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Federica Tordi

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Ecobonus 2018: cinque idee per rendere green il terrazzo e approfittare dei nuovi sgravi fiscali

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

È passato al Senato, nella sua versione definitiva, il testo della Legge di Bilancio 2018 in cui è compreso anche il nuovo Ecobonus, l’incentivo statale dedicato a chi effettuerà interventi sul verde privato. Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it) ha raccolto 5 idee per rendere più green il terrazzo di casa, che potrebbero godere delle detrazioni fiscali. Stando all’attuale testo della manovra, si potrà dedurre il 36% del costo dei lavori, per spese fino a 5 mila euro: rendere più verde uno spazio esterno diventerà così non solo vantaggioso per la qualità dell’aria in città, ma anche per il proprio portafogli.

  1. Tutto in vaso

Il modo più semplice per riempire di verde il proprio terrazzo è quello di sbizzarrirsi con piante e fiori in vaso. In commercio ce ne sono tantissimi, basterà scegliere quelli più adatti alle proprie esigenze: chi non è (ancora) dotato di pollice verde, può optare per piante sempreverdi come il pino mugo, il ginepro o l’erica ma anche viburni, clematidi, fuxie, ciclamini, e tutte le bulbose da fiore a risveglio primaverile: crochi, tulipani, giacinti, fresie. Della famiglia dei sempreverdi fa parte il rosmarino che, oltre ad essere una pianta bella da vedere, è anche un valido alleato per la cucina. E sempre per accontentare non solo la vista ma anche il palato, chi abita a Sud e gode di un clima mite e soleggiato, può invece scegliere aranci e limoni ma anche gelsomini, rose o gerani.

  1. Giardini pensili

Realizzare una copertura verde con un giardino pensile, tecnica che affonda le sue radici nell’Antica Babilonia, è di certo più complicato, ma l’Ecobonus 2018 potrebbe essere l’occasione perfetta per decidere di realizzarne una. Per un giardino pensile serve un terrazzo di metratura considerevole e alcune verifiche tecniche prima di dare il via alle opere. La stratificazione prevede una membrana impermeabilizzante, uno strato antiradice, un elemento di protezione meccanica, un elemento drenante e/o di accumulo idrico, un elemento filtrante, un substrato composto generalmente da un miscuglio di materiale inorganico (pomice, agriperlite, argilla espansa) ed organico (torbe, cortecce compostate, fibra di cocco) e per ultimo lo strato di vegetazione con le piante. Sarà necessario accertarsi con un esperto che il proprio terrazzo possa strutturalmente reggere il peso di questo intervento, ma una volta realizzato si potrà dire di avere in casa una miniatura del Bosco Verticale, uno dei grattacieli più ammirati al mondo.

  1. Autoproduzione di frutta e verdura

Un’altra idea è quella di destinare lo spazio esterno all’autoproduzione di frutta e verdura. Si potrebbe così approfittare del Bonus Verde per realizzare un orto sul terrazzo, dove coltivare i propri ortaggi o alberi da frutto preferiti. Questa soluzione permette non solo di risparmiare sull’acquisto dei prodotti dell’orto, ma anche di scegliere consapevolmente fertilizzanti e trattamenti, optando magari per soluzioni biologiche e amiche dell’ambiente.

  1. Una migliore irrigazione

Un impianto di irrigazione professionale è uno sfizio che grazie all’Ecobonus 2018 ci si potrà concedere più a cuor leggero. In commercio ne esistono di vari prezzi e fatture, a seconda della centralina di irrigazione e dal grado di precisione dell’impianto. I modelli più evoluti si autoregolano a seconda delle condizioni meteo che vengono rilevate e permettono di mantenere le piante del terrazzo in uno stato di rifornimento idrico ottimale.

  1. Sfruttare tutti gli spazi

Se le dimensioni del terrazzo non permettono di avere un orto in orizzontale, questo non vuol dire che si debba rinunciare del tutto all’idea. Una moda recente è quella di creare delle pareti vegetali che permettono di sfruttare al meglio gli spazi in verticale. In attesa dell’approvazione definitiva della legge e dopo le necessarie verifiche sulle effettive possibilità di detrazioni fiscali, un modo per approfittare del Bonus Verde potrebbe essere proprio l’acquisto di apposite strutture a sacche da appendere alle pareti e nelle quali trapiantare, ad esempio, erbe aromatiche, ma anche fragole o piante ornamentali come edere, felci, begonie e surfinie.

