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TheEnergyNews

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Artrosi campagna informativa “Storie di vita in movimento”

Scritto da TheEnergyNews il . Pubblicato in Salute

Roma – durante il Congresso Nazionale della SOCIETÀ ITALIANA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (S.I.O.T.), è stata presentata la campagna d’informazione STORIE DI VITA IN MOVIMENTOwww.storiedivitainmovimento.it, dedicata all’ARTROSI e ai suoi sintomi invalidanti. L’iniziativa prende il via da un’indagine del Censis che ha evidenziato il bisogno di un’informazione più efficace sulla patologia e sui disturbi ad essa correlati. Il progetto è patrocinato dalla S.I.O.T., dallaSOCIETÀ ITALIANA DI MEDICINA GENERALE E DELLE CURE PRIMARIE(S.I.M.G.), dall’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MALATI REUMATICI(ANMAR) e dal contributo non condizionante di DEPUY SYNTHES.

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È stata presentata oggi, nel corso del Congresso Nazionale della SOCIETÀ ITALIANA DI ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA (S.I.O.T.), la campagna d’informazione “STORIE DI VITA IN MOVIMENTO”, un progetto che – grazie al patrocinio della S.I.O.T., della SOCIETÀ ITALIANA DI MEDICINA GENERALE E DELLE CURE PRIMARIE (S.I.M.G.), dell’ASSOCIAZIONE NAZIONALE MALATI REUMATICI (ANMAR) e al contributo non condizionante di DEPUY SYNTHES – intende fornire validi consigli su come gestire e curare una patologia invalidante di cui soffre circa il 50% delle persone che hanno superato i 60 ANNI di età: l’artrosi.

Grazie a una serie di eventi locali e al materiale informativo consultabile sulle pagine del sito ufficiale dell’iniziativa www.storiedivitainmovimento.it) a partire da oggi verranno condivisi utili suggerimenti per alleviare i sintomi della patologia e per favorire un veloce riacquisto della capacità di movimento.

 L’artrosi, infatti, è una malattia degenerativa che danneggia le articolazioni e che è caratterizzata da lesioni progressive della cartilagine che riveste le superfici articolari e ossee. Secondo alcuni recenti studi, l’artrosi colpisce attualmente 4.000.000 di persone in Italia, una cifra rilevante che si traduce in più del 6% dell’intera popolazione che è costretto a convivere con una serie di sintomi dolorosi, come fastidi articolari, rigidità, scrosci articolari, tumefazione delle articolazioni e con una progressiva limitazione della mobilità.

 Al fine di contribuire ad arginare un fenomeno tanto diffuso quanto complesso, la campagna “STORIE DI VITA IN MOVIMENTO” si è ispirata ai risultati di un’indagine che il Censis ha condotto per analizzare l’approccio di medici e pazienti all’artrosi e alle sue alternative terapeutiche.

 Nello specifico, la ricerca ha coinvolto un campione di 50 MEDICI DI MEDICINA GENERALE e di 250 PERSONE affette da artrosi al ginocchio e all’anca, di cui il 30% È STATO SOTTOPOSTO AD UN INTERVENTO DI ARTROPROTESI.

 Grazie alla realizzazione di questo studio, è stato possibile rilevare una serie di difficoltà che impediscono ai pazienti di giungere rapidamente a un percorso di cura efficace.

 Tra queste, lo studio ha evidenziato come QUASI IL 30% dei pazienti presi in esame (circa UNA PERSONA SU TRE) abbia consultato un medico dopoOLTRE UN ANNO dalle prime problematiche, nonostante i fastidiosi e dolorosi sintomi.

 In aggiunta, ben il 28,4% degli individui ha indicato di non essere ricorso a nessuna terapia poiché preferiva sopportare il dolore.

 Un altro dei problemi riscontrato da più della metà dei pazienti – in particolare dai rispondenti senza protesi (53,3%) e da quelli del Nord e Centro Italia (59,3%) – riguarda il continuo rinvio tra più specialisti che, in genere, è terminato solo grazie alla richiesta del paziente stesso di effettuare una radiografia per arrivare a una diagnosi definitiva.

Inoltre, sebbene l’intervento chirurgico contribuisca a riacquistare la capacità di movimento e l’autonomia perduta, i pazienti del campione hanno ricevuto il consiglio di effettuarlo dallo specialista privato in poco meno della metà dei casi (47,2%). Dalle risposte, infatti, si evince che il ricorso all’impianto della protesi è valutato come più indicato solo nei casi in cui il paziente non sia più autonomo (52,0%). Ciononostante, il 76,4% dei pazienti sottoposti ad intervento hanno affermato che la terapia più efficace è proprio quella chirurgica.

Assieme alla bassa propensione a indicare l’opzione chirurgica come terapia di cura, lo studio ha evidenziato come i medici non prendano in considerazione alcuni criteri utili per la selezione del Centro presso cui ricoverare il paziente per l’impianto di una protesi: il numero di interventi eseguiti e la lunghezza delle lista d’attesa.

L’insieme di questi elementi evidenzia infine la necessità da parte dei medici di una maggiore quantità di informazione relativa alla patologia, come confermato dal 54,4% del campione.

