Archivio per 5 settembre 2018

Le Conserve della Nonna: ad agosto oltre 50 mila quintali di pomodoro trasformati in passate e sughi

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

Il pomodoro, protagonista della cucina italiana, è l’ingrediente fondamentale di molte referenze della storica azienda italiana Le Conserve della Nonna, che lo lavora solo nel momento migliore della maturazione, cioè nel mese di agosto

Le Conserve della Nonna, realtà produttiva italiana nata a Ravarino (Modena) nel 1973, continua ancora oggi a portare avanti l’antica tradizione delle conserve di pomodoro. Con la passione e l’attenzione tipiche di una cucina di casa, ma con la sicurezza e le garanzie che solo una grande industria alimentare può dare, l’azienda emiliana propone al mercato una variegata gamma di oltre cento prodotti buoni e genuini, in grado di rendere unico ogni momento della giornata, dalla colazione alla cena.

Nel pieno rispetto della stagionalità delle coltivazioni, in estate l’ingrediente principale della produzione nello stabilimento di Ravarino è il pomodoro, che in agosto raggiunge il momento migliore della maturazione. La materia prima nasce e cresce al sole, nei campi dell’Emilia Romagna, terreno fertile e argilloso, perfetto per lo sviluppo di pomodori dal vivace colore rosso, il sapore dolce e la consistenza perfetta per la preparazione di passate, salse e sughi.

Entro poche ore dalla raccolta, i pomodori vengono lavati e selezionati, per garantire che la produzione avvenga solo con il meglio che la terra ha donato.

Il pomodoro è tutto raccolto meccanicamente e selezionato ben quattro volte sia in campo che all’arrivo in stabilimento e in entrambi i casi sempre attraverso i lettori ottici e anche manualmente, per eliminare i pomodori non maturi o quelli troppo maturi.

I pomodori scelti vengono passati e cotti in grandi contenitori fino a raggiungere la consistenza migliore, proprio come facevano le nostre nonne.

In seguito il prodotto viene conservato in vasi di vetro. Si tratta di un processo tradizionale, che non ha subito variazioni rispetto alle tecniche casalinghe, scelto per mantenere inalterate le proprietà organolettiche del pomodoro e proporre un prodotto finale genuino e autentico. Le confezioni di vetro piene di prodotto passano attraverso il processo di pastorizzazione, ovvero vengono portate alla temperatura ideale per essere conservate a lungo, senza conservanti né coloranti.

“Abbiamo trasformato 47 mila quintali di pomodoro fresco convenzionale e 7,5 mila quintali di pomodoro fresco biologico per realizzare passata di pomodoro e alcuni sughi, tutti rigorosamente in vaso di vetro, e ciò è avvenuto come sempre all’inizio di agosto, quando la materia prima è al meglio delle sue qualità organolettiche”.

A raccontarlo è Valentina Lanza, responsabile Marketing, che aggiunge: “La stagione è stata positiva grazie a un clima favorevole che ha permesso di ottenere una qualità di pomodoro buona, e le scarse precipitazioni in agosto hanno fatto sì che non si sia quasi mai interrotta la produzione, che comunque è stata fatta a pieno ritmo da lunedì 30 luglio a mercoledì 30 Agosto.

L’estate 2018 ci ha permesso di ottenere quindi un prodotto particolarmente dolce e corposo, elementi qualitativi che da sempre distinguono le passate de Le Conserve della Nonna che sono state sempre riconosciute tra le migliori in commercio in GDO in Italia”.

Proprio per la cura con cui seleziona e trasforma il pomodoro, Le Conserve della Nonna nel 2014 è stata la prima azienda industriale ad ottenere il riconoscimento “Qualità Controllata” per le passate e i sughi, grazie alla scelta di utilizzare solo pomodori di colture dell’Emilia Romagna, coltivati con tecniche di produzione integrate che riducono al minimo l’utilizzo di sostanze chimiche e lavorati con processi produttivi a basso impatto ambientale. Questo riconoscimento si esprime nel marchio “QC presente nell’etichetta, creato dalla Regione Emilia Romagna per segnalare quei prodotti alimentari che si distinguono per un processo produttivo che favorisce la salvaguardia dell’ambiente e la salute dei consumatori.

