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Incentivi autotrasporto: in Gazzetta ufficiale pubblicato il decreto

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Economia

Rilanciare il comparto della logistica puntando sull’ammodernamento tecnologico del parco mezzi e sullo sviluppo del trasporto intermodale. Sono questi i principali presupposti del decreto che stabilisce lo stanziamento di 39,5 milioni di euro riservati all’autotrasporto pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Gli incentivi sono destinati alle imprese trasporto merci in conto terzi regolarmente iscritte al Ren e all’Albo Autotrasporto, e dimostrano la volontà del Governo di voler dare un chiaro segnale di sostegno all’intera categoria. La necessità di aumentare il livello di competitività di un settore così importante passa soprattutto attraverso una maggiore efficienza intesa sia da un punto di vista veicolare che da quello della dislocazione delle merci. Nel dettaglio, il D.M. stabilisce quali sono le tipologie di investimento interessate dagli incentivi, nonché i rispettivi importi.

Si parte anzitutto dal rinnovamento tecnologico del parco mezzi con 10,5 milioni di euro destinati all’acquisto di nuovi di massa complessiva da 3,5 T a trazione alternativa a metano CNG, gas naturale liquefatto LNG e elettrica; 14,5 milioni sono invece destinati all’acquisto di nuovi rimorchi e semirimorchi per il trasporto combinato ferroviario e marittimo, nonché di quelli per autoveicoli specifici superiori a 7 T destinati a trasporti in regime ATP.

Altri 10 milioni di euro sono riservati alla rottamazione di veicoli pesanti da 11,5 T in su con l’acquisto contestuale di nuovi mezzi di pari massa appartenenti alla categoria euro VI; poco più di 1 milione di euro, infine, è l’incentivo riservato all’acquisizione di rimorchi e semirimorchi porta casse finalizzata a favorire differenti modalità di trasporto. È ammessa per ciascuna impresa un importo massimo di 700 mila euro per acquisti avvenuti tra il 2 agosto 2017 e il 15 aprile 2018.

Le domande per richiedere i contributi devono essere presentate a partire dal 18 settembre 2017 e sempre fino al 15 aprile 2018 esclusivamente in via telematica. Per informazioni più dettagliate è sufficiente consultare il sito del MIT alla sezione “Incentivi e Contributi”.

Indubbiamente, gli incentivi rappresentano una misura molto importante che non può non interessare direttamente anche un settore specifico come il trasporto autoveicoli, da sempre alle prese con l’esigenza di diversificare le modalità di collocamento delle vetture trasportate.

Esab REBEL EMP 215: molto più di una semplice saldatrice

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende

Quando abbiamo affrontato il tema saldatura in precedenza ci siamo spesso soffermati su differenti modelli di macchine per officina dedicate a questo particolare tipo di mansione, ciascuna con caratteristiche tecniche diverse ma tutte di altissima qualità. Ma la macchina sulla quale ci concentreremo in questo articolo è davvero eccezionale ed unica nel suo genere, perché semplicemente non esistono sul mercato altre simili che la possano eguagliare.

Rebel EMP 215 è molto più di una semplice saldatrice, perché è a tutti gli effetti un sistema di saldatura multi-processo che si adatta a qualsiasi tipo di materiale, di alimentazione e di processo. Le sue caratteristiche la rendono infatti una macchina semplicemente universale: che si tratti di saldature a MIG, a filo animato, ad arco con elettrodi rivestiti (anche gli elettrodi cellulosici 6010) o a Lift TIG, essa è in grado di lavorare in maniera efficiente e sempre con risultati eccellenti.

Innanzitutto, Esab Rebel è una saldatrice dotata di tecnologia all’avanguardia adatta sia per chi ha esperienza in officina, sia per chi è alle prime armi, in virtù della sua funzione sMIG (SmartMIG). Per i più esperti, il controllo esclusivo e integrato dell’arco monitora costantemente la saldatura e adatta la macchina per saldature di altissima qualità; per i neofiti invece, è disponibile una modalità di base che semplifica la configurazione, rendendo in questo modo il lavoro meno proibitivo di quanto si pensasse.

