Archivio per dicembre, 2017

Valentino Macri: i suggerimenti per organizzare un buon evento

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Sviluppare ottime doti relazionali e comunicative non è sufficiente a organizzare e gestire un buon evento: lo sottolinea Valentino Macri, professionista con un’esperienza consolidata nel settore, attualmente Event and Communication Manager di Nova Pop Communication.

Valentino Macri

L’organizzazione di un buon evento: i suggerimenti di Valentino Macri

Quali sono le caratteristiche di un buon Event Planner? Valentino Macri, professionista con un’esperienza di oltre 15 anni nel settore, analizza le qualità propedeutiche a una gestione e a un’organizzazione ottimale degli eventi. Spiccate doti relazionali e comunicative, la capacità di rimanere aggiornati costantemente sulle tendenze del comparto, oltre alla pazienza e alla praticità, non sono caratteristiche sufficienti. Un buon Event Planner si distingue principalmente per un’elevata attitudine al problem solving. Una delle problematiche che si presenta più spesso nel coordinamento di manifestazioni di grandi dimensioni è infatti legata all’imprevedibilità. Qualunque sia la preparazione e il calcolo dei rischi, c’è sempre un qualcosa che può andare come non si era previsto. Secondo Valentino Macri il problem solving si perfeziona con il tempo, non è un valore innato. È importante mantenere lucidità quando si affronta un problema e provare a risolverlo con logica, astuzia e, in taluni casi, coraggio. L’esperienza è un elemento fondamentale per lo sviluppo di questa caratteristica, tanto che i professionisti del settore sono in grado di individuare in un tempo molto breve tutte le soluzioni del problema che accontenteranno il cliente. L’Event Planner, infatti, non deve farsi mai trovare impreparato, reagendo con conoscenza, abilità e buon gusto.

Valentino Macri: biografia e competenze dell’Event and Communication Manager

Classe 1971, originario di Berna, Valentino Macri inizialmente sceglie una formazione in ambito scientifico, diplomandosi presso l’Istituto Salesiano “Valsalice”. Nel 1996 si laurea in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Torino, perfezionando il suo corso di studi con il conseguimento del Master in Comunicazione Pubblica, di Impresa e Relazioni Industriali organizzato dal Centro Formazione e Studi Sociali “Pietro Desiderato”. La sua carriera prende avvio nel 1998, anno in cui comincia a collaborare con il periodico Piemonte Opinioni e l’house organ dell’associazione ACAI. La prima parte del suo percorso professionale si sviluppa nell’ambito della stesura e revisione dei testi e più in generale nel contesto redazionale. Dopo un’esperienza nell’ufficio stampa del Centro Formazione e Studi Sociali “Pietro Desiderato” e dopo l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti dell’Ordine Regionale del Piemonte, Valentino Macri viene assunto nel 2001 come Web Content Manager di Telecom Italia Lab (TILAB), ruolo che lo porta a occuparsi in prima persona della realizzazione di Looking Ahead, newsletter il cui focus è correlato alle tecnologie e agli scenari del futuro. Nel 2002 passa alla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura: inizialmente Responsabile dell’Ufficio Operatori Professionali, viene nominato successivamente Coordinatore Generale della Fondazione (2006) e Responsabile degli eventi e delle attività promosse dalla Fondazione. Attualmente opera in qualità di Event and Communication Manager di Nova Pop Communication, società specializzata nella comunicazione sui nuovi social media.

Depuratori acqua domestica: facciamo un po’ di chiarezza.

Scritto da Acquaxcasa il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Depuratori acqua domestica. Di prodotti per il trattamento acqua ce ne sono molteplici: si va dagli addolcitori, ai kit di microfiltrazione, fino agli impianti osmosi inversa.

Abbiamo cercato con queste poche righe di fare un po’ di chiarezza su un argomento che spesso risulta poco chiaro agli utenti. Oggi vediamo quali sono le principali differenze tra osmosi inversa e carbone attivo.

Osmosi inversa

L’osmosi inversa nell’acqua funziona sostanzialmente in questa maniera: una membrana osmotica, senza agenti chimici, separa le sostanze contenute nell’acqua della stessa. Questa membrana semimpermeabile divide e rimuove dall’acqua: sali disciolti, prodotti organici, pirogeni, virus e batteri. Questo tipo di processo rappresenta la più fine tecnica di filtrazione dell’acqua. Non consiste infatti in un semplice ostacolo fisico delle molecole ma grazie alla membrana permette il passaggio delle molecole chimiche idrofile, cioè chimicamente simili all’acqua. Si chiama osmosi inversa perchè si richiede una pressione per costringere l’acqua pura ad attraversare una membrana e lasciarsi dietro tutte le impurità.

