Archivio per 10 luglio 2018

Isolamento acustico ascensori: la nuova norma UNI/TR 11701:2018

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Salute

Accertare il corretto funzionamento dei dispositivi di sicurezza e l’efficienza delle parti dell’impianto garantendone un’idonea conservazione, è la finalità principale di una verifica periodica ascensore successivamente alla fase di collaudo e messa in esercizio. Ma se la sicurezza rappresenta indubbiamente il parametro più importante per ascensori e montacarichi, esiste tuttavia un altro aspetto che merita particolare attenzione: l’efficienza acustica.

Dal 18 gennaio 2018, infatti, è in vigore UNI/TR 11701:2018, il nuovo rapporto tecnico sulle informazioni acustiche relativo ad ascensori/montacarichi. Questo documento fornisce informazioni acustiche sull’impianto di ascensori, montacarichi e apparecchi similari e relativi componenti a supporto della progettazione dell’edificio, ai fini del contenimento dei livelli sonori all’interno dell’edificio, come da esigenze del cliente finale.

Le norme tecniche contenute nel rapporto si applicano all’installazione di impianti nuovi in edifici nuovi, ma il loro utilizzo può essere esteso anche all’installazione di impianti nuovi in edifici esistenti.

UNI/TR 11701:2018 è indubbiamente una norma importante per l’edilizia, insieme alle nuove norme UNI utili alla progettazione, posa in opera ed esecuzione delle misure in opera acustica (UNI EN ISO 16283-1:2018 ACUSTICA e UNI 11296:2018 ACUSTICA IN EDILIZIA), e potrebbe configurarsi un importante punto di riferimento normativo anche per il settore verifiche ascensori.

Nasce ufficialmente SingularityU Italy: dalla NASA all’Italia per ispirare gli innovatori e i leader di domani.

Scritto da Costanza il . Pubblicato in Aziende, Dal Mondo, Economia, Mercati, Scienze, Tecnologia

Siglato l’accordo ufficiale tra SingularityU Italy e Singularity University, la community internazionale fondata da Ray Kurzweil e Peter Diamandis. Altra importante novità: il conseguimento della certificazione B Corp.

Dopo il successo della prima edizione del SingularityU Italy Summit, e in attesa del secondo appuntamento del 2-3 ottobre 2018, si costituisce ufficialmente SingularityU Italy, avendo ottenuto la nomina di Country Partner da parte di Singularity University.

Si tratta di una tappa significativa per la comunità di leader, innovatori ed esperti di settore che desiderano amplificare e diffondere anche nel nostro Paese il messaggio rivoluzionario diffuso da Singularity University, ovvero quello di adoperare le tecnologie esponenziali per affrontare le grandi sfide dell’umanità e produrre un impatto positivo sulla vita delle persone e nel business.

Tra le novità annunciate dal team di SingularityU Italy, anche il recentissimo conseguimento della certificazione B Corp, attestazione rilasciata dall’ente non profit americano B Lab: le B Corporation – in Italia “Società Benefit” – rappresentano una evoluzione del concetto stesso di azienda. Mentre le società tradizionali esistono con l’unico scopo di distribuire dividendi agli azionisti, le società benefit sono espressione di un paradigma più evoluto: integrano nel proprio oggetto sociale, oltre agli obiettivi di profitto, lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera. Per ottenere e mantenere la certificazione, le aziende devono raggiungere un punteggio minimo rispetto a un questionario di analisi delle proprie performance ambientali e sociali e, successivamente, integrare i propri documenti statutari con dichiarazioni di intenti che certifichino l’impegno sociale verso gli stakeholder.

Grazie all’accordo siglato con l’headquarter americano e all’annuncio ufficiale della Country Partnership, il processo di crescita di SingularityU Italy segna un passaggio fondante per la community degli innovatori italiani e pone le basi per la costruzione, all’interno del nostro Paese, di una Faculty locale di Singularity University; nei prossimi mesi, infatti, un selezionato gruppo di esperti e innovatori italiani intraprenderà un percorso di formazione in California, per diventare a tutti gli effetti docenti di Singularity University.

“Quando abbiamo ideato Singularity University dieci anni fa, per me è stato chiaro fin da subito che il progetto, pur nascendo in California, nel cuore della NASA, doveva essere globale. – dichiara David Orban, Co-founder e Presidente SingularityU ItalySono molto contento che l’Italia abbia raggiunto questo traguardo così importante, dimostrando di credere nell’innovazione e nel futuro”.

