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Bienal de Canarias, la grande mostra internazionale: svelati i nomi dei premiati

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Una meraviglia di location per un evento sorprendente: lo scorso sabato 13 aprile Spoleto Arte ha inaugurato il Premio Bienal de Canarias all’Hotel Reina Isabel a Las Palmas, nelle Canarie. Nella città in cui ha soggiornato Colombo, il presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes ha presentato a un pubblico internazionale e attento le opere degli artisti a cui è stato conferito l’autorevole riconoscimento. La qualità tecnica dei loro lavori e la loro capacità di far sì che le emozioni scaturiscano dalla loro creatività e arrivino dirette all’osservatore non sono passate infatti inosservate. Entrambe queste caratteristiche, comuni ai differenti artisti, sono state messe in risalto durante l’apertura della videoesposizione.

L’appuntamento di Spoleto Arte a cura di Sgarbi ha voluto portare all’estero alcune delle eccellenze italiane in ambito artistico, dando il via a un incontro a cadenza biennale. Questo prestigioso rendez-vous, il cui simbolico posizionamento sulla carta geografica ha un valore tanto storico quanto futuristico, combina il ruolo che l’arte ha oggi a una direzione precisa: quella dell’apertura verso “nuovi mondi”. Spoleto Arte auspica così che l’arte si trovi come base di lancio per una comunicazione a 360°, che coinvolga esperti, appassionati e turisti, che costituisca tanto un porto sicuro quanto la partenza per una rotta da definirsi.

Il premio, firmato dall’artista José Dalì, figlio del grande Salvador Dalì, dalla giornalista della RAI Antonietta Di Vizia, dal prof. Alberto D’Atanasio, direttore del Premio Modigliani, e da Salvo Nugnes, è stato conferito a: Manuela Andreoli, Raoul Bendinelli (in arte Raoul Blu), Giuseppe Bossa, Alessandra Candriella, Rosanna Cecchet, Francesca D’Alessio, Lina De Demo, Daniele Digiuni, Giusy Cristina Ferrante, Matteo Fieno, Gabriella Galli, Margaretha Gubernale, Pinella Imbesi, Mariarita Ioannacci, Giovanni Mangia, Angiolina Marchese, Mauro Martin, Silvana Mascioli, Patrizia Matera, Graziella Modanese, Pietro Olivieri, Silvano Ottaviani, Luciana Palmerini, Antea Pirondini, Giulia Quaranta Provenzano, Anna Sticco e Federico Tamburri.

Milano Art Gallery proroga la personale della fotografa Elisa Fossati visto il successo

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È un periodo fortunato per la Milano Art Gallery che, nel pieno di una primavera capricciosa, trova forza e colore negli scatti di Elisa Fossati. Al colmo del successo di pubblico e stampa, la fotografa milanese proroga la sua personale We Are The World, che posticipa la chiusura al 17 aprile 2019.

Elogiata dalla critica, Elisa Fossati è stata presentata al suo primo vernissage da grandi personalità del mondo dello spettacolo e della cultura: il noto sociologo Francesco Alberoni, il direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, il direttore della Triennale di fotografia Luigi Gattinara, Stefano Renga, manager di Francesco Renga, Vincenzo Di Vincenzo, direttore dell’Ansa di Milano e il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo. Niente male nemmeno il portfolio dell’artista, che con le sue esclusive collaborazioni ‒ quella con Spoleto Arte di Vittorio Sgarbi e con il MOMA di New York, per citarne solo alcune ‒ si lancia in una nuova avventura che la vede finalmente protagonista: We Are The World.

L’esposizione ha portato un’aria frizzante e positiva nella galleria, e le sue particolari immagini autografate in maniera molto personale hanno fin da subito incuriosito i visitatori. La fotografa ha infatti voluto aggiungere a ciascuno scatto un pensiero su ciò che aveva visto prima di imprimerlo fisicamente e nella memoria, sovrascrivendolo sotto forma di frasi poetiche all’interno dell’inquadratura.

Fino al 17 aprile per tutti sarà dunque possibile viaggiare liberi da qualsiasi preoccupazione in via Ampère 102. La sede della Milano Art Gallery è aperta dal lunedì al sabato a partire dalle 14.30 fino alle 19. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

 

Spoleto Arte: il Premio Biennale Sgarbi 2019 conferito all’architetto Daniele Digiuni

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L’artista milanese Daniele Digiuni continua a far parlare di sé. Architetto con un amore spassionato per l’action painting, Digiuni si avvicina alla pittura con l’intenzione di dedicare alla sua innata passione il tempo richiesto solo negli ultimi anni. Il suo incontro con Spoleto Arte ha fatto il resto, lanciandolo con grande successo a livello nazionale e internazionale. Il 5 maggio infatti, a Venezia, riceverà un riconoscimento per la propria carriera artistica, il Premio Biennale Sgarbi 2019. In occasione della Pro Biennale, mostra presentata dal noto critico d’arte e organizzata dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, l’artista esporrà nella sede vicina al Museo Leonardo da Vinci, lo Spoleto Pavilion. In Calle dei Cerchieri 1270, il pittore porterà le tre opere che si sono conquistate il giudizio positivo della critica. Si tratta in particolare di Arriva l’inverno (2018), Carnevale a Venezia (2018) e Incubo notturno (2019).

Prima di Venezia, però, l’artista volerà a Las Palmas, dove gli verrà assegnato questo venerdì 13 aprile il Premio Bienal de Canarias. Il 18 aprile, inoltre, si potranno ammirare le sue creazioni nella sua città natale, nella sede della Milano Art Gallery in via Alessi 11, in occasione della mostra in memoria del Premio Nobel Dario Fo. Proprio in questa storica galleria, in cui da oltre cinquant’anni si tengono incontri, eventi culturali e mostre artistiche anche di livello internazionale, all’artista è stato conferito l’International Art Prize Tamara de Lempicka lo scorso 14 febbraio, nonché il Premio Margherita Hack ancora a dicembre. Il primo in presenza della celebre Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e donna», il secondo di Francesco Alberoni. Con il noto sociologo, che ha presentato la mostra Amore nell’Arte il giorno precedente al riconoscimento in nome dell’artista polacca, Digiuni ha portato alla Milano Art Gallery di via Ampère 102 Esplosione floreale.

La presenza dell’architetto milanese agli eventi organizzati da Spoleto Arte è ormai una costante, tanto che nel suo curriculum figurano il Carnevale dell’Arte a Venezia e, procedendo a ritroso, il Festival dell’Arte a Sanremo, il Capodanno ad Arte a Roma e Miami meets Milano, evento tenutosi in concomitanza con Art Basel. Tra gli ultimi encomi ricevuti si cita infine il Premio Modigliani, consegnato a Spoleto, al Palazzo Leti Sansi, lo scorso 10 ottobre da una giuria esclusiva. Antonietta Di Vizia, giornalista della RAI, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, Salvo Nugnes, manager di personaggi noti del panorama culturale e dello spettacolo, il direttore del Premio Modigliani Alberto D’Atanasio e Silvia Casarin Rizzolo, direttore d’orchestra che collabora con il Teatro La Fenice sono le firme che qui compaiono.

Pur cavalcando l’onda della sua foga creativa, rimane di una naturalità disarmante la risposta che Daniele Digiuni dà quando si cerca di indagare sul suo stile: «L’arte quale manifestazione del proprio intimo desiderio di evasione dalla realtà quotidiana e della massima espressione del carattere estroverso è innata in me fin da piccolo; ora si esprime con forza, liberandosi nella materia sulla tela bianca, anima pura, che raccoglie tutte le mie impulsive sensazioni esplicandone il loro potenziale comunicativo, dialogando con lo spettatore in maniera spontanea e naturale».

Un’imperiese tra le artiste più influenti del panorama fotografico giovanile di Spoleto Arte

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È una delle artiste più giovani e attive del panorama italiano e della scuderia di Spoleto Arte. Il nome? Giulia Quaranta Provenzano. La fotografa imperiese, che solo dal 2017 ha deciso di trasporre i suoi scatti artistici su tela, in poco tempo è emersa dall’anonimato, facendo parlare di sé, delle sue opere e del suo pensiero.

La Natura e la ciclicità che mette in relazione vita e morte sono tra i temi che l’artista affronta con maggiore interesse, trovando nella caducità dell’esistenza una tensione alla bellezza. Quest’aspetto viene evidenziato nelle sue opere in contorni definiti e marcati, in colori accesi e decisi facendo sì che lo stile della trentenne ligure sia facilmente riconoscibile.

Con i suoi scatti elaborati, la fotografa si prepara a spiccare il volo verso Las Palmas il prossimo 13 aprile. Qui infatti, all’Hotel Reina Isabel, si terrà la videoesposizione Premio Bienal de Canarias, il riconoscimento internazionale che andrà a far compagnia alla già nutrita schiera di premi che la Provenzano continua a raccogliere. E dopo Las Palmas sarà la volta di Venezia, con la Pro Biennale presentata dal prof. Vittorio Sgarbi il 5 maggio. E qui riceverà il Premio Biennale Sgarbi 2019.

Presenti in entrambe le sedi espositive, le fotografie artistiche di Giulia Quaranta Provenzano saranno visibili alla Scuola Grande di San Teodoro e allo Spoleto Pavilion, la prima vicino al Ponte di Rialto e l’altra nei pressi del Museo Leonardo da Vinci. Per l’occasione verrà ammirata da un parterre di personaggi illustri, tra cui Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna». Proprio quest’ultima aveva presentato e assistito alla premiazione della stessa artista, a cui è stato conferito l’International Art Prize Tamara de Lempicka alla Milano Art Gallery, il 14 febbraio. Nella storica sede milanese Giulia Quaranta Provenzano ha poi esibito le immagini della sua ultima ricerca sulla violenza sulle donne l’8 marzo. La relativa mostra, intitolata L’arte delle donne, è stata presentata nientemeno che da Maria Rita Parsi, nota psicoterapeuta che ne ha saputo apprezzarne il lavoro.

Emersa durante la selezione degli artisti per il concorso artistico in memoria di Margherita Hack, La Signora delle Stelle, tenutosi a Milano il 16 dicembre scorso, Giulia Quaranta Provenzano è stata invitata da Spoleto Arte a prendere parte anche alle successive esposizioni. Capodanno ad Arte, il Festival dell’Arte a Sanremo, Amore nell’Arte a Milano e il Carnevale dell’Arte a Venezia sono tutte mostre che hanno visto l’artista spiccare tra le tante creazioni per quelle particolari tinte, riscontrabili anche nelle sue liriche e nei suoi romanzi.

Ma, ritornando alle ultime partecipazioni, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, scrive così a riguardo della nostra: «C’è una fotografia che può godere a tutti gli effetti della definizione di “opera d’arte” ed è quella che Giulia Quaranta Provenzano da tempo realizza avendone affinato e definito la poetica […]. Gli interventi manipolatori vogliono dimostrare che non è la fotocamera che ha realizzato la “bella foto”, ma la creatività, supportata da un intento di comunicazione “altra”». Un futuro che inizia a delinearsi con maggiore decisione per Giulia Quaranta Provenzano.

Agenzia Promoter porta i 51 studenti del bus incendiato al concerto di Fedez

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Ore 21 di lunedì 8 aprile, Mediolanum Forum di Assago (MI): il sogno di 51 ragazzi viene realizzato, e non di 51 ragazzi qualunque. Si tratta infatti degli studenti della scuola media di Vailati di Crema sequestrati lo scorso 20 marzo a bordo di un autobus. Quaranta minuti di terrore passati alla storia e una strage sventata grazie alla loro coraggiosa collaborazione con i carabinieri. Proprio questi ragazzi ieri sera sono stati invitati al concerto Paranoia Airlines Tour di Fedez, loro idolo, grazie alla mediazione di Agenzia Promoter, nota impresa di organizzazione di eventi con sede a Milano e a Bassano del Grappa (VI).

Da oltre trent’anni punto di riferimento nel settore del management artistico, Agenzia Promoter vanta una sua solida rete di contatti con i personaggi più famosi e attivi del panorama culturale e dello showbusiness. I giovani eroi si sono rivolti proprio a questo team di esperti, capitanato dall’agente di noti vip Salvo Nugnes, manager di personalità del calibro di Vittorio Sgarbi, Francesco Alberoni e Margherita Hack. Dopo lo shock di quel giorno, le loro famiglie hanno desiderato che i ragazzi trovassero un po’ di respiro con il loro idolo. Hanno domandato ad Agenzia Promoter, che si è da subito mossa per realizzare la richiesta.

Gli alunni della scuola di Vailati, tra cui si leggono i nomi di Ramy, Samir, Riccardo, Niccolò e Adam, hanno così potuto partecipare al concerto di Fedez in tutta “tranquillità”, tra l’euforia generale. A chi, rischiando di finire martire, è riuscito con le proprie forze a dirottare il proprio destino, divenendo a tutti gli effetti un eroe, si può solo augurare il meglio. Si sono convinti di questo tanto l’artista di Rozzano che ieri li ha accolti nel suo live quanto il manager Salvo Nugnes, che ha fatto sì che fossero ospitati.

In visibilio i giovani e soddisfatto anche il team di Agenzia Promoter per la riuscita di quella che sarebbe stata un’impresa da titani e che invece si è rivelata una splendida serata tra amici, tra ragazzi che condividono un sogno e tante emozioni e che li vivono assieme, sulla propria pelle.

Record di visitatori alla Milano Art Gallery per la mostra di Sambucco, ed è proroga

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Viste la grande affluenza di pubblico e la quantità di articoli di stampa usciti sull’esposizione, la Milano Art Gallery di via Alessi 11 è orgogliosa di annunciare la proroga della mostra personale del fotografo friulano Gino Maria Sambucco. Le porte della storica galleria milanese resteranno aperte al pubblico fino a mercoledì 17 aprile 2019 e, al loro interno, si potranno continuare ad ammirare le cime delle Dolomiti e le ultime sperimentazioni del Sambucco, da lui definite “pittografie”.

Oltre alla realtà, la fantasia, è stata presentata lo scorso 27 marzo dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes e dal noto fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo. Tenendo a mente lo scopo principale, quello di divertire il visitatore stimolandone la fantasia, l’esposizione che ha denotato un grande successo di stampa e pubblico, mira a portare alla nostra attenzione sul modo con cui osserviamo il mondo che ci circonda.

Lo sa bene Vanni De Conti, artista amico di Gino Maria Sambucco, che ha rilevato una particolarità degli scatti del maestro, quelli che evidenziano la presenza di volti sui profili e sulle vette delle montagne. Si tratta di pareidolia, un fenomeno che ci fa ricondurre nel nostro subconscio delle forme casuali a un disegno familiare, come ad esempio il volto di una persona. Ecco dunque che le Dolomiti si popolano di visi, di animali, di esseri fantastici nelle foto di Sambucco.

E commenta così Conti: «Alcune sono sulle cime, quindi basta rovesciare a destra o sinistra la foto, altre si trovano verticalmente sulla roccia viva e sembrano scolpite con martello e scalpello, altre ancora si formano tra neve e vegetazione: queste sono le più effimere e durano il tempo della neve. Altre sono derivate dalle luci e dalle ombre a certe ore del giorno, e per questo sono le più incerte e instabili. A curare questa scoperta, forma d’arte o altro ancora, è Gino Maria Sambucco, un appassionato di fotografie e di montagne che qualche anno fa si è accorto di questo fenomeno e ha cominciato a documentarlo. Sono foto catturate sulle montagne dolomitiche bellunesi, trevigiane e friulane».

