Archivio per Settembre, 2018

Aprire azienda negli EAU: E’ online il nuovo sito di Trinity Corporate Services

Scritto da TrinityCorporateServices il . Pubblicato in Aziende, Dal Mondo, Economia

Trinity Corporate Services è specializzata, da oltre 40 anni, nella creazione e registrazione di realtà e aziende a Dubai e UAE, garantendo una consulenza professionale rivolta a imprenditorisocietà e start up che vogliano stabilirsi negli UAE.

Molte aziende vogliono trasferire all’estero la propria attività o creare una realtà completamente nuova in un paese con meno pressione fiscale e con una burocrazia più semplice;
contestualmente, però, nasce anche l’esigenza e il bisogno di avere in loco un team di consulenti che aiutino nel passaggio e consiglino al meglio.
Gli Emirati Arabi Uniti, e in particolare Dubai, stanno mettendo in atto molte interessanti proposte per favorire la nascita di nuove società e l’arrivo di talenti all’interno del Paese.

La loro apertura culturale, l’ottima politica economica, la tolleranza e la volontà di avere un paese accogliente, evoluto e competitivo, hanno portato l’intero Government a favorire in modo solido e sicuro l’approdo di tante realtà estere e investimenti internazionali.
Dubai sta incrementando una serie di agevolazioni e aiuti strategici per facilitare l’insediamento di nuove aziende e professionisti esteri all’interno della sua realtà socio economica.

Gli UAE si sono sempre distinti per idee e progetti volti all’innovazione in ogni campo che non restano progetti, ma diventano realtà effettive e solide. La spinta dell’Expo2020, che si terrà a Dubai, non verrà fermata o interrotta dopo l’evento stesso; sono già in opera progetti, fondi economici e iniziative stabilite fin dopo il 2070.
Dubai, come poche altre città al mondo, si distingue per una grande vivacità sociale, culturale ed economica.

L’Expo2020, ormai alle porte, ha dato il via a un piano di costruzioni e di realizzazioni uniche: nessuno stato come gli UAE è in così forte sviluppo economico, ha implementato le proprie politiche economiche per aiutare nuove aziende a stabilirsi a Dubai, così come nuovi talenti imprenditoriali e esponenti della cultura internazionale e della scienza.

Possiamo affermare che fare business negli UAE è facile: nel report 2018 di World Bank Doing Business, gli Emirati Arabi Uniti sono passati dal 26° al 21° posto. Nel 2008, erano al 47°. Questi dati li hanno posizionati, nella classifica, più in alto di Svizzera, Francia, Spagna, Italia e Giappone.

Dubai, paragonato alla gran parte del resto del mondo, è assolutamente uno dei migliori stati per registrare una nuova azienda. Nelle free zone è semplice e sicuro dare vita a una società con l’obiettivo, magari, di trasferirla in mainland in un secondo tempo.

Un altro importante punto a favore è che Dubai si trova in un crocevia geografico; infatti, è un collegamento tra il Medio Oriente, il resto dell’Asia, l’Europa e l’Africa. Proprio questa ottima posizione geografica rende molto più facile fare affari con le aziende di queste regioni e incontrarsi a metà strada tra est e ovest.
L’obiettivo del Governo è quello di diventare, sempre più, un hub per affari internazionali.

In ogni caso, sia che si progetti di aprire una nuova impresa, sia che si voglia spostarne una già attiva si può, grazie alla consulenza del team giusto, espandere in modo sicuro la propria operatività.
La certezza è che gli Emirati Arabi Uniti sono fermamente intenzionati a procedere nella loro politica di agevolazione per l’insediamento di nuove imprese e guardano molto avanti, verso un futuro di crescita e sviluppo.

Trinity Corporate Services, con sede a Dubai e Zurigo, rispondendo a questa visione del Governo, aiuta nell’internazionalizzazione da qualsiasi stato si provenga e nell’apertura della propria nuova attività, fornendo la consulenza necessaria e la soluzione più appropriata per portare il proprio lavoro negli EAU, grazie a un assetto aziendale realizzato su misura che tiene conto delle necessità specifiche di ogni azienda e le realizza.

Trinity Corporate Services
Press Office
321 Group – Patrizia Landini

Fontetrinitycorporateservices.com

Roberto Casula, Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni

Scritto da newsrconline newsrconline il . Pubblicato in Affari, Aziende

Roberto Casula inizia la sua carriera in Agip S.p.A. subito dopo aver concluso il suo percorso formativo. Attualmente è Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A., incarico che ricopre dal 2014.

Roberto Casula

Roberto Casula: formazione e primi incarichi ricoperti

Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962 ed è attualmente dirigente in Eni S.p.A. Prima di iniziare la sua carriera, consegue la laurea in Ingegneria Meccanica presso l’Università degli Studi di Cagliari. In seguito supera l’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione di ingegnere e inizia la sua carriera all’interno di Agip S.p.A.: gli viene affidato l’incarico di Reservoir Engineer (ingegnere di giacimento), che lo vede occupato nel production test (prove di produzione) e nel well logging (acquisizione dati) sui pozzi. Successivamente il manager è coinvolto nell’attività di Reservoir Modelling, che prevede la supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi. Svolge questa attività presso Beicip – Franlab a Sophia Antipolis in Francia. Dal 1992 si trasferisce in Agip Angola Ltd, dove assume anche il ruolo di Petroleum Engineer, che svolge in Luanda. In due anni Roberto Casula ottiene l’incarico di Chief Development Engineer. Rientra in Italia nel 1997, iniziando la sua carriera in Eni S.p.A.

