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Danilo De Luca

Copywriter appassionato di calcio, cinema, tecnologia, arte e mass media.

La donna di Ostuni, il dolmen di Montalbano, i messapi

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Cultura, Italia, Viaggi

Ogni estate, hotel e b&b Ostuni si riempiono di turisti provenienti da ogni parte d’Italia e non solo, attirati da suggestioni paesaggistiche, arte e dalla prossimità allo splendido mare della costa est. Pochi di essi, però, conoscono l’essenza più ancestrale del luogo, di cui restano tracce abbondanti, tangibili e ricche di suggestioni ataviche.

I messapi a Ostuni

Le prime popolazioni a stanziarsi in Salento e, via via, anche nelle zone più settentrionali della Puglia, furono i Messapi, popolo di nomadi provenienti dall’Illiria o dall’Anatolia che, a partire dal secolo VIII a. C., iniziarono a stanziarsi nella pianura salentina per poi risalire verso il brindisino.

L’attuale città di Ostuni divenne teatro di uno stanziamento messapico alle pendici di una collina, appezzamento scelto dalle tribù perché garantiva protezione e, allo stesso tempo, si colloca nei pressi del mare.

La donna di Ostuni

Uno dei reperti più significativo dei tempi è rappresentato dalla Donna di Ostuni, lo scheletro di una donna di circa 20 anni prossima al parto e del suo feto. Si tratta di un reperto di assoluto valore storico ma, ancor più, una raffigurazione ricca di pathos di quelli che erano i tempi andati, a distanza di millenni da oggi. Lo scheletro è custodito in una zona ribattezzata Ostuni 1 e accoglie, oltre allo scheletro, anche una serie di monili quali selci, denti di cavallo e di bue. La donna è sepolta in posizione rannicchiata e ricoperta da una corona di conchiglie, a testimonianza di come già allora, 28.000 anni fa, le popolazioni preistoriche avessero elaborato un proprio codice funerario e percepissero l’idea di trascendenza.

Il dolmen di Montalbano

A metà strada tra Fasano e Ostuni si colloca il Dolmen di Montalbano, altra testimonianza degli usi più ancestrali che si consumavano nel territorio salentino. Il dolmen, alto circa 145 cm ed è conosciuto anche come Tavola dei paladini. Risalente all’Età del Bronzo, presumibilmente al III-II millennio a. C., il megalite mostra gli usi funerari della popolazione che occupò il terreno all’epoca.

La tradizione culinaria del Salento: eccellenze tipiche

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Italia, Viaggi

Il Salento è coste bianche, arte secolare ed eventi serali, ma è anche luogo di eccellenze gastronomiche. Prenotati un residence Salento e il biglietto di partenza, non resta che fissare un itinerario; e nel percorso, meglio non trascurare l’aspetto mangereccio, perché ne vale davvero la pena!

La colazione salentina

Nel Tacco d’Italia, in estate, la mattina si fa così: caffè in ghiaccio con latte di mandorla e pasticciotto, e solo dopo può incominciare la giornata. Il caffè in ghiaccio con latte di mandorla è marchio di fabbrica dei bar locali, stempera l’amaro del caffè nella dolcezza intensa della mandorla e nel fresco del ghiaccio; da accompagnare al tipico pasticciotto, una barchetta di pasta frolla e crema difficile da spiegare, molto più semplice da assaporare. In alternativa, potete optare per il fruttone, stessa forma, diversa consistenza, ricoperto da una glassa intensa di cioccolato che cela un cuore di pasta di mandorla.

I prodotti da forno

I prodotti da forno del Salento sono tantissimi e tutti parte integranti del codice della tavola dei residenti. I taralli, il pizzo con le olive, tipico pane aromatizzato del posto, la pasta fatta in casa, con pomodorini e carne di cavallo, non con le cime di rapa. E non dimentichiamoci della frisella (friseddhra nel dialetto del posto), un pane due volte tostato al forno e messo a mollo nell’acqua per qualche secondo, prima di essere condito con i prodotti della terra, dal pomodoro alla rucola, e rigorosamente impreziosito dall’olio extravergine d’oliva del Salento.

Il vino

Il Salento è anche terra di vini e vigneti. Il Primitivo di Manduria, comune del tarantino, si è diffuso anche nel Tacco, assieme al Negroamaro, al Salice Salentino DOC, all’Amabile e, nel mese di novembre, al Novello. Sapori intensi e apprezzati e che vengono esportati in tutto il mondo.

Il rustico

Il rustico è un rotolo circolare di pasta sfoglia con besciamella, pomodoro, pepe e mozzarella. Una specialità semplice e gustosissima, consumata soprattutto a metà mattinata o come aperitivo. Un prodotto che è vessillo dell’identità del posto, e che dovresti proprio provare.

