Archivio per agosto, 2018

Milano Art Gallery festeggia Franco Carletti con un vernissage memorabile

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Inizio scoppiettante per l’artista Franco Carletti che ieri, giovedì 30 agosto, ha inaugurato la sua personale alla famosa Milano Art Gallery, nel cuore del capoluogo lombardo (in via Alessi 11). Tonalità vibranti, questo il titolo della mostra che ha visto presenti il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e Dario Fo, e dello scrittore e giornalista Giulio Alberoni, braccio destro del padre, il celebre Francesco Alberoni. Si dichiara soddisfatto anche il manager della cultura Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery e organizzatore dell’evento. La grande affluenza di pubblico ha infatti rivelato l’apprezzamento nei confronti dell’arte di Franco Carletti, decretandone quindi un decisivo successo già nel giorno del vernissage.

Il pittore senese, nato a Gaiole in Chianti nel 1954, ha rivelato fin da giovane la sua propensione per l’arte, ma solo negli ultimi tempi ha potuto dedicarsi con tutte le sue forze alla sua passione. Prima di prendere questa decisione infatti, laureatosi in Giurisprudenza, aveva instaurato per oltre vent’anni una collaborazione con un noto studio notarile.

La sua pittura si fonda sul figurativo moderno, ma, soprattutto, sul colore. Con queste premesse sceglie come suoi soggetti il paesaggio senese e la donna, trasfigurandoli attraverso il suo affetto per la terra natale.

Afferma Salvo Nugnes a questo proposito: «Lo spazio e la figura femminile costituiscono una delle combinazioni predilette da Franco Carletti. La presenza di una donna in qualità di osservatrice o di serena padrona di casa rende il paesaggio familiare, addolcendolo fino a sfiorare punte di malinconia. I pallidi colori accentuano la nostra percezione della luce, che effettivamente è la grande protagonista dei suoi dipinti. Nei suoi lavori infatti l’artista compie un processo di scandaglio che fa riaffiorare nella superficie della nostra memoria la sensazione di aver sempre conosciuto quei luoghi, di non essere totalmente estranei».

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Daiichi Sankyo: Combattere la fibrillazione atriale, registro globale ETNA-AF

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute

Congresso ESC 2018: presentati i primi dati del registro ETNA-AF, uno studio di sicurezza non-interventistico sull’uso di edoxaban per il trattamento della fibrillazione atriale nel “mondo reale”

Presentati al congresso ESC i primi dati relativi all’ETNA-AF, uno studio di sicurezza non-interventistico sull’uso di edoxaban (LIXIANA®) per il trattamento della fibrillazione atriale nel “mondo reale”, che valuta edoxaban in un’ampia gamma di condizioni cardiovascolari, tipologie di pazienti e situazioni cliniche specifiche dei diversi Paesi

Monaco, 29 Agosto 2018 – Presentati oggi, al Congresso ESC di Monaco, i primi dati relativi ai pazienti di ETNA-AF, il registro globale di Daiichi Sankyo che descrive l’uso di edoxaban (LIXIANA®) in monosomministrazione orale giornaliera, nella pratica clinica quotidiana. I dati di 24.431 soggetti trattati con edoxaban, che costituiscono l’87% dei pazienti totali arruolati da più di 1800 centri in 13 Paesi in tutto il mondo, forniranno importanti informazioni sull’uso di edoxaban nella fibrillazione atriale non valvolare (FANV) in contesti reali.

Il programma globale ETNA-AF combina le informazioni provenienti da tre registri separati condotti in Europa, Asia orientale e Giappone e valuta efficacia e sicurezza di edoxaban nella pratica clinica quotidiana. Questi registri sono stati disegnati per osservare la pratica clinica locale, e i dati sono stati in seguito integrati in un unico database.