Passata di pomodoro, salsa e sughi della linea Le Conserve della Nonna sono uno degli esempi di come la tradizione delle conserve e l’innovazione della grande industria possano integrarsi in un’offerta di prodotti genuini e di qualità.

Contestualmente alla campagna del pomodoro in Agosto il Gruppo Fini ha sostenuto anche la verifica annuale per la certificazione BRC e anche per quest’anno l’ha superata con punteggio massimo.

Il Gruppo Fini SpA, società a socio unico di proprietà del fondo 100% italiano Paladin Capital Partners, è una grande realtà produttiva dell’alimentare in Italia. La società è titolare dei marchi Fini, nato nel 1912 ad opera di Telesforo Fini nel cuore dell’Emilia, e Le Conserve della Nonna, storica realtà di Ravarino (MO). FINI è un marchio di pasta ripiena e sughi freschi che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale.

Telefonia IP “as a Service” e terminali IP sicuri: una best practice non solo per le Università

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Quando scadono i contratti di manutenzione della piattaforma di telefonia, a volte ancora “proprietaria”, gli IT manager si trovano di fronte a un bivio: rinnovare l’impianto esistente o sostituirlo con soluzioni aperte, oggi più al passo con i tempi a livello funzionale e meno impattanti in termini di TCO. A livello universitario, come nelle piccole aziende, aumentano le organizzazioni che hanno optato per nuove soluzioni di propria produzione basate su centralini Asterisk o piattaforme più o meno aperte, adattate in qualche modo alle proprie esigenze, corredandole di telefoni IP che eroghino stabilmente quanto meno le funzionalità di base.

In alcuni casi tuttavia, non solo per l’IT Manager aziendale ma anche nelle Università, la sicurezza delle comunicazioni e l’inviolabilità dei terminali IP ha la priorità sull’investimento di risorse e tempo in attività di sviluppo del centralino, a fronte di esigenze particolarmente articolate e di un numero elevato di interni da servire con funzionalità avanzate. È questo il caso dell’Università di Greifswald, che ha preferito fruire di una piattaforma per la telefonia cloud-based totalmente ridondata, ospitata presso l’operatore di telefonia IP selezionato e si è dotata di telefoni VoIP flessibili, configurabili con un click e soprattutto sicuri.

Sono circa 2000 i telefoni Snom D765 attualmente impiegati con successo presso l’Istituto Universitario di Greifswald da oltre un anno e mezzo. Optare per la telefonia “as a Service” fruita con terminali all’avanguardia ha dato i suoi frutti sia in termini di sostituzione dei vecchi apparati, durata circa 2 mesi senza alcuna interruzione dei servizi di telefonia, sia in termini di flessibilità. Snom infatti ha perfezionato entro tre mesi dalla prima installazione il firmware del chipset audio dei terminali per venire incontro alle esigenze dell’Istituto, un aggiornamento del codice di cui oggi beneficiano tutti gli utenti Snom. Ma non solo.L’Università di Greifswald voleva assicurarsi che i terminali si identificassero e autenticassero sulla rete dell’Istituto attraverso certificati specifici (IEEE 802.1x e x509), al fine di tutelare le reti virtuali dedicate alla telefonia contro accessi indesiderati. L’obiettivo era garantire che solo i terminali autorizzati potessero accedervi. Misure simili di protezione di porte specifiche sono impiegate di norma solo in reti che presentano particolari criticità lato sicurezza. La sfida per gli attori coinvolti (l’operatore di telefonia, l’Università di Greifswald e il produttore dei terminali) era automatizzare il processo di trasferimento protetto della chiave di sicurezza ai numerosi telefoni. Una prima inizializzazione e configurazione identica della porta dati dei terminali condotte in locali protetti e, una volta collocati i telefoni nei vari reparti, l’attivazione tramite IEEE 802.1x e EAP-TLS, hanno azzerato la necessità di qualsivoglia intervento manuale durante l’installazione. Un processo che garantisce, tra l’altro, che in caso di furto l’intero parco installato di terminali Snom possa essere dotato in un battibaleno di nuove chiavi di sicurezza, rendendo quella presente sul telefono trafugato quasi immediatamente inutilizzabile, vanificando quindi qualsiasi tentativo di estrazione dei parametri di cifratura.