Rebel, inoltre, è una macchina estremamente intelligente perché l’unica in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di materiale e con qualsiasi tipo di alimentazione: 120 V, 230 V o anche in caso di gruppo elettrogeno non esiste alcun tipo di problema! Questa saldatrice multi-processo è anche pratica e utilizzabile ovunque vi troviate perché facilmente trasportabile (in officina, sul campo o in sito), ma è anche robusta e in grado di resistere a livelli di usura elevati. Tutto questo grazie alla sua struttura monoblocco, a una roll-bar a cinque impugnature e a un livello di protezione IP23S.

Insomma, per chi è alla disperata ricerca di un prodotto multifunzionale in grado di saldare qualsiasi materiale nelle più disparate condizioni, la saldatrice multiprocesso Esab Rebel EMP 215 è l’unica sul mercato con questo tipo di caratteristiche, accompagnata anche da una garanzia completa di 3 anni. Per sapere di più sulle sue caratteristiche tecniche visita la pagina che Tecnopuglia le ha riservato all’interno di questo negozio online.

Kit completo Mace Pepper Gun 2 nera con fondina: un’altra esclusiva di Sprayantiaggressione.it

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Lifestyle

La difesa personale non è mai stata così semplice ed efficace da quando Sprayantiaggressione.it ha lanciato la nuova Pepper Gun 2 nera della Mace, la pistola spray al peperoncino che puoi trovare in Italia solo all’interno di questo negozio online. Un prodotto di autodifesa unico sul mercato che l’azienda americana ha voluto rendere ancora più potente e funzionale rispetto alla tradizionale pepper gun.

In precedenza avevamo già elencato le caratteristiche di questo prodotto in grado di coniugare robustezza e maneggevolezza, nonché una maggiore precisione per via di un getto conico ristretto che consente di colpire il bersaglio in maniera semplice e veloce anche di notte (grazie al Led visione notturna di cui è dotato). La nuova Pepper Gun Mace 2 nera, inoltre, si presenta rinnovata anche nel design: la sua forma che la rende simile a una pistola funge come deterrente in grado di scoraggiare e intimorire i più malintenzionati.

Ma sarebbe davvero un peccato non avere sempre con sé uno strumento di difesa personale così altamente efficace: per questo Sprayantiaggressione.it propone ai suoi visitatori il kit completo del prodotto, comprensivo di apposita fondina. Di colore nero, questo accessorio è fondamentale per avere il prodotto sempre a portata di mano e, soprattutto, per un utilizzo più comodo e diretto.

Il kit completo della pistola spray peperoncino Mace Pepper Gun 2 nera, oltre alla praticissima fondina, comprende anche 1 ricarica OC al peperoncino (perfettamente adattabile anche alla versione precedente del prodotto), 1 ricarica test inerte all’acqua e una batteria per Led già inserita nel dispositivo.

Acquistare il kit, inoltre, conviene anche dal punto di vista economico con vantaggi sul prezzo di acquisto e sui costi di spedizione. Informati su questo negozio online e approfitta di questa proposta davvero irripetibile.

Combattere gli acari del legno: bastano i rimedi naturali?

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Casa e Giardino

Con l’estate e le temperature elevate può aumentare la presenza dei parassiti del legno nella nostra casa, e a pagarne le conseguenze non sono solo i mobili che l’arredano ma anche le stesse persone che ci vivono. Quello di cui parleremo in questa news è un argomento ricorrente sul quale però è utile ritornarci, ovvero gli acari del legno (o acari del tarlo). La questione da porsi è semplice: per combatterli è sufficiente un trattamento fai-da-te oppure un trattamento antitarlo ecologico e professionale?

Ricordiamo che gli acari del legno sono piccoli parassiti dei tarli di dimensioni davvero microscopiche che si nutrono delle loro larve. Questi organismi accompagnano i tarli in qualunque momento della giornata, aumentando il rischio di contaminazione nelle nostre abitazioni, nonché quello di creare disagi fisici all’uomo. Essi, infatti, quando non riescono più a trarre nutrimento dalle larve dei tarli, spostano tutta la loro attenzione sull’essere umano. Il risultato? Tantissimi piccoli rigonfiamenti infiammati e pruriginosi cosparsi su tutta la pelle.