La prima analisi, che riporta i dati demografici e le caratteristiche dei pazienti del programma globale ETNA-AF, ha mostrato che i pazienti arruolati sono più anziani di quelli dello studio clinico registrativo ENGAGE AF-TIMI 48, ma presentano un rischio di ictus inferiore e più spesso sono affetti da FANV parossistica.
In Europa, la percentuale di pazienti trattati con edoxaban 60 mg OD e 30 mg OD erano, rispettivamente, 76,7% e 23,3% (N = 13.474). La distribuzione dei dosaggi edoxaban 60 mg e 30 mg OD era molto simile a quella osservata nelle corrispondenti regioni durante l’ENGAGE AF-TIMI 48, così come erano simili le caratteristiche demografiche dei pazienti.

La seconda analisi, che riporta i dati basali relativi a ictus e rischio di sanguinamenti, ha mostrato che, in tutte e tre le Regioni, la popolazione presentava un rischio complessivo di ictus inferiore rispetto a quello osservato nei pazienti dell’ENGAGE AF-TIMI 48. Nel corso degli studi non-interventistici gli specialisti prendono decisioni cliniche per trattare i pazienti nel modo più appropriato. Mentre nell’ ENGAGE AF-TIMI 48 i pazienti per essere arruolati dovevano presentare almeno due fattori di rischio, per EMA ne è sufficiente uno perché il paziente possa essere trattato. ETNA –AF Global ha arruolato un’ampio numeri di pazienti ad alto rischio, inclusi quelli con precedente ictus, sanguinamento maggiore, emorragia intracranica, o punteggio CHA2DS2-VASc ≥4; questi soggetti ad alto rischio comprendono il 38,2% dei pazienti arruolati in Europa. Inoltre, nel programma globale, la media ricalcolata del punteggio totale HAS-BLED era di 2,5 ± 1,13 (Europa: 2,6 ± 1,13). Nell’ ENGAGE AF-TIMI 48, la media del punteggio HAS-BLED dei Paesi corrispondenti era di 1,8 ± 1,0.

La terza analisi, che riporta l’uso della terapia antitrombotica prima dell’inizio del trattamento con edoxaban, ha mostrato che più dei 2/3 dei pazienti trattati con edoxaban erano naïve all’uso dell’anticoagulante (17.740; 72,6%). In Europa, il 17,5% (2.364/13.474) dei pazienti anticoagulati erano stati precedentemente trattati con un antagonista della vitamina K (AVK) e l’8,4% (1.138/13.474) assumevano un altro DOAC prima di iniziare la terapia con edoxaban.

“Rispetto ai Paesi corrispondenti di ENGAGE AF-TIMI 48, i pazienti arruolati nell’ETNA-AF globale avevano punteggi di rischio di ictus più bassi e punteggi HAS-BLED più alti. – ha spiegato il prof. Raffaele De Caterina, Direttore dell’Istituto di cardiologia dell’ Università G. D’Annunzio di Chieti – Ciò potrebbe indicare un cambiamento nella volontà dei medici di trattare i pazienti con rischio di sanguinamento più elevato, che riflette un’evoluzione nell’uso degli anticoagulanti orali diretti. Basandosi sui risultati dell’ENGAGE AF-TIMI 48, che comprendeva pazienti con rischio di ictus da moderato ad alto, questi dati forniscono prove dal mondo reale sull’uso di edoxaban nei pazienti a basso rischio di ictus”.

Un totale di circa 28.000 pazienti saranno inclusi nei registri non-interventistici ETNA-AF e seguiti per 2 anni (in Europa, invece, saranno seguiti per 4 anni). Allo stato attuale, il programma globale ETNA sarà il più grande e completo archivio di dati sull’uso real-world, l’efficacia e la sicurezza di un singolo anticoagulante orale diretto (DOAC) in pazienti con FANV o tromboembolia venosa (TEV).
“Daiichi Sankyo è impegnata ad ampliare le conoscenze scientifiche su edoxaban anche grazie ad ETNA-AF, che fa parte di EDOSURE, il nostro solido programma di ricerca clinica composto da più di 10 studi in più di 100.000 pazienti in tutto il mondo– ha spiegato Hans Lanz, ricercatore e direttore esecutivo del Global Medical Affairs di Edoxaban – Il programma ETNA-AF fornisce preziose informazioni su uso, sicurezza ed efficacia di edoxaban in contesti real world. Questi studi non-interventistici, infatti, sono stati creati per consentire ai diversi sistemi sanitari di utilizzare al meglio edoxaban nella pratica clinica quotidiana”.

