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Federica Tordi

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REMISE EN FORME D’AUTUNNO: PER IL CAMBIO DI STAGIONE SI SPENDE MEDIAMENTE IL 7% IN PIÙ RISPETTO AL RESTO DELL’ANNO

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Lifestyle

È arrivato l’autunno e insieme alla stagione cambiano anche le coccole di bellezza da riservare al proprio corpo. Uala.it (www.uala.it), il sito e applicazione leader in Italia dedicato al mondo beauty, ha analizzato i trend dei trattamenti di bellezza durante il cambio di stagione, fotografando quali siano quelli irrinunciabili e quanto dovremo spendere per preparare il corpo all’arrivo del freddo.

Autunno: quanto ci costi?

Per farsi belle nel 2016 le donne hanno speso mediamente 475 euro contro gli appena 203 degli uomini, cifra che segna comunque un aumento del 6% sulla spesa complessiva rispetto all’anno precedente. Nei periodi di cambio stagione si spende mediamente il 7% in più rispetto al resto dell’anno. Per prepararsi ai rigori dell’inverno e per riparare ai danni dell’estate, il portale ha stimato che in media si spenderanno 30 euro per i capelli, 60 euro per il viso, 15 euro per mani o piedi e 70 euro per corpo. 175 euro complessivi per salutare belli e in ordine l’arrivo della nuova stagione. Ma quali sono i trattamenti che rientrano in queste spese extra?

Viso e capelli: il protagonista dell’autunno è l’argan

Definitivamente chiusa la stagione del sole e della salsedine, la parola d’ordine è ristrutturare. Per i capelli i trattamenti preferiti sono quelli al collagene e all’argan. Quest’ultimo, in particolare, segna un +17% di richieste rispetto all’anno scorso. Per il viso i preferiti d’autunno sono i trattamenti a base di acido ialuronico e vitamina E che favoriscono la formazione di collagene, soprattutto per ovviare al problema delle labbra screpolate. Per l’idratazione della pelle invece, la fanno da padroni ceramidi, glicerina e c’era d’api. Come per i capelli, anche per il viso il vero protagonista del cambio di stagione è l’argan. L’olio di questa pianta portentosa fa concorrenza ai tradizionali trattamenti a base di oli vegetali, burri di karité e joboba e registra un aumento sia nei servizi che nelle richieste.

Scrub sì, ma con i sali dell’Himalaya

Per quanto riguarda il corpo, dopo la flessione registrata a settembre, a ottobre è picco di richieste per scrub e peeling. Nel dettaglio sono molto richiesti quelli agli ultrasuoni (+8% rispetto allo scorso anno) e con acido mandelico (+12%). Tendenza dell’autunno 2017 anche lo scrub corpo con bagno di vapore, oltre a un ritorno di moda dello scrub con i sali rosa dell’Himalaya. Per mani e piedi tra i preferiti degli italiani, oltre ai trattamenti alla paraffina, stanno aumentando le richieste di quelli a base di acido ialuronico, proteine della seta, calendula e iperico.

Chicche di stagione: i trattamenti all’uva

L’autunno è la stagione della vendemmia, ma come approfittare a pieno dei benefici dell’uva? Si chiama ampeloterapia il trattamento che sfrutta le proprietà di questo frutto per eliminare le tossine, rimuovendo gli eccessi di radicali liberi e proteggendo il corpo dall’arrivo del freddo. Sono le SPA più esclusive a offrire questi trattamenti decisamente autunnali. Chi desidera togliersi qualche sfizio e regalarsi una coccola rigenerante prima del grande freddo può provare il bagno alle vinacce. Distesi sulla pietra calda, ci si gode un peeling con i vinaccioli. Oppure l’avvolgimento nel mosto: un impacco che dona alla pelle una sensazione di morbidezza e rinascita. Il costo per queste chicche di stagione varia in base alla città e alla durata del trattamento: in media si parte da 70 euro per quelli di un’ora fino ad arrivare agli oltre 150 euro per quelli di due ore e mezza.

