagini, sospiri, corpi, pelli sudate che si sfiorano, toccano, allontanano; tutto, in questo momento, è mille volte più potente e potenzialmente devastante per il mio cuore già messo sotto sforzo dall’eccesso di emozioni. Solo adesso mi rendo conto che tutti intorno a me stanno saltando e gridando, compreso il biondino dietro di me. Così inizio anch’io ad andare su e giù a ritmo di musica, urlando, sudando, usando tutto il fiato che i miei polmoni riescono a raccogliere; lo so che per i prossimi giorni la mia voce sarà solo un lontano ricordo ma non importa. Chi se ne frega se sarò ammalata, afona o piena di lividi, Philip mi sta stringendo le braccia attorno al corpo, tutto il resto è assolutamente irrilevante».

Resta con me ha inizio in uno skatepark, un luogo che diventerà sede di importanti avvenimenti nel corso della trilogia London Series, di cui il romanzo è il primo volume. Erika Vanzin narra la storia di una scrittrice in perenne fuga, Joshua, e di un attore e musicista preda di un blocco emotivo e professionale, Philip, che si incontrano e scontrano in un momento di crisi nella vita di entrambi. Due anime tormentate che cercheranno conforto l’una tra le braccia dell’altro, ma che non daranno vita alla classica storia d’amore, perché i loro lati oscuri, le loro debolezze e la scarsa autostima remeranno contro ogni possibilità di felicità. Dal romanzo: “Ho bisogno di continuare a non sentire nulla, a passare le mie giornate nel confortante limbo dove non provo nessuna emozione, né positiva, né negativa. Non voglio toccare il cielo e sentirmi onnipotente accanto a qualcuno, perché conosco l’inferno che mi aspetta quando rimango solo”. Le parole di Philip sono un ponte con il secondo volume della London Series, dal titolo Waiting. È infatti nel più oscuro e drammatico dei tre libri che si indaga la paura della solitudine, ma anche il timore di amare che già emerge nella storia tra Joshua e Philip. Waiting è un autoconclusivo, e non condivide gli stessi personaggi di Resta con me e del suo seguito Due semplici parole, ma è strettamente legato alle due opere grazie a un espediente di Erika Vanzin: il romanzo è infatti basato sulla storia che Joshua ha scritto ispirandosi a Philip e a una sua canzone, di cui un piccolo estratto era già presente nel primo volume della serie. Il personaggio di Alex è quindi il riflesso di Philip, e ne condivide i tormenti e la passione per la musica, tema fondamentale della trilogia tanto che ogni capitolo ha inizio con la citazione di un brano musicale che aggiunge valore e significato alla storia. Waiting è un romanzo amaro e profondo, il cui titolo rispecchia la sofferenza dei protagonisti: “Era questo che Alex faceva nella vita: aspettava”; Alex e Emily aspettano infatti inermi di non sentire più il vuoto e il freddo che li avvince, e che li rende schiavi della solitudine. Nel terzo volume della London Series, Due semplici parole, si torna alla storia di Joshua e Philip, dopo cinque anni trascorsi e tante novità nelle vite di entrambi. Ritrovando la freschezza che era stata accantonata in Waiting, Erika Vanzin ripropone i suoi protagonisti e le loro peculiarità, prima fra tutte l’ironico dialogo che Joshua intrattiene con il suo giudicante e sprezzante cervello. Una storia che si lega anche al volume autoconclusivo grazie a un nuovo espediente narrativo, e che conclude le vicende di due personaggi che restano profondamente impressi nella mente del lettore.

TRAMA. Resta con me (London Series Libro #1): Philip è un attore londinese che fa impazzire le donne di tutte le età. Joshua è una sua grande fan. I due si incontreranno in un modo a dir poco bizzarro e instaureranno un rapporto ancora più singolare. Entrambi hanno un passato pesante da cui stanno scappando, ma sono determinati ad andare avanti. Riusciranno a farlo assieme, oppure le loro vite diametralmente opposte li ostacoleranno? Philip dovrà riuscire a mettere da parte la sua diffidenza nei confronti del pubblico per poter avvicinare Joshua. La ragazza dovrà dimostrare di essere diversa dalle altre donne che lo circondano per riuscire ad attirare l’attenzione del suo idolo. Resta con me, una storia di skateboard, sentimenti e rock’n’roll.

