Archivio per 19 ottobre 2017

La crescita dell’Ethereum e il suo impatto sul criptomercato mondiale

Scritto da frigidalorenzo il . Pubblicato in Economia

Ethereum, una piattaforma di trading decentralizzata basata sui blocchi, è stata fondata da Vitalik Buterin e da allora ha avviato una serie di sviluppi nel mercato commerciale. A differenza delle principali varianti delle criptovaluta, l’ether non è stato progettato per circolare come valuta digitale virtuale – è stato creato come alternativa alla valuta fiat per la convalida delle transazioni commerciali. Poiché il numero di investitori e trader che investono sull’ether continua ad aumentare, la blockchain dell’ethereum ha spopolato sul mercato. (Credito delle informazioni: Piattaformetrading).

Ethereum prospera nel mercato asiatico della criptovaluta

Quando è stata introdotta per la prima volta la criptovaluta, la maggior parte dei trader provenienti dagli Stati Uniti e dall’Europa investivano in criptobeni. Tuttavia, le tendenze sono cambiate notevolmente nel corso degli anni. Oggi, alcuni importanti paesi asiatici, come il Giappone e la Corea del Sud, dominano il mercato del trading in criptovaluta.

Nel 2017, il Giappone ha legalizzato la circolazione di Bitcoin e da allora numerosi trader e investitori giapponesi hanno iniziato ad adottare la valuta digitale come modalità alternativa di transazione. Oltre ai Bitcoin, i criptobeni come Ethereum e Litecoin hanno anche fatto la loro incursione in Giappone in seguito.

Andando avanti, quasi il 40% del traffico di Ethereum proviene dalla Corea del Sud. Per essere più precisi, tra le 5 piattaforme principali di Ethereum, 3 sono coreane. Vitalik Buterin, il fondatore di Ethereum, si incontrò personalmente con gli appassionati di criptovalute della Corea, estendendo i legami commerciali con i coreani.

Corea del Sud e il clamore dell’Ethereum

Con centinaia e migliaia di operatori che investono in Ethereum, la Corea del Sud si è evoluta per diventare una delle principali destinazioni per il commercio di Ethereum. Allora, qual è la forza trainante della crescente criptomania della Corea? Vediamo le due ragioni principali che contribuiscono al clamore dell’Ethereum:

  1. In primo luogo, i bambini coreani dell’alta società esperti di tecnologia sono gradualmente entrati a conoscenza dei potenziali vantaggi dei criptoasset commerciali. I figli della ricca alta società, che sono del nuovo millennio, non solo sono dotati della giusta percezione, ma hanno i mezzi finanziari per il trading di beni digitali sulle piattaforme di scambio.
  2. In alternativa, in Corea ci sono solo alcune opzioni di investimento locali che rendono l’Ethereum uno scambio lucrativo. Le due opzioni di investimento sicure in Corea, che comprendono gli immobili e il mercato azionario, hanno adesso perso il loro significato. Inoltre, il gioco d’azzardo ha perso di recente la sua condizione giuridica il che spinge gli amanti del rischio verso il mercato volatile della criptovaluta.

L’ether che è entrato recentemente in circolazione ha guadagnato un diffuso riconoscimento in un breve lasso di tempo. Oggi, il mercato dell’Ether non è solo incoraggiato da una vasta gamma di scambi ma è accettato nella maggior parte degli scambi che servono la rete Bitcoin. Oggi i trader e gli investitori che investono in Bitcoin e altre forme di monete digitali su piattaforme di scambio come Bitfinex e Kraken possono acquistare Ether da queste fonti. Con sempre più appassionati di trading che investono volentieri in Ether, l’Ethereum probabilmente dominerà il criptomercato negli anni a venire.

