Archivio Autore

Danilo De Luca

Copywriter appassionato di calcio, cinema, tecnologia, arte e mass media.

5 errori da non fare quando si arreda una casa shabby chic

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Vi piacerebbe arredare la vostra casa con uno stile shabby chic ma non avete ancora le idee chiare su come fare? Quello shabby chic è un tipo di design davvero molto particolare, perfetto per chi ha un animo retrò ma molto romantico. Tuttavia, questo stile nasconde davvero tante insidie quando si parla di arredamento. Ma come fare ad evitarle?
Ecco 5 errori da non fare quando si arreda una casa shabby chic.

1. Mai divani in pelle
I divani in pelle stridono davvero tanto con lo stile shabby chic. In un arredamento di questo tipo, mai usare materiali in pelle in quanto davvero poco attinenti a questo design. Largo a tessuti più soft come il lino, il cotone o la lana. Inoltre, evitate i colori scuri come il nero o il grigio e optate per nuances più tenui come il bianco o l’avorio.

2. No ai lampadari moderni
I lampadari moderni non si addicono ad uno stile shabby chic. Optate per lampadari a sospensione, possibilmente in vetro o in metallo ed evitate quelli con tocchi troppo evidenti di modernità. In questo caso, dovete optare sempre e comunque per il classico, in quanto più attinente allo stile shabby chic.

3. No ai mobili laccati
Avete mai visto in una casa arredata in stile shabby chic un mobile laccato? Probabilmente no. Questo perché, i mobili laccati non hanno niente a che vedere con lo stile di cui stiamo parlando. In questo caso, optate per mobili di recupero, più rustici ma non meno eleganti. Gli esperti d’arredamento shabby chic a Milano, Napoli e Bologna consiglia di optare sempre per il legno, in quanto si contraddistingue per la sua aria un po’ vissuta. Mai usare mobili troppo moderni: sempre meglio ripiegare su qualcosa di più antico.

4. Evitare colori troppo scuri
Se volete usare colori scuri per la vostra casa, allora lo stile shabby chic non fa per voi. Questo design richiede colorazioni tenui, prediligendo anche tinte pastello. Inoltre, oltre alle tonalità monocromatica vengono utilizzati anche composizioni a fantasia, dalla vena romantica e caratteristica. Quindi attenzione: mai usare il nero.

5. Accessori troppo moderni
Gli accessori troppo moderni non si addicono ad uno stile vintage come quello shabby chic. Gli oggetti che dovrete procurarvi dovranno essere il più possibile rustici, che richiamano un tocco pressoché vintage. Ad esempio, potete usare un vaso caratteristico dove mettere i vostri fiori, o uno specchio dal tocco vintage e originale. Insomma, largo alla fantasia.

3 consigli per organizzare un concorso di danza di successo

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende, Lifestyle

La vostra passione è il ballo e avete intenzione di creare un concorso di danza tra amici e non? Non preoccupatevi, non è così difficile come sembra. Basta solo un pizzico di buona volontà, delle ottime dote organizzative ed una grande passione per il mondo della danza.
Se non avete idea di dove iniziare, leggete questa guida e scoprirete i nostri 3 personalissimi consigli per organizzare un concorso di danza di sicuro successo.

1. Scegliete la location più appropriata

Che concorso di danza è senza una location dove far esibire i propri partecipanti? Se il vostro è un concorso tra amici, potete scegliere un’ampia cantina o il salotto di casa vostra dove dar il via alle danze. Se invece il vostro è un concorso molto serio, potete prendere in affitto una vera e propria sala da ballo. Assicuratevi di controllare la tipologia pavimento del luogo: ballare su un pavimento troppo liscio e scivoloso potrebbe compromettere la salute dei vostri concorrenti oltre che la buona riuscita della serata.
Quindi, occhio alla sicurezza del luogo!

2. Scegliete i concorrenti ed una giuria preparata

Ogni concorso che si rispetti necessita di validi concorrenti. Se i vostri amici non sono amanti del ballo, potete anche diffondere il vostro concorso attraverso i social network. Basterà creare un evento apposito e diffonderlo il più possibile tra le vostre amicizie. E le adesioni sicuramente aumenteranno!
Fondamentali, però, sono anche i giudizi dei giudici. Vi fareste mai giudicare dalla casalinga di turno che non conosce nulla del ballo? Probabilmente no. Per questo motivo, ingaggiate qualche appassionato di danza che abbia le necessarie competenze per giudicare i vostri concorrenti. Non è necessario chiamare un professionista rinomato, serve solo un presidente e dei componenti di giuria competenti e preparati affinché il giudizio possa essere il più imparziale ed equilibrato possibile.

3. Preparate un premio per il vincitore

Che concorso è senza un premio da assegnare? Un concorso inutile, forse. Tranquilli, non c’è nessun premio esorbitante da preparare. Basta acquistare una medaglia o una coppa ed effettuare una premiazione. Se il vostro concorso dovesse svolgersi a Lecce, per esempio, potreste cercare delle aziende che conoscano tutte le tempistiche necessarie per la realizzazione e personalizzazione delle coppe a Bari, Lecce e Taranto. L’effetto sarà assicurato e di certo, anche la riuscita del vostro evento!

3 consigli per l’acquisto di un lampadario moderno

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Scegliere il lampadario può essere già di per sé un’impresa, in quanto rappresenta l’elemento fulcro nell’arredo di una stanza. Inoltre, non bisogna mai dimenticare la sua utilità ed importanza quando si acquista un oggetto del genere.

Avete intenzione di comprare un lampadario di tipo moderno? In questa guida, vi racconteremo quali sono i 3 aspetti da considerare per evitare di compiere un acquisto sbagliato.

  1. Valutate il tipo di stanza in cui inserirlo

Quando si acquista un lampadario, non bisogna mai dimenticare la tipologia d’arredo della stanza nella quale andrà inserito. Il lampadario deve uniformarsi ad ogni altro oggetto presente, sia per quanto concerne il colore che il design. In particolar modo, però, non deve mai contrastare l’armonia ed il tema d’arredo della stanza prescelta. In questo caso, un lampadario in stile moderno, ad esempio, è l’ideale in stanze costellate da un tocco minimal ed originale.

  1. Valutate la luminosità ed il materiale che lo compone

Il lampadario illumina, e su questo non c’è altro da dire. La luminosità è un aspetto fondamentale quando si sceglie un elemento d’arredo di questo tipo. Se, ad esempio, avete intenzione di inserire il vostro lampadario moderno in cucina, il vostro focus dovrà essere necessariamente una forte luminosità che elimini il rischio di eventuali distrazioni nel momento in cui cucinate o maneggiate oggetti pericolosi come i coltelli. Inoltre, valutate anche il materiale che compone il vostro lampadario moderno. Attualmente nei negozi di vendita di lampadari online, sono presenti oggetti d’illuminazione contraddistinti da materiali non convenzionali come l’acciaio o più classici come il vetro. La scelta del materiale, tra l’altro, dipende molto dalla luminosità che ricercate nella vostra stanza. Il vetro, ad esempio, essendo sottile e trasparente, dona graziosi riflessi di luce al vostro ambiente, ed è l’ideale in stanze di relax come il salotto o la camera da letto.

  1. Quale lampadine usare

Attualmente, stanno prendendo via via piede le lampadine LED. Queste possono essere utilizzate anche con il vostro lampadario moderno. Queste lampadine sono caratterizzate da una forte luminosità e potenza ma ad alto risparmio energetico. Utilizzatele senza paura: possono donare un tocco in più alla lucentezza dei vostri lampadari.

5 consigli per trovare nuovi clienti al vostro studio legale

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende, Legale

Siete degli avvocati novelli e avete aperto da poco uno studio legale? Di certo allora, avete bisogno di farvi conoscere per ampliare la vostra clientela. L’avvocato, si sa, è un mestiere molto comune. Per questo motivo, è fondamentale distinguersi dagli altri, attraverso tutti i mezzi possibili.

Non avete idea di come fare? Ecco 5 consigli per trovare nuovi clienti al vostro studio legale.

  1. Curate l’immagine del vostro studio

Il vostro studio legale è un po’ come un’azienda. Quindi è fondamentale curare la propria immagine. Abbiate cura di porre una targa professionale fuori dalla vostra porta. Potete anche creare un logo per il vostro studio, graficamente il più piacevole possibile. Ciò vi permetterà di sembrare preparati ma non seriosi . Molto importante è curare anche l’arredamento del vostro studio: create un ambiente accogliente, climatizzato e abbiate cura di istituire una sala d’attesa insonorizzata, per garantire l’assoluta privacy di ogni cliente.

  1. Occhio ai biglietti da visita

Il biglietto da visita è molto importante per un avvocato, in quanto permette di conoscere la sua persona e l’attività che svolge. Curate graficamente i vostri biglietti da visita: rendeteli esteticamente professionali ma accattivanti. Siate precisi: fornite informazioni dettagliate riguardo il vostro numero di telefono e l’indirizzo dove è localizzato il vostro studio. Se volete, potete aggiungere anche una mappa che consenta un facile arrivo anche a chi non abita nelle vostre zone.

  1. Aprite un portale di consulenza

Internet può essere un mezzo davvero efficace se sfruttato con intelligenza e competenza. Una buona idea sarebbe quella di aprire un portale di consulenza legale online. Servirà ad ampliare la propria clientela, a farsi conoscere anche a chi abita in una zona d’Italia lontana dalla vostra, ma anche a chi abita vicino a voi ma non vi conosce del tutto. Le consulenze online, poi, sono molto veloci e dirette, ideale per chi non ha voglia di perdere troppo tempo.

  1. Scrivete vostre personali pubblicazioni

Per farsi conoscere ad un’ipotetica clientela, è importante anche scrivere. Potete proporvi come esperti legali, potete offrire la vostra consulenza a qualche rivista popolare. Potete curare la rubrica di qualche mensile o settimanale, o se amate davvero scrivete, potete anche pensare di scrivere un vero e proprio libro che tratti di Giurisprudenza.

  1. Curate il vostro aspetto

Il look è importante, ma per un avvocato ancora di più. Se siete uomini, il vostro outifit ideale è un completo con giacca e cravatta che garantisce un’assoluta professionalità alla vostra figura. Se invece siete donne, potete optare per un tailleur senza tempo, che dona un tocco di femminilità e austerità allo stesso tempo.

5 errori da evitare quando si scelgono le scarpe da sposa

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Lifestyle

Scelto l’abito da sposa, arriva il momento in cui dedicarsi alla scelta delle scarpe. Scegliere il modello più adatto può risultare un’impresa non indifferente, in quanto sono diversi i fattori da prendere in considerazione nella scelta delle scarpe per il proprio matrimonio. Meglio i tacchi o le scarpe basse? È necessario comprarle bianche o si può optare per altri colori? Se avete troppi dubbi, affidatevi ad una wedding planner esperta di tendenze. In ogni città d’Italia, sono presenti professioniste del settore in grado di dissipare le vostre incertezze in materia di nozze e ricevimenti. Ad esempio, se vivete in una qualsiasi città siciliana, ricercate delle wedding planner in Sicilia che vi aiutino a scegliere le calzature più adatte alle vostre esigenze.

Nel frattempo, In questa guida vi sveleremo quali sono i 5 errori da evitare quando si scelgono le scarpe da sposa.

  1. Mai trascurare la comodità

Le scarpe per il matrimonio non devono essere solo belle, ma soprattutto comode. Questo perché le dovrete indossare per tutta la giornata, nel bene e nel male. Evitate di scegliere le scarpe all’ultima moda: date la priorità alla comodità per non arrivare a fine ricevimento con i piedi troppo doloranti.

  1. Tacco sproporzionato

Uno degli errori più commessi è quello di scegliere scarpe da sposa sproporzionate alla propria statura. Se non siete molto alte, evitate tacchi vertiginosi: il rischio è che la vostra immagine risulti disarmonica. Meglio scegliere scarpe con il tacco della stessa lunghezza del vostro polpaccio.

  1. Scarpe della stagione sbagliata

Ogni scarpa viene indossata in una particolare stagione. Ci sono i sandali, le ballerine ecc.. Se avete deciso di sposarvi in una stagione fredda, evitate le scarpe troppo aperte: risulterebbero dissonanti e alla lunga molto scomode, date le temperature rigide. Di contro, evitate le scarpe invernali se avete deciso di sposarvi a Giugno o Luglio in quanto troppo pesanti da indossare in stagioni così calde.

  1. Scarpe troppo particolari

Va bene che il matrimonio è un evento che deve rispecchiare anche la nostra personalità, ma esagerare potrebbe risultare davvero eccessivo! Evitate scarpe troppo stravaganti, come zeppe, o scarpe dai colori accesi. Il matrimonio, si sa, è un evento soggettivo che si organizza in base al proprio carattere. Però meglio non correre il rischio di sembrare troppo poco eleganti in un contesto così importante.

  1. Scelte le scarpe, non si curano i piedi

Uno degli errori più gravi di una sposa! Curare i propri piedi è fondamentale per non apparire trasandate agli dello sposo e degli invitati. Qualche settimana prima del grande giorno, curate i vostri piedi con delle creme tonificanti e idratanti. Importantissimi sono anche i massaggi e la pedicure che donano ai vostri piedi un aspetto sano e curato. Il giorno prima delle nozze, poi, applicate uno smalto rigorosamente trasparente o bianco alle vostre unghie. Donerà loro un aspetto raffinato e di tendenza.

I borghi del Salento: vacanze fuori dagli schemi

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Turismo

Alla scoperta di un Salento alternativo, quello dei borghi antichi e scolpiti in un passato mai trascorso nel profondo Sud del Tacco.

Affittare una camera presso uno dei tanti b&b di Salve, case vacanza Torre Vado o hotel di Ugento e, da lì, partire alla volta di un Salento differente, fuori dalle logiche di massa e da quel turismo mainstream che tanto piace ai giovani. Una scelta sempre più comune a tutti quei turisti in cerca di emozioni alternative, forse più autentiche e quanto mai coinvolgenti. Il Salento dei borghi antichi, dove il tempo sembra congelarsi e mostrare uno scenario proprio di epoche passate. Ecco i borghi più belli del Salento, meno noti e assolutamente meritevoli di essere esplorati.

Specchia

Specchia è inserita nell’elenco dei borghi più belli d’Italia secondo l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI). La piccolissima cittadina a pochi chilometri dal Capo di Leuca è uno spettacolo in pietra scolpita nella roccia antica, un sito che conserva le proprie radici grazie a un profilo urbano ricchissimo. Le strette vie del centro sono un susseguirsi di monumenti più vari, propri del periodo barocco ma anche bizantino, rinascimentale e barocco. Una località magica, dove godere appieno dell’autenticità e dell’arte di quel Salento meno in vista.

Presicce

Al pari di Specchia, anche il comune di Presicce è inserito nella lista ANCI. Il borgo sorge a stretta distanza da Specchia ed è noto come la città degli ipogei. Intorno al suo profilo, infatti, la cittadina offre una grande abbondanza di frantoi, in gran parte ancora in funzione, che sono inno al retaggio contadino del tacco d’Italia. Il cuore della città pulsa di arte secolare, preservata nella sua originalità per secoli.

Nardò

Di tutt’altra rilevanza è la città di Nardò, un centro da oltre 30 mila abitanti che può contare su una serie numerosissima di attrattive di carattere storico-artistico. Il tessuto urbano propone decine di architetture religiose che attraversano per intero la storia del Salento: arti romanica, araba, rinascimentale, barocca e gotica si armonizzano in una visione d’insieme globale che avvolge l’occhio del turista e lo lascia senza fiato.

Cartucce compatibili: le verità sui prodotti low cost

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Tecnologia Personale

Le cartucce compatibili per stampanti provocano davvero danni al dispositivo? Cosa sapere sulle soluzioni low cost per la stampa.

Le stampanti a getto d’inchiostro utilizzano la tecnologia delle cartucce per la gestione dell’inchiostro. In ogni dispositivo sono presenti quattro ricariche, una per ognuno dei quattro colori primari – nero, ciano, giallo e magenta. Ovviamente, una volta esaurito un serbatoio è necessario provvedere con la sua sostituzione. Qui, spesso, i consumatori dimostrano di apprezzare non poco le soluzioni low cost proposte dal settore. In particolare, il riferimento è alle cartucce compatibili.

Cosa sono le cartucce compatibili

Le cartucce compatibili consistono in ricariche non originali, ovvero non realizzate dagli stessi produttori della stampante che, a differenza delle versioni di marca, sono in grado di integrarsi al funzionamento di più modelli di uno stesso marchio.

Chiaramente, la ragione per cui molti utenti optano per cartucce compatibili Canon, Epson, ecc. anziché per le versioni brand sta nel prezzo di mercato, nettamente inferiore rispetto a quello delle versioni di serie.

Cartucce compatibili: prestazioni

La qualità di stampa delle cartucce compatibili non è equiparabile a quella delle originali ma, d’altra parte, spesso non se ne discosta in maniera sostanziale; molto dipende dal prodotto: le cartucce compatibili non sono tutte uguali ma variano per prestazioni, qualità e prezzo: per tale ragione si consiglia di diffidare sempre dei prodotti eccessivamente convenienti.

Le prestazioni delle compatibili sono comunque più che accettabili per la quasi totalità dei file prodotti e, almeno che non si necessiti di una stampa di qualità molto elevata, sono più che adeguati all’utilizzo domestico. La loro autonomia è, solitamente, inferiore a quella delle originali.

La cartucce compatibili sono dannose?

Sono in molti a credere che le cartucce compatibili possono provocare danneggiamenti al dispositivo di stampa. Quanto c’è di vero? Nulla. Non esiste alcuna dimostrazione che certifichi la correlazione tra uso della cartuccia non originale ed eventuali malfunzionamenti ascrivibili al suo impiego. Ciò che può verificarsi è che il device non riconosca la presenza della cartuccia e che costringa a provvedere a una nuova sostituzione.

Va anche sottolineato che l’utilizzo di cartucce compatibili non invalida la garanzia della stampante, salvo il caso in cui non sia rilevata una correlazione tra danneggiamento e impiego della cartuccia.

Che cos’è un sito web? Spiegazione semitecnica

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Internet

Un sito web è una raccolta di pagine web, documenti accessibili tramite Internet attraverso i quali è possibile ottenere informazioni di ogni genere, disponibili in diversi formati multimediali come immagini, contenuti testuali, audio, video ecc. Esso è costituito generalmente da una home page, che rappresenta la pagina principale e un numero indeterminato di pagine interne, che può variare una pagina o da decine di migliaia di pagine, a seconda dell’obiettivo del sito. Una pagina web è quella visualizzata sullo schermo quando si digita un indirizzo internet, si fa clic su un collegamento o si mette una query in un motore di ricerca.

Come aprire un sito web

Per visualizzare un sito web è necessario avere installato un browser (ad esempio Internet Explorer, Edge, Safari, Firefox o Chrome). Se stai leggendo questa pagina web è perchè già utilizzi tale software. Una volta aperto il programma, è possibile navigare tra i siti web inserendo l’URL nella barra degli indirizzi. Ad esempio, digitando “https://www.onangel.it” si apre la home page di Onangel, il sito web della nostra agenzia di web marketing Lecce. Se non si conosce l’URL del sito web che si desidera visitare, è possibile utilizzare un motore di ricerca (come Google) per trovare il sito web su Internet.

Quando è stato creato il primo sito web?

Il primo sito è stato costruito al CERN da Tim Berners-Lee ed è stato pubblicato online il 6 agosto 1991. Potete visitare e consultare il primo sito web all’indirizzo “http://info.cern.ch/”.

Cosa puoi fare su un sito web?

Nella maggior parte dei siti web, è possibile navigare tra le varie pagine e ottenere informazioni relative a quello che stai cercando, e se ci sono collegamenti ipertestuali interessanti, è possibile seguire questi collegamenti facendo clic su di essi. Puoi anche ascoltare musica, guardare video, acquistare prodotti e servizi, comunicare e molto altro ancora.

Bici elettrica: scegliere il motore adatto

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Ciclismo, Lifestyle

Scegliere il motore più adatto per la propria bici elettrica tra il centrale e quelli al mozzo. Differenze tecniche e pratiche tra i modelli.

La bici elettrica è una normale bicicletta dotata di un impianto di elettrificazione che consente di supportare il ciclista durante la pedalata. Il kit di elettrificazione per bici elettriche è costituito da un motore, una batteria e da una centralina che gestisce il flusso dal piede alle ruote del mezzo.

Tra i tre componenti, il motore è forse quello più decisivo nel decretare le caratteristiche e le peculiarità d’uso del veicolo. La scelta dell’alimentatore più adatto alle abitudini del ciclista, in effetti, è molto delicata e deve essere presa con assoluta lucidità. Le alternative a disposizione sono in tutto tre:

  • Motore centralizzato
  • Motore al mozzo anteriore
  • Motore al mozzo posteriore

Motore centralizzato

Il motore centralizzato si installa sul telaio. Esso rappresenta l’alternativa più solida e che resiste meglio alle sollecitazioni di urti e vibrazioni. Il motore al telaio è l’unica vera alternativa praticabile per chi è solito utilizzare la e-bike per escursionismo o trekking e, in generale, per la percorrenza di circuiti scoscesi e di percorrenza complicata.

Il motore centralizzato è il prototipo più costoso e il più difficile da installare ma anche il più resistente e quello che offre le migliori garanzie sul lungo periodo. Si tratta inoltre dell’unica soluzione che non monta sulla ruota.

Motore al mozzo anteriore

Agli antipodi sotto tutti i punti di vista è il motore al mozzo anteriore. L’hub anteriore è la soluzione indicata per l’uso urbano poiché maneggevole, facile da montare ed economico. La tecnologia offre scarsa resistenza alle botte e, montando sulla ruota del retrotreno, impone la sua rimozione in caso di forature o sostituzioni della ruota.

Motore al mozzo posteriore

Il motore al mozzo posteriore è punto di incontro tra le prime due tecnologie: meno resistente del centrale ma più solido dell’anteriore, con un prezzo medio compreso tra i vertici alti del primo e quelli bassi del secondo, semplice da installare ma scomodo in caso di rottura della ruota davanti. Una soluzione adatta per chi utilizza di norma la bicicletta elettrica su circuito urbano ma che non disdegna uscite fuori porta e qualche avventurosa scampagnata.

La classificazione olio d’oliva e delle tipologie esistenti

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

L’Italia è, subito dopo la Spagna, regina del mercato dell’olio d’oliva. L’olio d’oliva pugliese, calabrese, campano, ecc. è esportato in tutto il mondo e il Belpaese è la nazione che può contare sul maggior numero (41) di tipologie insignite dei marchi DOP e IGP.

L’Unione Europea, consapevole dell’eccellenza rappresentata dalle produzioni nostrane ma anche spagnole, greche e portoghesi, ha varato un sistema di classificazione degli oli volto a tutelare il patrimonio gastronomico. Ecco quali sono le tipologie di olio d’oliva esistenti e le relative caratteristiche chimico-fisiche.

Oli d’oliva vergini

Gli oli d’oliva vergini sono ottenuti dalla prima spremitura delle olive mediante sistemi estrattivi meccanici a freddo, secondo una metodologia volta a preservare la composizione dell’olio e a non alterarne le proprietà organolettiche.

L’olio extravergine d’oliva è la tipologia più pregiata e sana ed è ottenuta dalla spremitura mediante sistemi meccanici a freddo a temperature non superiori ai 28 gradi. Il tasso di acidità è non superiore a 0,8 grammi di acido oleico per 100 grammi di olio.

L’olio vergine d’oliva viene ottenuto con i medesimi sistemi estrattivi dell’extravergine ma, a differenza di quest’ultimo, ha un tasso di acidità limite del 2%.

L’olio d’oliva lampante ha un tasso di acidità superiore al 2% e non è impiegabile ad uso alimentare né vendibile direttamente al consumatore.

Oli d’oliva non vergini

L’olio d’oliva raffinato è ottenuto dalla seconda raffinazione di oli d’oliva che presentano un elevato tasso di acidità o difetti di natura fisico-chimica. Tramite processo di raffinazione industriale, il tasso di acidità viene ridotto fino a un minimo dello 0,3%. Ciò nonostante anche l’olio raffinato non può essere commercializzato al privato.

L’olio d’oliva raffinato, una volta mescolato a tipologie vergine ed extravergine, può essere regolarmente venduto ed essere impiegato in cucina, seppur privo di proprietà organolettiche benefiche e di elementi quali i polifenoli. Il suo tasso di acidità non supera la concentrazione di 1 grammo per 100 grammi di olio.

L’olio di sansa di oliva greggio è il primo composto ottenuto dalla spremitura degli scarti della prima estrazione. I residui di spremitura conservano ancora una percentuale di olio compresa tra il 3 e il 6% ed è ottenuto tramite l’utilizzo di solventi. Esso non può essere impiegato a scopo alimentare.

L’olio di oliva di sansa raffinato si ottiene dalla raffinazione del greggio e ha un tasso di acidità non superiore allo 0,3%.

L’olio di sansa di oliva commestibile è quello ottenuto dalla miscelazione dell’olio di sansa raffinato con tipologie di tipo vergine. Il suo tasso di acidità soglia è non superiore all’1%.