“L’obiettivo di Uala.it è aiutare gli utenti a prenotare il proprio trattamento in modo semplice e veloce, avendo la sicurezza di trovare sul portale un portfolio dei migliori professionisti” racconta Alessandro Bruzzi, CEO di Uala.itChe la necessità sia quella di prenotare un trattamento che fa parte della propria beauty routine o, come nel caso dei massaggi al vino, si tratti di uno sfizio di stagione, con Uala si ha la garanzia di poter riservare la propria coccola di bellezza 24/7, in completa autonomia e in tempo reale.”

Finisce l’estate ma non la voglia di mare: a settembre e ottobre le mete più richieste sono ancora quelle balneari

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Italia, Turismo

Spiagge poco affollate, temperature piacevoli e prezzi inferiori rispetto all’alta stagione spingono sempre più italiani a scegliere il mare per le loro vacanze fuori stagione. Secondo un’analisi condotta da CaseVacanza.it (http://www.casevacanza.it), circa il 45% delle richieste di alloggi per settembre e ottobre si è concentrato fra Puglia, Toscana e Sicilia.

La voglia di mare non si spegne e la Puglia è la regina indiscussa anche nel periodo di coda dell’estate: qui si è concentrato il 18% delle richieste. Seguono le località marittime toscane, che hanno raccolto il 14% delle preferenze e, al terzo posto, quelle della Sicilia con il 13%.

Scorrendo la classifica delle dieci regioni più richieste, compare anche la Sardegna, seguita da Liguria, Lazio ed Emilia Romagna. A chiudere la top 10 delle mete più richieste per le vacanze di inizio autunno si trovano Campania, Marche e Veneto.

Settembre e ottobre risultano i mesi in cui si effettuano ancora soggiorni mediamente lunghi: la durata della permanenza, infatti, equivale a circa sette notti. Per una casa vacanza che può ospitare quattro persone, nel mese di settembre, si spendono in media 490 euro a settimana. A ottobre i prezzi scendono ulteriormente, per arrivare a una media di circa 450 euro.

Le località più gettonate

La meta più richiesta è Lampedusa: l’isola quest’anno ha vissuto un vero e proprio boom di interesse da parte dei turisti, che l’hanno incoronata regina di questo periodo grazie anche ai prezzi più bassi rispetto ad agosto, quando era la destinazione in cui si è speso di più per un affitto turistico.

Al secondo posto delle preferenze si trova un’altra siciliana, San Vito Lo Capo. La provincia di Lecce è quella più presente nella classifica, e piazza nella top 10 ben cinque delle sue località: Baia Verde, Torre Lapillo, Gallipoli, Torre dell’Orso e Porto Cesareo.

«Sono sempre di più le persone che scelgono di prenotare le vacanze nei mesi di settembre e ottobre – riporta Francesco Lorenzani, CEO di Feries SrlQuesto consente loro di avere diversi vantaggi: in primo luogo si può ottenere un risparmio di circa il 30% rispetto alle tariffe degli alloggi applicate ad agosto; in seconda battuta i viaggiatori possono contare su un’offerta di case vacanza più ampia, rischiando meno il “tutto esaurito” che questa estate si è registrato in molte delle località più ambite.»

Interi borghi italiani in vendita sul web

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Affari, Casa e Giardino, Italia

Dopo l’approvazione all’unanimità da parte della Camera, la legge salva-borghi è ora in Senato. In attesa di scoprire se il finanziamento da 100 milioni di euro per salvare i piccoli gioielli italiani dallo spopolamento sarà effettivamente erogato, Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it) ha scovato degli annunci fra le sue pagine che hanno per oggetto proprio la vendita di interi borghi.

Dall’Umbria alla Toscana, fino ad arrivare alla Campania, tutto il territorio italiano è costellato di piccoli agglomerati di case, spesso di origine medievale: alcuni di questi sono stati trasformati in resort o agriturismi, altri versano in condizioni di abbandono. La varietà di quelli in vendita è molto vasta e lo dimostrano i prezzi che vanno da un minimo di circa 200mila euro a un massimo di quasi 6 milioni. Senza però considerare che in alcuni casi il costo rimane un mistero e viene rivelato solo a chi realmente interessato.