Casa da incubo: quasi la metà degli italiani dice di averci vissuto almeno una volta nella vita

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Economia

Un fantasma che infesta la soffitta? Una bambola inquietante appoggiata in salotto? No, per gli italiani quello che caratterizza una casa da incubo sono l’umidità e il buio: lo ha scoperto Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it/) con un sondaggio condotto su un campione di oltre 10mila utenti del sito. Dalle risposte è emerso, inoltre, che il 43,4% ha dovuto vivere almeno una volta nella vita in un’abitazione in cui la permanenza non è stata proprio un sogno.

Se oltre il 62,1% dei rispondenti ha indicato l’umidità come caratteristica di una casa da incubo, arriva al 60,6% la percentuale di chi non vorrebbe mai una casa buia, con poche aperture e punti luce. Potendo indicare tre caratteristiche di un’abitazione in cui non si vorrebbe mai vivere, il 55,2% ha dichiarato “sesto piano senza ascensore”.

La moquette spaventa più della suocera in casa: il 43,6% ha scelto proprio la presenza della moquette in cucina e in bagno come caratteristica tipica di una casa da incubo, mentre “solo” il 25,5% ha indicato la presenza della suocera come coinquilina.

C’è poi chi non vorrebbe mai vivere in una casa con spazi troppo angusti e claustrofobici (49,5%) e in un quartiere con una vita notturna troppo movimentata e rumorosa (41,7%). Le altre caratteristiche che hanno raccolto più risposte sono state una pessima vista dalle finestre (35,4%), l’assenza del bidet (32,1%) e gli arredi vecchi e fatiscenti (31,9%).

Gli immobili da incubo famosi per essere stati cornici di pellicole cinematografiche sono molti e il sondaggio ha chiesto in quale fra quelli selezionati farebbe più paura vivere. Quasi una risposta su tre (29,6%) ha indicato il film Panic Room, dove le due protagoniste rimangono in trappola in una stanza senza via d’uscita. Al secondo posto Duplex (16,7%), la pellicola con Ben Stiller in cui la sua coppia si trova a convivere con un’anziana molto invadente. Quasi a pari merito le due case da incubo protagoniste di Shining e The Others: per il 14,9% vivere nel lungo corridoio dell’hotel in cui Jack Nicholson finirà per dare la caccia alla sua stessa famiglia sarebbe un vero incubo, mentre per il 14,2% convivere con i morti, come accade nel film con Nicole Kidman, sarebbe inaccettabile.

I TRATTAMENTI BIO, VEGAN E CRUELTY FREE COSTANO IL 17% IN PIÙ DI QUELLI TRADIZIONALI

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Ambiente, Italia, Mercati

In occasione del World Vegan day, l’1 novembre, in cui si celebra la consapevolezza verso uno stile di vita cruelty free, Uala.it (www.uala.it), il sito e applicazione leader in Italia dedicato al mondo beauty, presenta uno studio sulla bellezza sostenibile in Italia, scoprendo come sia in aumento l’attenzione generale verso trattamenti che rispettano ambiente e animali.

Un mercato in rapida espansione

Lo studio di Uala ha rilevato nell’ultimo anno un incremento del 7% nel numero di saloni che scelgono prodotti sostenibili. Questo è vero soprattutto nelle regioni del nord Italia, che sembrano più attente per ora a questo tema: qui si trovano infatti il 43% in più di saloni che scelgono prodotti amici dell’ambiente rispetto al sud Italia. L’aumento dell’offerta cresce a fronte di una generale maggiore consapevolezza dei consumatori, che sempre di più, per prendersi cura del proprio corpo, prediligono prodotti biologici, vegani e non testati su animali. Le richieste di trattamenti di questo tipo registrano infatti un aumento del 13%.

Complice probabilmente la crescente attenzione all’esposizione del cuoio capelluto all’ammoniaca, ad esempio, le colorazioni vegetali nei saloni che già trattano prodotti bio sono state prenotate in media il 16% in più rispetto a quelle tradizionali.

Quanto costa la bellezza etica

Un altro aspetto evidenziato dall’indagine di Uala è che gli italiani sono disposti a spendere di più, pur di utilizzare prodotti vegani e non testati sugli animali. Le coccole di bellezza realizzate con cosmetici bio, vegan e cruelty free costano il 17% in più rispetto a quelle tradizionali.