Il funzionamento degli impianti è questo: una membrana semimpermeabile separa due soluzioni diverse, in una è presente una quantità di sali disciolti maggiore. Questa differenza di densità crea una migrazione delle molecole dell’acqua dalla soluzione meno concentrata a quella più concentrata in modo da portare le due soluzioni all’uniformità.

Precisiamo però che gli impianti a osmosi inversa non sono per forza la soluzione definitiva e più corretta da prendere. L’a scelta deve essere ben ponderata. Bere un’acqua molto leggera, può essere infatti piacevole, indicato e a volte necessario. In generale trovano la loro principale collocazione in luoghi dove l’acqua è particolarmente dura, ricca di sali o in regioni dove vi è una forte presenza di nitrati, che possono essere molto dannosi per la salute, può avere senso scegliere questo tipo di filtrazione ( il valore massimo di legge consentito per i nitrati è di 50mg/l). Per approfondire l’argomento consigliamo di dare un’occhiata a questo articolo.

Microfiltrazione a carbone attivo

I filtri a carbone attivo sono molto utili per filtrare l’acqua del rubinetto e ripulirla da cattivi odori e sapori. Oltre a rendere l’acqua più gustosa riescono a fermare anche il passaggio di grandi dimensioni. Questi filtri funzionano per adsorbimento. Le molecole d’acqua passano attraverso i pori del solido organico (carbone) trattenendo le sostanze nocive. Queste cartucce non hanno però una durata eterna, dopo circa 12 mesi di utilizzo si saturano e non lavorano più. Si tratta di una tecnica di filtrazione conosciuta sin dai tempi dei romani, in India il carbone di legna veniva usato per potabilizzare l’acqua mentre in Egitto come adsorbente medico ed agente depurante.

Ai giorni nostri la filtrazione a carbone attivo è molto diffusa. I principali filtri in circolazione sono

  • Gac
  • Carbon Block
  • Pre Coat

I filtri GAC sono composti di carbone attivo granulare, simile alla sabbia. all’incirca 0,8 mm. Sovente utilizzato nei filtri in linea come pre filtri per osmosi inversa. I filtri carbon Block vengono anch’essi utilizzati in molti filtri domestici, hanno una filtrazione leggermente più grossolana rispetto ai pre-coat, 5-10 micron. I filtri pre-coat sono invece composti da una speciale maglia micrometrica a 0,5 micron rivestita di carbone attivo. Tra i più famosi filtri di questo tipo troviamo gli Everpure.

Quando ci si trova in presenza di un’acqua già potabile l’utilizzo di una filtro a carbone attivo è decisamente sufficiente. Ne  esistono di diversi modelli, anche alcuni in grado di inibire la presenza di metalli pesanti e cloro grazie alla presenza, oltre al carbone attivo di KDF.

Opinioni: General Cessioni S.r.l. su ExpoDental Meeting 2018

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende, Economia

ExpoDental Meeting si prepara al 2018: in progetto una manifestazione ancora più grande. Le opinioni di General Cessioni S.r.l. sulle novità presentate in conferenza stampa dagli organizzatori.

General Cessioni

ExpoDental Meeting: la crescita della manifestazione nelle recensioni di General Cessioni S.r.l.

L’appuntamento è a Rimini Fiera dal 17 al 19 maggio 2018. Lì si riuniranno dentisti, odontotecnici, igienisti dentali, assistenti di studio odontoiatrico e altri operatori del settore per il ritorno di una delle fiere più conosciute dagli addetti ai lavori: ExpoDental Meeting. Da sempre attenta a promuovere iniziative di tale portata, General Cessioni S.r.l. rileva nelle sue recensioni i numeri di una manifestazione destinata ad affermarsi ulteriormente e le novità dell’edizione 2018, presentate in conferenza stampa dagli organizzatori. È importante sottolineare che l’ottimo andamento della fiera riflette quello del settore, negli ultimi tempi in ripresa. La precedente edizione ha visto aumentare il numero degli espositori del 23% rispetto al 2016. Facile dunque presagire un ulteriore ingrandimento in vista del 2018, come viene specificato nelle recensioni di General Cessioni S.r.l. Mancano infatti solo sei mesi all’apertura ma sono già 149 gli espositori confermati (+67% rispetto a ottobre 2016): ne hanno beneficiato le vendite dei metri quadri, il 102% in più della precedente edizione. Salgono infatti a sei i padiglioni destinati all’esposizione, mentre le sale per conferenze e workshop arrivano a dieci. Cambiano anche gli orari di apertura: si inizia alle 10 e si chiude alle 20 il venerdì e alle 18 il sabato e la domenica. In questo modo i visitatori hanno più tempo per visitare gli stand.

General Cessioni S.r.l.: i punti di forza dell’edizione 2018 di ExpoDental Meeting

A incidere sulle opinioni positive di General Cessioni S.r.l. anche le opportunità formative fornite da Expodental Meeting 2018. Le conferenze e i workshop organizzati nell’ambito della manifestazione riguardano le tematiche più attuali affrontate dagli esperti del settore: le applicazioni del laser in odontostomatologia, le tecniche di riabilitazione minimamente invasive del mascellare superiore e ancora i nuovi protocolli operativi per la professione tra clinica e tecnologia per citarne solo alcune. Per il 2018 Expodental Meeting punta ulteriormente sull’innovazione: General Cessioni S.r.l. sottolinea infatti che verrà ulteriormente ampliata EXPO3D, l’area dedicata alle tecnologie digitali in campo odontoiatrico. Sugli influssi della digitalizzazione in campo odontoiatrico e odontotecnico saranno inoltre focalizzati diversi dibattiti. Previste inoltre iniziative solidali tra cui il progetto “L’Odontoiatria nei soggetti fragili e nei pazienti con patologie sistemiche”.

3 consigli per organizzare un concorso di danza di successo

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende, Lifestyle

La vostra passione è il ballo e avete intenzione di creare un concorso di danza tra amici e non? Non preoccupatevi, non è così difficile come sembra. Basta solo un pizzico di buona volontà, delle ottime dote organizzative ed una grande passione per il mondo della danza.
Se non avete idea di dove iniziare, leggete questa guida e scoprirete i nostri 3 personalissimi consigli per organizzare un concorso di danza di sicuro successo.

1. Scegliete la location più appropriata

Che concorso di danza è senza una location dove far esibire i propri partecipanti? Se il vostro è un concorso tra amici, potete scegliere un’ampia cantina o il salotto di casa vostra dove dar il via alle danze. Se invece il vostro è un concorso molto serio, potete prendere in affitto una vera e propria sala da ballo. Assicuratevi di controllare la tipologia pavimento del luogo: ballare su un pavimento troppo liscio e scivoloso potrebbe compromettere la salute dei vostri concorrenti oltre che la buona riuscita della serata.
Quindi, occhio alla sicurezza del luogo!

2. Scegliete i concorrenti ed una giuria preparata

Ogni concorso che si rispetti necessita di validi concorrenti. Se i vostri amici non sono amanti del ballo, potete anche diffondere il vostro concorso attraverso i social network. Basterà creare un evento apposito e diffonderlo il più possibile tra le vostre amicizie. E le adesioni sicuramente aumenteranno!
Fondamentali, però, sono anche i giudizi dei giudici. Vi fareste mai giudicare dalla casalinga di turno che non conosce nulla del ballo? Probabilmente no. Per questo motivo, ingaggiate qualche appassionato di danza che abbia le necessarie competenze per giudicare i vostri concorrenti. Non è necessario chiamare un professionista rinomato, serve solo un presidente e dei componenti di giuria competenti e preparati affinché il giudizio possa essere il più imparziale ed equilibrato possibile.

3. Preparate un premio per il vincitore

Che concorso è senza un premio da assegnare? Un concorso inutile, forse. Tranquilli, non c’è nessun premio esorbitante da preparare. Basta acquistare una medaglia o una coppa ed effettuare una premiazione. Se il vostro concorso dovesse svolgersi a Lecce, per esempio, potreste cercare delle aziende che conoscano tutte le tempistiche necessarie per la realizzazione e personalizzazione delle coppe a Bari, Lecce e Taranto. L’effetto sarà assicurato e di certo, anche la riuscita del vostro evento!

Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Cremona

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia

Facile.it, dopo lo straordinario successo ottenuto dai negozi su strada di Varese e Bergamo, sceglie Cremona (Corso Garibaldi 6) per aprire il suo terzo store in Italia (https://www.facile.it/store/cremona.html). All’interno del punto vendita, i cremonesi troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle offerte migliori su assicurazioni, finanziamenti e utenze domestiche.

In occasione dell’apertura del nuovo store, Facile.it ha esaminato, analizzando i dati raccolti attraverso il portale, quanto costa vivere a Cremona e quanto spendono gli abitanti per pagare mutui, prestiti, RC auto e moto, luce, gas e ADSL. Ecco cosa è emerso.

Assicurazioni auto e moto

I primi costi analizzati dal comparatore sono quelli assicurativi e, nello specifico, le polizze RC auto e moto. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it* relativi a novembre 2017, assicurare un’auto in provincia di Cremona costa, in media, 425,50 euro, mentre nel comune il prezzo sale a 454,62 euro, valori inferiori di oltre il 25% rispetto alla media nazionale. Se si passa a considerare il costo dell’Rc moto, invece, i centauri della provincia pagano mediamente 439,36 euro**.

Mutui prima casa

Altra voce di spesa messa sotto la lente da Facile.it è quella relativa ai mutui per l’acquisto della casa. Analizzando il valore dei mutui richiesti in provincia di Cremona nei primi 11 mesi del 2017 emerge che la richiesta media presentata dagli aspiranti acquirenti è stata pari a 119.497 euro e, se ci si concentra unicamente sui finanziamenti che i cremonesi hanno cercato di ottenere per comprare la prima casa, la cifra sale a 138.986 euro. I residenti in provincia di Cremona puntano a finanziare attraverso il mutuo, in media, circa il 66% del valore dell’immobile e intendono restare legati alla banca per circa 21 anni. Tra le tipologie di tasso richieste, quello fisso si conferma come il più scelto dai cremonesi (71,23% dei casi), seguito dal variabile (24,53%) e dal misto (2,36%).

Luce e gas

Ad incidere sulle tasche delle famiglie cremonesi ci sono anche le spese legate a luce ed gas. Prendendo a campione i consumi medi di una famiglia di tre elementi, l’ufficio studi di Facile.it ha stabilito che, nel corso del 2017, i costi sostenuti per l’energia elettrica sono pari a 639 euro (+8,9% rispetto al 2016) mentre se si guarda al gas la cifra sale addirittura a 1.040 euro (+1.7% se confrontato con il 2016).

Telefonia

Tra i costi presi in esame da Facile.it ci sono quelli legati alla telefonia fissa (voce e ADSL). Dall’analisi è emerso che, nel 2017, la spesa media sostenuta dalle famiglie cremonesi è di 338,34 euro, valore in calo del 4,2% rispetto al 2016.

Prestiti personali e cessioni del quinto

Un’altra delle spese che Facile.it ha considerato nella sua analisi dei consumi cremonesi è quella relativa ai prestiti personali e alle cessioni del quinto dello stipendio o della pensione.

Se si guarda ai soli prestiti personali, la richiesta media presentata nei primi 8 mesi dell’anno dai cremonesi alle finanziarie è stata pari a 9.903 euro, con un piano di restituzione di poco inferiore ai 5 anni (58 mensilità). Fanno capo a un abitante di Cremona e provincia il 3,5% di tutte le richieste di prestito presentate in Lombardia.

Esaminando invece i dati relativi alla cessione del quinto emerge un quadro diverso. Chi ha cercato di ottenere questa particolare forma di finanziamento ha chiesto, da gennaio ad agosto 2017, in media circa 16.300 euro, da restituire in un tempo davvero lungo: più di 8 anni (97 mensilità). In questo caso, fanno capo ai cremonesi il 3% delle richieste totali di cessione del quinto presentate in Regione.

«Prosegue il percorso di ampliamento della rete di store fisici a marchio Facile.it e dopo Varese e Bergamo abbiamo decise di aprire a Cremona» ha dichiarato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato della società. «Il nuovo spazio, situato in Corso Garibaldi 6, offrirà ai cremonesi un’ulteriore opportunità di risparmio sulle spese della famiglia. Un team di consulenti dedicati sarà a disposizione di chi si recherà nel punto vendita per analizzare il suo profilo utente e aiutarlo a scegliere i prodotti migliori disponibili sul mercato. L’obiettivo è di comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità, anche a un pubblico non ancora abituato a usare gli strumenti di comparazione online, di ridurre le spese.».

