Archivio per 12 maggio 2018

MUNICIPALE BALCANICA: “TRANSYLVANIA PARTY HARD” è il singolo che celebra i 15 anni di attività della band pugliese

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un’attitude melodica world fusion si mescola ad un tocco carismatico goliardico e autoironico in un pezzo che gioca con gli stereotipi sociali.

“Transylvania Party Hard” è ispirata da una sorta di “humour deviato” in stile “Famiglia Addams”. Un mefistofelico Virgilio conduce una normale, timida ragazza nei meandri della notte tentandola ad abbandonare la solita vita per entrare in quella che lui chiama “aristocrazia della notte”, che vive nell’oscurità e irride la normalità. Questo personaggio, per quanto paia diabolico, mostra come i valori di questa “aristocrazia della notte” siano tutt’altro che oscuri e malefici, anzi essi sono intrisi di libertà, consapevolezza, voglia di vivere intensamente: quella che inizialmente sembra una oscura tentazione è in realtà l’invito a una sana ribellione contro gli schemi che rendono grigia la vita alla luce del giorno.

Il sound della Municipale si è fatto più diretto e asciutto aggiungendo anche l’uso dell’elettronica, mentre la sua line up resta invariata ormai da oltre dieci anni facendo eccezione per il batterista:

“Ai suoni delle nostre origini abbiamo certamente unito col passare del tempo tante contaminazioni, e pensiamo che sia una buona formula, non solo per la musica, quella di essere consapevoli della propria identità ma non bloccarsi mai in una chiusa e oltranzista chiusura alle novità. Del patrimonio musicale tradizionale in cui siamo cresciuti ci piace l’eterna vivacità e non la ridondanza con cui spesso viene riproposto. Abbiamo avuto la fortuna di viaggiare tanto e interagire con musicisti di varia provenienza geografica, da ogni esperienza abbiamo tratto qualcosa che è confluita nella nostra musica.” MB

Nell’approccio musicale resta un tocco goliardico, e autoironico, che si vede in “Transylvania Party Hard” e nel suo divertito gioco sugli stereotipi. Negli anni la Municipale Balcanica, per il nome e l’irruenza live, è diventata un riferimento per scena “balkan” pur avendo principalmente svolto la sua attività e costruito la sua carriera nei principali jazz festival italiani ed europei:

“Siamo fieri del ruolo di padrini del genere, ma la nostra musica è partita da una onesta e spontanea lettura della storia e della geografia della nostra terra. Abbiamo assimilato le influenze culturali delle migrazioni che abbiamo vissuto nella nostra Puglia e le abbiamo unite alla nostra origine fatta di banda tradizionale innamorata delle marce classiche e del melodramma operistico. Il concerto della MB resta divertente e scatenato ma nei dischi in studio c’è tanto di più. I nuovi pezzi dimostrano come della appartenenza rigida a un genere fondamentalmente non ci importa nulla, ci interessa avventurarci continuamente e restare liberi piuttosto che consolidare una “fanbase” rischiando di diventare la parodia di noi stessi. “Transylvania party hard” e la sua ironia sugli stereotipi racconta anche un po’ questo.” MB

La presentazione ufficiale con un evento concerto gratuito è prevista per il 6 Aprile, presso il “MuHa Spazio alle arti”, il laboratorio urbano che proprio la Municipale Balcanica (Associazione culturale) gestisce nella sua città d’origine Terlizzi in Puglia; in seguito si andrà alla definizione delle date del tour estivo, dato che proprio l’attività live è sempre stata la vocazione principale della band che ha raggiunto quota seicento.

Autoproduzione

Track Length 03:36

Radio date: 30 marzo 2018

Il brano è stato registrato e mixato al MAST Recording Studio di Bari mentre il mastering è stato realizzato da John Webber ai prestigiosi AIR Studios di Londra di George Martin ex produttore dei Beatles.

La Municipale Balcanica è composta da:

Armando Giusti: alto sax

Michele de Lucia: clarinet

Giacomo de Nicolo: drums

Nico Marziale: percussion & synth

Raffaele Piccolomini: tenor sax

Giorgio Rutigliano: electric bass

Paolo Scagliola: trumpet

Raffaele Tedeschi: electric guitar and voice

BIO

La Municipale Balcanica è stata fondata nel 2003 da Nico Marziale, Paolo Scagliola e Raffaele Piccolomini. Nel 2004 la MB realizza il demo “Con-tradizione” che in brevissimo tempo diventa sold out. Dopo una consistente attività live (circa 200 concerti) pubblica il suo primo disco nel 2005 con l’etichetta italiana Ethnoworld. L’album di debutto è “Fòua”, nel quale la MB avvia una vivace e profonda sintesi tra sonorità world music e quelle più radicali e calde della sua terra d’origine, la Puglia, nel Sud Italia. Il disco diventa subito conosciutissimo non solo in Italia ma anche e soprattutto all’estero dove le reinterpretazioni di alcuni celebri pezzi della tradizione yiddish hanno reso la Municipale una nuova realtà della scena internazionale della world music. La prestigiosa rivista internazionale Folk World, valuterà l'”Hava Nagila” della MB come “una delle migliori interpretazioni ascoltate tra le migliaia degli ultimi trent’anni”. L’approccio alle antiche melodie è originale e distintivo, perché ciascun componente possiede una formazione e una cultura musicale molto personale e tutt’altro che omogenea rispetto agli altri. Così le influenze del rock, del jazz più libero e della sperimentazione sono coinvolte in melodie ora suadenti ed esotiche, ora frenetiche e folli. Nel 2006 la MB si assesta nella sua formazione definitiva. Nel 2008 dopo circa 400 concerti, evolvendo il suo suono, la Municipale Balcanica pubblica “Road to Damascus” per l’etichetta Felmay (Egea distr.). 2009 la Municipale collaborando con l’ambasciatore italiano in Turchia e con l’istituto italiano di Ankara, ha tenuto tre concerti nella capitale turca. Nel 2010 MB ha ripreso il progetto “Tra Sponde” che vede l’incontro-scontro sul palco con La Kocani Orkestar esibendosi tra le altre a Ravenna Jazz e Berlin Jazz Fest. Nel Giugno 2012 esce il nuovo disco OFFBEAT promosso con il sostegno di Puglia SOUND. Nel Novembre 2012 MB vince il concorso di “Repubblica XL” come band pugliese più votata. Nel 2013 il tour della Municipale Balcanica tocca Austria, Brasile, Francia, Ungheria (Sziget). A fine 2013 la Municipale inizia una collaborazione con Roy Paci che l’ha portata a fare diversi concerti anche nel 2014. Il 2015 della Municipale Balcanica inizia sui palchi italiani ed esteri sfiorando i 500 live in carriera. Ci sono state collaborazioni musicali con Adriano Bono (ex Radici nel Cemento) e Manu Chao. Nel 2015 la Municipale Balcanica ha instaurato collaborazioni anche al di fuori dell’ambito musicale, in particolare in quello cinematografico. C’è infatti la MB nella colonna sonora de “La bugia bianca”, il premiato film di Giovanni Virgilio sulle conseguenze della guerra nella ex-Jugoslavia. Inoltre le musiche della Municipale sono state usate dall’ atleta medaglia d’oro alle olimpiadi di Nanchino, la russa Irina Annenkova dopo che già nel 2006 erano state usate da Alexandra Merkulova. Nel 2017 La Municipale è volata in Scozia ed ha condiviso il palco con Iggy Pop.

Nuove collaborazioni tra Scuola e Impresa in ambito rurale

Scritto da Fausto Faggioli il . Pubblicato in Istruzione

Per un gruppo di studenti dell’Istituto Statale di Istruzione Secondaria Superiore “Nicola Stefanelli” di Mondragone (CE), una mission formativa d’eccellenza sul territorio romagnolo che investe sempre più sui giovani e sulla collaborazione tra Scuola e Impresa. Il gruppo, grazie alla sensibilità della dirigente scolastica prof.ssa Giuseppina Casapulla, è attualmente in Romagna nell’ambito del percorso “Alternanza Scuola-Lavoro” legato ai temi dell’amministrazione, marketing e agraria. Lo stage è organizzato da Assoform-Confindustria Romagna in collaborazione con le Fattorie Faggioli di Cusercoli (FC) e gli studenti sono seguiti dai docenti prof.ssa Maria Russo e prof. Enzo Guglielmo.

L’incontro con le Fattorie Faggioli, quale progetto di buona pratica ai fini dello sviluppo sostenibile del territorio, è stato per gli studenti un confronto con il mondo dell’impresa rurale, sostenuta da un’identità e da una scala di valori che fa emergere sensibilità nuove che trovano risposte nel settore ambientale.

In un mondo in continua evoluzione – sottolinea Fausto Faggioli delle Fattorie Faggiolila green economy  è l’economia del futuro e ogni attività economica dovrà integrare strategie, accorgimenti, soluzioni di eco-sostenibilità. Non è una possibile scelta di un modello percorribile, non un argomento su cui scontrarsi, ma una priorità di tutti. Questa consapevolezza è condivisa anche dalla Scuola perché i temi dell’educazione ambientale sono una leva per coltivare una cultura che dia risultati concreti.”

“Gli studenti di oggi – aggiungono i docenti prof.ssa Maria Russo e prof. Enzo Guglielmo – sono più consapevoli del ruolo e della funzione della formazione e in uno scenario competitivo globale sempre più complesso, i posti di lavoro devono essere compatibili con la conservazione e la salvaguardia dell’ambiente e avere una finalità anche socio-culturale.”

E’ opinione degli studenti che per comprendere quanto appreso in classe e quindi rielaborarlo e capirlo, le metodologie d’insegnamento e di apprendimento debbano prevedere l’esperienza, l’agire. La complessità, la flessibilità e le incertezze del mondo attuale obbligano i giovani a maturare competenze chiave sia per la vita sia per il lavoro e il programma di “alternanza scuola-lavoro” è formazione vera e propria, inserita in obiettivi didattici nazionali e internazionali.

“Questo stage è una grande opportunità – conclude il gruppo di studenti – per la nostra crescita formativa e ci aiuta a fare scelte più valide ai fini scolastici, professionali e anche di vita per il nostro futuro.”

Nel corso di questa esperienza formativa, gli studenti hanno appreso che la cosa fondamentale è la passione che si deve avere per il lavoro e l’inventiva per creare nuovi sistemi economici in grado di sostenere le ambizioni delle generazioni future.

ANDREA GIOE’: “NEL BENE E NEL MALE” è il nuovo singolo radiofonico del cantautore palermitano

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un mix esplosivo di rock e pop che invita l’ascoltatore a non prendere la vita troppo sul serio ed ad andare avanti sempre e comunque.