 “L’iniziativa presentata oggi nel corso del Congresso Nazionale della S.I.O.T. è un’ulteriore conferma dell’impegno che da sempre contraddistingue la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia nel migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti dall’artrosi”, commenta il PROF. PAOLO CHERUBINO, PRESIDENTE S.I.O.T. “Promuovere una corretta comunicazione su questa patologia e sulle tecniche di cura più indicate, infatti, è un approccio che supporterà sia i medici che i pazienti ad individuare e seguire il percorso terapeutico più efficace”.

Secondo quanto rilevato dall’indagine del Censis, il medico è una figura che riveste una grande importanza nel processo di presa in carico e di gestione del paziente.

“La ricerca condotta dal Censis ha confermato come il medico di medicina generale ricopra un ruolo del tutto centrale per coloro che soffrono di artrosi del ginocchio e dell’anca”, prosegue il DOTT. CLAUDIO CRICELLI, PRESIDENTE S.I.M.G. “Secondo quanto rilevato, il medico di medicina generale rappresenta, infatti, il principale riferimento per ben il 36,3% dei pazienti analizzati. Alla luce di quest’importante evidenza, è auspicabile intensificare il processo di collaborazione tra i vari professionisti della sanità che sono specializzati nella cura dell’artrosi”.

Come per altre patologie croniche, anche nell’artrosi si possono distinguere diversi stadi, ciascuno con sintomi e segni caratteristici: nelle fasi iniziali, il dolore si acutizza con il movimento e può diminuire grazie al riposo, mentre nelle fasi più avanzate può arrivare a ostacolare il riposo notturno.

“L’artrosi è una patologia invalidante, i cui sintomi sono responsabili di un significativo calo della qualità di vita delle persone che sono costrette a convivere con questa malattia”, conclude la DOTT.SSA GABRIELLA VOLTAN, PRESIDENTE ANMAR. “Noi sappiamo quanto sia importante ricevere le cure appropriate in tempo e come l’informazione corretta giochi un ruolo determinante per facilitare una scelta tempestiva tra le diverse opzioni terapeutiche disponibili. La campagna “STORIE DI VITA IN MOVIMENTO” da noi promossa insieme alle società scientifiche è un ulteriore passo avanti per garantire alla comunità italiana di pazienti un miglioramento tangibile della propria condizione di salute”.

FONTE: STORIE DI VITA IN MOVIMENTO

Disfunzione erettile over50: La cura con Tadalafil

Scritto da TheEnergyNews il . Pubblicato in Salute

L’iperplasia prostatica benigna over50 è caratterizzata dalla necessità di urinare più spesso. Recentemente è stato confermato il collegamento fra disfunzione erettile e i fastidiosi sintomi urinari conseguenti l’ingrossamento della prostata. Tadalafil è l’unica terapia oggi disponibile per curare sia la disfunzione erettile che i sintomi urinari dell’iperplasia prostatica. Una dieta equilibrata che punti a ridurre il giro vita, riducendo glicemia e colesterolo, può inoltre proteggere la prostata e mantenere gli uomini attivi sessualmente.

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La sindrome metabolica – che comprende condizioni come il diabete di tipo 2 (quello dell’età avanzata), l’aumento del grasso al girovita, l’ipertensione, l’aumento del colesterolo e dei trigliceridi, la riduzione del testosterone – sembra avere una influenza sul comparire della iperplasia prostatica benigna, ossia l’ingrossamento della prostata, e dei sintomi urinari negli uomini over 50. Gli esperti ritengono inoltre che la sindrome metabolica sia correlata anche a una condizione di infiammazione cronica che colpirebbe, in maniera diversa, sia l’organismo nel suo insieme, sia la ghiandola prostatica, potendo essere responsabile di sintomi urinari più marcati.

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L’iperplasia prostatica benigna può iniziare a dare problemi intorno ai 50 anni e si aggrava con l’invecchiamento. La sintomatologia è caratterizzata dalla necessità di urinare più spesso, a volte con urgenza, dal bisogno di alzarsi di notte per urinare e dalla riduzione del getto delle urine. Spesso tali disturbi insorgono in uomini che soffrono di problemi sessuali: proprio recentemente infatti è stato confermato il collegamento fra disfunzione erettile e i fastidiosi sintomi urinari conseguenti all’iperplasia prostatica benigna, ossia all’ingrossamento della prostata. Nel loro complesso, questi problemi colpiscono circa 7 milioni di italiani e si stima che i sintomi urinari dell’iperplasia prostatica possano essere presenti fino al 70% dei pazienti affetti da deficit erettile. Proprio alla luce di questi numeri, è significativo che tadalafil, farmaco già molto noto per la disfunzione erettile, sia ora indicato anche per la il trattamento dei sintomi urinari derivanti dall’ingrossamento della prostata, grazie alla sua capacità di essere efficace nel migliorare con una sola dose giornaliera entrambi i disturbi al tempo stesso. Tadalafil è l’unica terapia oggi disponibile per curare sia la disfunzione erettile che i sintomi urinari dell’iperplasia prostatica.

L’infiammazione cronica potrebbe rappresentare, quindi, l’anello di congiunzione tra l’ipertrofia prostatica benigna e la sindrome metabolica e per questo una corretta alimentazione diventa fondamentale” commenta il prof. Furio Pirozzi Farina, Professore Associato di Urologia e Direttore U.O. Dip. di Urologia Andrologica dell’AOU di Sassari. La riduzione del grasso del giro vita – indotto da una dieta ad apporto calorico controllato con riduzione degli zuccheri, dei grassi totali, degli acidi grassi saturi e polinsaturi e del colesterolo – può determinare un rapido miglioramento dei disturbi urinari collegati all’ingrossamento della prostata e della funzione sessuale.