Il registro globale ETNA-AF

ETNA-AF (trattamento con edoxaban nella pratica clinica quotidiana in pazienti con fibrillazione atriale non valvolare) è uno studio di sicurezza post-autorizzazione non interventistico (PASS). Il programma combina, in un unico database, i dati di tre registri separati condotti in Europa, Asia orientale e Giappone. Un totale di circa 28.000 pazienti saranno inclusi nei registri ETNA-AF e seguiti per 2 anni (in Europa, invece, saranno seguiti per 4 anni). L’obiettivo principale di ETNA-AF è di raccogliere informazioni sull’uso di edoxaban in condizioni real-world, nella pratica clinica quotidiana di specifici Paesi e regioni, inclusi i profili di sicurezza ed efficacia in pazienti non preselezionati affetti da fibrillazione atriale non valvolare (FANV).

La Fibrillazione Atriale
La FA è una condizione in cui il cuore batte in modo rapido e irregolare. Quando ciò accade, il sangue può accumularsi e addensarsi nelle camere del cuore causando un aumento del rischio di coaguli di sangue. Questi coaguli di sangue possono staccarsi e viaggiare attraverso il flusso ematico verso il cervello (o talvolta verso un’altra parte del corpo), dove possono potenzialmente provocare un ictus.

La fibrillazione atriale è il tipo più comune di disordine del ritmo cardiaco ed è associata a una notevole morbilità e mortalità. A più di sei milioni di cittadini europei è stata diagnosticata la FA, e questa cifra dovrebbe almeno raddoppiare nei prossimi 50 anni. Rispetto a quelli che non ne soffrono, le persone con questa aritmia hanno un rischio di ictus 3-5 volte più alto. Un ictus su cinque è causato da FA.

Edoxaban
Edoxaban è un inibitore diretto del fattore Xa (pronunciato “Decimo A”), somministrato una volta al giorno. Il fattore Xa è uno dei componenti chiave responsabili della coagulazione del sangue, quindi inibirlo significa rendere il sangue più fluido e meno incline alla coagulazione. Edoxaban è attualmente commercializzato in Giappone, Stati Uniti, Corea del Sud, Hong Kong, Taiwan, Thailandia, Canada, Germania, Regno Unito, Svizzera, Irlanda, Paesi Bassi, Italia, Spagna, Belgio, Austria, Portogallo e altri paesi europei.

FonteDaiichi Sankyo

Semestrale TIM: il punto dell’AD Amos Genish

Scritto da comunicazionewebag il . Pubblicato in Aziende

Le prossime strategie di TIM alla luce dei risultati del semestre: l’AD Amos Genish le illustra nella conference call con gli analisti.

Amos Genish

Amos Genish: TIM presenta i conti del primo semestre

Ricavi e EBITDA al livello del 2017, ma indicatori in flessione: TIM chiude il primo semestre senza deludere il mercato. I risultati sono in linea con le attese degli analisti, confermando la leadership del gruppo guidato da Amos Genish in un mercato altamente competitivo e sfidante: al 30 giugno l’utile è di 554 milioni con ricavi per 9,44 miliardi (-2,7%) anche grazie al “positivo andamento della Business Unit Domestic (+24 milioni di euro), a cui si è contrapposta la riduzione della Business Unit Brasile (-286 milioni di euro) interamente correlata alla svalutazione del real brasiliano, superiore al 20% rispetto al primo semestre 2017”. L’EBITDA ammonta a 3,9 miliardi: come si rileva in una nota diffusa dal gruppo, sul dato incide “l’effetto negativo della componente Domestic (-4,8%) per elementi non ricorrenti, tra cui l’accordo sulla Solidarietà rinnovato solo a fine giugno 2018, l’impatto del ritorno alla fatturazione mensile, la nuova regolamentazione europea sul roaming e altri aspetti regolatori“. Nel secondo trimestre la generazione di cassa netta arriva a 396 milioni di euro: conseguentemente il debito di gruppo si è ridotto di ulteriori 167 milioni al 30 giugno. Si procede anche nell’attuazione del Piano DigiTIM, sostenuto fortemente dall’AD Amos Genish per migliorare la customer & employee experience e l’efficienza tramite una revisione strutturale dei principali processi e degli strumenti dell’azienda.

