CONSEGUIMENTI DEL COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI (CCDU)

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CONSEGUIMENTI DEL COMITATO DEI CITTADINI PER I DIRITTI UMANI (CCDU)

Portare la psichiatria alla giustizia per più di quattro decenni

La Citizens Commission on Human Rights è in prima linea nelle riforme della salute mentale fin dal 1969. Riconosciuto dal relatore speciale delle Nazioni Unite della Commission on Human Rights come responsabile “di molte grandi riforme”, che proteggono le persone dall’abuso psichiatrico, il CCHR ha documentato migliaia di casi individuali che rivelano che gli psicofarmaci e le pratiche psichiatriche, spesso brutali, sfociano in violenza e pazzia.

Nel corso di oltre quarant’anni, il lavoro del CCHR ha aiutato a salvare milioni di vite ed evitare inutili sofferenze ad altri milioni di persone. Molti paesi ora hanno reso obbligatorio il consenso informato al trattamento psichiatrico e il diritto al legale, difesa, ricorso e indennizzo ai pazienti. In alcuni paesi, l’uso della psicochirurgia e dell’elettroshock sui bambini è stato bandito.

Con centinaia di filiali in 34 paesi, i membri del CCHR sono attivi ad ogni capo del mondo: organizzando marce, audizioni pubbliche, mostre e altre azioni per aumentare la consapevolezza del pubblico sulla criminalità dilagante in seno alla psichiatria.

Quello che segue è, dunque, un breve riassunto dei tanti traguardi raggiunti dal CCHR:

Diritti legali e consenso informato

All’inizio degli anni Settanta, le indagini del CCHR hanno portato a indagini governative in strutture psichiatriche statali in California, Illinois, Hawaii, Michigan e Missouri, grazie alla scoperta di abusi contro i pazienti fatta dal CCHR. Ciò ha portato al licenziamento di amministratori di ospedali e psichiatri, ad indagini penali, alla chiusura di importanti centri psichiatrici a causa di abusi.
Nel 1976, grazie agli sforzi del CCHR, la prima legge per proteggere i pazienti da elettroshock e psicochirurgia forzata è stata approvata in California, introducendo il consenso informato e vietando l’uso di elettroshock e chirurgia su bambini di età inferiore ai dodici anni. Quella legge è diventata un modello ed è stata adottata in pratica da tutti gli Stati Uniti e in altri paesi. In Texas, gli psichiatri devono anche garantire che si facciano rapporti di autopsia per ogni caso di decesso entro quattordici giorni dalla somministrazione di elettroshock.
In Italia, luogo di nascita dell’elettroshock, la Regione Piemonte ha risposto alle informazioni fornite dal CCHR votando all’unanimità una legge che vietava di fare l’elettroshock a minori, anziani e donne incinte.
Negli anni Novanta, il CCHR ha scoperto e denunciato il fatto che ogni anno nei soli Stati Uniti avvengono 150 decessi dovuti a costrizione fisica, di cui quasi il 10% costituito da bambini, alcuni dei quali avevano solo sei anni. Nel 1999 sono stati approvati dei regolamenti federali che vietavano l’uso di costrizioni fisiche e chimiche (farmaci che alterano la mente) per reprimere o punire il paziente. Tra i regolamenti venne imposto un “sistema nazionale di rapporti” che comprendeva il taglio di finanziamenti pubblici a qualsiasi struttura non adempiesse alle nuove direttive.
Negli anni ’80 e primi anni ’90, il CCHR ha lanciato una campagna per smascherare e vietare il Trattamento del Sonno Profondo all’ospedale psichiatrico privato di Chelmsford, a Sydney, Australia. Il “trattamento” includeva rendere inconscio il paziente per tre settimane con un cocktail di psicofarmaci e facendogli electroshock quotidiani, senza il loro consenso. 48 persone sono morte. Il CCHR è riuscito a farlo vietare, in base alla Legge per la Salute Mentale è un reato penale per gli psichiatri amministrarlo. Il CCHR ha anche ottenuto la maggior quantitá, nel paese, di inchieste governative sul trattamento del sonno profondo e sulla salute mentale, che hanno portato ad importanti riforme.
Proteggere i Diritti dei Bambini