Ora, già la presenza dei tarli in casa non è di per sé una buona notizia, considerando i danni che questi sono in grado di procurare al legno della nostra casa (sia mobili che struttture); ma se ad essi ci aggiungiamo anche i loro parassiti, allora il problema diventa inesorabilmente più grande.

Per ovviarvi, si legge spesso su internet di rimedi naturali in grado di combattere in maniera efficace non solo i tarli ma anche i loro acari e con risultati garantiti.  Si punta principalmente a prodotti naturali, in particolare oli ed estratti vegetali derivanti da piante come il cedro o l’eucalipto, che grazie alle loro proprietà e allo loro essenza riuscirebbero a preservare legno e mobili. Non solo, ma spesso capita anche di trovare sul web articoli che ti spiegano come ripristinare i mobili tarlati con metodi che potremmo definire alquanto improbabili.

Pur riconoscendo la qualità e la non invasività di alcuni prodotti naturali, il loro utilizzo non è risolutorio ai fini dell’eliminazione del problema. Sappiamo bene, infatti, che esistono diversi stadi vitali dei tarli per i quali è indispensabile un trattamento speciale in grado di eliminarli definitivamente (pensiamo ad esempio alle loro uova) e che sfrutta l’effetto della termalizzazione delle microonde. Insomma, un processo del tutto naturale, non nocivo per l’ambiente e soprattutto estremamente efficace, come quello che adopera Trattamentoantitarlo.net, leader nel trattamento antitarlo Puglia, Calabria, Campania, Basilicata e tutto il territorio nazionale.

Infissi esterni e vantaggi fiscali: Ecobonus 2017

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Oggigiorno un immobile che possiamo definire moderno è indubbiamente quello in grado di rispondere adeguatamente ai nuovi standard di sicurezza ed efficienza energetica. Prendiamo ad esempio gli interventi antisismici che garantiscono una migliore stabilità strutturale, oppure quelli atti a migliorarne le sue prestazioni energetiche che, tradotto, significa poter disporre di infissi esterni di altissima qualità.

I prodotti realizzati da Modesti Srl, ad esempio, non rispondono solo a esigenze di design originali e personalizzate, ma anche a garantire la massima funzionalità. Forse pochi sanno che optare per una casa più efficiente significa anche poter beneficiare di alcuni vantaggi fiscali. In questo articolo parleremo dunque dell’Ecobonus 2017, ovvero delle detrazioni fiscali per il risparmio energetico da quest’anno estese anche ai condomini.

L’Ecobonus, prorogato fino al 31 dicembre 2017, consiste in una detrazione Irpef o Ires dal 65% al 75% fruibile per interventi mirati a migliorare le prestazioni energetiche di immobili già esistenti, intesi come casa propria o parti comuni del condominio di qualsiasi categoria catastale. Dunque, nel caso in cui si avesse la necessità di sostituire i vecchi infissi della propria casa è possibile richiedere la detrazione del 65% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2017, per un importo massimo di 60 mila euro.

Possono farlo tutti i contribuenti residenti e non residenti, nonché i titolari di redditi d’impresa. Maggiore, come dicevamo, è la detrazione fiscale per i condomini, estesa fino al 75% e prorogata fino al 31 dicembre 2021. Tra gli interventi atti a potenziare il livello termico ricordiamo le coibentazioni, l’installazione di impianti di climatizzazione e di pannelli solari e, soprattutto, la sostituzione di finestre ed infissi. È importante ricordare che è possibile detrarre anche le spese per la sostituzione di portoni d’ingresso e di tutti gli accessori degli infissi come persiani e scuroni.

Insomma, se la tua casa ha bisogno di maggiore comfort dal punto di vista termico ed energetico, questo è il momento giusto per farlo, soprattutto se decidi di affidarti alla professionalità di Modesti Srl. Tutte le sue realizzazioni di infissi in legno e legno-alluminio, oltre ad essere a taglio termico e di pregevole manifattura, rispondono perfettamente a qualsiasi idea di design raffinata ed originale.