*L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 30.613 preventivi (2.427 nel solo mese di novembre 2017) effettuati a Cremona su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 novembre 2016 e il 30 novembre 2017 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

** L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC moto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 3.072 preventivi effettuati a Cremona su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 novembre 2016 e il 30 novembre 2017 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

Turismo Extra Lusso a Firenze

Scritto da florencetours il . Pubblicato in Moda, Turismo, Viaggi

La guida Condé Nast Johansens ha diffuso i risultati di una ricerca sul comportamento dei turisti del segmento lusso, su mille utilizzatori delle prestigiose guide di Condé Nast Johansens intervistati sono venute fuori interessanti informazioni e alcune sorprese.
Le maggiori sorprese sono venute fuori quando agli interessati è stato chiesto quali sono le città che desiderano visitare nei prossimi due anni, dopo la sempre richiestissima New York sono state menzionate a pari merito al secondo posto Parigi e un pò a sorpresa Firenze che come la capitale francese ha ottenuto il 23% delle preferenze.
Firenze non è certo una sorpresa come città turistica essendo una delle città più visitate in italia con ben oltre dieci milioni di presenze annuali e un numero imprecisato di Florence tours che quotidianamente vengano organizzati da tour operator di tutto il mondo.
Ciò che però risalta da questa ricerca della guida Condé Nast Johansens è il target dei turisti convolti nel sondaggio, in questo caso si tratta di persone molto facoltose e non del classico flusso turistico mordi e fuggi che caratterizza le città d’arte.
Solitamente questo target è più orientato verso mete espressamente votate alla vacanza di lusso e meno a quella culturale e artistica, ciò che ha portato Firenze nell’immaginario di questo target turistico molto esclusivo, è l’immagine che il famoso capoluogo Toscano è riuscito a dare nel mondo.
Firenze negli ultimi anni non si è presentata al mondo solo come città d’arte, ambito nel quale eccelle da sempre ma è anche stata teatro e location di moltissimi eventi di livello mondiale e sempre più spesso meta di personaggi di livello mondiale provenienti dai settori più in vista come la moda, il cinema, la politica.
Questi eventi esclusivi hanno nuovamente ricoperto di oro Firenze da un punto di vista dell’immagine sempre di più associata al settore del lusso, non solo hanno fatto conoscere sempre di più la città nel mondo ma hanno anche modificato il modo con il quale la famosa città Toscana viene immaginata dall’esterno, chi pensa di visitare Firenze oggi non si limita solo a pensare solo ad una città d’arte ma si immagina anche un luogo denso di locations incantevoli ed esclusive, come testimoniato dal successo che sta avendo Firenze nell’ospitare matrimoni esclusivi extra lusso.
La ricerca eseguita dall’importante guida turistica ha voluto analizzare non solo i viaggi già fatti ma anche i programmi di viaggio futuri degli esigenti turisti, ciò che rende interessante questa ricerca è la particolarità del target coinvolto in quanto si tratta di viaggiatori di lusso che mediamente spendano all’anno quasi dieci mila euro per viaggiare.
La spesa di questo target turistico si concentra sul hotel di lusso, cibo di qualità, spese di viaggio e spostamento oltreché servizi aggiuntivi presenti sul luogo di destinazione che si differenziano a seconda delle caratteristiche delle località scelte.
Il cibo di qualità è un altro aspetto che ha elevato Firenze tra le città più scelte dai viaggiatori di lusso, non solo Firenze ma tutta la Toscana è un luogo estremamente conosciuto e rinomato per la qualità del cibo e degli eccellenti vini apprezzati e serviti nei migliori ristoranti del mondo.

Intervista Giancarlo Morandi: siamo preparati al boom dell’eMobility

Scritto da Mauro Spagnolo il . Pubblicato in Ambiente, Aziende

Come funzione il sistema italiano per la gestione del fine vita di pile, accumulatori, RAEE e moduli fotovoltaici? Lo scopriamo con un viaggio a 360° nel mondo COBAT, il Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, guidati dal suo Presidente, Giancarlo Morandi. L’intervista di Mauro Spagnolo, direttore di Rinnovabili.it

Intervista Giancarlo Morandi (Rinnovabili.it)

Presidente, il Consorzio che lei rappresenta ha un’attività particolarmente differenziata. Esattamente in quali settori operate?
Ormai il Cobat ha scelto di essere, nell’ambito dell’economia circolare, un attore a tutto campo. Noi riteniamo importante applicare integralmente il paradigma di questo nuovo approccio al sistema produttivo e quindi vorremmo potenzialmente trattare tutti i materiali che arrivano a fine vita utile recuperando le materie prime di cui sono costituiti o, addirittura, avviandoli a nuova vita per un riuso. In altre parole: attualmente il Cobat non si pone limiti merceologici. E questo anche perché la tipologia di prodotti che, obbligatoriamente, debbono essere riciclati è in continua implementazione. Ad esempio, il primo gennaio 2018 aumenterà ulteriormente l’elenco di categorie merceologiche che obbligatoriamente necessitano di essere raccolte e riciclate, e non sarà l’ultimo passaggio: la Comunità Europea integra periodicamente l’elenco, e l’Italia si adegua.

