Archivio per 14 maggio 2018

Guardie giurate in mobilitazione: chiesto il rinnovo del CCNL

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Economia, Italia

A determinare il livello di professionalità e serietà di un istituto di vigilanza non è solo il fatto di essere in regola con la certificazione vigilanza privata , ma anche l’osservanza e il rispetto dei diritti lavorativi dei propri dipendenti. Per questo, gli addetti alla vigilanza privata sono tornati ad alzare la voce nei giorni scorsi per chiedere il rinnovo del CCNL attraverso uno sciopero nazionale organizzato dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

Ed è proprio questo il tema principale della protesta, ovvero il mancato rinnovo del CCNL scaduto da orma due anni e mezzo. Le proposte avanzate dalle imprese datoriali, infatti, sono state ritenute insoddisfacenti al punto da limitare i diritti previsti dalla stessa contrattazione collettiva. Tra queste, ricordiamo ad esempio l’aumento a 45 ore dell’orario nazionale di lavoro per gli addetti impiegati nei servizi di vigilanza fissa, ma anche l’eliminazione della soglia oraria minima settimanale del part-time.

Insomma, la mobilitazione delle guardie giurate, che ha registrato un’elevata adesione in tutta Italia, è servita a porre al centro dell’attenzione delle istituzioni molte questioni di carattere lavorativo che riguardano una categoria di lavoratori molto importante per la società civile, perché chiamata a garantire quotidianamente la sicurezza nelle sostre città con rischi elevati per la propria incolumità.

La qualità dei servizi erogati dagli istituti di vigilanza non si misura solo con il rispetto della conformità alle norme di legge, nella fattispecie alla norma UNI 10891, ma passa anche attraverso un’adeguata formazione delle guardie giurate e, soprattutto, il riconoscimento giuridico di diritti e garanzie lavorative.

IGOR LAMPIS: “IL LAVORO È UN MIRAGGIO” è il singolo che presenta il progetto da solista “NUOVO CANTACRONACHE N°4”

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Una canzone che tratta il delicato tema della disoccupazione giovanile attraverso un sound scanzonato che vuole quasi infondere un senso di speranza e di reattività agli ostacoli.

Il pezzo di lancio di Igor Lampis racconta lo sconforto dei giovani che dopo anni di studio, di impegno, di fatica, restano con un pugno di mosche in mano. Non trovano lavoro, non hanno la forza per reagire, sperano in un aiuto esterno che mai arriverà. Sono consapevoli di avere le capacità per intraprendere qualsiasi attività ma si trovano isolati e persi. Passano le giornate inviando curriculum e partecipando a inutili colloqui in cui la maggior parte delle volte vengono liquidati con un semplice “le faremo sapere”. Non c’è speranza per i giovani in uno Stato che non li tutela.

L’intento della musica è quello di stemperare l’atmosfera di sconforto del giovane disoccupato. L’arrangiamento risulta in qualche modo allegro, quasi come una canzone estiva degli anni sessanta.

La chiusura del pezzo è lasciata a un lungo assolo di sintetizzatore che per qualche attimo fa dimenticare le peripezie del giovane in cerca di lavoro, ma appena il pezzo si chiude subito la mente torna alle sue sventure in cui molti si ritrovano.

L’album “Nuovo Cantacronache n°4” è il disco d’esordio da solista di Igor Lampis (membro del gruppo “Nuovo Cantacronache” che si propone, come già in passato faceva il gruppo dei Cantacronache storici torinesi, di “evadere dall’evasione”). L’artista raccoglie il testimone del rigore programmatico, del taglio narrativo, della versificazione incalzante in rima baciata, dell’osservazione acuta che si fa invettiva, tra sberleffo e dramma, declinando il tutto con un’attitudine punk che schiaffeggia in maniera provocatoria il belcanto, le buone maniere e qualsiasi deriva estetizzante per dire con schiettezza vino al vino e pane al pane.

Lampis narra con il piglio del cantastorie l’epopea sommersa della gente comune, quella che se la passa male, quella che si arrangia di lavoro in lavoro, vessata dall’opprimente assenza dello Stato. La sua è la voce del guastafeste che canta fuori dal coro: la voce di chi rifiuta l’omologazione, di chi sceglie traiettorie sghembe, di chi conosce la dolente bellezza dei margini, ben sapendo che “dai diamanti non nasce niente”. Una voce che dice la verità.