Waiting (London Series Libro #1.5): Alex è un cantautore esordiente di ventisei anni con grandi sogni per il futuro e un sacco di problemi. Emily è una diciottenne con un passato difficile e un presente ancora più problematico. Si incontrano in una Londra contemporanea piovosa e poco ospitale che li vedrà lottare con le loro insicurezze e dipendenze. È un incontro a tratti difficile che obbligherà entrambi a crescere e a dare una svolta alle loro vite, non prima però di aver toccato il fondo. Una discesa che li porta a guardarsi dentro e a fare i conti con i propri demoni. Waiting, un romanzo che descrive una nuova vita che comincia proprio nel più buio dei giorni.

Due semplici parole (London Series Libro #2): Joshua è tornata a Londra con un libro di successo e un film in lavorazione, dopo cinque anni di separazione dall’amore della sua vita e di fuga dai suoi sogni infranti. Philip non è mai scappato da Londra, ha una band di successo e un film in lavorazione. La sua carriera sembra andare esattamente nella direzione che ha sempre desiderato, al contrario della sua vita sentimentale. Joshua e Philip non si sono più visti da quella domenica mattina in cui le loro vite hanno preso bruscamente due strade differenti, ma ora saranno costretti a mettersi faccia a faccia e parlare. Riusciranno a farlo in modo civile senza strapparsi gli occhi a vicenda? Due semplici parole, una storia di scoperta e riscoperta di un amore rimasto in apnea per cinque anni.

BIOGRAFIA. All’età di otto anni Erika ha chiesto a Babbo Natale una macchina da scrivere. Quello è stato il momento in cui i suoi genitori si sono resi conto che non era come tutti gli altri bambini. Ha cominciato immediatamente a scrivere alcune parole, che ben presto sono diventate la sua prima storia breve. Dopo la laurea ha seguito il suo cuore e ha viaggiato in giro per il mondo, vivendo a Los Angeles, Vancouver e Londra e visitando parte del Nord America e dell’Europa. Pubblica in self publishing la trilogia fantasy Cacciatori di segreti (La presa di coscienza; La scelta; La lotta), la trilogia romance Stanford Series (Vieni a prendermi; In ogni singolo respiro; Ti aspetterò finché avrò fiato), la trilogia romance London Series (Resta con me; Waiting; Due semplici parole) e gli stand-alone 304, Cinque giorni per innamorarsi, Forse e Inked. Nel suo blog www.erikavanzin.com mette al servizio degli utenti una newsletter in cui invia aggiornamenti sui personaggi delle sue storie, e in cui racconta il dietro le quinte dei romanzi e brevi racconti originali.

Contatti

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Link Recensioni ai romanzi della London Series

https://www.erigibbi.it/2018/06/28/resta-con-me-erika-vanzin-recensione/

https://www.erigibbi.it/2018/07/17/waiting-erika-vanzin-recensione/

https://www.atelierdeilibri.com/2018/07/speciale-london-series-di-erika-vanzin.html

https://www.atelierdeilibri.com/2018/07/speciale-london-series-di-erika-vanzin_27.html

https://unastanzapienadilibrieparole.wordpress.com/2018/10/04/resta-con-me-di-erika-vanzin/

https://unastanzapienadilibrieparole.wordpress.com/2018/10/08/waiting-di-erika-vanzin/

Link di vendita London Series

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Selframes espone ad Arkeda 2018 mostra d’Oltremare di Napoli

Scritto da Pr24News il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Selframes, il sistema costruttivo brevettato per complementi d’arredo ed installazioni di interni ed esterni, presente anche quest’anno ad Arkeda 2018, la mostra convegno dell’architettura, edilizia, design ed arredo

Selframes nasce quasi come un gioco. L’ideatrice infatti sin da bambina ha avuto modo di appassionarsi a giochi come Lego, Geomag, Meccano che hanno stimolato la sua curiosità e creatività. Scegliere elementi e comporli assieme, in maniera intuitiva, portano un bambino come un adulto a vivere un momento di grande auto realizzazione.