“La costituzione della Faculty italiana ci consente di sviluppare corsi, interventi incompany, executive program che, pur mantenendo l’approccio della Silicon Valley, avranno un tocco locale, nel senso che andranno a soddisfare alcune particolari esigenze delle aziende italiane. Lo dico pensando specialmente alle tante PMI del Belpaese – spiega Diego Gil Hermida, Co-founder e Managing Director SingularityU Italy L’inserimento di speaker italiani sarà, inoltre, occasione di arricchimento per la Faculty globale di Singularity University, grazie all’apporto del punto di vista imprenditoriale e di business italiano”.

Singularity University

Singularity University (SU) è una community mondiale di innovazione e cultura che utilizza le tecnologie esponenziali per affrontare le grandi sfide dell’umanità e costruire un futuro di abbondanza per tutti.

La piattaforma collaborativa di SU consente agli individui e alle organizzazioni in tutto il mondo di apprendere, fare rete e innovare attraverso soluzioni che utilizzano tecnologie di accelerazione, come intelligenza artificiale, robotica e biologia digitale. Basata nel NASA Research Park in Silicon Valley, SU è una benefit corporation certificata, fondata nel 2008 dai celebri innovatori Ray Kurzweil e Peter Diamandis, e annovera tra i suoi partner organizzazioni leader come Google e UNICEF.

Per saperne di più: SU.org I Facebook, I Twitter @SingularityU

SingularityU Italy Summit

SingularityU Italy Summit è una due giorni densa di conferenze, workshop e incontri formativi, un format collaborativo internazionale e itinerante, ideato per aiutare i leader a comprendere come le tecnologie esponenziali possano essere utilizzate per generare un cambiamento positivo e innescare la crescita economica nel proprio Paese.

I Summit si ripropongono di diventare annuale occasione di incontro, confronto e ispirazione per le singole comunità nazionali e un catalizzatore per accelerare localmente la diffusione della cultura dell’innovazione, nonché una vetrina per idee, tecnologie innovative e start-up.

SingularityU Summit è frequentato da un target di pubblico eterogeneo – funzionari governativi, imprenditori, investitori, organizzazioni no-profit, impact partner, educatori – e può essere idealmente esteso anche a tutti gli attori principali della filiera formativa che intervengono nell’educazione delle generazioni future.

Per saperne di più: SU Italy Summit I Facebook, I Twitter @singularityuit

Attrezzature di lavoro obsolete: rischi e responsabilità del datore di lavoro

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Industria, Salute

In materia di sicurezza sul lavoro, quello di preservare i lavoratori dal rischio infortuni è un onere imprescindibile a carico del datore di lavoro, chiamato a garantire condizioni lavorative conformi alle disposizioni di legge. L’art. 71 del D.lgs 81/08 – Testo unico Sicurezza sul Lavoro – annovera una serie di obblighi nei confronti dell’imprenditore al fine di tutelare l’integrità dei suoi dipendenti, ovvero mettere a disposizione attrezzature idonee a tutelare la loro salute e sicurezza e sottoporle a verifiche periodiche attrezzature di lavoro.

Creare condizioni di assoluta sicurezza per  i lavoratori significa anche considerare i rischi derivanti dall’impiego delle stesse, ma anche garantire un buono stato di conservazione. Partendo da questo presupposto, è utile affermare che la sostituzione delle attrezzature di lavoro non deve sempre essere dettata da mere esigenze produttive, ma soprattutto dalla necessità di dar vita ad un vero e proprio rinnovamento qualora le stesse non siano più in grado di creare condizioni di lavoro sicure.

A tal proposito, è intervenuta la Corte di Cassazione con sentenza n. 24373 del 30 Maggio 2018, stabilendo che l’obbligo del datore di lavoro di mettere a disposizione dei propri dipendenti attrezzature idonee ai fini della salute e sicurezza e al lavoro da svolgere è strettamente correlato con l’obbligo assoluto di non permanenza di attrezzature pericolose: in sostanza, analizzando la fattispecie, l’imprenditore che non ha provveduto a sostituire attrezzature obsolete è responsabile in toto dell’infortunio del proprio dipendente.

La pronuncia della Cassazione ci consente di capire come l’obbligatorietà di una verifica attrezzatura di lavoro è anche orientata ad accertare lo stato di salute delle attrezzature al fine di valutare l’ipotesi di una sostituzione tempestiva delle stesse, in conformità con quanto previsto dall’art. 71 del D.lgs 81/2008.

