Archivio per 11 gennaio 2018

Sistemi di controllo industriali: nuovo tallone d’Achille dell’industria?

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Industria, Informatica, Tecnologia

Stormshield analizza rischi e benefici dell’adozione di sistemi di controllo ICS di nuova generazione rispondendo alle quattro domande poste più di frequente dai propri clienti industriali.

Lyon – I sistemi di controllo industriali (ICS) sono il fulcro delle operazioni aziendali. Con ICS ci si riferisce genericamente a “diverse tipologie di sistemi di controllo e strumentazioni affini, utilizzate nel monitoraggio dei processi industriali”. In altre parole i sistemi di controllo industriale sono il punto di contatto tra le componenti fisiche e quelle digitali di un sistema industriale. Coordinano i processi controllando interruttori, motori di pressione, valvole, turbine, ecc. fornendo allo stesso tempo visibilità sull’esecuzione del processo in corso. Lo svantaggio: questi sistemi si rivelano bersagli sempre più invitanti per attacchi mirati avanzati (ATA, Advanced Targeted Attacks).

Di seguito una breve analisi delle 4 domande che vengono poste più frequentemente dai clienti Stormshield.

“Perché la sicurezza ICS è così importante?”

Nonostante i sistemi ICS possano essere estremamente complessi, sono molteplici i rapporti che ne hanno evidenziato l’attuale vulnerabilità e la loro esposizione ad un elevato numero di exploit ad alto rischio. Secondo uno studio di Kaspersky Lab, metà delle società intervistate hanno subito da 1 a 5 incidenti di sicurezza IT negli ultimi 12 mesi. Questi episodi hanno avuto un impatto diretto sul loro business – costando in media alle aziende circa mezzo milione di dollari all’anno.

Purtroppo non è altro che l’inizio, dal momento che sempre più sistemi ICS vengono connessi e che l’attenzione verso di essi cresce. Per dirla con una nota serie televisiva: l’inverno sta arrivando. La cybersicurezza è una risposta efficace in termini di ridimensionamento dell’esposizione agli attacchi, riducendo quindi l’impatto di gran parte dei comportamenti malevoli.

“Sono da considerare sicuri solo i sistemi ICS non connessi?”

Questa è una delle domande poste più frequentemente. In tutta onestà, non si può pensare seriamente che tra i sistemi ICS e il resto del mondo ci sia chissà quale distanza. Un ICS consta, per definizione, di un’interconnessione tra molteplici componenti (PLC, interfaccia uomo-macchina, postazioni di lavoro degli ingegneri, ecc.) che possono essere totalmente autonome per la maggior parte del tempo. Ogni componente dovrà però di tanto in tanto scambiare dati con sistemi al di fuori dell’ICS. La connettività è l’unico meccanismo grazie al quale i sistemi vengono alimentati con nuovi dati.

Ridurre o controllare la connettività limiterebbe sicuramente l’esposizione alle minacce. Tuttavia, i seguenti esempi dimostrano che oggi non è più possibile restare completamente scollegati.

• A fronte della necessità ricorrente di manutenere, aggiornare e risolvere eventuali problemi dei sistemi ICS, questi devono essere connessi quanto meno localmente.
• A seconda dell’infrastruttura, l’azienda può essere obbligata ad utilizzare collegamenti remoti con collaboratori esterni o con una sala di controllo centrale.
• Un altro fattore da tenere in considerazione è l’errore umano. Lasciare un collegamento remoto aperto è uno di questi.
• Un impiegato potrebbe abusare intenzionalmente del sistema.
• Attraverso l’ingegneria sociale e il phishing mirato i cybercriminali possono attaccare un computer specifico all’interno della rete, in modo da utilizzarlo in un secondo momento per attaccare l’ICS.
• È possibile connettersi ad una rete wireless industriale anche dall’esterno dell’edificio.
• Anche l’inserimento di una chiavetta USB per caricare o scaricare dati su un qualsiasi dispositivo è da considerarsi come connettività.

Considerando le numerose possibilità di creare connettività, l’ICS può essere esposto a minacce anche qualora lo si ritenesse “offline”. Il caso più famoso è quello dell’attacco Stuxnet, nel quale nonostante gli ICS attaccati fossero offline, sono stati compromessi con successo utilizzando una semplice chiavetta USB.

