Archivio per 14 novembre 2017

Sono già 100 i giovani che lavorano per la startup – ProntoPro cerca 20 talenti digitali entro la fine dell’anno

Scritto da Alessandra Moretti il . Pubblicato in Aziende, Economia

Diversi i profili richiesti: dall’Head of Product a figure in ambito sales, product e marketing

“A 2 anni e mezzo dalla nascita della nostra azienda siamo diventati 100, ma vogliamo diventare 120 entro la fine del 2017” con queste parole Marco Ogliengo, Amministratore delegato di ProntoPro.it , ha annunciato il piano di assunzioni che interesserà gli ultimi mesi dell’anno.

La startup, nata da un’idea di Marco Ogliengo e Silvia Wang, continua a crescere a ritmi molto sostenuti registrando tassi di sviluppo del 20% ogni mese e sta cercando profili capaci di contribuire a determinare la trasformazione di ProntoPro in una global company che operi e si sviluppi in un contesto internazionale oltre che nazionale, dove è già leader nel mercato dei servizi.

“Solo il 2% delle startup italiane ha uno staff superiore alle 50 persone e ProntoPro è riuscito ad entrare in questo ristretto gruppo di aziende in pochi mesi. – ha detto Vito Lomele, fondatore di Job Rapido e membro del CdA in ProntoPro – Credo che i ritmi di crescita di questa startup siano un importante esempio di growth hacking in Italia e sono sicuro che la loro storia sarà fonte di ispirazione per nuovi imprenditori nel nostro Paese”.  

“I risultati raggiunti sono il frutto di duro lavoro, di una strategia di crescita definita, ma soprattutto dell’impegno, della passione e della dedizione delle persone che sono entrate a far parte del nostro team – ha dichiarato Marco OgliengoSono molto orgoglioso di quello che siamo riusciti a fare in così poco tempo, ma sono consapevole del fatto che la strada sia ancora in salita e che per continuare a sostenere questi ritmi sia indispensabile assumere persone motivate e valide come quelle già presenti in azienda”.

Le persone che si uniranno al team dovranno essere capaci di unire un’elevata competenza con doti di flessibilità e creatività e al di là di età ed esperienza maturata, è determinante essere intraprendenti, proattivi e con una reale volontà di crescita in tempi molto brevi.

I profili cercati, visibili al link:  https://www.prontopro.it/lavora-con- noi/ sono vari: si va dall’Head of Product al Senior Systems Engineer, a diverse figure quali creativi, startupper e persone che si dedichino alla consulenza commerciale.

1 milione di italiani non pagano la bolletta telefonica

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, Economia, Tecnologia

Secondo l’analisi di Facile.it (https://www.facile.it/adsl.html) il 5% degli intestatari di un contratto di telefonia fissa o ADSL non paga la bolletta, vale a dire circa 1 milione di italiani. Il dato, emerso dalla valutazione di oltre 30.000 contratti telefonici analizzati dal comparatore nel corso del 2017, evidenzia un malcostume alquanto diffuso nel Paese.

«Un cliente viene considerato dalla compagnia telefonica un “cattivo pagatore” nel momento in cui questo, a seguito del mancato pagamento di alcune bollette e nonostante i solleciti dell’operatore, continuasse a non saldare quanto dovuto», spiega Andrea Bordigone, responsabile BU telefonia di Facile.it.

Se molti possono immaginare quali siano le conseguenze di questo gesto, quello che non tutti sanno è che, smettendo di pagare la bolletta, il moroso rischia di finire nella “black list” dell’operatore telefonico e, nel caso in cui volesse stipulare in futuro un nuovo contratto, la compagnia potrebbe rifiutarsi di farlo.

Oggi ogni azienda ha la propria “lista nera”; questo significa che una persona può risultare “cattivo pagatore” per una compagnia e non per l’altra. Attenzione però perché alcuni provider possono arrivare a negare il contratto anche qualora solo un componente del nucleo famigliare sia stato segnalato in passato.

E presto la situazione potrebbe diventare ancor più complicata per coloro che non vogliono far fronte ai costi telefonici. A fine 2015 il Garante per la Privacy ha dato il suo benestare alla realizzazione di un database condiviso e accessibile a tutte le compagnie telefoniche, il S.I.Mo.I.Tel., nel quale potranno essere iscritti tutti quei “clienti seriali” che intenzionalmente non pagano bollette per un valore complessivo di 150 euro.  Quando il registro entrerà in attività, i cosiddetti “turisti telefonici” avranno certamente vita dura.