Un mondo “tutto bio” da scoprire e da gustare in riva al mare

Scritto da Fausto Faggioli il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Locale

Una protagonista dei nostri pomeriggi al mare è sicuramente l’iniziativa Happy Bio, che porterà tanta frutta bio nei prossimi appuntamenti sulla costa ravennate il 13 luglio ai Bagni Bologna, Bolognino e Angolo B a Punta Marina T. (Ra), il 17  luglio al Bagno Romeo a Casal Borsetti (Ra), il 19 luglio al Bagno Marinamore a Marina di Ravenna (Ra), il 21 luglio al Bagno Merida a Punta Marina T. (Ra).

Frutto della collaborazione fra Confcommercio e Camera di Commercio di Ravenna, Stabilimenti Balneari della costa ravennate e Fattorie Faggioli di Cusercoli (FC), la mission di Happy Bio è quella di raccordare  al polo costiero romagnolo un’offerta in cui  “la vacanza” stessa diventa occasione di promozione dell’intero territorio, assumendo come elemento centrale strategico la sana alimentazione bio.

Rileva Fausto Faggioli, promotore del progetto: ”L’obiettivo è un turismo sostenibile in grado di rispettare ambiente, cultura, economia. A questo devono tendere le imprese riprogettando le proposte per concentrarsi sul territorio, sull’identità e autenticità come punto chiave della vacanza. E interagendo con le imprese di progetti come “La Destinazione Ospitale del territorio ravennate”, promosso da Confcommercio Ravenna, con un’offerta territoriale che integra la potenzialità estiva della costa ravennate con le stagionalità dell’entroterra e “Autunno in Romagna”, un “ventaglio” di proposte turistiche dedicate ai viaggiatori che nei mesi autunnali potranno scegliere fra una vasta gamma di attività in calendario nei 15 Comuni dell’Unione della Romagna forlivese, legate all’enogastronomia, all’ospitalità, al paesaggio. Tutto questo per un  turismo che sia fattore di competitività del territorio e sviluppo economico.”

“Puntiamo a un turismo esperienziale – aggiunge Valeria Rustignoli dei Bagni Bologna, Bolognino e Angolo B – con proposte per  “vivere”  una vacanza anziché trascorrerla. Paesaggi, mare, sole ma anche tante opportunità per un’esperienza di turismo sostenibile a contatto con le imprese aderenti al progetto Happy Bio.”

“La scelta di una vacanza eco-friendly – continua Romeo Gambetti del Bagno Romeo – è il punto di partenza per ogni turista che voglia definirsi “green”, per ogni turista che voglia fare esperienze “local”. Il progetto Happy Bio è una grande “chicca” per contribuire all’obiettivo di un turismo sostenibile per quanto riguarda la sana alimentazione, privilegiando il biologico.”

“Anche in vacanza, siamo tutti sempre più iperconnessi – commenta Giacomo Rossi del Bagno Marinamore – e il settore bio deve avvantaggiarsi dell’utilizzo di nuovi strumenti e tecnologie, considerando che i nuovi consumatori biologici saranno in gran parte rappresentati dalla generazione dei “millennials nativi digitali”. Ma la cosa più importante è che il sapore di un frutto appena raccolto è un’esperienza di “gusto” unica che crea partecipazione, per un nuovo modo di consumare, anche sociale. Quindi, insostituibile.”

Conclude Luisa Zannoni del Bagno Merida: “L’ospitalità è fatta di piccoli gesti, di delicate attenzioni e l’appuntamento Happy Bio è il momento ideale per informare il nostro turista in vacanza sull’offerta del territorio, i prodotti tipici, i luoghi da visitare, le tradizioni e l’enogastronomia. Un servizio prezioso, per un’accoglienza di qualità.”

Spray difesa personale: dubbi sulla legalità di quelli venduti su Amazon.it

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Lifestyle

Molto spesso ci siamo occupati nel nostro blog di un tema estremamente importante che riguarda la vendita di spray peperoncino, ovvero quello della conformità dei prodotti ai parametri tecnici previsti dalle disposizioni di legge in materia di strumenti di autodifesa nebulizzanti.

Come noto, il Decreto Ministeriale n. 103 del 12 Maggio 2011 rappresenta la pietra miliare per chi si occupa della vendita online di questi articoli, il principale riferimento tecnico-giuridico che stabilisce appunto quali caratteristiche tecniche fanno di una bomboletta OC un prodotto sicuro ed assolutamente legale.