Dario Fo, la mostra curata da Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes alla Milano Art Gallery

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Da Venezia a Milano, la presentazione del 50° dell’opera più famosa di Dario Fo, Mistero Buffo, si sposterà alla Milano Art Gallery, in via Alessi 11 a partire da giovedì 18 aprile. Alle 18 la mostra Dario Fo a cura del prof. Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes, manager di noti vip, verrà inaugurata qui al cospetto di un nutrito pubblico di interessati. Il direttore delle Milano Art Gallery Nugnes e il famoso fotografo Roberto Villa, amico del Premio Nobel e artefice degli scatti esclusivi riguardanti il giullare più rivoluzionario d’Italia, ne ripercorreranno vita e opere. Assieme all’assessore alla Partecipazione, Cittadinanza Attiva e Open Data Lorenzo Lipparini, l’esposizione darà spazio anche a un ristretto gruppo di artisti fino a giovedì 9 maggio. Presenti al taglio del nastro anche il console dell’Ecuador e quello di Panama.

L’esposizione dedicata al celebre attore e artista intende celebrare nell’anniversario di una delle sue più famose opere teatrali, il Mistero Buffo, la vita e la creatività di un uomo dalla mente brillante e anticonformista. E lo farà nella storica galleria milanese che da oltre cinquant’anni ospita esposizioni e incontri culturali dei più grandi artisti del panorama italiano ed europeo, tra cui proprio lo stesso Dario Fo, Gino De Dominicis, Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Mario Schifano, Amanda Lear, Gillo Dorfles e molti altri. Qui si materializzeranno i ricordi legati all’ideatore del modello di teatro di narrazione e del grammelot, si brinderà a chi è riuscito a riempire gli stadi con uno dei suoi cavalli di battaglia, il Mistero Buffo per l’appunto, e a replicare migliaia di volte i suoi spettacoli.

Alla mostra Dario Fo si respirerà quella stessa energia che il Premio Nobel trasmetteva con le sue parole, aiutati anche dalle opere di artisti del panorama contemporaneo.

Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a org@spoletoarte oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Alberoni e Renga presentano le foto di Elisa Fossati alla Milano Art Gallery

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Nella nota e storica Milano Art Gallery, nel cuore della città, la fotografa Elisa Fossati ha inaugurato la sua mostra fotografica We Are The World.

Professionista nel settore arte e cultura con un curriculum da invidia, vanta lavori per Sgarbi, Alberoni, Ricciarelli, collaborazioni con la Triennale, la Permanente, Palazzo Reale e addirittura con prestigiosi musei stranieri come il Moma di New York, il Museo Salvador Dalì, l’Ermitage di San Pietroburgo.

L’esposizione ha avuto come ospiti nientemeno che il grande sociologo Francesco Alberoni, il direttore dell’Ansa di Milano Vincenzo Di Vincenzo, il direttore della Triennale di fotografia Luigi Gattinara, il fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, Stefano Renga, manager di noti cantanti, il direttore delle Milano Art Gallery, Salvo Nugnes, manager di illustri personaggi e Gianni Ettore Marussi, già giornalista del Tgcom.

Le opere esposte sono frutto di scatti fatti in giro per il mondo, per i continenti. La particolarità della fotografa Elisa Fossati è di imprimere, all’interno dello scatto, dei pensieri sul luogo o sul soggetto immortalato.

Uno stile nuovo, tutto suo, che a quanto pare è piaciuto molto al pubblico e alla critica milanese che ne ha decretato il grande successo.