Balcani occidentali: siglato il Trattato sulla comunità dei trasporti

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Economia

L’Italia è stata la protagonista principale del IV Vertice sui Balcani Occidentali, la convention dei ministri dei Trasporti finalizzato alla sottoscrizione del Trattato comunitario relativo alla materia, nel corso del quale il tema della sicurezza nell’autotrasporto ha trovato ampio spazio. Un vertice presieduto dal nostro Paese, per l’occasione rappresentato dal vice ministro Riccardo Nencini, e svoltosi non a caso a Trieste, città crocevia degli scambi commerciali su strada tra Europa e Balcani.

Nel corso del summit due sono stati i temi principali: collaborazione tra le polizie stradali e sicurezza stradale. Per il primo si è giunti ad un accordo tra i Paesi firmatari che prevede una mutua assistenza tra le autorità di polizia consistente in uno scambio continuo di informazioni. Straordinario, a tal proposito, è la collaborazione tra le polizie di Albania e Kosovo che partirà durante questa estate. Quello della sicurezza, invece, ha avuto come oggetto di discussione proprio il settore della logistica, ritenuto la causa principale dei gravi incidenti stradali in Europa, il cui costo sfiora i 100 miliardi.

L’Italia ha invitato gli altri Paesi a contrastare seriamente questo fenomeno prendendo spunto da alcune misure previste dal nostro Codice della Strada, ad esempio le sanzioni che puniscono chi fa uso di alcol e droga mentre è alla guida, oppure di dispositivi mobile come gli smartphone.

In sostanza, il summit di Trieste è stato considerato un’ottima occasione per discutere di una politica comune dei trasporti con i sei Paesi dei Balcani Occidentali (alcuni dei quali hanno chiesto ufficialmente di far parte dell’Ue) alle prese con la necessità di ammodernare le proprie infrastrutture e attrarre nuovi investitori. Un evento molto apprezzato anche dalla commissaria Ue Violeta Bulc e al quale il trasporto bisarca internazionale guarda con estrema attenzione. A rimanere sospesa, almeno per il momento, è la posizione della Bosnia-Erzegovina che ha deciso di non aderire all’accordo per contrasti interni istituzionali.

Sicurezza e immobili: dal 2018 sarà obbligatorio il certificato di stabilità

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Quando si è alla ricerca di una casa il rischio maggiore per chi deve acquistare è quello di investire in un immobile poco sicuro dal punto di vista strutturale. Un rischio che sicuramente non corrono i clienti di Immobiliare Cambio Casa, l’agenzia immobiliare a Taranto che punta da sempre alle qualità delle sue proposte. Tuttavia, in Italia un problema sicurezza degli immobili esiste e sarebbe il momento di affrontarlo seriamente prima che altri disastri possano cancellare altre vite umane.

Non è un caso se nel nostro Paese sono più di 2 milioni le abitazioni a rischio crollo: una problematica che diventa ancora più accentuata se si considera anche la sismicità della nostra penisola. Per questo il Governo ha annunciato nei giorni scorsi, tramite il Ministro dei Trasporti Del Rio, che dal prossimo anno sarà obbligatorio il certificato di stabilità nei contratti di compravendita immobiliare.

Il provvedimento sarà inserito nella Legge di Stabilità 2018 ed è finalizzato non solo a tutelare l’incolumità di chi acquista casa ma, se vogliamo, anche a conferire maggiore qualità allo stesso mercato immobiliare. Come sottolineato dallo stesso ministro Del Rio, l’introduzione del certificato di stabilità atto a certificare lo stato di salute degli immobili, è un progetto che non è mai decollato in Italia soprattutto a causa del rifiuto dei proprietari di accollarsi le spese di verifica.

