Archivio per 13 aprile 2018

Consumi: gli italiani tracciano ancora le spese con l’agenda cartacea

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia, Lifestyle

Tenere traccia delle spese è il primo passo per risparmiare e per avere un controllo preciso delle uscite e, infatti, il 67% degli italiani dichiara di farlo. Lo strumento preferito per non perdere di vista le proprie finanze familiari, usato da oltre 11,2 milioni di persone, è però ancora la cara vecchia agenda cartacea. Questo uno dei dati emersi dall’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research che, con l’ausilio di Norstat, ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione italiana per scoprire come si comportano le famiglie quando si tratta di monitorare le spese domestiche.

Carta e penna battono PC e smartphone

A tenere traccia delle proprie spese familiari, secondo l’indagine di mUp per Facile.it, sono soprattutto i residenti nel Nord Ovest (72,9%), seguiti da quelli del Nord Est (70,9%). Leggermente più lontani, ma comunque assai propensi a non perdere il controllo dei budget familiari, gli italiani che vivono al Sud e nelle isole (63,5%); ultimi i residenti del Centro Italia (62,9%).

Quando agli intervistati si pone la domanda «In che modo tenete traccia delle spese familiari?» il verdetto è altrettanto chiaro ma, per alcuni versi, sorprendente. Se la tecnologia pervade ormai quasi ogni ambito della vita quotidiana, quando si tratta di “farsi” i conti in tasca l’analogico è ancora preferito e carta e penna sono indicati come strumento usato per tracciare le spese di casa dal 38% dei rispondenti. Il PC, e in particolare il foglio elettronico, si piazza al secondo posto, scelto dal 31% degli italiani.

Resiste al terzo posto un’altra buona abitudine analogica, conservare gli scontrini, che raccoglie il 24% delle risposte; la tracciatura delle proprie spese tramite smartphone o app, per ora, è usata solo dal 7% degli intervistati.

Ancora una volta la geografia del risparmio si differenzia e se i più inclini ad usare l’agenda cartacea sono i residenti del Meridione e delle Isole (43,6%), al Nord Est la modalità preferita per monitorare le spese è il foglio elettronico (34,4%). Il Centro Italia è l’area del nostro Paese in cui è più comune conservare gli scontrini dei propri acquisti (27,7%), mentre è ancora il Nord Est a dimostrare una spiccata propensione alla tecnologia con la più alta percentuale di rispondenti che si serve di app e smartphone per monitorare le spese di casa (8,9%).

A livello nazionale, a tenere traccia delle spese sono soprattutto le donne (68%), sovente più attente ai budget familiari, e per loro la preferenza per l’agenda cartacea è ancora più marcata (43% vs 37% del campione maschile).

Gli adulti di mezza età sono i più inclini al controllo delle spese

I dati, se analizzati da un punto di vista demografico, raccontano una realtà più frammentata. Guardando alle fasce di età, la più incline a tracciare le spese domestiche è quella di coloro che hanno tra i 45-54 anni (il 71% ne tiene traccia), seguiti dai giovani nella fascia 18-24 che, forse alle prese con i primi stipendi e i primi conti da far quadrare, appuntano le spese nel 69% dei casi. Mentre sono gli over 65 le persone che, in percentuale, sembrano meno propense ad annotare le uscite (61%).

Guardando a come si comportano i diversi tipi di nuclei familiari emerge che le coppie senza figli tengono traccia delle spese con meno frequenza rispetto a chi ha figli, siano questi maggiorenni o, soprattutto, minorenni (rispettivamente 66%, 72% e 73%). I single risultano essere quelli che, in percentuale, tendono ad annotare meno le spese (64%).

* Metodologia: n.1.355 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite l’invio di un’email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. Indagine condotta fra dicembre 2017 e marzo 2018.

Quando il CIBO è filo conduttore di un incontro

Scritto da Fausto Faggioli il . Pubblicato in Turismo

“Hospitality management” e “Restaurant business” sono due Corsi biennali post-diploma attualmente in svolgimento a Jesolo (VE) che hanno l’obiettivo di creare profili professionali con competenze tecniche all’avanguardia adeguate alle esigenze del settore turistico ricettivo. Organizzati dalla Fondazione ITS Turismo di Jesolo (VE), composta da Scuole, Università, Imprese, Enti locali e di Formazione, permetteranno ai futuri manager di relazionarsi con il mondo dell’impresa, confrontandosi con le strategie che trasformano le risorse e le attrattive del territorio in offerte e prodotti turistici integrati e organizzati.  Enrica Scopel è la direttrice ITS Jesolo (VE), i percorsi formativi sono coordinati da Maria Carla Furlan.

