Archivio per 11 giugno 2018

Cannabis terapeutica: Emilia Romagna saccheggiata

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Aziende, Salute

Una nuova polemica è esplosa in merito alla cannabis ad uso terapeutico in Emilia Romagna: è dallo scorso Giugno che i pazienti che ne necessitano devono sudare sette camicie per recuperarne briciole in tutta la regione.

Nelle farmacie i telefoni squillano continuamente, i pazienti interrogano gli addetti e fioccano le proteste perché la quantità di farmaco non è sufficiente per le necessità di tutti.

I farmacisti preparatori sono così costretti a passare gran parte del tempo al telefono invece di poter prestare i loro servizi a pazienti e malati.

Ci sono farmacie che aspettano consegne da più di 8 kg di cannabis terapeutica, tra Gennaio e Marzo di quest’anno è stato effettuato un ordine di 10 kg dalla Regione Emilia ma, ad oggi, ne è arrivato solo uno.

La cannabis italiana è coltivata dall’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze, che centellina le consegne alle varie realtà locali, chi ne chiede 2 kg ne riceve 500 gr e intanto i pazienti soffrono e i sintomi delle malattie non danno loro tregua.

Ma quali sono le cause di questi problemi? Il punto è che, pur essendo la Regione Emilia uno degli enti che più dispone di cannabis ad uso terapico, oltre la metà delle sue scorte finisce altrove: chi soffre di i neuropatia, atassia e anoressia necessita di un’adeguata terapia del dolore e l’unico supporto pratico ed efficace in questo senso è la cannabis terapeutica, quindi, da ogni regione d’Italia, arrivano richieste per questo tipo di sostanza; per questo le scorte sono sempre più esigue e faticano ad arrivare a chi ne ha bisogno.

La situazione sembra aver visto uno spiraglio nel momento in cui l’Emilia Romagna è stata invitata a discutere la questione, il primo storico riconoscimento del comitato pazienti da parte delle istituzioni.

Tutti intorno a un tavolo pazienti, farmacisti e istituzioni stanno lavorando per la risoluzione di questo delicato problema: con metà delle scorte di cannabis ad uso terapeutico destinate ai residenti che finiscono invece in altre regioni, con la scusa che l’Emilia Romagna risulta una delle regioni con maggiore facilità di reperimento.

Nelle altre regioni questo tipo di medicinale si può reperire solo in ospedale e in minime quantità, in Emilia lo scorso anno, si è fatta richiesta di passare da 37 a 60 kg con una previsione di 80 kg l’anno mentre le altre regioni hanno un approvvigionamento di appena 4 kg.

Ecco dunque scattare il fai da te all’italiana, tra processi e arresti, nasce il turismo della cannabis, in Sicilia alcuni optano per l’autoproduzione, associazioni distribuiscono semi online e le relative istruzioni d’uso, altri sono in attesa di giudizio dopo mesi di carcere preventivo, indagati per spaccio, per aver comprato 50g da uno spacciatore per un parente, infine c’è anche chi si rivolge all’estero: recandosi in paesi come Olanda, sfidando la legge, ma i più finiscono in Emilia dove poi i residenti si trovano senza sufficienti forniture.

Vigilanza privata, nuove linee guide Anac sull’erogazione del servizio

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Italia

Con la crescente richiesta di sicurezza pubblica sul mercato si rende indispensabile un definito inquadramento normativo per gli istituti privati di vigilanza, non solo in materia di osservanza del decreto UNI 10891 ma anche dal punto di vista della mera erogazione del servizio.

Ed è proprio questo il campo in cui trova applicazione la delibera n. 462 del 23 Maggio 2018 pubblicata dall’ANAC – Autorità Nazionale Anticorruzione – ovvero le linee guida n. 10 relative all’affidamento del servizio di vigilanza privata, che entreranno in vigore 15 giorni dopo la loro pubblicazione in G.U. in sostituzione di quelle precedenti del 22 luglio 2015. L’adozione delle nuove linee guida da parte dell’ANAC si è resa necessaria a seguito della pronuncia definitiva del Consiglio di Stato (successivamente a una consultazione pubblica e un parere interlocutorio), e dell’entrata in vigore del Codice dei Contratti di cui al D.lgs 50/2016 e del successivo D.lgs 56/2017, in considerazione dell’importanza del settore nel mercato nazionale.

Nella nuova determinazione sono state segnalate alcune criticità in relazione all’affidamento del servizio di vigilanza privata, ovvero l’esatta indicazione dell’oggetto di appalto (es. distinzione tra servizio di vigilanza privata e servizi di guardiania), la corretta individuazione dei requisiti di partecipazione al bando di gara, la determinazione della formula per individuare l’offerta economicamente vantaggiosa, i ribassi eccessivi proposti dagli operatori economici in sede di gara e le modalità di attuazione del c.d. “cambio appalto”.

Tra i paragrafi che costituiscono le linee guida n. 10 dell’ANAC, particolare attenzione è rivolta alla “Suddivisione in lotti” al fine di consentire alla stazione appaltante di effettuare un’unica gara di appalto comprendente più servizi, prevedendo però lotti distinti per ciascuno di essi, con l’obiettivo di evitare l’aggregazione di attività eterogenee in un’unica procedura.

Altro tema importante è come detto quello dei “Ribassi eccessivi”, per i quali le nuove linee guida individua alcuni fattori che potrebbero causare questo fenomeno, come ad esempio la partecipazione della gara di soggetti che non sono provvisti di licenza prefettizia e l’eccessiva competizione del prezzo.

La determinazione ANAC n. 462 del 23 Maggio 2018, dunque, approfondisce anche molti aspetti legati alle autorizzazioni previste dalle norme di legge tra le quali anche la certificazione istituti di vigilanza, in ottemperanza del D.M. 1 Dicembre 2010 n. 269.