C’è chi dice no

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

CiocchinBò, Associazione Italiana Maestri Cioccolatieri, è contraria al cambio di location del Cioccoshow per l’edizione 2017: uno spostamento approvato da CNA Bologna ma ritenuto altamente lesivo sia in termini economici che di immagine

Ci vogliono anni per far crescere una manifestazione ma basta davvero poco per metterla a rischio. Questo il pensiero di CiocchinBò, Associazione Italiana Maestri Cioccolatieri, espresso martedì 17 ottobre nel corso della conferenza stampa convocata per comunicare ai media la propria contrarietà in merito alla decisione del Comune di Bologna di spostare il Cioccoshow. L’annuale appuntamento dedicato al mondo del cioccolato artigianale, si terrà infatti non più nella centralissima Piazza Maggiore bensì relegato nella più decentrata Piazza XX Settembre. L’evento bolognese, il più importante del settore a livello nazionale, è da anni molto sentito, non solo dal pubblico ma anche dagli iscritti all’Associazione che vi partecipano con tutto il loro seguito con convinzione, affezione e notevoli risorse. Non si tratta di un mero momento di vendita ma un’occasione di incontro con il grande pubblico e di diffusione della cultura del cioccolato che, come tale, merita una vetrina di primo piano alla stregua di Piazza Maggiore: “noi siamo sempre aperti al dialogo – spiega Giuseppe Sartoni, Presidente dell’Associazione CiocchinBòpurché si trovi una soluzione che non infici il prestigio dell’evento. Avevamo proposto via Rizzoli o via Indipendenza, ma riteniamo che Piazza XX Settembre sia troppo decentrata e che non crei il giusto richiamo per mantenere vivo il successo del Cioccoshow, dopo tutto l’impegno profuso per elevarlo a livello nazionale e oltre”.

Anche Marco Biolzi, membro di ACAI, l’Associazione Cioccolatieri Artigiani Italiani, conviene sul fatto che lo spostamento sia peggiorativo: “nel considerare Piazza XX Settembre una zona da riqualificare, il Comune ha implicitamente ammesso il minor prestigio dell’area e quindi il cambiamento sfavorevole della location”.

Un decentramento, quello dell’anno in corso, che peraltro non si spiega neanche in ragione dell’abbattimento dei costi, visto il contributo elevato e sproporzionato rispetto alla location concessa: “non ci spieghiamo il motivo per cui lo scorso anno in Piazza Maggiore per cinque giorni ci sia stata richiesta una cifra pari a circa 780 euro + iva per ciascuna delle cinque giornate di esposizione, mentre per quest’anno il conto economico richiesto ammonti a circa 830 euro + iva per ognuna delle tre giornate, nonostante la posizione molto meno frequentata e lo sgravio da parte del Comune della tassa di occupazione di suolo pubblico che, insieme alla tassa per i rifiuti, constava di circa 4000 euro per la durata complessiva dell’evento”, afferma Antonio Schettini, Presidente dell’Associazione Choco Amore.

Non è solo una questione di denaro, ma si tratta del tradimento del rapporto affettivo instaurato in questi anni con Bologna e il suo pubblico. Basti pensare che alcuni miei clienti mi contattano, anche dall’estero, per potermi raggiungere nei giorni di manifestazione direttamente allo stand – si rammarica Marina Marchiori, Vice Presidente dell’Associazione CiocchinBò, che continua: “è inammissibile che una decisione di tale portata sia stata presa senza aver preventivamente interpellato i fautori del successo stesso della kermesse, ovvero i Maestri Cioccolatieri, anima pulsante del Cioccoshow. Rende perplessi il fatto che CNA Bologna ci abbia comunicato questa scelta soltanto a luglio, nonostante fosse a conoscenza del cambio di ubicazione già dal mese di febbraio, così come l’irrigidimento della stessa CNA, che non si è opposta a tale scelta e neppure si è fatta portatrice delle nostre istanze e rimostranze”.

Dello stesso avviso anche Giancarlo Maestrone (ACAI): “Siamo basiti per il mancato supporto di CNA Bologna davanti a una scelta che sembra non tener minimamente conto dello sforzo organizzativo dei partecipanti, specialmente in un periodo prossimo al Natale che impone una produzione dedicata e l’abbandono dei propri laboratori. Ecco perché non ci sentiamo più rappresentati dalla compagine associativa, al punto che molti di noi hanno scelto spontaneamente di prendere le distanze dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato”.

Anche Schettini conferma di voler effettuare la disiscrizione dal CNA Bologna, ma un altro dato molto significativo è la spontanea rinuncia di due terzi dei circa 40 associati di CiocchinBò, unitamente a 16 aziende di ACAI e 15 di Choco Amore, all’edizione 2017.

Le Associazioni, pressoché all’unisono, non si accontentano di spiegazioni evasive e aleatorie in merito allo spostamento dell’area di svolgimento, che implica indubbiamente un passo indietro rispetto alle edizioni precedenti, in cui la città è stata letteralmente invasa da oltre 350.000 presenze. Un indotto importante, non solo per gli espositori, ma anche per le attività commerciali del centro storico, così come per quelle ricettive e ristorative, che dovrebbe pertanto stare a cuore a tutte le istituzioni e le compagini associative.

La prossima settimana – preannuncia Sartonici sarà un incontro di interrogazione comunale con un contraddittorio alla presenza della CNA Bologna durante il quale esporremo le nostre ragioni. Abbiamo bisogno di riorganizzarci: già stiamo pensando al prossimo anno e a come imbastire già da ora un’edizione 2018 degna di tale nome. Il nostro atteggiamento sarà estremamente collaborativo, a patto che vengano rispettate anche le nostre necessità”.

Le numerose domande rivolte dai tanti cronisti presenti lasciano presupporre che la questione avrà ulteriori risvolti nelle prossime settimane.

www.ciocchinbo.it

Turismo Equestre, una risorsa importante per i territori rurali europei

Scritto da Fausto Faggioli il . Pubblicato in Lifestyle, Turismo

Dalle iniziative realizzate con successo negli anni passati da Fieracavalli-Verona, è nato il progetto del primo Master Executive di Turismo Equestre. Il settore del turismo equestre è in netta crescita eppure i margini di potenziamento sono ancora notevoli. All’appello manca ancora, ad esempio, un’imprenditoria adeguatamente formata alla nuova metodologia di comunicazione-marketing e social media. Frutto della collaborazione fra CISET (Centro Internazionale di Studi sull’Economia del Turismo, Ca’ Foscari Venezia e Regione Veneto, che da 30 anni è punto di riferimento internazionale sui temi dell’economica turistica), E.A.R.T.H. Academy (European Academy for Rural Territories Hospitality  che promuove lo sviluppo economico rurale con una rete europea di scambio di buone prassi) e FIERACAVALLI-Verona (Manifestazione di riferimento per il panorama equestre internazionale), il Master Executive sarà un vero e proprio spazio di «lavoro intelligente», agile, che permetterà di attivare relazioni feconde e risultati immediati. L’occasione ideale per gli operatori del settore di approfondire le potenzialità del turismo legato al mondo dei cavalli fra gli attori della filiera turistica e quelli del panorama equestre pubblico, privato e dei GAL.

«Turismo equestre fa rima con turismo slow, ecco, quindi che si entra subito nel settore in crescita del “nuovo turismo”, quello che consente di esplorare il territorio – spiega Mara Manente, direttore del Ciset – lontano dalla congestionata vita di città e lontano anche dai classici circuiti turistici. Sono di questi mesi le discussioni, anche accese sulla differenziazione dell’offerta turistica e sullo sviluppo di destinazioni cosiddette “minori”. Il turista a cavallo, per così dire, è una delle risposte possibili».

«Il Turismo Equestre – prosegue Fausto Faggioli, presidente di E.A.R.T.H. Academy – è un tema di grande attualità con trend in continua crescita in molti Paesi a livello internazionale ed è una risorsa sempre più importante per i nostri territori rurali, in particolare per quelli rimasti più al margine dei processi di modernizzazione territoriale. Rappresenta un prodotto turistico in crescita e con opportunità di sviluppo che gli derivano dalla capacità di rispondere ad alcune tendenze emergenti nella domanda turistica che tendono a premiare forme di fruizione meno massificate e più attente ai valori della natura, della cultura, dell’enogastronomia, della campagna in chiave sostenibile. Sempre nell’ottica di ricadute economiche sulla destinazione».

Termina Armando Di Ruzza, direttore commerciale di Fieracavalli-Verona: «Con il programma di questo Master Executive, si continua nell’attento lavoro mirato ad arricchire il proprio calendario fieristico con eventi capaci di valorizzare l’offerta del territorio e di proiettarsi sul mercato internazionale. Sarà il primo Master in materia di Turismo Equestre, unico in Europa, improntato all’acquisizione di conoscenze direttamente sul campo, atto a fornire una precisa panoramica su una selezione di specifiche tematiche, facendo riferimento a casi europei molto diversi tra di loro per dimensioni e contesto nazionale. Già da questa prima edizione, un Master per una manifestazione che è punto di riferimento internazionale, con particolare riguardo all’area mediterranea che vanta antiche e consolidate tradizioni equestri».

Gli argomenti del Master che si svolgerà venerdì 27 ottobre dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 17:00, anche nell’ottica dei programmi U.e. di sviluppo territoriale 2020, verteranno principalmente sulle potenzialità del Turismo Equestre e le sue ricadute economiche sulla destinazione e sabato 28 ottobre dalle ore 10:00 alle 13:00 si terrà un B2B con Operatori per far incontrare la domanda con l’offerta del Turismo Equestre. Il Master servirà inoltre a far partire l’Osservatorio permanente di Turismo Equestre.

INFO

Fausto Faggioli,  presidente E.A.R.T.H. Academy

Cell. +39 335 6110252       ff@fattoriefaggioli.it

Le 10 cose da non fare mai sotto la doccia: gli errori più comuni nell’infografica di Grandform

Scritto da ZenzCom il . Pubblicato in Beauty & Wellness

Quali sono gli errori più comuni che commettiamo sotto la doccia? Non ci crederete ma alcune delle azioni più semplici che commettiamo tutti i giorni facendo la doccia sono in realtà molto sbagliate e non andrebbero proprio fatte per andare incontro al nostro benessere.

In questa infografica abbiamo voluto raccontare il rapporto con la doccia da un punto di vista nuovo e anche divertente: scopriamo insieme quali sono le soluzioni per fare la doccia senza sbagliare mai più: grafica e contenuti sono stati realizzati a cura di Grandform (gruppo SFA Italia SpA), l’azienda leader nel settore dell’arredo bagno e innovativa per quanto riguarda le soluzioni di benessere e di design.

La ricerca di Grandform ha permesso di evidenziare le abitudini sbagliate (sappiamo che non usate una crema idratante dopo aver fatto la doccia!) e quelle più curiose (non trascurate la pulizia dei piedi!). Buon viaggio alla scoperta dei consigli per fare la migliore doccia della vostra vita!

↓ Qui di seguito potrete osservare l’infografica Grandform: per ingrandirla basta cliccarci sopra ↓

Hai trovato interessante questa infografica dedicata agli errori più comuni che facciamo in doccia? Pensi che possa essere utile da proporre ai visitatori del tuo sito o blog? Se desideri ripubblicarla, non dovrai fare altro che effettuare il copia-incolla di questo codice HTML:

LA NUOVA PROTAGONISTA DEL PROGETTO #SERIALDREAMERS DI HIP HOP È BEBE VIO: IL CONCORSO

Scritto da Binda il . Pubblicato in Lifestyle, Moda

Chi non possiede una personale e speciale TO DREAM LIST, a cui tendere in ogni momento della giornata?

Sogni, desideri e obbiettivi che ognuno si prefigge e che guidano di fronte ai bivi che si incontrano sulla propria strada.

Hip Hop sostiene chi coltiva intensamente questi sogni. Proprio per questo, il 16 ottobre sarà on line il sito www.dreamstrong.it che racconterà la vita di Bebe e inviterà i visitatori a scrivere e inviare la propria TO DREAM LIST; in questo modo parteciperanno all’estrazione di un orologio Dream Strong by Bebe Vio alla settimana.

Un fortunato vincitore finale, riceverà inoltre una DREAM CARD, vale a dire un bonus di 1.000 euro che servirà a realizzare i propri sogni.

Perché IL TEMPO E’ DALLA PARTE DI CHI SOGNA!

Il concorso sarà valido dal 16 ottobre al 15 dicembre 2017.

DREAM STRONG

Oltre che campionessa Paraolimpica, BEBE VIO è una bravissima graphic designer, come si definisce lei stessa nella bio del suo profilo Instagram: per Hip Hop, si è dunque cimentata e

divertita a disegnare una “capsule collection” composta da due diversi orologi in cui campeggia a grandi lettere la sua visione della vita. La collezione si chiama DREAM STRONG.

BEBE ha voluto lavorare con la linea METAL, che più la rappresenta: determinata e forte nel raggiungere i propri obiettivi – come l’acciaio – ma allo stesso tempo leggera e scanzonata –

come il silicone.

E allora… LIVE LIGHT, DREAM STRONG!

I corsi di meditazione a Venezia più ricercati

Scritto da RemigioLordi il . Pubblicato in Lifestyle

Esistono numerosi corsi di meditazione a Venezia gratuiti e non. È possibile scegliere tra vari tipi di meditazione da preferire magari in base a quelle che sono le esigenze di tempo, ma anche per quanto concerne le discipline che vengono messe a disposizione degli utenti. Tra i corsi di meditazione più famosi cioè quello che riguarda il Sahaja Yoga, ovvero lo yoga spontaneo. Si tratta di un metodo di meditazione che è stato scoperto nel 1970 in India ed è diffuso in tutti i paesi del mondo. Questo metodo consiste nella possibilità di liberare la propria mente e di meditare su tutti quelli che sono i segreti della vita. Un altro corso di meditazione a Venezia che potrebbe essere seguito riguarda il corso sulla compassione e la cura di te. Si tratta di un corso per la meditazione che serve a far riscoprire la propria consapevolezza. Questo corso consiste in una sorta di passeggiata nell’anima che vi garantirà di coltivare la fiducia la felicità e del benessere.

Trova un corso di meditazione a Venezia

Se avete intenzione di trovare un valido corso di meditazione a Venezia, allora potete cercare in rete tra gli esperti del settore così da potervi garantire senza troppi problemi tutte le informazioni di cui avete bisogno. Ogni corso sarà strutturato in sezioni differenti e secondo l’Organizzazione, avrà dei diversi moduli. Bisognerà trovare un corso che sia compatibile con i vostri impegni e poi iniziare questo percorso individuale in modo tale da potervi garantire di raggiungere ciò che avete intenzione di trovare in questo viaggio. I corsi di meditazione a Venezia così come quelli in altre città, servono proprio a ristabilire un contatto con il proprio io e sono preziosi per coloro che vogliono ritrovare se stessi in maniera naturale e seguendo quelle che sono le indicazioni della cultura orientale.

Agriturismo.it amplia l’offerta del portale con il lancio della sezione “Ristorante”

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Gastronomia e Cucina, Nuovo Sito Web

Agriturismo.it (https://www.agriturismo.it), sito leader in Italia per il settore della ricezione in agriturismo, annuncia il lancio della sezione Ristorante, allargando l’offerta del sito a chi vuole prenotare esperienze culinarie e non solo alloggi.

«Siamo molto orgogliosi ed entusiasti di questa nuova avventura – dichiara Veronica Mariani, fondatrice di Agriturismo.itUn pranzo o una cena in agriturismo, che sia in occasione di una cerimonia o di una scampagnata fuoriporta, è l’occasione perfetta per riscoprire i sapori autentici della terra, con attenzione particolare alle specificità regionali e senza dimenticare il tocco di molti giovani imprenditori, che si cimentano in rivisitazioni davvero particolari. Allargare l’offerta a chi ricerca un agriturismo anche o solo per un pranzo o una cena ci sembra un’ottima opportunità sia per gli utenti sia per i proprietari delle strutture»

Nella ristorazione, di fatti, la partita della digitalizzazione è ancora aperta: stando ai dati dell’ultimo Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano, il 69% delle prenotazioni in ristorante avviene ancora al telefono o al banco. Se l’81% dei ristoratori legge le recensioni online, solo un terzo di loro risulta digitale e quindi presidia in modo costante e corretto la rete, anche per raccogliere prenotazioni e allargare l’utenza.

Con la nuova sezione “Ristorante”, che si affianca a quella “Alloggio”, Agriturismo.it offre la possibilità di cercare e prenotare circa un migliaio di ristoranti in agriturismo. Ogni attività si presenta con una scheda corredata di fotografie e informazioni approfondite che illustrano l’offerta agli utenti, attraverso il racconto del menù, della location, dei prodotti tipici e delle eventuali proposte speciali per vegetariani, celiaci e intolleranti, senza dimenticare la possibilità di ospitare cerimonie, una tendenza sempre più in voga negli ultimi anni.

L’offerta al momento prevede un listing di circa un migliaio di agriturismi e in occasione dell’inaugurazione della sezione, Agriturismo.it ha scovato nei menù 5 prelibatezze davvero particolari.

In Umbria, ad esempio all’Antico Monastero di San Biagio, la regina assoluta del menù è la birra. Persino il tradizionale tiramisù lascia spazio a un più originale birramisù.

In Campania, da Zio Cristoforo, al posto delle le classiche olive si possono assaggiare le salelle ammaccate del Cilento, una varietà speciale che nasce grazie al fortunato ambiente di mare e Parco nazionale del Cilento, che è già stata dichiarata presidio Slow Food. La Toscana è il posto giusto per assaggiare l’antico peposo, una specialità che affonda le sue radici addirittura nel Rinascimento: una pietanza tipica delle campagne fiorentine, che secondo la leggenda è stata ideata dagli operai che avevano bisogno di un piatto sostanzioso ma economico per rifocillarsi dopo il lavoro in fornace. La si può assaggiare al Podere le Serre, in provincia di Grosseto. Sempre in Toscana chi è stufo della solita pasta può provare un accostamento più ardito: le tagliatelle al cacao e peperoncino preparate dall’agriturismo Il Palazzino, in provincia di Livorno. In Sicilia, infine, la cassata è piatto tipico, ma una variante originale è quella scomposta, che viene servita da Sanacore, Trapani.

Come scegliere il vino rosso umbro migliore

Scritto da RemigioLordi il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

L’Umbria, in Italia centrale, è una regione di lussureggianti colline, villaggi e città storiche come Orvieto e Assisi. La sua produzione annuale di vino è inferiore a un terzo della vicina Toscana e la rende la quarta più piccola regione produttrice di vino, in termini di volume. Situato nel cuore della penisola italiana, è avvolta dai vicini della Toscana, delle Marche e del Lazio, ed è infatti l’unica regione italiana con nessuna linea costiera, né un confine internazionale.

Il principale vino rosso umbro

Orvieto, è la più famosa città vinicola dell’Umbria. A metà del 2010 solo il 17% circa dei vini prodotti era di livello DOC, anche se la qualità e la provenienza dei vini rossi della regione Umbria sono in aumento. Questo investimento ha migliorato notevolmente il vino basato sul Sangiovese (la principale varietà rossa della regione), ma molti dei nuovi vini di alta qualità sono Cabernet, Sauvignon, Merlot e Pinot Nero per i rossi, o Chardonnay per i bianchi.

Il clima dell’Umbria è simile a quello della Toscana – inverni freddi e piovosi, estati secche con abbondante sole. L’eccezione a questa è l’area a ovest di Perugia, dove le temperature sono moderate dalle acque del Lago Trasimeno (il più grande lago della penisola italiana).

Anche se meglio conosciuto per i suoi vini bianchi, i due DOCG dell’Umbria sono per i vini rossi. L’uva nativa Sagrantino si è guadagnata un posto di rilievo nella zona di Montefalco, creando vini di grande profondità e potenza, quindi non è stata una sorpresa quando Montefalco Sagrantino ha ricevuto la classificazione DOCG nel 1992. Il secondo dei vini DOCG della regione è il Torgiano Rosso Riserva. Esistono 11 DOC e 6 IGT (Allerona, Bettona, Cannara, Narni, Spello e Umbria IGT in tutta la regione). Si tratta di vini corposi e molto buoni di qualità, apprezzati in vari territori.

