Come si fa un dentifricio?

Scritto da valeo il . Pubblicato in Beauty & Wellness

Sono passati millenni da quando Ippocrate cercava di realizzare delle paste dentifricie. Oggi possiamo affermare che grazie alle incessanti ricerche si è giunti ad ottenere dei composti dentifrici che danno dei buoni risultati sia in campo estetico sia terapeutico.

Per la fabbricazione del dentifricio vengono usati diversi ingredienti e ognuno ha il proprio ruolo nell’ influenzare la consistenza e la stabilità del prodotto. I principali componenti di un dentifricio, quale prodotto visco-elastico, sono: gli abrasivi, gli agenti leganti, i surfattanti, i dolcificanti, i preservanti, i coloranti, gli aromatizzanti e speciali ingredienti attivi.

Gli abrasivi (silicio, allumina, fosfato di calcio, carbonato di calcio) si usano spesso come supporto alle azioni meccaniche di pulizia, influiscono la consistenza del dentifricio ed aiutano nella rimozione di pigmentazioni superficiali. Come agenti umettanti (emollienti) si preferisce usare la glicerina, sorbitolo, lignite e polietileneglicoli per evitare un essiccamento della pasta una volta aperto il tubetto e anche per incrementare la stabilità a bassa temperatura ed ottenere un effetto legante di consistenza.

Gli agenti leganti e addensanti danno al dentifricio consistenza e prevengono la separazione tra la fase liquida e quella solida. Tra gli idrocolloidi (come agente legante) sono preferiti:

– Gli alginati : sali che derivano dalla parete cellulare delle alghe brune Laminaria e Ascophillum diffuse in Europa e negli Stati Uniti. Il sale alginato di sodio è solubile in acqua è usato come addensante e stabilizzante in industria alimentare e farmaceutica. Il secondo, il sale arginato di calcio è insolubile, trova impiego in medicamenti ed in garze emostatiche.

– Le carragenine: sono polisaccaridi complessi estratti dalle pareti cellulari di alcune Rhodophyceae. Le specie di alghe più comunemente utilizzate per l’estrazione della carragenina sono: Chondrus crispus, Euchema cottonii, Euchema spinosum. La Carragenina è classificata nella lista europea degli additivi alimentari con la sigla: E407. A seconda del tipo di alga e del tipo di estrazione si possono ottenere tre principali varietà di carragenine: Kappa-carragenine, Iota-carragenine e Lambda-carragenine. Le Kappa carragenine sono le più diffuse e vengono appositamente adattate all’impiego in soluzioni acquose o in soluzioni lattee.

– Gli xantani: sono polisaccaridi utilizzati come additivo alimentare. La gomma di xantono, una degli xantani più diffusa viene ottenuta mediante processo di fermentazione in coltura pura di un carboidrato (glucosio o saccarosio) da parte di ceppi naturali del batterio Xanthomonas campestris, purificato per estrazione con etanolo oppure propan-2-olo, essiccato e macinato. La gomma di xantono è classificata nella lista europea degli additivi alimentari con la sigla: E415.

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