Gli e-commerce del settore dolciario: il nuovo che avanza

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

Dolci a domicilio, consegnati a casa dopo averli scelti, ordinati e pagati su un sito web apposito. Questa è la nuova tendenza nel settore pasticceria, un segmento del food in continua crescita, sia per volumi di vendita e sia per appeal e risonanza mediatici. Internet ha rimodellato e dato nuovi assetti a ogni settore merceologico, rivoluzionato le dinamiche di scelta e acquisto, radicalizzato quello di competitor di mercato, reso tutto più accessibile. L’industria del dolce non poteva restare esclusa dal processo di digitalizzazione dei servizi e, da qualche anno, pochi in verità, hanno iniziato a spuntare e-commerce del dolce, tra entusiasmo e scetticismo.

Nuovo modello per il futuro o un’alternativa in più

L’irruzione delle impalcature di rete in contesti solitamente estranei alla digitalizzazione è sempre destabilizzante, crea scompiglio e rivoluziona gli equilibri. Nel caso degli e-commerce del dolce, tale processo appare più lento che in altri, perché il cibo non è come l’abbigliamento, perché la gente che compra un dessert desidera rispondere a stimoli che sono visivi e olfattivi prima di compiere una scelta.

Da una parte gli ostili a priori alle magnifiche sorti e progressive; dall’altra gli innovatori della prima ora, in mezzo tutti gli altri. I primi temono che la virtualizzazione del comparto possa scardinare dalle fondamenta un’industria che ha sempre funzionato con dinamiche e attraverso logiche avverse a quelle tipiche del mercato digitale; i secondi sostengono la necessità di adeguarsi a un processo di cambiamento che è già da anni divenuto irreversibile. In mezzo, come detto, quelli che intravedono le opportunità senza scrutare negli e-commerce del dolce il germe di un cambiamento epocale.

Pasticcerie e e-commerce del dolce possono convivere, anzi, possono sostenersi e alimentarsi l’uno con l’altro. Chi lo ha già capito e ha saputo sviluppare un proprio sistema sta già riscuotendo il premio, chi attraverso l’affiliazione a portali, chi articolando una piattaforma propria. Di certo, gli e-commerce offrono servizi di grande comodità ed esiste già una domanda, solo in parte espressa, di consumatori pronti ad acquistare in rete e a consumare a casa propria. Piaccia o non piaccia.

Quando l’evento aziendale è un’operazione di marketing…

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende

Un evento aziendale può essere organizzato per tantissime ragioni e, nel corso dei decenni, si è rivelato anche uno strumento di marketing estremamente efficace, in grado di far dialogare il brand con il territorio, il pubblico e tutto ciò che concorre a creare l’ambiente entro cui l’azienda opera. Perché gli allestimenti eventi si rivelino adatti allo scopo di promozione del marchio, però, devono essere presenti determinate caratteristiche, ingredienti imprescindibili perché l’iniziativa si dimostri vincente.

Coinvolgimento ed emozione

Il marketing che si consuma negli spazi fisici e che coinvolge in prima persona il pubblico deve fare leva sull’aspetto emozionale e su quello della partecipazione. Rompere con l’idea di spettatore e rendere la gente parte integrante del processo organizzativo significa infrangere il velo che si frappone tra pubblico e marchio. L’evento può essere l’occasione per far conoscere davvero prodotti e servizi dell’azienda, attraverso tour interni alla sede aziendale, attività ludiche, dimostrazioni pratiche. Il marketing esperienziale è una risorsa eccezionale, se utilizzata nel modo giusto.

Invito all’interazione

Un evento che giochi sul coinvolgimento dell’aspetto sensoriale è già una vittoria… a metà. La seconda parte del lavoro sta nel riuscire a includere il pubblico nel processo di creazione e di diffusione di nuovi contenuti e significati. I video, le foto e i commenti degli utenti, la geo-localizzazione, i loro racconti devono alimentare l’eco dell’evento e dare merito della vostra organizzazione. Per incoraggiare alla partecipazione, si può puntare sull’organizzazione di contest mediante i quali dare spazio immediato e diretto i lavori degli utenti, magari premiando i più meritevoli con una fornitura gratuita di servizi aziendali. Un cliente soddisfatto è il miglior testimonial che l’azienda possa avere.