La crescita professionale del manager Roberto Casula in Eni S.p.A.

Roberto Casula entra in Eni S.p.A. come Development and Production Coordinator presso la sede di San Donato Milanese. Tale incarico lo vede responsabile del coordinamento delle attività di business e delle attività operative per le zone centro-asiatiche e dell’Africa occidentale. Nel 2000 diventa Department Manager per le operazioni in Iran, mentre l’anno successivo riceve la nomina a Dirigente e a Project Director del progetto in corso a Tehran, denominato giant South Pars Gas fasi 4-5. Al manager viene affidato l’incarico di Managing Director per la società Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., consociata del Gruppo Eni con sede a Gela. Ricopre la stessa carica per Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli in Libia. Roberto Casula torna in Italia nel 2007 per svolgere l’incarico di Senior Vice President per l’area della Regione Sub-Sahariana. Si trasferisce l’anno successivo nella sede di Abuja, in Nigeria, per diventare Presidente delle tre consociate Eni situate all’interno del Paese, mentre nel 2011 diventa Executive Vice President per i territori di Africa e Medio Oriente: ottiene ottimi risultati dalle trattative portate a termine con le alte autorità locali di Libia, Angola, Kenya, Congo, Gabon, Mozambico e Sud Africa, oltre che con società americane ed europee leader nel settore. Dal 2014 è Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A.

Come scegliere l’illuminazione esterna della casa

Scritto da fsdf il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Per avere una casa bella e accogliente è importante focalizzare l’attenzione anche sulla cura della parte circostante la casa. Avere un prato sempre verde e curato, tante piante e fiorellini non è sufficiente, infatti per dare a tutta la tua casa un tocco in più e renderla accogliente in qualsiasi momento è opportuno andare a curare attentamente anche l’illuminazione esterna della casa. Scegliere l’illuminazione esterna della casa giusta significa valutrare le caratteristiche della propria abitazione, da un punto di vista dello stile, degli spazi a disposizione, della presenza o meno di elementi particolari da valorizzare e da quanto il giardino è curato. Dopo aver preso in considerazione tutti questi elementi è opportuno scegliere i lampadari da esterno che sono quindi in grado di valorizzare nel migliore dei modi le caratteristiche del proprio giardino. Non tutti i lampadari da esterno sono adatti, per le case più tradizionali, semplici, con poco giardino ad esempio non ha senso acquistare dei lampadari da esterno molto sofisticati e moderni perché stonerebbero con l’ambientazione esterna e non porterebbero ad alcun valore aggiunto complessivo.

Come valorizzare la tua casa curando l’illuminazione esterna

Curare l’illuminazione esterna della vostra casa è un aspetto importantissimo che deve essere preso assolutamente in considerazione se volete conferire ai vostri spazi un’atmosfera davvero unica e accogliente non solo per gli ospiti ma anche per voi. Avere un giardino trascurato e poco accogliente non viene nemmeno utilizzato. Curare l’illuminazione esterna della casa oltre a valorizzare l’intera abitazione nel complesso offre la possibilità di utilizzare il giardino durante le sere d’estate.

Per rendere personale e accogliente il tuo giardino puoi optare ad esempio per delle lampade da parete per esterni. Queste infatti di varie forme, colori e modelli possono essere applicate sulle pareti della casa o lungo i muretti della recinzione per valorizzare lo stabile. Particolarmente adatta per casolari di campagna, dove utilizzare queste lampade è fondamentale per valorizzare e creare dei giochi di luce con le pareti spesso costruite in pietra. Le lampade da parete da esterno spesso sono sporgenti e quindi oltre a illuminare la casa diffondono un’ottima illuminazione anche nello spazio circostante.

Faretti, lampioni e segnapassi per illuminare giardini e camminamenti

Per le case di grandi dimensioni come le ville o quelle che fortunatamente dispongono di giardini molto grandi non è sufficiente curare solo ed esclusivamente l’illuminazione attorno alla casa, ma anzi è fondamentale valorizzare i camminamenti e alcune aree del giardino per donare un’atmosfera davvero unica e accogliente a tutto lo spazio. L’illuminazione dei camminamenti è fondamentale, spesso in queste situazioni i camminamenti sono lunghi, lo spazio dal cancello all’ingresso di casa non è troppo ravvicinato e quindi devono essere adeguatamente segnalati e valorizzati. Qui la soluzione ideale sono i faretti da esterno, di piccole dimensioni, installabili sotto terra e che donano una luce e luminosità soffusa che parte dal basso. Per chi invece predilge qualcosa di più tradizionale può essere opportuno invece optare per un’illuminazione esterna del giardino utilizzando le lampade a paletto. Anche in questo caso in commercio ci sono tantissime lampade a paletto di diversi stili, formati e profondità della luminosità.