Partendo dal più economico, si tratta di un piccolo borgo nei pressi di Rocca d’Evandro, in provincia di Caserta: per 230mila euro è possibile acquistare un complesso di cinque appartamenti, alcuni dei quali abitati, dotato anche di stalle e cantine e di un terreno da 20mila metri quadrati.

Serve circa il doppio per comprare un borgo umbro in provincia di Terni, nei pressi di Monteleone d’Orvieto. Come si legge nell’annuncio, l’origine di questo agglomerato a poca distanza dal castello di Fabbro risale all’ epoca quattrocentesca, mentre la chiesetta al suo interno è stata edificata nel ‘700. Gli oltre 50 vani sono distribuiti all’interno di spesse mura in pietra e la proprietà vanta anche una grotta molto ampia, bellissimi soffitti a cassettoni, una sala biliardo e cinque ettari di terreno.

Per un prezzo poco al di sotto dei 2 milioni di euro, si trovano in vendita tre borghi toscani distribuiti tra la provincia di Firenze e quella di Siena. Nel comune di San Gimignano per 1,8 milioni è in vendita un borgo composto da tre strutture già attrezzate per la ricezione turistica; a San Casciano Val di Pesa, nelle colline fiorentine, è in vendita per poco più di 1,9 milioni un agglomerato di varie unità da ristrutturare risalenti al 1200. Risale alle fine dell’800 la villa padronale del borgo in zona Fiesole, in provincia di Firenze: per acquistare l’intero borgo servono quasi 2 milioni di euro.

A Fivizzano, in provincia di Massa Carrara, è in vendita Borgo dei Vegnuti per circa 3 milioni di euro: si tratta di un borgo medievale costruito in pietra e adibito a struttura ricettiva. Si arriva a superare la cifra di 5 milioni per un borgo nella campagna di Pescaglia, in provincia di Lucca, dove si contano due palazzine gotiche, una villa del ‘500, una cappella privata, una vasca e una sorgente di acqua oligominerale e povera di sodio, come si legge nell’annuncio.

Rimane un mistero il costo del borgo in vendita nei pressi di Cinigiano, in provincia di Grosseto: un progetto di ristrutturazione in corso ha unito sapientemente elementi di modernità all’inconfondibile stile toscano. Qui i più fortunati possono comprare l’intero complesso, ma è possibile anche pensare all’acquisto di singole abitazioni.

Immobiliare.it torna in TV con un nuovo spot

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia, TV

Ogni fase della vita merita la casa perfetta”: è questo il claim del nuovo spot di Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it), in onda sui principali network televisivi italiani da domenica 17 settembre.

La campagna nasce dalla rinnovata collaborazione con PicNic, l’agenzia che ne ha curato la creatività e vede come protagonista l’evolversi della vita di un ragazzo che affronta fasi ed esigenze diverse. Lo spot si apre con un emozionato Marco che, impacciato ma entusiasta, entra con gli scatoloni nella sua prima casa da single. Ben presto le esigenze raddoppiano: Marco non è più solo e con Giulia trova nuovi spazi e rinnovati equilibri in un appartamento più grande…fino all’arrivo di Leo, che completa la famiglia e necessita, insieme a mamma e papà, di una casa ancora diversa. Infine Leo cresce ed è il suo turno di trovare un nuovo nido, dove iniziare a scrivere la propria storia. Fil rouge di questa vita che scorre ed evolve è Immobiliare.it, l’alleato sempre perfetto per trovare la casa ideale.

«Con l’idea alla base di questo nuovo spot, abbiamo espresso la missione che Immobiliare.it ha fin dall’inizio della sua storia: rendere semplice e veloce la ricerca della casa perfetta – commenta Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.itÈ per questo che siamo sempre attenti a trovare le soluzioni tecnologiche migliori per i nostri utenti che, tramite il sito e l’app, possono contare su un’offerta sempre aggiornata, con oltre un milione di annunci, adatta appunto a ogni fase della loro vita».