L’alimentazione ideale da consigliare a chi soffre di iperplasia prostatica benigna e sindrome metabolica dovrebbe associare cibi che non favoriscono l’infiammazione cronica ad alimenti a ridotto contenuto di grassi e zuccheri, capaci, quindi, di ridurre soprattutto l’aumento adiposo del giro vita e la glicemia. La giusta dieta deve prevedere un equilibrato apporto di acidi grassi polinsaturi: gli omega-3, presenti nei grassi animali e, particolare, in quelli di pesce (pesce azzurro, olio di pesce, crostacei) riducendo in maniera equilibrata gli omega-6, maggiormente presenti nei grassi vegetali” aggiunge il prof. Furio Pirozzi Farina.

Semaforo rosso quindi per le carni, fresche e conservate, i salumi e gli insaccati, le uova, le patatine fritte, i dolci, le bevande zuccherate, le farine raffinate ed i formaggi grassi, tutti alimenti ricchi di omega-6 e in grado quindi di favorire la produzione di sostanze ad effetto infiammatorio.

Semaforo verde, invece, per gli alimenti ricchi di omega-3 che riducono la risposta infiammatoria e in particolare la crema di riso integrale, il pesce (ricco di omega-3), l’olio extravergine di oliva, l’olio di riso; tra le verdure: carote, zucca, zucchine anche cucinate in creme, oltre a cavolo, finocchio, cicoria, rape e radici in genere. E per quanto riguarda la frutta, sembrerebbero salutari le mele o le pere cotte non zuccherate.

Bibliografia
M Gacci, et al. Metabolic syndrome and lower urinary tract symptoms: the role of Inflammation Prostate Cancer and Prostatic Disease (2013) 16, 100–105
Joan Khoo, et al. Comparing Effects of a Low-energy Diet and a High-protein Low-fat Diet on Sexual and Endothelial Function, Urinary Tract Symptoms, and Inflammation in Obese Diabetic Menj. J Sex Med 2011;8:2868–287
Prevenire i tumori mangiando con gusto. Front Cover · Anna Villarini, Giovanni Allegro. Sperling & Kupfer editori, Dec 17, 2010

FONTE: Uomo e salute

Flavio Cattaneo, Terna Italia-Francia maggiore investimento prossimi 5 anni

Scritto da TheEnergyNews il . Pubblicato in Economia

Ancora investimenti record per Terna. “Il nostro compito è puntare a ridurre i costi dovuti alla mancanza di infrastrutture. Per questo motivo investiremo altri 7,9 miliardi nei prossimi 10 anni” – ha dichiarato Flavio Cattaneo, AD della società, durante la cerimonia di avvio dei lavori per la nuova interconnessione elettrica Italia-Francia. La nuova linea, un’infrastruttura considerata strategica a livello europeo, rappresenterà il più grande elettrodotto interrato al mondo. Cattaneo: “Questo per Terna rappresenta il maggiore investimento dei prossimi 5 anni”.

Terna investirà 7,9 miliardi nei prossimi dieci anni. “Con il 2013, a partire dal 2005, completiamo 6,5 miliardi di investimenti non promessi ma realizzati. In Italia mantenere investimenti così alti credo sia importante e rimarchevole”, ha sottolineato l’ad del gruppo, Flavio Cattaneo, aggiungendo che negli ultimi 8-9 anni Terna ha realizzato importanti opere infrastrutturali.

Investimenti concordati dal 2007 che hanno prodotto benefici per 5 miliardi di euro sulle bollette italiane, ha sottolineato il top manager: “il nostro compito è puntare a ridurre i costi dovuti alla mancanza di infrastrutture. Per questo motivo”, ha aggiunto “investiremo altri 7,9 miliardi nei prossimi 10 anni”. L’ad ha parlato durante la cerimonia di avvio dei lavori per la costituzione della nuova interconnessione elettrica Italia-Francia promossa da terna a Rte. Intanto a Piazza Affari il titolo scende dell’1,31% a 3,168 euro.

La società italiana e l’omologa transalpina hanno avviato i lavori sul lato italiano della nuova linea Piemonte-Savoia, un’infrastruttura considerata strategica a livello europeo che rappresenterà a lavori ultimati, nel 2019, il più grande elettrodotto interrato al mondo. Verrà infatti steso un cavo sotterraneo di corrente continua ad alta tensione lungo una dorsale di 190 chilometri fino alla stazione francese di Grand’Ile.

L’investimento complessivo ammonta a 1,4 miliardi di euro, di cui quasi 800 milioni per il tratto italiano, somma che verrà equamente ripartita tra Terna e TransEnergia, una società di scopo partecipata pariteticamente da Sitaf e Cie (Compagnia italiana energia). Terna si è sobbarcata, inoltre, una spesa di 60 milioni per la ristrutturazione e l’ampliamento della stazione piemontese di Piossasco, da cui parte l’elettrodotto.

Il tratto francese prevede, invece, costi attorno ai 600 milioni. Per la costruzione della linea saranno impiegati oltre 500 lavoratori tra professionisti, tecnici e operai. L’indotto per la sola parte italiana impegnerà oltre 70 imprese operative in campo civile, elettromeccanico ed elettrico-energetico. Dal punto di vista economico, Terna ha stimato risparmi annui per il sistema elettrico italiano pari a 150 milioni, oltre a una maggiore sicurezza della rete con un contestuale incremento superiore al 60% sulla capacità di scambio tra i due Paesi.