Anche chi dal proprio salone vuole portare a casa un prodotto etico deve stimare una spesa superiore: i cosmetici bio e vegan hanno una differenza di prezzo in rivendita del +5,2% rispetto agli altri.

Le scelte verso uno stile di vita che non impatti sull’ambiente e sugli animali stanno investendo vari settori e sempre più riguardano anche il mondo della bellezza – racconta Alessandro Bruzzi, cofondatore e CEO di Uala Quello dei trattamenti sostenibili è un settore che sicuramente crescerà ancora, tanto che stimiamo un ulteriore incremento del 10% nel 2018

Trattamenti sostenibili: i più prenotati

Analizzando le prenotazioni su Uala è emerso che tra i trattamenti più richiesti da chi predilige prodotti biologici e amici dell’ambiente ci sono, nell’ordine, colore bio, bio trattamento cutaneo, bio scrub e bio cheratina. La colorazione, che se biologica elimina l’ammoniaca, è diversa da salone in salone. Molte, tra le aziende che hanno già ottenuto o stanno provando ad ottenere il bollino cruelty free testano i colori vegetali su una pelle artificiale.

Lo scrub in versione biologica è invece una nuova tecnica che non utilizza per esfoliare i micro granuli in plastica, ma granuli di jojoba, noccioli di frutta o sale marino. E anche la cheratina, che solitamente viene da crine, corni e zoccoli di animale, viene sostituita da bio cheratine che utilizzano amminoacidi vegetali identici a quelli contenuti nei capelli umani come arginina, serina e treonina.

Agriturismo.it amplia l’offerta del portale con il lancio della sezione “Ristorante”

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Gastronomia e Cucina, Nuovo Sito Web

Agriturismo.it (https://www.agriturismo.it), sito leader in Italia per il settore della ricezione in agriturismo, annuncia il lancio della sezione Ristorante, allargando l’offerta del sito a chi vuole prenotare esperienze culinarie e non solo alloggi.

«Siamo molto orgogliosi ed entusiasti di questa nuova avventura – dichiara Veronica Mariani, fondatrice di Agriturismo.itUn pranzo o una cena in agriturismo, che sia in occasione di una cerimonia o di una scampagnata fuoriporta, è l’occasione perfetta per riscoprire i sapori autentici della terra, con attenzione particolare alle specificità regionali e senza dimenticare il tocco di molti giovani imprenditori, che si cimentano in rivisitazioni davvero particolari. Allargare l’offerta a chi ricerca un agriturismo anche o solo per un pranzo o una cena ci sembra un’ottima opportunità sia per gli utenti sia per i proprietari delle strutture»

Nella ristorazione, di fatti, la partita della digitalizzazione è ancora aperta: stando ai dati dell’ultimo Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano, il 69% delle prenotazioni in ristorante avviene ancora al telefono o al banco. Se l’81% dei ristoratori legge le recensioni online, solo un terzo di loro risulta digitale e quindi presidia in modo costante e corretto la rete, anche per raccogliere prenotazioni e allargare l’utenza.

Con la nuova sezione “Ristorante”, che si affianca a quella “Alloggio”, Agriturismo.it offre la possibilità di cercare e prenotare circa un migliaio di ristoranti in agriturismo. Ogni attività si presenta con una scheda corredata di fotografie e informazioni approfondite che illustrano l’offerta agli utenti, attraverso il racconto del menù, della location, dei prodotti tipici e delle eventuali proposte speciali per vegetariani, celiaci e intolleranti, senza dimenticare la possibilità di ospitare cerimonie, una tendenza sempre più in voga negli ultimi anni.

L’offerta al momento prevede un listing di circa un migliaio di agriturismi e in occasione dell’inaugurazione della sezione, Agriturismo.it ha scovato nei menù 5 prelibatezze davvero particolari.

In Umbria, ad esempio all’Antico Monastero di San Biagio, la regina assoluta del menù è la birra. Persino il tradizionale tiramisù lascia spazio a un più originale birramisù.