Il video sarà diffuso nei formati da 45, 30 e 15 secondi. In quest’ultimo caso i protagonisti della storia racconteranno quanto sia stato di grande aiuto Immobiliare.it nella ricerca della casa, grazie all’utilizzo dei filtri che permettono di selezionare gli annunci in base alla fascia di prezzo, alle caratteristiche desiderate o, ancora, in base alla zona in cui si vuole vivere, tramite la ricerca su mappa. Tutti e tre i formati si chiudono, per la prima volta dall’esordio in TV di Immo, con un sound logo.

La pianificazione ha coinvolto tutti i principali network televisivi italiani. È possibile vedere lo spot al seguente link: https://youtu.be/ujbsBgtkHG4

«Lavoro con Immobiliare.it fin dal lancio della sua comunicazione – ha dichiarato Niccolò Brioschi, direttore creativo esecutivo e partner di PicNic Da allora Immobiliare.it è entrata con la sua semplicità e disponibilità nella vita di tutti. Per questo oggi abbiamo voluto rappresentare nello spot diversi target: giovani, coppie di innamorati, famiglie… Tutti nelle loro case, piccole o grandi che siano, ma sempre uniche e perfette per loro. E con un comune denominatore: Immobiliare.it».

Scheda tecnica

Agenzia: PicNic

Direttore Creativo esecutivo: Niccolò Brioschi

Casa di Produzione: The Big Mama

Producer: Lorenzo Borsetti

Registi: Belloni & Consonni

Direttore della fotografia: Luca Costantini

Post Produzione Video: Videozone

Post Produzione Audio: Screenplay

Sound Logo: Max Pelan

Olimpico batte Artemio Franchi: i tifosi di Roma e Lazio sono quelli che devono spendere di più per comprare casa vicino al loro stadio

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Economia

A poche giornate dal fischio d’inizio del campionato di calcio, la domenica per gli italiani ha tutto un altro sapore. E quale tifoso non sognerebbe di avere lo stadio della sua squadra del cuore proprio sotto casa? Se lo è chiesto Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it), che ha analizzato i costi delle abitazioni in vendita e in affitto nelle zone degli stadi della serie A, scoprendo come i tifosi di Roma e Lazio siano quelli che devono mettere in conto i budget più alti.

Se si parla di vendita, infatti, chi non riesce a pensare a una vita lontano dallo Stadio Olimpico deve spendere in media € 3.570 al metro quadro. Tra le squadre della serie A la fede calcistica costa cara anche ai tifosi della Fiorentina: qui gli irriducibili della domenica sportiva spendono € 3.564 al mq per comprare casa a due passi dall’Artemio Franchi. Chiude la classifica delle città in cui vivere con vista stadio costa di più il capoluogo meneghino, dove nei dintorni del Giuseppe Meazza, infatti, un metro quadro in vendita costa ai tifosi € 3.219. Benevento, Crotone e Sassuolo regalano invece ai supporter i prezzi più bassi della serie A: comprare in zona Ciro Vigorito costa € 1.167 al mq (circa un terzo rispetto al prezzo rilevato in zona Stadio Olimpico); servono € 1.220 in zona Ezio Scida, a Crotone, e € 1.264 in zona Mapei Stadium, a Reggio Emilia.

Per quanto riguarda l’affitto, sono i tifosi di Inter e Milan a spendere di più se vogliono recarsi a piedi allo stadio: un bilocale da 65mq in zona San Siro costa infatti in media € 1.034 al mese. Per un appartamento della stessa metratura, nei pressi dei campi di calcio, si spendono € 973 a Roma e € 820 a Firenze. I tifosi più fortunati, almeno per quanto riguarda i prezzi degli immobili, sono quelli del Crotone: € 337 al mese per seguire direttamente dal proprio bilocale in affitto le imprese della squadra del cuore.

E se si parla di serie A non si può dimenticare la Juventus. Guardare la Vecchia Signora da un balcone di un bilocale con affaccio sull’Allianz Stadium costa in media € 546, poco più di quanto costa lo stesso tipo di appartamento ai cugini granata, in zona Stadio Olimpico Grande Torino (€ 529). Per comprare una casa, i tifosi del capoluogo piemontese devono invece investire rispettivamente € 1.648 e € 1.632 al mq. Bologna e Napoli si seguono a breve distanza sia per quanto riguarda i prezzi degli affitti che delle vendite. Affittare un bilocale in zona Renato dall’Ara costa € 731, poco più di quanto spendono i tifosissimi del San Paolo (€ 718). Poca differenza anche per quanto riguarda le vendite nelle due città: il prezzo al mq vicino ai due stadi è rispettivamente di € 2.851 e € 2.637.