ETICHETTA: Cenacolo di Ares
EDIZIONI: Materiali Musicali / Irma Records

Radio date: 3 aprile 2018

Pubblicazione album: 20 aprile 2018

BIO

Igor Lampis (StravyPaz) è chitarrista e membro fondatore dei Punkillonis; dal 2012 ha intrapreso parallelamente la carriera solista, come necessità rivolta soprattutto ad accompagnare con musica e canto la sua attività di autore di romanzi, racconti e poesie durante i reading di presentazione. Da quel momento in poi non ha smesso di imbracciare la chitarra classica/acustica vestendo anche i panni di cantautore e traendo spunto dai grandi nomi del passato che ha sempre apprezzato. La passione per Brassens e per i suoi traduttori italiani, lo mette in contatto con Beppe Chierici che insieme a Margot Galante Garrone rimetteva in piedi il progetto del Nuovo Cantacronache. È lo stesso Beppe Chierici che dopo avere assistito a un suo Live gli offre la possibilità di entrare a far parte del progetto come autore. Proposta che trova subito il favore del cantautore punk che fino a quel momento vi partecipava solo in veste di produttore e di editore. Il Nuovo Cantacronache n°4 è il suo primo disco da solista.

Per il 2018 è prevista anche l’uscita del cd Punk/Rock a nome StravyPaz.

La cruenta lotta col destino: “Quel figlio negato” di Francesca Ognibene

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

chebelbambino!

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Quel figlio negato di Francesca Ognibene

Ci sono storie che meritano di essere raccontate. Quel figlio negato è una di queste. Francesca Ognibene narra con la delicatezza di una donna e l’onestà di una scrittrice il dramma di chi si sente madre ma non può avere la gioia di tenere un bambino in braccio. La storia di Virginia è quella di troppe donne che lottano per anni contro i limiti del proprio corpo, contro una natura crudele, contro gli ostacoli della burocrazia italiana in materia di adozioni. Non è un romanzo facile, non c’è consolazione alla fine, c’è solo la vita nella sua brutalità e nelle sue ingiustizie. È una storia che ti entra dentro e ti mostra tanta verità e tanta forza; è un pugno allo stomaco che vale la pena ricevere.

Titolo: Quel figlio negato

Autore: Francesca Ognibene

Genere: Drammatico

Casa Editrice: L’Erudita

Pagine: 148

Codice ISBN: 978-88-6770-368-5

«[…] Inizia così una lotta cruenta tra te e il destino, ma egli è forte e potente. Ti illuderà di averti fatto vincere qualche volta, ma fa parte del protocollo di massima crudeltà che prevede anche l’illusione momentanea, detta anche aborti spontanei. La spontaneità non dovrebbe essere accostata a quella parola così amara».

Virginia e Federico si amano, di un amore forte, profondo, che guarda al futuro con speranza. Ci pensa la vita a ricordare loro che non sempre tutto va come dovrebbe andare. Un figlio che non arriva è un dolore che può annientare anche il rapporto più solido, ma non il loro. I due protagonisti di questa straziante storia lottano mano nella mano fino alla fine, e Francesca Ognibene è sempre accanto a loro, e riporta con pudore e accuratezza ogni moto dell’anima, ogni lacrima, ogni momento di disperazione. Virginia è il centro pulsante della narrazione: suo è il punto di vista sui fatti, suoi sono i dolori fisici e mentali che la trascinano in una spirale di ossessione e depressione. Il lettore assiste a tutte le fasi di questa tormentata vicenda, dalle prime sconfitte per le gravidanze interrotte, alle pesanti cure nei centri di fertilità, all’invidia per le donne che ce l’hanno fatta, fino alle assurde difficoltà delle pratiche per l’adozione. Virginia affronta ogni passo con coraggio, sostenuta in ogni momento da Federico, ma è un percorso che non può non lasciare cicatrici visibili e nascoste, che non può non minare anche la mente più razionale. La scrittrice ci ricorda come ogni persona che si incontra stia combattendo una battaglia di cui non si sa niente. Virginia decide di lottare escludendo amici e familiari, isolandosi dal mondo. Solo il cinema sembra darle una tregua, e nel romanzo sono numerosi i rimandi a film che la coppia va a vedere per distrarsi e trarre forza dalle storie raccontate. Il cinema, ma anche la letteratura e la musica, sono vitali per Virginia, parentesi positive in una quotidianità che sa solo deludere. I due ragazzi arriveranno a delinquere per raggiungere lo scopo di creare una famiglia, a scappare dalla loro patria per proteggersi dal passato violento della figlia che adotteranno, e a ritornare a casa, nonostante la paura, per vivere quella normalità che gli è stata preclusa. Quel figlio negato è un romanzo che non lascia scampo, che non cerca la via più semplice, che non concede un lieto fine a tutti i costi. È dura stare vicino a Virginia e Federico, accompagnarli verso il loro destino e non avere il potere di cambiarne il corso. Francesca Ognibene riesce a farci sentire anche il dolore più sottile, riesce a creare un legame intimo tra il lettore e i protagonisti. E nel tragico finale lascia un vuoto enorme, e la sensazione di non avere armi abbastanza potenti per combattere il fato, ma anche la certezza che l’amore sopravvive sempre, che l’amore si irradierà nel mondo in eterno.