Allora costruire il tavolo della nostra cucina sfruttando le più importanti tecniche architettoniche darà più affidabilità e lustro al nostro complemento d’arredo?

E’ stata proprio questa la scintilla che ha portato l’ideatrice a voler dare una nuova dimensione e “chiave di lettura” al mondo dell’arredo.
Usare la tecnologia utilizzata per le grandi costruzioni rendendola alla portata di tutti.

Viviamo in una società frenetica dove le nostre esigenze di vita e le nostre soluzioni abitative cambiano continuamente.
Si è sviluppata esponenzialmente la necessità da parte del consumatore, in completa autonomia, di elaborare soluzioni d’arredo semplici, mutevoli e durature nel tempo. Il consumatore di oggi si sente più pronto ad “auto realizzare” quello di cui necessita eliminando quei lunghi e dispendiosi passaggi che prevedevano la progettazione da parte di un professionista, la ricerca del materiale giusto, concludendo poi con le lunghe attese dovute al trasporto ed al montaggio dei beni.

Chi compra oggi, quindi, vuole poter progettare comperare e costruire tutto da solo.

A questo va aggiunta la tendenza sempre più diffusa di desiderare prodotti personalizzabili che rendano sempre più unica e distinguibile la propria soluzione.
Selframes nasce per venire incontro a queste nuove esigenze e desideri dei consumatori.

Con Selframes quindi la personalizzazione diventa auto progettazione mettendo a disposizione un sistema costruttivo versatile, leggero, resistente e di facile montaggio, dando la possibilità agli utenti di costruire infinite soluzioni dalle geometrie più variegate e utilizzare l’oggetto fino a poterlo smontare e rimontare in un’altra configurazione aggiungendo o rimuovendo componenti.

Per dare dimostrazione tangibile del suo sistema Selframes intende esporre nelle più importanti fiere e mostre nazionali del settore.
Reduce dell’esperienza positiva del 2017 ad Arkedamostra d’Oltremare di Napoli, per la quale ha progettato e realizzato in tavolo lungo 6 metri (mod. Space) esposto in quell’anno ed utilizzato nel salone conferenze principale della fiera, Selframes si ripropone nuovamente ad Arkeda con uno stand dedicato che sarà aperto ai professionisti del settore dal 30 novembre al 2 dicembre prossimo, nel padiglione 5 della mostra.

Fonte: Selframes.com

Ufficio Stampa – Pr24.news
Salvatore Ponticelli
ponticelli@pr24.news
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OBE Academy e Diversity insieme per “Le regole del gioco”. Quando Diversity & Inclusion fanno la differenza. Su cuore e portafoglio.

Scritto da Costanza il . Pubblicato in Aziende, Economia, Italia, Mercati

OBE Academy, la neonata divisione di OBE Osservatorio Branded Entertainment dedicata alla formazione manageriale sulle tematiche del BC&BE, e Diversity, no profit fondata nel 2013 e impegnata nel diffondere la cultura dell’inclusione, presentano il nuovo appuntamento con “Le regole del gioco” incentrato sui temi della Diversity & Inclusion (D&I).

Dall’etica al business, passando per il branded entertainment, l’incontro – aperto ai non associati previa iscrizione e fino a esaurimento posti – fa il punto su consapevolezza e Responsabilità Sociale delle aziende rispetto all’inclusione, intesa come percorso culturale impossibile da trascurare o ignorare per chi aspira a vivere e costruire una società aperta, vivace e collaborativa.

I cambiamenti sociali che interessano i diversi ambiti del vivere umano sono, infatti, alla base della scelta, sempre più diffusa tra le aziende, di valorizzare la diversità. Grazie a una strategia di marketing e comunicazione attenta al D&I, le aziende registrano effetti sensibilmente positivi sul mercato (Fonte DiversityBrand Index 2017): l’80% dei consumatori italiani orientano le proprie scelte in fase di acquisto verso brand diversity oriented, poiché la diversità (disabilità, etnia, età, genere, orientamento sessuale, credo religioso e status socio-economico) viene vissuta oggi come un elemento connaturato alla società ed essenziale per la creazione di una cultura inclusiva all’interno del tessuto sociale e aziendale. Con la D&I etica e business convivono in maniera armonica, abbattendo la discriminazione e generando valore per le aziende. L’impegno sulla D&I alimenta trust, fedeltà, passaparola positivo e crescita aziendale: il gap in termini di crescita dei ricavi tra un brand inclusivo e un brand non inclusivo può arrivare, infatti, fino al 16,7%.