Se qualcosa si è mosso in tal senso è solo grazie all’introduzione del sisma bonus, che consente di ottenere una detrazione fino all’85% delle spese sostenute per l’adeguamento antisismico dell’immobile, previa valutazione delle sue condizioni statiche. Ma questa non può essere l’unica strada percorribile secondo il ministro, perché è fondamentale che chi acquista un immobile sia perfettamente a conoscenza delle reali condizioni dell’abitazione. Ecco perché il libretto di stabilità sarà obbligatorio alla stregua di quanto già avviene con il certificato energetico.

Una proposta quella del governo approvata anche da Immobiliare Cambio Casa, il cui obiettivo è quello di offrire alla sua clientela solo appartamenti in vendita a Taranto assolutamente affidabili nel segno della professionalità e trasparenza.

Verifiche attrezzature di lavoro e impianti di terra: aggiornato il D.lgs 81/08

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende

È disponibile e consultabile sul sito dell’Ispettorato del Lavoro la versione aggiornata del D.lgs 81/2008 – Testo Unico Sicurezza sul lavoro – con novità importanti che riguarda anche la verifica impianti di messa a terra. Il documento si configura come una sintesi normativa che racchiude una serie di misure adottate nel periodo luglio 2016 – maggio 2017.

In esso, infatti, sono state inserite circolari, interpelli, accordi Stato-Regioni e modiche relative proprio al suddetto periodo. Tra gli atti emanati segnaliamo l’accordo Stato-Regioni 128/CSR del 7 luglio 2016 finalizzato all’individuazione di durata e contenuti minimi dei percorsi formativi per i responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione. Inserite anche le circolari n. 21 del 07/07/2016, n. 23 del 22/07/2016, n. 28 del 30/08/2016 e n. 11 del 17/05/2017 concernenti il rinnovo triennale dell’autorizzazione all’esecuzione dei lavori sotto tensione, l’esecuzione in sicurezza dei lavori su alberi con funi e la prevenzione del rischio caduta dall’alto.

Importanti sono anche le modifiche riguardanti i box sanzionatori degli artt. 153 e 155 e Titolo II: oltre al datore di lavoro, anche il dirigente ha delle responsabilità in materia di sicurezza e salute sul lavoro, e quindi può essere sanzionato. Eliminata, invece, la sanzione nei confronti del preposto.

In merito all’iscrizione nell’elenco dei soggetti abilitati ad effettuare le verifiche periodiche attrezzature di lavoro ricordiamo il Decreto Interdirettoriale n. 35/17 che regolamenta il rinnovo provvisorio: previsto un periodo massimo di 120 gg decorrenti dalla data di scadenza delle rispettive iscrizioni.

Segnaliamo, infine, il Decreto dirigenziale 9 settembre 2016 relativo al tredicesimo elenco dei soggetti abilitati ad effettuare le verifiche periodiche, in sostituzione di quello del 18 marzo 2016.  Di seguito il link della versione aggiornata del Testo Unico sicurezza sul lavoro:

https://www.ispettorato.gov.it/it-it/Documenti-Norme/Documents/Dlgs-81-08-Integrato.pdf

Cantieri con parti meccaniche: la relazione tecnica all’impianto di protezione

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Industria

È noto che i rischi per i lavoratori derivanti da un mal funzionamento degli impianti elettrici sul luogo di lavoro sono sempre preventivabili, ma la probabilità che questi possano concretizzarsi è senza dubbio maggiore quando parliamo di cantieri in cui sono presenti componenti meccaniche. Un’accurata verifica impianto di messa a terra è ovviamente indispensabile in questo caso, ma potrebbe non essere l’unica procedura da prendere in considerazione.

Il pericolo scariche atmosferiche in un luogo di lavoro di questo tipo è elevato proprio per la presenza di gru e ponteggi. Non a caso l’art. 84 del D.lgs 81/08 – Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro – fa riferimento alla “Protezione dei fulmini” e stabilisce che “Il datore di lavoro provveda affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature siano protetti dagli effetti dei fulmini realizzati secondo le norme tecniche”.