Forti influenze che rimandano al rocker Francese Johnny Hallyday ed ai pilastri del rock italiano Litfiba, Ligabue, Vasco Rossi e Afterhours, forgiano il nuovo pezzo di Andrea Giorè.

Il brano è stato arrangiato ed inciso presso la AEKO Recording (Palermo) di Gioacchino Gigi Paladino e Giuseppe Schillaci.

Marco Bianchetti, storico paroliere di Gioè (nel 2009 con “In concerto” e “Balla amore”), è invece il produttore.

“Nel bene e nel male” sarà disponibile dal tredici Aprile in tutti i digital store ed è il singolo apripista di un nuovo album composto da tredici inediti la cui uscita è prevista per dicembre 2018.

ETICHETTA: Pirames International s.r.l.

Radio date: 30 marzo 2018

BIO

Andrea Gioè, cantautore palermitano. Scrive canzoni dal 1999. Dal 2003 da autodidatta suona la chitarra e dal 2011 suona anche l’ukulele.

Le sue radici musicali provengono da Claudio Baglioni, Moses, Litfiba, Umberto Maria Giardini (ex Moltheni), Ligabue, Simona Molinari, Mark Knopfler, Johnny Hallyday, Iz’Kamakawiwo’ole e Fabrizio Moro.

Nel 2004 studia canto con Tosca, Fabiana Rosciglione, Maria Grazia Fontana e Gabriella Scalise presso Cinecittà Campus.

Nel 2007 con “Stringerti di più” partecipa al Festival di Castrocaro.

Il 13 giugno 2009 pubblica il suo 1°album “A testa alta!” (Distribuzione digitale Pirames International s.r.l. Il 18 Ottobre 2010, per la prima volta Andrea Gioè entra nell’importante classifica di Youtube “#92 – I più visti (in assoluto) – Partner”. Il 24 Marzo 2011 L’EP “La mia unica follia” è tra gli album consigliati da Mondadori e si mantiene al 10°posto degli album più venduti per più di un mese. Il 4 Gennaio 2012 – Il canale ufficiale Youtube di Andrea Gioè supera le 100000 visualizzazioni. Amore, vita, religione ed attualità sono alcuni dei temi che raccontano, il secondo lavoro discografico di Andrea Gioè, “Tempo al tempo” (2012) distribuzione digitale Pirames International s.r.l. che entra a fare parte della prestigiosa cerchia degli “Album più scaricati di TV Sorrisi e Canzoni Music Shop” piazzandosi al 14°Posto in classifica.

Il 16 Giugno 2013 esce “Andrea Gioè & Friends – Istinto Paterno”, un triplo disco che racchiude nuove canzoni come “Chi eri tu?”, “Pianeta unico” e “Ma perché”, mescolate ad inedite registrazioni live come “Istinto paterno”, “La realtà …” e “Yara & Sara”. Dal 16 al 19 Ottobre 2014 Andrea per la prima volta partecipa alla prestigiosa Accademia di “Area Sanremo”. Il 12 Novembre 2014 presso il Palafiori di Sanremo, Andrea esegue per la prima volta “Ritrovarsi o Retroversi” davanti l’attenta giuria di Area Sanremo composta da Roby Facchinetti, Giusy Ferreri e Dargen D’Amico.

“Ritrovarsi o Retroversi” è anche il quinto lavoro discografico di un Andrea Gioè molto introspettivo, duro e diretto.

Il 24 Dicembre 2015 esce Senza te (canzone presentata a Sanremo Giovani 2016)

L’11 Novembre 2016 esce il “BEST OF Andrea Gioè”. Il 30 Ottobre 2017 col brano “Premura” ha partecipato alle selezioni di Sanremo Giovani 2018. L’11 Gennaio 2018 – Con i brani “Papà” e “Premura” ha partecipato alle selezioni di Musicultura 2018. Adesso sta lavorando in studio per finalizzare il suo nuovo album.

Leucemia Mieloide Acuta recidivante/refrattaria, Quizartinib prolunga la sopravvivenza complessiva

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Salute

Il quizartinib prolunga la sopravvivenza complessiva rispetto alla chemioterapia nei pazienti con LMA recidivante/refrattaria con mutazioni di FLT3-ITD

Il quizartinib è il primo inibitore di FLT3 ad aver dimostrato un miglioramento della sopravvivenza globale, rispetto alla chemioterapia citotossica, in uno studio randomizzato di fase III nei pazienti con leucemia mieloide acuta recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD. Un paziente su 4 con LMA presenta mutazioni FLT3-ITD, una forma molto aggressiva della malattia, associata a un aumentata frequenza di recidiva, a ridotta sopravvivenza complessiva, e con limitate opzioni di trattamento. Attualmente non esistono, infatti, terapie specifiche per questa patologia.

Roma, 9 maggio 2017 – Il quizartinib in monoterapia prolunga significativamente la sopravvivenza complessiva rispetto alla chemioterapia di salvataggio, nei pazienti con leucemia mieloide acuta (LMA) recidivante o refrattaria con mutazioni FLT3-ITD, dopo il trattamento di prima linea, con o senza trapianto di cellule staminali ematopoietiche. La nuova molecola di Daiichi Sankyo ha infatti raggiunto l’endpoint primario dello studio pilota di fase 3 QuANTUM-R, i cui risultati saranno alla base delle prossime sottomissioni regolatorie alle autorità sanitarie di tutto il mondo. I dati sulla sicurezza, inoltre, sono coerenti con i risultati osservati per dosi simili nel programma quizartinib.