Strass termoadesivi online

Scritto da letizia wd il . Pubblicato in Aziende, Beauty & Wellness, Moda

Strass termoadesivi online – Affidati a L’Angolo dello Strass.

Strass termoadesivi online. È prassi comune, quando arriva il famoso “cambio di stagione” fare una cernita degli abiti da tenere e non. Gli inglesi lo chiamano decluttering, che significa liberarsi del superfluo per vivere meglio. Ma cosa fare con quel capo che calza perfettamente ma è fuori moda? A volte basta veramente poco per dare una seconda vita ad un abito. Una valida opzione sono gli strass. Applicarne qualcuno su un capo che ha perso tono, significa non solo risparmiare del denaro, ma anche mettere in moto la propria creatività.

Strass termoadesivi online: perché scegliere L’angolo dello strass per acquistare i tuoi strass.

L’Angolo dello Strass è un’azienda giovane, che spicca sul mercato per qualità e passione. Scegliere questa azienda significa non solo acquistare il prodotto desiderato su uno shop sicuro e affidabile ma anche poter avere a disposizione una vasta selezione di strass. Diversi per colore, dimensione e tipologia. Tra gli strass che potrete trovare sullo shop L’angolo dello Strass sono compresi:

  • AdS3 – MiniPack;
  • AdS3;
  • AdS1;
  • DMC;

Ogni tipologia di strass è stato pensato per esigenze specifiche. Come gli strass termoadesivi DMC, adatti a chi non ha alcuna esperienza con l’applicazione e deve prendere dimestichezza con gli strumenti. Mentre gli AdS3 sono perfetti per chi utilizza già da tempo gli strass.

Per quanto diversi, tutti gli strass, indistintamente, sono facili da applicare anche (o soprattutto) per chi è alle prime armi. Merito anche della speciale colla “Made in Germany” che rende gli strass resistenti al tempo e ai lavaggi.

Per ricevere le informazioni di cui avete bisogno, o avere una consulenza contattateci. Saremo lieti di rispondere a tutti i vostri dubbi e perplessità.

Come fare a contattarci? Inviateci un messaggio direttamente usando il form presente sul sito, oppure scriveteci all’indirizzo email langolodellostrass@hotmail.com

Tutte le offerte su un kit per trucco semipermanente

Scritto da RemigioLordi il . Pubblicato in Beauty & Wellness

Molti si chiedono come viene composto e cosa contiene un kit trucco semipermanente. Innanzitutto bisogna fare una differenza sostanziale tra i tipi di kit per trucco semipermanente che esistono in commercio. Ci sono infatti alcuni kit di questa categoria che sono per amatori e che per coloro che si avvicinano per le prime volte a questo settore. Inoltre ci sono i kit professionali che invece hanno molte più attrezzature, sicuramente devono essere utilizzate soltanto da coloro che già conoscono bene in che modo agire quando si parla di trucco semipermanente. I kit di base all’interno, hanno tutta una serie di accessori necessari per effettuare un trucco semipermanente. È possibile trovare un dermografo una serie di aghi a più punte il cofanetto con i pigmenti di vari colori i prodotti di bellezza da applicare ma anche le vaschette porta pigmento tutti gli accessori che possono tornare utili. Nei kit professionali si trovano molti più colori e di qualità decisamente diversi nonché alle macchinette di natura professionale più difficili da utilizzare se non si è seguito il giusto corso di formazione.

I prodotti che non possono mancare in un kit per trucco semipermanente

Dai prodotti che non possono assolutamente mancare in un kit per trucco semipermanente ci sono i demografi, manipoli e non solo. Per quanto riguarda i demografi, sono dei macchinari che servono per la realizzazione del trucco e saranno fondamentali perché vi permetteranno di numeri primi passi del mondo del trucco semipermanente in maniera piuttosto facile. Questi dermografi utilizzano un sistema di ago a cartuccia igienica che deve essere però sempre in regola con quelle che sono le normative di riferimento quando si parla di igene. Inoltre ci sono anche i colori o dei pigmenti che possono essere di varie tonalità. Successivamente è necessario anche utilizzare una serie di prodotti fondamentali per ereditare questo trucco.