Fuori sede: prezzi delle stanze ancora in aumento. Affittare una singola costa 416 euro al mese (+9% negli ultimi tre anni)

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Ricomincia la corsa alla ricerca di un alloggio da parte degli studenti fuori sede che si allontanano da casa e hanno bisogno di una stanza per il nuovo anno accademico. Ma quanto bisogna mettere in conto per l’affitto? Le notizie per loro non sono positive, considerando che secondo l’Ufficio Studi di Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it), nelle 14 città più popolate da fuori sede, i prezzi risultano in aumento per il terzo anno consecutivo. Per una camera singola, in Italia, si spendono mediamente 416 euro al mese, cifra che equivale al 4% in più rispetto allo scorso anno e addirittura al 9% in più in confronto a tre anni fa.

«Negli ultimi anni abbiamo osservato una costante crescita della domanda di stanze e posti letto in affitto – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.itSe un tempo era prerogativa degli universitari fuori sede, l’Home Sharing ha guadagnato popolarità anche fra i lavoratori, non solo come forma di risparmio ma come nuovo stile di vita giovane e alla moda. Ne è conseguito un aumento dei prezzi delle locazioni, a cui, riducendo la quota di sommerso, hanno contribuito anche misure come il canone concordato e la cedolare secca.»

La mappa dei prezzi nelle città dei fuori sede

Come negli anni passati, quando si parla di stanze in affitto, Milano è la città in cui si deve mettere in conto la cifra più alta. I 528 euro mensili richiesti mediamente per una singola, segnano un +4% rispetto allo scorso anno. A crescere maggiormente, però, sono i costi per la locazione di un posto letto in doppia: la spesa media è di 388 euro, il 12% in più in confronto al 2016. Ma chi non si accontenta e vuole vivere nelle zone più trendy, come i Navigli o Porta Nuova, deve prendere in considerazione budget che superano i 610 euro per una stanza singola.

Rimangono stabili, rispetto all’anno scorso, i prezzi delle singole a Roma: qui servono mediamente 439 euro. Sono aumentati sensibilmente, di contro, i costi di chi vive nelle camere doppie e si trova a pagare l’11% in più rispetto al 2016, vale a dire 333 euro al mese. Se il territorio molto ampio della Capitale consente di risparmiare rispetto a Milano, vivere nel cuore storico della città e nelle zone più vicine alle facoltà universitarie fa lievitare i costi, che superano i 500 euro al mese per le singole.

La terza in classifica, Firenze, è la città che quest’anno ha visto più delle altre aumentare i prezzi delle locazioni di stanze: per una singola si spendono 401 euro, mentre per un posto in doppia 284 euro, rispettivamente il 13% e 14% in più rispetto al 2016.

Torna quarta Bologna che, a seguito di un aumento di circa l’8,5% dei costi, richiede ai suoi fuori sede una media di 355 euro al mese per una singola e 260 euro per un posto in doppia. Segue a stretto giro Torino, dove i prezzi appaiono più stabili, e in cui una camera costa mediamente 344 euro.

Crescono del 2% i canoni richiesti a Siena, dove per la singola si spendono 336 euro e per la doppia 245 euro a posto letto. Chi sceglie Venezia per studiare o lavorare deve metter in conto una spesa più alta dell’anno scorso: +6% per le singole (333 euro) e +10% per un posto in doppia (252 euro).

Superano di poco i 300 euro i costi per le singole a Napoli, Pisa e Pavia; ma nel capoluogo partenopeo si è assistito a un maggiore aumento dei prezzi delle doppie, cresciuti del 14% in un anno (240 euro al mese).

Le due città siciliane di Palermo e Catania si confermano in assoluto le più economiche per le locazioni dei fuori sede. Se però nella prima i prezzi delle stanze sono aumentati di circa il 10%, nella seconda gli alloggi risultano più economici dell’anno scorso, con costi ribassati del 2%.