“Il quizartinib è il primo inibitore di FLT3 ad aver dimostrato, in uno studio randomizzato di fase 3 in monoterapia, un miglioramento nella sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia citotossica, nei pazienti con leucemia mieloide acuta recidivante o refrattaria con mutazioni FLT3-ITD, una forma molto aggressiva della malattia, che ha limitate opzioni di trattamento” ha spiegato il dott. Antoine Yver, Vicepresidente esecutivo e Direttore globale del Dipartimento di ricerca e sviluppo oncologici di Daiichi Sankyo. “Ringraziamo sinceramente tutti i ricercatori e i pazienti che hanno partecipato allo studio QuANTUM-R e ne condivideranno i risultati in occasione del prossimo meeting medico. Saremo lieti di lavorare con le autorità regolatorie di tutto il mondo per cercare di portare il quizartinib il più velocemente possibile ai pazienti.”

QuANTUM-R è uno studio pilota, globale, di fase 3, randomizzato, in aperto, che in 19 Paesi ha arruolato 367 pazienti con LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD. I soggetti sono stati randomizzati in rapporto di 2:1 per ricevere quizartinib in monoterapia oppure chemioterapia di salvataggio. L’endpoint primario dello studio era quello di determinare se quizartinib in monoterapia avrebbe prolungato la sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia di salvataggio, dopo la somministrazione della terapia di prima linea. L’endpoint secondario era la sopravvivenza libera da eventi.
I risultati dello studio QuANTUM-R, che saranno presentati nell’ambito di una prossima conferenza scientifica, supportano l’attuale programma di sviluppo per il quizartinib, che include anche lo studio clinico QuANTUM-First e diversi studi di combinazione.

Sulla base di questi risultati, Daiichi Sankyo intende iniziare l’iter registrativo per il quizartinib presso le autorità sanitarie in tutto il mondo.

La leucemia mieloide acuta con mutazioni FLT3-ITD
La LMA è una neoplasia maligna aggressiva del sangue e del midollo osseo, che causa la crescita e l’accumulo incontrollati di globuli bianchi maligni che non funzionano regolarmente e interferiscono con la produzione delle cellule normali del sangue.1 La sopravvivenza a cinque anni della LMA, tra il 2005 e il 2011, era all’incirca del 26%, la più bassa di tutte le leucemie.1

Le mutazioni del gene FLT3 costituiscono una delle più comuni anomalie genetiche della Leucemia Mieloide Acuta.2 La mutazione FLT3-ITD è la più comune mutazione dell’ FLT3 e colpisce all’incirca 1 paziente su 4 con LMA.3,4,5,6 I pazienti affetti da LMA con mutazioni FLT3-ITD hanno una prognosi complessiva peggiore, che comprende un aumento dell’incidenza di recidiva con un rischio di morte circa due volte maggiore dopo la segnalazione della recidiva stessa, nonché una maggiore probabilità di recidiva dopo trapianto di cellule staminali, rispetto ai pazienti senza questa mutazione.7,8

Informazioni su quizartinib
Il Quizartinib è il prodotto di punta del franchise sperimentale sulla Leucemia Mieloide Acuta di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise. E’ un inibitore selettivo orale dell’ FLT3, attualmente in fase III di sperimentazione a livello globale per la LMA recidivante/refrattaria (studio QuANTUM-R) e di nuova diagnosi (studio QuANTUM-First) con mutazioni FLT3-ITD, e in fase II di sviluppo in Giappone per la LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD.

Il quizartinib ha ottenuto, dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense, la designazione di “Fast Track” (procedura accelerata) per il trattamento della LMA recidivante/refrattaria, e la denominazione di farmaco orfano dalla stessa FDA e dall’Agenzia europea dei medicinali (EMA) per il trattamento della LMA. Il quizartinib è una molecola in fase di sperimentazione non approvata per alcuna indicazione in alcun paese. La sicurezza e l’efficacia non sono state ancora determinate.

Daiichi Sankyo Cancer Enterprise
La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell’applicazione di conoscenze e capacità innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L’azienda è impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno è presente in tutte le sue attività.
L’ obiettivo è quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise Anticorpo Farmaco Coniugato, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole (Fase I).
I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e “small molecules” in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&S sulla struttura delle “small molecules”. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: DS-8201, un coniugato anticorpo-farmaco (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare http://www.DSCancerEnterprise.com

Bibliografia
1. Leukemia & Lymphoma Society. Facts 2015-2016. 2016.
2. Small D. Am Soc Hematol Educ Program. 2006;178-84.
3. Schneider F, et al., Ann Hematol. 2012;91:9-18.
4. Santos FPS, et al. Cancer. 2011;117(10):2145-2155.
5. Kainz B, et al. Hematol J. 2002;3:283-289.
6. Kottaridis PD, et al. Blood. 2001;98(6):1752-1759.
7. Wagner, et al. Haematol. 2011;96(5): 681-686.
8. Brunet, et al. J Clin Onc. 2012;30(7):735-741.