Perché quindi ritenere in assoluto che l’ICS non sia connesso e quindi fuori da ogni pericolo? Le minacce sono ovunque e le più numerose, nonché le più semplici da respingere, sono quelle casuali, prive di un obiettivo specifico.

“Si potrebbe risolvere questo problema impiegando sistemi datati?”

Ponendo la domanda in un altro modo: “E’ possibile proteggere l’infrastruttura rimuovendo qualsiasi potenziale collegamento?”. Sfortunatamente oggi ciò non è più possibile e non dovrebbe nemmeno essere preso in considerazione come eventuale soluzione.

• Nella cybersicurezza industriale abbiamo scoperto che la quantità di minacce è direttamente proporzionale all’età del sistema, per questo motivo i sistemi legacy diventano sempre più deboli col passare del tempo.
• L’industria digitale è in costante evoluzione, i sistemi tradizionali disponibili in questo momento sono meno efficienti di quanto necessario.
• Uno dei nei dell’industria digitale è la durata della garanzia. L’evoluzione costante rende i sistemi obsoleti molto più rapidamente di quanto l’Industria possa permettersi. Di conseguenza la manutenzione è sempre più difficile.
• L’industria digitale è costruita attorno al concetto di “obsolescenza pianificata”, il che ne rende la manutenzione dei sistemi e le attività necessarie per assicurarne l’efficienza nel tempo sempre più costose.
• I sistemi di nuova generazione sono senza dubbio più efficienti e veloci, oltre che affidabili.

Offer Manager – Stormshield Industry Business Unit.

“Noi crediamo che la maggior parte delle aziende migrerà da sistemi legacy ai nuovi sistemi ICS digitali. Uno dei benefici è l’aumento della produttività legata alla elaborazione di una maggior quantità di dati provenienti da altri dispositivi collegati (come nel caso della IIoT – Industrial Internet of Things). Il problema è che più i sistemi sono interconnessi, più aumenta l’esposizione alle minacce!” commenta Robert Wakim, Offer Manager – Stormshield Industry Business Unit.

“ICS e IT sono sinonimi?”

Di pari passo con la cresente convergenza tra ICS e IT si sviluppano anche le minacce volte a intaccare questi sistemi: spionaggio industriale, sabotaggio, attacchi di Stato, mafiosi o di massa, ecc., con le dovute differenze. Il sabotaggio è principalmente rivolto contro uno specifico ICS, mentre gli attacchi di massa mirano all’IT.

Anche le conseguenze di un attacco andato a buon fine sono differenti: furto di dati e impatto reputazionale per l’IT; impatto sulle risorse umane, ambientali, produttive e furto di segreti industriali per quanto riguarda l’ICS.

Proteggersi contro queste minacce è possibile ma è necessario considerare sia le rispettive specificità sia eventuali vincoli aziendali. Integrità e protezione dei dati per i sistemi IT; disponibilità e sicurezza per l’ICS.

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Chi è Stormshieldwww.stormshield.com

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza punto-punto innovative per la protezione delle reti aziendali (Stormshield Network Security), delle postazioni di lavoro (Stormshield Endpoint Security), e dei dati (Stormshield Data Security). Certificate ai massimi livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione garantiscono protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni sono commercializzate e installate su scala globale presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni che si occupano di difesa, attraverso una rete di distributori, integratori di sistema e operatori.

Nel 2018 aumento del costo RC per circa 130.000 automobilisti emiliano-romagnoli

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (534,84 in Emilia Romagna); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 130.000 gli automobilisti emiliano-romagnoli che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 35.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti dell’Emilia Romagna, ha evidenziato come il 4,38% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore di poco superiore alla media nazionale, ferma invece al 4,22%.

Le differenze provinciali

Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Rimini che, con il 5,85%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Ravenna, con il 5,06% e Parma, con il 4,60%. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Ferrara, dove solo il 3,81% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

Le professioni

Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione emiliano-romagnolo, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 4,77% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 4,17%.

Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; gli insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 5,67% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione di poco migliore per i commercianti (5,30%) e per i liberi professionisti (5,20%). Sul versante opposto, sono gli studenti e gli appartenenti alle forze dell’ordine ad aver fatto meno spesso ricorso alla compagnia assicurativa; rispettivamente solo il l’1,60% ed il 2,84% ha denunciato un incidente con colpa.

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

Un servizio di aeroambulanza per intervenire nelle difficoltà

Scritto da alessia martalò il . Pubblicato in Aziende, Salute

Il centro di Aeroambulanza di Roma è un punto di riferimento per tutti coloro che si trovino in una situazione di difficoltà, e mette a disposizione i suoi servizi innovativi in diversi ambiti, da quelli che richiedano un semplice trasferimento, sino a quelli legati alle emergenze.

Infatti, il Centro di Aeroambulanza si occupa, in prima battuta, di voli sanitari che possono essere eseguiti sia in aerei di linea sia con i propri mezzi.

I voli sanitari saranno realizzati mediante l’uso di aerei equipaggiati con tutto l’occorrente per consentire al malato non solo la massima sicurezza, ma anche il confort necessario per arrivare a destinazione in modo sereno.

Si potrà scegliere il servizio di aeroambulanza sia per i percorsi medi, sia per quelli più lunghi, e si avrà a disposizione l’assistenza medica necessaria, indipendentemente dalla propria copertura assicurativa.

La compagnia non si occupa solamente del trasporto, ma prende totalmente in mano la situazione, svolgendo, ad esempio, anche tutta l’attività legata alla burocrazia per il trasferimento nazionale o internazionale del malato.

Le garanzie che vengono offerte da questo tipo di servizio sono davvero elevate, in quanto il malato verrà accompagnato e sarà possibile sempre effettuare cambi, anche dell’ultimo momento, allo scopo di assecondare le variazioni delle condizioni meteo, che potrebbero essere avverse.

Oltre alla semplice aeroambulanza, la compagnia si occupa anche di prevedere la presenza a terra, sia alla partenza sia all’arrivo, di mezzi di soccorso su ruote e di un personale altamente qualificato, competente e capace di tranquillizzare il paziente e i suoi familiari.

Le attrezzature che consentono il trasporto in aeroambulanza sono sofisticate e capaci di tutelare al massimo la persona malata.

In particolare, sarà possibile avere a disposizione la lifeport intensive care unit, per i casi di emergenza, oltre alla presenza di un serbatoio di ossigeno centralizzato, necessario in moltissimi casi.  L’aeroambulanza vede anche la presenza del defibrillatore, del ventilatore per la terapia intensiva e dei sistemi di comunicazione satellitare grazie ai quali non perdere mai il contatto con i centri sanitari e con chi abbia la necessità di conoscere le condizioni del paziente.

Sarà possibile contattare il centro per le aeroambulanze 24 ore al giorno e 7 giorni su 7 al numero 06 85360705 (che risponde anche per le richieste provenienti dall’estero) oppure all’indirizzo di posta elettronica info@centro-aeroambulanza.it per richiedere informazioni e ottenere preventivi dettagliati in merito alle proprie necessità specifiche per il trasporto di malati.

Sicurezza nei trasporti pubblici, a Roma gli autisti si dotano di spray peperoncino

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Italia, Lifestyle

Dopo le forze dell’ordine e gli agenti di polizia municipale, a munirsi di spray peperoncino saranno anche i conducenti dei mezzi pubblici. È quanto deciso dall’azienda dei trasporti pubblici di Roma ATAC per far fronte all’escalation di episodi di aggressione ai danni dei propri dipendenti durante l’orario di servizio.

Ad essere determinante nella decisione è il profondo clima di insicurezza della città capitolina, dove a pagarne le conseguenze sono spesso e volentieri i lavoratori del trasporto pubblico, ovvero autisti e controllori. Per questo motivo i vertici dell’azienda hanno predisposto un piano antiaggressioni: oltre alla dotazione di bombolette alla capsaicina per il personale di guida, è prevista la presenza delle forze dell’ordine in borghese, nonché l’incremento di telecamere di sorveglianza su mezzi e infrastrutture ATAC e cabine rinforzate.