E’ stata una giornata di formazione alle Fattorie Faggioli di Cusercoli (FC) a permettere ai giovani di rendersi conto che l’intera relazione con la “destinazione ospitale”  deve essere sempre più condivisa tra entrambi i sistemi, pubblico e privato.

Fabrizio Vimari, CAT Ascom Servizi Forlì, che il gruppo ha incontrato nella sede forlivese di Confcommercio: “In questo 2018 anno nazionale del cibo italiano siamo in particolare sintonia con i vostri Corsi, avendo promosso il progetto “Il Cibo nei Borghi Ospitali”. Un progetto che sostiene forme di “rete” fra tutti gli operatori economici appartenenti a diversi settori e che dedicherà particolare attenzione al grande potenziale dei Borghi Autentici delle valli forlivesi. E’ un incontro di sinergie, spinte propulsive, di idealità nelle quali il talento dei futuri professionisti del turismo avrà un ruolo importante per la loro capacità d’innovazione anche nel settore digitale.”

“Il turismo – sottolinea Fausto Faggioli, docente nell’ambito del Corso – è una risorsa strategica per i piani di sviluppo di ogni Paese, Italia inclusa naturalmente che  fino a metà anni ’90 era la seconda destinazione turistica del pianeta con una quota del 7% e oggi si ritrova ad essere la 5° destinazione con una quota del 4,2%. Per invertire questa tendenza servono giovani preparati e “talentuosi” perché questo, in definitiva è un settore in cui tutti abbiamo “una parte”, “un ruolo” più o meno intercambiabile di operatore, viaggiatore, turista.”

“Un territorio – aggiungono Enrica Scopel, direttrice formazione ITS Jesolo ITS e Maria Carla Furlan, coordinatrice – è un insieme di fattori strettamente interconnessi che trasmettono conoscenza e settori come il turismo, l’accoglienza, la cultura, i servizi alla persona sono giacimenti di sviluppo economico e benessere da mettere a frutto. Questi percorsi formativi sono infatti strutturati ai fini di permettere ai giovani di esprimere il proprio valore nel mondo dell’impresa.”

Termina il gruppo dei giovani manager: “Siamo pronti a investire su noi stessi per valorizzare la destinazione e i suoi prodotti d’eccellenza con un sistema innovativo e per una riscossa del turismo nel nostro territorio.”

 

ARTE – Al Museo Emilio Greco di Catania la mostra delle artiste Nelly D’Urso e Antonella Serratore curata da Fortunato Orazio Signorello.

Scritto da Accademia Federiciana il . Pubblicato in Arte

Dopo il grande successo della mostra d’arte contemporanea “Art today” (che alla sua settima edizione ha visto protagonisti 43 artisti) l’Accademia Federiciana dal 7 al 15 aprile 2018 propone, presso il prestigioso Museo Emilio Greco di Catania (piazza San Francesco d’Assisi, 3), una mostra bipersonale, dal titolo “Contrasti cromatici”, delle artiste siciliane Nelly D’Urso e Antonella Serratore.

Per questa mostra, che è stata promossa come primo evento del VII Festival siciliano della Cultura, il critico d’arte Fortunato Orazio Signorello ha selezionato, con una particolare predilezione per quelle di piccolo e medio formato, 60 opere di grande impatto visivo che ripercorrono alcune tappe salienti degli ultimi anni dell’attività artistica delle 2 valide artiste; vincitrici nel 2015 a Grosseto del prestigioso “Premio GrossetoVisionArt”, riconoscimento che è stato conferito – selezionati su ben 2.500 – a 80 artisti contemporanei di 18 regioni italiane.

Realizzata in collaborazione con la Kritios Edizioni (che ha editato le pubblicazioni monografiche sulle 2 artiste, curate da Fortunato Orazio Signorello, che supportano la mostra), la mostra propone opere (oli, pastelli, tecniche miste) che rappresentano – evidenziando una ricerca sperimentale a largo raggio e l’attuazione di uno stile personalizzato ben riconoscibile – il raggiungimento dei loro obbiettivi creativi.

La mostra è visitabile da lunedì a sabato dalle 9 alle 19, domenica dalle 9 alle 13. L’ingresso è libero.

Non Solo Sconti e Offerte: Tappeti Moderni, Lavaggio e Restauro

Scritto da miriam leone il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Molti showroom e negozi online specializzati in vendita di tappeti spesso annunciano nuove collezioni o singoli tappeti moderni in offerta. Tra i tappeti più rinomati e apprezzati troviamo tappeti moderni, orientali e kilim, interamente annodati a mano di antica, nuova e vecchia manifattura. Provengono da Iran, Turchia, India, Caucaso, Pakistan e Afghanistan.

I Vantaggi di Comprare Tappeti Online

Acquistare online è semplice e ha il vantaggio di permetterci di trovare velocemente il tappeto che stiamo cercando: tappeti con fantasie floreali, motivi caratterizzati da texture corposa o dalla delicata scultura a rilievo dei dettagli del disegno, con o senza effetto vintage (che oggi va molto di moda non solo per tessuti ma anche per i tappeti). Online si trovano tappeti di ogni forma, anche rotondi: perfetti per chi vuole portare un tocco di originalità alla casa e creare un’isola colorata sul pavimento. Un tappeto rotondo o dalle forme morbide è inoltre perfetto in un arredo minimalista, stile che valorizza i tappeti rotondi perché capaci di smorzare gli spigoli tipici dei mobili minimal.

I migliori tappeti moderni e contemporanei vengono ancora oggi annodati a mano e colorati con tinte vegetali donando così qualità e valore al manufatto. Oggi quindi i tappeti annodati a mano combinano rispetto per le tradizioni antiche e gusto estetica moderno. I tappeti contemporanei e di design si trovano infatti di tutte le forme e di tutti i colori, possono avere pattern geometrici, decorazioni floreali, possono ispirarsi alla natura o a soggetti astratti: ciò rende i tappeti moderni molto versatili e facilmente integrabili in diversi tipi di arredo dal design più moderno e minimal all’antico o vintage.

Ecco qualche consiglio di arredamento: se il vostro è un soggiorno classico, sobrio e semplice e desiderate ravvivare lo stile, scegliete un tappeto dai colori accesi o create contrasto tra i mobili e il tappeto, magari con un tappeto floreale rotondo tra il divano e la televisione. In cucina anche la funzionalità ha un ruolo importante: per la cucina classica un tappeto moderno di ispirazione classica darà un tocco di personalità ed eleganza. Un trittico di tappetini con decorazioni geometriche o astratte sarà invece ideale da utilizzare come scendiletto in camera da letto. Per il bagno infine vi consigliamo un tappetino con antiscivolo, magari con decorazioni astratte e colori vivaci.

Non Solo Spedizioni Gratuite: Lavaggio e Restauro di Tappeti

Molti e-commerce offrono spedizioni gratuite: leggete bene il sito prima di effettuare l’acquisto per essere sicuri dei costi delle spedizioni, se avete diritto a ulteriori sconti per il vostro primo acquisto o se possedete codici promozionali. Il consiglio migliore è trovare un portale fidato, meglio se si tratta di un’azienda con showroom fisico, che offra anche un accurato servizio post vendita di lavaggio e restauro. Tanti e diversi sono i danni che si possono creare nel tempo alle frange o al vello del tappeto. Per preservare e conservare al meglio il proprio tappeto è bene pulirlo e spazzolarlo regolarmente ma non tutte le macchie si possono togliere a casa. Per questo assicuratevi che il vostro negozio di fiducia offra anche servizi di lavaggio di tappeti annodati a mano.

Non resta che augurarvi buon shopping!

La Real Casa Savoia conferisce

Scritto da Sabros il . Pubblicato in Italia

Il titolo di Dama dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro  alla Dottoressa Sara Roveggia. E’ stata insignita da Sua Altezza Reale il Principe Vittorio Emanuele Duca di Savoia, Gran maestro dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro per l’impegno profuso e la dedizione al lavoro dimostrata nella sua carriera .

La dottoressa Sara Roveggia Adilardi ,nata a San Bonifacio Verona, 43 anni, Dirigente della Sanità privata ,Consorte del Console della Repubblica di Capo Verde in Italia. E’ stata insignita dell’Onorificenza di Dama dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro per l’impegno profuso e la dedizione al lavoro dimostrata nella sua carriera dirigenziale . Nel corso della Sua prestigiosa carriera professionale, ha profuso un incondizionato impegno nell’espletamento di sempre più alti incarichi, individuando soluzioni sempre brillanti ed originali.