Di quali prodotti maggiormente vi occupate?
Il Consorzio, tradizionalmente, raccoglie e avvia al riciclo ogni tipo di accumulatore elettrico, dalle batterie al nichel-cadmio a quelle al litio, oltre a tutti i tipi di accumulatori da noi denominati “pile”, cioè quelle dell’uso domestico e delle piccole apparecchiature. Oltre a questa famiglia di accumulatori, ci occupiamo di tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche domestiche, dall’asciugacapelli al frullatore, dal televisore al frigorifero e al computer. All’interno di questi prodotti vi sono materie prime importanti e costose, come l’oro, l’argento e il rame che, se vengono recuperate, possono essere di nuovo avviate sul mercato.

Nel 2018 si concluderà il progetto che avete commissionato al CNR, con il coordinamento del Politecnico di Milano, per la realizzazione di un impianto pilota con il quale sperimentare tecnologie di ultima generazione per il trattamento, ed il recupero, di accumulatori al litio. Di cosa si tratta?
Mentre per le batterie al piombo, nonostante siano state progettate 150 anni fa, è stato sempre possibile recuperare il piombo, la plastica e l’acido solforico, nelle batterie al litio, ancor oggi e a livello mondiale, non esiste una tecnologia matura e testata su scala industriale che consenta il recupero del prezioso elemento presente nell’accumulatore. Fino ad oggi le piccole batterie al litio che si recuperano dalle nostre apparecchiature elettroniche vengono portate in due grandi impianti in Francia e in Belgio dove vengono bruciate nei forni.

Noi stiamo studiando, insieme al CNR, un sistema per riuscire a recuperare il litio all’interno della batteria oltre, naturalmente, a tutti gli altri componenti. Siamo al secondo anno di attività e prevediamo, entro il 2018, di realizzare un impianto pilota per testare la nuova tecnologia per il recupero del litio e di altri materiali tra i quali anche il costosissimo cobalto. In particolare il recupero del litio assume una grande importanza in quanto si prevede un’esplosione di questa tipologia di batterie con lo sviluppo del mercato dei veicoli elettrici. L’attuale produzione di litio nel mondo difficilmente riuscirà a far fronte, a lungo, al suo fabbisogno per cui è indispensabile trovare il modo di recuperarlo.

A proposito delle auto elettriche. Energy storage è un altro vostro progetto che mira a sviluppare la fattibilità del riutilizzo degli accumulatori delle auto elettriche per sistemi di accumulo stazionario. E’ davvero possibile immaginare che una batteria da un’autovettura vada a finire in una centrale di accumulo?
Si tratta di una intuizione che abbiamo condiviso con Enel e Class Onlus per garantire agli automobilisti, che desidereranno acquistare un’auto elettrica, il riutilizzo della loro batteria. Debbo premettere che parliamo di batterie non giunte a fine vita, bensì quelle che hanno perso la potenza necessaria allo spunto richiesto per una autovettura, e che al contempo sono ancora in grado di funzionare per accumulare energia elettrica. Il progetto prevede un sistema di raccolta di queste batterie, di ricondizionamento e di inserimento in impianti ENEL di stoccaggio.

Intervista integrale suRinnovabili.it

AE Morgan: “Taglio spesa pubblica e innalzamento tasse peggiora la situazione dell’Italia”

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende, Economia

Consulenti d’impresa specializzati in internazionalizzazione, gli esperti di AE Morgan evidenziano come le politiche di austerità abbiano peggiorato le condizioni dell’economia italiana.