Per le case più nuove e caratterizzate da un design moderno l’ideale sarebbe segliere delle lampade da esterno con un design moderno e innovativo.

Luigi Ferraris: Terna prevede 12 miliardi di euro di investimento sulla rete Italiana

Scritto da pressreleaself releaself il . Pubblicato in Affari, Aziende

“La completa decarbonizzazione è possibile e necessaria”: Luigi Ferraris, Amministratore Delegato di Terna, parla del futuro in ambito energetico in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Luigi Ferraris, CEO di Terna

Luigi Ferraris, AD di Terna, intervistato dal Corriere della Sera

Quale sarà il futuro in campo energetico? Luigi Ferraris, AD di Terna, non ha dubbi, valutando la completa decarbonizzazione come “possibile e necessaria” in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. In un momento in cui la transizione energetica spinta dallo sviluppo delle rinnovabili è già in corso, le reti elettriche hanno un ruolo centrale e, pertanto, chiamano investimenti importanti. Terna ha stabilito di destinare 12 miliardi di euro nei prossimi 10 anni proprio a questo comparto, focalizzandosi su “interventi di sviluppo volti a massimizzare l’integrazione delle rinnovabili, tramite il potenziamento della rete nazionale e delle interconnessioni con l’estero, elementi indispensabili per ridurre le congestioni, massimizzare lo sfruttamento delle fonti naturali, assicurare elevati standard di qualità del servizio e la maggiore condivisione possibile a livello europeo a beneficio di tutti i cittadini”. L’Italia deve diventare un hub naturale nell’area del Mediterraneo, la posizione geografica la agevola infatti nel ricoprire un ruolo di centralità energetica a livello europeo. Favorito da una delle frontiere elettriche più robuste del continente, il Belpaese ha raggiunto il 9% di capacità di interconnessione e può guardare con fiducia al target fissato dalla Ue per il 2030 che prevede il raggiungimento del 15%.

Luigi Ferraris: “La necessità di una rete capillare è fra le priorità del nostro piano di investimenti”

Per recuperare i ritardi del passato e garantire la migliore qualità del servizio per cittadini e imprese, lo sviluppo di una rete più capillare diventa una delle priorità del piano di investimenti di Terna. Luigi Ferraris sottolinea, infatti, come stia mutando la distribuzione della capacità di generazione sul territorio italiano rispetto a qualche anno fa, fattore da ascrivere alla crescita delle rinnovabili. Il miglioramento del collegamento tra Nord e Sud diventa fondamentale e, per questo, attualmente sono attivi 220 cantieri che impegnano più di 350 imprese in tutta Italia. Ovviamente, tutti progetti che hanno come obiettivo la massima sicurezza, il minimo impatto ambientale possibile e una riduzione dei costi per il sistema. Terna, in tutto questo, sarà aiutato da due fattori, la digitalizzazione e l’innovazione, che accompagneranno la crescita delle rinnovabili. La lungimiranza è, infine, testimoniata anche dal lancio del progetto pilota sulle Uvam, destinato a generare valore per il sistema e il cittadino in quanto finalizzato a consentire alle auto elettriche di partecipare al mercato dei servizi contribuendo alla sicurezza del servizio elettrico.

L’AZIENDA NORBLAST HA REALIZZATO IMPIANTO PER TRATTAMENTI DI PULIZIA SUCCESSIVI ALLA PRODUZIONE DI FUSIONI DI GRANDI DIMENSIONI

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Industria

L’azienda bolognese ha da poco realizzato un impianto su misura per i trattamenti di pulizia successivi alla produzione di fusioni di grandi dimensioni per il settore oleodinamico.

Il Gruppo Norblast, realtà specializzata nella progettazione e nella costruzione di macchine per la finitura della superficie di componenti meccanici attraverso trattamenti di sabbiatura e pallinatura ad alta tecnologia, offre soluzioni standard e impianti personalizzati per numerose applicazioni in tutti i settori dell’industria meccanica.

Tra queste aree di applicazione si annovera anche la fonderia e, di recente, l’azienda ha realizzato per la fonderia Laf del Gruppo Sabi una soluzione in grado di ottimizzare tempi e risorse in seguito a un incarico da parte di una primaria realtà mondiale specializzata nella produzione di fusioni in ghisa per il settore oleodinamico.

Al termine del processo di produzione, le fusioni, prima di poter essere impiegate, devono essere ripulite da tutti i residui di lavorazione. Abitualmente ogni prodotto viene trattato con sistemi ad aria compressa che rimuovono la maggior parte dei materiali di scarto: questa pulizia, definita sgrossatura, è un passaggio fondamentale, tuttavia non conclusivo.