“Grazie a questa opera, fortemente innovativa per soluzioni ingegneristiche, tecnologiche e ambientali, sarà possibile aggiungere un nuovo importante tassello al progetto di creazione del mercato unico dell’energia”, ha commentato il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato. “Questo per Terna rappresenta il maggiore investimento dei prossimi 5 anni”, ha aggiunto l’ad di Terna, Flavio Cattaneo. “L’opera che verrà realizzata giocherà un ruolo strategico in Europa, non solo perché ci consentirà di importare energia elettrica a minor costo, ma anche perché in prospettiva, potremo esportare quella prodotta in Italia in modo continuativo”.

FONTE: Milano Finanza

Flavio Cattaneo Linea Italia-Francia 190 km il più lungo cavo interrato al mondo

Scritto da TheEnergyNews il . Pubblicato in Economia

Terna, il via all’elettrodotto Italia-Francia, un corridoio destinato a raddoppiare la capacità di trasporto di energia elettrica e che contribuirà ad uniformare le reti elettriche nazionali. Con i suoi 190 km sarà il più lungo cavo interrato al mondo, un investimento da 1,4 miliardi di euro. 25 i comuni interessati dall’attraversamento, 70 le imprese coinvolte, 500 i posti di lavoro garantiti. L’AD di Terna Flavio Cattaneo: “Questa interconnessione, la 23a verso l’estero, garantirà una riduzione importante dei costi e maggiore sicurezza ed efficienza nella trasmissione di energia con gli altri paesi”.

Come riportato efficacemente dalla stampa nazionale e locale (come “Sole 24 Ore”, “Corriere della Sera” e “La Stampa”) la linea elettrica che sarà realizzata tra Italia e Francia (190 km da Piossasco a Grand’Ile, dei quali 95 in territorio italiano) è destinata a segnare da qui al 2019, data di fine lavori, un momento epocale per il futuro del nostro Paese ma anche per l’Europa, visto che va nella direzione dell’uniformità delle reti elettriche nazionali.

Tanti gli elementi che fanno di quest’opera una infrastruttura unica a livello mondiale e di alta ingegneria. In numeri sono emblematici: si tratta di un investimento da 1,4 miliardi di euro (800 per la parte italiana, metà dei quali a carico di Terna); praticamente ad impatto zero in quanto si avvarrà di infrastrutture esistenti sul suo cammino (è il caso della A32, Torino-Bardonecchia, ad esempio); efficace in termini di capacità di scambio (che sulla frontiera con la Francia passerà da 2600 a 4400 MW) e risparmio (per gli italiani ci sarà un minor importo sulla bolletta per circa 150 milioni di euro). Ed ancora: 25 comuni interessati dall’attraversamento, 70 imprese coinvolte, 500 posti di lavoro garantiti.

Come ribadito dall’ad Flavio Cattaneo “questa interconnessione, la 23a verso l’estero, garantirà una riduzione importante dei costi e maggiore sicurezza ed efficienza nella trasmissione di energia con gli altri paesi”. Il “Sole 24 Ore” rimarca come in effetti Terna negli ultimi 8 anni abbia investito 8 miliardi di euro con benefici per 5 miliardi nelle bollette degli italiani.

Il più grande investimento dei prossimi cinque anni. Un corridoio destinato a raddoppiare la capacità di trasporto di energia elettrica. Tanti titoli, tanti modi diversi per esaltare però in modo uniforme la nuova grande realizzazione avviata da Terna e presentata ufficialmente a Piossasco, in provincia di Torino.

FONTE: Terna

Flavio Cattaneo: Al via il nuovo elettrodotto Italia-Francia

Scritto da TheEnergyNews il . Pubblicato in Economia

Piossasco, inaugurati i lavori per il nuovo corridoio “Piemonte-Savoia” che promette di raddoppiare la capacità di trasporto della rete tra Italia e Francia e di diventare la più importante frontiera elettrica della penisola. Flavio Cattaneo, AD di Terna: «Questa opera è la 23ma interconnessione verso l’estero e consentirà una riduzione importante dei costi e maggiore sicurezza ed efficienza nella trasmissione di energia con gli altri paesi», «negli ultimi 8-9 anni Terna ha investito quasi 8 miliardi di euro con benefici per 5 miliardi nelle bollette degli italiani».

 

L’ultima interconnessione risale al 1985 quando fu ultimata la Rondissone–Albertville, la quarta linea elettrica che collegava l’Italia e i cugini d’Oltralpe. Ma il nuovo corridoio “Piemonte-Savoia”, i cui lavori sono stati inaugurati da Terna e dal suo amministratore delegato Flavio Cattaneo, promette di raddoppiare la capacità di trasporto della rete tra i due paesi (dagli attuali 2.650 a oltre 4.400 megawatt, con un incremento del 60%) e di trasformare quella con la Francia nella più importante frontiera elettrica della penisola.

Non a caso, i numeri dell’opera, benedetta dal Governo e dalla commissione europea – che ha co-finanziato gli studi di fattibilità e inserito la nuova linea tra i progetti di interessi comune per il Vecchio Continente, insieme ad altre 10 infrastrutture targate Terna – sono imponenti: 190 chilometri totalmente interrati di linea a corrente continua che entreranno in servizio per il 2019 e che collegheranno Grand’Ile (Savoia) e Piossasco, in provincia di Torino. Ed è proprio da qui, dal cuore della Val di Susa e dalla nuova stazione elettrica, frutto del riammodernamento di quella esistente (60 milioni di euro l’investimento sostenuto da Terna), che parte la nuova sfida della spa dell’alta tensione.