Finisce all’asta la villa dove morì Pablo Picasso

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Casa e Giardino, Lifestyle

Bella e dannata, è così che si può definire la maestosa proprietà di Mougins, in Costa Azzurra, dove Pablo Picasso visse i suoi ultimi dodici anni, dal 1961 alla morte nel 1973. Una proprietà mastodontica, immersa nel verde, con vista sul mare più famoso della Francia, che non trova pace e che oggi è finita all’asta con una base di partenza di 20,2 milioni di euro, come si legge nell’annuncio pubblicato su LuxuryEstate.com (https://www.luxuryestate.com), partner di Immobiliare.it per gli immobili di lusso.

E se questa cifra potrà sembrare già alta a qualcuno, è bene ricordare che solo l’anno scorso la villa era stata venduta, per circa 220 milioni di euro. Chissà a quanto se l’aggiudicherà il fortunato vincitore dell’asta, che si terrà il prossimo 12 ottobre, curata dall’agenzia olandese Residence 365.

La storia di questa proprietà, una volta morto Picasso, è più che controversa. Qui la sua ultima moglie, Jacqueline, che non aveva più toccato nulla in casa – neppure i suoi occhiali, rimasti dove lui li aveva lasciati – si sparò, togliendosi la vita, nel 1986. Per oltre 30 anni la casa rimase abbandonata, contenendo opere dell’artista dal valore di circa un miliardo di euro.

Tra il 2007 e il 2008 la villa fu acquistata e ristrutturata a opera dell’architetto belga Axel Vervoordt. I lavori coinvolsero oltre cento operai che, sotto la sua guida, trasformarono la dimora in una proprietà di lusso contemporanea e preziosa. Oggi la villa si presenta con un arredamento moderno e ricercato, ma la struttura mantiene intatte le caratteristiche di quando Picasso trovava ispirazione nelle sue stanze.

Fu proprio l’artista a ingrandire la casa padronale con uno studio spazioso in cui lavorare, spesso di notte, senza distrazioni. Oggi gli interni contano circa 1.800 metri quadri, divisi fra l’edificio principale, quello per gli ospiti e un altro nel giardino, accanto alla bellissima piscina, dove sono ospitati un centro benessere, con sale massaggi e bagni turchi, spogliatoi e palestra.

Gli otto acri di terreno che circondano la proprietà sono stati ugualmente restaurati nel rispetto dell’originale, con ulivi secolari, roseti, gradini in pietra, fontane e terrazze.

La sapiente e lussuosa opera di ristrutturazione, aveva portato il vecchio proprietario a vendere la villa alla fine del 2016 per circa 220 milioni di euro a un finanziere del Brunei. Non sono note le cause per cui la proprietà sarà battuta all’asta.

Il Trentino Alto Adige è la regione più attrezzata per soggiorni family-friendly in agriturismo

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Italia, Turismo, Viaggi

Dove crescono i pomodori? E come nasce un pulcino? Non lo sanno molti bambini che, abituati alla città, hanno perso il contatto con la natura. Per avvicinare le famiglie ad una forma di ospitalità che faccia riscoprire ai più piccoli la bellezza della terra, Agriturismo.it (http://www.agriturismo.it), sito leader in Italia per il settore della ricezione in agriturismo, lancia l’iniziativa Mese dei Bambini e svela i risultati di uno studio tutto dedicato alle famiglie.

Agriturismi family-friendly: il maggior numero di strutture si trova in Trentino Alto Adige

Famoso per le bellezze paesaggistiche e per la natura incontaminata, il Trentino Alto Adige è meta blasonata per gli amanti del verde e delle montagne. Ma non solo: la regione vanta anche il primato per l’accoglienza dei più piccoli in agriturismo. In Trentino Alto Adige ben il 74% degli agriturismi che si danno visibilità online, infatti, è a misura di bambino. Si sono distinti anche Abruzzo e Marche, dove oltre la metà degli agriturismi risulta family-friendly. Fuori dal podio, seppur di poco, la Lombardia (49,5%); chiude la classifica delle dieci regioni con la percentuale maggiore di strutture per famiglie il Friuli Venezia Giulia, con il 40,7%.