Lavorando con giornalisti, il CCHR ha aiutato ad indagare e, successivamente, esporre il fatto che numerose persone coinvolte in sparatorie nelle scuole erano sotto l’effetto di psicofarmaci; questi notoriamente provocano violenza, suicidio e mania. Il tutto è sfociato in udienze investigative pubbliche e articoli sulla stampa nazionale che hanno messo in luce il collegamento tra atti insensati di violenza e psicofarmaci.
Il CCHR ha anche documentato numerosi casi di genitori costretti, spinti o obbligati a dare ai propri figli psicofarmaci come condizione per la frequentazione scolastica. Le documentazioni comprendono genitori accusati di negligenza medica per aver rifiutato di dare al loro bambino un farmaco che notoriamente causa suicidio e violenza. Lavorando con genitori, medici e numerosi sostenitori dei diritti civili e umani, si è riusciti a rivelare questo problema nei media nazionali, a portarlo dinanzi ai legislatori statali e federali con la conseguente approvazione nel 2004 del divieto di costringere i genitori a far prendere psicofarmaci ai propri figli.
La Commissione sui Diritti dei Bambini dell’ONU ha risposto a rapporti provenienti da gruppi del CCHR in Finlandia, Australia e Danimarca, esprimendo la preoccupazione sul fatto che l’ADHD e l’ADD “sono oggetto di diagnosi sbagliate e potrebbero perciò esserci eccessive prescrizioni di farmaci psicostimolanti, nonostante vi siano prove crescenti degli effetti dannosi di tali farmaci”. La Commissione ha raccomandato che “per indirizzarsi a questi disturbi del comportamento siano usate il più possibile altre forme di gestione e trattamento”.
Nel 1991, in gran parte grazie agli sforzi del CCHR, la FDA ha tenuto udienze sul farmaco antidepressivo Prozac, durante le quali decine di consumatori hanno testimoniato che il farmaco aveva trasformato persone che non avevano precedenti di psicosi, in suicidi e omicidi. A causa degli interessi personali dei membri votanti del consiglio dell’FDA, nessuna azione è stata intrapresa per proteggere il pubblico fino a quasi tredici anni dopo, quando la campagna del CCHR più che decennale per esporre i pericoli di questi farmaci ha raccolto i suoi frutti, e la FDA (sotto pressione da parte del Congresso) ha finalmente rilasciato alle agenzie avvisi più fermi sul fatto che gli antidepressivi possono causare pensieri e azioni suicide in maggiorenni e adolescenti. Più tardi questo è stato esteso ai 24 anni.
Nel 2007, in collaborazione con informatori, genitori e associazioni di consumatori, il CCHR ha aiutato ad esprimere nel disegno di legge di riforma della FDA parole che rendono obbligatorio che tutti gli annunci farmaceutici avvisino i pazienti di segnalare reazioni avverse ai farmaci direttamente alla FDA. Come conseguenza della pubblicazione degli annunci, il numero dei rapporti avversi sui farmaci è aumentato del 33%.
Iniziativa sui Diritti Umani