TIM: le dichiarazioni dell’AD Amos Genish sulla semestrale

Nella conference call con gli analisti sui risultati della semestrale, l’AD di TIM Amos Genish ha evidenziato come i dati denotino a livello di gruppo una costante crescita del fatturato: “Siamo riusciti a dimostrare disciplina a livello di Capex (CAPital EXpenditure): le spese si sono ridotte in misura significativa rispetto all’anno scorso, mentre l’operating free cash flow e il working capital crescono a doppia cifra“. L’AD si è poi soffermato sui prossimi obiettivi: “Il più importante è tornare all’investment grade e a una politica dei dividendi”. Per farlo non si esclude la cessione di quegli asset classificati no core, anche se al momento l’unica procedura in atto riguarda Persidera: “Al momento non ce ne sono altri“. Amos Genish si è espresso anche su una possibile collaborazione con Open Fiber: “Saremmo molto felici di cooperare per aumentare la penetrazione nel segmento broadband, ma al momento non si è verificato nulla“. Ribadendo che per ora “non c’è alcuna iniziativa concreta sul tavolo“, l’AD ha rimarcato come ogni forma di collaborazione sia comunque positiva perché consente di combinare gli sforzi e costruire insieme senza correre il rischio di sovrapporsi.

Rocco Commisso sceglie Auro Palomba e Community Group sul fronte comunicazione per le trattative per il Milan

Scritto da melluccio il . Pubblicato in Aziende

Community Group aveva già affiancato in precedenza i cinesi di Yonghong Li. Ora anche Rocco Commisso si affida all’esperienza del team guidato da Auro Palomba.

Community Group: il team di Auro Palomba nel mondo dello sport

Rocco Commisso, di recente comparso tra i principali possibili acquirenti che hanno preso parte alle trattative per l’acquisto di AC Milan, ha scelto un advisor che di calcio, e di Milan, è esperto: Community Group. L’agenzia di comunicazione guidata da Auro Palomba ha assistito anche Sino-Europe Sports, la cordata cinese guidata da Yonghong Li, nella trattativa per l’acquisto del club con Fininvest. Inoltre, in passato, Community Group ha ricoperto il ruolo di advisor di Erick Thohir nella scalata dell’imprenditore indonesiano al vertice dell’Inter. Ma oltre a essere Fondatore e Presidente di Community Group, Auro Palomba è anche un noto tifoso rossonero: in passato si è dedicato alla gestione di un profilo Twitter interamente dedicato alle notizie riguardanti la trattativa di cessione del Milan.

Community: la storia del Gruppo fondato da Auro Palomba

Auro Palomba fonda Community Group nel 2001, sfruttando la sua ampia esperienza nel campo della comunicazione. Il team di Community è oggi leader nel reputation management, occupandosi anche di grandi aziende familiari italiane ed estere. L’obiettivo della società è affiancare importanti gruppi finanziari e industriali in qualità di advisor, per gestire e tutelare la loro reputazione, difendendone la storia, i valori e le tradizioni. “Il talento del bravo advisor”, spiega Auro Palomba in una intervista del 2012 a 7 Gold, “sta proprio nell’individuare il vestito più adatto per la comunicazione dell’azienda che dobbiamo assistere”. Dall’anno di fondazione, Community Group ha ampliato i propri margini d’azione in diversi ambiti della comunicazione, diventando un Gruppo multidisciplinare con sedi a Milano, Treviso e Roma. Come sottolinea il fondatore, “Con Community analizziamo le necessità delle aziende, cerchiamo di capire quali dati e informazioni possono avere appeal per i media e l’opinione pubblica”. Nel 2016 Community è stata premiata ai Financecommunity Awards, nella categoria “Financial PR”, come miglior team dell’anno.