«Questa opera è la 23ma interconnessione verso l’estero e consentirà una riduzione importante dei costi (si stimano 150 milioni di risparmi l’anno per il sistema, ndr) e maggiore sicurezza ed efficienza nella trasmissione di energia con gli altri paesi», sottolinea il numero uno Cattaneo non prima di aver ricordato «che negli ultimi 8-9 anni Terna ha investito quasi 8 miliardi di euro con benefici per 5 miliardi nelle bollette degli italiani». «Mantenere un livello di investimento così alto – avverte l’ad – è importante e rimarchevole». E la spa dell’alta tensione intende conservare lo stesso ritmo anche negli anni a venire con un impegno di 7,9 miliardi di euro nel piano di sviluppo 2013-2022.

Intanto, però, gli occhi sono puntati sulla nuova linea, il primo progetto al mondo per lunghezza del tracciato completamente interrato e che costerà 1,4 miliardi di euro: 600 milioni per i francesi e 800 milioni per l’Italia, suddivisi a metà tra Terna e Transenergia, la società di scopo partecipata da Nemo e Sitaf, l’azienda che gestisce la Torino-Bardonecchia e il traforo del Frejus. «È un’eccellenza progettuale – rileva il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato – che ha saputo coniugare l’efficienza nel metodo e nei costi oltre che ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente». L’elettrodotto, ricorda infatti Gianni Armani, ad di Terna Rete Italia, si «snoderà in perfetta interazione con l’infrastruttura autostradale», sarà quindi “invisibile” come si legge nei cartelloni che campeggiano all’interno della stazione torinese. Dove ci sono anche le autorità locali (Comuni, Provincia e Regione) a brindare alla nuova opera e a chiedere un “regime speciale”, una quota di energia da riservare alla competitività delle aziende del territorio.

L’elettrodotto, ribadisce poi il presidente dell’Authority per l’Energia, Guido Bortoni – che, da giovane ingegnere elettrico, agli inizi degli anni ’90, contribuì alla creazione della tecnologia alla base della nuova linea -, «è un passo avanti verso l’integrazione dei mercati in cui si possono scambiare non solo base load energetici ma anche servizi di flessibilità», che ora l’Italia potrà esportare verso la Francia. Con i cugini d’oltralpe, d’altro canto, la cooperazione energetica è di lunga data, rammentano i vertici di Rte, l’omologo francese di Terna, e ha conosciuto una svolta nel 2007 con gli accordi di Nizza. I quali, oltre al nuovo corridoio elettrico, prevedevano anche il potenziamento della rete esistente per ulteriori 600 megawatt.

FONTE: Il Sole 24 Ore

Intervista a Giuliano Frosini. Direttore Public Affairs Terna

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L’Italia in predicato di diventare hub del gas, ma perché no, anche elettrico. Un sistema che ha bisogno di infrastrutture di rete per la gestione del boom rinnovabile e abbattere i costi elettrici zonali. Giuliano Frosini, direttore divisione Public Affairs di Terna, ne parla con “Elementi” e lancia una proposta: le amministrazioni che si oppongono alle opere si assumano la responsabilità di dire ai cittadini che in quei territori l’energia costerà di più.

E: Calo dei consumi, overcapacity, crisi economica: quali le prospettive per il sistema elettrico?

GF: Dal 2003 è iniziato un percorso di crescita infrastrutturale sia sul versante della generazione sia su quello della rete di trasmissione, che ha contribuito ad aumentare la sicurezza elettrica del Paese: oggi disponiamo di una capacità installata di oltre 120 mila MW, più che doppia rispetto alla domanda alla punta. Quindi, se continuiamo a importare energia è solo perché all’estero costa meno. Le sfide sono molteplici: risparmio ed efficienza energetica, sviluppo sostenibile, riduzione dei costi per imprese e famiglie. Occorre riequilibrare il mix di combustibili per la produzione di energia elettrica, oggi troppo sbilanciato sul gas, puntare sul carbone pulito e sulla diversificazione delle fonti di approvvigionamento. Inoltre, dobbiamo continuare a sviluppare infrastrutture, ambientalmente sostenibili e tecnologicamente avanzate.

E: Servono infrastrutture reali, ma spesso c’è il freno della burocrazia o della sindrome Nimby: come superare l’impasse?

GF: Noi oggi abbiamo un meccanismo di mercato tale per cui il prezzo dell’energia è unico in tutto il Paese, calcolato come media dei prezzi zonali. Ora, se c’è un prezzo unico nazionale, allora si deve anche poter decidere dove è più necessario fare le opere. Se, invece, in nome del federalismo le amministrazioni si oppongono alle opere fino al punto di bloccarle, allora ritengo che debbano assumersi anche la responsabilità di chiedere a cittadini e imprese di quei territori se sono disposti a pagar di più l’energia. Esempio concreto il caso dell’elettrodotto Sorgente Rizziconi tra Sicilia e Calabria, opera già autorizzata e in corso di realizzazione ma soggetta a contestazioni locali, il cui ritardo è già costato agli italiani oltre 3 miliardi e mezzo di euro.

