Archivio per 18 gennaio 2018

Sperimentare finish stravaganti per sconfiggere il grigiore invernale

Scritto da HALO COMUNICAZIONE il . Pubblicato in Aziende, Beauty & Wellness

Pennellate di colore che attraversano le lunghezze o che partono dalla radice, extension che creano ironici mix cromatici, raccolti cotonatissimi e dal mood vintage.

Viola, rosa, azzurro, grigio, verde menta, Tiffany risaltano sulle acconciature di famose star come Katy Perry, Rihanna, Nicole Richie, Rita Ora, Cara Delevingne ispirando finish e costruzioni da riadattare anche a contesti lontani dai riflettori e dai red carpet, da portare con disinvoltura tutti i giorni per una buona dose di energia. A chi ama sperimentare, la moda capelli regala un trionfo di colori eccentrici.

In linea con le tendenze, Revivre Chromatherapy lancia la nuovissima collezione Accentuatori. Nuance che possono essere utilizzate pure o miscelate per regalare maggior vitalità e forza al colore.

I nuovi Accentuatori Chromatherapy, come tutti i prodotti Revivre, hanno un prezioso formulato rispettoso della cute e dei capelli. Questi prodotti, molto tecnici e versatili, assicurano colori brillanti e risultati stabili nel tempo e sono studiati per tonalizzare, ripigmentare, intensificare il colore dei capelli o per essere utilizzati come controcolore.

La texture cremosa degli Accentuatori rende facile la miscelazione e la successiva applicazione.

I PLUS DEGLI ACCENTUATORI CHROMATHERAPY
  1. senza ammoniaca
  2. profumazione neutra
  3. crema morbida facilmente applicabile e miscelabile
  4. colori brillanti
  5. prolunga la durata del colore
  6. risultati stabili nel tempo
  7. prodotto estremamente tecnico e versatile
  8. nuance miscelabili tra loro per ottenere sfumature più calde o più fredde
  9. per creare tonalità pastello si possono miscelare i vari correttori con 0,00 neutro Chromatherapy in % variabili a seconda dell’intensità desiderata
MODALITA’ DI UTILIZZO

Tonalizzazione

Per recuperare la tonalità di riflesso ormai persa: miscelare l’Accentuatore desiderato con Developer Emulsione Ossidante Cremosa 10 volumi (1+1) applicando velocemente e lasciando in posa qualche minuto fino al raggiungimento del riflesso desiderato. Per cambiare il colore con effetti moda molto accessi: miscelare la quantità necessaria dell’Accentuatore con Developer Emulsione Ossidante Cremosa 10 volumi a pari dose (1+1) applicare sulle zone schiarite lasciando in posa da 20 a 30 minuti. È possibile utilizzare la fonte di colore per ridurre i tempi di posa 10/15 minuti.

Ripigmentazione

Applicare l’Accentuatore desiderato senza Developer Emulsione Ossidante sulle zone chiare. Asciugare il prodotto con phon o fonte di colore secca. Risciacquare eseguendo un leggero shampoo.

Intensificazione

Miscelare Accentuatore Chromatherapy da 1 a 20 gr con 50 gr del colore desiderato. Aggiungere Developer Emulsione ossidante Cremosa 20/30/40 volumi considerando la diluizione del colore che si desidera utilizzare, senza calcolare i grammi dell’Accentuatore scelto.

Controcolore

Aggiungere da 1 a 20 gr di Accentuatore nella miscela che si deve utilizzare.

  1. A) Verde – Blu per neutralizzare Rosso e Arancio, Blu e Viola per neutralizzare il Giallo
  2. B) Applicare Accentuatore puro Verde/Blu per neutralizzare un colore artificiale acceso intenso (rosso-rame)

NB: Non calcolare l’Accentuatore nella diluzione con Developer Emulsione Ossidante Cremosa.

www.revivre.it

OTTO FRANK, PADRE DI ANNA di David de Jongh-per il Giorno della Memoria

Scritto da Muni CYTRON il . Pubblicato in Cultura, Film

rassegna il giovedì… DOCUDÌ cinema documentario al museo Colonna

dal 28 dicembre 2017 al 10 maggio 2018 presso il Museo d’arte moderna Vittoria Colonna in via Gramsci 1, Pescara

INFO, sinossi, schede, trailer alla pagina http://www.webacma.it/docudi-2017 e sulla pagina Facebook http://www.facebook.com/AssociazioneACMA

Giovedì 25 gennaio 2018 ore 17.30 (per il Giorno della Memoria)
ANTEPRIMA REGIONALE
OTTO FRANK, PADRE DI ANNA di David de Jongh

In ricorrenza del Giorno della Memoria, sarà proiettato il film di David de Jongh dal titolo: ‘Otto Frank, padre di Anna”. (Paesi Bassi, 2010, 75’)
La storia di Anna Frank la si conosce fin troppo bene, ma è quella del padre, a lei devotissimo, a restare per lo più sconosciuta.
Ad accendere i riflettori sulla vita di Otto ci pensa il docufilm, come un puzzle di ricordi, fatto di tanti piccoli pezzi, che viene messo assieme in una sequenza serrata e commovente. “Voglio continuare a vivere anche dopo la mia morte”, scrive Anna, che riuscì nell’intento per voce e mano del padre, Otto Frank, testimone e militante della memoria fino in ultimo.