AE Morgan

Cresce la povertà in Italia. AE Morgan: “Problemi hanno origini lontane”

Si fa sempre più disastrata la condizione del tessuto sociale ed economico delle città italiane. A dipingere il quadro, drammatico, della situazione ci hanno pensato i dati della Commissione sulle periferie, geografiche ed economiche. Nella relazione finale sono emerse in tutta chiarezza le difficoltà che riguardano ormai un italiano su due: una popolazione di 30 milioni di persone interessata da fenomeni quali degrado e crescente povertà finanziaria. Mentre le principali metropoli europee come Parigi e Berlino vanno allineandosi con l’Agenda Urbana delineata dal patto di Amsterdam, comprensiva di un piano d’azione che passa attraverso la riqualificazione delle periferie, quelle italiane se ne allontano sempre di più. Commercialisti italiani a Londra, gli esperti dello studio AE Morgan chiariscono come la situazione sia stata aggravata da politiche di austerità che hanno finito col produrre effetti indesiderati. I tagli alla spesa pubblica e l’aumento del peso delle imposte fiscali hanno reso infatti i cittadini della penisola sempre più poveri. Per questo motivo sono sempre di più quelli che scelgono d’investire all’estero. Partner ideali nel percorso d’internazionalizzazione, i commercialisti a Londra di AE Morgan sono pronti ad aiutare chiunque abbia necessità di aprire una società in Inghilterra o in altri Paesi, in piena conformità con la legge. Profondi conoscitori del sistema normativo italiano, europeo e inglese, accompagnano i clienti verso orizzonti economici più sereni rispetto a quelli offerti dall’Italia, consci del fatto che nel breve periodo difficilmente il Belpaese riuscirà a riscattare tutti gli errori del recente passato.

Aprire una società in Inghilterra, AE Morgan delinea i vantaggi

Commercialisti italiani a Londra da più di un decennio, gli esperti dello studio di AE Morgan si sono specializzati nel fornire consulenza a quei professionisti desiderosi di aprire una società in Inghilterra, o in generale che progettano di investire i propri capitali in uno scenario capace di garantire maggiori possibilità di sviluppo. In questa ottica il Regno Unito si configura come meta ideale per i professionisti: la bassa tassazione e l’efficiente burocrazia sono un terreno fertile sul quale far crescere con successo il proprio business. Tra le forme di società ammesse, i commercialisti di AE Morgan ricordano le ltd: tra i vantaggi costi di gestione, chiusura e costituzione ridotti, capitale sociale minimo di una sterlina, iscrizione non obbligatoria alla Camera di Commercio e processi di deduzione fiscale flessibili. Aprire una società in Inghilterra, inoltre, non richiede la necessità di avvalersi della figura di un notaio, a differenza ad esempio del caso dell’Italia. Partner per l’intero percorso d’internazionalizzazione, dal momento della costituzione di una società sino alla sua amministrazione, gli esperti di AE Morgan affiancano le imprese con i propri servizi di consulenza in materia ambientale, finanziaria, lavorativa, fiscale, bancaria, societaria e tributaria.

Imprenditoria: la storia di Gregorio Fogliani e la nascita di QUI! Group

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Gregorio Fogliani, attivo sin dalla giovane età come imprenditore nella città di Genova, è Presidente e fondatore della società attiva nel campo dei buoni pasto e dei titoli di legittimazione, QUI! Group.

Gregorio Fogliani, presidente di QUI! Group

Gregorio Fogliani, dall’esordio imprenditoriale alla fondazione di QUI! Group

Classe 1957, Gregorio Fogliani scopre la vocazione per il mondo dell’imprenditoria quando è poco più che ventenne, agli inizi degli anni ’80 guida infatti un importante locale di Genova, il Moody. Alla fine di questo decennio arriva una nuova intuizione: in collaborazione con alcuni soci decide di dare vita a un’azienda capace di affiancare le imprese attraverso servizi dedicati, QUI! Ticket Services, e di cui diviene presto Presidente. Da questo momento, grazie all’impegno costante in ricerca e sviluppo, ha inizio un percorso di espansione che porterà la società a espandersi e a fornire soluzioni sempre più innovative. In questo senso rientra ad esempio l’immissione sul mercato, nel 2004, del buono pasto elettronico. Diventata nel frattempo QUI! Group, la società presieduta da Gregorio Fogliani nel corso degli anni successivi avvia numerose collaborazioni con importanti realtà aziendali e istituzionali quali Enel, Consip, Presidenza del Consiglio, Guardia di Finanza e Ministero della Giustizia. Un successo che dà origine al più grande circuito di loyalty in Europa, comprensivo di oltre 27.000 esercizi commerciali convenzionati e a una speciale partnership con Poste Italiane. Gregorio Fogliani si trova così al vertice di un’azienda che si è saputa ritagliare un posto di primaria importanza nel settore della monetica e dei titoli di legittimazione in Italia. Inserito, nel 2016, tra i numeri uno d’Italia da Capital, l’imprenditore di Genova è stato insignito di numerosi riconoscimenti. Oltre al Premio Carli, ha conseguito insieme a QUI! Group il Rating di Legalità dell’Antitrust e il patrocinio dall’Agenzia per l’Italia Digitale.