FonteDaiichi Sankyo

RITA ZINGARIELLO: “IL CANTO DELL’APE” è il nuovo album della cantautrice pugliese

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Da un’operazione di crowfounding prende forma Il disco che simboleggia il momento di forte consapevolezza maturato dall’artista, tramutato in una necessaria esigenza di raccontare l’epidermico piacere di fuggire l’ombra.

Il canto dell’ape” è un disco di ampio respiro che si colora di un sound contaminato che va a supporto di una vocalità limpida e diretta.

Le atmosfere e le influenze che hanno ispirato il disco sono tante e diverse tra loro, dal pop d’autore all’indie-rock, dalla musica dub al bluegrass, con sonorità vintage e moderne insieme, dove la costante è l’uso di strumenti acustici, uniti a un utilizzo minimale dell’elettronica, intesa come strumento aggiunto. La voce “pulita” e la semplicità dei testi conducono attraverso un viaggio fatto di verità e rinascite, dove parole e melodie si contaminano con l’aria più internazionale degli arrangiamenti.

«Il disco è stato pensato a casa mia, dove spesso scrivo in solitudine per riordinare pensieri. E’ un’azione che, oltre a farmi stare bene, è diventata la mia migliore ed unica psicoterapia.

Con questo disco ho svelato a me stessa dove sono arrivata e come ci sono arrivata.

Le canzoni sono nate con più penne, una chitarra e un pianoforte. Ho riempito fogli di parole e scarabocchi.

Ai fogli che non sono finiti accartocciati è toccato di venire catalogati in uno schedario verde mela ad anelli, da cui ho poi scelto le undici tracce di questo album.

Quando sono stata convinta di liberare in volo le canzoni ho incontrato Vincenzo Cristallo, chitarrista amico, con cui ho condiviso l’avventura dei live del mio album precedente, “Possibili percorsi”, e a cui ho deciso di affidare gli arrangiamenti di quest’ultimo disco.

L’album rispecchia quello che da oltre vent’anni è il mio rapporto con la musica: ascolti e studio, intimità e istintività.

Il vestito finale dell’album lo abbiamo confezionato nello Stones Lab Studio, dove la disponibilità e la professionalità di Leo Zagariello, che ha curato la ripresa del suono e di Angelo Nigro, che si è occupato delle programmazioni e della post-produzione del disco, hanno materializzato le nostre idee iniziali.

Il risultato è un progetto moderno, rivisitato in un’ottica crossover, in cui tanti sono i generi che si fondono con un’idea di partenza semplice ma al tempo stesso forte e di carattere». Rita Zingariello

TRACK BY TRACK

AMSTERDAM

Il testo nasce da un viaggio prenotato per caso ad Amsterdam con la volontà di ricongiungere una parte di sé col mondo. E’ estate e le strade sanno di legno e di mare in un luogo che sembra slegato dal tempo. La canzone rimanda dai primi ascolti alla piacevole invasione di colore negli occhi. La leggerezza e la semplicità volute nell’arrangiamento sono arricchite da una nota malinconica richiamata dagli archi a metà brano, quasi a voler sottolineare una più profonda volontà di trasformare i pesi del passato in ricchezza del presente.

IL CANTO DELL’APE

Le cose incompiute, la staticità di una stanza e il mondo in movimento intravisto attraverso una finestra aperta. La coscienza sopita, inaspettatamente, inizia a cantare: è arrivata la primavera, sorride ed è pronta ad uscire dalla stanza per allungare la mano a quel mondo che fino ad allora non aveva mai perdonato.

BALLO FERMA

La fretta, la curiosità, l’inutilità delle parole… Non può esserci tempo per la noia! Ballare, mangiare, parlare nel proprio unico modo, decidendo di essere solo come si è, sognando e senza arrabbiarsi mai. La cantautrice si spoglia completamente in un’ironica autobiografia. In un’atmosfera danzante e fluttuante, manifesta il suo desiderio di trovare leggerezza in quelli che si ostinano a prendersi troppo sul serio.
Durante le prove, l’abbaio ritmico e intonato di Babi, il bassotto di Vincenzo (chitarrista e arrangiatore del disco) diventa ispirazione per il ritornello e si unisce al Duni Jazz Choir di Mario Rosini. Il risultato è un mix frizzante di sonorità acustiche e ritmiche che strizzano l’occhio da un lato al rock, dall’altro alla dance.

SPALANCA

La paura ha bisogno del coraggio come il tempo ha bisogno della pazienza. Ci sono cose che ti costringono ad aspettare, anche quando stavi proprio ad un passo dal traguardo. E allora ci sono due modi per affrontare l’attesa: l’ansia e la pazienza. Così, mentre vedi gli altri tagliare il traguardo prima di te, capisci che non ha nessuna importanza arrivare primi. L’importante è godersi l’arrivo.

L’idea dell’arrangiamento è partito da una chitarra resofonica con un’accordatura aperta. Il risultato è una ballad con influenze bluegrass, in cui il ritornello si ispira al trip-pop con una vena indie-rock.

SENZA NOTA SUL FINALE

Il brano elogia la bellezza delle piccole cose. La musica crea un’atmosfera intima e confidenziale. L’atmosfera si muove attraverso una molteplicità di sonorità: partendo dalla strofa iniziale in cui la semplicità di un foglio e un guitalele richiamano il modo in cui nascono le canzoni di Rita, si passa attraverso sonorità dub e vintage fino alle chitarre western, che ricordano i film di Sergio Leone. Nella dimensione conclusiva la fisarmonica e il coro conducono in un ambientazione volutamente popolare. Sembra quasi che dalla stanza creativa ci si spostasse in una piazzetta francese a fischiettare e canticchiare il brano finito.

PREFERISCO L’INVERNO

Una chitarra flamenco vissuta di storie e una frase estratta da un testo mai completato. Non c’è niente e nessuno che possa risanare un taglio ancora aperto. L’atmosfera intima, dolce e struggente insieme, di questo brano, sembrano sospendere a mezz’aria il fluire del disco per un minuto e mezzo.

IL GIOCO DELLA NEVE

Aspettare che l’amore sia pronto a riconoscere se stesso, significa ibernare il proprio cuore, tenerlo in sospeso senza il peso della responsabilità.

Il freddo dell’indecisione, nel suo essere così invisibilmente pesante, si contrappone all’esplosione passionale del tango, lasciando intravedere il desiderio profondo di sciogliere quel ghiaccio e arrendersi al sentimento. Negli arrangiamenti il tango viene riprodotto attraverso un ritmo dubstep, una chitarra vintage e sequenze elettroniche che citano, come fossero uno strumento aggiunto, alcuni samples estratti da una delle versioni più belle di “Milonga de amor” dei Gotan Project, “Santa Maria (Del Buen Ayre)”.

SICURE SIMMETRIE

Una casa perfetta, il successo ambito e raggiunto, la sicurezza di essere in cima ed avere tutto sotto controllo, continuando a guardare in alto. Poi d’improvviso la vertigine. E’ tutto finto e il tradimento è stato solo la scoperta di una fiaba di carta, dove la dolce follia dell’amore è completamente evaporata in un ballo da troppo tempo ingessato!

L’arrangiamento mischia atmosfere psichedelico-elettroniche con i suoni acustici di chitarra e contrabbasso. La batteria dell’ultimo ritornello sembra suonata in un capannone vuoto, lontano dal resto della band, quasi a voler sottolineare il concetto di separazione e solitudine.

RIBES NERO

Non c’è arma “buona” per combattere una guerra. C’è il nero. E l’aspro e l’amaro. A volte è solo questo che vedi e senti. L’apparenza confonde il tuo essere, ti perde nel gorgo dell’incertezza e impastoia il tuo coraggio.
Reggere l’urto iniziale, andare oltre e tener duro fino in fondo, è per pochi.

Le atmosfere di questo brano richiamano ritmi R&B, quasi hip-hop, che contrastano coi suoni più pop degli strumenti solisti e del canto, fino ad unirsi con le sonorità gospel del coro finale.

SIMILI E CONTRARI

Il bisogno di piacergli prima, la paura di deluderlo poi. Infine la consapevolezza che la verità di un figlio può affondare le attese di un padre. Soprattutto se in quella verità è insediata la sua felicità. Ma i sentimenti buoni restano buoni e non devono far male. Non possono far male!

Nel ritmo mediterraneo con sonorità calde e decise, tra gipsy e reggaeton, emerge il tema dell’amore vero che, con tutta la sua bellezza, fa da scudo contro ogni insidia dettata dalla paura dell’ignoto.

IL BACIO CON LA TERRA

Un cane che gioca sotto la pioggia battente diventa ispirazione di una riflessione. Le proprie paure più intime si possono superare solo lasciandosi attraversare dal dolore. La pioggia diventa una sorta di benedizione, una specie di collante tra cielo e terra, tra quello che siamo e quello che potremmo essere, tra l’abbandono e il ritrovarsi.

Il brano è una vera e propria esperienza sensoriale, in cui ci si perde nel buon odore della terra bagnata e, tra le carezze classiche degli archi (arrangiati da Valter Sivilotti), si può gustare il faticoso raggiungimento della libertà sognata e della tanto attesa rinascita.

RISALIRE

Un testo scritto dalla cantautrice nel 2014 dopo la fine di un’importante storia d’amore. La canzone, inizialmente non prevista nell’album, è stata suonata da Rita durante una delle pause in studio di registrazione.
Affascinata da un Fender Rhodes, la cantautrice si avvicina allo strumento, suona e canta questa sua “vecchia” composizione, ignara del fatto che Leo, nella sala di ripresa, stia registrando il tutto. Durante la registrazione nessuno conosceva ancora il significato di speranza e rinascita che avrebbe assunto quel testo qualche mese dopo, così, per volontà di tutti, la canzone è stata aggiunta alla tracklist dell’album.

Etichetta: Volume!

Pubblicazione: 6 aprile 2018

BIO

Rita Zingariello, nata a Gravina in Puglia, a cavallo tra il segno della Vergine e della Bilancia.

Sin da bambina studia pianoforte, per poi avvicinarsi al canto, materia nella quale si diploma nel 2005. L’attrazione esercitata dalla musica e la necessità di “materializzare” pensieri ed emozioni, hanno reso piuttosto immediata la personale scelta di iniziare a comporre. Nel 2008 il suo primo EP da cantautrice, “E’ alba”, segnerà l’inizio di un’intensa attività di live. Nel 2012 vince il Contest “Musica è” e nello stesso anno è tra i vincitori di Sanremo rock e finalista di Castrocaro.

