Automazione: le opinioni di Cogefim sullo stato di salute del settore

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Le opinioni e recensioni di Cogefim si sono recentemente soffermate sulla crescita record nella produzione di robot, trainata soprattutto dagli ordini in arrivo dal mercato asiatico.

Cogefim

Cogefim recensioni: Italia terzo esportatore al mondo di robot

Grazie a recensioni e opinioni dedicate, Cogefim ha fornito la propria valutazione sulle tendenze del mercato dell’automazione. Il settore, così come confermato da uno studio della federazione internazionale della robotica, Ifr, quest’anno ha proseguito la lunga serie di indici positivi, iniziata nel 2009, con una crescita di 16 punti percentuali. A sorpresa, l’Italia scala la classifica degli esportatori, giungendo al terzo posto con un fatturato estero di 290 milioni di euro. Il Belpaese si trova alle spalle solo della Germania, con il doppio della produzione, e del Giappone, re dell’export nel comparto grazie a un fatturato estero annuo di oltre 1,6 miliardi di dollari. Cogefim evidenzia nelle sue recensioni come la crescita della domanda sia stata particolarmente forte in ambito elettronico, con un aumento del 41% del parco robot installato nelle imprese. Il comparto con il tasso più elevato di automazione rimane tuttavia quello automobilistico, basti pensare che nel 2016 sono stati installati oltre 103mila robot. A trainare l’aumento della produzione sono i nuovi ordini che giungono in particolare da Cina, Giappone, Stati Uniti, Germania e Corea del Sud, Paesi che insieme rappresentano tre quarti della domanda globale di robot per uso industriale.

Dove esportare? Le opinioni di Cogefim sui migliori mercati internazionali

Secondo le opinioni di Cogefim è Pechino la principale protagonista nel campo dell’automazione. A confermarlo è sempre lo studio dell”International Federation of Robotics, il quale ha evidenziato come la Cina sia l’importatore numero uno al mondo, con il 30% del totale globale degli ordini. I numeri in effetti sembrano parlare chiaro: nel 2017 sono stati installati oltre 87 mila robot, mentre il tasso di automazione vede attivi 68 robot ogni 10mila dipendenti. Nei prossimi anni è attesa un’ulteriore espansione: da qui al 2020 sono infatti previsti nuovi ordini per 635 mila unità, cifra che renderà ben presto la Cina la patria dei robot con un terzo del parco mondiale. Se il Paese cinese è una new entry nel settore, anche la Corea del Sud, forte di 631 robot ogni 10 mila dipendenti, rappresenta un mercato di sbocco importante per chi esporta prodotti d’automazione. Nei prossimi tre anni Seul comprerà 179mila robot, circa 40.000 all’anno. Se il mercato giapponese presenta diversi ostacoli, nonostante la forte domanda interna, a causa della forte competitività delle aziende locali specializzate in automazione, quello nordamericano ed europeo presenta maggiori opportunità di business. Se negli Stati Uniti la crescita della domanda, sottolinea Cogefim nelle sue recensioni, è stata del 15%, nei Paesi dell’Europa Centrale (escluse Polonia e Repubblica Ceca) la spinta è stata ancora maggiore con punte del 28%, non dissimili da quelle fatte segnare dalla Cina.

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