In Campania, da Zio Cristoforo, al posto delle le classiche olive si possono assaggiare le salelle ammaccate del Cilento, una varietà speciale che nasce grazie al fortunato ambiente di mare e Parco nazionale del Cilento, che è già stata dichiarata presidio Slow Food. La Toscana è il posto giusto per assaggiare l’antico peposo, una specialità che affonda le sue radici addirittura nel Rinascimento: una pietanza tipica delle campagne fiorentine, che secondo la leggenda è stata ideata dagli operai che avevano bisogno di un piatto sostanzioso ma economico per rifocillarsi dopo il lavoro in fornace. La si può assaggiare al Podere le Serre, in provincia di Grosseto. Sempre in Toscana chi è stufo della solita pasta può provare un accostamento più ardito: le tagliatelle al cacao e peperoncino preparate dall’agriturismo Il Palazzino, in provincia di Livorno. In Sicilia, infine, la cassata è piatto tipico, ma una variante originale è quella scomposta, che viene servita da Sanacore, Trapani.

REMISE EN FORME D’AUTUNNO: PER IL CAMBIO DI STAGIONE SI SPENDE MEDIAMENTE IL 7% IN PIÙ RISPETTO AL RESTO DELL’ANNO

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Lifestyle

È arrivato l’autunno e insieme alla stagione cambiano anche le coccole di bellezza da riservare al proprio corpo. Uala.it (www.uala.it), il sito e applicazione leader in Italia dedicato al mondo beauty, ha analizzato i trend dei trattamenti di bellezza durante il cambio di stagione, fotografando quali siano quelli irrinunciabili e quanto dovremo spendere per preparare il corpo all’arrivo del freddo.

Autunno: quanto ci costi?

Per farsi belle nel 2016 le donne hanno speso mediamente 475 euro contro gli appena 203 degli uomini, cifra che segna comunque un aumento del 6% sulla spesa complessiva rispetto all’anno precedente. Nei periodi di cambio stagione si spende mediamente il 7% in più rispetto al resto dell’anno. Per prepararsi ai rigori dell’inverno e per riparare ai danni dell’estate, il portale ha stimato che in media si spenderanno 30 euro per i capelli, 60 euro per il viso, 15 euro per mani o piedi e 70 euro per corpo. 175 euro complessivi per salutare belli e in ordine l’arrivo della nuova stagione. Ma quali sono i trattamenti che rientrano in queste spese extra?

Viso e capelli: il protagonista dell’autunno è l’argan

Definitivamente chiusa la stagione del sole e della salsedine, la parola d’ordine è ristrutturare. Per i capelli i trattamenti preferiti sono quelli al collagene e all’argan. Quest’ultimo, in particolare, segna un +17% di richieste rispetto all’anno scorso. Per il viso i preferiti d’autunno sono i trattamenti a base di acido ialuronico e vitamina E che favoriscono la formazione di collagene, soprattutto per ovviare al problema delle labbra screpolate. Per l’idratazione della pelle invece, la fanno da padroni ceramidi, glicerina e c’era d’api. Come per i capelli, anche per il viso il vero protagonista del cambio di stagione è l’argan. L’olio di questa pianta portentosa fa concorrenza ai tradizionali trattamenti a base di oli vegetali, burri di karité e joboba e registra un aumento sia nei servizi che nelle richieste.

Scrub sì, ma con i sali dell’Himalaya

Per quanto riguarda il corpo, dopo la flessione registrata a settembre, a ottobre è picco di richieste per scrub e peeling. Nel dettaglio sono molto richiesti quelli agli ultrasuoni (+8% rispetto allo scorso anno) e con acido mandelico (+12%). Tendenza dell’autunno 2017 anche lo scrub corpo con bagno di vapore, oltre a un ritorno di moda dello scrub con i sali rosa dell’Himalaya. Per mani e piedi tra i preferiti degli italiani, oltre ai trattamenti alla paraffina, stanno aumentando le richieste di quelli a base di acido ialuronico, proteine della seta, calendula e iperico.

