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V8 Serramenti e Infissi Brescia

V8 Serramenti e Infissi Brescia: serramenti in legno, serramenti in PVC, in alluminio e legno-alluminio; infissi a risparmio energetico con detrazione del 65%; ante esterne, persiane e scuri; scuretti interni, porte interne, porte blindate e portoncini, a Brescia, Verona, Mantova, Cremona e oltre.

Ultime settimane utili per la detrazione del 65% sui serramenti

Scritto da V8 Serramenti e Infissi Brescia il . Pubblicato in Aziende, Economia

Fino al 31 Dicembre prossimo si potranno ancora effettuare lavori che mirano alla riqualificazione energetica degli edifici usufruendo della detrazione IRPEF del 65%, ossia l’ormai popolarissimo “ecobonus” o “sconto fiscale” per il risparmio energetico.

Al momento, anche se è facilmente ipotizzabile che la proroga di tale beneficio verrà riconfermata (tanto quanto è accaduto negli ultimi anni) nella prossima legge finanziaria (o «legge di stabilità» come si usa chiamarla oggigiorno) alla fine di Dicembre, comunque a livello ufficiale non è ancora sicuro che la validità della detrazione proseguirà nel 2017.

Ad oggi, quindi, tutto lascia pensare che sia il caso di affrettarsi con le richieste di preventivo (gratuito) alle ditte specializzate: bisogna fare i conti, valutare le diverse proposte, capire bene i prezzi e così stimare il proprio budget. Il tutto, però, con un occhio anche ai tempi di consegna che in media si aggirano intorno ai sessanta giorni lavorativi: quelle a cavallo fra la fine di Settembre e l’inizio di Ottobre, dunque, sono le ultime settimane utili per decidersi.

Il settore, comunque, è costantemente al lavoro per stabilizzare l’ecobonus e, se possibile, sorpassare l’attuale demarcazione fra la detrazione del 50% (relativa alle ristrutturazioni senza un particolare efficientamento energetico) e la detrazione del 65%, ovviamente più ambita, riservata alle opere che innalzano le prestazioni termiche dell’edificio.

Interessanti e favorevoli, a tal proposito, sono delle recenti dichiarazioni rilasciate dal vicepresidente nazionale di Legambiente, prof. Edoardo Zanchini (qui l’articolo completo), secondo cui una completa «revisione delle detrazioni fiscali sarebbe utile» – appunto – «a superare l’attuale divisione degli incentivi» (50% e 65%) «per passare a un sistema trasparente e premiale legato al salto di classe energetica delle abitazioni, in modo da garantire davvero alle famiglie una riduzione dei consumi per il riscaldamento e delle bollette».

D’altro canto, è anche utile ricordare che l’installazione di nuovi infissi a risparmio energetico comporta molteplici vantaggi: con nuove finestre e portefinestre ad elevato isolamento termico, si registrerà inevitabilmente un certo risparmio sulle spese di riscaldamento dei locali (stimabile in un 25-35% circa di riduzione della spesa media annua). Per non parlare della pura e semplice resa estetica della casa (da non sottovalutare specialmente per coloro che si trovano a dover rimediare a situazioni di particolare degrado dei materiali) nonché dell’incremento di valore del proprio immobile, da tenere sicuramente in considerazione soprattutto se si sta valutando l’eventualità di una rivendita anche in futuro.

Ultimi ma decisamente non meno importanti vi sono:
– il fattore dell’isolamento acustico che, per finestre con vetrata isolante (il cosiddetto “doppio vetro” più correttamente chiamato “vetrocamera”), non ha paragoni rispetto ai vecchi infissi con singola lastra di vetro;
– infine, la sicurezza: i serramenti di nuova generazione sono più sicuri e più difficilmente soggetti a scasso o effrazione rispetto alle finestre di una volta.

Non è quindi affatto azzardato affermare che la sostituzione degli infissi è un investimento vincente: non solo dà un valore aggiunto alla propria casa e contribuisce al rispetto dell’ambiente in virtù della riduzione dei consumi energetici, ma costituisce anche una spesa facilmente recuperabile nel giro di pochi anni grazie all’incentivo fiscale del 65%.

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Da Gennaio 2017, in Lombardia finestre e serramenti dovranno isolare meglio

Scritto da V8 Serramenti e Infissi Brescia il . Pubblicato in Aziende, Economia

Come è ormai ben noto nel settore dell’edilizia, fra Luglio e Novembre del 2015, la Giunta della Regione Lombardia ha approvato dei decreti che stabiliscono delle nuove disposizioni in materia di efficienza energetica degli edifici.

Per la parte che compete a infissi e serramenti, i valori di trasmittanza termica (cioè la relativa dispersione del calore) rimarranno ancora per qualche mese gli stessi previsti dalla normativa nazionale che consente l’accesso alla detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, in vigore fino al 31 Dicembre 2016, a meno che non venga nuovamente prorogata (come gli operatori del settore si augurano e richiedono a gran voce).

Dal 1° gennaio 2017, invece, per le cosiddette “fasce climatiche” E ed F (quelle che interessano il territorio lombardo e, a dire il vero, gran parte del nord Italia), i coefficienti termici consentiti saranno alquanto più rigidi, ovvero: i serramenti dovranno isolare molto più di prima e l’installatore dovrà rilasciare un’apposita certificazione o dichiarazione di conformità che comprovi il raggiungimento dei valori previsti.

Scopo di tale disciplina è evidentemente spingere sull’acceleratore dell’efficientamento energetico di un patrimonio edilizio, quello Lombardo, non solo cospicuo e importante ma anche piuttosto oneroso in termini di consumi e inquinamento. Per “efficientamento”, infatti, s’intende proprio il miglioramento delle caratteristiche degli edifici in relazione a quei fattori di dispersione del calore (in inverno) oppure di impedimento nel rinfrescare i locali (in estate), i quali provocano, alla fine, sprechi di energia elevatissimi e di conseguenza un’inutile produzione di elementi inquinanti.

Basti pensare alle emissioni di anidride carbonica e di polveri sottili a causa degli impianti di riscaldamento domestici obsoleti nei mesi più freddi dell’anno, per non parlare degli utilizzi talora sconsiderati di corrente elettrica dovuti ai climatizzatori per difendersi dal caldo estivo.

Insomma, è innegabile che – da un lato – queste nuove norme della Regione Lombardia rappresentino uno sprone verso il rispetto dell’ambiente e il miglioramento delle condizioni abitative della collettività.

Tuttavia, l’altra faccia della medaglia sono le difficoltà tecniche ed operative che tali parametri, così rigidi, impongono agli installatori di finestre e porte: da Gennaio prossimo, infatti, le finestre dovranno raggiungere un coefficiente termico medio complessivo del serramento che, fino a una decina d’anni fa, era prerogativa di modelli di fascia alta.

Per i più esperti, il valore di trasmittanza termica a partire dal 2017 sarà di 1,40 per la zona climatica E (che include la maggior parte dei comuni lombardi e in particolare tutti i comuni il cui territorio abbia un’altitudine entro un certo limite) e di ben 1,00 per la zona climatica F che invece interessa la fascia prealpina e alpina. Ad esempio, luoghi della in Valle Trompia (provincia di Brescia) come Bovegno e Collio, o sull’alto Lago di Garda Valvestino e Magasa, piuttosto che nella bergamasca luoghi quali Cornalba, Onore e Rovetta (ma non Clusone), oppure nel lecchese Introzzo, Tremenico e Premana (a ridosso del Lago di Como), e infine la gran parte dell’intera provincia di Sondrio.

Perplessità sono state sollevate soprattutto dai commercianti di infissi in alluminio, poiché questo materiale (essendo più dispersivo di calore, ovviamente, in quanto metallo) risulta penalizzato in un così drastico avanzamento di parametri normativi e quindi obbligherà gli installatori a proporre modelli di serramento maggiormente performanti ma, al tempo stesso, anche nettamente più costosi.

La soluzione, nel caso sempre dei serramenti in alluminio, sarà alquanto presumibilmente di compromesso fra un profilo “a taglio termico” di ultima generazione e un vetrocamera ad elevatissime prestazioni. La sfida è aperta e, comunque, indubbiamente ardua.

I produttori di serramenti in legno, mediamente, sono invece già predisposti a proporre soluzioni in grado di soddisfare i nuovi parametri di efficienza energetica. Per alcuni sarà sufficiente montare vetrocamera dalle caratteristiche avanzate su telai di fascia media, mentre altri dovranno ricorrere a profili da 74/76 mm superando i più diffusi da 68 mm (attualmente lo standard); non dovrebbero comunque esserci particolari scossoni in questo settore del mercato.

Chi invece risulta più favorito in una tale situazione sono le ditte che propongono serramenti in PVC, siccome i profili in plastica di costruzione recente si prestano facilmente al raggiungimento di coefficienti termici eccellenti, purché si adoperino vetrocamera adeguati alla richiesta.

Rimane comunque valido il principio generale secondo cui è fortemente raccomandabile ed opportuno, per chiunque stia valutando una ristrutturazione della propria casa o anche la sola sostituzione dei serramenti, rivolgersi a dei professionisti che siano in grado di consigliare la scelta migliore per la peculiare esigenza del cliente.

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Quando l’intruso è l’aria che penetra dalle finestre… come fare?

Scritto da V8 Serramenti e Infissi Brescia il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Aria calda estiva che si fa largo attraverso gli infissi male isolati, ostacolando l’opera del condizionatore…

Fastidiosi spifferi di aria fredda invernale che penetrano nel salotto dalla vecchia portafinestra dotata di un vetro singolo…

Situazioni abbastanza tipiche per le case un po’ datate o comunque costruite con una concezione di vecchio stampo.

Ma come risolverla?

Per un po’ di tempo si può ovviare con il classico “salsicciotto” alla base della portafinestra, oppure si può cercare di siliconare i bordi dei vetri per isolarli alla bell’e meglio.

Ma sono ovviamente soluzioni di fortuna che non sradicano il problema alla fonte.

Secondo alcuni, una via di mezzo fra questi espedienti e il rifacimento integrale del serramento sarebbe, forse, la sostituzione dei soli vetri con nuove vetrate isolanti, più precisamente dette “vetrocamera”.

Ma anche in quest’ultimo caso occorre valutare accuratamente la situazione e soprattutto la fattibilità di un simile intervento. Perché?

Anzitutto, vetrocamera di ultima generazione hanno un peso elevatissimo se paragonati con le singole lastre di vetro che venivano adoperate sugli infissi fino a una ventina d’anni fa, e sono in verità assai più pesanti anche dei vetrocamera di prima fattura (quelli, diciamo, in uso dalla prima metà degli anni 1990): pertanto, potrebbe succedere che i telai delle finestre esistenti non abbiano una portata sufficiente e, a lungo andare, abbiano dei cedimenti strutturali.

In secondo luogo, la sostituzione dei soli vetri esistenti con nuovi vetrocamera non necessariamente garantirebbe un isolamento eccellente, dato che gli spifferi o le eventuali fessure fra il muro e i lati del telaio maestro, o fra il pavimento e la parte bassa dei battenti, rimarrebbero ancora e lascerebbero passare aria, umidità, ecc., o addirittura, in casi di pioggia di stravento, infiltrazioni d’acqua.

In definitiva, c’è una soluzione forse più drastica e sicuramente un po’ più impegnativa, ma che senz’altro eliminerebbe il problema alla radice: sostituzione completa del serramento e montaggio di un nuovo serramento completamente conforme alle normative attuali e certificato a norma CE.

Questo, sì, significherebbe portare il comfort del locale a un livello completamente nuovo.

La spesa? Senz’altro, rispetto al “salsicciotto” di gomma o al silicone improvvisato, l’esborso sarebbe considerevole. Rispetto alla sostituzione dei soli vetri, forse un po’ di più. Forse.

D’altra parte, occorre ricordare che nuovi serramenti ben isolanti e dal design moderno oggigiorno godono anche della detrazione fiscale del 65% in quanto del tutto funzionali ai fini della migliore “efficienza energetica” dell’abitazione: in tal modo, più della metà della spesa si ammortizza e, a conti fatti, alla lunga si finirà per non spendere un granché.

Senza contare, poi, che meno spifferi e meno infiltrazioni significano inevitabilmente un reale risparmio energetico: minor dispendio di gas e di corrente per riscaldare o rinfrescare la stanza con ovvie, importanti ricadute non solo sulle bollette del gas e della corrente elettrica, ma anche sul rispetto dell’ambiente, dal momento che meno consumi comportano ovviamente meno inquinamento, meno rifiuti, meno emissioni nocive.

Dunque è innegabile che il guadagno finale, a conti fatti, si ottiene mettendo a posto le cose completamente, senza compromessi né mezze misure. Conviene procurarsi un preventivo per valutare bene i prezzi e quindi procedere.

E che dire degli spifferi che possono penetrare in casa dal perimetro del cassonetto che fa da copertura alla tapparella avvolgibile? In tal caso, per ovvie ragioni di carattere strutturale, non si possono mai eliminare completamente, ma senz’altro si può ottenere un drastico miglioramento della situazione con nuovi cassonetti ben posati e sigillati con apposite schiume poliuretaniche e silicone e anche, possibilmente, dotati di una coibentazione interna.

In definitiva, avere una casa più confortevole e meno dispendiosa… si può!
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Serramenti in legno: meglio delle finestre in legno lamellare o in massello?

Scritto da V8 Serramenti e Infissi Brescia il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

28/04/2016 – BRESCIA. Quando si devono scegliere dei nuovi serramenti per la propria casa, ad ogni buon conto si sta facendo un investimento, piccolo o grande che sia. L’esborso sarà consistente, dunque sarà meglio ragionarlo bene e soprattutto… spendere bene!

Come per molti altri acquisti, anche nell’ambito dei serramenti in legno vi è un gran numero di opzioni, caratteristiche e varianti. Le finestre e le portefinestre, infatti, possono essere realizzate anzitutto con diversi tipi di legno: dai più comuni legni “morbidi” come il pino o l’abete ai legni “duri” come il rovere o il larice, passando per douglas, hemlock, okoumé, meranti, ecc. Tutte queste sono specie legnose adatte all’impiego nella costruzione di infissi.

Ma qui spesso si pone un interrogativo difficile, per chi non sia un po’ addentro nel settore: legno massiccio (detto anche massello) o lamellare?

A questo punto, tanto varrebbe domandarsi in primo luogo: cosa s’intende, in effetti, per legno lamellare? E che differenza c’è con il massello?

Il massello o legno massiccio è ricavato dalla parte più interna (e quindi più solida) del tronco dell’albero: così, mentre la sua resistenza è senz’altro eccellente, al tempo stesso risente maggiormente delle cosiddette “correnti” che attraversano la pianta e che non si arrestano con il taglio della stessa. Il legno, come è noto, è un materiale “vivo” e questa sua vitalità è espressa anche dal movimento che avviene al di sotto della corteccia. Addirittura, in taluni casi può avvenire che dai manufatti in massello di pino fuoriesca della resina.

Il legno lamellare, invece, è composto da tre tavole di legno essiccato (che si chiamano per l’appunto “lamelle”) incollate l’una sull’altra mediante una specifica lavorazione a pressione che le rende indeformabili, ne migliora le prestazioni meccaniche e annulla le tensioni intrinseche perché le fibre della pianta vengono contrapposte.

Tutte le specie legnose menzionate prima possono essere trasformate in lamellare, ma a maggior ragione nell’ambito dei serramenti è un fattore di rilievo che venga adoperato del legno lamellare ben stagionato e ben selezionato, specialmente in questi ultimi anni in cui lo standard dei requisiti tecnici per le costruzioni e (ad esempio) per il conseguimento del «risparmio energetico» è sempre più rigoroso.

È pur vero che il massello, se viene scelto in modo esperto e coscienzioso e poi stagionato ed essiccato nel modo corretto, non risente più di tensioni che, per l’appunto, sono state sfogate durante il periodo di riposo. Similmente, persino un lamellare in cui il legno, prima di essere stato disposto in liste ed incollato, non è stato stagionato adeguatamente, potrebbe rivelarsi meno valido di un massello di alta qualità e addirittura, un domani, imbarcarsi.

Per esempio, i serramenti in douglas vengono comunemente realizzati in massello perché questa specifica specie legnosa, una volta essiccata e stagionata in modo corretto, non dà più problemi di stabilità.

Quando, comunque, l’azienda alla quale ci si rivolge è affidabile e referenziata e può contare su una produzione certificata e su una buona esperienza nel settore, il più delle volte la scelta del legno lamellare rappresenta la più indicata nei contesti abitativi: stabilità, durevolezza, estetica moderna sono i pregi ormai universalmente riconosciuti.

Estetica: sì, perché oltre ad evitare la presenza di eventuali nodi del legno, nel lamellare si riscontra anche una venatura più regolare e una più omogenea disposizione ed assorbimento della verniciatura.

Resta da ricordare, infine, che le tavole di legno lamellare possono essere costruite con “giunzioni a pettine” (dette in Inglese «Finger Joint» o F.J.), oppure “a lista intera” (ossia con lamelle uniche più lunghe). Differenziazione, questa, che riguarda principalmente convenienze di produzione e scelte di qualità del materiale: per esempio, se è vero che nel Finger Joint sono ben visibili le caratteristiche giunzioni fra una lamella e l’altra, è anche vero che le lamelle vengono selezionate in modo da formare liste complessivamente prive di difetti.


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Serramenti: cosa sono i vetrocamera e come incidono sul risparmio energetico

Scritto da V8 Serramenti e Infissi Brescia il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

01/04/2016 – BRESCIA. In tema di serramenti, si può dire che vi sia una certa rivalità fra i produttori e venditori delle diverse tipologie di infisso: dal classico legno lamellare o massiccio al più moderno PVC (plastica), fino al metallo (alluminio, ferro o bronzo), per non parlare del materiale misto (legno-alluminio piuttosto che alluminio-legno, PVC-alluminio, ecc.)

Ovviamente, ogni ditta cerca di convincere il potenziale acquirente della bontà del proprio prodotto, esaltandone i vantaggi, talvolta anche scadendo nella denigrazione degli articoli altrui.

Ma spesso può sfuggire un fattore alquanto determinante nella valutazione delle caratteristiche di finestre e portefinestre a “risparmio energetico”.

Nella stragrande maggioranza dei casi il serramento, di fatto, è composto per il 70-80% dalla parte vetrata. Sono i vetri (o, per meglio dire, i «vetrocamera», come è più corretto denominarli) a fare la parte del leone nell’isolamento termico e acustico, rappresentando un fattore di capitale importanza nella composizione del serramento.

Oggigiorno, i vetrocamera sono realizzati con tecnologie d’avanguardia e vengono detti «basso emissivi», e cioè ottenuti utilizzando particolari tipi di vetro trattato, in cui è presente uno strato di particelle di metallo prezioso (solitamente argento, in altri casi oro) sulla facciata interna della lastra che ne rafforza le proprietà di isolamento termico senza per questo rinunciare alla luce del sole.

Tipicamente, queste vetrate isolanti sono composte da due lastre di vetro separate da un’intercapedine in cui viene inserito un «gas nobile» (di norma l’Argon o il Kripton) per abbattere ulteriormente la dispersione termica.

La qualità dei vetrocamera è determinata da un certo coefficiente di «trasmittanza termica» (cioè, in parole povere, quanto il materiale consente la fuoriuscita del calore dall’interno all’esterno dell’abitazione); tale valore quantifica in modo preciso l’isolamento offerto dalla vetrata e si misura in W/m2K (ossia Watt su metro quadrato per grado Kelvin). Più basso è il valore di tale coefficiente, migliore è l’isolamento e quindi la capacità del vetrocamera di trattenere il calore all’interno del locale riscaldato.

È proprio sulla base del «K termico» o «coefficiente termico» (complessivo del vetro e del serramento), che viene determinata la conformità o meno delle nuove finestre e portefinestre alla normativa in materia di efficienza energetica, che consente l’accesso alla detrazione fiscale (sconto IRPEF) del 65%.

Secondo le stime dei produttori di infissi, l’utilizzo di vetrate isolanti in combinazione con i moderni serramenti comporta una prestazione termica circa sei volte superiore a quella di un vetro singolo di vecchio tipo.

Le due porzioni di vetro che compongono il vetrocamera possono essere lastre singole (una delle quali, di solito, è di 4 o 6 mm di spessore), oppure può essere adoperato un vetro stratificato, cioè ottenuto mediante la giuntura di due lastre l’una sull’altra (anche queste, solitamente, di 3 o 4 mm ciascuna).

In realtà, da Ottobre 2014 è diventato obbligatorio (in base a una direttiva dell’Unione Europea) che almeno una delle due lastre che compongono il vetrocamera sia realizzata con vetro stratificato; questo ai fini anti-infortunistici, dal momento che un vetro stratificato, in caso di rottura, non rilascia frammenti pericolosi.

Vi sono poi ulteriori opzioni che possono conferire alle vetrate isolanti quel qualcosa in più in qualità e comfort abitativo: per esempio, il cosiddetto “controllo solare” o “4 stagioni”, ossia un particolare rivestimento (detto anche “coating”), invisibile, della lastra di vetro in grado di ridurre decisamente il calore in ingresso nel periodo estivo senza penalizzare l’aspetto estetico; con questo trattamento, il vetrocamera svolgerà la doppia funzione di isolare in inverno e non surriscaldare in estate.

Oppure, l’isolamento sonoro rafforzato: in questo caso le vetrate riescono ad ottenere un elevato «abbattimento acustico» rispetto ai rumori presenti all’esterno degli edifici. Le vetrate isolanti di ultima generazione consentono di ottenere una riduzione del fastidio sonoro fino a 52 decibel.

Per non parlare della protezione solare realizzata mediante le tende alla veneziana incorporate nel vetrocamera: nell’intercapedine tra le due lastre di vetro, può venire inserita una tenda veneziana, anche qui, con varie possibilità (orientabile manuale o con salita e discesa motorizzata a batteria piuttosto che con pannelli fotovoltaici, salita e discesa motorizzata elettrica con telecomando). Tale soluzione consente di eliminare i costi per la pulizia e la manutenzione, che nelle veneziane tradizionali incidono notevolmente.

Infine, si possono anche menzionare gli svariati tipi di caratteristiche per la protezione e la sicurezza, basate sulle diverse normative in materia, quali ad esempio contro gli infortuni, anti-ferita o anti-scheggia (in caso di rottura le schegge di vetro non si staccano dalla lastra) e anti-caduta nel vuoto (impediscono che un corpo umano possa passare attraverso il vetro), anti-effrazione e anti-vandalismo (proteggono contro il lancio di pietre o aggressioni, ritardando al massimo l’intrusione), anti-proiettile e anti-esplosione (concepiti per resistere ad un determinato numero di impatti di pallottole di armi da fuoco).

Un’ultima menzione la merita il fattore estetico: sono sempre più apprezzate le ampie vetrate che isolano gli ambienti mantenendoli però luminosi e con un tocco di modernità. Ecco qua un esempio di serramenti scorrevoli in PVC bianco posti a chiusura di una veranda: https://www.facebook.com/serramentieinfissi.brescia/posts/558822697620855/.

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Come richiedere preventivi per serramenti e porte e fare la scelta giusta

Scritto da V8 Serramenti e Infissi Brescia il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

BRESCIA. Sostituire gli infissi di casa può essere per molti un investimento assai vantaggioso: conferisce un valore aggiunto alla propria abitazione e costituisce una spesa tutto sommato recuperabile nel giro di pochi anni grazie all’inevitabile risparmio sulle spese di riscaldamento (una stima approssimativa si aggira intorno ai 500 Euro annui) nonché agli incentivi fiscali (detrazioni IRPEF del 50% per “ristrutturazione” o del 65% per “risparmio energetico”).

Fra l’altro, il particolare momento di mercato, generalmente ancora critico, favorisce ovviamente gli sconti, da parte dei serramentisti, sulle offerte ai potenziali clienti.

Come si può facilmente intuire, però, c’è anche il rovescio della medaglia di una situazione in apparenza tanto conveniente: si rischia di incappare in ditte poco serie che, pur di accaparrarsi ordinativi, promettono mari e monti e prezzi ridotti all’osso, salvo poi trovarsi nei guai e dover quindi chiedere ulteriori pagamenti a fine lavori non riuscendo ad essere di parola; piccoli artigiani di settore non abbastanza qualificati per poter fornire un’offerta sufficientemente ampia e quindi portati a criticare certi tipi di serramento per tirare acqua al proprio mulino; venditori di infissi in PVC che parlano male di quelli in legno dando a intendere che “non durano”; chi vende l’alluminio e parla male del PVC con fumosi accenni a fantomatici problemi di inquinamento; chi invece propone il legno come “unico materiale di provata efficacia” e cerca di dipingere ogni altro prodotto come fumo degli occhi, ecc.

Insomma: ognuno dice la sua, sicché quando si tratta di chiedere un preventivo per sostituire le finestre di casa o per installare i serramenti in una nuova costruzione o ristrutturazione, il panorama di scelte possibili è vastissimo e – soprattutto per chi non ha una minima infarinatura nel settore edile – ci si può sentire come sperduti in una giungla o scaraventati in un labirinto di slogan pubblicitari, aziende in competizione, modelli che sembrano identici ma hanno costi sorprendentemente differenti, prezzi poco chiari o di dubbia interpretazione, terminologia complicata, caratteristiche tecniche per i soli addetti ai lavori, ecc.

Così, in questo articolo, ci si propone di fornire delle indicazioni concrete e utili da seguire.

1) La raccolta delle informazioni. Il modo migliore per ottenere un preventivo, piuttosto che perdersi nel mare di informazioni che si possono reperire in Internet, è contattare direttamente un’azienda. Certamente la Rete è di grande aiuto nell’individuare qualche ditta a cui chiedere un’offerta, ma una volta esaurito il primo approccio tramite e-mail o per telefono, è consigliabile richiedere un sopralluogo (accertandosi, prima, che sia gratuito e senza impegno) oppure un appuntamento presso l’azienda prescelta.

2) Vagliare la persona. È indispensabile e di capitale importanza valutare l’individuo che ci si trova di fronte, per capire se sia realmente degno di fiducia o meno. Questo aspetto vale ben più di banali luoghi comuni, ormai pressoché inservibili, come “siete produttori o rivenditori” piuttosto che “da quanti anni esiste l’azienda” o “quanti dipendenti ha”, ecc. Le vere domande da porsi, invece, sono altre. Ad esempio: il discorso del venditore è improntato ad informare il potenziale acquirente e a istruirlo sulle caratteristiche e gli aspetti importanti del serramento (specie per chi non se ne intende)? oppure è ingegnosamente architettato per stordirlo con termini tecnici o paroloni scientifici sulle orme del manzoniano Don Abbondio? Il venditore cerca di fare pressione per avere un contratto firmato immediatamente? oppure si impegna a studiare, con calma e riflessività, la risposta migliore all’esigenza particolare del potenziale acquirente? È sobrio, paziente ed equilibrato oppure è un avvoltoio in cerca di preda?

3) Sviluppare il preventivo. Una volta determinata la possibilità di concedere fiducia al venditore, occorre fornirgli più dettagli possibile affinché il preventivo sia realistico e attinente alle circostanze. In questa fase, è meglio spendere una parola in più o anche un quarto d’ora in più a valutare caratteristiche, modelli e combinazioni, piuttosto che economizzare sul tempo e sperare che l’addetto operi le selezioni più consone (anche in questa fase possono emergere l’esperienza e la competenza della ditta a cui ci si rivolge). Un’altra sfumatura di professionalità riguarda le certificazioni e gli incentivi fiscali: il venditore cerca di evitare l’argomento o – peggio ancora – ha la tendenza a proporre “sistemi” non trasparenti? Oppure fa tesoro delle opportunità messe a disposizione dalla legge per fornire un servizio migliore e più completo e, soprattutto, far risparmiare alla fine il cliente?

4) Verificare a fondo la bontà della ditta. È buona norma chiedere delle referenze o anche solo un elenco dei lavori realizzati dalla ditta, per poter appurarne la validità sul territorio e il tasso di soddisfazione da parte della clientela. Può sembrare poco ortodosso fare una capatina al tal indirizzo e lanciare un’occhiata a una portafinestra qui e a un’anta là, oppure addirittura scambiare due parole con un cliente per saggiarne la reazione… eppure di tanto in tanto può essere necessario, specie se gli incontri precedenti hanno lasciato qualche dubbio.

5) Confrontare gli importi. Valutare i prezzi di più preventivi non è mai cosa facile, specie in un settore specialistico come quello dei serramenti. Limitarsi a confrontare la cifra finale non è sempre il procedimento più logico. Meglio, come prima cosa, paragonare le caratteristiche degli infissi per capire se il prodotto è dello stesso tipo e soprattutto se ha gli stessi parametri di isolamento termico e acustico, e quindi fare una media del costo al metro quadro o al metro lineare. In generale, però, è meglio valutare il preventivo nella sua interezza, piuttosto che per ogni singola voce. Un altro capitolo importante è la posa in opera: meglio prevedere qualche ora di lavoro in più e affidarsi a professionisti che curino ogni dettaglio e rifiniscano adeguatamente le opere, piuttosto che “tirare per il collo” la ditta o l’impiantista, per poi ritrovarsi con serramenti non montati ad arte.

6) L’ultimo sprint. Fatta la scelta dell’offerta più conveniente, si può tentare la trattativa finale per cercare di abbassare il prezzo. In questa fase, se proprio si trattava di “ultimo prezzo” e quindi l’azienda non ha modo di applicare ulteriori sconti, si può quanto meno provare a chiedere una qualche agevolazione sulle modalità di pagamento: normalmente un acconto (di solito 20% o 30%) è indispensabile per ogni ditta, ma può essere saggio tenere un 10/20% come pagamento a 30 giorni dalla consegna, a mo’ di garanzia che il serramentista “righi diritto” qualunque cosa accada. Se la ditta è seria e fiduciosa delle proprie capacità, non avrà remore ad accordare tale condizione.

Seguendo queste semplici norme di buon senso, sarà possibile garantirsi degli ottimi risultati.


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Serramenti e finestre a risparmio energetico: prorogata la detrazione del 65%

Scritto da V8 Serramenti e Infissi Brescia il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

31/12/2015 – BRESCIA. Una buona notizia per chi ha a cuore l’ecologia, l’ambiente e anche l’economia familiare: con l’approvazione definitiva in Senato della «Legge di Stabilità» per il 2016, il 22 Dicembre scorso il governo ha finalmente confermato la proroga dell’«ecobonus» (ossia la detrazione IRPEF del 65%) per lavori di «riqualificazione energetica» degli edifici, fra cui resta in primissimo piano la sostituzione di infissi vecchi (e scarsamente isolanti) con nuove finestre moderne a risparmio energetico.

Lo sconto fiscale del 65% per il rifacimento dei serramenti è in vigore ormai dal Giugno del 2013 (quando venne alzato dal 55% al 65%) e ha naturalmente raccolto un elevato grado di apprezzamento da parte dei contribuenti. Moltissimi i privati e le famiglie che vi hanno fatto ricorso: d’altro canto, per vivere con serenità, il risparmio e l’economia familiare sono indispensabili. Senza contare l’incremento della sicurezza e della qualità della vita che si possono conseguire effettuando questo genere di interventi sulla propria casa.

E così, anche per il 2016 appena inaugurato, resta tutto come prima: la comunicazione a ENEA (l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, Energia e Sviluppo Sostenibile) da inoltrare entro i 90 giorni successivi al completamento dell’intervento, le certificazioni che il serramentista deve rilasciare, i pagamenti da effettuare solo tramite bonifico bancario o postale, la detrazione ripartita in dieci quote annuali di pari importo, ecc.

La sostituzione di finestre e portefinestre vecchie con nuovi serramenti “a norma” assicura notevoli migliorie: il nuovo infisso può essere realizzato in legno con tre guarnizioni di tenuta termica e acustica e con una verniciatura ad alta resistenza, oppure in PVC (plastica) con varie possibilità di colorazione e anch’esso con due o tre guarnizioni, o ancora in alluminio con un profilo multi-camera detto a “taglio termico”. Per non parlare infine dell’eccellenza, ossia i serramenti in legno-alluminio: legno all’interno per mantenere la miglior resa estetica possibile con la vitalità intrinseca del legno, e alluminio all’esterno (in tinta unita oppure con una coloritura “effetto legno”) per ingannare il tempo e garantire una durevolezza pressoché eterna.

Inutile dirlo: a tutti piace poter vivere la propria casa senza spifferi d’aria che penetrano nella propria abitazione attraverso infissi deperiti per l’usura, danneggiati dalle intemperie o semplicemente invecchiati a causa del tempo. Sostituendoli, a fronte di un investimento tutto sommato contenuto si riesce a rinnovare la propria casa e incrementarne drasticamente l’efficienza energetica, migliorandone sensibilmente il comfort abitativo (per non parlare della sicurezza) avvantaggiandosi – per l’appunto – dello sconto fiscale del 65% sui serramenti, ora prorogato per tutto il 2016.

A conti fatti, non è cosa da poco se si pensa che sostituendo gli infissi di casa si può arrivare a risparmiare ogni anno una cifra consistente (nell’ordine delle centinaia di Euro) sommando la minore spesa sulle bollette del gas (dovuto al minor spreco di riscaldamento) al recupero fiscale, in dieci rate, del 65% della fattura delle finestre.

E per il privato cittadino che nulla sa di serramenti, come fare ad orientarsi in una giungla di tipologie, caratteristiche, materiali, paroloni tecnici e (soprattutto) prezzi e offerte? Ci si può documentare in Internet (con tutte le dovute cautele), oppure (meglio) rivolgersi a un tecnico (magari un amico di famiglia o qualcuno che possa dare un consiglio disinteressato), oppure ancora interpellare due o tre ditte specializzate e provare a confrontare le loro proposte.

Sarà indispensabile richiedere un preventivo: normalmente il servizio è gratuito e non comporta alcun impegno; si prenota un sopralluogo oppure si fissa un appuntamento per una visita, e il gioco è fatto. Con le misure (che, volendo, si possono anche rilevare da sé in questa fase preliminare) e una scelta della tipologia di serramento più adeguata, in pochi giorni l’offerta è pronta e si può cominciare a fare tutte le valutazioni del caso su budget, tempistica, qualità, ecc.

V8 Serramenti è attiva in tutta la Lombardia e oltre, con opere realizzate non solo a Brescia, limitrofi e provincia, ma fino a Piacenza, Mantova, Verona e Bergamo: preventivi e sopralluoghi sono gratuiti e senza impegno, pertanto è possibile ottenere gratis una quotazione o fissare un appuntamento per una visita in loco e un’offerta su misura.


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Per ulteriori informazioni:

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Tel: 030/2701331 – 335/349917
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Gli “scorrevoli alzanti”: serramenti e finestre a risparmio energetico, sicure e belle

Scritto da V8 Serramenti e Infissi Brescia il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

BRESCIA. Si sente sempre più parlare di portefinestre scorrevoli e le immagini pubblicitarie che accompagnano questo tipo di prodotto sono spesso orientate alla fascia di mercato del lusso e del benessere.

Effettivamente, i serramenti scorrevoli hanno per certi versi qualcosa in più di quelli normali con apertura a battente: è pur vero che i prezzi sono superiori, ma in realtà il divario non è affatto eccessivo. Senza contare che, con l’inevitabile risparmio energetico che si produce sostituendo le vecchie finestre con nuovi infissi di questo genere, unito alla detrazione fiscale del 65%, l’investimento potrebbe essere addirittura recuperato nell’arco di pochi anni.

Inoltre, a onor del vero, non vi è un unico modello di finestra o portafinestra scorrevole: ve ne sono diversi tipi (almeno tre), basati su concetti strutturali differenti, e ciascuno ha la propria particolarità.

Particolarmente adatti per ampie superfici vetrate, all’apice della categoria degli scorrevoli abbiamo le portefinestre «scorrevoli alzanti»: il sistema si basa sul concetto fondamentale che l’anta apribile, nel momento in cui il relativo maniglione (che dev’essere apposito) viene ruotato verso il basso in posizione “aperto”, si solleva e scorre su un binario mediante delle apposite rotelle; quando poi viene richiusa, l’anta torna nella sua sede originaria e si aggancia mediante la sua ferramenta di “ancoraggio” al telaio fissato al muro.

È proprio a tale proposito che si parla di classi «anti-effrazione», relativamente alla normativa inerente alla sicurezza e alla protezione dallo scassinamento, dettata dalla legislazione nazionale ed (soprattutto) europea. Questo tipo di serramento è ormai solitamente certificato in «classe 3», la più indicata per i contesti abitativi. Tali categorie vengono definite da test di laboratorio che mettono alla prova gli infissi con vari tentativi di (appunto) effrazione, forzatura, ecc.

La costruzione con una (o più di una) ante fisse e quella apribile che consente il passaggio è piuttosto classica e forse la più diffusa, ma vi è anche la possibilità di far scorrere più di un’anta per realizzare aperture differenti.

Il serramento scorrevole alzante ha un valore di sicurezza e di protezione dalle intrusioni estremamente elevato, proprio in virtù del tipo di ferramenta che impiega e della sua struttura.

È possibile dotare l’anta di un traverso orizzontale intermedio (usualmente a un metro di altezza dal pavimento), oppure lasciare la specchiatura, cioè la parte vetrata, “a tutta luce” cosicché la lastra di vetro sia unica e consenta alla maggior quantità luminosa possibile di penetrare nell’abitazione.

In tal caso ci si potrebbe domandare se l’infisso sia in grado di reggere il peso di una tale vetrazione, ma non c’è da preoccuparsi: gli scorrevoli alzanti sono progettati per sostenere centinaia di chili e hanno delle portate specifiche di cui viene tenuto conto in fase di costruzione in falegnameria.

Un’altra peculiarità della portafinestra scorrevole alzante è che consente la possibilità di avere una “maniglia passante”, ossia apribile sia dall’interno che dall’esterno con una chiave, per la massima comodità.

Molti si domandano anche come dovrebbe essere (e se debba esserci) una soglia a pavimento nei serramenti scorrevoli: oggigiorno, visti i rigidi requisiti di performance termo-acustica, è consigliabile utilizzare una «soglia termica», specialmente se l’obiettivo è ridurre al massimo la dispersione di calore e proteggere la casa dai rumori esterni. Tale soglia ha giocoforza una certa altezza (18-20 mm) però previene il passaggio di acqua e aria: quindi massimo isolamento, massima efficienza energetica, massimo risparmio, massimo comfort.

Esistono – va detto – delle soglie ribassate che hanno il vantaggio di “nascondersi” nel pavimento ed eliminare ogni sporgenza, tuttavia sono anche più a rischio di spifferi e infiltrazioni e tendono a isolare meno termicamente.

La fatidica domanda “ma quanto costano?” riceve la miglior risposta se si richiede un preventivo personalizzato (solitamente gratuito e senza impegno) e si esamina con attenzione il prezzo.

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I serramenti e il risparmio energetico: ponti termici e controtelai coibentati

Scritto da V8 Serramenti e Infissi Brescia il . Pubblicato in Aziende, Economia, Tecnologia

20/06/2015 – BRESCIA. Un ponte termico è un punto di passaggio fra due zone o superfici, che hanno una differenza di temperatura l’una con l’altra (normalmente perché una è parte di un ambiente riscaldato e l’altra no), nella quale avviene una dispersione termica, ovvero il passaggio di calore dalla zona più calda a quella più fredda.

La presenza di un ponte termico può dare luogo non solo alla formazione di umidità di condensa, con l’ovvia conseguenza di un peggioramento del comfort abitativo e di uno spreco di energia (e quindi una maggiore spesa, ad esempio, per il riscaldamento o il raffrescamento dei locali), ma anche – nella peggiore delle ipotesi – a problemi di carattere strutturale degli elementi architettonici coinvolti. Per giunta, a lungo andare la condensa genera muffe e organismi parassiti che possono addirittura nuocere alla salute.

Fra le principali ragioni per cui vengono a crearsi dei ponti termici vi è la discontinuità fra un materiale e l’altro, per esempio fra uno strato e l’altro dell’involucro dell’edificio, perché ciascun elemento ha le proprie caratteristiche fisiche e chimiche e dunque reagisce in maniera differente agli agenti atmosferici e alle variazioni climatiche.

Il classico davanzale costituito da un piano di marmo passante attraverso la parete, è il tipico esempio di ponte termico dovuto alle abitudini costruttive di una volta: oggigiorno questi davanzali vengono divisi in due parti e separati con una zona isolata al centro, così da spezzare la continuità termica (e quindi la dispersione di calore).

Negli ultimi anni, nel settore dei serramenti si è posto sempre più l’accento sull’importanza dei «controtelai»: non più soltanto, quindi, il “buon vecchio” falso telaio in legno, murato dall’impresa edile e predisposto per accogliere l’infisso della nuova finestra o portafinestra, ma tutta una struttura coibentata e realizzata ad hoc mediante materiali isolanti con l’obiettivo dichiarato (e raggiunto) di abbattere il problema dei ponti termici e quindi esaltare al massimo la prestazione energetica dei nuovi serramenti.

Senza un adeguato controtelaio, persino il serramento più tecnologicamente avanzato e dotato di vetrocamera altamente isolante potrebbe essere vanificato nella sua funzione di efficienza energetica, per il semplice fatto che – ad esempio – il davanzale sottostante o il perimetro murario circostante non sono adeguatamente strutturati e quindi lasciano passare (e disperdere) buona parte del calore che viene generato dentro l’edificio.

Poco importa che i nuovi serramenti siano costruiti in legno o in PVC, piuttosto che in alluminio o con la formula legno interno e alluminio esterno: in maggiore o minor misura, il discorso è il medesimo in quanto il ponte termico è sempre in agguato sul perimetro dell’infisso e nei punti di giunzione.

Qualcuno certamente obietterà che l’utilizzo di controtelai coibentati comporta un’inevitabile lievitare del costo complessivo dell’intervento: fatto innegabile di per sé, ma d’altro canto è poco intelligente tirare la cinghia per risparmiare ogni centesimo e alla fine ritrovarsi con fattori di discontinuità termica che invece di difendere dal freddo e mantenere il fresco del condizionatore, finiscono per creare problemi seri alla salute e al portafogli.

Insomma, per dirla con la saggezza popolare: se si vogliono fare le cose fatte per bene, è meglio farle per bene del tutto. Inutile ricercare l’eccellenza nelle caratteristiche del serramento e poi lasciare che le pareti non siano adeguatamente isolate o, peggio ancora, che davanzali o soglie portino in casa grandi quantità di freddo.

Sarebbe come acquistare un’auto sportiva e dotarla di ruote e pneumatici da utilitaria: un abbinamento non solo esteticamente pessimo, ma anche inadatto e addirittura pericoloso sul piano funzionale.

Meglio valutare accuratamente l’intervento, con l’assistenza di un professionista, e individuare la giusta via di mezzo fra la spesa per un serramento che isoli bene e un controtelaio adeguato che non ne sprechi tutta la performance.

Fra l’altro, oggigiorno si è raggiunta una sofisticazione notevole nel settore dei controtelai coibentati: vi sono opportunità non più solo termiche ma anche acustiche (barriere anti-rumore incorporate), oppure controtelai già predisposti per alloggiare sistemi oscuranti come tapparelle o tendaggi.

È buona norma, quindi, richiedere un preventivo per sostituire i propri infissi: normalmente il servizio è gratuito e non comporta alcun impegno di spesa: si può richiedere un sopralluogo oppure fissare un appuntamento per una visita; poi, con le misure e una scelta della tipologia di serramento più adeguata, in pochi giorni viene preparata l’offerta e si può cominciare a fare tutte le valutazioni del caso sui prezzi, il budget, la tempistica, la qualità, ecc.


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Serramenti: finalmente scuri, persiane e tendaggi possono fruire della detrazione del 65%!

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Non tutti sanno che in media è necessario impiegare più energia per far diminuire la temperatura di un’abitazione, rispetto a quella che si consuma per riscaldarla.

Addirittura, secondo alcune stime, per abbassare di un grado la temperatura di un dato ambiente, è necessaria circa tre volte l’energia che serve per incrementare di un grado lo stesso ambiente. Infatti, si prevede che nei prossimi anni la richiesta di energia per il raffreddamento degli ambienti continuerà a salire vertiginosamente.

Ecco perché le schermature solari contribuiscono direttamente al risparmio energetico.

Nel settore dei serramenti, negli ultimi anni sono stati compiuti passi da gigante dai produttori di vetri i quali, utilizzando gas come l’Argon o lo Xenon e speciali lastre di materiali isolanti, sono riusciti a proporre vetri ad elevata performance. Una critica che, però, si può muovere a tali prodotti (a parte il costo relativamente importante) è il fatto che quei gas, col tempo tendono, a perdere la loro efficacia o a evaporare; inoltre, il loro effetto non è modulabile o moderabile a piacere. Ciò significa che, se d’estate essi aiutano a contrastare il consumo di energia per il condizionamento, d’inverno non permettono di usufruire dei benefici che il sole garantisce in termini di calore.

Di conseguenza, utilizzare schermature solari fa risparmiare denaro, protegge l’ambiente diminuendo i costi per la climatizzazione e permette l’utilizzo di opere murarie più efficienti e con impatto più contenuto a vantaggio della maggiore vivibilità degli ambienti.

Sotto l’intestazione generica di “schermature solari” rientrano tutte le seguenti categorie di prodotto, come peraltro chiarisce la recente normativa che li ha equiparati agli infissi per quanto concerne l’efficienza energetica:
– scuri (antoni ciechi);
– tende alla veneziana;
– tapparelle avvolgibili;
– persiane a battente, alla veneziana o a soffietto;
– tende esterne a bracci pieghevoli o rotanti, a rullo, verticali;
– tende per lucernari e finestre su tetto.

Il fattore importante è che lo scopo primario della schermatura deve essere quello di impedire che gli ambienti interni si surriscaldino a causa delle radiazioni solari dirette durante il periodo estivo, riducendo il dispendio di corrente elettrica dovuto all’eventuale uso di climatizzatori o ventilatori.

Altro principio fondamentale è che le schermature devono essere mobili (come ha spiegato il Dott. Americo Calderi, referente di ENEA) perché non devono poi impedire l’irraggiamento nei mesi invernali. Tale caratteristica può essere raggiunta mediante differenti soluzioni: sistemi a lamelle (come per i tendaggi a veneziana o frangisole) oppure a schermo (tende a caduta o a rullo).

Ma, ad ogni buon conto, di che costi si sta parlando? Per saperlo, occorre poter stimare adeguatamente i lavori. È un’ottima idea, quindi, richiedere un preventivo per sostituire i propri infissi: normalmente il servizio è gratuito e non comporta alcun impegno: si richiede un sopralluogo oppure si fissa un appuntamento per una visita in negozio, e il gioco è fatto. Con le misure e una scelta della tipologia di serramento più adeguata, in pochi giorni l’offerta è pronta e si può cominciare a fare tutte le valutazioni del caso sui prezzi, il budget, la tempistica, la qualità, ecc.

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