Presentato al “International Documentary Filmfestival Amsterdam” e al “San Francisco Jewish Film Festival”.
Sito ufficiale http://www.pvhfilm.nl/ottofrank

Evento Fb https://goo.gl/kv2egu

Locandina http://www.webacma.it/wp-content/uploads/2017/03/2018_01_25_docudì_otto_frank.jpg

Manifesto http://www.webacma.it/wp-content/uploads/2017/03/2018_01_25_Otto-Frank-padre-di-Anna-Docudì.jpg

Trailer https://youtu.be/3vjajGBdsSk

Comunicato Stampa http://www.webacma.it/wp-content/uploads/2017/03/2018_01_17_ComStampa_Docudi_3.pdf

Press-Kit http://www.webacma.it/wp-content/uploads/2017/03/Press-Kit.pdf

Intervista ad Otto Frank, sulla pubblicazione del diario della figlia Anna, conduce Arnoldo Foà (RAI STORIA, 1967) https://youtu.be/GArypwLs5TM

#AnnFrank #Shoah #giornatamemoria2018 #antisemitismo
#ACMA #Docudì #AbruzzoDocFest

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Pescara e l’associazione A.C.M.A. (Associazione Cinematografica Multimediale Abruzzese), in collaborazione con il Festival del documentario d’Abruzzo – Premio internazionale Emilio Lopez, hanno organizzato la rassegna “il giovedì… DOCUDÌ cinema documentario al museo Colonna”.

La Rassegna si svolge a Pescara presso il Museo d’arte moderna Vittoria Colonna in via Gramsci 1 e cercherà di garantire il più possibile la presenza in sala dei registi e autori delle opere. Le proiezioni saranno gratuite e aperte al pubblico, e si svolgeranno nel periodo dicembre 2017 – maggio 2018.
I documentari sono stati selezionati tenendo conto non solo del tema affrontato ma anche delle loro caratteristiche strettamente cinematografiche. Si è cercato di scegliere opere di qualità, rivolgendo un’attenzione particolare di volta in volta alle tematiche diverse che spaziano dall’arte al sociale, dalle problematiche ambientali alla multicultura, al documentario d’inchiesta.

Le proiezioni proseguiranno sino al 10 maggio 2018, tutte di giovedì, con il seguente calendario:
– 8 febbraio 2018 ore 17.30 AL DI LA’ DELL’UNO di Anna Marziano
– 22 febbraio 2018 ore 17.30 da definire
– 8 marzo 2018 ore 17.30 LOOKING FOR FLOWERS IN ISLAMABAD di Simona Seravesi e Nicola Lucini (per la giornata internazionale della donna) saranno presenti gli autori Simona Seravesi, Nicola Lucini e Antonella Bertolotti
– 22 marzo 2018 ore 17.30 APPENNINO di Emiliano Dante (sarà presente il regista)
– 5 aprile, 19 aprile e 10 maggio 2018 ore 18.00 da definire

Qualche giorno prima della proiezione verrà inviata una Newsletter con indicati titolo e scheda del film in programma.

L’Associazione invita a utilizzare la mail info@webacma.it per farsi inserire tra i destinatari della Newsletter e per comunicare come si preferisce riceverla. Ovvero se tramite email (indicandola) o tramite WhatsApp (indicando il numero di telefono).
L’Associazione ricorda che in occasione delle proiezioni è possibile Iscriversi / Rinnovare l’iscrizione alla Associazione ACMA per l’anno 2018.

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Otto Frank, padre di Anna – Otto Frank, father of Anne di David de Jongh
Paesi Bassi – 2010 – 75′

Anteprima regionale

Sopravvissuto ad Auschwitz, nel giugno del ‘45 Otto Frank ritorna ad Amsterdam, dove entra in possesso del diario della figlia Anne, morta solo pochi mesi prima.
“Quello che leggo” – racconta – “è così emozionante, ed è per me una rivelazione: in queste pagine scopro una Anna completamente diversa dalla bambina che ho perso”.
Gli amici ne sono profondamente commossi, e insistono perché lo pubblichi. Come unico superstite della famiglia Otto sente tutta la responsabilità di rendere pubblico il diario: cosa fare delle parti che Anne intendeva restassero private, delle scene sessualmente esplicite, dei diverbi tra Anne e la madre? Attraverso la lettura e l’edizione Otto sviluppa un nuovo rapporto con Anne, consacrando il resto della sua vita alla memoria della figlia, fino a rendere Il diario di Anna Frank uno dei libri più letti al mondo.

Varvel: una soluzione specifica per ogni esigenza

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Industria

I riduttori a vite senza fine delle Serie RS e RT di Varvel sono l’esempio più significativo della grande versatilità della gamma, testimonianza diretta della grande competenza tecnica del Gruppo emiliano.

Dal 1955 il Gruppo Varvel, specializzato nell’ideazione, nella produzione e nella commercializzazione di riduttori meccanici di velocità, mette al servizio della clientela un’ampia gamma di soluzioni tecnologiche per molteplici applicazioni in numerosi settori dell’industria.

In oltre sessant’anni, con un’attenzione primaria sempre orientata alla ricerca di innovazione, il Gruppo ha maturato la capacità di rispondere a tutte le esigenze della clientela internazionale, personalizzando il prodotto per lo specifico utilizzo previsto.