TRAMA. Quel figlio negato racconta del dramma vissuto da molte donne che non riescono a diventare mamme, anche se lo desiderano ardentemente. Il romanzo descrive la forza incredibile che trova la protagonista Virginia per riuscire a realizzare questo desiderio che il destino, la natura o il caso hanno deciso di osteggiare. L’esistenza di Virginia entra in un vortice di momenti bui, dolori fisici insopportabili e speranze tradite: le numerose visite e terapie, i tentativi di rimanere incinta e gli aborti spontanei fino all’accettazione dell’impossibilità di procreare e la scelta dell’adozione. Virginia e il marito Federico percorrono uniti il faticoso cammino che li condurrà a Giulia, una bambina di quattro anni che riporterà luce alle loro giornate. Ma il destino si accanirà ancora.

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BIOGRAFIA. Francesca Ognibene è nata nel 1974 in Germania, a Langen, e si è poi spostata con la famiglia in Italia, a Sommatino (CL). La sua prima grande passione è stata la musica, nata quando ha acceso la radio e ha conosciuto il potere dello speaker di tenere compagnia alle persone con le sue parole e le sue scelte musicali. Si è trasferita a Bologna dove ha realizzato il suo sogno di diventare giornalista musicale e speaker radiofonica. Dal 1994 al 2005 ha trasmesso per varie radio bolognesi: Radio Città del capo, Radio K Centrale e Radio Città 103. Nel 2005 ha inizio la collaborazione con Radio Sherwood, per cui conduce il programma “Snatura Rock” sui gruppi più interessanti della scena indipendente. Nel 2015 è uscito il suo primo romanzo Le Confessioni di un Orco per OttoLibri Edizioni, dove racconta un’Italia nel pieno della crisi economica dal punto di vista cinico di un cacciatore di teste. Quel figlio negato è il suo secondo romanzo, edito da L’Erudita.

CONTATTI
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IL TACCUINO UFFICIO STAMPA

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Pro Biennale: i prossimi eventi in programma alla Scuola Grande di San Teodoro

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Sono passati pochi giorni dalla clamorosa apertura della mostra Pro Biennale, presentata dal prof. Vittorio Sgarbi che ha voluto festeggiare qui, assieme ad artisti e vip, il giorno del suo anniversario. Ma il programma, offerto dall’esposizione organizzata dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, prosegue con nuovi incontri pensati per questa cornice artistica e si presenta assai interessante.

Sabato 12 maggio, alle 17, la Scuola Grande di San Teodoro (Campo San Salvador 4810, Venezia), sede della prestigiosa esibizione, ospiterà una conferenza sull’arte contemporanea. A fare il punto della situazione, trattando della libertà espressiva degli autori, della crisi e delle complessità del mercato saranno Carlo Motta di Editoriale Giorgio Mondadori e Salvo Nugnes, manager di numerosi volti noti del mondo dello spettacolo.

Nella stessa location, ma questa volta domenica 13 maggio, sempre alle 17, la Pro Biennale lascerà la parola al giornalista Tony Di Corcia, che con Gianni Versace – La biografia riporterà la vera storia del grande stilista con una prefazione di Giorgio Armani, l’eterno rivale di Versace. L’autore aveva già scritto in precedenza di questo grande imprenditore, raccogliendone tutte le interviste, in Gianni Versace: lo stilista dal cuore elegante (Lindau, 2010). La conferenza intitolata La vera storia di Gianni Versace si preannuncia quale occasione imperdibile per saperne di più sulle circostanze che fanno della morte dello stilista un mistero ancora irrisolto.

È previsto invece per le 17 del 28 maggio, nella storica Scuola a due passi dal Ponte di Rialto, l’Incontro sull’arte con Roberto Villa, rinomato fotografo di fama internazionale, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo.

Per qualsiasi informazione è possibile contattare il numero 0424 525190 oppure consultare il sito www.spoletoarte.it o scrivere a info@spoletoarte.it.

VIVIANA CASSANELLI: “VORREI” è il nuovo singolo della giovanissima cantautrice pugliese

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un pop fresco e dinamico sorregge un messaggio che spazia dal concetto di desiderio a quello di paura ponendosi come incentivo a non lasciarsi mai abbattere da quegli ostacoli che possono frenare gli obiettivi che ci si prefissa.

Il nuovo brano della cantautrice Viviana Cassanelli è “Vorrei”, pezzo dal ritmo ballabile avvolgente. Il ritornello è tutto giocato sull’ironia che si può fare di una ipotetica “lista dei desideri”:

«Poiché il più delle volte ciascuno di noi ha dei desideri nascosti che ha paura di esternare in quanto potrebbero essere giudicati o essere visti come “matti, pazzi e tristi”. Il messaggio vuole essere quasi universale, è un invito a non aver paura di dar forma a tutti i nostri “Vorrei” che siano essi nuovi o remoti, possibili o impossibili. La voglia di fare e di perseguire un obiettivo nell’esistenza di ciascuno è proprio la forza motrice di tutto e, nel caso musicale, è stata proprio la forza che ha dato vita a questo brano». Viviana Cassanelli

Positività e voglia di riscatto sono il filo conduttore che lega i brani dell’artista, il cui modo di fare musica è strettamente collegato alla sfera emotiva.

