Archivio per 3 febbraio 2017

Il testamento biologico e la Fondazione Umberto Veronesi

Scritto da Simone Forti il . Pubblicato in Opinioni / Editoriale, Salute

Oggi si fa un gran parlare di eutanasia, dibattiti televisivi e dispute politiche e il caso Welby ne è testimonianza, in molti altri paesi la legislazione si è già occupata della tematica cercando di darle una soluzione conforme alle esigenze dei propri cittadini, la Fondazione Umberto Veronesi cerca di fornire una collaborazione attiva con il testamento biologico, un piccolo passo che dovrebbe attivare le nostre coscienze, affrontare gli ultimi istanti della nostra vita e fornirne una risposta adeguata alle nuove sensibilità che si sono formate nel corso degli ultimi anni, penso sia doveroso.

La Fondazione “per il progresso delle scienze” come recita il titolo del sito permette a chi lo volesse di scaricare il modulo per il testamento biologico nonché, sempre gratuitamente il volume “Il testamento biologico“, utili per comprendere ed ampliare la nostra visione di un fenomeno che spesso viene portato alla ribalta in maniera più che altro scandalistica, forse non dovremmo trascurare che l’esigenza di pochi un giorno potrebbe diventare l’esigenza di molti.

Gli articoli 13 e 32 della Costituzione della Repubblica Italiana stabiliscono che ogni cittadino può decidere a quali trattamenti sanitari sottoporsi.

Con il testamento biologico è possibile manifestare la propria volontà in merito ai trattamenti sanitari ai quali si potrebbe essere sottoposti nel caso in cui le condizioni di salute fossero precarie e la situazione dell’organismo non permettesse più al soggetto di esprimersi.

Il testamento biologico è, quindi, un documento che un individuo sottoscrive con l’obiettivo di garantirsi il rispetto della propria volontà.

Ogni cittadino può scegliere l’impresa di onoranze funebri per l’acquisto dei prodotti e servizi necessari allo svolgimento del funerale.

In base al principio della libera concorrenza è necessario sapere che il prezzo può variare a seconda dell’impresa scelta e dei servizi richiesti.

Parliamo di bioedilizia

Scritto da Alessandra Moretti il . Pubblicato in Ambiente, Aziende, Casa e Giardino, Tecnologia

Che cos’è la bioedilizia? La bioedilizia è una particolare branca dell’architettura che è particolarmente attenta, sensibile al tema della preservazione dell’ambiente. Infatti questa disciplina si propone come scopo la progettazione e la successiva costruzione di edifici, di immobili fatti in modo da ridurre l’impatto che questi hanno sul nostro ecosistema. Insomma la bioedilizia è considerata “green”, cercando di trasformare i vecchi stili di costruzione attraverso la combinazione con nuove tecniche raffinate, che pur essendo moderne spesso attingono dalle tradizioni passate.

Cosa intendiamo quando diciamo che la bioedilizia è figlia del passato? Fondamentalmente a causa della sua cosiddetta vocazione ambientale: infatti la bioedilizia è un processo di riscoperta. Si vanno a cercare i materiali ecosostenibili che derivano dal proprio patrimonio naturale, come il legno, la pietra o anche la canapa ed il bambù. Materiali in grado di fornire calore, bellezza e comfort pur essendo perfettamente funzionali all’utilizzo legato all’isolamento ed alla robustezza di un edificio.

Pur essendo materiali “antichi”, questi vengono trattati attraverso delle tecniche e dei sistemi di nuova generazione, ma soprattutto vengono realizzati attraverso cicli produttivi virtuosi. Anche perché uno degli scopi principali è quello di diminuire drasticamente il consumo delle materie prime utilizzate per costruire, tendendo ad una ripopolazione soprattutto delle zone verdi del pianeta. Si vuole creare una tipologia di costruzione efficiente, ma rispettosa dell’ambiente circostante qualsiasi sia la sua destinazione. I progetti sono molto complessi ed abbracciano l’ambiente, cosa che dà vita ad edifici che si basano sul rispetto e sulla rigenerazione delle materie prime. E’ una situazione poco valutata purtroppo nell’edilizia tradizionale, pur essendo molto lungimirante.

L’armonia di queste costruzioni deriva da una progettazione che non sfrutta i terreni, ma che riesce ad assicurare agli abitanti tutto il comfort necessario negli spazi utilizzati. Negli edifici sono utilizzate tecniche di ventilazione in grado di abbattere le risorse energetiche necessarie e di proporne addirittura in più, le cosiddette case attive, che sono in grado di autoalimentarsi senza l’utilizzo di fornitura esterna, ma che addirittura forniscono energia ad altri perché ne producono in eccesso.