Alberoni ha augurato il meglio alla talentuosa fotografa, certo che “farà molta strada”. Renga ha definito le sue fotografie delle “cartoline del cuore” capaci di ammaliare il visitatore, mentre Luigi Gattinara ha ritrovato nei colori degli scatti “quel bello di noi che vorremmo restasse immutato per sempre”. Salvo Nugnes ha concluso dicendo: «Elisa è una giramondo che guarda ogni paesaggio, palazzo, museo con lo sguardo inquieto di chi non è mai stanco di stupirsi. E con le sue immagini tiene vivo anche il nostro stupore rispetto alle bellezze che ci circondano». Per maggiori info visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Lezioni di vita e di fantasia all’opening del maestro Sambucco alla Milano Art Gallery

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I flash erano tutti dedicati al maestro Gino Maria Sambucco ieri, mercoledì 27 marzo, alla Milano Art Gallery. Per il fotografo delle Dolomiti, in via Alessi 11, era giunto infatti il momento di inaugurare la sua personale di fotografia Oltre alla realtà, la fantasia. Presentato dal direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes e dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, Gino Maria Sambucco ha tenuto una vera e propria lezione per i presenti. Ha così raggiunto il suo scopo, quello di divertire attraverso le sue immagini.

L’artista friulano, residente a Codroipo (UD), in esposizione fino al 10 aprile con le sue cime, in particolare quelle bellunesi, ha scelto per Oltre alla realtà, la fantasia la storica galleria di Milano. Le pareti della Milano Art Gallery vantano difatti oltre cinquant’anni di incontri artistico-culturali, su di loro sono state esibite le opere di grandi maestri italiani, tra cui Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Arnaldo Pomodoro, Gino De Dominicis, Fausto Pirandello e molti altri.

Si iscrivono in un tale contesto gli scatti di Gino Maria Sambucco, capaci di esaltare la natura alpina attraverso diverse angolazioni e un’esplosione di colori. Le sue, va ricordato, sono fotografie che comprendono sia il periodo che ha visto la fondazione del gruppo Mitici e Dolomitici che la sua fase di ricerca più recente, dedicata alle “pittografie”. Il raggio d’azione si allarga dunque ben oltre le sue amate montagne.

Nel corso del vernissage il maestro Sambucco ha voluto spiegare così la ragione della sua arte e della personale: «Alle mie immagini cerco di dare un senso ironico, positivo, mai negativo. Ecco, lo definirei giocoso. Vorrei poi che tutti quelli che verranno a visitare la mostra capissero questo scopo. Alla fine è un po’ come inventare delle barzellette e il mio desiderio rimane quello di far sorgere un sorriso, di far divertire attraverso la fantasia. Perché tutti potrebbero vedere quello che ho notato io o scorgere dei riferimenti storici oppure scoprire degli avvenimenti del futuro “leggendo” le mie foto».

Due chiacchiere col maestro Sambucco prima del vernissage alla Milano Art Gallery

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Un giorno ancora e la mostra fotografica Oltre alla realtà, la fantasia di Gino Maria Sambucco debutterà alla Milano Art Gallery in via Alessi 11, a Milano. Al vernissage il fotografo di fama internazionale Roberto Villa e il manager di volti noti Salvo Nugnes presenteranno l’ultimo lavoro del maestro Sambucco a partire dalle 18 di domani, mercoledì 27 febbraio. Noi di Milano Art Gallery non ci siamo trattenuti e abbiamo voluto strappare al nostro artista qualche informazione in anteprima.

Maestro Sambucco, il 27 marzo inaugurerà la sua personale Oltre alla realtà, la fantasia. Come si sente? Vuole rilasciarci qualche anticipazione su cosa troveremo alla Milano Art Gallery?

Certamente sono un po’ emozionato. Il titolo Oltre alla realtà, la fantasia anticipa cosa troveranno gli ospiti e i visitatori. Si tratta principalmente di scatti eseguiti con la mia macchina fotografica, una normalissima Sony che tengo sempre con me, e sono stati effettuati tutti da posizioni che si raggiungono facilmente in automobile, quindi alla portata di chiunque.

Il suo rapporto con la fotografia e la montagna si sviluppa già in età giovanile. Cos’è stato determinante per far sì che continuasse a coltivare questa sua passione?