Che articoli si possono trovare in un sexy shop

Scritto da Patrizia La Meglio il . Pubblicato in Lifestyle

Una vita piccante è una vita vissuta ovviamente con maggior piacere, ma anche con più spensieratezza. Per questo, anche se per alcuni il sesso sembra ancora un argomento taboo, nell’ultimo secolo la società è diventata meno pudica. Questo è risultato nella diffusione di negozi che si specializzano a vendere articoli per i giochi erotici degli adulti: i famosi sex toys.  A Chiunque sia capitato in un negozio fisico o abbia visitato una pagina web che venda questi prodotti sarà saltata subito all’occhio l’enorme varietà di articoli di un sexy shop. La sessualità è un qualcosa di molto meno meccanico e semplice di quanto molti credano; è solo normale che i sex toys, si siano sviluppati per soddisfare tutti i tipi di piacere, anche quelli più strani.

Gli articoli classici di un sexy shop rivisitati

Questa apertura a tutti i tipi di esigenze sessuale si può notare anche dal vasto assortimento di dildo e vibratori che ogni sexy shop che si rispetti offre. Oltre a modelli classici si possono trovare ad esempio dei dildo fatti apposta per il lato B, ovvero i cunei anali, oppure dei falli realizzati interamente in vetro.

Oppure chi ama i vibratori potrà trovare nuovi modi di godere con attrezzi come il vibratore rabbit, dotato di un’appendice speciale per stimolare il clitoride. Oppure un vibratore jelly  è fatto di un materiale soffice e comodo da usare e la sua forma iperrealistica gli permette di far provare un piacere vero

Articoli di sexy shop per trovare nuovi modi di godere

Un sexy shop non è semplicemente un rivenditore di dildo e vibratore; ci sono anche altri articoli fatti per gusti più peculiari. La maggior parte dei sexy shop hanno una sezione dedicata agli amanti del BDSM, con tutto un insieme di corde, bende, maschere e altri prodotti per mescolare dolcemente il piacere al dolore.

Anche se il bondage non è dei propri gusti si possono trovare altri metodi per rendere più piccante il rapporto di coppia, ad esempio con l’aiuto degli oli da massaggio o dei lubrificanti, per un sesso più fluido.

Oppure si può sedurre e lasciarsi sedurre da tutto un insieme di lingerie sexy per Lei e per Lui. Con calze a rete, guepierre, tanga e perizomi i preliminari possono diventare un momento magico in cui accendere le più calde fantasie e abbandonarsi all’estasi della passione.

In conclusione in un sexy shop ci sono degli articoli per ogni tipo di desiderio e voglia e chiunque può entrare e tornare a casa con un modo per rendere più piccante la propria vita. Coloro che si sentono imbarazzati ad andare in un sexy shop non devono preoccuparsi in quanto molti di questi esistono online. In questo modo si può acquistare il sex toys dei propri sogni con pochi click e farselo portare a casa in maniera totalmente anonima e privata.

Sogni duri!

Eni S.p.A.: il percorso del Chief Development Operations & Technology Officer Roberto Casula

Scritto da newsrconline newsrconline il . Pubblicato in Aziende

Una carriera sviluppatasi per larga parte all’interno di Eni S.p.A. quella di Roberto Casula, dal 2014 Chief Development Operations & Technology Officer del Gruppo.