Toscana, Campania e Sicilia in cima ai desideri di chi viaggia con i bambini

Ma quali sono le destinazioni italiane preferite dalle famiglie? Il portale ha stilato non solo la classifica delle regioni in cui la ricettività è più pronta ad accoglierle, ma anche la top 10 delle destinazioni più ricercate sul web da chi viaggia con bambini. La Toscana è di fatto la meta più richiesta con oltre 600 agriturismi pronti a soddisfare le esigenze dei più piccoli. Bisogna scorrere fino alla settima posizione delle destinazioni più ricercate dalle famiglie per ritrovare il Trentino Alto Adige. Seconda e terza tra le mete più desiderate dai genitori sono Campania e Sicilia.

Il Mese dei Bambini di Agriturismo.it: per tutto settembre bambini gratis e attività esclusive

Anche per il 2017 Agriturismo.it ha deciso di dedicare un periodo speciale ai bambini. Dal 1 settembre al 1 ottobre, per ogni adulto pagante un bambino avrà diritto a soggiornare e mangiare gratuitamente in una delle circa 200 strutture che, sul portale, hanno aderito all’iniziativa Mese dei bambini. Sulla landing page dedicata è possibile consultare tutti i dettagli. In Trentino Alto Adige, ad esempio, le famiglie potranno rilassarsi all’Agritur al Paradis, in provincia di Trento, che organizza visite guidate nella propria azienda frutticola e orticola. A Tabiano-Mezzapiaggia in provincia di Siena, invece, i bambini potranno prendersi cura degli animali della fattoria dando loro da mangiare, coccolandoli e provando addirittura l’esperienza della mungitura.

Uala.it acquisisce il dominio web Vaniday.it

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Aziende, Beauty & Wellness, Nuovo Sito Web

Uala.it (https://www.uala.it), sito e applicazione per la prenotazione online di saloni di bellezza, parrucchieri, estetisti e centri benessere, ha annunciato l’acquisizione del dominio web Vaniday.it (https://www.vaniday.it), lanciato in Italia nell’aprile 2015.

«L’acquisizione del dominio Vaniday.it rappresenta una tappa fondamentale per la crescita della nostra web company in un settore promettente come quello della prenotazione online dei trattamenti di bellezza e benessere» dichiara Alessandro Bruzzi, co-fondatore e CEO di Uala.it.

Così come già accaduto per gli hotel, i voli aerei e, più recentemente, per i ristoranti, anche nel mondo beauty le prenotazioni online e su app risultano in forte crescita (+70% nell’ultimo anno). Nel 2015 Uala.it ha ricevuto 5 milioni di euro di finanziamenti da Immobiliare.it, con l’obiettivo di sviluppare software e servizi dedicati a questo nuovo settore.

Molte startup legate alla bellezza sono nate in Europa negli scorsi anni; tuttavia è già in corso un processo di consolidamento, dovuto in gran parte ai costi legati allo sviluppo tecnologico e agli investimenti in pubblicità. A maggio di quest’anno, Uala.it ha acquistato la maggioranza della società leader in Spagna e Portogallo, Bucmi.com (https://www.bucmi.com), sua omologa in questi mercati.

Parallelamente al cambiamento delle abitudini degli utenti, la digitalizzazione del mondo beauty sta coinvolgendo anche la gestione dei saloni e dei centri estetici da parte degli operatori. In quest’ottica, Uala.it ha ideato e lanciato il software cloud Uala Business, fornito a tutti i clienti del sito.

«Grazie alla proficua collaborazione con i professionisti della bellezza, da sempre importante per la nostra azienda, siamo riusciti a sviluppare un software cloud in grado di semplificare e velocizzare attività come la gestione delle prenotazioni e del magazzino prodotti. In questo modo, per chi lavora nei saloni è più semplice concentrarsi sulla cura dell’effettivo servizio offerto ai clienti – racconta Bruzzi In Italia oltre 2.500 saloni di bellezza e centri benessere utilizzano già la nostra piattaforma: si tratta di numeri importanti, ma siamo consapevoli di essere solo all’inizio di un enorme cambiamento che sta investendo sia gli utenti sia i professionisti».