Esigenze di qualità e sicurezza come quelle dell’Università di Greifswald assumono un’importanza crescente anche presso le piccole e medie aziende. Motivo per cui il noto produttore berlinese si aspetta che un crescente numero di terminali IP supporti progressivamente in maniera sempre più diretta processi di distribuzione protetta delle chiavi di cifratura contribuendo alla creazione di una sorta di standard in questo senso. Di crescente importanza secondo il vendor anche le procedure di autodiagnosi dei terminali per un’analisi centralizzata degli errori.


Chi è Snom:

Leader su scala mondiale e marchio premium di innovativi telefoni VoIP professionali di livello enterprise, Snom fu fondata nel 1997 e ha sede a Berlino. Pioniere del VoIP, Snom lancia il primo telefono IP al mondo nel 2001. Oggi, il portafoglio di prodotti Snom è in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di comunicazione presso aziende di ogni ordine e grado, call center, nonché in ambienti industriali con particolari requisiti di sicurezza.
Sussidiaria di VTech Holdings Limited dal 2016, Snom conta uffici commerciali dislocati in Italia, Regno Unito, Francia e Taiwan, vantando altresì una reputazione internazionale eccellente nel mercato del Voice-over-IP. L’innovazione tecnologica, l’estetica del design, la semplicità d’uso e un’eccezionale qualità audio sono solo alcune delle caratteristiche che distinguono i rinomati prodotti Snom. L’attuale gamma di prodotti Snom è universalmente compatibile con tutte le principali piattaforme PBX ed è stata insignita di numerosi premi in tutto il mondo da esperti indipendenti.
Ingegnerizzate in Germania, le soluzioni IP di Snom rappresentano la scelta perfetta nei mercati verticali, come la sanità e l’istruzione, dove sono richieste soluzioni specializzate nella comunicazione business, nell’IoT e nelle tecnologie intelligenti.
Per maggiori informazioni su Snom Technology GmbH, si prega di visitare il sito www.snom.com. Per maggiori informazioni su VTech  www.vtech.com.

La Municipàl – ITALIAN POLAROID è il nuovo brano della band salentina

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

L’estate 2018 de La Municipàl non finisce con “I Mondiali del ’18”: a partire dal 25 luglio arriva anche Italian Polaroid, la nuova canzone del progetto di Carmine e Isabella Tundo.

È l’istantanea della storia di due ragazzi che si sono conosciuti per caso. È il racconto di un amore che poteva nascere e di un imprevisto che trasforma un’avventura di fine estate in qualcosa di troppo complicato per essere vissuto e di troppo grande per essere dimenticato.

GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE:

Nuovi romantici e sperimentatori del pop d’autore, i fratelli Carmine e Isabella Tundo sono il cuore pulsante del progetto La Municipàl, la band che ha vinto il contest del Concerto del Primo Maggio 2018 – 1M Next.

Appena un mese fa, con il brano “I Mondiali del ’18”, La Municipàl è entrata nella Viral 50 Italia di Spotify raggiungendo il 5° posto e, poco dopo, è stata inserita anche nell’ambita playlist Indie Italia.

Italian Polaroid è un brano prodotto da iCompany e distribuito da Artist First ed è stato realizzato con il sostegno di MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina- Copia privata per i giovani, per la cultura”.

Radio date: 25 luglio 2018

BIO

La Municipàl è un progetto pop d’autore nato nel 2013 e composto da Carmine e Isabella Tundo, fratelli originari di Galatina.

Il duo inizia la propria carriera aprendo i concerti di Subsonica, Niccolò Fabi, Roberto Angelini, Le Luci della Centrale Elettrica.

Successivamente Carmine e Isabella decidono di andare controcorrente e di non apparire più, affidando a vari disegnatori e artisti la creazione di avatar, creando una serie di videoclip che suscitano molto interesse negli addetti ai lavori e un interesse sempre crescente tra il pubblico.