Il futuro della bioedilizia guarda ad una sinergia tra una progettazione fatta con metodo, all’utilizzo di materiali ecologici che impattano in modo minore sull’ambiente ed anche alla presenza importante della domotica, insieme di tecnologie atte a migliorare la vita all’interno della casa. Tutto questo in modo da creare costruzioni in grado di essere efficienti dal punto di vista energetico, ma comunque confortabili nell’utilizzo quotidiano.

Mercato immobiliare residenziale: prezzi in calo dell’1,2% nel secondo semestre 2016; -2,4% nell’anno

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

I prezzi degli immobili residenziali in Italia sono vicini alla stabilità: dopo anni di drastici cali, secondo l’Osservatorio dell’Ufficio Studi di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it),  il secondo semestre 2016 ha segnato un calo dei prezzi dell’1,2%, l’oscillazione più contenuta rilevata dal portale negli ultimi tre anni.

La strada verso un mercato finalmente più solido è ancora più visibile se si guarda al dato trimestrale, relativo agli ultimi mesi del 2016: in questo caso la variazione dei prezzi resta negativa ma si ferma appena allo 0,7%. Se il 2015 si era chiuso con un -5,1% di calo annuale, il 2016 si dimostra migliore, con prezzi in diminuzione del 2,4% sui dodici mesi.

Nel mese di dicembre 2016 il costo medio degli immobili residenziali in Italia è stato pari a 1.940 euro al metro quadro. Questo valore varia nelle diverse aree del Paese: la zona più cara si conferma quella del Centro, con valori che arrivano a 2.341 euro al metro quadro; Il Nord cala a 1.952 euro, mentre il Sud rimane l’aerea con costi meno elevati pari mediamente a 1.629 euro al metro quadrato.

Nel secondo semestre del 2016 il Nord è la zona che più delle altre si avvicina alla stabilità dei prezzi degli immobili, con una riduzione dello 0,8% che diventa -0,5% su base trimestrale. Al Centro e al Sud il calo è più evidente anche rispetto alla media nazionale arrivando rispettivamente al -1,7%  e al -1,4% nel secondo semestre. In entrambe le aree l’analisi sull’ultimo trimestre 2016 registra una riduzione dei prezzi pari allo 0,8%.

Permane un grande divario fra i grandi e piccoli centri: dove si registrano oltre 250 mila residenti, la cifra media al metro quadro è pari a 2.580 euro; si scende a 1.695 euro per le città con meno di 250 mila abitanti. Guardando però alle variazioni dei prezzi, le due realtà si avvicinano e tendono alla stabilità in maniera praticamente identica, con un calo dei dello 0,9% nell’ultimo trimestre del 2016.

«Un mercato contraddistinto da prezzi in forte calo per anni fa registrare oggi un aumento delle compravendite residenziali (+17,4% secondo l’ultimo Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate) – dichiara Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Immobiliare.itViste le cifre che abbiamo rilevato, le oscillazioni dei prezzi sempre meno significative e vista la natura a “nido d’ape” del ciclo immobiliare, ci aspettiamo, per il 2017, un ulteriore incremento delle compravendite, a fronte di una sempre maggiore stabilità dei prezzi

I capoluoghi di regione

Come nel primo semestre, anche la seconda metà del 2016 incorona Firenze come il capoluogo di regione più caro d’Italia, con valori al metro quadro pari a 3.428 euro; ma se nella rilevazione precedente i prezzi erano in calo, adesso la tendenza si è invertita e, per l’ultimo semestre 2016, si registra un aumento dello 0,3%, che sale allo 0,4% su base trimestrale (settembre-dicembre 2016). Anche la seconda e la terza posizione della classifica dei capoluoghi rimangono invariate: Roma è seconda, con 3.327 euro al metro quadro (-2,5% nell’anno, ma soltanto -0,6% nell’ultimo trimestre); Milano resta terza con una media di 3.216 euro al metro quadro, valore in calo dell’1,2% nel semestre e più in discesa nell’ultimo trimestre 2016 con un -1,6%.