Roberto Casula

Formazione e primi incarichi professionali di Roberto Casula

Classe 1962, Roberto Casula si laurea nel 1988 in Ingegneria Mineraria presso l’Università di Cagliari. Abilitatosi alla professione di Ingegnere in seguito al superamento dell’esame di stato, comincia il suo percorso professionale all’interno di Agip S.p.A., dove è Reservoir Engineer fino al 1991. Nel 1992 passa alla consociata Agip Angola Ltd, la cui sede è in Luanda, dove ricopre incarichi di progressiva responsabilità: inizialmente Reservoir Engineer, diviene in seguito Petroleum Engineer e, nel 1994, Luanda Chief Development Engineer. Rientrato alla sede di San Donato Milanese nel 1997, Roberto Casula assume l’incarico di Development and Production Coordinator per Eni S.p.A., occupandosi in prima persona del coordinamento delle attività di business relative ai Paesi dell’Africa Centrale e centro-asiatiche. Il 2000 segna un altro importante avanzamento di ruolo: viene nominato Responsabile (Department Manager) dei Servizi Tecnici di progetto per le attività in Iran. Nel 2001 diviene Dirigente, assumendo l’incarico di Project Director per il progetto giant South Pars Gas fasi 4-5 e trasferendosi a Teheran, in Iran.

Roberto Casula: da Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. al ruolo di Chief Development Operations & Technology Officer

Nominato nel 2004 Amministratore Delegato di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., Roberto Casula assume successivamente, nel 2005, la carica di Managing Director di Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli, in Libia. Seguono incarichi di crescente responsabilità: nel 2007 rientra in Italia come Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana; nel 2008 si trasferisce ad Abuja, in Nigeria, dove viene nominato Presidente delle tre consociate Eni nel Paese. A partire dal dicembre 2011 ricopre la carica di Executive Vice President, ruolo che lo porta a concludere con successo negoziazioni di primaria importanza nei Paesi dell’Africa e del Medio Oriente. Nel luglio del 2014 Roberto Casula assume l’incarico di Chief Development Operations & Technology Officer, tuttora ricoperto, legato alla gestione di tutte le attività tecnico operative, di progetto e di Ricerca e Sviluppo della società.

Trullo 227_Inside out

Scritto da Graziella Melania Geraci il . Pubblicato in Arte, Cultura, Locale

A cura di Graziella Melania Geraci e Shazar Gallery

2 | 3 Settembre 2018

Opening : 2 Settembre 2018 | dalle h. 19.00

Presso: Trullo Nicolo’, Via Ostuni 227 M, Martina Franca (TA)

Eli Acheson-Elmassry | Galles, Dario Agrimi | Italia, Giovanni Battimiello | Italia, Rocco Dubbini | Italia, Lello Lopez | Italia, Ezia Mitolo | Italia, Giacomo Montanaro | Italia, Pantaleo Musarò | Italia, Mutaz Elemam | Sudan, Gabriel Orlowski | Polonia, Stefania Ricci | Italia, Paola Risoli | Italia, Rosemarie Sansonetti | Italia

Alla sua terza edizione, si conferma ormai un appuntamento fisso l’evento pop up della Valle d’Itria: TRULLO 227, a cura di Graziella Melania Geraci e Shazar Gallery. Domenica 2 e lunedì 3 settembre, solo per due giorni, l’arte contemporanea ribalta gli ambienti e le tradizioni di un trullo pugliese, il Trullo Nicolò a Martina Franca, cancellando riferimenti estetici e aprendo nuove visioni.

Artisti contemporanei nazionali e internazionali offrono uno scenario inedito, stimolati dalla tematica di quest’anno, INSIDE OUT, attraverso opere che svelano un percorso introspettivo ed emotivo. La scoperta di un’identità che coincide con l’essere avviene sulla scia del rovesciamento, quello che si trova dentro esce fuori e viceversa. Cambiano quindi i paesaggi fisici e intimi, i riferimenti si capovolgono lasciando il piacere o il dramma della rivelazione.

In mostra opere evocative che sembrano partire da gesti e situazioni della vita quotidiana per poi approdare ad emozioni che indagano prospettive e valutazioni sui rapporti sociali.