Più volte abbiamo sottolineato ai nostri visitatori l’importanza di affidarsi solo a rivenditori seri e accreditati, diffidando da chi propone spray di difesa personale di indubbia provenienza e non riportanti alcun riferimento alle norme di legge vigenti in Italia sull’etichetta, perché il rischio paradossale che si corre è uno ed inequivocabile: arrecare danni permanenti alla salute del malintenzionato, passando così dalla parte sbagliata.

Tuttavia, esistono casi nei quali vengono acquistati online prodotti per la difesa personale con la ferma convinzione di farlo su e-commerce arcinoti ed assolutamente sicuri, come ad esempio Amazon. Proprio in riferimento al colosso americano delle vendite online, facendo un’accurata indagine sul web abbiamo scoperto che sul sito italiano sono in vendita alcuni spray di difesa personale i quali, oltre a non riportare alcun riferimento al D.M. 103/2011, presentano un’etichettatura poco chiara in quanto in lingua diversa da quella italiana (vedi immagini e file in allegato).

Intendiamoci, un’etichetta scritta in lingua tedesca o francese non è sinonimo diretto di illegalità; ma il fatto che sulla stessa non venga fatto alcun cenno alle norme di legge italiana in materia di spray di autodifesa, solleva non poche perplessità circa l’osservanza dei parametri tecnici che permettono a questi prodotti di non essere classificati come vere e proprie armi.

Per questo, quando si vuole acquistare uno spray antiaggressione sicuro, in quanto non contenente sostanza tossiche e nocive, e di qualità, in grado cioè di inibire temporaneamente l’aggressore senza alcuna conseguenza per la sua salute, il consiglio è sempre quello di valutare con attenzione la provenienza del prodotto: un rischio inesistente se ci si affida a Sprayantiaggressione.it.

Successo della coppia lirica Lupoli De Maio per il fantastico recital lirico ” bel canto ed incanto liberty” a Sorrento

Scritto da Noi per Napoli il . Pubblicato in Arte, Cultura, Musica, Teatro

Un’autentica magia a Sorrento sabato 30 giugno 2018, tra l’incanto dell’affascinante Salotto d’epoca fin de siecle dello Storico Circolo Sorrentino 1874 ed il trionfo del bel canto degli artisti, il soprano Olga De Maio ed il tenore Luca Lupoli, che ha letterapmente ammaliato come una sirena i tanti spettatori accorsi ad assistere al loro recital “Bel canto ed incanto liberty “.

Gli artisti hanno interpretato le più belle romanze da Salotto di fine 800, ed inizi 900, passando dall’operetta fino ad arrivare alla canzone classica napoletana ed all’opera con le note del famosissimo Libiam ne lieti calici da La Traviata di G.Verdi: hanno tratteggiato dei veri e propri ” quadri d’epoca” in costume liberty, illustrati dalle note storiche e dagli aneddoti raccontati dal Giuseppe Giorgio nei panni di un cronista liberty.

Hanno suscitato le emozioni e le passioni di un pubblico attento che ha affollato non solo la sala del salotto Sorrentino di Piazza Tasso ma anche lo spazio antistante, rapito ed estasiato appunto dalla magia e dalle suggestive esecuzioni dei bravi interpreti.

Tra i brani eseguiti non poteva certo mancare per la tradizione ed omaggio alla terra sorrentina la famosa ” Torna a Surriento ” impeccabilmente interpretata dal soprano Olga De Maio, che ha commosso l’attento pubblico.

Da cornice al concerto dell’associazione Noi per Napoli vi era anche un pregevole quadro del M° Nicola De Maio,raffinato ottocentista dell’800 napoletano, apprezzato ed affermato in campo internazionale.

I prossimi programmi in cui gli artisti dell’Associazione Culturale Noi per Napoli saranno presenti sono: il 19 luglio con un Recital ” Appuntamento con il Bel canto di sera” che inaugurerà le ” serate in Villa Floridiana a Napoli, il 26 luglio al Parco Martuscelli in Via Cilea a Napoli con un Recital ” Dal bel Danubio blu a Marechiaro” dedicato alle pagine dell’operetta e della canzone classica napoletana per la Rassegna “Cinemarte“, il 7 agosto presso la terrazza borbonica del fortino di Gaeta con il Recital lirico ” Le pagine d’oro del bel canto ”

Tutte le informazioni le potrete trovare sempre sul sito www.noipernapoli.it e sulla pagina fb https://www.facebook.com/AssociazioneNoiPerNapoli/.