Cosa accade se non si paga la bolletta

Un ritardo sul pagamento di una fattura telefonica non rappresenta generalmente un problema, ma comunque il cliente dovrà corrispondere quanto dovuto maggiorato dagli interessi di mora.

Se invece il numero di bollette non saldate aumenta e il cliente non dà seguito alle segnalazioni della compagnia telefonica, questa potrebbe decidere di limitare o interrompere il servizio erogato. Se questo non bastasse, dopo le opportune comunicazioni e tentativi di conciliazione, l’operatore potrebbe decidere di passare la pratica ad una società di recupero crediti.

Nei casi più gravi, quando gli importi arretrati sono importanti, il provider potrebbe addirittura presentare un ricorso al giudice competente e ottenere un decreto ingiuntivo che, qualora ignorato, può dar vita ad una esecuzione forzata dei beni del debitore; si tratta però di una strada molto lunga e costosa, pertanto quasi mai praticata.

Come fare per uscire dalle black list della compagnia

Se si è finiti nella black list dell’operatore la soluzione è una sola; saldando le bollette arretrate, maggiorate dagli interessi, si può tornare nella white list. Le tempistiche variano da gestore a gestore, ma potrebbero non essere brevissime ed è bene considerare che alcune compagnie potrebbero comunque decidere di lasciare il cliente nella black list aziendale dei soggetti con cui non si vuole avere più rapporti.

Il S.I.Mo.I.Tel avrà invece delle regole diverse; i dati dei clienti segnalati saranno conservati per 36 mesi e, superato questo termine, verranno automaticamente cancellati. Coloro che invece regolarizzeranno la loro posizione prima, avranno diritto ad essere eliminati dal registro entro 7 giorni lavorativi.

Menopausa a 40 anni: è possibile così in anticipo?

Scritto da Rossana Amarelli il . Pubblicato in Salute

La menopausa a 40 anni è una sentenza che può suonare strana, perché generalmente la fine del ciclo mestruale avviene fra i 45 e i 55 anni. Quando avviene tra i 40 e i 45 anni si parla di menopausa anticipata, mentre si tratta di menopausa precoce quando avviene addirittura prima dei 40 anni.

Questo tipo di alterazione può essere anche diffuso a livello familiare, ponendo il caso che una vostra sorella sia entrata in menopausa a 39 anni, ci sono significative possibilità che quello che è solo un richio si tramuti in realtà. Quello che si può fare è iniziare ad adottare sane abitudini nella vita di tutti i giorni, un esempio su tutti può essere lo smettere di fumare se si è fumatrici. Il motivo è semplice: il fumo può contribuire ad anticipare la menopausa di due anni.

Quali possono essere i segnali inequivocabili che indicano una menopausa precoce? Intanto bisogna specificare che una donna si dice in menopausa quando non ha più mestruazioni da almeno dodici mesi consecutivi. Ma vediamo alcuni dei sintomi che possono indicare l’arrivo della menopausa:

  • Il ciclo mestruale è irregolare. Questo è uno dei primi segnali a cui una donna deve prestare attenzione. Quindi la cadenza potrebbe divenire più breve e passare dai canonici 28 giorni a 20 o 25 giorni. Oppure al contrario ritardare e saltare uno o più mesi, e qui si parla di amenorrea;
  • Delle variazioni nella vita sessuale possono essere dei segnali sulla menopausa. Le alterazioni ormonali hanno una forte influenza, possono per esempio causare un calo del desiderio sessuale, una ridotta lubrificazione vaginale e a seguire la secchezza vaginale con specifiche criticità nei rapporti sessuali;
  • Un altro effetto collaterale sono le vampate di calore, ovvero il percepire una improvvisa sensazione di calore e a seguire una copiosa sudorazione.

Come si può affrontare in modo relativamente sereno un tale fenomeno? E’ chiaro che una donna che si sente ancora in età fertile, sentirsi dire e rendersi conto di non poter più avere figli è emotivamente sconvolgente. Di conseguenza è di fondamentale importanza assumere un atteggiamento sereno e calmo per non lasciarsi andare nello sconforto. A questo punto il supporto emotivo e di informazione (la ricerca tuttora sta cercando di chiarire meglio le cause del fenomeno) del proprio medico curante sono categorici, poiché possono aiutare la donna ad aver un maggiore senso di controllo e coscienza di ciò che le sta accadendo e come affrontarlo in modo adeguato.