Il CCHR ha fotografato e quindi smascherato campi segreti psichiatrici di “lavoro forzato” in Sud Africa, dove, negli anni Settanta e Ottanta, decine di migliaia di africani erano stati rinchiusi contro la loro volontà in perimetri minerari abbandonati dove venivano drogati e sottoposti a elettroshock dolorosi senza anestesia. Il governo dell’apartheid, nel 1976, aveva risposto vietando le fotografie o la diffusione di qualsiasi informazione sulle istituzioni psichiatriche; a quel punto il CCHR aveva ottenuto un’investigazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che aveva provato le accuse del CCHR. Con la fine dell’apartheid, il CCHR ha presentato testimonianze orali e scritte alla Commissione su Verità e Riconciliazione del Sud Africa che stava indagando sui crimini dell’apartheid, ed ha ottenuto un’indagine nazionale del governo sul razzismo psichiatrico. Il governo abrogò il divieto di divulgazione di informazioni sugli abusi psichiatrici.
Il CCHR in Germania ha condotto una ricerca globale che ha provato in modo conclusivo che i maggiori psichiatri della Germania hanno fornito la teoria e la giustificazione “scientifica” in base a cui il governo nazista aveva il potere di distruggere la “vita indegna di essere vissuta”. L’eutanasia fu sperimentata per la prima volta in istituti psichiatrici, prima che venisse esportata ai campi di concentramento. Molti psichiatri nazisti sono sfuggiti alla giustizia, al Processo di Norimberga, ed hanno continuato a praticare dopo la guerra. Nel 1995 il CCHR ha pubblicato l’acclamato libro:Psichiatri: gli uomini dietro Hitler. Quattro anni più tardi, la Psychiatric Association tedesca ha pubblicato un rapporto in cui si afferma che gli psichiatri sono stati “attivi e responsabili di rilievo delle varie organizzazioni per eutanasia. Hanno guidato e diretto le varie campagne di eutanasia”. Essi “osservavano e controllavano la selezione delle persone da uccidere”.
Il CCHR ha condotto ampie ricerche sulla pulizia etnica in Bosnia e Kosovo, riportando le sue conclusioni al Tribunale per i crimini di guerra delle Nazioni Unite all’Aia e al Consiglio d’Europa. Ha scoperto che le idee psichiatriche di igiene razziale e l’eugenetica erano alla base del conflitto, in particolare le opere di Jovan Raskovic, fondatore del Partito socialdemocratico, e di Radovan Karadzic, leader in tempo di guerra, entrambi psichiatri. Nel 1999, i membri del Consiglio d’Europa hanno adottato una risoluzione che riconosceva che gli psichiatri erano gli architetti della pulizia etnica ed ha incoraggiato i membri del Consiglio a “studiare il materiale che è stato assemblato e sottoposto a ricerche dalla filiale francese del Citizens Commission on Human Rights”. Quando Karadzic è stato catturato nel 2008, è stato ampiamente riportato che la pulizia etnica di Karadzic derivava dal suo background psichiatrico.
Insieme con i funzionari e membri del Parlamento italiano, il CCHR Italia ha ispezionato le condizioni, simili a quelle di un campo di concentramento, dei manicomi psichiatrici del paese. Nonostante i fondi del governo, i pazienti erano lasciati nudi e affamati. Il governo ha risposto alle prove, emanando una risoluzione che ha ordinato la chiusura di novantasette manicomi. I pazienti, maltrattati e trascurati, sono stati trasferiti in centri d’accoglienza dove a molti è stato insegnato a leggere, scrivere e prendersi cura di se stessi per la prima volta in trent’anni. Al CCHR è stata offerta una medaglia di onoreficenza ufficiale per il suo impegno umanitario.
Denunciare l’abuso psichiatrico

Il CCHR ha promosso campagne per perseguire penalmente professionisti del campo della salute mentale che violentano o abusano sessualmente dei loro pazienti e si nascondono dietro al loro ruolo di terapeuti per giustificare i propri crimini. Ecco alcuni esempi di quanto è stato fatto per proteggere e salvaguardare i pazienti da abusi sessuali e frode:

Sono stati emanati non meno di venticinque statuti che descrivono crimini di violenze sessuali commessi da psichiatri e psicologi negli Stati Uniti, in Australia (Victoria), in Germania, in Svezia e in Israele. Le leggi etichettano il rapporto sessuale terapeuta-paziente come violenza sessuale o stupro. Centinaia di psichiatri e psicologi sono stati condannati e incarcerati.
Le indagini del CCHR hanno portato all’investigazione di una grande catena di ospedali psichiatrici privati negli Stati Uniti da parte di quattordici indagini federali e statali, per frode e abuso dei pazienti. La catena di ospedali è stata condannata a pagare circa 1 miliardo di dollari di multa e indennizzi prima della chiusura. Sono state successivamente emesse leggi che rendono illegale la pratica dei “cacciatori di taglie” per localizzare persone con una buona assicurazione, al fine di istituzionalizzarle senza il loro consenso in strutture psichiatriche e prosciugare la loro assicurazione.
Numerosi altri ospedali psichiatrici privati a scopo di lucro sono stati successivamente indagati. Entro il 2003, le autorità statali e federali investigavano penalmente l’ottanta per cento del mercato degli ospedali psichiatrici privati americani, il che ha portato a pene e indennizzi civili per 2,1 miliardi di dollari.

Visita il sito: http://www.ccdu.it/about-us/cchr-accomplishments.html

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