Bambini e Web: 10 consigli di Cynny per una navigazione più sicura

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Internet, Nuovo Sito Web, Tecnologia Personale

Un bimbo su cinque entra in contatto con uno smartphone già nel primo anno di vita e fra i 3 e i 5 anni, l’80% è in grado di usarlo. Ma cosa facciamo per filtrare i contenuti e proteggere i dati personali dei minori? La soluzione totale si chiama MorphCast®

I genitori lo sanno: l’età in cui avvengono le prime esperienze d’intrattenimento attraverso uno smartphone o un tablet si sta abbassando sempre più. Un sondaggio condotto in Italia dal Centro per la Salute del Bambino Onlus di Trieste, in collaborazione con l’Associazione Culturale Pediatri, evidenzia che un infante su cinque entra in contatto con il telefonino addirittura nel primo anno di vita. L’80% dei bambini tra i tre e i cinque anni sa utilizzare lo smartphone o il tablet per aprire le app di gioco e quelle che riproducono i cartoni animati. Ma esiste un’età giusta per iniziare a navigare? Secondo la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale, smartphone e simili andrebbero vietati fino ai 10 anni, mentre molti pediatri americani li sconsigliano solo prima dei 24 mesi.
Comunque la si pensi, la sicurezza online è una priorità, a maggior ragione quando davanti allo schermo ci sono dei bambini.

Cynny è un’azienda fiorentina con sedi in USA, Regno Unito, e da qualche giorno anche in Cina. Particolarmente sensibile al tema della sicurezza online, Cynny ha sviluppato la tecnologia MorphCast® che possiamo vedere in azione sul nuovo sito www.morphcast.com e che, fra le altre cose, introduce un sistema innovativo per tutelare i dati degli utenti.

Per l’occasione, Cynny ha stilato dieci regole per proteggere i piccoli dalle insidie del Web.

  1. Scegliere i filmati su YouTube
    YouTube è l’app preferita dai piccoli, ma prima di fare per loro una ricerca di video è consigliabile disattivare la riproduzione automatica regolata dall’algoritmo e scegliere di persona ogni filmato che verrà visualizzato. Diffidiamo di quei titoli che riportano un ammasso di parole chiave attraenti per i piccoli
  2. Occhio alle chat
    Le chat sono il luogo preferito dai predatori della rete. Se vostro figlio non può fare a meno di chattare con i suoi coetanei facciamo in modo che utilizzi il nostro telefono e solo per qualche minuto.
  3. Leggere le informative
    Ogni servizio dovrebbe spiegare bene in che modo gestisce i dati personali degli utenti. Se le informative non sono chiare o non ci convincono, lasciamo perdere. Se dobbiamo creare un profilo utente è bene farlo insieme al proprio figlio, e conoscerne la password.
  4. Attenti ai permessi
    Quando, al momento dell’installazione, un’app ci chiede il permesso di accedere alle foto e alla rubrica, un’attenzione particolare andrebbe rivolta alla provenienza e affidabilità del programma. Se si ha un dubbio, meglio disinstallare subito. Particolare attenzione meritano le app che consentono di fare acquisti in-app; se sono serie, dovrebbero anche consentire di disattivarli o bloccarli.
  5. Attenzione ai link
    Quando scopriamo un sito o un’app che potrebbero interessare i nostri figli, sarebbe opportuno esplorare il contenuto e controllare che tipo di link e pubblicità propone. La presenza di collegamenti che portano a pagine esterne va considerato con sospetto, se non se ne conosce il contenuto.
  6. Impostare il parental control
    Prima di dare uno smartphone in mano a un bambino è necessario cambiare alcune impostazioni. Sia su Android, sia su iPhone, è possibile attivare il parental control per limitare l’accesso ad alcune app e bloccare gli acquisti. Inoltre, si possono filtrare i risultati dei motori di ricerca, tracciare la navigazione e impedire la cancellazione della cronologia.
  7. Google Play Store
    Per proteggere i propri figli da applicazioni non adatte alla loro età, sugli smartphone Android è possibile impostare un account Famiglia sul Google Play Store. In questo modo, quando il figlio vorrà scaricare un’applicazione dal proprio smartphone, i genitori riceveranno una notifica e dovranno fornire il consenso all’operazione.
  8. Utilizzare software specifici
    Esistono software pensati per garantire una navigazione protetta ai bambini. Di solito, tengono in considerazione due aspetti: le liste nere e l’analisi lessicale. Nella lista nera finiscono tutti i siti classificati come inadatti, mentre l’analisi lessicale controlla in tempo reale e censura le pagine che ospitano temi specifici, come razzismo, droghe, ecc. Il limite più grande di questi software sta nell’incapacità di analizzare contenuti in altre lingue o non testuali, come video e immagini.
  9. Computer in vista
    Se i nostri bimbi usano un computer fisso, il consiglio è di tenerlo in un luogo centrale della casa: in cucina, in salotto, ma non nella camera dei piccoli. Anche un tablet o uno smartphone andrebbero usati solo in aree da dove è possibile tenerli sotto controllo.
  10. Internet e la vita reale
    Far capire ai ragazzi che le azioni sul web possono avere conseguenze nella vita reale è fondamentale. Spieghiamo loro di non compilare mai nessun modulo senza la nostra autorizzazione e non rispondere mai a email o richieste di contatto.

