Archivio per 21 giugno 2018

Jabra celebra i 20 anni del Bluetooth con il ri-lancio della gamma Talk

Scritto da Esseci il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia, Tecnologia Personale

Jabra ha festeggiato il 20° anniversario dello standard Bluetooth nel corso della Tech Week tenutasi a Londra dall’11 al 17 giugno, partecipando all’evento del Bluetooth Special Interest Group (SIG), l’organizzazione incentrata sulla tecnologia celebrata.

In veste di primo marchio ad aver introdotto sul mercato mondiale le cuffie Bluetooth, la società rende omaggio all’anniversario di questa innovativa tecnologia rilanciando le Jabra Bluetooth Mono che hanno segnato un’epoca.

Dal 1998 il Bluetooth è un driver chiave per esperienze in modalità wireless innovative, sia per i professionisti, che per i consumatori finali.

Questa ha permesso a Jabra di creare la prima cuffia Bluetooth per utenti consumer nel 2000, oltre due mesi prima della concorrenza, aprendo così la strada alle comunicazioni wireless sia nel settore aziendale, che in quello b2c. La società danese ha invece lanciato le prime cuffie wireless per le conference calls nel 2003.

Più recentemente, con il rilascio nel 2016 della gamma Jabra Elite Sport – gli auricolari sportivi wireless più tecnicamente avanzati –  e di Jabra Elite nel 2018 –  con la vera tecnologia wireless di terza generazione – il Bluetooth ha dimostrato di rimanere ancora fondamentale per l’attuale industria tecnologica.

In effetti, la ricerca di Bluetooth SIG, che serve aziende membri leader del settore in tutto il mondo, rivela che nel 2018 saranno disponibili quasi 4 miliardi di dispositivi Bluetooth e 880 milioni di dispositivi Bluetooth di streaming audio, senza segnali che il trend possa rallentare.

Talk franchise

Celebrando i 20 anni della tecnologia Bluetooth e riflettendo sul suo successo nel settore dei device wireless, Jabra rilancia le cuffie Bluetooth Mono con una gamma che include le Eclipse, Stealth, Mini e Boost.

Claus Fonnesbech, Senior Director, Media Relations di Jabra ha dichiarato: “Comode, eleganti e progettate per rendere le attività quotidiane scorrevoli e senza intoppi, le cuffie Bluetooth Mono si presentano ancora come una grande estensione del telefono. Potendo operare ‘a mani libere’ – sia al lavoro, che in movimento – l’utente può effettuare e ricevere chiamate mentre svolge con facilità numerose altre attività.”

“In Jabra continuiamo a creare esperienze innovative basate sul Bluetooth. Il successo dei nostri ultimi prodotti wireless dimostra che questa tecnologia è ancora viva e attiva dopo 20 anni, e le Bluetooth Mono continuano a svolgere un ruolo importante in questo contesto. Il moderno aggiornamento della gamma Talk denota il nostro impegno per questa serie di prodotti.”

LA THUILE (VALLE d’AOSTA) MTB NATURAL TRAIL AREA

Scritto da HALO COMUNICAZIONE il . Pubblicato in Ciclismo, Sport, Turismo

La cultura della mountain bike e di casa a La Thuile . Grandi dislivelli e scenari maestosi, nei quali spiccano il Monte Bianco, il ghiacciaio del Rutor e più in lontananza il gruppo del Rosa e il Cervino, faranno amare la MTB Natural Trail Area di La Thuile che, a partire dal punto più alto raggiungibile nella zona del Belvedere, a 2.600 m di quota, scende per oltre 1.200 m fino al paese. Un grande bike park con 220 km di itinerari, raggiungibile, bici al seguito, con gli impianti di risalita, aperti questa estate dal 30 giugno al 2 settembre . La bellezza e la forza sprigionate dall’ambiente nel quale è inserito il bike park sono ciò che rende affascinante la rete dei suoi percorsi, tutti altamente naturali e tracciati in armonia con il territorio, uno spettacolo rigenerante per gli occhi e un puro piacere per la guida. I percorsi, di ogni livello di difficolta, per esperti rider o per chi e alle prime armi, sono indicati nella mappa dell’MTB Natural Trail Area, scaricabile dal sito www.lathuile.it, oppure disponibile presso il Consorzio Operatori Turistici e presso il Punto giallo Blu delle Funivie Piccolo San Bernardo. L’apposita segnaletica lungo i sentieri aiuta nell’orientamento durante le escursioni.