La scelta è quella di affrontare tematiche di spessore, difficili o problematiche sia a livello individuale sia a livello generazionale, senza però cadere nel drammatico sul piano melodico come quello concettuale.

Etichetta: MOOV

Radio date: 30 marzo 2018

BIO

Viviana Cassanelli nasce a Trani, il 16 Luglio del 1996 e vive a Bisceglie (BT). Primogenita di due figli, all’età di cinque anni partecipa alla 44esima edizione dello Zecchino D’Oro con la canzone “Goccia dopo goccia”, arrivando semifinalista. Dall’età di sei anni fino ai quindici studia danza classica e moderna, raggiungendo i livelli di Intermediate con i metodi ISTD e Royal Academy of Dance. All’età di sette anni comincia privatamente gli studi in pianoforte, e sette anni dopo viene ammessa al Conservatorio di Musica N.Piccinni di Bari. Durante il secondo anno del liceo comincia a studiare canto presso l’Accademia Orfeo di Bisceglie e prende parte al Video Festival Live nello stesso anno, arrivando finalista con il brano inedito “Solo come tu sai fare”.

Con la passione per il pianoforte nasce anche la passione per il cantautorato, e Viviana comincia a scrivere i suoi brani solo un anno dopo aver cominciato lo studio canoro e nel corso degli anni con i suoi inediti partecipa ad importanti concorsi regionali e nazionali. Dall’estate del 2012 si esibisce in molti live con il gruppo vocale The Fabulous, concorrenti di X-Factor dello stesso anno; nell’ottobre 2016 viene pubblicato il videoclip dell’inedito “Pioggia su di te”. Pochi mesi dopo conclude il suo percorso pre-accademico presso il Conservatorio. Il 24 agosto del 2017 sono stati pubblicati i due singoli “Straniera” e “Conta ciò che resta” su tutte le principali piattaforme digitali. Oggi, con un progetto di brani inediti all’attivo, Viviana frequenta l’ultimo anno dell’università.

Lavori elettrici in alta tensione: l’Inail pubblica la nuova guida

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Salute

L’Inail ha pubblicato una nuova importante guida per il settore verifica impianti di messa a terra inerente la sicurezza e la tutela della salute per lavori elettrici in alta tensione. Il nuovo volume, pubblicato dal Dipartimento Innovazione Tecnologiche e Sicurezza degli impianti, contiene una serie di nuovi obblighi e norme che interessano in particolare i lavoratori che si occupano dell’esercizio, della manutenzione e delle verifiche dei sistemi elettrici di impianti a tensione superiori a 1000 V, nonché per i lavoratori che svolgono la propria attività nei pressi di tali impianti, pur non avendo a che fare direttamente con essi.

Si tratta di un lavoro che completa il quadro normativo finalizzato a ridurre il rischio nei lavori con rischio elettrico, dopo la pubblicazione del Capo III, Titolo III del D.lgs 81/2008 e s.m.i., le norme CEI 11-15 e CEI 11-27 IV Ed., e il recepimento della norma EN 50110-1:2013.

Per la maggior parte dei lavoratori il rischio elettrico è qualcosa a cui si è esposti solo a seguito di errata realizzazione o manutenzione di impianti e apparecchiature elettriche: questa guida, invece, considera anche i lavoratori che si occupano di manutenzione e verifica impianti elettrici, e che hanno a che fare con il rischio elettrico durante l’attività lavorativa.

Tra i capitoli che compongono la guida ricordiamo il Cap. 5, dedicato ai dispositivi di protezione individuale, e il Cap. 6, relativo alla formazione per gli addetti ai lavori elettrici e lavori in alta tensione (idoneità e abilitazioni). Rilevante è però il Cap.7, che contiene considerazioni interessanti concernenti i lavori in prossimità di linee elettriche aeree, con precisi rifornimenti normativi ad essi riferiti.

GIULIA PRATELLI: “NODI” è il nuovo singolo estratto dall’album “TUTTO BENE” della giovane cantautrice toscana

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un brano che esorta a trovare la forza di superare quel limbo esistenziale che spesso ci immobilizza fra i fantasmi del passato, eludendo la possibilità di andare avanti.

«A volte ci aggrappiamo così forte ai ricordi da farci male, stringiamo nodi che ci impediscono di andare avanti, trucchiamo i momenti passati e ci ricordiamo le cose ‘come non sono mai state’. Questa canzone è la consapevolezza dei troppi nodi stretti nel tempo e del bisogno di scioglierli, per continuare a camminare.