Solidarietà, l’impegno personale di Gregorio Fogliani

In contemporanea all’attività di imprenditore, Gregorio Fogliani si è dedicato a numerosi progetti solidali. È in questa ottica che ha sostenuto nel 2007, attraverso QUI! Group, la nascita della onlus QUI Foundation. Imprenditore di Genova attento al rispetto dei valori di trasparenza e legalità, lavorando nel mondo dei buoni pasto e dei servizi alle aziende ha avuto occasione di toccare con mano il tema dello spreco alimentare. Secondo un recente studio, in Italia ammontano a 5 milioni le tonnellate di cibo che ogni anno rimangono infatti invendute e finiscono dritte nella spazzatura, sebbene siano sempre di più le persone in condizioni di difficoltà che faticano a reperire lo stretto necessario per vivere. Una contraddizione evidente a cui occorre trovare al più presto una soluzione. Per questo motivo Gregorio Fogliani si è impegnato in prima persona, mettendo in campo a partire dal 2008 il progetto “Pasto Buono”. Oltre a sensibilizzare il pubblico sul tema, l’iniziativa ha sviluppato un network grazie al quale le derrate alimentari, sane e rimaste invendute delle attività commerciali, vengono raccolte e distribuite a favore dei più bisognosi. Il progetto è stato coronato dal successo, riconosciuto dalla FAO come partner nell’ambito del programma “Save Food” e dalla Commissione Europea come good pratice nella lotta allo spreco alimentare.

Sfida, il nuovo singolo dei Desma

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

il brano, nuovo inno della squadra di Pallanuoto An Brescia, in radio e sui principali digital stores

Presentato ufficialmente a Mompiano mercoledì 20 dicembre in occasione dell’incontro  di Champions tra An Brescia e Jug, Sfida è il nuovo singolo che i Desma hanno composto e che la squadra ha adottato come inno ufficiale.
Il progetto di crescita di una società, passa anche attraverso elementi che possano sembrare complementari ma che in realtà contribuiscono a creare ambiente intorno alla squadra”, dice il Presidente dell’An Brescia Andrea Malchiodi.
Se il respiro a volte mancherà e ti sembrerà di affogare, ricorda che ti sostiene una città che saprai  onorare” sono le parole del ritornello di Sfida.
Il brano ha lo scopo di incitare gli atleti in vista dello scontro sportivo, durante il quale, come sempre, lotteranno fino all’ultimo respiro per conquistare la vittoria .
In un’ottica più ampia, invece, ognuno di noi può interpretare il brano come una vera e propria esortazione a sfidare se stessi, con l’obiettivo di oltrepassare i propri limiti.

Desma è una  band di rock elettronico italiano , nati nella provincia di Brescia ed attivi dal 2009.
Oltre ad una intensa attività live, partecipano a vari concorsi ottenendo risultati di grande interesse, tra cui spicca la vittoria nella prima edizione del contest nazionale “Battle of the Bands” organizzato da Virgin Radio e Hard Rock Cafè, dove conquistano il parere positivo della giuria (tra cui figuravano, tra gli altri, Piero Pelù e Ghigo Renzulli dei Litfiba) e la possibilità di esibirsi come opening act per “Iggy and the Stooges”, in piazza della repubblica a Firenze, nell’ambito della manifestazione “Hard Rock Cafè Rocks The Square 2012”, davanti ad un pubblico di 10.000 persone.
In seguito a questa importante esperienza, la band si concentra sulla realizzazione del primo album, dal titolo “Identità anonime” pubblicato nel novembre 2014 che viene accolto con recensioni molto positive dalla stampa di settore.
Dopo un cambio di formazione, che porta all’ingresso di un nuovo frontman, la band si dedica alla stesura di nuovi brani, tra cui il singolo “Sangue digitale”, in rotazione radiofonica dal  14 ottobre 2016 il cui video è stato presentato  in anteprima esclusiva su Loudvision.
Sfida è il nuovo lavoro, inno ufficiale della squadra di pallanuoto An Brescia e brano che sarà inserito nel nuovo album della band, in lavorazione e di prevista pubblicazione nei primi mesi del 2018.

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