Seconda casa? Adesso la si cerca anche in città

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Cambia il concetto di seconda casa, soprattutto per chi vive nelle grandi città; non più solo la tradizionale abitazione al mare o in montagna dove passare le vacanze, ma anche immobili da mettere a reddito nei capoluoghi. È questa una delle evidenze emerse dall’analisi di Facile.it e Mutui.it che hanno esaminato un campione di oltre 15.000 richieste di mutuo per acquisto* presentate tramite i due portali tra gennaio e dicembre 2017.

Se le domande di finanziamento destinate all’acquisto di una seconda casa rappresentano oggi circa il 7% del totale, aumentano rispetto ad un anno fa sia l’importo che gli aspiranti mutuatari hanno cercato di ottenere sia il valore degli immobili seconde case; nel 2017 la richiesta media per questa tipologia di mutuo è stata pari a 121.636 euro (+3,6% rispetto al 2016), mentre il valore medio degli immobili ha raggiunto i 191.691 euro (+4,7% rispetto al 2016).

«L’aumento dell’importo richiesto e del valore medio delle seconde case che gli aspiranti mutuatari hanno cercato di acquistare lo scorso anno è legato alle condizioni estremamente favorevoli del mercato», spiega Ivano Cresto, responsabile BU Mutui di Facile.it «Da un lato i tassi ai minimi storici e i prezzi degli immobili ancora stabili, dall’altro le importanti detrazioni fiscali cui possono usufruire i proprietari in caso di ristrutturazione dell’immobile».

Analizzando i dati su base territoriale emergono alcune differenze significative. Se, ad esempio, nelle Isole e in Toscana più di 9 richieste su 10 di mutuo seconda casa riguardano immobili costruiti all’interno dei confini regionali, la percentuale scende al 77% in Lombardia, al 75% per i richiedenti in Abruzzo, al 73,3% in Calabria e addirittura al 68,3% in Piemonte.

Queste differenze trovano spiegazione analizzando ulteriormente i dati; scendendo nel dettaglio, ad esempio, si scopre che, nel 9,5% dei casi i piemontesi acquistano case per le vacanze in Liguria e, forse spinti dal pendolarismo lavorativo o universitario, nel 6% dei casi cercano di comprare in Lombardia. Il garantire un’abitazione ai figli che studiano fuori è presumibilmente una motivazione ancora più forte in Calabria, dove è legato ad acquisti verso regioni come la Lombardia o l’Emilia Romagna circa un preventivo su cinque.

Che sia per sfruttare le opportunità offerte dal crescente settore degli affitti a breve termine o, come detto, per intercettare la richiesta dei fuorisede, è interessante notare che, nelle grandi città italiane, spesso la seconda casa è ad uso investimento.

È il caso di Milano, ad esempio, dove il 74% dei richiedenti mutuo per seconda casa punta ad acquistare un immobile in città, mentre solo il 17,8% cerca in un’altra regione. Situazione analoga a Roma, dove il 72,7% di coloro che si rivolgono ad una banca per un mutuo seconda casa intendono comprare in città, mentre solo il 14% delle richieste è legata a un immobile fuori dai confini regionali.

* Campione analizzato: 15.835 richieste di mutuo per acquisto raccolte tramite Facile.it e Mutui.it dall’1/1/2017 al 31/12/2017.

Agenzia delle Entrate: “Real Estate ancora in crescita nel I trimestre 2018”

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Il volume delle compravendite immobiliari in Italia continua la sua crescita inarrestabile: nei 3 mesi del 2018, infatti, il mercato residenziale è cresciuto del 4,3% rispetto allo stesso periodo del 2017, segnando il dodicesimo aumento trimestrale consecutivo. A darne notizia è direttamente l’Agenzia delle Entrate con i dati delle ultime statistiche trimestrali dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, che Cambio Casa, leader tra le agenzie immobiliari a Taranto, sembra confermare anche per la città pugliese. Bene anche il mercato non residenziale.

Un trend assolutamente positivo ma accompagnato comunque da una lieve flessione in alcune grandi città. Il + 4,3% si traduce in 127.277 compravendite di abitazioni nel periodo gennaio-marzo di quest’anno, caratterizzate da una metratura media di circa 105 mq, che annovera anche le pertinenze, con cantine e soffitte in aumento del 9,9% e box/posti auto in crescita dell’1,9%.