E: La diffusione delle rinnovabili, in particolare eolico e fotovoltaico, sta trasformando il paradigma della rete elettrica. Quali le mosse di Terna di fronte al nuovo scenario?

GF: La rapida crescita delle rinnovabili – da 1.000 MW installati nel 2005 ai quasi 25.000 MW a fine 2012 – ha avviato una fase di trasformazione importante del nostro sistema energetico, ma non senza problemi: dall’eccesso di produzione rispetto ai consumi a livello locale, all’esigenza di un elevato e flessibile livello di riserva per bilanciare la variabilità dei livelli di produzione. Terna ha proposto varie azioni per integrare le rinnovabili nel sistema: il rafforzamento, il controllo e il monitoraggio della rete, con investimenti nell’automazione del mantenimento dell’equilibrio fra domanda e offerta; la gestione coordinata delle reti di trasmissione e distribuzione; l’adeguamento del parco di generazione da fonti rinnovabili. Inoltre, abbiamo già investito 1,3 miliardi di euro per il pieno sfruttamento delle rinnovabili e ne sono previsti ulteriori 2,5 entro il 2016 per far evolvere la rete elettrica in sincronia con questo nuovo sistema.

E: Italia “hub del gas”, ma potrebbe anche diventare “hub elettrico”. E’ ragionevole questa prospettiva?

GF: L’Italia per la sua posizione geografica è certamente candidata al ruolo di hub elettrico del Mediterraneo. In un’ottica di mercato europeo dell’energia, infatti, l’obiettivo è realizzare una rete più diffusa e integrata tra i Paese, compresi quelli del Nord Africa. Terna ha già previsto di incrementare le interconnessioni con gli Stati confinanti: alle 22 “autostrade dell’energia” che oggi collegano l’Italia a Svizzera, Francia, Slovenia, Austria e Grecia, presto se ne aggiungeranno altre, di cui una con il Montenegro e un’altra con la Francia. In un recente Piano di Sviluppo rientra, inoltre, l’interconnessione con la Tunisia, di fatto il primo collegamento elettrico tra Italia e Nord Africa.

E: Terna, quindi, guarda all’estero.

GF: Le interconnessioni transfrontaliere sono un fattore strategico per accrescere la sicurezza del sistema elettrico nazionale e internazionale, diversificare il mix dei combustibili, diminuire la dipendenza da un numero ristretto di Paesi fornitori di energia e ridurre i costi per cittadini e imprese. Con i nuovi progetti, l’Italia potrà incrementare la capacità di interconnessione di ulteriori 3.000-5.000 MW: quando l’energia in Italia costerà meno, il Paese potrà diventare esportatore strutturale di energia, in misura maggiore rispetto ad ora, con importanti benefici per i produttori nazionali. Potremo giocare un ruolo centrale nel “sistema Europa” con una strategia mirata alla realizzazione nel tempo della Super Smart Grid, che consentirà di trasmettere in Europa l’energia “verde” prodotta in Medio Oriente e Nord Africa.

FONTE: Terna

Flavio Cattaneo: Prestito BEI di 570 milioni a Terna per la rete nel sud Italia

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Energia, a Roma è stato perfezionato il contratto di finanziamento della Banca europea per gli investimenti al piano 2012-2016 di Terna, la società guidata dall’AD Flavio Cattaneo. Tra le priorità dell’intervento: il rafforzamento del network italiano di trasmissione, la riduzione dei costi e la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Il piano è suddiviso in 14 progetti localizzati in tutta Italia, con attenzione particolare a: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Il progetto principale è l’interconnessione Sorgente-Rizziconi che collegherà la Sicilia alla Calabria.

Energia: Bei, 570 milioni a Terna per rete sud Italia

E’ focalizzato sugli investimenti in Sud Italia il contratto di finanziamento di 570 milioni di euro perfezionato a Roma tra la Banca europea per gli investimenti (Bei) e Terna, la società di gestione della rete elettrica del Paese. La Bei era rappresentata da Dario Scannapieco, vice presidente responsabile per Italia, Malta e Balcani Occidentali mentre Terna dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo. Nel dettaglio, il prestito contribuisce al piano quinquennale 2012-2016 di Terna, del valore superiore al miliardo di euro, per il rafforzamento del network italiano di trasmissione di energia elettrica. Il piano è suddiviso di 14 progetti specifici localizzati in tutta Italia, ma con una attenzione particolare alle cosiddette Regioni Convergenza: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Il 69% del totale del finanziamento della Bei, infatti, è rivolto ai progetti basati in queste regioni. Il principale progetto, sia per dimensioni sia per rilevanza strategica, è l’interconnessione Sorgente-Rizziconi, il tratto di rete che collega la principale isola italiana, la Sicilia, alla Calabria. Questo progetto, per la sua valenza, è anche destinatario di una sovvenzione dell’Unione Europea di 110 milioni all’interno dell’Eerp (European energy programme for recovery). Il prestito a Terna nel suo complesso rientra tra le priorità di intervento della Banca dell’Unione europea, principalmente per due aspetti. Da una parte l’attenzione per il sostegno che la Bei da’ ai piani di miglioramento delle reti elettriche, fondamentali per la riduzione dei costi dell’energia elettrica e i differenziali di prezzo tra le diverse aree, e la cui efficacia è rivolta anche alla miglior connessione alla rete dei sistemi di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Con il risultato finale di una diminuzione delle emissioni di anidride carbonica. Dall’altra, la localizzazione geografica nel Mezzogiorno d’Italia di oltre i due terzi degli investimenti si inserisce nel filone di interventi fondamentali, sin dalla sua nascita, della Bei: il finanziamento delle Regioni meno sviluppate per una crescita socio-economico armoniosa dell’Unione europea.