La band partecipa a vari festival, aprendo concerti di artisti del calibro di Cat Power, Sud Sound System, ex CSI.

Carmine e Isabella, con il progetto La Municipàl, arrivano in finale al Premio Fred Buscaglione 2016, aggiudicandosi il Premio MEI.

Il 27 maggio 2016 uscirà il loro primo LP “Le nostre Guerre Perdute”, prodotto dallo stesso Carmine Tundo. Parte “Le nostre guerre perdute tour” che vede il duo impegnato in numerose date, che li porta a condividere il palco con artisti del calibro di Skunk Anansie, Daniele Silvestri, I Ministri, Subsonica.

Nel settembre 2016 si esibiscono su Rai1 nella trasmissione “Il caffè di Rai 1”, presentando il singolo “Discografica Milano”.

Numerosi sono i riconoscimenti all’album, che viene inserito in numerose classifiche tra gli album più belli del 2016, i singoli “Lettera dalla provincia leccese” e “George il mio ex penfriend” sono inseriti nella INDIE ITALIA, playlist di Spotify con il meglio dell’indie italiano e “George il mio ex penfriend” arriva in TOP 10 della classifica VIRAL ITALIA.

Nel dicembre Giuliano Sangiorgi dei Negramaro reinterpreta “Discografica Milano”, il video diventa virale il brano entra nelle classifiche Spotify tra i brani più ascoltati di dicembre.

Nel febbraio 2017 il singolo “L’universitaria fuori sede” viene trasmesso in alta rotazione nei canali televisivi tra i quali VH1 e MTV, rimanendo anche per settimane nella classifica Indie Italia di Spotify dei brani più ascoltati.

Ad ottobre pubblicano il singolo “Vecchie dogane”, il singolo, anteprima del secondo lavoro ufficiale della band viene presentato in mondovisione nel programma “Community” di Rai International. Nel 2018 La Municipàl dopo più di 150 date de “Le nostre guerre perdute tour” pubblica l’EP “B SIDE”, il disco contiene dei brani scritti nel periodo di nascita del gruppo stesso, che sono rimasti fuori dalla tracklist ufficiale de “Le nostre guerre perdute”. Il primo maggio 2018 il duo viene proclamato vincitore assoluto del concorso per emergenti 1MNext2018, oltre che a vincere il premio Siae, Nuovo Imaie e il Premio L’AltopArlAnte durante il Concerto del Primo Maggio di Roma.  Successivamente vengono lanciati i brani “I Mondiali del ‘18” e “Italian Polaroid” prodotti da iCompany.

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Geoplant presenta Albinova, l’albicocco dal gusto unico

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende

L’azienda vivaistica conquista il mercato con una varietà tardiva dal sapore e dall’aspetto inconfondibili: una proposta di qualità che s’inserisce nel panorama ortofrutticolo moderno con gusto ed equilibrio.

Se da un lato volge al termine la stagione estiva, dall’altro non si arresta il trend di ascesa della società agricola di Savarna (RA) e del suo comparto drupacee: dopo il successo registrato dal progetto sperimentale di MASPES e dalle cultivar autofertili Nirosa 1 e Nirosa 2, Geoplant Vivai prosegue sulla strada della qualità e scommette su Albinova, varietà di albicocco di cui detiene l’esclusiva, nata dal programma di breeding condotto dal Dott. Angelo Minguzzi.

Si tratta di una cultivar autofertile dall’alto grado di riconoscibilità, contraddistinta da un posizionamento sul mercato nettamente superiore alla media per via delle eccellenti caratteristiche sensoriali e organolettiche, ideale per la coltivazione nel Nord Italia (Piemonte, Emilia-Romagna, Trentino) e nell’Europa centro-settentrionale (con particolare riferimento a Ungheria e Serbia) in ragione della sua fioritura tardiva.