Anche la coda della classifica rimane invariata ma emergono alcuni segnali di ripresa da evidenziare. Catanzaro rimane il capoluogo di regione più economico: per comprare un immobile residenziale qui si spendono mediamente 1.129 euro, cifra che è scesa del 5,5% rispetto al 2015 ma che risulta in crescita dello 0,2% nell’ultimo trimestre del 2016. Un segno, questo, di come la ripresa stia coinvolgendo anche le località meno care. Seguono Campobasso, con un prezzo medio di 1.180 euro al metro quadro (-10% rispetto a dicembre 2015, record assoluto dei cali annui in Italia), e Perugia con 1.290 euro/mq,  cifra scesa del 5,4% in un anno.

L’ultima parte del 2016 ha visto crescere i prezzi in diversi capoluoghi di regione: oltre ai già citati casi di Firenze e Catanzaro, va segnalata la buona performance di Bologna, dove da settembre a dicembre 2016 i costi sono aumentati dell’1%. A Trieste e Aosta si è rilevato un aumento dello 0,8%, ottimo segno soprattutto per la seconda città che nell’ultima analisi era quella in cui i prezzi erano scesi maggiormente in un anno.

Telwin StartZilla, avviatore e tester elettronico insieme in un palmo di mano

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Tecnopuglia.it, l’e-commerce specializzato nella vendita attrezzature per officina, lancia questo mese un prodotto sensazionale e unico nel suo genere, vera e propria rivoluzione tecnologica nel campo della meccanica: Telwin Stratzilla 3024, ovvero avviatore e tester elettronico insieme compatto. Un prodotto pensato per agevolare il duro lavoro di autoriparatori ed elettrauti, che soprattutto in inverno sono chiamati ad effettuare interventi sulle batterie di veicoli, particolarmente soggetti ai cali termici in questa stagione; ma la sua utilità e messa anche al servizio chi si occupa di soccorso stradale, offrendo vantaggi in termini di praticità ed efficienza.

Questo piccolo dispositivo è considerato un prodotto di elettronica avanzata, dotato di batterie a Litio LiPO e con caratteristiche straordinarie. Anzitutto, Smartzilla è un avviatore 100% efficace perché in grado di garantire l’avviamento dei veicoli anche in presenza di temperature polari (-20°), e questo grazie alla funzione Ice Start, che autoregola il funzionamento in base alla temperatura esterna riscontrata. La sua multifunzionalità consiste nel fatto di essere anche un ottimo tester elettronico, capace di effettuare un vero e proprio test completo sulla batteria del veicolo: esso, infatti, verifica non solo la capacità di avviamento e il corretto funzionamento dell’alternatore, ma anche che ci sia la giusta tensione ai morsetti.

Nonostante le sue dimensioni, Smartzilla racchiude tante altre utilissime funzioni, come le lampade a Led ad alta intensità, bianche per avere una luce fissa e rosse per segnalare un allarme; oppure quella Power Bank, che consiste in una uscita USB per dispositivi mobile (smartphone, Mp3, tablet ecc) e in una con tensione programmabile a 12,16,19V per l’alimentazione di laptop ed altri dispositivi.

Come tutti gli articoli offerti da Tecnopuglia.it anche l’avviatore Telwin SmartZilla 3024 è estremamente sicuro e affidabile, perché in grado di garantire protezione contro corti circuiti, inversioni di polarità, sovratensione, contatti accidentali e surriscaldamento. Ricordiamo, infine, che questo è un prodotto assolutamente trasversale, perché non è pensato solo per l’avviamento a 12-24 V di veicoli su strada come auto, furgoni e camion, ma anche per quello di piccole imbarcazioni.

Giuseppe Lasco Terna ottiene la prima certificazione ISO 37001 da IMQ

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Aziende, Economia

Terna, AD Matteo Del Fante, è la prima azienda in Italia ad ottenere da IMQ la nuova certificazione internazionale ISO 37001:2016 per i sistemi di prevenzione della corruzione.
“La lotta alla corruzione è da sempre un elemento fondante della nostra cultura aziendale – dichiara Giuseppe Lasco, Direttore della Divisione Corporate Affairs di Terna – e per questo motivo abbiamo scelto di allineare ai requisiti normativi tutte le attività di analisi e controllo del sistema di sicurezza integrata che Terna ha sviluppato in questi anni.  Questa certificazione internazionale è per noi motivo di grande soddisfazione e rappresenta una ulteriore conferma dell’impegno volontario e responsabile della società a sostegno di legalità, trasparenza e sicurezza, tre principi che riteniamo fondamentali per la nostra azienda e per rilanciare lo sviluppo del Paese”
Ad attestare tutti i requisiti di sicurezza, qualità, responsabilità sociale e sostenibilità del Gruppo è l’Organismo di Certificazione IMQ, il più importante ente italiano per il controllo e la valutazione della conformità e certificazione di prodotto e di sistemi di qualità e gestione aziendali.