L’apertura dell’evento si terrà il 2 settembre dalle ore 19.00 presso il Trullo Nicolò in via Ostuni 227 M, Martina Franca (TA)

INFO +393475999666 – +39 3391532484

Trullo Nicolo’, Via Ostuni 227 zona M, Martina Franca (TA), +39 475999666   grazie.geraci@gmail.com

Shazar Gallery, Napoli –+39 3391532484– www.shazargallery.com  shazar@virgilio.it

FB shazargallery  Instagram: shazargallery

GRIGIO: “SALTI MORTALI” È IL SINGOLO D’ESORDIO DEL PROGETTO CHE FONDE SYNTH E NEW WAVE

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un intreccio di suoni moderni che strizzano l’occhio alle atmosfere degli anni ’80.

“Salti mortali” è una canzone d’amore che non parla d’amore ma degli stati d’animo che gli appartengono, un cuore che fa i salti mortali, immagini vivide tra il presente e il passato, un viaggio a bordo di una macchina del tempo (come la DeLorean di “Ritorno al Futuro”) che racconta solo quello che sta nel mezzo.

Il progetto, pubblicato per Fonoprint, nasce dalla volontà di fondere due diverse idee: quello della musica elettronica di ispirazione synth pop con la new wave dell’indie italiano. I testi raccontano con ironia la paura di cambiare in un mondo che è già cambiato.

«Non si reinventa il pop ma lo si declina in una maniera del tutto personale: nient’altro che P.O.P. “Grigio è l’intreccio di chiaroscuro che racconta l’amore per gli 80’s e la paura di cambiare, ma che affronta con leggerezza ed ironia un mondo che è già cambiato». Grigio

Guarda il video su YouTube:

Etichetta: Fonoprint

Radio-date: 22 giugno 2018

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Consigli per l’acquisto di un bracciale Tennis

Scritto da Caterina Rossi il . Pubblicato in Aziende, Lifestyle, Moda

Nell’abbigliamento ogni dettaglio è importante. Per questo per un outfit ben realizzato è necessario pensare anche ai migliori accessori da abbinare. In questo i gioielli svolgono il ruolo principale, soprattutto nel caso dell’abbigliamento femminile. Essi con la loro brillantezza riescono a rendere più preziosa qualsiasi combinazione di vestiti. Ad esempio i bracciali possono donare eleganza soprattutto agli abbinamenti scamiciati. Di questi se ne può trovare una notevole varietà e quindi si può scegliere il tipo di bracciale che più concorda con lo stile del resto dell’outfit.  Ci sono anche dei rari casi di gioielli che per la loro semplicità possono essere abbinati a quasi ogni tipo di abbigliamento elegante. Un classico esempio di ciò può essere ad esempio un classico bracciale Tennis.

Le caratteristiche del bracciale tennis

I bracciali Tennis hanno un design molto essenziale. Essi sono una cinta in oro bianco con moltissime pietre preziose incastonate. Questo loro aspetto li rende forse non molto vistosi ma eleganti. Bisogna anche considerare che un bracciale Tennis mette sul tavolo molta personalizzazione. Le gemme incastonate sono infatti del tutto personalizzabili e,  anche se il classico bracciale tennis è fatto con diamanti di taglio brillante, è possibile trovarne anche alcuni con diamanti neri. Non sono escluse nemmeno altre pietre preziose visto che ad esempio esistono bracciali parzialmente o interamente decorati con zaffiri e rubini per un tocco di colore in più nello stile intramontabile dei bracciali Tennis.

Visto il loro design modulare, un altro vantaggio di questi bracciali è la loro praticità. Nel caso essi abbiano una circonferenza troppo amplia o stretta, basterà aggiungere o rimuovere qualche celletta per portarli alla giusta misura.

Inoltre la doppia chiusura di sicurezza è in grado di assicurare che essi non cadano e stiano belli saldi sul polso.