I margini d’azione sono ancora molto ampi: si stima che, ad oggi, in Italia, meno del 30% dei saloni di bellezza utilizzi software integrati per la gestione delle proprie attività; di questi solo la metà usa software web che permettono notevoli vantaggi in termini di semplicità di utilizzo e velocità. Oltre il 70% dei saloni italiani, invece, si affida ancora alle vecchie agende cartacee.

Mamme nostalgiche: quando un figlio lascia casa, oltre una famiglia su tre non riutilizza la sua cameretta

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Casa e Giardino

Italiani cocchi di mamma e papà: secondo un sondaggio di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it), quando un figlio lascia casa, oltre il 33% delle famiglie non riutilizza lo spazio della sua cameretta. Stando al campione di oltre 10mila risposte raccolte, il 20% delle stanze dei ragazzi, una volta abbandonato il nido, viene lasciato “congelato” con i loro ricordi – compresi poster e foto – mentre nel 13% dei casi i genitori continuano addirittura ad abbellire la cameretta secondo i gusti del figlio, in modo che a ogni ritorno la possa trovare sempre più accogliente e a sua disposizione.

Ma cosa accade, invece, nelle famiglie in cui si decide di riutilizzare gli spazi lasciati dai ragazzi? La soluzione più ricorrente è quella di adibirli a stanze per gli ospiti, come ha raccontato il 26% del campione. Il 15%, invece, ha lasciato la cameretta dei figli libera per i nuovi bimbi di famiglia, i nipotini, ospitando anche i loro giocattoli. Il 12% l’ha trasformata in uno studio, in cui tenere ordinati computer e stampanti e poter lavorare in tranquillità. Sono pochissimi i genitori che si abituano all’assenza del figlio al punto da trasformarne la cameretta in una stanza per gli hobby: solo il 5% dei genitori l’ha arredata con attrezzi per lo sport, per la pittura e per altre attività che richiedono spazio.

E dato che lo spazio in casa non basta mai…c’è anche chi ha deciso di far diventare la camera dei figli un ripostiglio (5%) o una lavanderia e stireria (3%).

Se queste sono le decisioni dei genitori, la percezione dei figli è piuttosto razionale rispetto al destino della loro ex-cameretta: l’82% ha risposto di non aver problemi al pensiero che il suo spazio sia riutilizzato, anzi sarebbe uno spreco non farlo. Il 10% si è detto dispiaciuto di non avere più una stanza a disposizione in casa, e il restante 8% dice di essersi addirittura sentito messo da parte, una volta che la sua cameretta è stata adibita ad altro.

A dispetto dello stereotipo del quarantenne italiano che dorme ancora da mamma e papà, il 42% degli italiani dichiara di aver dormito nella sua stanzetta fino ai 25 anni. Analizzando le risposte in base all’area geografica di provenienza, si nota che al Sud e nelle Isole è maggiore il numero di chi dichiara di aver dormito nel suo lettino solo fino ai 18 anni, lasciando il nido familiare da molto giovani per motivi legati allo studio e al lavoro: si tratta del 24% del campione, contro una media nazionale pari a poco meno del 21%. I più “mammoni” risultano essere i rispondenti dal Centro, dove oltre il 15% ha dichiarato di aver dormito nella sua cameretta fino a oltre i 30 anni, a fronte di una media nazionale pari a circa il 12%.

Per indagare sull’organizzazione degli spazi all’interno delle case italiane, il sondaggio ha chiesto anche informazioni in merito alla condivisione della cameretta da piccoli. Il 45% ha dichiarato di averla condivisa con fratelli o sorelle, percentuale che supera addirittura il 60% al Sud. Il 34% ha detto di averne avuto una tutta per sé, come i suoi fratelli/sorelle. Appena il 21% ha detto di essere figlio unico e, di conseguenza, di aver sempre dormito da solo: in questo caso la percentuale supera il 23% al Nord e si ferma ad appena l’11% a Sud.