Infatti tutte quelle fusioni caratterizzate da fori e scanalature interne, come quelle impiegate nell’industria oleodinamica, oltre alla pulizia esterna preliminare, necessitano anche di trattamenti per rimuovere le terre di fonderia e i residui che ostruiscono questi canali. La rimozione di questi materiali residuali dall’interno della fusione è un’esigenza imprescindibile per evitare difetti di funzionamento e potenziali danneggiamenti dovuti all’improvviso distacco di un residuo durante l’utilizzo del prodotto.

L’esigenza per la quale Norblast è intervenuta, riguarda la volontà del cliente di avere un unico sistema completamente automatizzato, in grado di eseguire sia le attività di sgrossatura preliminare, che la rimozione di tutti i residui di fusione presenti sui componenti realizzati, in modo da concentrare in un unico passaggio due importanti trattamenti di finitura.

Lavorando in stretta collaborazione con la Fonderia Laf, è stato realizzato in co-design un impianto altamente produttivo in grado di rispondere non solo a tutte le esigenze esposte, ma che ha permesso al cliente di migliorare decisamente alcuni aspetti estremamente importanti come i tempi di setup in caso di cambi formato, o le operazioni di carico e scarico spesso particolarmente complesse in quanti i componenti da trattare a volte sono molto pesanti.

Nella fase preliminare Norblast ha effettuato un’analisi delle modalità operative attuali dell’azienda e ha individuato alcune criticità pratiche legate alla tipologia di pezzi da trattare. Le fusioni sono blocchi di ghisa spesso molto ingombranti e pesanti, quindi molto difficili da maneggiare e spostare. Inoltre la loro forma è quella di un parallelepipedo, quindi un posizionamento tradizionale, appoggiato su un lato, rende una faccia non accessibile al trattamento.

Per agevolare le operazioni di sollevamento e movimentazione, l’impianto prevede una sistema “a scambio” che consente di eseguire le operazioni di carico e scarico esternamente alla cabina di lavorazione, mentre all’interno della cabina vengono eseguite le lavorazioni su un secondo particolare.

Inoltre, per massimizzare l’efficienza dell’impianto, evitando più piazzamenti e tempi di setup, l’impianto è stato dotato di apposite attrezzature, alloggiate su tavole automatizzate, tali da consentire con un solo piazzamento tutte le lavorazioni necessarie.

Una volta all’interno della cabina, il distributore oleodinamico è pronto per essere lavorato. Il robot, dotato di un sistema di cambio lancia automatico, preleva il giusto ugello e inizia il processo di sgrossatura ad aria compressa rimuovendo la maggior parte dei residui. Dalla medesima lancia si attiva poi il flusso di pallini per la finitura della pulizia all’interno dei condotti. I canali delle fusioni di grandi dimensioni non sempre passano da parte a parte e creano delle tasche interne molto difficili da raggiungere in cui si accumulano materiali di scarto. Inoltre i condotti possono essere differenti, e necessitano di ugelli dedicati per eseguire correttamente le attività di rimozione dei residui. Per eliminare i tempi di cambio ugello, l’impianto è dotato di un sistema automatico di cambio lancia in modo da eseguire i differenti trattamenti in un unico ciclo di lavoro.

A fine ciclo, prima dell’uscita del pezzo lavorato, viene eseguito un ulteriore ciclo di soffiaggio per eliminare eventuali residui di polvere.

Per evitare una deriva della qualità dei trattamenti eseguiti, è stato necessario dotare il sistema di aspirazione di un apposito dispositivo in grado di separare i residui asportati dalle microsfere utilizzate per la pulizia dei condotti, in modo da non inquinare la graniglia, e raccogliere in opportuni contenitori i residui di lavorazione

Il risultato finale è un impianto completamente automatizzato in ottica 4.0, integrabile con i sistemi informativi aziendali, in grado di avere sotto controllo ogni parametro di lavoro. La vera forza di questo tipo di impianti è la ripetibilità del processo che consente, in un’ottica di controllo di qualità, di conoscere perfettamente la storia tecnologica di ogni singolo particolare. Il software è interamente progettato ad-hoc e permette di governare l’impianto in modo globale: dal controllo delle lance all’intensità del getto, dal controllo dello stato sul singolo pezzo fino alla reportistica avanzata. La manutenzione, programmabile dal sistema di controllo dell’impianto, è facile ed immediata, grazie anche ed all’utilizzo di materiali ad alta resistenza. Come sempre, anche su questo impianto è stata dedicata molta attenzione all’ergonomia e alla sicurezza, in ogni sua espressione: facilità di programmazione e cura nel dettaglio; ampi spazi riservati all’operatore per il carico e lo scarico dei pezzi e comandi principali di avvio del ciclo di lavoro localizzati in posizioni comode ed intuitive.

Fas Italia al Sia Guest per la presentazione del nuovo catalogo 2019

Scritto da pivari il . Pubblicato in Aziende, Turismo

Mancano pochi giorni al Sia Guest, manifestazione tra le più importanti del settore ricettivo, in tale occasione Fas Italia presenterà il nuovo catalogo 2019, ricco di prodotti e attrezzature per soddisfare le esigenze dei professionisti nel campo dell’hotellerie.