Chicche di stagione: i trattamenti all’uva

L’autunno è la stagione della vendemmia, ma come approfittare a pieno dei benefici dell’uva? Si chiama ampeloterapia il trattamento che sfrutta le proprietà di questo frutto per eliminare le tossine, rimuovendo gli eccessi di radicali liberi e proteggendo il corpo dall’arrivo del freddo. Sono le SPA più esclusive a offrire questi trattamenti decisamente autunnali. Chi desidera togliersi qualche sfizio e regalarsi una coccola rigenerante prima del grande freddo può provare il bagno alle vinacce. Distesi sulla pietra calda, ci si gode un peeling con i vinaccioli. Oppure l’avvolgimento nel mosto: un impacco che dona alla pelle una sensazione di morbidezza e rinascita. Il costo per queste chicche di stagione varia in base alla città e alla durata del trattamento: in media si parte da 70 euro per quelli di un’ora fino ad arrivare agli oltre 150 euro per quelli di due ore e mezza.

“L’obiettivo di Uala.it è aiutare gli utenti a prenotare il proprio trattamento in modo semplice e veloce, avendo la sicurezza di trovare sul portale un portfolio dei migliori professionisti” racconta Alessandro Bruzzi, CEO di Uala.itChe la necessità sia quella di prenotare un trattamento che fa parte della propria beauty routine o, come nel caso dei massaggi al vino, si tratti di uno sfizio di stagione, con Uala si ha la garanzia di poter riservare la propria coccola di bellezza 24/7, in completa autonomia e in tempo reale.”

Finisce l’estate ma non la voglia di mare: a settembre e ottobre le mete più richieste sono ancora quelle balneari

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Italia, Turismo

Spiagge poco affollate, temperature piacevoli e prezzi inferiori rispetto all’alta stagione spingono sempre più italiani a scegliere il mare per le loro vacanze fuori stagione. Secondo un’analisi condotta da CaseVacanza.it (http://www.casevacanza.it), circa il 45% delle richieste di alloggi per settembre e ottobre si è concentrato fra Puglia, Toscana e Sicilia.

La voglia di mare non si spegne e la Puglia è la regina indiscussa anche nel periodo di coda dell’estate: qui si è concentrato il 18% delle richieste. Seguono le località marittime toscane, che hanno raccolto il 14% delle preferenze e, al terzo posto, quelle della Sicilia con il 13%.

Scorrendo la classifica delle dieci regioni più richieste, compare anche la Sardegna, seguita da Liguria, Lazio ed Emilia Romagna. A chiudere la top 10 delle mete più richieste per le vacanze di inizio autunno si trovano Campania, Marche e Veneto.

Settembre e ottobre risultano i mesi in cui si effettuano ancora soggiorni mediamente lunghi: la durata della permanenza, infatti, equivale a circa sette notti. Per una casa vacanza che può ospitare quattro persone, nel mese di settembre, si spendono in media 490 euro a settimana. A ottobre i prezzi scendono ulteriormente, per arrivare a una media di circa 450 euro.

Le località più gettonate

La meta più richiesta è Lampedusa: l’isola quest’anno ha vissuto un vero e proprio boom di interesse da parte dei turisti, che l’hanno incoronata regina di questo periodo grazie anche ai prezzi più bassi rispetto ad agosto, quando era la destinazione in cui si è speso di più per un affitto turistico.

Al secondo posto delle preferenze si trova un’altra siciliana, San Vito Lo Capo. La provincia di Lecce è quella più presente nella classifica, e piazza nella top 10 ben cinque delle sue località: Baia Verde, Torre Lapillo, Gallipoli, Torre dell’Orso e Porto Cesareo.

«Sono sempre di più le persone che scelgono di prenotare le vacanze nei mesi di settembre e ottobre – riporta Francesco Lorenzani, CEO di Feries SrlQuesto consente loro di avere diversi vantaggi: in primo luogo si può ottenere un risparmio di circa il 30% rispetto alle tariffe degli alloggi applicate ad agosto; in seconda battuta i viaggiatori possono contare su un’offerta di case vacanza più ampia, rischiando meno il “tutto esaurito” che questa estate si è registrato in molte delle località più ambite.»

Interi borghi italiani in vendita sul web

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Affari, Casa e Giardino, Italia

Dopo l’approvazione all’unanimità da parte della Camera, la legge salva-borghi è ora in Senato. In attesa di scoprire se il finanziamento da 100 milioni di euro per salvare i piccoli gioielli italiani dallo spopolamento sarà effettivamente erogato, Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it) ha scovato degli annunci fra le sue pagine che hanno per oggetto proprio la vendita di interi borghi.