Negli anni seguenti sente la necessità di ampliare i suoi ascolti e avvicinare le sue produzioni a mondi diversi dal pop. Si avvicina così alla musica jazz con un progetto inedito, “Incondizionatamente”, con Daniele e Tommaso Scannapieco, Ettore Carucci e Giovanni Scasciamacchia, che ottiene numerosi consensi da parte di un pubblico più critico.

Nel 2014 arriva il suo secondo lavoro discografico, “Possibili percorsi”, con la produzione artistica di Phil Mer, pubblicato da “Digressione music”. Dal 2015 ad oggi è tra i finalisti e vincitori di vari Festival in Italia: Frequenze Mediterranee, Biella Festival, Festival della Canzone Friulana, Voci per la libertà per Amnesty International, UP, Festival dell’Alta Murgia, Red Bull Tour.

Apre, tra gli altri, i concerti di: Gino Paoli e Danilo Rea (2013), Paola Turci (2015), Mario Venuti e PFM (2016). Nel 2017 diventa protagonista di un tour dedicato ai maggiori successi di Mogol, dove è lo stesso autore a volerla al suo fianco sul palco, come interprete e cantautrice.

Da aprile 2017 comincia a lavorare al suo nuovo disco “Il canto dell’ape” e con l’amico chitarrista Vincenzo Cristallo comincia una stretta collaborazione sugli arrangiamenti dell’album.

Sceglie di produrre personalmente il disco attraverso quella che si rivelerà essere una delle campagne di crowdfunding di maggior successo registrate sulla piattaforma di Musicraiser, con oltre 200 sostenitori e un obiettivo più che raddoppiato.

L’uscita del disco ha poi subìto un’interruzione improvvisa e la forzata attesa è trascorsa attraverso un gioco, “Cover a richiesta”, che da agosto 2017 ad oggi, ha riscontrato, sui profili social dell’artista, un’importante partecipazione e numerose condivisioni.

Jogging all’aria aperta? Proteggi te stesso con gli spray difesa animale

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Lifestyle

Con l’arrivo della bella stagione cresce l’esigenza di prendersi cura della propria salute assieme al desiderio di donare al proprio corpo nuovo slancio e tonicità. E sono in molti in questo periodo ad approfittare delle giornate piacevoli per tornare a fare jogging all’aria aperta, in città come in campagna. Una scelta suggestiva ma che spesso deve fare i conti con il rischio di essere attaccati da animali molesti. La soluzione? Uno spray peperoncino per la difesa da animale.

La linea di spray a base OC professionali di Sprayantiaggressione.it pensati per la tua difesa personale, annovera anche alcuni prodotti ad hoc per chi svolge attività fisica in campo aperto. Partiamo tuttavia da un presupposto fondamentale: Sprayantiaggressione.it rispetta e ama gli animali, e per questo propone esclusivamente prodotti efficaci ed assolutamente né nocivi né dannosi per gli stessi, ma solo in grado di procurare un’inibizione visiva temporanea.

Da una parte lo spray peperoncino TW 1000 Contra Dog, un prodotto approvato dalle associazioni animaliste tedesche, che consente di fermare con certezza l’aggressione senza causare danni permanenti alla bestia colpita. Dotato di sicurezza autosbloccante e di un getto balistico di 4 metri per circa 40 erogazioni da mezzo secondo, esso è da considerarsi legale solo se utilizzato contro animali molesti: in caso contrario risulterebbe assolutamente illegale! Questo prodotto è disponibile anche con fondina, un accessorio molto utile che gli conferisce maggiore praticità e comodità di utilizzo.

E ancora più pratico e maneggevole è MACE Muzzle Canin Repellent, lo spray peperoncino repellente per animali, facilissimo da utilizzare grazie all’impugnatura ergonomica antiscivolo e al gancio da cintura che può essere usato come un classico portachiavi. Caratterizzato da un getto balistico di massimo 3 metri per circa 20 erogazioni da mezzo secondo, questo spray è sicuro, grazie alla sicura flip-top che impedisce le emissioni accidentali, e facilmente trasportabile, perché al gancio da cintura si aggiunge una praticissima fondina porta braccio inclusa.

Entrambi i prodotti illustrati, insomma, sono la soluzione più idonea ed efficace per difendersi dalle molestie di animali aggressivi senza arrecare danni permanenti, pensati per chi fa sport all’aperto (podisti, ciclisti) ma anche per cacciatori e possessori di cani di piccola taglia facilmente aggredibili.

RICCARDO D’AVINO: “PRESA D’INCOSCIENZA” è l’ep del cantautore torinese

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Non un disco di protesta verso il mondo, ma una presa di consapevolezza nei confronti di se stessi.

“Presa di incoscienza” è una vera e propria dichiarazione d’intento nei confronti della vita e della società. Il filo conduttore che lega il tutto è la consapevolezza della propria incoscienza (o coscienza, a seconda di come la si vuole vedere), sia essa caratteriale, sociale, etica.

Non è un disco di protesta nei confronti di ciò che il cantautore ha intorno – come può sembrare – ma un’autoanalisi priva di schermature ed ipocrisie in quanto egli stesso è artefice di tutto ciò che di “sbagliato” ha dentro e fuori.