FAS Italia catalogo 2019Firenze, 25 settembre, Fas Italia, azienda toscana leader nel campo delle forniture alberghiere sarà presente tra gli espositori del Sia Guest, l’importante manifestazione dedicata al settore dell’hotellerie che si terrà a ottobre dal 10 al 12 c.a. a Rimini presso l’Expo Center.

In occasione, della presenza al Sia Guest, Fas Italia mostrerà il nuovo catalogo 2019, che quest’anno sarà caratterizzato da molteplici proposte dedicate sia all’allestimento della camera, che all’allestimento degli spazi comuni.

Il catalogo è disponibile sia in versione scaricabile che per la consultazione online all’indirizzo web: https://www.forniture-alberghiere.biz/catalogo. All’interno possiamo trovare ben 120 pagine di prodotti, consigli per gli acquisti e un’ampia gamma di soluzioni ad alto contenuto tecnologico, che possono soddisfare qualsiasi esigenza nell’ambito del settore ricettivo.

Nel dettaglio le novità presenti all’interno del catalogo riguardono, in primo luogo le proposte per la sala colazione. Negli ultimi due anni, infatti, Fas Italia è stata protagonista di un workshop itinerante, che ha toccato 10 città italiane e ha dato modo all’azienda di approfondire temi e le problematiche direttamente interconnesse al servizio del Breakfast.

Allo stesso modo questa esperienza ha dato l’opportunità all’azienda di sviluppare soluzioni ad hoc proprio per la sala colazione. In tal senso, nel catalogo si potranno visionare numerosi prodotti utili all’allestimento del buffet della sala colazione, come carrelli, dispenser e linee di espositori, ma anche tantissimi accessori per la tavola e per ottimizzare il servizio.

Fas Italia è un marchio noto anche per le proposte riguardanti i minibar. Questa gamma di prodotti potrà essere meglio approfondita nel catalogo 2019, dove  spicca l’ampliamento e la versatilità delle soluzioni. In particolare, tra i minibar per alberghi si segnalano i nuovi minibar a basso consumo, i minibar da parete e i minibar a cassetto. Tutte queste soluzioni sono state pensate per offrire ai partner dell’azienda fiorentina nuove soluzioni di installazione, ideali anche per ambienti ridotti. Ottimizzare spazi e consumi energetici sarà possibile con le nuove proposte Fas Italia dedicate ai minibar per albergo.

Altro prodotto di punta dell’azienda è costituito dai vassoi con bollitori. Questo è un comfort che non può mancare in camera, ed è anche molto apprezzato dalla clientela d’albergo. Tra i vari prodotti preseti all’interno del catalogo Fas Italia, risultano particolarmente interessanti le proposte salvaspazio, che consentono di collocare in camere, anche dove le superfici d’appoggio sono limitate, tutto il necessario per prepararsi una bevanda calda in camera, quando se ne sente il bisogno.

Infine, per ottimizzare il lavoro del personale addetto ai piani e rispondere alle esigenze dei servizi housekeeping, Fas Italia presenta una selezione di carrelli di alto livello qualitativo e ricchi di accessori, adatti proprio a facilitare tutte le azioni di pulizia, cambio biancheria e rifornimento delle stanze in maniera semplice ed efficace.

Queste e molte altre novità saranno presentate al Sia Guest da Fas Italia, un’azienda, che sta diventando un punto riferimento importante nell’ambito del settore delle forniture alberghiere di alto livello qualitativo.

Impronte digitali: Le autorità e il modo in cui trattano i dati biometrici

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet

logo-gdataA quanto pare, i produttori di smartphone gestiscono le impronte digitali degli utenti in modo più responsabile rispetto alle agenzie governative. Il problema? Un errore commesso oggi può avere conseguenze sull’intero ciclo di vita dei cittadini.

Anche in Italia, ormai da anni, le impronte digitali e la firma elettronica dei cittadini vengono integrate nei passaporti per motivi di sicurezza – tuttavia le agenzie governative trattano con negligenza le caratteristiche biometriche personali dei cittadini. Pur disponendo di informazioni sulle tecnologie più sicure per scansire un’impronta, per anni sono stati impiegati lettori non sicuri, con la conseguenza che oggi il commercio di dati biometrici è uno dei più fiorenti sul Darknet. Se si possiedono i fondi necessari – stiamo parlando di 3000 euro – è possibile ottenere una nuova identità, incluse impronte digitali “indossabili”, del tutto identiche a quelle integrate nel passaporto appena acquistato. L’abuso che scaturisce da una simile pratica è ovvio.

Il fatto che da sempre il trasferimento delle scansioni delle impronte digitali al PC utilizzato per la produzione dei passaporti non sia cifrato non suscita però preoccupazione alcuna. In effetti, ci sono argomenti a favore dell’attuale status quo: in primis, chiunque voglia trafugare i dati prodotti da uno scanner di impronte di proprietà delle autorità deve trovarsi nelle immediate vicinanze del dispositivo, che di norma giace sulla scrivania o in prossimità dello sportello del rispettivo funzionario. Per un potenziale malintenzionato, ciò rappresenta un rischio elevato di essere catturato durante eventuali tentativi di manipolazione.