Fonte: AGI

Terna: prestito Bei di 570 mln per sviluppo rete elettrica al Sud

E’ focalizzato sugli investimenti in Sud Italia il contratto di finanziamento di 570 milioni di euro perfezionato a Roma tra la Banca europea per gli investimenti e Terna. La BEI era rappresentata da Dario Scannapieco, Vice presidente responsabile per Italia, Malta e Balcani Occidentali; Terna dall’amministratore delegato Flavio Cattaneo. Nel dettaglio, spiega la Bei, il prestito contribuisce al piano quinquennale 2012-2016 di Terna, del valore superiore al miliardo di euro, per il rafforzamento del network italiano di trasmissione di energia elettrica. Il piano è suddiviso di 14 progetti specifici localizzati in tutta Italia, ma con una attenzione particolare alle cosiddette Regioni Convergenza: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Il 69% del totale del finanziamento della BEI, infatti, è rivolto ai progetti basati in queste regioni. Il principale progetto, sia per dimensioni sia per rilevanza strategica, è l’interconnessione Sorgente-Rizziconi, il tratto di rete che collega la principale isola italiana, la Sicilia, alla Calabria. Questo progetto, per la sua valenza, è anche destinatario di una sovvenzione dell’Unione Europea di 110 milioni all’interno dell’EERP (European energy programme for recovery). ”Il prestito a Terna nel suo complesso – sottolinea la Bei – rientra tra le priorità di intervento della Banca dell’Unione europea, principalmente per due aspetti. Da una parte l’attenzione per il sostegno che la BEI da’ ai piani di miglioramento delle reti elettriche, fondamentali per la riduzione dei costi dell’energia elettrica e i differenziali di prezzo tra le diverse aree, e la cui efficacia è rivolta anche alla miglior connessione alla rete dei sistemi di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Con il risultato finale di una diminuzione delle emissioni di anidride carbonica. Dall’altra, la localizzazione geografica nel Mezzogiorno d’Italia di oltre i due terzi degli investimenti si inserisce nel filone di interventi fondamentali, sin dalla sua nascita, della BEI: il finanziamento delle Regioni meno sviluppate per una crescita socio-economico armoniosa dell’Unione europea”.

FONTE: Asca

Terna: da Bei finanziamento 570 mln per rete nel sud Italia

E’ focalizzato sugli investimenti in Sud Italia il contratto di finanziamento di 570 milioni di euro perfezionato a Roma tra la Banca europea per gli investimenti e Terna, la società di gestione
della rete elettrica del Paese. Il prestito, si legge in una nota, contribuisce al piano quinquennale
2012-2016 di Terna, del valore superiore al miliardo di euro, per il rafforzamento del network italiano di trasmissione di energia elettrica. Il piano è suddiviso di 14 progetti specifici localizzati in tutta Italia, ma con una attenzione particolare alle cosiddette Regioni Convergenza: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Il 69% del totale del finanziamento della Bei, infatti, è rivolto ai progetti basati in queste regioni. Il principale progetto, sia per dimensioni sia per rilevanza strategica,
è l’interconnessione Sorgente-Rizziconi, il tratto di rete che collega la principale isola italiana, la Sicilia, alla Calabria.

FONTE: Milano Finanza

Flavio Cattaneo a Piazza Affari Terna big tra le utilities

Scritto da TheEnergyNews il . Pubblicato in Economia

Piazza Affari, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo si colloca tra le azioni con cedole da record, con rendimenti sopra il 5% che permettono di staccare il dividendo più volte l’anno.

Il 3% in Piazza Affari non è un miraggio. Anzi. Con gli investitori sempre più alla ricerca di alti rendimenti per i propri risparmi schiacciati dalla politica monetaria espansiva della Bce, la Borsa di Milano si presenta come un interessante terreno di caccia. Sono decine le società che promettono cedole con un rendimento superiore al 3%, circa tre volte l’inflazione.

Una pattuglia che, a sorpresa, non comprende solamente la categoria dei titoli tradizionalmente generosi con i propri azionisti come le utilities e le società che operano in mercati regolamentati ma anche quelle appartenenti al segmento industriale, finanziario e del mondo media. Il campione dell’alto rendimento è Sias, azienda di proprietà della famiglia Gavio che gestisce concessioni autostradali tra cui la Torino-Milano, che promette quasi l’8%, alle sue spalle Snam ed Eni con oltre il 7%. CorrierEconomia ha messo in rassegna tutte le società di Piazza Affari selezionando quelle con una capitalizzazione superiore al miliardo di euro e con uno yield calcolato sugli utili di competenza 2013, superiore al 3%. Una scelta che riduce la muta a una trentina di titoli ma che presentano un livello di liquidità paragonabile a quello di un Titolo di Stato.