A fare gli onori di casa Laura Corbetta, Presidente OBE e CEO di YAM112003. Tra gli interventi più attesi, Francesca Vecchioni, Presidente di Diversity che, con Sandro Castaldo, Professore Ordinario Università L.Bocconi e partner Focus Management, presenta i dati 2018 di DIVERSITY BRAND INDEX, una scala per misurare il grado di inclusione aziendale e il conseguente impatto economico e valoriale. Dà voce alla creatività di matrice inclusiva Paolo Iabichino, Chief Creative Officer di Ogilvy, che fotografa l’evoluzione dei costumi e della sensibilità nella società italiana e la conseguente trasformazione delle strategie di comunicazione delle aziende. Un passaggio obbligato, che risponde alle istanze di un nuovo consumatore, sempre più attento a temi legati alla D&I e per il quale il brand entertainment può giocare un ruolo di assoluto rilievo, come evidenzia in chiusura Patrizia Musso, Direttore Scientifico OBE, illustrando le 7 case history più significative del 2018 a livello internazionale.

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Agenda

Ore 16.30 BENVENUTO E INTRODUZIONE

Laura Corbetta, Presidente OBE

Ore 16.45 SCENARIO E VALORE DELLA D&I PER LE AZIENDE

Francesca Vecchioni, Presidente Diversity

Ore 17.10 Ore 17.10 DALL’ETICA AL BUSINESS, RISULTATO DELLA ANALISI BASATA SUL DIVERSITY BRAND INDEX

Sandro Castaldo, Professore Ordinario Università L. Bocconi e Partner Focus Management

Ore 17.30 LA D&I NELLA COMUNICAZIONE ITALIANA

Paolo Iabichino, Chief Creative Officer, Ogilvy

Ore 17.50 LA D&I NEL BRANDED ENTERTAINMENT: 7 CASE HISTORY

Patrizia Musso, Direttore Scientifico OBE

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@Palazzo Doxa

Via B. Panizza, 7

Milano

Per registrarsi: segreteria@osservatoriobe.com

OBE – Osservatorio Branded Entertainment

OBE è l’Associazione che studia e promuove la diffusione sul mercato italiano del branded entertainment come leva strategica per la comunicazione integrata di marca.

Attiva dal 2013, OBE vuole rappresentare e dare voce a tutti gli attori della filiera del branded entertainment: sia alle aziende che investono, sia alle società che creano, producono e distribuiscono branded entertainment sui diversi media.

Partner del network internazionale BCMA – Branded Content Marketing Association, l’Associazione si propone di contribuire allo sviluppo di una cultura del branded entertainment consapevole e rispettosa dei consumatori, attraverso l’attività di studio e definizione del fenomeno e delle sue evoluzioni, il monitoraggio e l’analisi dei progetti realizzati, la valutazione delle performance, la formazione, la regolamentazione e la divulgazione diretta a operatori, media e istituzioni.

OBE, che annovera a oggi oltre 40 associati, si rivolge ai principali operatori del mercato della comunicazione – brand, editori, concessionarie, centri media, agenzie creative e digitali, associazioni di categoria – ma anche a soggetti pubblici e privati interessati a vario titolo al branded entertainment.  www.osservatoriobe.com

 

Diversity

Fondata nel 2013, Diversity è una no profit impegnata nel diffondere la cultura dell’inclusione, favorendo una visione del mondo che consideri la molteplicità e le differenze come valori e risorse preziose per le persone e le aziende.

Comunicazione, ricerca, monitoraggio, formazione, consulenza e advocacy sono le principali attività svolte da Diversity, in collaborazione con un’ampia gamma di partner, tra cui università, istituti di ricerca, istituzioni, aziende e organizzazioni non governative nazionali e internazionali.

Diversity è a fianco di aziende e istituzioni per accelerare l’innovazione e il business grazie alla valorizzazione dell’inclusione interna ed esterna.