Seguito dell’evento anche nei giorni successivi

La forza promozionale dell’evento non si esaurisce a fine serata ma deve essere sospinta attraverso tutti i tipi di canali mediali anche nei giorni seguenti. La carta stampata, le tv e, soprattutto, il web, sono la cassa di risonanza in grado di moltiplicare gli effetti dell’evento sulla gente, per far parlare di sé e raggiungere anche coloro che non hanno preso parte all’evento.

SEO a budget zero: come individuare le keyword più efficaci

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende, Internet

Ogni strategia SEO inizia con l’impostazione della strategia di base che interessa l’analisi della struttura del proprio sito, l’individuazione dei competitors, una verifica posizionamento sito su Google per poi passare all’identificazione di un set di keyword su cui lavorare. L’individuazione delle parole chiave riveste un ruolo cruciale perché rappresentano le fondamenta del proprio progetto SEO. Ecco come individuarle anche senza l’utilizzo di strumenti SEO professionali.

Analisi del proprio sito web

Accedendo al pannello Google Analytics del proprio sito web si possono ricavare tantissime informazioni utili. Lo strumento consente di identificare le pagine del proprio sito web che ricevono più visite, quali riescono a mantenere un utente online per più tempo, per quali keyword il sito è stato in grado di farsi più spesso. Occorre avere chiaro il quadro dello scenario di partenza in sé e in relazione a quello della concorrenza.

Individuazione dei competitors

Senza soldi a disposizione, serve un approccio molto analitico. L’individuazione dei competitors fornisce altre informazioni preziosissime. Badate di selezionare realtà concorrenziali che servano alla vostra analisi: interessano realtà di business simili alla vostra e che abbiano implementato una strategia di web marketing efficace.

Per trovare i siti giusti da analizzare, potete semplicemente effettuare una ricerca su Google inserendo la keyword principale per cui vorreste uscire in prima posizione e spulciare i primi siti web che appaiono in SERP. Studiate la struttura del sito e i contenuti, poi date un’occhiata alla sorgente di pagina (basta cliccare con il tasto destro del mouse sulla pagina e selezionare “visualizza sorgente di pagina”) e verificate in che modo sono stati ottimizzati i tag Title e Description (ovvero titolo e sottotitolo che appaiono nell’elenco di ricerca di Google), così da scoprire qualche nuova e utile keyword.

Le correlate

Individuato un primo set di keyword, utilizzatelo anche per individuare le correlate. Per farlo, avete diverse alternative: il keyword planner di Google AdWords fornisce spunti interessantissimi partendo da una parola chiave iniziale, individuando un elenco di possibili correlate e specificandone volumi di traffico e livello di concorrenzialità. Altri strumenti gratuiti sono, per nominarne un paio, ubersuggest e Google correlate.

Strutture sanitarie e valutazione del fabbisogno formativo

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Salute

L’aggiornamento costante dei professionisti del settore medico-sanitario è regolamentato dall’art.16-ter, comma 2, del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.229 della legge italiana, oltre che specificato dall’art. 19 del codice deontologico di settore, che specifica come “Il medico ha l’obbligo di mantenersi aggiornato in materia tecnico-scientifica, etico-deontologica e gestionale-organizzativa, onde garantire lo sviluppo continuo delle sue conoscenze e competenze in ragione dell’evoluzione dei progressi della scienza”.

L’aggiornamento costante del personale sanitario è gestito dall’Age.na.s (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), ente pubblico di supporto al Ministero della Salute e alle regioni. L’Age.na.s è organo di monitoraggio e vigilanza che si occupa, tra le altre, di verificare gli standard di un sistema sanitario, ovvero i livelli essenziali di assistenza (LEA) in termini di qualità, efficienza ed equità.

Soggetti di riferimento per le strutture sanitarie sono i provider ECM, società, enti, associazioni, ecc. accreditati a livello nazionale a organizzare corsi di formazione per l’aggiornamento e la riqualificazione del personale, così come stabilito a partire dal 2002 dalla Commissione nazionale per la formazione.

Analisi dei fabbisogni formativi

Preliminarmente, i provider di formazione continua gestiscono l’analisi dei fabbisogni formativi di una struttura sanitaria e del suo personale. La consulenza medico-sanitaria interessa più aspetti della realtà medica, quali la preparazione e il livello di avanguardia conoscitiva dei dipendenti, l’adeguatezza di macchinari e procedure, il monitoraggio delle normative di settore al fine del raggiungimento e il mantenimento di standard qualitativi adeguati.

L’analisi dei fabbisogni formativi rappresenta un’attività fondamentale per garantire il corretto funzionamento di una società del comparto medico e richiede un investimento costante in termini di monitoraggio e aggiornamento costante. I provider ECM si avvalgono di molteplici figure professionali quali avvocati, esperti di bilancio e controllo di gestione, ingegneri gestionali, programmatori, informatici, al fine di garantire una consulenza globale e in grado di analizzare ogni singolo aspetto normativo, procedurale e funzionale.