«Ho sempre considerato la musica come il mio mezzo di espressione più efficace. La considero la mia migliore arma per poter veicolare il mio pensiero, le mie idee. Credo di essermi innamorato della chitarra fin da piccolo, tra le cassette dei Led Zeppelin di mio padre in macchina e le chitarre che sentivo ogni domenica in chiesa a messa. A 13 anni, finalmente, mi feci regalare la mia prima acustica per Natale. Da quel momento in poi, non ho più abbandonato questo strumento. Sono arrivati i primi insegnanti, le prime chitarre elettriche, poi i primi gruppi, le prime canzoni. A 18 anni invece, mi sono innamorato dello strumento voce. E’ stato in quel periodo che ho iniziato a sentire l’esigenza di cantare. Cantavo sempre, per strada, in classe, a casa. Urlavo, a dire il vero, ma sentivo che era un’altra cosa di cui avevo bisogno, che mi faceva stare bene. Ho iniziato a prendere lezioni di canto. Poi, quasi subito, a propormi anche come cantante nei gruppi in cui suonavo. Alla fine, ho deciso di cantare da solo le cose che scrivevo. Mi è sempre piaciuta tanta musica diversa, anche se sicuramente la mia passione è incentrata sul rock e sulla canzone d’autore. Da non trascurare comunque il mio passato, in cui ero un grande ascoltatore di metal prima e di alternative rock e punk dopo». Riccardo D’Avino

TRACK BY TRACK

“Tutto nel mio nome, primo singolo estratto, primo singolo estratto, parla di come siamo noi stessi gli artefici, anche indiretti, di tutto il male che abbiamo intorno e di cui spesso ci lamentiamo o indigniamo: le guerre, le ingiustizie sociali, lo sfruttamento di cose e persone”.

“Inno alla noia è una canzone che indica la noia come il principale collante di una relazione, elevandola ad un nuovo sentimento. E’ dedicata a tutte le coppie che si sentono a proprio agio nella loro monotonia, per paura di troncare una relazione comoda, anche se vuota, per non rimanere soli”.

“In Ti aspetto invece immagino l’amore verso una persona come una continua attesa, che può durare anche una vita intera. Si “aspetta” qualcuno perchè non lo si conoscerà mai abbastanza, perchè chi amiamo davvero avrà sempre qualcosa di nuovo da donarci, ogni giorno”.

“Mediocre coscienza è la mia stessa coscienza che mi parla, attraverso tutte quelle cose e persone che ci bombardano di adrenalina, bisogno di affermazione, voglia di strafare. Mi dice che la mia vita serena e da persona onesta non è abbastanza e che dovrei scrollarmi di dosso tutta questa mediocrità, fare sempre il passo più lungo della gamba. Solo così potrò salvarmi”.

“Uno di questi giorni è una canzone in cui metto a nudo tutte le mie ansie, il mio senso di inadeguatezza, la mia paura di essere sempre troppo lento rispetto alla velocità del mondo. E’ un brano in cui parlo di tante cose che vorrei fare o vivere, anche se non so bene quando”.

“Il disco si chiude con Non dormi ancora, un brano scritto proprio una notte in cui, assalito dalle mie preoccupazioni, non riuscivo a dormire. La mia testa era in guerra con sé stessa. Non importava se il giorno dopo avrei avuto da fare o mi sarei dovuto alzare presto. Quella notte la mia anima si stava guardando allo specchio e si sentiva brutta. Non poteva certo permettersi di andare a riposare.

È questa la canzone ideale per essere posta al fondo del disco, perché è con essa che la “presa d’incoscienza” è definitivamente compiuta”.

Autoproduzione

Pubblicazione album: 30 marzo 2018

BIO

Riccardo D’Avino è un cantautore proveniente da Torino, dove è nato il 9 novembre 1986.

Fin da piccolo si appassiona a vari generi musicali ed in particolar modo alla canzone d’autore. Dopo aver suonato in varie band locali, inizia il suo percorso solista nel 2009, pubblicando il suo primo EP “Fuggire e ritornare”.

A questo lavoro fa seguito una forte attività live e nel 2010 viene notato dall’etichetta Can Can Music Publishing, che lo ripubblica e produce il videoclip di “Due o tre cose che so di te”, singolo tratto dall’EP.

Negli anni successivi, prosegue il percorso del cantautore con l’etichetta, che lo presenterà al Festival di Castrocaro nel 2012 (dove arriverà in semifinale) e alle selezioni di Sanremo Giovani 2013, con il brano “E fine non avrà”, che uscirà come singolo nello stesso anno. La canzone entra in rotazione in diverse radio indipendenti e approda nella “Indie Music Like”, nota classifica musicale stilata dal MEI e dedicata ai brani più trasmessi dalle radio indie. Nel 2014, Riccardo pubblica un nuovo singolo, “C’è qualcosa che non va”, che riscuote un ottimo successo sul web, grazie ad un videoclip divertente ed ironico. Sarà il preludio per il suo primo album, “Ritorno al silenzio”, uscito nel 2015 e contenente 10 brani, tra cui il nuovo singolo “Maledetta domenica”, forse la sua canzone più conosciuta ed apprezzata ad oggi. Al disco ha fatto seguito un tour in diverse regioni d’Italia, che ha contribuito a rendere Riccardo più popolare nel panorama underground italiano. Forte di questi risultati, a fine 2017 Riccardo registra il suo nuovo album “Presa d’incoscienza”. Il disco è stato finanziato con una campagna di crowdfunding su Musicraiser, che ha confermato la fedeltà dei suoi fan. “Presa d’incoscienza” uscirà il 30 marzo 2018, insieme al singolo di lancio “Tutto nel mio nome”.