Naturalmente, si possono ipotizzare scenari in cui, senza farsi notare, si posiziona nelle vicinanze un altro dispositivo che catturi dati utilizzabili. Uno scenario di questo tipo però non scala: se il criminale è interessato a mettere in commercio grandi quantità di dati, il singolo scanner non è un obiettivo sufficientemente interessante, quindi si reputa che non sia necessaria ulteriore protezione.

Il vero problema risiede altrove

La situazione risulta molto diversa se si considerano le banche dati in cui sono archiviati i dati biometrici. Queste necessiterebbero della massima tutela, anche qualora non fossero direttamente accessibili tramite Internet. Se un ipotetico aggressore penetrasse nella rete interna delle questure procurandosi accesso ai database corrispondenti, il danno sarebbe immenso. Episodi di hackeraggio noti in Germania con il nome di “Bundeshack” ai danni della rete governativa tedesca o l’incidente occorso all’Ufficio Federale per la Migrazione e i Rifugiati (BAMF) sono solo alcuni esempi della maestria dei cybercriminali.

L’India, uno dei Paesi più popolosi al mondo, utilizza procedure biometriche per lo svolgimento di numerosi compiti amministrativi. I dati sono spesso insufficientemente protetti. Persone non autorizzate hanno avuto temporaneamente accesso a oltre un miliardo di file relativi a cittadini indiani.

A livello internazionale il tema “biometria e sicurezza” sta riscuotendo una certa attenzione grazie a diversi reportage, ma l’argomento è destinato, come tanti altri, ad essere travolto da notizie più recenti, nonostante i problemi permangano e siano di portata ben superiore di qualsivoglia “vulnerabilità della settimana” riscontrata in Flash, Java, Office o altri programmi popolari. Una negligenza nel processo di salvaguardia dei dati potrebbe però causare danni alle persone coinvolte con ripercussioni sulla loro vita per i successivi 20 o 30 anni. Se i criminali compissero reati con identità rubate, sarebbero degli innocenti a subirne le conseguenze. Varrebbe la pena darsi da fare per tutelare quanto più possibile questi dati.

La biometria è sicura?

Puntare tutto su una sola carta, in futuro forse quella biometrica, sarebbe tanto errato quanto utilizzare una sola password per qualsiasi tipo di servizio. Per un computer non c’è una differenza significativa tra un’impronta digitale e una password, ergo un’impronta digitale è tanto sicura (o insicura) quanto una password, ma molto più limitante: a differenza di una chiave crittografica, un’impronta digitale non può essere “revocata” o modificata a piacimento. Il numero di modifiche possibili è limitato al numero di dita esistenti. Inoltre, a differenza di una password, è difficile tenere davvero segreta un’impronta digitale: tutti le lasciano su tutto ciò che toccano. In alcuni esperimenti è stato persino possibile fotografare delle impronte digitali da diversi metri di distanza con una lente speciale e riprodurle con successo. Lo stesso problema riguarda il riconoscimento vocale. Fatto salvo che ci si voti al silenzio da subito, sarebbe ben difficile tenere nascosta la propria voce. E l’iride? Alcune fotocamere di alta qualità consentono di realizzarne scatti compatibili con le rilevazioni biometriche: chi si sognerebbe mai di lasciare l’appartamento o attraversare la strada con gli occhi chiusi o di indossare perennemente gli occhiali da sole?

Solo la combinazione di diversi fattori assicura una vera sicurezza. Che si tratti di password + impronta digitale o password + impronta digitale + token hardware con password monouso (OTP) o di altre variazioni.


GDATA

Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.
G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer.
Partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP, G DATA ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati. L’azienda patrocina altresì il Teatro Comunale di Bologna e diversi eventi volti all’accrescimento culturale e all’aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media.
Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

La mia fortuna , il singolo di Borasio

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in radio il singolo dell’artista piemontese 

La mia fortuna è il singolo di Borasio. Con la sua voce incisiva ed un brano fresco e coinvolgente, l’artista si presenta al mondo radiofonico. Un brano pop colorato ed istantaneo che mette in risalto le caratteristiche di Borasio e la sua notevole preparazione canora. Serietà e passione per la musica nella sua eccezione più genuina , naturale e viva.

