Archivio per 20 settembre 2017

Legno-alluminio e PVC: la differenza non è solo la qualità

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Quando ci si appresta ad acquistare o rinnovare un immobile, che si tratti di una casa, di un ufficio o di un esercizio commerciale, uno dei dilemmi che siamo abituati a porci riguarda la scelta degli infissi esterni. E indipendentemente dalla qualità dei materiali impiegati, dai costi e dalle loro caratteristiche, l’unico obiettivo è ottenere elevate prestazioni, sia in termini energetici che acustici, senza dimenticare un design di elevato profilo.

Quella tra il legno-alluminio e il PVC è oggi una bella sfida, ma come sempre è importante distinguere le prerogative di ciascuno dei due materiali per capire in che modo indirizzare la propria scelta nella maniera più saggia e conveniente. Partiamo dal presupposto che contare su infissi e serramenti a bassa dispersione termica significa puntare su prodotti frutto della ricerca avanzata, in grado cioè di assicurare ottimi risultati in termini di isolamento termico e acustico.

Da questo punto di vista legno-alluminio e PVC potrebbero avere diversi aspetti in comune, dalla bassa conducibilità termica all’insonorizzazione acustica, ma sono altresì altri i fattori che fanno di un prodotto di qualità rispetto ad un altro. Il PVC è attualmente uno dei materiali più utilizzati e non solo in edilizia, perché consiste in un tipo di plastica (il clorulo di polivinile) che si adatta perfettamente a qualsiasi temperatura. E questo basterebbe a giustificare la sua economicità e il fatto che richiede una scarsa manutenzione.

Ma proprio perché di origine chimica, la sua composizione può nascondere svantaggi che molto spesso siamo abituati a non considerare. Partiamo anzitutto dalla resistenza: il PVC è un polimero, ossia un elemento soggetto a facili deterioramenti che potrebbe essere addirittura nocivo per la propria salute soprattutto in casi di incendio a causa dello sprigionamento della molecola di cloro. Un altro aspetto da considerare è quello estetico: il PVC è un materiale facilmente scoloribile e quindi poco accogliente, non minimamente paragonabile all’effetto che è in grado di dare il legno con le sue venature e la cromatura naturale. Il legno, appunto, che abbinato all’alluminio rappresenta il mix vincente di massima efficienza termica, acustica ed eleganza: in altre parole, il legno-alluminio.

L’alluminio, infatti, è un materiale ecosostenibile e riciclabile, di per sé caratterizzato da un’elevata conducibilità termica, ma che si sposa bene con il legno per via della capacità di quest’ultimo di fungere come una perfetta membrana isolante. Serramenti e infissi in legno-alluminio sono prodotti davvero eccezionali, in quanto in grado di resistere agli attacchi degli agenti atmosferici e di non disperdere il calore dell’ambiente domestico. Tutto ciò senza dover rinunciare al design raffinato ed accogliente che un semplice materiale plastico non sarebbe in grado di fornire.

Gruppo Fini: una lunga storia a lieto fine

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Economia, Industria

Un’azienda secolare che ha vissuto alterne vicende, ma che ha saputo confermare la propria identità e progettare il proprio sviluppo a Modena, lo stesso luogo che le ha dato origine nel 1912.

La storia del Gruppo Fini comincia nel lontano 1912 in corso Canalchiaro, nel cuore di Modena, quando Telesforo Fini inaugura il proprio negozio di alimentari, una tradizionale bottega di specialità emiliane. Era ancora presto per parlare di azienda, ma proprio da quella piccola attività cittadina è nato il marchio Fini, che in pochi decenni è riuscito a diventare sinonimo di pasta fresca ripiena di qualità, dando vita nel tempo ad una grande produzione alimentare italiana.

Ma arrivano i momenti difficili e nel 1989 gli eredi della famiglia Fini vendono  dalla multinazionale americana Kraft(oggi The Kraft Heinz Co.), colosso mondiale del settore alimentare, e lo storico marchio modenese cade in mani straniere.

Nel 1998 un nuovo cambio di proprietà: il brand viene acquistato dal gruppo imprenditoriale Malgara Chiari & Forti, Poi negli anni successivi intervengono fondi d’investimento stranieri e differenti società che si passano di mano lo storico marchio Fini.

A fine del 2006, Fini Modena Spa viene fusa in Nuova Conserve Spa e trasformata nell’attuale Gruppo Fini Spa,società proprietaria dei marchi Fini e Le Conserve della Nonna.

Nel 2008 il gruppo italiano Paladin Capital Partners diventa socio di maggioranza e alla guida di Gruppo Fini entra Andrea Ghia, ancora oggi amministratore delegato della società. Da quel momento, tutti gli sforzi del management sono rivolti a risollevare le sorti della grande azienda alimentare modenese, valorizzando il suo potenziale e riportandola ad essere una solida realtà italiana.

Nel 2015, in seguito a un investimento di 6,5 milioni di euro, il Gruppo ha rinnovato e ampliato lo stabilimento di Ravarino, storica sede di Le Conserve della Nonna a pochi chilometri da Modena, trasferendo in quel luogo anche la produzione della pasta fresca a marchio Fini, centralizzando così in un unico polo produttivo le attività dei due marchi.

Infine, nel 2016 Paladin Capital Partners ha definitivamente saldato il debito della società con BPER e il Gruppo Fini Spa è diventato una società a socio unico 100% italiana.

Ancora oggi il Gruppo Fini ha sede a Modena, nel territorio in cui questa lunga storia è iniziata, e sceglie di continuare a puntare sullo sviluppo locale, garantendo un lavoro a quasi 100 dipendenti e dando lustro a livello nazionale e internazionale alle specialità gastronomiche che hanno reso l’Emilia famosa in tutto il mondo.

L’attenzione al territorio si manifesta anche attraverso le attività di comunicazione del marchio Fini, come la recente campagna online “Noi di Modena”, che mettono in luce gli elementi caratteristici dell’emilianità, della cultura del vivere bene e del gusto genuino e casalingo, della convivialità familiare tipica della tradizione locale.

Così, a differenza di numerose realtà dell’alimentare italiane, sempre più spesso rilevate da investitori stranieri, il Gruppo Fini scrive una storia a lieto fine grazie alla lungimiranza e all’impegno di una gestione imprenditoriale italiana che vede nell’italianità un valore imprescindibile per il mantenimento della qualità della tradizione e per lo sviluppo futuro.

“Il marchio Fini si conferma di anno in anno sempre tra i primi tre player leader a volume e a valore nel mercato della pasta ripiena. – commenta Andrea Ghiaamministratore delegato del Gruppo – InoltreFini è oggi l’unico grande marchio di pasta ripiena a livello nazionale a produrre proprio nella regione dove la tradizione della pasta fresca ripiena ha avuto le sue origini. Questo forte legame con la territorialità è per tutto il Gruppo Fini la spinta che guida la nostra vocazione allo sviluppo, anche oltre confine, è uno stimolo per continuare a crescere e guardare avanti. Il nostro lavoro è quello di trovare modi sempre nuovi per offrire al mercato e ai consumatori un gusto in grado di rappresentare la vera industria alimentare italiana”.

 

Gruppo Fini SpA Sede sociale: Via Confine, 1583 41017 Ravarino (MO); Amministrazione: Via Albareto, 211 41122 Modena info@nonsolobuono.it – www.nonsolobuono.it
Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200 – Communication Manager & P.R Matteo Barboni – 349 6172546 m.barboni@borderlineagency.com

Saldatura metalli? A Como c’è Franchi Laser, il leader nel settore della carpenteria, scopri i suoi servizi

Scritto da mybookmarkservice il . Pubblicato in Aziende, Industria, Nuovo Sito Web, Tecnologia

Franchi Laser è l’azienda specializzata in servizi di carpenteria come incisioni, punzonatura, piegatura lamiere, taglio laser. A Como (Proserpio), garantisce la massima soddisfazione servendosi esclusivamente di materiali di qualità.

Saldatura metalli a Como? Chi meglio di Franchi Laser, l’azienda di Proserpio che in oltre 20 anni di attività ha conquistato la fiducia di importanti clienti grazie alla professionalità del suo team e alla qualità dei materiali e delle loro lavorazioni.
Scopri tutti i servizi di Franchi Laser!

Taglio laser como

Piegatura lamiere, taglio tubi, saldatura metalli: a Como c’è Franchi Laser

Franchi Laser mette a disposizione un team di specialisti qualificati e affidabili per effettuare lavorazioni di carpenteria della massima qualità e offrire il miglior servizio di saldatura metalli, taglio tubi, piegatura lamiere… a Como (Proserpio) Franchi Laser ti garantisce assoluta soddisfazione per una vasta gamma di servizi ed esegue qualsiasi tipologia di produzione senza alcun limite di forma, spessore e quantità.
Grazie alla tecnologia avanzata di cui si serve, Franchi Laser assicura la massima precisione nelle sue produzioni.
Tramite il reparto di progettazione è in grado di eseguire lavorazioni di carpenteria su lamiere e tubi con tolleranze decimali grazie a innovativi impianti a taglio laser, mentre con l’impiego di un impianto waterjet a 5 assi ha ampliato l’assortimento di materiali per le sue lavorazioni, come ferro, inox, acciaio, alluminio, ottone, titanio, legno e molto altro.
All’interno della sede di Franchi Laser è inoltre presente un reparto di punzonatura e piegatura, di saldatura mig/tig e di assemblaggio dei particolari.

La missione di Franchi Laser per lavorazioni di carpenteria a Como

Franchi Laser si propone come un esperto e valido collaboratore e realizza prodotti di assoluta qualità e precisione a prezzi convenienti, applicabili a numerosi settori.
L’azienda di Proserpio si impegna costantemente nella ricerca e nello sviluppo puntando molto sul design, settore in crescita nelle lavorazioni di Franchi Laser, che produce complementi d’arredo per interno ed esterno, articoli regalo e molto altro.
Oggi Franchi Laser ricopre un’importante posizione nel mercato nazionale ed internazionale del settore.
Piegatura, punzonatura, saldatura, taglio laser… a Como c’è Franchi Laser, scopri cosa può creare per te!

Marebonus autotrasporto, siamo ancora in fase di stallo

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Economia

Da sempre considerato un volano per la nostra economia, il trasporto merci intermodale in Italia continua a subire clamorosi rallentamenti per cause meramente burocratiche. Il problema questa volta riguarda il Marebonus, ovvero l’incentivo rivolto agli autotrasportatori finalizzato ad incoraggiare l’utilizzo delle vie di trasporto marittime. A pochi giorni dal decreto attuativo che di fatto sancisce l’entrata in vigore della misura, permangono ancora molti dubbi circa la sua applicabilità.

A sollevare la questione è Confitarma – la Confederazione Italiana Armatori – la quale ha sollecitato il MIT a chiedere alla Commissione Europea chiarimenti definitivi a tal proposito. È stata proprio quest’ultima, infatti, ad autorizzare l’Italia a concedere questo tipo di incentivo con una decisione dello scorso 19 dicembre 2016, inconsapevole evidentemente del fatto che sarebbero sorti dubbi di interpretazione circa il concetto di “aiuto”.

Come sottolineato da Confitarma, la decisione prevede da un lato l’obbligo per gli armatori (cioè le compagnie di navigazione) di ribaltare almeno il 70% dell’aiuto agli autotrasportatori; dall’altro che lo stesso non superi l’importo di investimenti sostenuti dall’armatore per poter accedere all’incentivo. In sostanza, ciò significa che le compagnie di navigazione sono tenute a recuperare solo gli investimenti effettuati per accedere all’incentivo, ribaltando ai camionisti il 70% del contributo ricevuto.

Ma tutto questo come si può spiegare in cifre? L’importo del Marebonus stabilito dalla scorsa Legge di Stabilità è di 128 milioni di euro, di cui 38 mln (30%) sono destinati a ricoprire gli investimenti sostenuti dagli armatori e 90 mln (70%) a favore degli autotrasportatori. Tuttavia, l’interpretazione letterale della decisione, secondo Confitarma, sarebbe più restrittiva e definirebbe un altro scenario, e cioè che l’intero contributo ricevuto dalle compagnie di navigazione viene considerato “aiuto” e pertanto, per garantire agli autotrasportatori gli stessi 90 milioni di euro, le compagnie di navigazione dovrebbero investire per miglioramenti dei servizi esistenti ben 128 milioni di euro, ovvero l’intero stanziamento previsto per il Marebonus, recuperando al massimo 38 milioni di euro.

Se così fosse resterebbero privi di compensazione ben 90 milioni di investimenti che l’armamento dovrebbe sostenere per poter consentire all’autotrasporto di usufruire dell’incentivo. Insomma, ci troviamo di fronte a una bella matassa da sbrogliare che necessita urgentemente un’interpretazione chiara e coerente con quanto indicato dalla Commissione Ue soprattutto, fa capire Confitarma, se dovesse valere l’ultima ipotesi.

Settimana della Moda Milano Brave Models presenta lo showpack Spring/Summer 2018

Scritto da Maria Anne Masci il . Pubblicato in Moda

Brave Models presenta lo showpack per la stagione Spring/Summer 2018

Settembre è arrivato e, come ogni anno, porta con sé la settimana della moda, che a Milano si svolgerà dal 20 al 25 settembre.

L’agenzia di modelle Brave Models, anche per questa stagione, ha presentato il proprio showpack, ovvero la selezione di modelle da presentare ai clienti come proposte per le sfilate. Questa selezione consente ai clienti di visionare le modelle con anticipo rispetto ai casting e di iniziare a effettuare una pre-selezione.

Il lavoro alla base dello showpack prevede la ricerca di immagini e idee per trovare il layout giusto, che cambia di stagione in stagione, l’aggiornamento dei book delle modelle e la scelta dei composite, i “biglietti da visita” di ogni singola modelle.

Un lavoro lungo e in continua evoluzione, al quale partecipa tutto il team, che, una volta completato, dà vita a un mosaico di volti e personalità diverse, tutte pronte a prendere parte alla frenetica settimana della moda.

Fonte: Brave Models

1987-2017: happy birthday MecVel, da 30 anni sempre in movimento

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Industria

Nel 2017 MecVel taglia il traguardo dei 30 anni di attività e festeggia questo successo nel migliore dei modi: oltre a introdurre importanti novità all’interno della propria gamma di prodotti, l’azienda diventa più grande non solo nello spirito ma anche nel “corpo”

Il 10 settembre 2017 MecVel spegne 30 candeline, e per l’occasione si regala un ampliamento delle linee produttive, con un nuovo stabilimento adiacente all’attuale struttura. L’obiettivo è di massimizzare il proprio rendimento, grazie anche all’utilizzo di diversi magazzini automatizzati, a dimostrazione dello sviluppo tecnologico e del livello d’innovazione raggiunto dall’azienda, che aumenta la sua capacità produttiva a 60.000 pezzi l’anno.

Dal 1987 il core business di MecVel è la progettazione e la produzione di attuatori lineari elettrici e martinetti meccanici, sistemi di movimentazione che utilizzano motori, riduttori e assi di spinta per trasformare il moto rotatorio del motore in un movimento lineare, permettendo di sollevare, posizionare, spingere o tirare qualsiasi carico fino a 200.000 N (20 tonnellate). A questo si aggiunge un importante servizio di customizzazione, che consiste nel configurare ogni prodotto nel dettaglio, in modo da adattarlo alle specifiche esigenze della singola applicazione, creando una soluzione su misura per ogni cliente.

In 30 anni di storia, l’azienda è passata dall’essere una piccola realtà nel mondo dell’artigianato locale a leader nel mercato degli attuatori lineari e dei martinetti meccanici, con una fortissima presenza a livello mondiale, confermata dal fatto che il 50% del fatturato (10 milioni di euro nel 2016) proviene da importanti aziende del panorama internazionale e da progetti speciali nei più diversi ambiti industriali: dalle energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico, idroelettrico) all’industria pesante (siderurgico e minerario), dal packaging al medicale, dall’automotive al settore dei trasporti e all’automazione in generale.

Tutto questo senza mai allontanarsi dalle basi su cui MecVel è stata costruita: valorizzazione del Made in Italy, che da sempre identifica un livello di know-how e una qualità senza precedenti, e una continua attività di ricerca e sviluppo per essere costantemente in linea con le richieste del mercato. È così che tra i vari ingredienti che hanno portato a questo traguardo, non può mancare una gamma in costante evoluzione, con l’obiettivo di offrire sempre di più il prodotto perfetto per la tipologia di applicazione cui è destinato, rispettando la mission dell’azienda: dare vita a prodotti in grado di migliorare e rendere unica ogni movimentazione lineare.

Da 30 anni l’incontro tra profonda esperienza e progresso tecnologico costituisce il nucleo di una costante crescita aziendale, ma l’efficacia si arricchisce significativamente di fronte alla coesione della squadra: è proprio alle risorse umane che MecVel ha deciso di dedicare, lo scorso 15 settembre 2017, la celebrazione di questo importante traguardo, con un evento dal sapore familiare che ha lasciato trasparire il forte senso di appartenenza di un gruppo di lavoro affiatato e competitivo, verso il quale la proprietà ha dimostrato tutta la sua riconoscenza. Una serata dal clima festoso rivolta a chi, in passato, ha reso grande quest’azienda e a chi, anche e ancora oggi, contribuisce alla sua rapida espansione con dedizione e determinazione. Un trentennio è trascorso, tra sfide stimolanti e successi, e tanti altri dovranno ancora venire: MecVel spegne queste candeline con molte consapevolezze e lo sguardo già proiettato al futuro.

www.mecvel.it

Agenzia immobiliare a Busto Arsizio? Scegli Top Casa, oltre 20 anni d’esperienza per affitto, acquisto e vendita

Scritto da mybookmarkservice il . Pubblicato in Affari, Aziende, Casa e Giardino, Nuovo Sito Web