Dall’Umbria alla Toscana, fino ad arrivare alla Campania, tutto il territorio italiano è costellato di piccoli agglomerati di case, spesso di origine medievale: alcuni di questi sono stati trasformati in resort o agriturismi, altri versano in condizioni di abbandono. La varietà di quelli in vendita è molto vasta e lo dimostrano i prezzi che vanno da un minimo di circa 200mila euro a un massimo di quasi 6 milioni. Senza però considerare che in alcuni casi il costo rimane un mistero e viene rivelato solo a chi realmente interessato.

Partendo dal più economico, si tratta di un piccolo borgo nei pressi di Rocca d’Evandro, in provincia di Caserta: per 230mila euro è possibile acquistare un complesso di cinque appartamenti, alcuni dei quali abitati, dotato anche di stalle e cantine e di un terreno da 20mila metri quadrati.

Serve circa il doppio per comprare un borgo umbro in provincia di Terni, nei pressi di Monteleone d’Orvieto. Come si legge nell’annuncio, l’origine di questo agglomerato a poca distanza dal castello di Fabbro risale all’ epoca quattrocentesca, mentre la chiesetta al suo interno è stata edificata nel ‘700. Gli oltre 50 vani sono distribuiti all’interno di spesse mura in pietra e la proprietà vanta anche una grotta molto ampia, bellissimi soffitti a cassettoni, una sala biliardo e cinque ettari di terreno.

Per un prezzo poco al di sotto dei 2 milioni di euro, si trovano in vendita tre borghi toscani distribuiti tra la provincia di Firenze e quella di Siena. Nel comune di San Gimignano per 1,8 milioni è in vendita un borgo composto da tre strutture già attrezzate per la ricezione turistica; a San Casciano Val di Pesa, nelle colline fiorentine, è in vendita per poco più di 1,9 milioni un agglomerato di varie unità da ristrutturare risalenti al 1200. Risale alle fine dell’800 la villa padronale del borgo in zona Fiesole, in provincia di Firenze: per acquistare l’intero borgo servono quasi 2 milioni di euro.

A Fivizzano, in provincia di Massa Carrara, è in vendita Borgo dei Vegnuti per circa 3 milioni di euro: si tratta di un borgo medievale costruito in pietra e adibito a struttura ricettiva. Si arriva a superare la cifra di 5 milioni per un borgo nella campagna di Pescaglia, in provincia di Lucca, dove si contano due palazzine gotiche, una villa del ‘500, una cappella privata, una vasca e una sorgente di acqua oligominerale e povera di sodio, come si legge nell’annuncio.

Rimane un mistero il costo del borgo in vendita nei pressi di Cinigiano, in provincia di Grosseto: un progetto di ristrutturazione in corso ha unito sapientemente elementi di modernità all’inconfondibile stile toscano. Qui i più fortunati possono comprare l’intero complesso, ma è possibile anche pensare all’acquisto di singole abitazioni.

Immobiliare.it torna in TV con un nuovo spot

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia, TV

Ogni fase della vita merita la casa perfetta”: è questo il claim del nuovo spot di Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it), in onda sui principali network televisivi italiani da domenica 17 settembre.

La campagna nasce dalla rinnovata collaborazione con PicNic, l’agenzia che ne ha curato la creatività e vede come protagonista l’evolversi della vita di un ragazzo che affronta fasi ed esigenze diverse. Lo spot si apre con un emozionato Marco che, impacciato ma entusiasta, entra con gli scatoloni nella sua prima casa da single. Ben presto le esigenze raddoppiano: Marco non è più solo e con Giulia trova nuovi spazi e rinnovati equilibri in un appartamento più grande…fino all’arrivo di Leo, che completa la famiglia e necessita, insieme a mamma e papà, di una casa ancora diversa. Infine Leo cresce ed è il suo turno di trovare un nuovo nido, dove iniziare a scrivere la propria storia. Fil rouge di questa vita che scorre ed evolve è Immobiliare.it, l’alleato sempre perfetto per trovare la casa ideale.

«Con l’idea alla base di questo nuovo spot, abbiamo espresso la missione che Immobiliare.it ha fin dall’inizio della sua storia: rendere semplice e veloce la ricerca della casa perfetta – commenta Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.itÈ per questo che siamo sempre attenti a trovare le soluzioni tecnologiche migliori per i nostri utenti che, tramite il sito e l’app, possono contare su un’offerta sempre aggiornata, con oltre un milione di annunci, adatta appunto a ogni fase della loro vita».