Le vigenti normative CEI, in particolare CEI 81-10 EN 62305 1/4 e la relativa Guida 81/2, prevedono la redazione di una relazione tecnica specifica all’impianto di protezione contro le scariche atmosferiche. Stiamo parlando proprio di una procedura necessaria ai fini della sicurezza del cantiere e dei lavoratori, in quanto la relazione è atta a constatare se le strutture metalliche possano considerarsi auto-protette o necessitano di una valutazione adeguata in merito alla probabilità di fulminazione.

Qualora dovesse essere appurata quest’ultima ipotesi, e cioè che le componenti meccaniche non siano auto-protette, il tecnico abilitato è chiamato dal datore di lavoro a redigere una progettazione di specifico impianto di protezione contro le scariche atmosferiche. È giusto sottolineare che relazione e progettazione sono documenti destinati sia al proprietario dell’impianto che allo stesso utilizzatore.

In definitiva, il datore di lavoro è obbligato ogni 2 anni a richiedere l’intervento di un Organismo abilitato (o in alternativa INAIL e ASL) per una verifica impianto scariche atmosferiche, con l’eventualità che lo stesso necessiti di un sistema di protezione ad hoc.

Certificazioni istituti di vigilanza: dal Ministero stop all’abusivismo

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Legale

Il Ministero dell’Interno ha deciso di usare il pugno di ferro nell’ambito della certificazione istituti di vigilanza con una circolare emessa nei giorni scorsi dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza atta a verificare l’attuazione delle disposizioni contenute nel Decreto M.I. n. 115 del 4 giugno 2014.

La questione della mancata ottemperanza agli obblighi di certificazione degli istituti in Italia rappresenta indubbiamente un problema spinoso, con conseguenze di natura economica soprattutto per chi ha seguito il normale iter di accreditamento. Stando ai dati ufficiali del Ministero dell’Interno, infatti, ad oggi sono appena 393 su 1367 gli istituti di vigilanza privata certificati, ovvero solo il 28,74%. Percentuale che tende ad aumentare lievemente, pur rimanendo comunque molto bassa, se consideriamo le certificazioni in corso (40%).

Una situazione assolutamente iniqua e poco trasparente, in grado di arrecare un danno non solo al sistema delle verifiche dell’autorità tutoria ma soprattutto di alterare in maniera sleale il mercato concorrenziale di riferimento (a pagare sono gli istituti che hanno investito denaro e ottemperato agli obblighi). Per questo il Viminale ha esortato Prefetti e Questori ad adottare tutte le opportune iniziative, anche di carattere sanzionatorio. Ribadendo che la certificazione è un requisito imprescindibile, sia per l’accesso alla licenza (ex 134 TULPS) che per mantenerla, la circolare individua due tipi di situazione:

  • Licenza rilasciata prima dell’entrata in vigore del DM 115/2014 (ex certificazione di Polizia). In tal caso, a configurarsi sarebbe una gestione in difformità dell’istituto di vigilanza, verso il quale il Prefetto dovrà emettere dapprima un provvedimento di avvertimento e, successivamente, una diffida a produrre le certificazioni tra i 40 e 60 gg. In caso di inadempimento si procederà all’incameramento della cauzione. Scaduto il termine, il Prefetto non rinnoverà la licenza se entro massimo 120 gg dall’emissione del provvedimento, l’istituto non avrà esibito la dovuta certificazione;
  • Licenza rilasciata dopo entrata in vigore del DM 115/2014. In caso di mancata esibizione del certificato di qualità entro 18 mesi dal rilascio della licenza, il Prefetto emette una diffida a produrle tra i 40 e 60 gg e, in caso di inadempimento, avviene l’incameramento della cauzione. Scaduto il termine, il Prefetto potrà concordarne uno nuovo di massimo 120 gg con effetto sanante in caso di ottemperanza, annullamento della licenza in caso contrario. Qualora, invece, sono già decorsi 18 mesi dal rilascio della licenza, il Prefetto dovrà svolgere azioni di diffida e controllo sino alla revoca della stessa.

Insomma, il Viminale pare abbia deciso finalmente di intervenire in maniera determinata e trasparente nel settore vigilanza privata. Una notizia che Emq-Din, organismo accreditato per il rilascio certificazione servizi di vigilanza, accoglie certamente con positività.