Giuseppe Borasio nasce a Torino , il suo amore per la musica inizia alla giovane età di 14 anni, periodo in cui prenderà lezioni di chitarra subito seguite da quelle canore. Nella sua carriera artistica vanta collaborazioni e apparizioni televisive considerevoli. Si esibisce nel programma canoro ”Sogni” in onda su Rai1, e appare in qualità di corista in programmi noti come ”Che tempo che fa”. Giuseppe un’artista a tutto tondo, inoltre consegue il diploma presso l’Accademia Attori di Rivoli incominciando a recitare in varie commedie. Nel settembre 2011 frequenta il corso di perfezionamento di canto presso la ”The Collective School” a New York con la performer internazionale Susan Didrichsen. Successivamente partecipa ad una tournée gospel facendo tappa in tutta Italia. Nel Gennaio 2017 incontra il noto produttore italiano David Marchetti e proprio con lui da inizio ad un progetto musicale comprendente la pubblicazione di tre singoli.

https://www.facebook.com/giuseppe.borasio

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RUGGERO DE I TIMIDI: “ALL INCLUSIVE” In radio l’ironia senza tabù che anticipa l’omaggio al cantautorato italiano del nuovo album “GIOVANI EMOZIONI”

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

“Quando incontro qualcuno che ha fatto l’animatore nei villaggi la mia deformazione professionale fa si che gli chieda: ‘Ma è vero che voi animatori vi accoppiate con le mogli insoddisfatte?” E ogni volta vengono fuori i più sorprendenti aneddoti” – Ruggero de I Timidi

“All Inclusive”, in uscita il 31 agosto, descrive il popolo vacanziero, toccando con intelligente umorismo temi che sono tabù, storie di meschina passione e riscoperte sentimentali, debolezze che si conoscono senza mai essere dichiarate. Un passaparola a tratti sfacciato e canzonatorio ma mai offensivo, che accompagna un pettegolezzo con sincera nostalgia.

Ruggero de I Timidi è un mix surreale tra nomi improbabili della musica italiana e tormentoni della scena internazionale. Crooner impacciato, ma sempre meno timido, porta sul palco la caricatura del cantante alla ricerca del successo, viaggiando in lungo e in largo per l’Italia con la sua orchestra e raccogliendo un crescente consenso di pubblico.

“All Inclusive” anticipa la grande stagione di Ruggero de I Timidi, che si prepara all’uscita del suo nuovo album, il secondo, intitolato “Giovani emozioni”. Dieci brani che sono un vero e proprio omaggio alla musica italiana, sopratutto quella dei grandi cantautori, da De Gregori a Battisti, passando per Concato e Rino Gaetano, in un gioco di riferimenti che si ispira alle melodie che hanno fatto la storia della canzone italiana degli anni ’60, ’70 e ’80, usate per raccontare la vita, nelle sue sfaccettature più concrete, senza essere mai banale. Sorridere più che ridere, raccontare più che spettegolare, senza indignarsi delle umane fragilità e dei piccoli piaceri, ma arrivando dritto al punto. E’ questo il filo rosso nei testi di Ruggero dei Timidi, quel racconto di sana sfrontatezza che lo ha reso il fautore di alcuni veri e propri tormentoni come “Timidamente Io” (oltre 2 milioni di visualizzazioni su YouTube), “Pensiero Intrigante”, “Notte Romantica”, “Padre e Figlio”, ripresi da altrettante trasmissioni radiofoniche di successo come Lo Zoo di 105 (Radio 105), Ciao Belli (Radio Deejay) e La Zanzara (Radio 24).

“Giovani emozioni” sarà presentato in anteprima domenica 2 settembre in occasione del “Primo Raduno Timido” presso Parco Tittoni a Desio (MB).

Radio date All Inclusive: 31 agosto 2018

Release album “Giovani Emozioni”: 7 settembre 2018

Etichetta. Ruggero de I Timidi

BIO

Crooner impacciato, cantante beat nostalgico, una raccolta vivente dei momenti più imbarazzanti e poetici della musica italiana e internazionale, Ruggero de I Timidi è il figlio illegittimo di una relazione tra un’orchestra di fine anni ‘50 ed il grande Freak Antoni, un neomelodico colto (in fallo), con la vocazione al demenziale raffinato. Un cocktail perfetto che mescola modernità e sano vintage: è il cantante da night che mancava in questi anni, arrivato per colmare le lacune della discografia italiana affrontando tematiche che gli altri cantanti non hanno il coraggio di affrontare, partendo proprio dalle classiche storie d’amore. Oltre alla timidezza, infatti, Ruggero rompe i tabù. E lo fa con canzoni che vanno dritte al sodo e che sono diventate dei veri e propri inni, sia dal vivo che con milioni di visualizzazioni su YouTube (“Timidamente Io”, “Pensiero Intrigante”, “Notte Romantica”, “Padre e Figlio”). Totalmente indipendente è stato lanciato televisivamente da “Tu Si Que Vales” (Canale 5), partecipando successivamente a “Quelli che il calcio” (Rai 2), “Check Point” (TgCom24) e “90 Special” (Italia 1). Ha suonato nei principali club e festival d’Italia, compreso l’Home Festival e Deejay On Stage. Ruggero de I Timidi è stato protagonista anche di tre tournée teatrali: Ruggero de i Timidi Christmas Show (2014-2015), Spruzzi di gloria (2017) e Ruggero dei Timidi show (2018).

Nonostante entrambi si ostinino a negare l’esistenza dell’altro, dietro Ruggero de I Timidi c’è Andrea Sambucco, comico e autore udinese noto per le sue partecipazioni a “Central Station” (MTV), “Zelig” (Canale 5), “Glob” (Rai 3), “Quelli che il calcio” (Rai 2).