Chiaro esempio di questa attitudine alla ricerca della soluzione più idonea per ogni circostanza è la versatilità della gamma di riduttori a vite senza fine. Gli elementi costitutivi di questi prodotti sono fondamentalmente tre: la carcassa, la vite senza fine e la corona. Proprio sulla corona sono disponibili numerose varianti, ciascuna propriamente indicata in determinati contesti applicativi.
Per ottimizzare le risorse economiche ed evitare un utilizzo superfluo del bronzo, metallo prezioso e conseguentemente costoso, Varvel ha da tempo iniziato a realizzare corone costituite da due elementi, in cui il bronzo viene impiegato solo dove serve: la corona standard si compone di un mozzo di supporto, normalmente realizzato in ghisa, e di un riporto in bronzo, ovvero l’anello su cui viene praticata la dentatura che permette il funzionamento degli ingranaggi. Così facendo si ottiene un riduttore a vite senza fine che può essere utilizzato nella maggioranza delle normali applicazioni presenti sul mercato. Ci sono però settori di utilizzo in cui il mozzo standard in ghisa grigia potrebbe risultare non sufficiente per le prestazioni necessarie.

Laddove si richiede una maggiore resistenza, Varvel realizza corone con il mozzo in ghisa sferoidale, una lega più performante rispetto a quella standard, ideale per applicazioni più pesanti.

Nelle tecnologie impiegate nell’industria alimentare o in tutte le operazioni legate al settore navale o marino, il mozzo in ghisa non è adeguato a causa della forte ossidazione ambientale: i macchinari per il trattamento di sostanze alimentari vengono opportunamente lavati con solventi igienizzanti molto aggressivi e in prossimità del mare l’atmosfera è troppo ricca di cloruri. In questi settori, per ovviare al problema dell’ossidazione, vengono realizzate corone con il mozzo in acciaio inox.

In tutte le altre situazioni in cui si richiede una maggiore resistenza e in cui la ghisa sferoidale non è utilizzabile, per produzioni limitate, Varvel realizza anche mozzi di supporto in acciaio normalizzato o bonificato.

Le possibilità di personalizzazione e adeguamento della corona si estendono anche al riporto in bronzo, la parte che viene adattata attraverso il processo di dentatura per ingranare e permettere il funzionamento del riduttore. Normalmente viene usata una lega di bronzo con l’aggiunta di piombo: questo metallo favorisce la malleabilità nella fase di produzione attraverso il processo fusorio, riducendo i tempi e aumentando quindi l’efficienza produttiva. In situazioni standard il riporto in bronzo con il piombo soddisfa le esigenze per le normali applicazioni.

Anche in questo caso, in base alle diverse circostanze possono essere necessarie delle soluzioni più adatte agli scopi previsti. Andando a cambiare la lega di bronzo si ottengono prestazioni differenti. Per incrementare la trasmissione di coppia, aumentare la resistenza alla compressione e all’urto e rallentare il processo di corrosione vengono utilizzati riporti in bronzo contenente nichel. Per applicazioni con corone più grandi e dove si prevedono urti molto violenti, dovuti a carichi molto alti e forti sollecitazioni, si utilizzano riporti in bronzo contenente alluminio, denominanti anche BRAL. Questa lega riduce le probabilità di rottura dei denti anche sotto colpi molto violenti e improvvisi, riducendo contemporaneamente i rischi di fermo macchina per riparazione o sostituzione del riduttore a vite senza fine.

Esistono anche contesti applicativi in cui non c’è la possibilità di utilizzare corone composite, ma l’unica possibilità è quella di ricorrere a corone integrali per riduttori a vite senza fine. Per ambienti molto ossidanti – ad esempio l’industria alimentare o gli ambienti marini, come detto sopra – normalmente viene impiegata una corona integrale realizzata interamente in bronzo: si tratta sicuramente di un componente più costoso, ma garantisce un’alta resistenza alla corrosione. Questo tipo di soluzione si utilizza per produzioni dedicate e di nicchia.

Un’alternativa meno onerosa, tuttavia con alcune limitazioni di applicazione, è quella delle corone integrali realizzate in ghisa: quest’ultime possono essere impiegate soltanto in contesti caratterizzati da velocità periferica molto lenta, entro i 2.5 metri al secondo, a causa dell’accoppiamento della corona con l’acciaio e quindi al rischio di danneggiamento.

Questa grande varietà di soluzioni studiate soltanto per la gamma di riduttori a vite senza fine, dimostra innanzitutto la grande versatilità di questi prodotti, perfettamente impiegabili in diversi contesti applicativi. Inoltre è una testimonianza delle grandi possibilità di personalizzazione che Varvel offre alla clientela, seguendo una filosofia di progettazione e produzione che sviluppa la soluzione più adeguata per ogni esigenza specifica: la conoscenza approfondita dei vari settori del mercato permette al Gruppo Varvel di interpretare al meglio ogni richiesta e di rispondere con prodotti in grado di risolvere problematiche specifiche puntando su efficienza, attenzione ai costi e valorizzazione delle funzionalità della macchina finale.

Varvel SpA – Via 2 Agosto 1980, 9 – Loc. Crespellano, 40053 Valsamoggia (BO) – Italy – Tel. +39 051 6721811 – Fax +39 051 6721825 – varvel@varvel.com
Ufficio Stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna – Tel. 0514450204 – Matteo Barboni – 3496172546 m.barboni@borderlineagency.com

Agricoltura e innovazione, pubblicato il Bando Isi Inail

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Economia

Anche nel 2018 sarà possibile accedere ai finanziamenti Inail a fondo perduto per incentivare le imprese a rinnovare il proprio parco macchine per agricoltura all’insegna della sostenibilità e innovazione: è stato pubblicata, infatti, la nuova edizione del Bando Isi 2017, che mette a disposizione delle imprese italiane quasi 250 milioni di euro suddivisi in 5 assi di finanziamento.