Elezioni politiche e attacchi informatici: un connubio obbligato?

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Se non si fosse costituito il nuovo governo, in Italia saremmo tornati al voto durante l’estate. Un motivo sufficiente per chiedersi se il destino della democrazia sia oggi più nelle mani degli hacker che della gente ricordando l’inondazione di fake news che ha caratterizzato la nostra elezione e le ultime elezioni francesi e statunitensi, ognuna delle quali ha avuto la sua giusta dose di hacking e fughe di dati presunte o confermate. Come possiamo assicurarci che le prossime elezioni non siano alla mercè degli attacchi informatici? Quali misure di protezione sarebbero necessarie?

Tutelare la campagna elettorale

Durante le sue indagini sui trentasette siti Web relativi agli undici candidati delle ultime elezioni presidenziali francesi, Damien Bancal, esperto di cybercriminalità, ha rilevato oltre duecento falle di sicurezza. A parte le iniezioni SQL e le violazioni di tipo cross-site scripting, molte di queste riguardavano vulnerabilità di base come credenziali di accesso eccessivamente semplici (ad esempio, risulta che l’accesso al back-end del sito web dei repubblicani, creato usando WordPress, fosse consentito ad un utente con ID “admin” e password… esatto, “admin”!!). Debolezze critiche risolvibili pochi semplici aggiornamenti e gestendo i siti con un po’ di buon senso. La Francia tuttavia non è l’unico Paese in cui si riscontrano simili problemi: l’account Twitter dell’agenzia di stampa ufficiale del Qatar è stato violato. Le improvvise false dichiarazioni dell’Emiro condivise tramite l’account, sono state rapidamente riprese dai media. Una pratica malsana, quella dell’attacco ai server dei partiti o della diffusione di fake news volontariamente o ad opera di cybercriminali, che più recentemente ha colpito anche le elezioni municipali tunisine, la campagna elettorale messicana, e – sebbene con un’incidenza limitata – la campagna elettorale italiana.

Per proteggerci dai tentativi di destabilizzazione e dalle notizie false, entrambi ormai all’ordine del giorno in periodo elettorale, si potrebbero introdurre alcuni filtri che segnalino all’utente che consulta un determinato sito che esso contiene o notoriamente propaga informazioni fasulle. Tali sistemi, tuttavia, sono tutt’altro che perfetti, ad oggi è infatti possibile bloccare in modo efficace solo quanto dichiaratamente illegittimo. Consegnare il filtraggio delle “notizie false” all’intelligenza artificiale richiederebbe l’uso di sistemi di analisi sintattica tanto avanzati da rilevare la legittimità delle notizie, quindi un adeguato training su un congruo numero di campioni di news veritiere come fasulle. Questo, quanto meno, arginerebbe il crescente numero dei troll, esattamente come si fa oggi per le campagne di spam.

La registrazione degli elettori e lo spoglio delle schede elettorali elettroniche

La campagna elettorale, anche se di primaria importanza, non è il punto più vulnerabile di un’elezione. La registrazione dei votanti, il voto stesso e il conteggio dei voti espressi elettronicamente presentano sfide ben più complesse. Le indagini dell’NSA sull’eventuale interferenza russa nelle ultime elezioni presidenziali degli Stati Uniti hanno dimostrato che la registrazione degli elettori, effettuata online e senza alcuna protezione reale, è altamente vulnerabile agli attacchi.

Molteplici le potenziali manipolazioni: in primo luogo, un sistema di voto mal protetto potrebbe consentire a un individuo di registrarsi come più elettori, e quindi di votare un numero di volte maggiore a uno. I dati di accesso degli elettori registrati potrebbero essere trafugati ed impiegati da terzi per votare al loro posto. Uno scenario estremo e conclusivo – ancora più radicale – suggerirebbe che le persone che si sono registrate correttamente e legalmente potrebbero semplicemente essere rimosse dagli elenchi degli elettori. Tali situazioni porterebbero, in extremis, a un ritorno alle votazioni più tradizionali usando i seggi elettorali, che a loro volta fungerebbero da deterrenti scoraggiando gli elettori, vuoi per le code infinte, vuoi per l’eventuale impossibilità di recarsi al seggio per i più svariati motivi.