Come abbinare un bracciale Tennis

Un altro aspetto importante dei bracciali tennis è il loro materiale. Essi sono fatti di oro bianco, un materiale che è molto prezioso e al tempo stesso molto abbinabile. Nella classica diade che distingue tra i gioielli solari, dai colori più vivaci e quelli lunari più sobri un bracciale Tennis figura nei secondi. In questo senso esso è più facilmente in armonia con un outfit dai colori freddi, ma ci possono essere eccezioni a questo. Infatti se si prende un bracciale Tennis con pietre preziose può risultare di buon effetto indossarlo con vestiti dello stesso colore della gemma. Visto poi che esso è un gioiello più sobrio di un equivalente fatto in oro giallo si può in realtà abbinarlo con quasi tutti i tipi di outfit. Esso può impreziosire un abito non solo nelle occasioni più formali, ma anche nella vita quotidiana, rendendolo così un bracciale molto versatile.

In conclusione ci sono dei motivi fondati per cui i bracciali tennis sono diventati dei classici dei gioielli.

Essi infatti hanno da loro una incredibile funzionalità ed eleganza. Gioielli preziosi ma pratici, acquistare un bracciale Tennis significa comprare un accessorio di design che può essere usato ogni giorno e dalla forma che sarà sempre fresca e alla  moda.

Metodo “Lego Serious Play”: le impressioni di Mauro Ticca

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Mauro Ticca, manager originario di Torino dall’esperienza trentennale, ha preso parte al corso di Fabrizio Faraco sul metodo “Lego Serious Play”, mostrandosi positivo riguardo all’esperienza formativa alla quale ha partecipato.

Mauro Ticca

Mauro Ticca commenta il metodo “Lego Serious Play”

La metodologia “Lego Serious Play”, introdotta in Italia attorno agli anni 2000, prevede particolari attività di team building attraverso la costruzione di modelli in 3D che si sostituiscono ai classici post-it per organizzare le idee e confrontarsi in fase di brainstorming. Il manager Mauro Ticca, originario di Torino e con oltre trent’anni di esperienza in ambito dirigenziale, ha partecipato a Milano al corso tenuto da Fabrizio Faraco, che ha messo i partecipanti nelle condizioni di apprendere i vantaggi del metodo “Lego Serious Play” attraverso un’esperienza diretta. Il gruppo aveva infatti il compito di impostare un business model in 3D per mostrare l’iter di nascita e sviluppo di una start up innovativa, organizzando le proprie idee e agevolando l’intero processo grazie al metodo del “Lego Serious Play”. Il manager Mauro Ticca si è mostrato positivo riguardo all’efficacia del metodo, che consente di “cristallizzare le idee e i pensieri fondamentali che emergono da ogni singolo partecipante del team, il quale prepara, sperimenta ed esplora senza limitarsi ad eseguire”.

Mauro Ticca: la carriera del manager di Torino

Classe 1960, Mauro Ticca, in seguito al conseguimento della maturità scientifica e all’iscrizione alla Facoltà di Giurisprudenza, inizia la sua carriera in Executive Trasporti. Nel 1991 passa a Federal Express, lavorando nell’ufficio commerciale, incarico che svolge per due anni. Successivamente diventa Direttore in Bartolini S.p.A., prima nelle filiali di Ivrea e Asti e poi nell’Hub di Torino. Dal 2000 al 2004 lavora come Consulente per Aziende nazionali nel settore del trasporto espresso, per poi continuare il proprio percorso professionale entrando nel comparto dell’handling aeroportuale. Lavora prima in GH Italia S.p.A. come Direttore dello Scalo di Venezia, gestendo 250 risorse, per poi entrare in Aviapartner S.p.A. come Station Director. Nonostante gli incarichi di rilievo ricoperti, Mauro Ticca continua a dedicarsi anche alla formazione, ampliando le conoscenze e la propria esperienza attraverso corsi di specializzazione: nel 2000 frequenta il corso sulla gestione e motivazione dei collaboratori e negoziazione con la clientela a Bologna, mentre nel 2018 si reca a Bruxelles per il corso “Gestione del personale e flessibilità operativa. Smart working. Principi di ingegneria gestionale”. Ha anche seguito lo short master di Federmanager Academy in “general management”, tenutosi recentemente a Milano.