I progetti di Diversity nascono infatti dall’assunto che in ogni organizzazione il benessere interno debba allinearsi con il valore percepito del brand, la fiducia che esso genera e il modo in cui riesce a parlare a tutte e a tutti. www.diversitylab.it

Ad ottobre 2018 aumentate del 39% le ricerche di assicurazioni casa

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, Economia, Italia

Nonostante in Italia, secondo le stime ufficiali, siano meno di 800mila le abitazioni coperte da un’assicurazione contro le calamità naturali*, nell’ultimo anno l’attenzione dei cittadini verso le coperture assicurative di questo tipo è notevolmente aumentato e, secondo l’analisi di Facile.it realizzata su un campione di oltre 180.000 ricerche**, la richiesta di coperture assicurative per la casa è aumentata dell’11% in un anno, con un picco del +39% ad ottobre 2018.

Ottobre picco delle ricerche

Analizzando l’andamento mensile delle domande raccolte nel 2018, di certo anche in virtù dei drammatici fatti di cronaca che hanno travolto il Paese, ottobre è stato il mese con il maggior picco di richieste, cresciute addirittura del 39% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Il boom ha riguardato maggiormente alcune regioni italiane; è il caso, ad esempio, della Sicilia e del Lazio dove le richieste per questo genere di polizze sono aumentate, rispettivamente del 77% e del 74%. Valori superiori alla media nazionale anche per Abruzzo (+68%), Lombardia (+52%), Emilia Romagna (+46%), Campania (+41%). Valori elevatissimi, e appena sotto la media nazionale, anche per la Sardegna (+37%).

«Le polizze contro le calamità naturali normalmente rientrano all’interno di pacchetti assicurativi multirischio legati alla casa; per essere attive, però, spesso necessitano di estensioni specifiche, altrimenti la compagnia potrebbe non rimborsare eventuali danni», spiega Lodovico Agnoli, Responsabile new business di Facile.it. «Anche se viene sottoscritta l’estensione, però, attenzione alle clausole: alcune assicurazioni, ad esempio, coprono i danni legati al terremoto ma non quelli causati da alluvioni, inondazioni e smottamenti.».

Analizzando le fasce di età dei richiedenti; la più rappresentata è quella con età compresa tra i 35 e i 44 anni, cui fanno capo quasi il 35% delle richieste; a seguire quella compresa tra i 25 e i 34 anni (circa 25%). Per quanto riguarda il sesso dei richiedenti, solo 1 richiesta su 3 proviene da una donna.

Costi e detrazioni

Come detto, nonostante il rischio sismico o idrogeologico riguardi, con diversa intensità, una parte importante del territorio italiano, i proprietari che assicurano la loro casa contro le calamità naturali sono ancora pochi; ad incidere su questa situazione molto spesso è la convinzione, in parte scorretta, che in caso di calamità sia lo Stato a rimborsare i danni alle abitazioni.

Analizzando una polizza tipo, i costi non sono proibitivi; precisando che fra le variabili da considerare per una quotazione effettiva ci sono anche le caratteristiche dell’immobile oggetto di polizza come ad esempio la metratura e l’ubicazione, chi sceglie di tutelare la propria casa da questo genere di evenienze deve mettere a budget una cifra mensile che parte dai 3,5 euro per il solo danno da terremoto e dagli 8 euro per quello da terremoto e alluvione.

Fino al 31 dicembre 2018, inoltre, coloro che sottoscrivono una polizza contro le calamità naturali potranno, grazie agli incentivi definiti dalla legge di bilancio 2018, detrarre dalla dichiarazione dei redditi del 2019 il 19% del premio corrisposto alla compagnia assicurativa; tali coperture risultano inoltre esenti da imposta sul premio assicurativo.

«Come sempre», continua Agnoli, «onde evitare brutte sorprese, è opportuno non basare la scelta solo sul prezzo, ma sull’effettiva rispondenza della polizza alle nostre necessità, leggendo con attenzione, ad esempio, le franchigie applicate al risarcimento e i massimali; quali sono gli eventi coperti e quali quelli esclusi.»