Idee regalo per lei: scegliere un dono con un significato

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende, Lifestyle

Fiori per compleanno, gioielli o peluche possono rivelarsi dei banali cliché oppure doni di gran classe, significativi e intensi; ciò che conta è utilizzare l’approccio adatto, caricare di una valenza profonda i doni che scegliere: come si dice, l’importante è il pensiero… ma il pensiero deve essere quello giusto.

Fiori per la propria amata

Come saprete, il linguaggio dei fiori permette di esprimere emozioni e sentimenti e ogni tipologia di pianta attinge a un bacino semantico differente. Per la propria amata, è opportuno selezionare fiori che evochino sentimenti forti: la rosa rossa è un evergreen che non passa mai di moda, ideale per esprimere amore intenso, passionale e viscerale; per chi volesse optare per una soluzione più originale, tulipano e papavero rosso evocano le stesse suggestioni. Il garofano bianco e la viola blu, invece, sono il simbolo di un impegno di fedeltà, un vincolo d’amore e trasparenza su cui costruire una storia felice. Il girasole è perfetto per suggerire devozione, un fiore che si volge verso il sole e si curva, come fosse triste, in assenza della sua luce.

Gioielli con un valore simbolico

Il settore gioielleria utilizza un proprio Galateo, rispetta le regole delle buone maniere ed esprime significati intensi. Un anello è rinnovamento di un impegno che si conferma nella quotidianità e che si consuma giorno dopo giorno. I ciondoli sono la soluzione che attinge al vocabolario simbolico più ricco: la chiave è sinonimo di dedizione e appartenenza reciproca, l’elefante è emblema di solidità, la coccinella esprime la leggerezza di un amore sincero e ricco di entusiasmo.

Profumi ed essenze

Charme ed eleganza si affermano in doni come i profumi, da selezionare in relazione ai gusti della vostra bella. Le fragranze più dolci sono adattissime per personalità solari e romantiche; i gusti più decisi per ribadire la forza e l’indole di caratteri forti.Oppure potete optare per essenze e oli da bagno, per trattare la vostra donna come una regina e, allo stesso tempo, farla sentire coccolata e riverita, nel giorno del suo compleanno, durante un anniversario e in tutti i giorni che si susseguono.

I simboli del settore ciondoli e i loro significati nascosti

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende, Beauty & Wellness, Lifestyle

I ciondoli sono un elemento di design e caratterizzazione che conquista consensi crescenti e brand come TrollBeads hanno articolato un segmento specifico di mercato per andare incontro a una domanda in continua ascesa. D’altra parte, ala passione che i consumatori mettono nella selezione e nell’acquisto non sempre corrisponde pari consapevolezza e non è raro che i pendenti, che esprimono significati spesso complessi e impegnati, vengano invece scelti sulla base di criteri squisitamente estetici. Cerchiamo allora di mettere ordine sulla questione, per quanto sia possibile.

Svastica

La svastica è forse il simbolo più equivocato della storia. Oggi esso, nell’immaginario comune, è un chiaro riferimento all’ideologia nazi-fascista e aborrito proprio per tale ragione. In realtà, però, essa fa riferimento a una simbologia antichissima presente fin dal Neolitico e utilizzata in molte culture a tutte le latitudini, esprimendo significati di pace, armonia e buoni auguri futuri. Inoltre, la credenza secondo cui la svastica cambia la sua accezione in relazione all’orientamento è una falsità.

Stella di David

Dall’altra parte c’è la Stella di David, il famoso astro a sei punte composto da due triangoli sovrapposti e rappresentazione della religione ebraica. Esso, però, ha un significato antico che fa riferimento all’incontro fra gli opposti, da cui si origina e si preserva tutto ciò che esiste al mondo.

Yin e Yang

Chiariamolo una colta per tutte: il simbolo di Yin e Yang non rappresenta l’eterno conflitto tra il bene e il male. Il suo significato, infatti, è ben più profondo e fa riferimento, anche esso ma con sfumature differenti dalla Stella di David, all’opposizione tra i contrari: giorno/notte, buio/luce, vita/morte; yin e Yang è simbolo ancestrale di una visione ciclica del mondo in cui la notte ha già in sé il seme del giorno che lo seguirà, che ogni elemento ha in sé il seme del proprio opposto, nell’eterno auto-alimentarsi dell’intero cosmo.