Ma queste non sono le uniche novità, perché l’azienda romana sta pensando anche di conferire maggiori poteri ai conducenti attraverso la nomina di agenti di polizia amministrativa. A partire da quest’anno, inoltre, tutto il personale viaggiante (bus, tram e metro) avrà la possibilità di partecipare a corsi di formazione di autodifesa per capire come comportarsi in caso di situazioni pericolose per la propria incolumità.

Insomma, la scelta di ATAC di dotare il proprio personale di spray antiaggressione potrebbe fare da apripista per le aziende di trasporto pubblico di altre città italiane nelle quali si ritiene indispensabile innalzare il livello di sicurezza anche sui mezzi pubblici di trasporto.

5 errori da non fare quando si arreda una casa shabby chic

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Vi piacerebbe arredare la vostra casa con uno stile shabby chic ma non avete ancora le idee chiare su come fare? Quello shabby chic è un tipo di design davvero molto particolare, perfetto per chi ha un animo retrò ma molto romantico. Tuttavia, questo stile nasconde davvero tante insidie quando si parla di arredamento. Ma come fare ad evitarle?
Ecco 5 errori da non fare quando si arreda una casa shabby chic.

1. Mai divani in pelle
I divani in pelle stridono davvero tanto con lo stile shabby chic. In un arredamento di questo tipo, mai usare materiali in pelle in quanto davvero poco attinenti a questo design. Largo a tessuti più soft come il lino, il cotone o la lana. Inoltre, evitate i colori scuri come il nero o il grigio e optate per nuances più tenui come il bianco o l’avorio.

2. No ai lampadari moderni
I lampadari moderni non si addicono ad uno stile shabby chic. Optate per lampadari a sospensione, possibilmente in vetro o in metallo ed evitate quelli con tocchi troppo evidenti di modernità. In questo caso, dovete optare sempre e comunque per il classico, in quanto più attinente allo stile shabby chic.

3. No ai mobili laccati
Avete mai visto in una casa arredata in stile shabby chic un mobile laccato? Probabilmente no. Questo perché, i mobili laccati non hanno niente a che vedere con lo stile di cui stiamo parlando. In questo caso, optate per mobili di recupero, più rustici ma non meno eleganti. Gli esperti d’arredamento shabby chic a Milano, Napoli e Bologna consiglia di optare sempre per il legno, in quanto si contraddistingue per la sua aria un po’ vissuta. Mai usare mobili troppo moderni: sempre meglio ripiegare su qualcosa di più antico.

4. Evitare colori troppo scuri
Se volete usare colori scuri per la vostra casa, allora lo stile shabby chic non fa per voi. Questo design richiede colorazioni tenui, prediligendo anche tinte pastello. Inoltre, oltre alle tonalità monocromatica vengono utilizzati anche composizioni a fantasia, dalla vena romantica e caratteristica. Quindi attenzione: mai usare il nero.

5. Accessori troppo moderni
Gli accessori troppo moderni non si addicono ad uno stile vintage come quello shabby chic. Gli oggetti che dovrete procurarvi dovranno essere il più possibile rustici, che richiamano un tocco pressoché vintage. Ad esempio, potete usare un vaso caratteristico dove mettere i vostri fiori, o uno specchio dal tocco vintage e originale. Insomma, largo alla fantasia.

Nel 2018 aumento del costo RC per circa 140.000 automobilisti veneti

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (470,96 in Veneto); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 140.000 gli automobilisti veneti che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 35.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti veneti, ha evidenziato come il 4,20% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore sostanzialmente in linea con la media nazionale, pari al 4,22%.

Le differenze provinciali

Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Vicenza che, con il 4,68%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Verona, con il 4,35% e Padova, con il 4,29%. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Rovigo, dove solo il 2,90% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

Le professioni

Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione veneto, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 4,27% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 4,12%.

Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; i pensionati sono la categoria che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 5,54% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione solo di poco migliore per gli insegnanti (5,36%) e per gli impiegati (4,81%). Sul versante opposto, sono gli studenti e i commercianti ad aver fatto meno spesso ricorso alla compagnia assicurativa; rispettivamente solo il 2,31% ed il 2,55% ha denunciato un incidente con colpa.

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate