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Sana e comoda, scopriamo la cottura a vapore

Scritto da pressnews il . Pubblicato in Gastronomia e Cucina

La cottura a vapore è un sistema molto pratico e salutare che consente di conservare tutte le proprietà dei cibi cotti con questa tecnica e di esaltarne anche i sapori. Ecco tutti i segreti della cottura a vapore e quello che dovete sapere per realizzarla a casa vostra.

Le caratteristiche della cottura a vapore
Con la tecnica della cottura a vapore il cibo viene preparato senza entrare a contatto diretto con l’acqua ma sfruttando i suoi vapori. Viene realizzata attraverso l’utilizzo di appositi cestelli che vengono posizionati in pentole che consentono una distanza diretta di circa 10 centimetri dall’acqua che viene portata ad ebollizione. In questo modo il vapore acqueo permette la perfetta cottura del cibo che si mantiene morbido e succoso e non necessita di aggiunta di grassi per la sua preparazione. È un tipo di cucina molto sano, che si presta a tantissimi ingredienti diversi e può essere facilmente utilizzato anche da coloro che non sono chef provetti.

Quali sono i vantaggi della cottura a vapore
I vantaggi di questa cottura sono davvero tanti e si adattano alle esigenze di persone di ogni età. Innanzitutto una materia prima cotta a vapore non disperde nell’acqua vitamine e sali minerali e quindi sono molto più salutari. La cottura a vapore è veloce e non necessita di molti strumenti per la sua realizzazione. Inoltre con la cottura a vapore la cucina è più leggera proprio perché non si devono aggiungere olio oppure burro per la preparazione dei piatti e questo la rende particolarmente adatta a chi deve seguire un regime alimentare dietetico oppure per chi è alla ricerca di cibi poco elaborati.

Perché preferire la cottura a vapore
Oltre ad essere buona e salutare la cottura a vapore è anche molto conveniente. Infatti in commercio esistono pentole che permettono di utilizzare più cestelli, così da risparmiare tempo e denaro. Le verdure, poi, conservando con questa cottura tutte le proprietà organolettiche sono ancora più salutari, una circostanza utile per la dieta di bambini e di persone che hanno bisogno di più sali minerali. L’unico problema può essere quello che con la cottura a vapore non si può glassare o rosolare i cibi ma si possono preparare ottime ricette con la cottura a vapore, così come ci insegna la cucina orientale.

Quali cibi sono più adatti per la cottura a vapore
Uno dei vantaggi della cottura a vapore è quello che si adatta a materie prime molto differenti. Ovviamente le verdure sono le prime a beneficiare della cottura a vapore perché così mantengono tutto il loro sapore e le vitamine, soprattutto quelle della buccia. Con la cottura a vapore, però, si possono preparare anche pietanze come il riso oppure l’orzo. Di questa tecnica di cottura possono beneficiare anche carne e pesce in quanto il vapore permetterà una cottura omogenea consentendo ai succhi della carne di conservarsi intatti, senza disperdersi durante la preparazione, rendendo i piatti più gustosi.

Vaporiera.biz

Buone idee per ridurre gli sprechi alimentari

Scritto da pressnews il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Ambiente, Aziende

In un mondo che affronta una crisi quasi decennale e dove oltre 821 milioni di persone soffrono la denutrizione, ogni anno, secondo i dati forniti dalla FAO, lungo tutta la filiera di produzione/distribuzione, viene sprecato oltre un terzo della produzione mondiale di cibo – pari a circa 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti – che basterebbe a sfamare quasi 44 milioni e mezzo di persone.

Il dato, già di per sé negativo, diventa allarmante se si considera che, nei prossimi anni, è previsto un aumento sempre crescente della popolazione mondiale che comporterà un conseguente accrescimento della produzione alimentare del 60-70%.

Oltre ad uno spreco di natura economica c’è da considerare anche quello di natura ecologica: la produzione alimentare, infatti, necessità l’impiego di terra, acqua ed energie che, in questi casi, vengono sfruttati inutilmente.

Consigli antispreco in cucina

 Se, quindi, in materia di spechi, le cattive notizie non mancano, al contempo, ce n’è una buona: possiamo fare tanto per evitarle.

Innanzitutto, per quanto riguarda la spesa domestica, basta organizzare il menù settimanale, preferendo prodotti locali, freschi e di stagione e stando ben attenti alle date di scadenza. Non acquistate più del necessario e quindi segnate sulla lista della spesa la quantità che vi serve magari optando per prodotti alla spina che evitano l’acquisto di dosi superflue.