Bici elettrica: gli italiani dimostrano di apprezzarla

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Ambiente, Aziende, Calcio

Il mercato delle biciclette a pedalata assistita continua a crescere su ritmi sostenuti in tutto il mondo, alimentato da una serie di fattori come l’innovazione tecnologica, la necessità di dotarsi di un mezzo efficiente nel traffico cittadino e una maggior presa di coscienza sulla tematica ambientale. Anche in Italia, la vendita di e-bike prosegue su ritmi sostenuti, le aziende del comparto crescono e la popolazione dimostra una consapevolezza mai dimostrata fin dall’introduzione della bici elettrica nel mercato.

La ricerca di Shimano

La società di ricerca e analisi sui consumi OnePoll ha condotto uno studio su commissione del brand giapponese Shimano, con l’obiettivo di misurare il grado di appeal e desiderabilità raggiunto dal mezzo elettrico nel Belpaese e i risultati sono stati lusinghieri per i committenti. Secondo lo studio, infatti, ben l’88% del campione si è dichiarato favorevole all’acquisto di una bicicletta a pedalata assistita e neanche il prezzo d’acquisto sembra più essere un limite eccessivo.

La bici elettrica sostituirà l’automobile?

Il dato più sorprendente fornito dalla società di analisi è probabilmente quello relativo alla bici elettrica in sostituzione della tradizionale automobile. Lo studio ha messo in evidenza come ben il 56% degli intervistati si è dichiarato favorevole a cambiare le proprie abitudini di mobilità urbana, utilizzando la e-bike come alternativa all’automobile. Il dato è importante perché espressione di una società diversa da quella che siamo stati abituati a conoscere, disposta ad accettare le innovazioni e a introdurle in sostituzione di abitudini ormai consolidate.

Una scelta salutare al giusto prezzo

Oltre un terzo del campione (36%) ritiene che la bicicletta elettrica rappresenti una validissima soluzione per fare sport e mantenersi in forma, dimostrando come la mobilità elettrica si configuri una soluzione, non solo pratica, ma anche piacevole, a cui dedicarsi durante il proprio tempo libero.

Quasi un terzo del campione, inoltre, pari al 64% degli intervistati, ha dichiarato di essere disposto a spendere fino a 1.000 euro per acquistare una bici elettrica, dimostrando che a una presa di coscienza importante sulla reale utilità del mezzo corrisponde anche una percezione più o meno corretta del suo valore di mercato.

Cartucce per stampanti: non fidatevi dei produttori

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia Personale

Le cartucce per stampanti hanno un costo di mercato decisamente alto; non di rado, acquistare i quattro serbatoi di colore nero, ciano, giallo e magenta comporta un esborso persino superiore a quello affrontato per la stampante. Ok, la spesa da affrontare per l’acquisto delle cartucce è sostanziosa, ma siamo almeno sicuri che ciò che acquistiamo sia esattamente ciò che dovrebbe essere? A giudicare da un’indagine condotta da parte di Altroconsumo, si direbbe proprio di no.

Prima rilevanza: le cartucce non sono esaurite

Da un primo focus da parte dell’associazione per i consumatori emerge un dettaglio tecnico di cui pochi sono a conoscenza: non sempre la segnalazione di esaurimento dell’inchiostro nel serbatoio effettuata dalla stampante è corretta. Secondo l’analisi, infatti, in oltre il 25% dei casi presi in esame, in seguito all’avviso di esaurimento dell’inchiostro risulta presente ancora il 10% del contenuto. Il consiglio in questo caso è quello di continuare ad effettuare stampe finché la cartuccia non dovesse dimostrarsi davvero esaurita.

Seconda rilevanza: le cartucce non sono piene

Partiamo da un presupposto importante, secondo la legge i produttori non sono tenuti a indicare la quantità di liquido presente all’interno del serbatoio. D’altra parte, con un prezzo d’acquisto così alto, ci si aspetterebbe quantomeno di poter disporre di cartucce piene fino all’orlo ma, stando all’indagine di Altroconsumo, non è affatto così. In un caso, inoltre, l’inchiostro contenuto è risultato sufficiente a riempire appena la metà della capienza.

Come difendersi

Purtroppo, non è possibile conoscere in anticipo la quantità presente di liquido e non ci sono certezze che essa sia uguale per tutti i prodotti analoghi. Ad ogni modo, ci sono delle soluzioni per riuscire, quantomeno, a limitare le spese: con le stampanti a getto d’inchiostro è possibile optare per cartucce compatibili o rigenerate che, a (quasi) parità di prestazioni con le originali, presentano prezzi d’acquisto decisamente più bassi, per quanto presentino le medesime problematiche delle originali e passate in rassegna con l’inchiesta di Altroconsumo.