Obiettivo non è solo quello di migliorare le condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori, ma anche incentivare le micro e piccole imprese agricole ad acquistare nuovi macchinari e attrezzature in grado di ridurre sensibilmente le emissioni inquinanti e il livello di rumorosità. In altri termini, tutti interventi che consentono di ottimizzare i costi di produzione e migliorare il livello produttivo.

Dicevamo, dunque, di 5 assi di finanziamento:

–  progetti di investimento e progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale;

– riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (con la possibilità di partecipare anche per gli Enti del terzo settore in possesso dei requisiti di cui all’Avviso pubblico Isi 2017);

– bonifica da materiali contenenti amianto;

– micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attività;

– micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli.

Destinatari del finanziamento sono le imprese, anche individuali, ubicate in ciascun territorio regionale e iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura. Importante anche sottolineare che i finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento delle risorse finanziarie, secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande, e che il contributo viene erogato in conto capitale al netto Iva a seconda dell’asse di finanziamento.

Le imprese interessate a presentare i progetti per le finalità di cui sopra potranno candidarsi compilando la domanda online a partire dal 19 aprile 2018 fino alle 18:00 del 31 maggio 2018, mentre dal 7 giugno sarà possibile scaricare il codice identificativo utile ad inoltrare online le domande di ammissione al finanziamento. Tempi e modalità di candidature sono facilmente reperibili consultando l’avviso pubblico Isi 2017.

Anche quest’anno, dunque, le imprese agricole che decideranno di candidarsi potranno contare sulla qualità e innovazione dei prodotti, e soprattutto sull’esperienza di Cordini Srl, tra i leader in Italia nella vendita e nel noleggio machine agricole e per edilizia.

Venezia: conferenza concerto per il “Carnevale dell’Arte” con le soliste de La Fenice

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Grande attesa per l’imminente conferenza – concerto in occasione della mostra “Carnevale dell’Arte a Venezia”, che vedrà la partecipazione di importanti personalità quali Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte e manager dei vip, le soliste del Teatro La Fenice di Venezia, Alberto D’Atanasio del museo Modigliani, Veronica Ferretti del museo Buonarroti e la stilista Roberta Camerino.
L’evento si terrà sabato 3 febbraio, alle ore 17.00, in concomitanza del carnevale più famoso del mondo, presso la rinomata Scuola Grande di San Teodoro (4810, San Marco), in Campo San Salvador, a due passi dal Ponte di Rialto e da piazza San Marco.
A esibirsi nell’esclusiva cornice artistica saranno le soliste del Teatro La Fenice di Venezia, che proporranno un vasto repertorio di pezzi famosi, eseguiti tutti rigorosamente dal vivo. Di particolare suggestione, la presenza del pregiato clavicembalo di A. Colzani, che, per l’occasione, verrà suonato dall’esperta musicista Zoya Tukhmanova Karapetyan, accompagnata dalla violinista Rita Celanzi e dal soprano Brunella Carrari. Il concerto sarà dunque un modo simbolico per coniugare insieme arte, cultura, carnevale e musica, linguaggi di comunicazione universale che offrono un intrattenimento piacevole, interessante e stimolante, adatto a tutte le tipologie di pubblico. Gli eventi sono, infatti, a ingresso gratuito.
In esposizione dal 2 al 4 febbraio, nella medesima location, le opere di talentuosi artisti italiani e stranieri. L’iniziativa è inserita all’interno degli appuntamenti di Spoleto Arte a cura del prof. Vittorio Sgarbi.
Per informazioni è possibile chiamare il numero 0424/525190, vedere il sito www.spoletoarte.it oppure scrivere a info@spoletoarte.it.

Immigrazione e vigilanza privata, l’Europa chiede più trasparenza e qualità

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Politica

Oggi più che mai il contributo fornito dagli enti di sicurezza privata ha un peso determinante nella gestione dell’ordine pubblico dei Paesi europei, specie se parliamo di fenomeni migratori. L’inarrestabile emergenza immigrazione che sta coinvolgendo diversi territori dell’Unione Europea, ha difatti reso fondamentale il ruolo dei privati di questo settore, anche se purtroppo c’è da segnalare come non tutti i soggetti in Italia osservino i criteri di conformità previsti dalla UNI 10891.

Ed è proprio questa l’incongruenza segnalata nei mesi scorsi da UNI Europa – Rappresentante sindacale europeo dei dipendenti dei servizi di sicurezza privata – e CoESS – Confederazione dei servizi europei di sicurezza, ovvero l’importanza di garantire non solo la tutela dei lavoratori, ma soprattutto la qualità dei servizi offerti.

In sostanza, ciò che chiedono alle autorità competenti le due organizzazioni, è indicare dettagliatamente le condizioni di fornitura di tali servizi rinunciando a un criterio di assegnazione basato sulle mere richieste economiche: in altri termini, offrire il servizio a chi propone il prezzo più conveniente.

Sottolineando l’apporto dei servizi privati nel garantire sicurezza dei cittadini e nel fronteggiare fenomeni migratori e minacce terroristiche, UNI Europa e CoESS ritengono siano imprescindibili principi come quelli di qualità e trasparenza, intesi come rispetto dei requisiti giuridici previsti per le prestazioni dei servizi di sicurezza privata, osservanza da parte delle autorità competenti di criteri di qualità più rigorosi nella scelta degli istituti, tutela della salute e maggiore professionalità dei propri dipendenti attraverso una formazione adeguata.

Insomma, far fronte alle tante problematiche legate alla sicurezza pubblica richiede una maggiore competenza e affidabilità degli operatori dell’industria dei servizi di sicurezza, peculiarità che contraddistinguono indubbiamente tutti quegli enti che hanno ottenuto regolare certificazione istituti di vigilanza in conformità alle disposizioni nazionali vigenti.

NAO Emilia Romagna il progetto promosso da Daiichi Sankyo

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute

Emilia Romagna, terapia anticoagulante: promuovere la formazione sui DOAC e l’omogeneizzazione dei percorsi di presa in carico e di follow-up dei pazienti

Ridurre la disomogeneità nei percorsi di presa in carico e di follow-up dei pazienti in terapia anticoagulante e promuovere la formazione dei prescrittori sui nuovi trattamenti disponibili, questa l’analisi dal Tavolo multidisciplinare Emilia Romagna, la terza Regione coinvolta nell’ Osservatorio Fenomeno NAO, il progetto promosso da Daiichi Sankyo per aiutare le Regioni italiane a garantire sostenibilità ed efficienza al nuovo sistema terapeutico.

15 gennaio 2018 – Promuovere una maggiore formazione di prescrittori e MMG sui DOAC ed una maggiore omogeneità nei percorsi di presa in carico e di follow-up dei pazienti sono due dei punti chiave del documento prodotto dal gruppo di esperti del Tavolo multidisciplinare Emilia Romagna, la terza Regione coinvolta nell’ Osservatorio Fenomeno NAO, il progetto promosso da Daiichi Sankyo per affiancare le Regioni italiane in un processo volto a garantire sostenibilità ed efficienza alla terapia con anticoagulanti orali diretti, migliorando la compliance del paziente, diminuendo le aree di rischio, e supportando il controllo della spesa sanitaria.

A quattro anni dalla loro introduzione nel panorama terapeutico italiano, gli anticoagulanti orali diretti (DOAC, inizialmente denominati NAO) rappresentano la scelta terapeutica elettiva per quei pazienti con Fibrillazione atriale non valvolare che non presentino controindicazioni a tale trattamento. Secondo le evidenze disponibili, i DOAC risultano altrettanto e, in alcuni casi, più efficaci e sicuri rispetto alla terapia con gli antagonisti della vitamina K (AVK). In particolare, alcune molecole hanno dimostrato una maggior efficacia rispetto al rischio di ictus e/o embolia arteriosa periferica rispetto agli AVK, e tanto nei trial randomizzati quanto negli studi Real-world, hanno dimostrato un miglior profilo di sicurezza rispetto agli AVK riguardo al rischio di emorragia intracranica e una riduzione della mortalità per tutte le cause. Questa nuova terapia permette, inoltre, di trattare molti pazienti finora esclusi per difficoltà logistico-organizzative, è più semplice e maneggevole e riduce il numero di controlli di laboratorio, risultando per i pazienti più accettabile dal punto di vista psicologico.
Tuttavia, nonostante i vantaggi e la diffusione nella pratica clinica dei DOAC, permangono alcuni aspetti di questa terapia suscettibili di miglioramento, non solo nell’ambito clinico ma anche e soprattutto in quello organizzativo.
Alcuni di questi aspetti, emersi come particolarmente rilevanti nel corso dell’Osservatorio Fenomeno NAO, riguardano i costi diretti dei DOAC, il maggior impegno richiesto ai prescrittori per l’erogazione del Piano Terapeutico e del follow up clinico, l’assenza di strumenti idonei a valutare l’aderenza terapeutica a questo tipo di trattamento, ed infine alcune difficoltà di accesso ai centri prescrittori.

La terapia NAO in Emilia Romagna

A seguito dell’introduzione dei DOAC nella pratica clinica, nel 2013 l’Assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna, tramite la Commissione Regionale del Farmaco, decise di avviare una valutazione ed una riorganizzazione della gestione della terapia anticoagulante orale in Emilia-Romagna, costituendo un gruppo di lavoro multidisciplinare con esperti del settore, allo scopo di fornire strumenti per la costruzione e l’implementazione di percorsi locali per la gestione delle terapie anticoagulanti nei pazienti con FANV, evidenziando le attuali criticità e promuovendo possibili azioni migliorative atte a rispondere alle necessità poste dai pazienti.
Già il primo documento prodotto con le linee di indirizzo regionali, evidenziò l’esigenza, per ogni Azienda Sanitaria della Regione, di una rapida presa in carico da parte dei centri autorizzati dei candidati alla terapia anticoagulante, del monitoraggio dell’adesione alle raccomandazioni regionali, del follow-up clinico dei pazienti in trattamento anticoagulante secondo le regole comuni concordate a livello locale.

Ridurre la disomogeneità nella gestione dei percorsi dei pazienti in terapia con DOAC, dalla presa in carico al rinnovo del PT: un’esigenza prioritaria.

Allo stato attuale si assiste, tuttavia, a una disomogeneità nei percorsi di gestione dei percorsi dei pazienti in terapia con DOAC, a partire dal momento della prescrizione, che vede coinvolte figure di specialisti molto diverse. Infatti in alcune realtà la prescrizione è rimasta in carico solo ai medici che operano all’interno dei centri TAO già attivi e che continuano a gestire anche la terapia con AVK, mentre in altri contesti la prescrizione è in carico anche a specialisti (cardiologo, internista, neurologo, geriatra, medico dell’emergenza etc.) che gestiscono solamente la terapia con DOAC.
L’eterogeneità nella prima fase del percorso dei pazienti si riflette nella conseguente organizzazione del follow up, in cui tempi, attori e modalità variano a seconda dei diversi contesti, partecipando alla creazione di uno scenario che si presenta decisamente eterogeneo.
I Centri Prescrittori, infatti, sono spesso chiamati a farsi carico del monitoraggio dei pazienti che hanno ricevuto la prescrizione da specialisti non afferenti al centro stesso. Inoltre, molti aspetti clinici ed organizzativi del follow-up, quali la modalità di accesso, la tempistica dei controlli, e il ruolo dei Medici di Medicina Generale, non sono ancora definiti in modo omogeneo nelle varie Aziende Sanitarie della Regione.
Del resto appare poco percorribile l’ipotesi di un unico modello di gestione che prescinda dalle diverse specificità territoriali, ciò nonostante si possono identificare linee comuni utili per la realizzazione dei diversi percorsi locali, rendendo i Centri prescrittori punto di riferimento e raccordo per tutti gli specialisti che entrano in contatto con i pazienti in trattamento anticoagulante.

I Centri prescrittori punto di riferimento di una nuova organizzazione e cultura

“Dalle valutazioni del gruppo di lavoro emerge come imprescindibile l’esigenza di garantire, a tutti i pazienti, un accesso alla terapia e al rinnovo del PT rapido e congruente con le loro necessità cliniche, secondo criteri di trasparenza ed equità. – ha spiegato il Dr Marco Marietta, Responsabile Struttura Semplice Malattie della Coagulazione Azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Modena – La nostra analisi rafforza anche la sensazione che si debbano attuare rapidamente interventi mirati a implementare la cultura sui DOAC, promuovendo attività di formazione per tutti gli specialisti coinvolti nella gestione delle terapie anticoagulanti, con particolare riguardo alla gestione di questi farmaci peri procedurale e peri operatoria, e su questi aspetti il ruolo dei centri prescrittori diventa fondamentale”.
In virtù dell’expertise nella gestione delle terapie anticoagulanti, infatti, i Centri possono porsi come punto di riferimento per rafforzare una robusta rete tra Centri e Territorio, facendosi promotori, all’interno delle rispettive Aziende Sanitarie, di percorsi atti a monitorare l’appropriatezza d‘uso degli anticoagulanti con periodica verifica del grado di aderenza del trattamento alle indicazioni regionali e provinciali.
Gli stessi Centri dovrebbero promuovere anche iniziative educative condivise con tutte le figure sanitarie coinvolte nella gestione di queste terapie, e supportare attività di ricerca clinica volta a meglio definire il profilo di sicurezza ed efficacia dei DOAC nel mondo reale, predisponendo e aggiornando database clinico delle terapie anticoagulanti orali su base provinciale e/o regionale

E’ inoltre necessario curare con molta attenzione l’informazione e l’educazione del paziente, secondo una prassi consolidata nei Centri FCSA per la terapia anticoagulante tradizionale.
Il paziente al primo accesso deve ricevere informazioni complete e comprensibili sulla terapia anticoagulante in generale, sul farmaco utilizzato, nonché sulle modalità con cui rivolgersi al Centro Prescrittore per urgenze o per altre cliniche inerenti alla terapia, e che riceva l’appuntamento per il controllo successivo.
E’ importante altresì strutturare controlli almeno annuali nei pazienti stabili oppure controlli semestrali o trimestrali per i pazienti particolarmente complessi o delicati, e infine facilitare l’accesso diretto al centro per problematiche cliniche.
Per quanto riguarda l’ assetto organizzativo esistente, il gruppo di esperti ha ipotizzato una serie di azioni migliorative per far fronte alle principali criticità individuate, quali strumenti informativi snelli e collegati tra loro per garantire un accesso facilitato ai dati clinici del paziente; report amministrativi e clinici periodici sui dati raccolti dai sistemi informatici; coinvolgimento del personale infermieristico nelle attività formative e di monitoraggio, creazione di indicatori di verifica di processo e di esito, possibilità di accesso facilitato ai dati clinici del paziente da parte dei Centri Prescrittori, qualora si renda necessaria una rivalutazione del quadro clinico complessivo.

FonteDaiichi Sankyo


Contatti

Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti
Tel.+39 0685255-202
elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

Energia pulita per la nuova “fabbrica” dei biopolimeri Bio-on grazie ad un impianto di trigenerazione realizzato dal Gruppo Hera

Scritto da Eikon il . Pubblicato in Aziende

Bologna, 16 Gennaio 2018Bio-on, leader nelle tecnologie per la chimica eco-sostenibile e il Gruppo Hera, una delle principali multiutility italiane, hanno raggiunto un accordo per la fornitura di energia pulita grazie alla realizzazione e alla gestione di un nuovo polo tecnologico-energetico che conterrà un impianto di trigenerazione di nuova concezione. L’intesa è stata sottoscritta da Bio-on S.p.A. con Hera Servizi Energia, società controllata dal Gruppo HERA, e garantirà energia elettrica pulita al nuovo impianto per la produzione di biopolimeri innovativi che Bio-on sta costruendo a Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna.

Lo stabilimento, che verrà inaugurato entro metà 2018 e inizierà la produzione di bioplastiche PHAs grazie ad un investimento dell’ordine di 15 milioni di euro, darà lavoro a regime a circa 40 persone. L’impianto, sorgerà su un’area di 30.000 mq, di cui 3.700 coperti e 6.000 edificabili, e avrà una capacità produttiva di 1.000 tonnellate all’anno espandibile rapidamente a 2.000; sarà dotato delle più moderne tecnologie e dei più avanzati laboratori di ricerca dove Bio-on sperimenterà e svilupperà nuovi tipi di bioplastica PHAs utilizzando come materia prima scarti agricoli e agro industriali. Anche nella scelta del sito produttivo Bio-on ha dimostrato una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale poiché ha deciso di riconvertire una ex fabbrica senza sprecare nuova terra.

Grazie all’accordo il Gruppo Hera metterà a disposizione del nuovo stabilimento di Bio-on a) Energia Elettrica prodotta ed autoconsumata, b) Energia Termica sotto forma di vapore, c) Energia Frigorifera. L’intesa pluriennale comprende la realizzazione e la manutenzione di tutto il polo tecnologico-energetico associato alla fornitura di energia, per un investimento complessivo da parte di Hera Servizi Energia pari a 2,4 milioni di euro.

Hera Servizi Energia è la ESCO di riferimento per il settore industriale del Gruppo Hera, che nel corso del tempo ha sviluppato un portafoglio di impianti di produzione in assetto cogenerativo realizzati con le migliori tecnologie di mercato, in grado di garantire importanti risparmi sia energetici che economici.

Il progetto sviluppato per Bio-on prevede la realizzazione dell’intero polo tecnologico-energetico composto da un impianto di trigenerazione di potenza pari ad 1 MW elettrico, due caldaie a vapore, due gruppo frigo industriali ad alta efficienza ed un moderno impianto di trattamento dell’acqua. Il risparmio energetico generato è di oltre 800 TEP all’anno, equivalente ad una riduzione di CO2 pari all’assorbimento annuale di un bosco di 320 ettari oppure pari all’eliminazione di 810 auto a gasolio dalle strade delle nostre città.

“Siamo estremamente soddisfatti di questo accordo – spiega Marco Astorri, Presidente Ceo di Bio-on S.p.A. – perché ci consente di aumentare e completare la sostenibilità industriale del nostro nuovo impianto produttivo. Abbiamo scelto di non sottrarre terreno all’agricoltura rigenerando uno stabilimento in disuso e con HERA aggiungiamo una forte impronta GREEN nell’utilizzo dell’energia per produrre un bio polimero come MINERV PHAs sostenibile e completamente bio degradabile in natura”. Bio-on, in forte crescita, ha sostanzialmente raggiunto i principali obiettivi fissati dal proprio piano industriale presentato il 22 novembre 2016 per l’esercizio 2017 e si affaccia al 2018 con nuovi ed importanti progetti tra i quali si inserisce la collaborazione per la sostenibilità energetica realizzata con HERA.

Tutte le bioplastiche PHAs (poli-idrossi-alcanoati) sviluppate da Bio-on, sono ottenute da fonti vegetali rinnovabili senza alcuna competizione con le filiere alimentari; possono sostituire numerosi polimeri tradizionali oggi ottenuti con processi petrolchimici utilizzando idrocarburi; garantiscono le medesime proprietà termo-meccaniche delle plastiche tradizionali col vantaggio di essere completamente eco sostenibili e al 100% biodegradabili in modo naturale.

L’accordo fra le due aziende nasce in un contesto territoriale molto dinamico e che ben rappresenta l’avanguardia tecnologica Italiana.

“Per una società come la nostra, che fa di innovazione e sostenibilità due degli assi portanti su cui si fonda l’agire quotidiano – ha spiegato Giorgio Golinelli, Amministratore Delegato di Hera Servizi Energia – la collaborazione con Bio-on è la rappresentazione di una naturale comunione di intenti e di una convergenza di vedute che crediamo possa essere sviluppata con un numero sempre crescente di attori impegnati nello sviluppo sostenibile dell’economia e del territorio. Con questo accordo, grazie all’ampiezza e alla qualità della nostra offerta di servizi, possiamo fornire un’ulteriore impronta green a un progetto che mira a cambiare il mondo delle eco-plastiche. Settore nel quale, peraltro, Hera è da tempo in prima linea per favorire la transizione verso un modello di economia circolare, che estenda la vita di materie prime e risorse attraverso il riciclo, il riuso e una maggiore durata dei prodotti”.

http://www.gruppohera.it/gruppo/investor_relations/comunicati_price_sensitive/price_sensitive_hp1/pagina436.html

Itely Hairfashion nomina Mauro Ferrari Sales Manager

Scritto da HALO COMUNICAZIONE il . Pubblicato in Aziende, Beauty & Wellness

Itely Hairfashion, innovativa azienda da 30 anni leader nella produzione e commercializzazione di colore per i capelli e referenze per la cura e la bellezza di cute e chioma, nell’ottica di un ambizioso progetto di sviluppo, annuncia la nomina di Mauro Ferrari quale Sales Manager per il mercato Italia.

Figlio d’arte, una carriera professionale consolidata nel settore hair, una grande passione, il calcio, e un obiettivo anche nel lavoro: puntare in alto e fare squadra. Dopo 20 anni in Alfaparf dove si è occupato di sviluppare il business nel continente America e successivamente della direzione commerciale Italia, Mauro Ferrari è entrato a far parte del team di Itely Hairfashion in qualità di Sales Manager.

“Itely Hairfashion è un’azienda dal potenziale impressionante, una realtà all’avanguardia, come se ne vedono poche” afferma Mauro Ferrari, e continua “Itely Hairfashion è stata capace di grandi rinnovamenti, in questi 30 anni, infatti, si è molto strutturata investendo in un innovativo laboratorio di ricerca e sviluppo, in uno stabilimento di produzione con macchinari altamente tecnologici e in uno staff specializzato. Una color company, come ama essere definita, che del colore per i capelli ha fatto il suo punto di forza, ma che ha anche un portafoglio prodotti molto completo per la cura e la bellezza di cute e chioma.”

Il brand, oggi distribuito in più di 80 Paesi del mondo, ha affidato a Mauro Ferrari l’obiettivo di far crescere in modo esponenziale l’Italia. Itely Hairfashion, già ben distribuita a livello nazionale, punta infatti a una più capillare copertura del territorio, oltre che al rafforzamento della proposta formativa per elevare la qualità consulenziale della propria rete vendita e per accrescere le competenze dei parrucchieri. Ferrari commenta “Il Presidente Lucio Fusaro mi ha conquistato per il suo approccio al lavoro, per la sua idea di team. Mi ha sottoposto un progetto di sviluppo a lungo termine che ho trovato molto interessante e stimolante, soprattutto perché sono convinto che esistano tutte le premesse per ottenere ottimi risultati”.

 Convinto che per fare la differenza sia necessario puntare ai servizi e alla professionalità, per Ferrari la proposta educational riveste un ruolo determinante.

Da gennaio 2018 prenderà il via il progetto dell’Accademia Itely Hairfashion, un intenso programma di corsi che potranno essere svolti nella sede del BioLife Medical & Beauty Village di Vernate (in una sala con oltre 150 posti a sedere), oppure essere itineranti per soddisfare le esigenze dei professionisti delle diverse regioni d’Italia. Il menu dei corsi prevede 4 livelli: tecnico, styling, make-up e basic. La formazione sarà quindi parte integrante della proposta commerciale che, per Mauro Ferrari, non può essere disgiunta da una profonda conoscenza del mercato e dei clienti che va conquistata sul campo. Il suo recente passato di calciatore professionista gli ha insegnato che per interpretare correttamente le esigenze del proprio target e fornire le risposte più aderenti alle aspettative sia necessario allenarsi correttamente e costantemente, essere adeguatamente preparati e mettersi in gioco in prima persona per cogliere stimoli e opportunità. Come ogni bravo sportivo non perde mai di vista il focus ed è convinto che il successo stia nella condivisione di obiettivi comuni, nella capacità di mettersi in discussione e nell’accurato lavoro di tutti gli elementi di una squadra (ricerca e sviluppo, produzione, marketing, comunicazione, amministrazione, logistica). Un approccio al lavoro, che vede nella forza e nella coesione del team, la forza stessa del brand e che sposa appieno la filosofia di Lucio Fusaro che è stata più volte sottolineata nel corso di International Beauty Show, il mega-evento di ottobre di Itely Hairfashion: “il successo non è nulla se non hai nessuno con cui condividerlo e il nostro successo lo condividiamo e lo condivideremo sempre con i nostri clienti”.

Lavora in modo sicuro, affidati a Tecnologie d’Impresa, specialista in medicina del lavoro

Scritto da mybookmarkservice il . Pubblicato in Aziende

Tecnologie d’Impresa da anni si occupa di medicina del lavoro e offre servizi per tutto ciò che riguarda anche la sicurezza sul lavoro, come le analisi dei rifiuti, emissioni in atmosfera, prevenzione incendi e molti altri servizi collegati.

Tecnologie d’Impresa è l’azienda specializzata in medicina del lavoro e sicurezza sul lavoro; offre consulenza specialistica ad imprenditori e lavoratori per quanto riguarda l’analisi dei rifiuti, emissioni in atmosfera, igiene industriale, prevenzione incendi e molto altro, avvalendosi anche di un proprio laboratorio accreditato.

analisi rifiuti

Medicina del lavoro: il freddo e la tua salute

Non bisognerebbe mai ignorare le condizioni microclimatiche (livelli di temperatura, umidità, correnti e sbalzi d’aria) in cui ci troviamo tutti i giorni a lavorare.
Vi è una specifica misurazione che i datori di lavoro sono tenuti a fare per completare la valutazione dei rischi della loro attività: il microclima invernale ed estivo.
L’essere umano ha intensi scambi termici con l’ambiente, attraverso i quali emana il calore generato e ne riceve altro. Dovendo mantenere costante la propria temperatura interna (36/37 °C) deve poter dissipare nell’ambiente il calore metabolico prodotto in eccesso o deve poterlo aumentare.
Le temperature nei locali di lavoro devono dunque essere adeguate al nostro organismo, tenendo conto dei metodi di lavoro e degli sforzi necessari ma anche del grado di umidità e del movimento dell’aria. Non vi è quindi una precisa indicazione della temperatura da adottare ed è necessario tenere sempre conto delle specifiche attività e delle temperature ambientali esterne, evitando sbalzi rapidi ed eccessivi.

Tecnologie d’Impresa, specialista in sicurezza e medicina del lavoro: come reagiamo al freddo?

Il nostro corpo reagisce al freddo con un significativo intervento di termoregolazione, in cui si presentano vasocostrizione, piloerezione e tremore (la comune pelle d’oca) spesso associato al tremore muscolare. Per chi ha problemi cardiovascolari tutto questo non è salutare in quanto il cuore deve affrontare un lavoro extra per compensare il disequilibrio causato dall’accentramento del sangue.
Una soluzione spesso utilizzata vede l’installazione degli impianti di condizionamento. Questi impianti hanno bisogno di una revisione accurata ai filtri dell’aria che, se mancante o non approfondita, può causare una proliferazione batterica con possibili ricadute a livello di rischio biologico con casi di contaminazione da legionella.
Per ulteriori domande o approfondimenti in merito al microclima, alla medicina del lavoro o alla contaminazione da legionella contatta Tecnologie d’Impresa!