Il video sarà diffuso nei formati da 45, 30 e 15 secondi. In quest’ultimo caso i protagonisti della storia racconteranno quanto sia stato di grande aiuto Immobiliare.it nella ricerca della casa, grazie all’utilizzo dei filtri che permettono di selezionare gli annunci in base alla fascia di prezzo, alle caratteristiche desiderate o, ancora, in base alla zona in cui si vuole vivere, tramite la ricerca su mappa. Tutti e tre i formati si chiudono, per la prima volta dall’esordio in TV di Immo, con un sound logo.

La pianificazione ha coinvolto tutti i principali network televisivi italiani. È possibile vedere lo spot al seguente link: https://youtu.be/ujbsBgtkHG4

«Lavoro con Immobiliare.it fin dal lancio della sua comunicazione – ha dichiarato Niccolò Brioschi, direttore creativo esecutivo e partner di PicNic Da allora Immobiliare.it è entrata con la sua semplicità e disponibilità nella vita di tutti. Per questo oggi abbiamo voluto rappresentare nello spot diversi target: giovani, coppie di innamorati, famiglie… Tutti nelle loro case, piccole o grandi che siano, ma sempre uniche e perfette per loro. E con un comune denominatore: Immobiliare.it».

Scheda tecnica

Agenzia: PicNic

Direttore Creativo esecutivo: Niccolò Brioschi

Casa di Produzione: The Big Mama

Producer: Lorenzo Borsetti

Registi: Belloni & Consonni

Direttore della fotografia: Luca Costantini

Post Produzione Video: Videozone

Post Produzione Audio: Screenplay

Sound Logo: Max Pelan

Olimpico batte Artemio Franchi: i tifosi di Roma e Lazio sono quelli che devono spendere di più per comprare casa vicino al loro stadio

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Economia

A poche giornate dal fischio d’inizio del campionato di calcio, la domenica per gli italiani ha tutto un altro sapore. E quale tifoso non sognerebbe di avere lo stadio della sua squadra del cuore proprio sotto casa? Se lo è chiesto Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it), che ha analizzato i costi delle abitazioni in vendita e in affitto nelle zone degli stadi della serie A, scoprendo come i tifosi di Roma e Lazio siano quelli che devono mettere in conto i budget più alti.

Se si parla di vendita, infatti, chi non riesce a pensare a una vita lontano dallo Stadio Olimpico deve spendere in media € 3.570 al metro quadro. Tra le squadre della serie A la fede calcistica costa cara anche ai tifosi della Fiorentina: qui gli irriducibili della domenica sportiva spendono € 3.564 al mq per comprare casa a due passi dall’Artemio Franchi. Chiude la classifica delle città in cui vivere con vista stadio costa di più il capoluogo meneghino, dove nei dintorni del Giuseppe Meazza, infatti, un metro quadro in vendita costa ai tifosi € 3.219. Benevento, Crotone e Sassuolo regalano invece ai supporter i prezzi più bassi della serie A: comprare in zona Ciro Vigorito costa € 1.167 al mq (circa un terzo rispetto al prezzo rilevato in zona Stadio Olimpico); servono € 1.220 in zona Ezio Scida, a Crotone, e € 1.264 in zona Mapei Stadium, a Reggio Emilia.

Per quanto riguarda l’affitto, sono i tifosi di Inter e Milan a spendere di più se vogliono recarsi a piedi allo stadio: un bilocale da 65mq in zona San Siro costa infatti in media € 1.034 al mese. Per un appartamento della stessa metratura, nei pressi dei campi di calcio, si spendono € 973 a Roma e € 820 a Firenze. I tifosi più fortunati, almeno per quanto riguarda i prezzi degli immobili, sono quelli del Crotone: € 337 al mese per seguire direttamente dal proprio bilocale in affitto le imprese della squadra del cuore.

E se si parla di serie A non si può dimenticare la Juventus. Guardare la Vecchia Signora da un balcone di un bilocale con affaccio sull’Allianz Stadium costa in media € 546, poco più di quanto costa lo stesso tipo di appartamento ai cugini granata, in zona Stadio Olimpico Grande Torino (€ 529). Per comprare una casa, i tifosi del capoluogo piemontese devono invece investire rispettivamente € 1.648 e € 1.632 al mq. Bologna e Napoli si seguono a breve distanza sia per quanto riguarda i prezzi degli affitti che delle vendite. Affittare un bilocale in zona Renato dall’Ara costa € 731, poco più di quanto spendono i tifosissimi del San Paolo (€ 718). Poca differenza anche per quanto riguarda le vendite nelle due città: il prezzo al mq vicino ai due stadi è rispettivamente di € 2.851 e € 2.637.