Contatti e social

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Luce e gas: in Italia prezzi più alti del 15% rispetto alla media dell’Europa

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia, Italia

Tra bollette dell’energia elettrica e del gas, nell’ultimo anno* gli italiani hanno pagato in media quasi 1.600 euro; una spesa importante che spesso incide notevolmente sul bilancio delle famiglie; ma come se la cavano i nostri vicini europei? Decisamente meglio, tanto che, secondo le stime di Facile.it, se in Italia si applicassero le tariffe calcolate come media di quelle europee, il costo complessivo delle bollette di luce e gas si alleggerirebbe del 15%; un risparmio complessivo pari a circa 240 euro l’anno.

Per calcolare questo valore l’ufficio studi di Facile.it ha preso come riferimento i consumi medi di una famiglia-tipo italiana e confrontato, sulla base di questi parametri, le tariffe unitarie dei diversi Paesi dell’UE rilevate da Eurostat e dalla Commissione Europea**. Ecco cosa è emerso.

Energia elettrica

La prima voce di spesa analizzata è quella relativa alla bolletta dell’energia elettrica che in Italia, considerando un consumo medio di circa 2.700 kWh ed un potenza impiegata 3 kW, è pari a 537 euro.

In questo caso, applicando la tariffa ricavata dalla media dei valori europei – che Facile.it ha stimato in un costo lordo per kWh di poco inferiore agli 0,18€ – il peso della bolletta elettrica italiana si alleggerirebbe di circa il 10%, con una riduzione intorno ai 55 euro l’anno.

Il risparmio sarebbe equivalente a quasi 60 euro l’anno, se si applicasse in Italia la tariffa dell’energia elettrica della Francia o addirittura supererebbe i 100 euro se le tariffe italiane fossero uguali a quelle della Grecia.

Di contro, se si applicassero nello Stivale le tariffe spagnole la bolletta annuale aumenterebbe di circa 100 euro; se si usassero quelle della Germania, il conto sarebbe ancor più salato, con un aumento di quasi 300 euro.

A gravare in particolar modo sul peso totale della bolletta elettrica italiana sono le imposte e gli oneri di sistema che oggi incidono in misura prossima al 29% del costo totale (Fonte: Arera). Tra gli Stati europei che fanno meglio ci sono Spagna e Irlanda, dove l’incidenza di tasse e oneri sulla bolletta è pari a circa il 20%, mentre va decisamente peggio in Germania e Portogallo, dove superano il 50% o in Danimarca, dove tali costi arrivano a rappresentare quasi il 68% della bolletta (Fonte: Eurostat).

Gas

Dati ancor meno incoraggianti emergono dall’analisi della bolletta del gas. Considerando nuovamente come parametro di riferimento il consumo medio di una famiglia-tipo italiana (1.400 mc l’anno), il costo sostenuto nello Stivale è pari a circa 1.050 euro; se la tariffa fosse pari a quella ricavata dalla media dei valori europei – che Facile.it ha stimato in un costo lordo per kWh di poco inferiore agli 0,06 € – la bolletta costerebbe intorno al 18% in meno, con un risparmio annuo di circa 185 euro.

Dati alla mano, l’Italia è tra i paesi europei con il costo unitario del gas più alto; se si applicassero le tariffe della Germania, ad esempio, l’alleggerimento della bolletta italiana sarebbe di quasi 150 euro l’anno, mentre con i costi del gas rilevati nel Regno Unito alle famiglie italiane rimarrebbero in tasca quasi 350 euro. Andrebbe decisamente peggio, però, se le tariffe italiane fossero uguali a quelle della Svezia; i costi lieviterebbero di oltre 600 euro in un anno.

Anche per il gas il peso delle tasse e degli oneri di sistema non agevola l’Italia, dove oggi queste voci arrivano ad incidere per circa il 40% sul totale della bolletta (Fonte: Arera). Fra gli Stati dell’Unione presentano valori più alti solo Svezia, Romania, Olanda e Danimarca, dove il peso di tasse e oneri supera ampiamente il 40%. Peso percentuale più contenuto, invece, in Paesi come Germania e Francia (circa 25%) e Spagna (20%) (Fonte: Eurostat).

«Il peso di tasse e oneri di sistema in Italia incide molto sul costo complessivo delle bollette», spiega Silvia Rossi, Responsabile BU Energia di Facile.it. «Ma se è vero che su questi parametri i consumatori possono fare ben poco, è altrettanto vero che hanno modo di risparmiare sul costo della componente energia. Soprattutto alla luce dei possibili aumenti previsti per l’ultimo trimestre del 2018, confrontare le offerte delle diverse compagnie potrebbe davvero fare la differenza per le tasche degli italiani, e consentire loro un risparmio medio stimato in 70 euro annui per il gas e addirittura 130 euro per l’energia elettrica.».

 

*  Fonte Arera per il periodo ottobre 2017 – settembre 2018.

** I dati Eurostat fanno riferimento al primo e al secondo semestre 2017. I dati della Commissione Europea fanno riferimento a stime relative al primo trimestre 2018.