Repetita “non” iuvant: WAP-billing in malware Android di nuova generazione

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Xafecopy si maschera da app per migliorare le prestazioni della batteria

Bochum- Chi è stato indotto ad acquistare un servizio in abbonamento tramite il proprio dispositivo mobile sa quanto sia frustrante, costoso e tedioso liberarsene. Un malware scoperto di recente è in grado di sottoscrivere dozzine di abbonamenti senza che l’utente lo sappia o dia il proprio consenso. Ben amara la sorpresa, quando arriva la bolletta mensile. 

Il WAP-billing non è una novità

Questo modello di abbonamento è stato per decenni un business diffuso e lucrativo, a volte anche pubblicizzato in modo molto aggressivo su canali televisivi musicali. Inviando un messaggio contenente una parola specifica ad un numero telefonico, si ricevevano suonerie telefoniche, wallpaper oroscopi e similari ad un canone settimanale addebitato in fattura. Ciò ha causato forti critiche da parte delle associazioni dei consumatori, dato che non era sempre chiaro ai fruitori che così facendo, avrebbero sottoscritto un abbonamento.

Questo metodo chiamato “WAP-billing” è ancora in uso al giorno d’oggi come forma di pagamento per servizi o donazioni. È possibile sia inviare un messaggio con una parola chiave ad un numero preciso sia inserire il proprio numero su un sito web.

Che cosa significa esattamente WAP?

WAP è l’acronimo di Wireless Access Protocol (protocollo di accesso senza fili) e indica una categoria di tecnologie che sono la base di partenza dell’odierno Internet mobile. Nei tardi anni novanta erano disponibili dispositivi mobili che potevano accedere ad Internet via WAP, anche l’invio di MMS aveva luogo tramite WAP. Il traffico dati era addebitato ad ogni click. Inoltre WAP poteva essere utilizzato per servizi a pagamento spesso con gran dispiacere degli interessati. Nel frattempo gli operatori si sono evoluti, qualora l’utente acceda ad un servizio WAP a pagamento, dirottano dapprima la pagina per informarlo che il servizio non è gratuito.

Abusi attraverso il malware

Entrambe le modalità di fatturazione sono sfruttate da un nuovo malware Android nascosto in una app che dovrebbe “ottimizzare” la batteria del dispositivo. In realtà la app accede in background a vari siti web attivando automaticamente abbonamenti di cui l’utente sarà a conoscenza solo una volta ricevuta la fattura. Ovviamente i fornitori di servizi a pagamento sono obbligati ad implementare misure di sicurezza per evitare tali illeciti.

Infatti solitamente all’attivazione di servizi simili, l’utente deve a risolvere un CAPTCHA o inserire un codice di conferma ricevuto via SMS. Si tratta di misure che il malware Xafecopy elude simulando la pressione sui tasti e trasmettendola in background. In questo modo la app malevola può sottoscrivere un numero potenzialmente illimitato di abbonamenti.

Chiari indizi indicano l’Asia come fonte del malware.

Come proteggersi

  1. Controllare i diritti di accesso richiesti dalla app e domandarsi se siano coerenti con il compito che deve svolgere la app. Perché una app di ottimizzazione della batteria dovrebbe poter inviare messaggi a numeri a pagamento? Sebbene nelle più recenti versioni di Android sia possibile revocare determinate autorizzazioni anche dopo l’installazione, sarebbe più sicuro porsi delle domande installare l’applicazione.
  2. Chiedere al proprio operatore di bloccare l’accesso ai servizi premium. In questo modo è impossibile effettuare sottoscrizioni a servizi tramite WAP, impedendo quindi al malware di prosciugare il conto bancario della vittima mediante abbonamenti indesiderati.
  3. Installare una protezione anti-malware efficace sul proprio smartphone.

Ulteriori informazioni

Per disporre di tutti i dettagli tecnici su Xafecopy basta consultare l’analisi completa del ricercatore G DATA Nathan Stern, disponibile QUI (testo in inglese).

G DATA Software AG

Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.

G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer. Le soluzioni di sicurezza di G DATA sono disponibili in oltre 90 Paesi di tutto il mondo.

Partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP, G DATA ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati.

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