Fuori sede: prezzi delle stanze ancora in aumento. Affittare una singola costa 416 euro al mese (+9% negli ultimi tre anni)

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Ricomincia la corsa alla ricerca di un alloggio da parte degli studenti fuori sede che si allontanano da casa e hanno bisogno di una stanza per il nuovo anno accademico. Ma quanto bisogna mettere in conto per l’affitto? Le notizie per loro non sono positive, considerando che secondo l’Ufficio Studi di Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it), nelle 14 città più popolate da fuori sede, i prezzi risultano in aumento per il terzo anno consecutivo. Per una camera singola, in Italia, si spendono mediamente 416 euro al mese, cifra che equivale al 4% in più rispetto allo scorso anno e addirittura al 9% in più in confronto a tre anni fa.

«Negli ultimi anni abbiamo osservato una costante crescita della domanda di stanze e posti letto in affitto – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.itSe un tempo era prerogativa degli universitari fuori sede, l’Home Sharing ha guadagnato popolarità anche fra i lavoratori, non solo come forma di risparmio ma come nuovo stile di vita giovane e alla moda. Ne è conseguito un aumento dei prezzi delle locazioni, a cui, riducendo la quota di sommerso, hanno contribuito anche misure come il canone concordato e la cedolare secca.»

La mappa dei prezzi nelle città dei fuori sede

Come negli anni passati, quando si parla di stanze in affitto, Milano è la città in cui si deve mettere in conto la cifra più alta. I 528 euro mensili richiesti mediamente per una singola, segnano un +4% rispetto allo scorso anno. A crescere maggiormente, però, sono i costi per la locazione di un posto letto in doppia: la spesa media è di 388 euro, il 12% in più in confronto al 2016. Ma chi non si accontenta e vuole vivere nelle zone più trendy, come i Navigli o Porta Nuova, deve prendere in considerazione budget che superano i 610 euro per una stanza singola.

Rimangono stabili, rispetto all’anno scorso, i prezzi delle singole a Roma: qui servono mediamente 439 euro. Sono aumentati sensibilmente, di contro, i costi di chi vive nelle camere doppie e si trova a pagare l’11% in più rispetto al 2016, vale a dire 333 euro al mese. Se il territorio molto ampio della Capitale consente di risparmiare rispetto a Milano, vivere nel cuore storico della città e nelle zone più vicine alle facoltà universitarie fa lievitare i costi, che superano i 500 euro al mese per le singole.

La terza in classifica, Firenze, è la città che quest’anno ha visto più delle altre aumentare i prezzi delle locazioni di stanze: per una singola si spendono 401 euro, mentre per un posto in doppia 284 euro, rispettivamente il 13% e 14% in più rispetto al 2016.

Torna quarta Bologna che, a seguito di un aumento di circa l’8,5% dei costi, richiede ai suoi fuori sede una media di 355 euro al mese per una singola e 260 euro per un posto in doppia. Segue a stretto giro Torino, dove i prezzi appaiono più stabili, e in cui una camera costa mediamente 344 euro.

Crescono del 2% i canoni richiesti a Siena, dove per la singola si spendono 336 euro e per la doppia 245 euro a posto letto. Chi sceglie Venezia per studiare o lavorare deve metter in conto una spesa più alta dell’anno scorso: +6% per le singole (333 euro) e +10% per un posto in doppia (252 euro).

Superano di poco i 300 euro i costi per le singole a Napoli, Pisa e Pavia; ma nel capoluogo partenopeo si è assistito a un maggiore aumento dei prezzi delle doppie, cresciuti del 14% in un anno (240 euro al mese).

Le due città siciliane di Palermo e Catania si confermano in assoluto le più economiche per le locazioni dei fuori sede. Se però nella prima i prezzi delle stanze sono aumentati di circa il 10%, nella seconda gli alloggi risultano più economici dell’anno scorso, con costi ribassati del 2%.