Una volta arrivati a casa con le buste della spesa riponete tutto in maniera razionale nel frigo e nella dispensa evitando di “nascondere” cibi che poi trovereste quando sarebbe troppo tardi.

Come utilizzare il cibo avanzato?

 Su internet troverete tanti “web-ricettari” pieni di utili consigli per evitare ogni spreco o, in alternativa, potreste donare ad amici e parenti il cibo avanzato dopo pranzi o cene luculliane.

Se, invece andate a mangiare fuori casa? Nei ristoranti lo spreco è la regola soprattutto da quando è esplosa la moda delle “apericene” e dei ristoranti “all-you-can-eat”: si spende una cifra fissa e, senza alcun limite, si può riempire il proprio piatto. Purtroppo, però, tendiamo a riempirlo troppo per poi lasciarlo colmo quando ci alziamo dal tavolo.

È buona regola, quindi, limitare le porzioni a quanto possiamo mangiare realisticamente anche perché molti ristoratori, per evitare attacchi di ingordigia da parte dei propri clienti, prevedono delle sanzioni per chi lascia il proprio piatto pieno di cibo.

Come si può salvare tutto questo cibo ancora edibile dalla pattumiera?

Fortunatamente si stanno moltiplicando, anche grazie al web, le collaborazioni tra società di catering e associazioni di volontario che raccolgono i cibi avanzati dai banchetti di eventi e che vengono consegnati a persone in difficoltà.

Chiedete e proponete le doggy bag!

Poi è sempre possibile far ricorso alle famose doggy-bag . Questa invenzione nata negli USA, a poco a poco, si sta diffondendo anche in Italia dove molti ristoratori consentono ai propri clienti di recuperare gli avanzi e di portarli a casa grazie a contenitori di varia grandezza e foggia e realizzati anche con materiale ecosostenibile e per ogni esigenza (vi consigliamo di dare uno sguardo su Ecostoviglie.com sezione take away per avere una idea!). Meno sprechi per i ristoratori e clienti più soddisfatti!

Da oggi massima autonomia nella fatturazione elettronica con Spidec

Scritto da pressnews il . Pubblicato in Aziende, Economia, Informatica

Sdipec: l’autonomia nella fatturazione elettronica

Grazie a Sdipec, oggi chiunque conquista la sua massima autonomia nella fatturazione elettronica, naturalmente per meglio comprendere l’importanza di Sdipec bisogna fare un passo indietro, ricordando che la fattura elettronica è la sorella diretta della classica fattura cartacea, come quest’ultima, di fatto, anche il documento elettronico deve contenere tutte le informazioni presenti in quello cartaceo, quindi deve essere compilato a norma di legge, dopodiché la fattura elettronica va spedita all’utente X; inutile precisare che quello in oggetto è un invio telematico, visto che questa fattura non deve assolutamente essere stampata.

Gestione impeccabile delle fatture e assoluto risparmio con Spidec

Dal primo del mese di gennaio del 2019 moltissime Partite Iva sono tenute a emettere solamente fatture elettroniche, grazie a Sdipec, per i suddetti titolari di Partita Iva le operazioni di gestione del documento diventano totalmente gratuite, questo perché il software Sdipec, una volta installato, regala a ogni soggetto che lo andrà a utilizzare la preziosa opportunità di tenersi e di condividere sia le fatture elettroniche emesse sia le fatture elettroniche ricevute con il SdI, ovvero il Sistema di Interscambio.

Una vera e propria rivoluzione

Sdipec è una vera e propria rivoluzione per chi deve emettere fattura elettronica, come se non bastasse è totalmente gratuito; ma quali sono le peculiarità del software dell’innovazione Sdipec? Questo software permette all’utilizzatore di creare la sua fattura elettronica in formato Extensible Markup Language, meglio noto con l’aronimo XML, di suddividere, nonché di gestire in maniera ineccepibile, sia le fatture in entrata sia quelle in uscita, ancora, permette di creare il download di ogni fattura prodotta.

Sdipec è organizzato in modo molto simile a un indirizzo di posta elettronica, chiaramente il suo compito è totalmente differente rispetto a quello svolto dalla e-mail, visto che è stato messo punto per creare e per ricevere fatture, il tutto in maniera totalmente gratuita.

Ciò detto, risulta abbastanza chiaro che ogni operazione eseguita da Sdipec non vede la figura dell’intermediario, tuttavia, quando l’utente lo desidera, specificando i riferimenti, può scegliere di configurare il suo intermediario all’interno di Sdipec, non è ancora tutto, perché il software oltre che dai privati può altresì essere utilizzato dagli enti pubblici.

Chiunque voglia usufruire del lavoro di Sdipec deve però preoccuparsi attivare il prezioso servizio di conservazione del documento elettronico (fattura) offerto a titolo gratuito dall’Agenzia delle Entrate, l’attivazione del servizio coabita benissimo con quello comprato da fornitori differenti.

Le caratteristiche essenziali della fattura elettronica

Affinché sia compilata a regola d’arte i dati della fattura elettronica non devono poter essere modificabili, inoltre, il documento deve avere la firma digitale del titolare e, come accennato sopra, deve essere in formato XML; come se non bastasse, se il titolare della fattura è la Pubblica Amministrazione il documento deve essere trasferito all’ufficio destinatario con il suo codice identificativo, al contrario, le Partite Iva devono trasferire la fattura con l’SDI (Codice Destinatario) oppure tramite PEC di proprietà del titolare, infine, la fattura deve essere invitata attraverso SdI.

Come conservare gli alimenti

Scritto da pressnews il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

La conservazione del cibo

Sott’olio, sott’aceto, in agrodolce, sottovuoto crudo e previa essiccazione, tutti questi sono metodi per conservare gli alimenti rendendoli disponibili nel tempo, tra tutte le tecniche conserviere, l’essiccazione è tra quelle più meritevoli di attenzione, oltre a regalare al palato un prodotto dalla sapidità piacevole, regala all’organismo un cibo salubre con ottime proprietà organolettiche; la frutta e la verdura che subiscono il processo di essiccazione possono essere conservate in dispensa per diversi mesi.

Come eseguire un’essiccazione a regola d’arte

Quella dell’essiccazione è una tecnica conserviera molto antica, che si basa sulla sottrazione dell’acqua presente nell’alimento, chiaramente il metodo primordiale di essiccazione è quello che si serviva dell’energia solare, tuttavia, successivamente, con l’introduzione del calore artificiale e con l’utilizzazione dell’aria surriscaldata in celle di essiccazione, la vecchia tecnica che sfruttava l’energia solare è stata abbandonata, di fatto gli amanti dei cibi essiccati rivolgono la loro attenzione a speciali macchine denominate essiccatori.

Tra antico e moderno

Come già detto anticamente ad essere sfruttata per l’essiccazione era l’energia solare, in questo caso il cibo che doveva diventare provvista per essere consumato successivamente, doveva essere esposto al calore del sole, la frutta e la verdura preventivamente tagliata dovevano rimanere all’aria aperta nelle ore più calde della giornata; per arrivare al risultato finale occorrevano però alcuni giorni.

Tuttavia, tra l’antico e il moderno c’è una via di mezzo, una sorta di simil moderno incarnato dal vecchio e caro forno presente in tutte le cucine; nella fattispecie frutta e verdura devono essere adagiate in forno a una temperatura che non deve superare i 60 °C e che al contempo non deve essere inferiore ai 40 °C, il tempo d’essiccazione impiegato da questo elettrodomestico è piuttosto variabile e può andare da un minimo di 4 ore a un massimo di 12 circa, tutto dipende dal cibo che si deve essiccare.

Dopo l’antico e il simil moderno si trova ovviamente il moderno, questo metodo è reso possibile grazie all’impiego dell’essiccatore per alimenti, una macchina che ha la grande capacità di procedere all’essiccazione del cibo in tempi molto più brevi rispetto ai primi due metodi, il tutto con un consumo di energia davvero basso.

Imperativo categorico: evitare la formazione di muffe

Qualunque sia il metodo di essiccazione scelto è di vitale importanza eseguire il procedimento con meticolosità, solo così si eviterà di perdere il prodotto confezionato a causa della possibile formazione di muffa.

Una volta essiccati a dovere gli alimenti devono altresì essere conservati a regola d’arte, a tal proposito è possibile scegliere i barattoli di vetro, oppure il sottovuoto.

Se si è orientati verso i barattoli di vetro è necessario acquistare quelli a chiusura ermetica, prima di procedere alla conservazione del cibo ogni barattolo va lavato e sterilizzato, dopodiché si può iniziare a sistemare dentro l’alimento essiccato adagiandolo con la dovuta attenzione, di modo che non si rovini. Quando il barattolo sarà bello colmo, si chiude e si colloca in un luogo buio e fresco, questo perché le conserve non amano la luce e il calore, una volta aperto il barattolo per consumare la leccornia che custodisce è doveroso richiuderlo alla perfezione.

Se il metodo di conservazione scelto, invece, è il sottovuoto è necessario munirsi dell’apparecchio preposto a questa operazione, una volta procurata la macchina si può procedere con l’operazione di imbustamento, il sottovuoto è uno dei metodi migliori da impiegare quando non si ha molto spazio.