Se la compravendita di case cresce in maniera più accentuata nei comuni non capoluogo (+5,5%), nei capoluoghi invece il trend rimane positivo (+ 2,3%), ma frenano le grandi città: Roma, Bologna, Genova e Firenze continuano a perdere terreno, ad eccezione di Torino, Milano, Palermo e soprattutto Napoli, città regina assoluta in termini di compravendite con un +11,8% record.

Dicevamo anche della crescita del mercato non residenziale, ovvero del settore che riguarda la compravendita di negozi, capannoni, autorimesse, uffici e depositi commerciali. Ebbene, il settore del terziario-commerciale ha registrato un balzo in avanti davvero impressionante, e cioè +5,9% rispetto al periodo gennaio-marzo 2017, con negozi e depositi commerciali che crescono del 9,2% insieme al settore produttivo (+8,2%). Unica nota stonata gli uffici (-9,5%).

Investire negli immobili è sempre una scelta redditizia per gli italiani, e se pensi di farlo a Taranto e provincia allora ti conviene valutare con attenzione le tante proposte dell’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa.

Quando la sicurezza delle Unified Communications passa per il telefono IP

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia Personale

Quando si valuta l’implementazione di una nuova piattaforma per le Unified Communications è necessario soppesare il livello di sicurezza garantito sia dalla soluzione sia dai terminali IP: mettere tutto sotto chiave non rende l’infrastruttura più sicura, soprattutto se la chiave è alla portata di chiunque.

Nelle aziende l’adozione di una piattaforma di Unified Communications altamente integrata con l’infrastruttura IP e le applicazioni di rete deve necessariamente prendere in carico una grande sfida: tutelare le conversazioni interne e esterne contro eventuali intercettazioni e proteggere lo scambio di dati tra la soluzione UC, i terminali e le applicazioni condivise, come i CRM. A differenza del passato, oggi i criminali possono sedere comodamente al proprio PC e con appositi strumenti accedere via internet ai sistemi VoIP, intercettare le chiamate e procacciarsi dati e/o informazioni che andrebbero protette. A differenza del passato, dove bastava inserire un microfono nella cornetta o agganciarsi alla centrale in strada, oggi infiltrarsi in una rete IP avanzata o intercettare le telefonate non è più semplicissimo, ma è comunque un rischio noto agli operatori e ai vendor di soluzioni e terminali IP, che si adoperano quotidianamente per garantire ai propri clienti un maggior livello di sicurezza con l’introduzione di tecnologie di cifratura punto-punto per i telefoni IP senza fili e cablati, per il traffico voce e la trasmissione di dati e altre misure di protezione. Per essere certi di beneficiare di soluzioni all’avanguardia senza scendere a compromessi con la sicurezza delle conversazioni, è quindi necesario soppesare il livello e la metodologia di protezione offerti dalla piattaforma UC e supportati dai terminali anche in base al costo e al concreto beneficio in termini di utilizzo.

Snom, il noto produttore berlinese di telefoni IP da tavolo, cordless e da conferenza, ha identificato tre criteri discriminanti che qualunque azienda dovrebbe esaminare prima di procedere all’adozione di una nuova soluzione completa per la telefonia via IP.

Snom D785

Snom D785

Sicurezza della configurazione automatica dei terminali

Il cosiddetto “provisioning automatico” ossia il processo che consente alla soluzione UC di distribuire con un click la configurazione e i parametri utente impostati ai più diversi terminali deve essere tutelato.

Durante il processo, questi dati particolarmente sensibili vanno trasmetti attraverso un protocollo di trasporto sicuro (TLS/SSL). Per mettere ancora più in difficoltà potenziali hacker che tentano di intercettare le chiamate con attacchi “man in the middle”, la soluzione UC e il terminale dovrebbero scambiarsi un certificato necessario per garantire una corretta autenticazione del dispositivo al server per la telefonia, assimilabile al controllo passaporti all’ingresso o all’uscita degli aeroporti. Va da sé che se la soluzione UC offre questo tipo di tecnologie per la configurazione e l’autenticazione ma il terminale IP non le supporta, la comunicazione non sarà protetta.