E’ quindi essenziale adottare misure di salvaguardia dell’integrità dei sistemi di registrazione del voto elettronico, nonché della sicurezza dei server utilizzati e delle workstation degli operatori oltre che dei dati che elaborano. Tali misure dovrebbero prevedere l’integrazione della sicurezza già in fase di progettazione delle applicazioni per la gestione del voto, audit regolari del codice e delle sue vulnerabilità, firewall applicativi per separare i diversi ambienti e l’uso di certificati e dati biometrici nella gestione delle identità. Tecnologie di nuova generazione che basino la rilevazione di minacce note o sconosciute sull’analisi comportamentale del flusso di dati e non sulla corrispondenza con modelli o firme, completerebbero al meglio l’arsenale difensivo. Tale approccio consente di analizzare in tempo reale il comportamento delle applicazioni eseguite su un particolare sistema. Qualora tale comportamento si discosti da un’attività considerata normale, viene attivato un allarme e l’attività sospetta viene bloccata.

vote

I rischi dell’e-voting

I seggi elettorali, digitali e non, potrebbero rappresentare potenziali bersagli di attacchi più sofisticati. Ad esempio i sistemi di votazione online possono essere oggetto di attacchi denial-of-service, motivo per cui il governo dello Stato di New York ha annunciato l’adozione di una serie di misure per la protezione contro l’hacking e altre minacce informatiche, come parte dei preparativi per le elezioni di Congresso e Senato degli Stati Uniti. I sistemi di votazione elettronica devono garantire che tutti i voti legittimi vengano contati accuratamente, che non vi siano duplicati, modifiche o cancellazioni e che non ci siano voti fasulli ad opera di malintenzionati. Tale certezza deve essere fornita sotto forma di prova crittografica, detenuta esclusivamente dalle autorità fidate. Inutile dire che prima di poter fare pieno affidamento sui sistemi di crittografia elettronica, dobbiamo poterci fidare sia di chi li ha commissionati sia di chi li ha realizzati; ed è qui che il problema diventa lo stesso dei sistemi di voto tradizionali, che non assicurano comunque una maggior certezza rispetto all’esito del voto, che elettronico o no, può essere soggetto a brogli, errori nello spoglio delle schede, alla potenziale perdita delle schede o alla manomissione delle stesse.

In Svizzera, i cantoni di Friburgo e Neuchâtel in collaborazione con La Posta offrono già ai cittadini la possibilità di votare tramite i loro smartphone. Ogni elettore riceve tramite la posta una scheda elettorale con quattro differenti codici di verifica: la chiave di accesso alla votazione, i codici per poter effettuare una scelta “politica” (per garantire che le loro scelte siano state correttamente trasmesse), il codice di votazione (corrispondente al momento in cui la scheda viene inserita nell’urna elettorale) e il codice per poter esprimere il proprio voto che conclude il processo. In futuro anche altri cantoni dovrebbero introdurre questa opzione di voto. Davvero avveniristico, e tuttavia oggi rimane difficile garantire tutte le fondamentali norme di sicurezza di un sistema di voto elettronico. Eppure, la solidità di una democrazia è determinata dalla fiducia riposta dal popolo nei suoi rappresentanti: dobbiamo quindi lasciare il nostro voto al destino, sperando che il nostro voto sia valutato esattamente come espresso, e decidere di rimandarne il futuro digitale, o dovremmo deciderci a prendere il toro per le corna? Se vogliamo una vera democrazia digitale, con un impatto reale e legittimo sui processi democratici, la sicurezza va integrata sin dalla primissima fase di progettazione di questi sistemi di voto.

E se la blockchain avesse già le risposte ad alcune di queste domande?

IGNAZIO DEG: “PRESTO” È IL SINGOLO DEL CANTANTE PUGLIESE IN USCITA IL PRIMO GIUGNO

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Fra reggae e musica elettronica arriva il nuovo tormentone della prossima estate che incita a reagire sempre anche di fronte alle difficoltà più grandi.

“Presto”, il nuovo brano proposto da Ignazio DEG, sarà in rotazione radiofonica disponibile per lo streaming e il download dal primo giugno 2018. Il nuovo singolo segue il successo de “Il Tempo che c’è”, canzone che ha imperversato durante l’estate 2017.