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Normativa caldaia e controllo fumi, cosa bisogna sapere

Scritto da claudia loiacono il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Secondo la normativa di luglio 2013  periodicità della manutenzione delle caldaie dipende da quanto indicato nel libretto di istruzioni e dalle prescrizioni delle imprese installatrici.
L’art. 7 del DPR 74/2013 afferma che: “Qualora l’impresa installatrice non abbia fornito proprie istruzioni specifiche o queste non siano più disponibili, le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione degli apparecchi e dei dispositivi facenti parte dell’impianto termino devono essere eseguite conformemente alle prescrizioni e con la periodicità contenute nelle istruzioni tecniche relative allo specifico modello elaborate dal fabbricante ai sensi della normativa vigente”. Ovvero, in caso di mancata prescrizione da parte dell’impresa, la casa produttrice è in grado di fornire tutte le informazioni necessarie relative a ogni modello.

Per quanto riguarda invece la parte di controllo dei fumi (controllo di combustione), consiste nell’analizzare la combustione dell’ossido di carbonio che si concentra nell’impianto. A seconda del modello, la periodicità del controllo del controllo cambia, e a ogni controllo viene rilasciato un rapporto da allegare al libretto della caldaia.
È importante fare questo tipo di analisi prima di procedere all’accensione della caldaia o prima di qualsiasi intervento finalizzato a cambiarne l’efficienza energetica.
La legge relativa ai controlli di efficienza energetica delle caldaie (allegato A del n.74 del 2013), illustra chiaramente le tempistiche:

  • Caldaie alimentate a combustibile liquido o solido, di potenza termica superiore a 100 kW, ogni anno
  • Caldaie alimentate a gas metano o gpl, di potenza termica superiore a 100 kW, ogni due anni
  • Impianti a gas metano o gpl, di potenza inferiore o uguale a 100kw, ogni quattro anni

La periodicità dei controlli varia a seconda del tasso di inquinamento prodotto.

Da ottobre 2014 sono stati resi obbligatori i nuovi libretti per caldaie, aggiornati ai nuovi modelli di controllo di efficienza energetica. Si tratta di un modello unico in vigore dal 2016, fatto a schede, così da essere componibile a seconda del tipo di apparato. Ogni nuova installazione prevede l’obbligo di nuovo libretto, mentre tutti gli impianti esistenti si adegueranno con la prima manutenzione. Il libretto viene sempre rilasciato e compilato dal tecnico.

Una corretta manutenzione della caldaia è fondamentale anche per motivi di sicurezza, poiché sono diversi i pericoli in cui si può incorrere. I principali sono:

  • Impianti a gasolio: incendio del combustibile.
  • Intasamento dei tubi e stanze senza ricambio d’aria: accumulo di monossido di carbonio. Tutti i tipi di impianto sono esposti a questo rischio.
  • Cortociruciti nell’impianto elettrico che causano incendi. Anche in questo caso è un rischio che coinvolge qualsiasi tipo di caldaia.
  • Caldaie a gas metano o gpl: fuoriuscita di gas con conseguenze come intossicazione o, nel peggiore dei casi, esplosione dell’apparato.

Il bollino blu è un certificato rilasciato dal tecnico a seguito del rapporto energetico sulla base dei risultati dell’analisi dei fumi. Il costo non supera i 10 € e va rinnovato periodicamente.
Un buon funzionamento della caldaia  significa anche risparmio. In caso la caldaia non funzionasse correttamente si rischierebbe una dispersione di energia con conseguente aumento del costo dei consumi.
Inoltre, non rispettare i termini stabiliti per la manutenzione della caldaia, espone al rischio di sanzioni piuttosto elevate da parte di Provincia e Comuni. In caso di anomalie e mancata revisione la sanzione va dai 50 € ai 200 €. Per un mancato controllo della efficienza di combustione la multa va dai 500 € ai 3.000 € (più rimborso dei costi di verifica). Per chi fosse sprovvisto di libretto si va dai 500 € ai 600 €.
Un altro risparmio interessante è quello che riguarda le agevolazioni presenti nell’Ecobonus in materia di miglioramento dell’efficienza energetica, fino al 31 dicembre 2017. Per la sostituzione del vecchio apparato con una caldaia a condensazione o una caldaia a biomassa, gli incentivi arrivano fino al 65%. Anche per quanto riguarda i condomini si gode di importanti detrazioni, in questo caso fino al 2021. Detrazione del 75% per gli interventi volti a migliorare la prestazione energetica invernale, detrazione del 70% per lavori sul rivestimento e 65% per la riqualificazione energetica di parti comuni.