A consegnare il prestigioso riconoscimento Sua Altezza Reale il Gran Maestro in occasione del Capitolo Generale .

L’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro conta oggi circa tremila membri, tra Cavalieri e Dame, distribuiti in 33 Paesi nel mondo ove è presente con qualificate Delegazioni regionali e nazionali guidate da S.E. il Gran Cancelliere Cav. Gr. Cr. Nob. Dr. Johannes Niederhauser e con le Opere Ospedaliere presiedute da S.A.R. la Principessa di Napoli . Oggi l’Ordine continua a ricevere i membri della nobiltà Italiana ed Europea, aperto anche a quanti si siano particolarmente distinti nel mondo delle scienze, della letteratura, dell’arte, dell’industria e degli affari, purché condividano le finalità umanitarie e filantropiche proprie dell’Ordine

Gabriele Moretti: “Che fine ha fatto il metodo sperimentale?”

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Tecnologia

Gabriele Moretti evidenzia come sia necessario per il mondo scientifico, nell’ambito della fusione fredda, una revisione dei pregiudizi teorici

Gabriele Moretti

Gabriele Moretti: “La scienza abbandoni i pregiudizi dell’attuale teoria sulla fusione fredda”

Prima della rivoluzione scientifica – spiega Gabriele Moretti nel suo blog “Diario di un futuro inventore” – la nostra specie trovava il limite di ciò che è possibile nei dogmi religiosi e nelle leggi dei sovrani. L’avvento del metodo sperimentale ha permesso all’umanità di uscire da un mondo fatto di credenze e magia: la scienza ci ha portato così a mettere in discussione ciò che sapevamo e credevamo fosse vero. Oggi sono proprio gli scienziati a insegnarci quali sono questi limiti, partendo dall’osservazione dei fenomeni e sviluppando teorie la cui veridicità è sempre messa in discussione. Alla fine degli anni ’80, due studiosi statunitensi (Martin Fleischmann e Stanley Pons) annunciarono alla comunità scientifica di aver trovato il modo di far avvenire la cosiddetta fusione fredda. Il tutto, chiarisce Gabriele Moretti, attraverso: “Un nuovo modo di estrarre energia dagli atomi, senza il rischio radioattivo della fissione e a condizioni di temperatura e pressione gestibili in un’apparecchiatura da scrivania”. Gli esperti misero da subito in discussione i risultati della loro ricerca, in quanto risultava in contrasto con le teorie ancora oggi universalmente accettate, col risultato che entrambi gli scienziati furono stigmatizzati e infangati, tanto che alla fine Fleischmann venne cacciato dalla Royal Society, istituzione prestigiosa di cui era membro da diverso tempo.

“Concedere il beneficio del dubbio”. L’opinione di Gabriele Moretti

Il fatto che gli attuali modelli di fisica quantistica siano riusciti a prevedere l’esistenza di particelle subatomiche prima ancora della loro osservazione, sottolinea Gabriele Moretti, certo non aiuta la comunità scientifica a mettere in discussione le proprie convinzioni. Anche l’apparizione di personaggi ambigui, spesso mossi dalla ricerca di fama e denaro facile, certo non ha aiutato a costruire un’immagine edificante della teoria della fusione a freddo. Eppure, osserva l’aspirante inventore e imprenditore piemontese: “Migliaia di volte è stato confermato il fenomeno del calore in eccesso e delle trasmutazioni e molte ricerche sono state pubblicate”. Il pericolo, sempre secondo Gabriele Moretti, è che come già successo in passato, la comunità scientifica ignori la possibilità di concedere il beneficio del dubbio: “In fondo una nuova fonte di energia pulita ed inesauribile mi sembra un buon motivo per abbandonare i pregiudizi dell’attuale teoria e per indossare di nuovo le lenti curiose e laiche della scienza”. Nel 1808 un chimico inglese, John Dalton, asserì l’impossibilità di trasmutare gli elementi, ricerca inseguita per millenni dagli alchimisti di tutto il mondo. Un secolo dopo la stessa scienza provò che lo studio britannico aveva torto: Rutherford eseguì nel 1919 la prima trasmutazione artificiale in laboratorio, dimostrando a tutti quanto il metodo sperimentale fosse valido: “Gli alchimisti avevano ragione!”.