La canzone racconta la storia di un uomo che pur avendo una serie infinita di conflitti con se stesso riesce a svegliarsi per riprendere in mano la propria vita.

«È un racconto di successo – commenta Ignazio DEG -, un messaggio positivo pensato per dare la sveglia a quanti ancora oggi combattono con i propri limiti. Ognuno di noi ha la possibilità di riprendere in mano la propria vita e farne un capolavoro, l’importante è farlo presto».

La produzione musicale del brano è stata realizzata DAL TEAM dall’Overloud Studio che vanta collaborazioni con artisti di fama nazionale.

Radio date: 1 giugno 2018

Etichetta: Smash Italy Records

BIO

Ignazio Degirolamo nasce a Mesagne il 10 settembre 1974. Creativo fin da piccolo e con una particolare vocazione per la musica, durante il periodo adolescenziale, negli anni ’90 inizia a collaborare con diverse radio locali come speaker radiofonico. Successivamente intraprende il ruolo di vocalist in varie discoteche della zona, per poi spostarsi in tutta l’Italia. Da li nasce IgnazioDeg. Oltre alla passione musicale, Degirolamo è principalmente consulente marketing. Diverse le collaborazioni con atisti di fama nazionale.

Contatti e social

Facebook: Ignazio Deg

Instagram: Ignazio Deg

Blog: Giampaolo Sutto, una vita in viaggio

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Lifestyle, Turismo, Viaggi

Esperto viaggiatore, Giampaolo Sutto ha dato vita a un blog all’interno del quale fornisce raccomandazioni e consigli su come prepararsi al meglio prima di partire.

Giampaolo Sutto: consigli per i viaggiatori

Mettersi in viaggio rappresenta per un numero sempre crescente di persone l’occasione di staccare la spina dai propri impegni e dalla routine quotidiana. Grazie al costo ridotto degli spostamenti aerei, in particolare, oggi è possibile raggiungere qualsiasi meta senza spendere una fortuna. Nell’epoca del turismo di massa si rischia tuttavia di non prendere gli opportuni accorgimenti prima di mettersi in viaggio. “Prima di partire – chiarisce nel suo blog Giampaolo Sutto – bisogna assicurarsi di possedere tutti i documenti necessari”. Precauzione che da sola, avverte, tuttavia non basta. Occorre infatti custodire attentamente i bagagli, stabilire un tetto di spesa massimo e i mezzi di trasporto da utilizzare una volta giunti in loco, nonché dove soggiornare e cosa mangiare. Importante soprattutto prestare attenzione alle località esotiche, dove spesso possono nascondersi insidie pericolose. Avendo vissuto in Africa nel corso della sua infanzia, Giampaolo Sutto ha imparato a proprie spese questa dura lezione nel corso di un incontro ravvicinato con un serpente a sonagli. Da allora ha deciso di fare proprio il motto “Solo se temi la natura e per questo la rispetti, puoi sperare di salvarti in situazioni estreme”.

Giampaolo Sutto, la biografia

Nato a Torino, Giampaolo Sutto non si è mai sentito legato in tutto e per tutto alla sua terra natale. Al contrario si considera ancora oggi “cittadino del mondo, come mi piace pensare di tutti noi”. Alla base di questa filosofia di vita un’esperienza che lo ha segnato nel profondo nel corso dell’infanzia. Poco più che un bambino segue infatti la famiglia, trasferitasi in Africa. Passato qui un decennio, fa ritorno in Italia, non prima però di esser entrato in contatto con le ricche tradizioni culturali locali. La lunga permanenza nel Continente lo spinge negli anni successivi a voler continuare a conoscere ed esplorare il mondo in lungo e in largo. Come lui stesso racconta nel suo blog: “Ho viaggiato molto nella mia vita, in luoghi diversi e lontani tra loro, alcune volte mi sembrava di visitare pianeti diversi, tanto i paesaggi si differenziavano tra loro”. Gli impegni professionali non lo hanno allontanato nel frattempo dalla sua passione. Durante gli studi alla facoltà di Architettura, materia nella quale si è laureato, ha iniziato in particolare a visitare il patrimonio artistico e culturale e italiano. Ancora oggi, sfruttando le trasferte lavorative, Giampaolo Sutto non perde l’occasione di fare il turista. Nel corso delle sue esperienze all’estero ha scoperto una vera e propria vocazione per il fai da te e l’arte del trasloco, tematiche a cui ha dedicato una parte del suo sito.