L’elevato fabbisogno di ore di freddo – che rende le regioni a clima continentale l’habitat elettivo di questa speciale cultivar – e l’epoca di maturazione medio-tardiva (risalente a inizio luglio) costituiscono degli irrinunciabili valori aggiunti per il comparto agricolo, che può contare sulla conservazione in frigo a lungo termine di Albinova, varietà longeva e capace di protrarre la sua disponibilità sui banchi della distribuzione in perfette condizioni di gusto e consistenza.

Nello scorso inverno – in particolar modo a seguito delle gelate verificatesi tra fine febbraio e inizio marzo – le gemme di Albinova hanno tratto vantaggio dal periodo tardivo di maturazione e non hanno registrato danni, dimostrandosi a tutti gli effetti una varietà tenace e indicata per il clima rigido.

A identificare il frutto di questa pianta vigorosa e dal portamento assurgente sono l’aspetto cuoriforme, decisamente poco diffuso, e l’epidermide dalla sovra colorazione rossa (pari al 15-20% della superficie).

Una varietà “vecchio stile”, se così si può dire, che per questo e molti altri dettagli rievoca alla memoria delle antenate molto saporite, oggi fuori commercio. Un nome su tutti, la Reale d’Imola: una vecchia cultivar inadatta alla moderna frutticoltura, le cui peculiarità sensoriali si accostano alle plusvalenze di Albinova, varietà unica per aromaticità, croccantezza e resistenza. Il sapore estremamente gustoso, che nasce dal delicato e riuscito equilibrio di acidi e zuccheri, fa di questo prodotto di Geoplant Vivai una vera e propria eccellenza nell’universo delle drupacee.

www.geoplantvivai.com

Lo chef Nino ‘u Ballerino protagonista a Spoleto Arte incontra Venezia con Sgarbi e tanti vip

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Gastronomia e Cucina

Lo chef Nino ‘u Ballerino, erede di una tradizione che da quattro generazioni vede la sua famiglia nella top list dei focacceri d’Italia, si riconferma partner di Spoleto Arte. Dopo la Pro Biennale, ritorna sulla stessa location, ma per il prossimo evento, Spoleto Arte incontra Venezia. L’inaugurazione della mostra è prevista per le 16 di venerdì 28 settembre alla Scuola Grande di San Teodoro, a pochi passi dal Ponte di Rialto.

Per l’occasione saranno presenti numerosi ospiti illustri. Tra questi l’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, presenterà il libro scritto con il sociologo Ferdinando Scavran: Un sorriso d’aceto e un caffè scorretto. Ma anche il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, il direttore dell’orchestra del Teatro La Fenice Silvia Casarin Rizzolo, l’ex vicepresidente della Fondazione Canova Renato Manera e il Trio Concentus Venetiani con Brunella Carrari, Rita Celanzi e Zoya Karapetyan offriranno il loro prezioso contributo. Sabato 29 invece sarà la volta della psicopedagogista, psicoterapeuta e scrittrice Maria Rita Parsi e di Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori che approfondiranno il tema dell’arteterapia.

Antonino Buffa, questo il vero nome dell’Oscar dello street food, presenzierà con le sue specialità alla manifestazione organizzata dal manager di grandi personalità Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, e curata dal prof. Vittorio Sgarbi.

Riconosciuto in tutto il mondo per il suo panino con la milza e per i movimenti che caratterizzano la conzatura, ossia la preparazione del piatto fatta categoricamente davanti al cliente, Antonino Buffa deve il suo soprannome proprio a questi ultimi. Eseguite con la musica, le sue esibizioni vengono chiamate annacature. La sua fama lo ha portato inoltre alla partecipazione a diverse trasmissioni televisive, nazionali e non. Le puntate che lo hanno visto protagonista sono andate in onda su National Geographic, France 5, Rai 1 e TV2000.

Oltre all’Oscar assegnatogli nel 2015, a Nino ‘u Ballerino va il merito di aver fatto sì che il suo negozio sia risultato tra i primi locali street food più votati in Italia su www.cibodistrada.it. Con queste garanzie, Spoleto Arte incontra Venezia è pronta ad affrontare un vernissage originale, sempre all’insegna del buon gusto.

Per informazioni chiama lo 0424525190, scrivi a org@spoletoarte.it o visita il sito www.spoletoarte.it.