Ho “incontrato” Giulia Maria su Instagram, grazie ad un’amica (vera) in comune e mi sono subito innamorata dei suoi ‘impulsi di carta’ e del suo modo di ricomporre colori, ritagli, immagini diverse, fino a formare un quadro perfetto. Quando abbiamo pensato a una copertina per Nodi ho capito subito che avrei voluto che fosse esattamente così e, per mia fortuna, Giulia ha accettato ed ha realizzato questa piccola opera d’arte». Giulia Pratelli

Il brano, che rappresenta a perfezione un elegante e delicato pop d’autore, è estratto dall’album “Tutto bene”.

La copertina di questo singolo è stata realizzata dalla giovane artista Giulia Maria Cavaliere (www.instagram.com/juliabbi).

Il disco, pubblicato dall’etichetta Rusty Records, vede la produzione artistica del cantautore Zibba. I testi sono di Giulia Pratelli e Marco Rettani, tranne che in “Vento d’estate”, cover tratta dal brano cantato da Max Gazzè e Niccolò Fabi. Le musiche sono di Giulia Pratelli.

Nelll’album hanno suonato Fabio Rondanini (batterie e percussioni), Edoardo Petretti (pianoforte acustico e tastiere), Marco Bachi (basso elettrico e contrabbasso), Giulia Pratelli e Simone Sproccati (chitarre acustiche), Simone Sproccati (chitarre elettriche), Stefano Riggi (Sax) e Adam Kenny (Bouzouki).

Le tracce sono state registate da Simone Sproccati presso il Crono Sound Factory di Vimodrone (MI), mixato da Riccardo Parravicini presso MaM Recording Studio di Cavallermaggiore (Cuneo), masterizzato da Andrea de Bernardi presso Eleven Mastering Studio di Busto Arsizio (Varese). La grafica è curata da Davide Incorvaia. Foto di Giorgia Borneto.

Edizioni Musicali Rusty Records/Museo dei Sognatori.

Dicono di Giulia Pratelli

«Tutto Bene è un gran bel disco pop italiano che […] in più di un’occasione ha giocato carte davvero interessanti, capaci di segnare il passo». Full Song

«Ecco il nuovo disco di Giulia Pratelli Tutto Bene, seppur giovane la sua carriera è già ricca di soddisfazioni». Musical News

«Dolce e intimo, per molta parte assolutamente fresco e rigenerante». Blog Music

«Un bellissimo pop d’autore che si pregia della collaborazione in produzione di Zibba». Loud Vision

«Bellissimo questo nuovo disco di Giulia Pratelli […] troviamo la delicatezza del pop d’autore al femminile e qualche interessante arrangiamento diverso dal solito canone pop». Blog Della Musica

«Un disco che ancora una volta porta in contatto lo scenario pop italiano alla dimensione cantautorale con quell’invincibile gusto per i dettagli che solo una donna sa esprimere». 100 Decibel

«Il bello di questo Tutto bene – con la produzione artistica di Zibba – restituisce bellezza nei suoni e quel certo modo di dire le cose sfruttando il potere salvifico delle assonanze». Sound Contest

«Un gioiellino intimo, delicato e complice. Undici canzoni che si dipanano morbide, su parole poetiche cantate soavemente da una voce duttile e precisa». Grandi Palle Di Fuoco

«Bellissima voce incastonata nelle melodie più sicure. I suoni sono decisi e di carattere». DeaPress

«Nessuna ambizione di innovazione ma solo tanta personalità artistica che gode anche di ottima scrittura e buon gusto». TV Numeri Uno

«Giulia Pratelli in questo disco sembra essere proprio naturale […] non a caso musica e testi sono tutti suoi, elemento da sottolineare in un Paese di interpreti dalla voce corpulenta e l’aspetto piacente». Clap Bands Blog

«Un disco onesto e sincero che parla schiettamente al cuore ed al ricordo che si cela in esso». Onda Musicale

«Giulia Pratelli è una giovane, ma per nulla acerba, cantautrice toscana, giunta alla prova di questo “Tutto Bene” con un carnet di storie da raccontare davvero notevole». Good Times bad Times

«Questo disco è importante perché è in grado di risvegliare molte sensazioni in chi lo ascolta». LaMusicaRock.com

«“Tutto bene” è un album che ruota tutto attorno alla voce di Giulia, strumento principale dei vari brani, eterea ma al contempo forte e decisa». Mescalina

«Che profumo hanno i dischi belli? Che sapore hanno le canzoni belle? Un disco bello è un intreccio di canzoni che incuriosiscono, creano sensazioni positive e ti viene subito voglia di riascoltarlo. Ecco, il nuovo disco di Giulia Pratellidal titolo “TUTTO BENE” rientra in questa descrizione». Viva Low Cost

Etichetta: Rusty Records

Radio date: 6 aprile 2018

Pubblicazione: 12 maggio 2017

BIO

Giovane cantautrice toscana, Giulia Pratelli ha più volte attirato l’attenzione di grandi artisti quali Fiorello, Marco Masini, Enrico Ruggeri. Ha vinto diversi premi e riconoscimenti: Premio Castelletto 2008, secondo posto e premio F.I.O.F.A. al Golden Disc 2008 (oltre a premio Radio Stop e il premio della critica giornalistica de “Il Tirreno”), premio della critica al Discanto 2008, premio della critica al Gran Galà Discanto 2011, primo posto al Festival di Ghedi Cover 2009, terzo posto al Festival Città del Palladio 2010. Nell’estate 2009 è in tour con Gatto Panceri come supporter. Nello stesso periodo inizia una collaborazione con il musicista, arrangiatore e produttore Valter Vincenti (Loredana Bertè, Ornella Vanoni, Paola Turci, Mogol, Mario Lavezzi), a cui affida la direzione artistica del suo primo album “Via!” (maggio 2012 – Rosso di Sera/EMI). Nell’estate 2011 vince il concorso “T Rumors” e partecipa alla compilation della manifestazione con due inediti: “Una margherita viola” e “Davanti a un caffè”, per l’occasione suonati e ri-arrangiati da Ferruccio Spinetti (Musica Nuda, Avion Travel). Nel 2013 pubblica due nuovi singoli, arrangiati da Marco Adami: “Piccole Donne”, scritto da Grazia Di Michele, e “Cartoline”. Nello stesso anno partecipa al tour “La mia storia…piano e voce” di Marco Masini, che la sceglie come ospite di ogni serata in tutta Italia. Nel Gennaio 2014 pubblica un’inedita versione di “Ah che sarà”, nella quale è accompagnata solamente dal bassista Luca Pirozzi. Nello stesso periodo approda all’EdicolaFiore, dove Fiorello la accoglie con grande entusiasmo. Giulia diventa parte del cast e da tre anni partecipa ai live show di Fiorello in diretta dall’Edicola, ora trasmessi su SkyUno e Tv8. Nel Luglio 2014 pubblica il singolo “Scegli il meglio” feat. Violapolvere (band pop-rock), che porta le firme di Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone. Il 1° gennaio 2015 si esibisce nello spettacolo “Let It Beatles” a Lucca, che omaggia l’Anniversario dei 50 anni del tour dei Beatles in Italia. Il 31 gennaio la replica con un fantastico tutto esaurito. Comincia poi, sul suo canale YouTube, un appuntamento settimanale con “Musica in camera…”, dove reinterpreta grandi successi della musica italiana e internazionale, con un’ottima risposta del pubblico. Il 20 Giugno 2015 si esibisce a Firenze al concerto dedicato al World Refugee Day, insieme a Elisa, Piero Pelù, Bandabardò, Brunori Sas. A luglio 2015 partecipa all’evento “Serenata per Roma” (“Roma incontra il mondo”/Villa Ada) insieme a Dolcenera, Enzo Gragnaniello, Luca Madonia, Stag, Erica Mou. In questa occasione, Giulia duetta con Zibba e da qui ha inizio una solida collaborazione: al momento è impegnata nella produzione del suo secondo album, con la partecipazione e sotto la direzione artistica dello stesso. Nel frattempo Giulia ha completato gli studi in Giurisprudenza, presso l’Università di Pisa, con il massimo dei voti. Il 13 gennaio 2017 esce il singolo “Dall’altra parte delle cose”, primo brano che preannuncia il nuovo lavoro in studio. Il 12 maggio 2017 esce l’album “TUTTO BENE”, sotto la direzione artistica di Zibba.

In anteprima a Cibus le Fettine di Bergader Italia

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Gastronomia e Cucina

L’eccellenza casearia ha scelto la formula della degustazione per portare alla kermesse la sua novità di prodotto: un formaggio pratico e versatile, a misura di consumatore, che ben si presta alla preparazione di ricette made in Italy.  

Dal 7 al 10 maggio, il Salone Internazionale dell’Alimentazione ha accolto lo spazio espositivo di Bergader Italia (Padiglione 02 – Stand A 074), frutto di un concept completamente rivisitato, pensato per ospitare buyers e operatori del food e invitarli all’assaggio della nuova referenza, accompagnata nell’assortimento da tutti gli altri prodotti di punta della gamma. Uno spazio ampio ed evocativo, con un voluto richiamo all’ambientazione delle birrerie bavaresi, che affida a materiali e colorazioni il compito di comunicare la vision dell’eccellenza bavarese, ovvero il giusto equilibrio tra modernità e tradizione. Al centro un’area dedicata alla cucina a vista, dove un team di chef italiani ha realizzato per tutta la 4 giorni, dalle 11.00 alle 17.00, sfiziose ricette che esaltano le peculiarità delle Fettine e degli altri prodotti di casa Bergader.

Grazie a recenti e approfondite indagini di mercato – di taglio quantitativo ma soprattutto qualitativo – Bergader ha monitorato le abitudini d’acquisto ed è riuscita a individuare la tipologia di formaggio più adatto alle rinnovate richieste: le fette confezionate pre-tagliate, con destinazioni d’uso ben definite ma al contempo estremamente versatili, risultato di un costante processo di ammodernamento produttivo.

L’assenza di crosta e incarti, unita all’estemporaneità di un impiego che non richiede affettamento, fa delle fettine Bergader un prodotto innovativo e di lunga durata, capace di abbattere gli sprechi grazie al facile dosaggio.

Le sconfinate applicazioni in cucina rendono questa referenza la soluzione ottimale per avvicinarsi al consumatore italiano interpretandone inclinazioni e preferenze, senza rinunciare al plus valore della qualità e della tradizione bavarese. Con un gusto che si preserva intenso e inalterato senza l’aiuto dei conservanti, all’interno di un packaging creativo e riconoscibile, la novità di casa Bergader ben si presta al consumo out-door ma anche alla preparazione di piatti elaborati.

Una nuova sfida per l’azienda, che in questo modo dimostra che il gusto e la ricercatezza delle materie prime della Baviera ben si collocano all’interno del mercato italiano e della sua rinomata tradizione culinaria.

www.bergader.it

Ricordati di me di Vany C

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in radio il singolo della giovane cantautrice siciliana 

E’ un  reaggaeton “Ricordati di me” il brano presentato da Vany C all’anagrafe Vanessa Caramma. Un brano fresco e coinvolgente dalle evidenti ambientazioni estive. Dal classico  stile recitativo e ritmo sincopato mette molto bene in evidenzia le diverse melodie d’appoggio che caratterizzano lo stile.
Sicuramente un brano solare che rimane nella memoria e che ci trascina in un mondo fatto di ritmi e colori.

Caramma Vanessa  (Vany C Termini Imerese, 20/01/1992), è una cantautrice, musicista italiana.
Bambina prodigio, inizia a creare musica e parole all’età di 8 anni, portando con sé questa passione fino ad oggi. Dai 15 ai 17 anni  collabora con la compagnia di Antonella Arancio, recitando nel musical  Grease nel ruolo della protagonista  del film (Sandy). Inizia anche a fare ospitate, feste di piazza e molte serate, nel frattempo frequenta anche  accademie di canto. All’età di 18 anni  decide di iniziare un percorso lavorativo con le navi di Costa Crociere fino ai 25 anni, con band, duo, trio etc. Studia in questi anni tutto il repertorio internazionale, in tutte le lingue,  girando il mondo. Decide di abbandonare questo affascinate  lavoro per cambiare ed iniziare un nuovo percorso discografico e radiofonico a partire da gennaio del 2018, collaborando con il maestro Vincenzo Sorrentino, direttore d’orchestra Rai e Mediaset, compositore di colonne sonore ed arrangiatore.

Caratterizzata da una voce soul scrive il suo primo brano “Questo tempo” e  subito dopo “Ricordati di me”.

https://www.facebook.com/helene.vanessacaramma

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MAX ELLI: “GET THE LOVE YOU WANT” è il suo progetto pop di respiro internazionale pubblicato il 22 marzo

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Dopo le numerose collaborazioni con i più grandi nomi della scena musicale italiana arriva un album che consacra il noto musicista e produttore.

«Dopo tanti anni passati al fianco di altri artisti come sessionman, songwriter e produttore, ho sentito l’esigenza di “fermare” questo mio tratto di vita musicale scrivendo, cantando, suonando, mixando e producendo un disco tutto mio». Max Elli

L’artista racchiude in “Get The Love You Want” tutto ciò che, in tutti questi anni di musica, lo ha influenzato e reso il musicista che è.

Un viaggio che, a livello sonoro, ripercorre e miscela rock, folk, blues e soul di stampo anglosassone, dando alla luce un progetto “semplicemente pop”, fatto di canzoni e melodie.

Gli strumenti sono quelli essenziali, chitarre elettriche ed acustiche, basso, batteria, pianoforti e poco più. Niente “derive” elettroniche, ma cercando comunque arrangiamenti moderni e raffinati, mai banali. Ogni brano va ascoltato fino alla fine per capire dove andrà a finire.

«Ho scelto come lingua l’inglese, perché è la lingua più affine al mio modo di scrivere e di concepire linee melodiche e quella che più si addice alle scelte stilistiche del sound globale. Il tema principale dei testi è l’amore, inteso come qualcosa da abbracciare in tutte le sue forme…ad ognuno di noi la possibilità di prendere (e dare) l’amore che vuole». Max Elli

 

TRACK BY TRACK

When We Were Lovers

“Brano dal groove incessante e quasi ipnotico, chitarre dal sound americano e ritornello “pop” che resta in testa! il solo di chitarra finale impreziosisce il tutto. Quando una relazione diventa scontata e si vorrebbe tornare indietro a quando si era davvero amanti”.

Burning Down Love:

“Ballad dall’arrangiamento raffinato. L’intreccio degli strumenti è particolarmente efficace e le sonorità sono quelle del folk country americano con venature soul nella voce. “Perché i re abbattono le mura, gli oceani si congelano, il sole esplode e le città cadono, ma è difficile cancellare un amore”.

My Rescue:

“Mid-tempo pop-rock dal sound elegante. La chitarra elettrica tesse dall’inizio alla fine il tema portante del brano sia ritmicamente che melodicamente. Mai banale nel suo sviluppo, è uno dei brani più accattivanti! quando, pur amando una persona, ti accorgi che non sei al posto giusto”.

Back To You:

“La chitarra acustica e la voce sono al centro. Anche quando entrano gli altri strumenti l’atmosfera rimane struggente e “acustica”. Due persone crescono insieme, la vita le divide, per poi, magari far convergere di nuovo le loro strade”.

Sliding Doors:

“Lo spunto è quello del famosissimo film. A volte basta un minuto in più o in meno a far cambiare il destino di due persone. lo strumento principale questa volta è il pianoforte, l’arrangiamento è un crescendo continuo e inaspettato con strumenti e parti che si sommano e si incastrano! l’uso delle voci e dei cori condisce il tutto”.

Over And Over:

“È il brano più funk dell’album. Le atmosfere possono rimandare a Hendrix, la line-up è quella del trio chitarra-basso-batteria! Il solo di chitarra col fuzz è la ciliegina. Il testo parla della musica e del rapporto con essa”.

I Know You:

Ballad chitarra e voce, forse il brano più intenso dell’album. Le sonorità rimandano al country folk. I know you and you know me fin dal primo sguardo e dal primo momento”.

i Regret:

“Quando il rimpianto si trasforma in desiderio di un’altra possibilità…ma non sempre è possibile. il basso e le atmosfere della chitarra accompagnano una linea melodica molto elegante e orecchiabile. Il sound è country pop!

Vertical Love:

“Il brano più “cattivo” dell’album. Suoni ruvidi e vintage così come il missaggio, con la batteria nel canale di sinistra, alla “vecchia”. le chitarre fuzz e il basso sono in primo piano, così come le armonie vocali. “Vertical” perché, di solito, ci si immagina il percorso di una storia come una linea orizzontale che ne definisce il corso temporale…qui si intende invece una “caduta” dall’alto verso il basso, in verticale”.

Tonight:

“È il brano strumentale dell’album, quasi come se fosse un sigla di chiusura, un tema, una ninna nanna. Chitarra acustica, piano e una chitarra elettrica che “canta”. Molto suggestivo e inaspettato fino alla fine”.

Etichetta: Altermusic

Pubblicazione album: 22/3/2018

BIO

Chitarrista, cantante, compositore, arrangiatore e produttore.

Collabora in veste di chitarrista, cantante, compositore e produttore con svariati nomi del panorama italiano ed internazionale tra i quali:

Nek – chitarra live e studio (dal 2001), cori, piano, compositore e arrangiamenti tra i quali l’album “Prima di parlare”.

Nek – Renga-Pezzali chitarre per il brano “Strada Facendo”.

Gue Pequeno – chitarra, basso, arrangiamenti e produzione di tre brani ft. Jaselli di “Vero +”

Jovanotti – chitarra, basso arrangiamenti e produzione di “L’estate addosso Jaselli rework”, colonna sonora del film omonimo di Gabriele Muccino.

Niccolo Agliardi – chitarra live e studio, compositore, arrangiamenti e produzione.

Alessandro Casillo – chitarra live e studio, arrangiamenti e produzione.

Chiara Galiazzo – chitarra live

Francesco Sarcina – chitarra studio album “Femmina”

Marianne Mirage – chitarre, bassi, arrangiamento e produzione

Lodovica Comello – chitarre, bassi, compositore studio

Greta – chitarra, basso e arrangiamenti album “Ad ogni costo”

Verdiana – chitarra e produzione album “Lontano dagli occhi”

Orpheline – chitarra, basso, compositore, arrangiamenti e produzione album “Spread my wings” best artist swiss 2011

Sinplus – arrangiamenti e produzione album “Disinformation” che contiene il singolo “Unbreakable” finalista ad Eurosong per la Svizzera.

Nat Jenkins – (artista UK) produzione brano “Songs for the winter”

Scrive, arrangia, suona e produce la colonna sonora di “Braccialetti Rossi” e “Braccialetti Rossi 2” per la Rai.

Dal 2011 entra a far parte stabilmente del progetto di Jack Jaselli, come chitarrista e produttore per l’album “I need the sea because it teaches me”.

Ne segue un lungo tour che poi sfocia nella registrazione del nuovo album “Monster Moon” dove Max partecipa alla composizione, suona tutte le chitarre, i bassi e arrangia insieme a Jack le nuove tracce prodotte da Ran Pink ai Fonogenic studios di Los Angeles. Coautore insieme a Jack del brano “In Fondo alla Notte”.

Insegnante presso il CPM di Milano.

Max è endorser delle chitarre Duesenberg, D’addario.

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