Da studente, quando le giornate erano belle e terse, salivo sul Castello di Udine e sul balcone della scala nord del palazzo trovavo ad aspettarmi la piastra metallica che indica direzione e nomi di tutti i monti che si vedono: il Tricorno ad Est, tutto il Nord fino al Monte Grappa ad Ovest. Mi piaceva ricordare i nomi e le forme per poi riconoscerne le cime anche dalle varie località del Friuli che frequentavo andando a giocare le partite con l’Associazione Calcio Codroipo.

Nella mostra sono presenti anche delle pittografie. Vuole parlarci di questa sua ultima sperimentazione?

Da alcuni anni con la nuova macchina fotografica ho la possibilità di usare le nuove funzioni che permettono di avere immagini in bianco e nero o che registrano solo un colore. Tra queste nuove operazioni c’è anche la possibilità di scattare foto color seppia o con colori più marcati, altre posterizzate, che permettono di destreggiarsi coi toni, con aloni più o meno a fuoco che danno la possibilità di avere immagini astratte ma ricavate dalla realtà. Tutti questi scatti io li ho chiamati “pittografie”.

Perché associa alla fotografia, in alcuni suoi lavori, la parola scritta?

In tanti miei lavori associo piccole frasi per aiutare chi osserva a capire che cosa vedo io nell’immagine o quali storie il paesaggio ci racconta, quelle che forse ancora non conosciamo.

Che cosa ritiene sia indispensabile per la fotografia oggi?

Oggi i giovani fotografano tutto e fanno bene, poi sono sempre ben informati per poter avere a disposizione tutte le novità che la tecnologia sforna in modo inarrestabile, perciò tutto è documentato. Per fare delle fotografie che diano soddisfazione ritengo che sia indispensabile amare la natura, avere un buon bagaglio culturale e tanto buon gusto per saper raccontare e spiegare più cose con uno scatto.

Per i suoi scatti deve passare diverso tempo a contatto con la natura. È cambiato qualcosa, nel corso degli anni, nel suo modo di osservare il territorio che la circonda? È cambiato il territorio stesso?

Negli anni il territorio è molto cambiato in pianura e collina perché ci sono sempre più cemento, tralicci, asfalto, viadotti, gallerie e ponti. Le colture sono diverse, gli animali sono calati, gli uccellini sono diminuiti e gli insetti arrivano a ondate. Quello che ho notato con rammarico è che borghi e casali vecchi o stanno crollando abbandonati o sono abitati abusivamente: mancando una vera manutenzione, una cultura che si assuma la responsabilità di preservare la bellezza e la particolarità, tutto è lasciato al degrado.

Ormai collabora con Spoleto Arte da diverso tempo e tra pochi giorni varcherà la soglia della storica Milano Art Gallery. Come ha avuto modo di conoscere il direttore Salvo Nugnes?

Col titolo Mitici e Dolomitici negli ultimi anni mi sono deciso a partecipare a qualche mostra fotografica cominciando dalla mia Codroipo, poi Padova, Pordenone, Lignano, Jesolo e, a Vicenza, la signora Lina Zenere mi ha indicato Spoleto Arte per esporre qualche mio lavoro a Spoleto e a Cortina. Quindi sono andato a Bassano del Grappa, negli uffici di Spoleto Arte, a portare le opere per le due mostre, e lì ho conosciuto il direttore Salvo Nugnes e i suoi collaboratori. Ho da subito notato la loro professionalità, tanto che successivamente ho esposto con loro anche a Venezia e a Sanremo. Qualche mese fa inoltre il direttore Salvo Nugnes mi ha fatto visita a Codroipo, alla mia bioforneria, e mi ha proposto questa personale alla Milano Art Gallery.

Che obiettivo si pone con questa personale?

Con questa personale mi prendo una bella soddisfazione.

C’è un messaggio che vuole lanciare a chi verrà a visitare la sua mostra?

Io auguro a chi vedrà queste opere di potersi divertire “leggendo” le montagne.