Allo stesso tempo è imperativo che la trasmissione dei dati utente dal centralino IP al terminale non sia intercettabile e/o che i dati non siano leggibili. Se la soluzione VoIP/UC non assicura questa tutela, persone non autorizzate possono eventualmente accedervi e utilizzare i dati per l’autenticazione dell’utente per effettuare chiamate ovunque a carico, ovviamente, dell’azienda hackerata. Una possibile soluzione, qualora questa forma di tutela manchi, è autorizzare esclusivamente l’accesso di terminali IP specifici alla rete previa autenticazione quale client. Se tuttavia né il centralino, né il telefono IP supportano l’autenticazione “client” indipendentemente dall’autenticazione dell’utente, non sarà possibile porre rimedio al rischio di abuso delle linee telefoniche utilizzando credenziali legittime.

La password

Tutto questo però non è molto di aiuto se l’accesso al terminale non è protetto tramite una password robusta, che non necessariamente deve essere nota all’intero staff. E’ quindi necessario valutare quali addetti possono avere accesso a quale telefono IP e se l’accesso debba essere granulare (utente/admin).

Inoltre, molte applicazioni richiedono codici di accesso individuali. Una regolamentazione complessa delle password abbinata alla necessità di modificarle dopo un certo lasso di tempo non fa altro che favorire il buon vecchio post-it attaccato al monitor o alla testiera. Una pratica i cui rischi si possono prevenire se la piattaforma UC, il terminale IP e ovviamente l’utente supportano l’autenticazione a due fattori (p.es. password e codice inviato tramite SMS) o un accesso unico valido per tutti i servizi.

La cifratura

La cifratura va applicata anche all’invio di segnali tra le diverse connessioni e al trasferimento di dati vocali. Un elemento è imperativo affichè l’altro funzioni: chiudere una porta non previene l’accesso indesiderato se la chiave è sotto lo zerbino.

Un avviso: una cifratura totale che copra tutte le connessioni, i terminali e le applicazioni è più o meno inesistente nella telefonia business. La cifratura dei dati termina nel punto in cui raggiunge i sistemi dell’operatore telefonico. La ragione di ciò è da un lato l’obbligo di consentire eventuali intercettazioni su richiesta del giudice, dall’altro l’elevata complessità tecnica legata all’impiego di un sistema di cifratura “end-to-end”.

Se è richiesto un alto livello di sicurezza, l’unico modo è implementare una VPN (virtual private network), come i telefoni IP Snom o una rete MPLS (multiprotocol network switching).

Conclusioni

Tutto era più semplice qualche tempo fa! C’era un firewall che proteggeva l’accesso a internet e tutti i dati erano archiviati localmente. Oggi numerose soluzioni e servizi sono dislocati “fisicamente” in luoghi diversi e i dati si trovano spesso nel cloud. Varrebbe quindi la pena chiedere dove siano archiviati effettivamente i dati sensibili (log del centralino, contatti della rubrica / CRM, impostazioni utente) e come essi vengano trattati. Di interesse ancora maggiore è sapere se i dati sono ospitati su server nel proprio Paese o distribuiti in tutto il mondo. Un problema di sicurezza che riguarda meno il rischio di hackeraggio quanto più l’uso dei dati a scopo statistico o per spionaggio industriale ad opera di terzi.

Chi è Snom

Leader su scala mondiale e marchio premium di innovativi telefoni VoIP professionali di livello enterprise, Snom fu fondata nel 1997 e ha sede a Berlino. Pioniere del VoIP, Snom lancia il primo telefono IP al mondo nel 2001. Oggi, il portafoglio di prodotti Snom è in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di comunicazione presso aziende di ogni ordine e grado, call center, nonché in ambienti industriali con particolari requisiti di sicurezza.

Sussidiaria di VTech Holdings Limited dal 2016, Snom conta uffici commerciali dislocati in Italia, Regno Unito, Francia e Taiwan, vantando altresì una reputazione internazionale eccellente nel mercato del Voice-over-IP. L’innovazione tecnologica, l’estetica del design, la semplicità d’uso e un’eccezionale qualità audio sono solo alcune delle caratteristiche che distinguono i rinomati prodotti Snom. L’attuale gamma di prodotti Snom è universalmente compatibile con tutte le principali piattaforme PBX ed è stata insignita di numerosi premi in tutto il mondo da esperti indipendenti.

Ingegnerizzate in Germania, le soluzioni IP di Snom rappresentano la scelta perfetta nei mercati verticali, come la sanità e l’istruzione, dove sono richieste soluzioni specializzate nella comunicazione business, nell’IoT e nelle tecnologie intelligenti.

Per maggiori informazioni su Snom Technology GmbH, si prega di visitare il sito www.snom.com.