Giuseppe Lasco Terna certificazione IMQ

Terna, che gestisce oltre 72 mila km di linee elettriche su tutto il territorio italiano, impiegando quotidianamente 4 mila lavoratori di oltre 300 imprese qualificate nei quasi 150 cantieri aperti da Nord a Sud, ha aderito su base volontaria a questa norma internazionale, che è stata pubblicata alla metà dello scorso ottobre e viene denominata “Anti-Bribery management systems”. Al fine di prevenire attività che potrebbero potenzialmente concretizzarsi in reati di corruzione, l’azienda ha sviluppato un modello di gestione conforme allo standard ISO 37001, con il quale garantisce comportamenti basati su criteri di correttezza, lealtà e integrità morale; inoltre, si impegna a osservare tutte le leggi, norme e regolamenti in materia di contrasto alla corruzione in Italia e all’estero e a condurre le proprie attività in modo tale da non essere coinvolta in alcuna fattispecie corruttiva.

Tra le principali misure adottate, oltre all’impegno del top management: la predisposizione di una politica anticorruzione; l’individuazione di un incaricato; la formazione a tutti gli interessati; la valutazione dei rischi specifici; la definizione di relative procedure per i controlli commerciali e finanziari o per la regolamentazione di omaggi e regali; il monitoraggio dei fornitori e dei partner commerciali; l’istituzione di procedure di segnalazione e indagine.

“L’applicazione della norma aiuta a ridurre il rischio di corruzione e mostra a tutte le parti interessate che l’organizzazione sta mettendo in atto buone pratiche riconosciute a livello internazionale per il controllo della corruzione” ha commentato Flavio Ornago, Direttore della Divisione Certificazione Sistemi di Gestione di IMQ. “Terna, impegnandosi nell’ottenimento di una certificazione di tipo volontaria, che riducesse tali rischi, ha dato testimonianza di un’estrema responsabilità nei confronti del mercato, degli stakeholders, ma anche dei consumatori”.

Ogni anno la corruzione ha un costo di più di mille miliardi di dollari, con conseguenze catastrofiche in termini di credibilità del mercato. Per questo motivo l’ISO – International Standard Organization – ha sviluppato la norma ISO 37001 per aiutare le organizzazioni a combattere la corruzione e a promuovere l’etica nelle attività economiche.

Dal 2005 Terna ha investito oltre 10 miliardi di euro per l’ammodernamento della rete elettrica di trasmissione nazionale, altri 6,6 miliardi sono previsti nel Piano di Sviluppo: un importante impegno economico che l’azienda ha deciso di affrontare con un modello di sicurezza integrato, che si basa anche sulla condivisione del rischio con i partner istituzionali e con le forze di polizia. Un percorso intrapreso già da molti anni dall’azienda, che ha scelto la strategia di puntare sulla legalità e sulla sicurezza integrata, per rafforzare la prevenzione su temi quali la corruzione, il lavoro nero, le irregolarità contributive e il rischio di infiltrazioni criminali nel tessuto economico, negli appalti e nei subappalti.

Con l’accordo recentemente siglato con la Guardia di Finanza, Terna – grazie a una task force dedicata – già segnala e mette a disposizione delle Fiamme Gialle tutte le informazioni rilevanti per la prevenzione e la repressione di irregolarità, frodi e di ogni altro illecito di natura economico-finanziaria. Una collaborazione nata per contrastare irregolarità che pone una grande attenzione anche alla tutela dell’ambiente e della salute e sicurezza dei lavoratori: un approccio integrato con l’obiettivo di rafforzare una visione organica del lavoro d’impresa su legalità, trasparenza e ambiente.

Terna, inoltre, è stata la prima società in Italia a realizzare un progetto come “Cantieri Aperti & Trasparenti”, uno spazio web unico nel suo genere a livello nazionale completamente dedicato ai cantieri delle infrastrutture elettriche su tutto il territorio, con libero accesso – da parte di cittadini e imprese da qualsiasi dispositivo elettronico – a ogni dettaglio su tipologia e numero di contratti, appalti e subappalti, e relativi valori economici, di ogni opera in costruzione.

Fonte: Corriere della Sera