In caso di copertura contro le alluvioni, ad esempio, alcune compagnie potrebbero non rimborsare il danno se è causato da mareggiata, marea o maremoto, mentre per la polizza contro il terremoto l’assicurazione non rimborsa se l’abitazione non è conforme alle norme tecniche di legge vigenti alla data di costruzione previste per gli immobili in zone sismiche. Sono escluse dalle coperture assicurative anche tutte le costruzioni abusive e, in alcuni casi, anche le abitazioni edificate a poca distanza da campanili e torri.

* Fonte: Ania

** Analisi realizzata su un campione di oltre 180.000 richieste raccolta tramite Facile.it dall’1 gennaio al 31 ottobre 2017 e dall’1 gennaio al 31 ottobre 2018.

 

 

Orologio citizen eco drive donna: elegante e seducente

Scritto da Caterina Rossi il . Pubblicato in Aziende, Lifestyle

Hai accanto a te una donna straordinaria e sei alla ricerca di un regalo di Natale alla sua altezza? Non sai dove sbattere la testa perché nel corso degli anni hai esaurito la tipologia dei regali? Compleanni e festività come Natale, Pasqua e San Valentino ti hanno già messo a dura prova? Stai tranquillo, che a suggerirti quello che devi fare ci penso io. Ho intenzione di proporti un regalo di Natale dalle grandi potenzialità: un modello specifico di orologio citizen eco drive donna. Perché Citizen e non un qualsiasi brand dell’alta moda come Calvin Klein o Guess? La risposta è più semplice di quello che pensi. Perché Citizen nasce e si sviluppa come un business di orologi di altissima qualità e fattura mentre altri brand come Calvin Klein o Guess sono nati nel settore della moda e dell’abbigliamento e solo in un secondo tempo hanno allargato la loro attività, comprendendo anche gli accessori come gli orologi da polso. Questi sono solo due dei brand che hanno fatto questo tipo di operazione ma ovviamente si potrebbero citare molti esempi.

Orologio citizen eco drive donna: perché scegliere proprio un prodotto Citizen

Non chiederti il perché di questa puntualizzazione. Considerala e basta. Puoi scegliere fra centinaia di bellissimi orologi, ma non sono poi così tanti ad essere di qualità eccellente. E tu vuoi scegliere uno dei migliori, no? Allora ciò che devi fare è acquistare uno degli orologi citizen automatici. Citizen è leader nel settore e si distingue per la qualità, la robustezza e l’integrità dei suoi splendidi orologi. Cosa aspetti a regalarle un citizen automatico? Sono certo che sarà il regalo di Natale più apprezzato in assoluto, sia perché sei tu a regalarglielo sia perché le donne generalmente sono molto attente ai dettagli e sanno riconoscere un prodotto di qualità da uno così così (alias il ripiego dell’ultimo minuto). In questo secondo caso probabilmente riceverai un bel sorriso di cortesia. E non credo che sia la reazione più auspicabile quando si fa un regalo. Gli orologi citizen automatici, sia da uomo che da donna, sono anche esteticamente ineccepibili.

Le caratteristiche dell’orologio citizen eco drive donna

Il citizen automatico che ti ho citato all’inizio come il miglior regalo possibile ha il movimento eco drive a carica luce infinita con riserva di carica di sei mesi. A livello estetico rappresenta il top della gamma. Le linee sono pulite e lo stile potrebbe essere classificato come classico. Classico in questo caso non significa vecchio o datato ma senza tempo ed elegante, proprio come lo stile della tua compagna. La cassa è di 28 millimetri, quindi abbastanza piccola da essere “armonica” anche su un polso fino. Una delle cose importanti da tenere in considerazione quando si scelgono accessori come anelli o bracciali sono infatti le dimensioni della mano della partner. Come un anello con la pietra molto grande non sta bene su delle dita molto sottili, lo stesso si può dire per un bracciale o un orologio grandi su un polso sottile. Il bracciale è in acciaio 316L con chiusura déployante. Il quadrante è invece di colore argento con vetro zaffiro antigraffio. Prendi dunque questi spunti e poi valuta l’acquisto dell’orologio citizen eco drive donna di cui ti parlavo. Non ti pentirai della tua scelta.