È necessario però tenere sempre presente che investire in Borsa presenta un grado di rischio superiore a quello di attività finanziarie che si allineano all’inflazione, come nel caso dei Bot. Ecco perché lo yield a un anno delle azioni ad alto rendimento viaggia intorno al 4% rispetto all’1,2% del costo della vita e all’1% dei titoli a breve termine. Il differenziale è una sorta di cuscinetto rispetto al rischio delle oscillazioni dei prezzi di Borsa. Evento a cui si sta assistendo con una certa frequenza anche su mercati poco volatili. Ma le oscillazioni giovano a volte brutti scherzi proprio a coloro che sono alla ricerca di alti redimenti. Accade infatti che più il prezzo di un titolo scende, maggiore sia il livello dello yield, a parità di dividendo atteso. Salvo poi scoprire che i ribassi trovano corrispondenza a distanza di qualche mese in un peggioramento dei risultati di bilancio e quindi un taglio della cedola che annulla o quasi la generosità attesa.

Questa è la ragione che dovrebbe sempre spingere un investitore a domandarsi quanto siano prevedibili o stabili nel tempo le cedole anche a dispetto della congiuntura. La stabilità è certamente una caratteristica delle società che operano in mercati regolamentati come Sias, Snam, Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo e Atlantia. Tutti titoli i cui rendimenti sono abbondantemente sopra il 5% e che si possono anche permettere di staccare il dividendo più volte l’anno. Meno scontata invece la ripetitività di cedole come quelle di Fiat Industrial, Pirelli & C., Impregilo o STMicroelectronics che tuttavia promettono, i prezzi attuali, oltre il 3% con punte del 4,72% per la società franco italiana attiva nell’industria dei semiconduttori. Della muta dei titoli ad alto rendimento fanno parte anche diversi finanziari. Il più generoso è Banca Generali, la prima compagnia assicurativa è invece Unipol 5,2%.

FONTE: Corriere

Terna EMTN: rinnovo Programma Euro Medium Term Note Programme

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Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, rinnova il proprio programma di emissioni obbligazionarie denominato ‘Euro Medium Term Note Programme’ incrementandone l’importo da 5 a 6 miliardi di euro. Deutsche Bank e Citigroup hanno svolto il ruolo di Joint Arrangers del programma, a cui è stato assegnato il rating A-/A-2 da parte di Standard & Poor’s, Baa1/P-2 da parte di Moody’s e A- da parte di Fitch. Terna avrà la possibilità di lanciare obbligazioni e di cogliere ogni opportunità che si presentasse sul mercato. Le risorse verrebbero destinate ad un ulteriore sviluppo della rete elettrica.

 

Terna: rinnova e incrementa da 5 a 6 mld programma emissione bond

Terna, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, ha rinnovato il proprio programma di emissioni obbligazionarie denominato ‘Euro Medium Term Note Programme’ (EMTN) incrementandone l’importo da 5 a 6 miliardi di euro come deliberato dal consiglio di amministrazione del 14 maggio 2013. Lo comunica la società, aggiungendo che Deutsche Bank e Citigroup hanno svolto il ruolo di Joint Arrangers del programma, a cui è stato assegnato il rating A-/A-2 da parte di Standard & Poor’s, Baa1/P-2 da parte di Moody’s e A- da parte di Fitch. Con questo aggiornamento, secondo fonti di settore, Terna avrà la possibilità di lanciare obbligazioni sul mercato e di cogliere tempestivamente ogni opportunità che si presentasse sul mercato. Le risorse, nell’eventualità, verrebbero destinate ad un ulteriore sviluppo della rete elettrica.

FONTE: Corriere


Terna: rinnova programma obbligazioni

Come deliberato dal cda del 14 maggio

Terna-Rete elettrica nazionale ha rinnovato il proprio programma di emissioni obbligazionarie denominate ‘Euro Medium Term Note Programme’ (Emtn) incrementandone l’importo da 5 a 6 miliardi di euro, come deliberati dal cda del 14 maggio 2013. Lo comunica la società, precisando che Deutsche Bank e Citigroup hanno svolto il ruolo di joint arrangers del programma, cui è stato assegnato il rating A-/A-2 da parte di Standard & Poor’s Baa1/P-2 da Moody’s e A- da Fitch.

FONTE: Ansa

Terna: rinnova e incrementa da 5 a 6 mld programma emissione bond

Terna ha rinnovato il proprio programma di emissioni obbligazionarie denominato ‘Euro Medium Term Note Programme’ (EMTN) incrementandone l’importo da 5 a 6 miliardi di euro come deliberato dal consiglio di amministrazione del 14 maggio 2013. Lo comunica la società, aggiungendo che Deutsche Bank e Citigroup hanno svolto il ruolo di Joint Arrangers del programma, a cui è stato assegnato il rating A-/A-2 da parte di Standard & Poor’s, Baa1/P-2 da parte di Moody’s e A- da parte di Fitch. Con questo aggiornamento, secondo fonti di settore, Terna avrà la possibilità di lanciare obbligazioni sul mercato e di cogliere tempestivamente ogni opportunità che si presentasse sul mercato. Le risorse, nell’eventualità, verrebbero destinate ad un ulteriore sviluppo della rete elettrica.

FONTEIl Sole 24 Ore

Flavio Cattaneo, LanTerna sul MAXXI illumina il talento degli architetti emergenti

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Design e tecnologia: Terna presenta i nuovi tralicci. La società, guidata dall’AD Flavio Cattaneo, dal 26 giugno a metà ottobre, sarà a fianco del MAXXI nel sostegno di YAP 2013, il progetto dedicato ai giovani architetti emergenti, con le immagini inedite dei nuovi tralicci tecnologicamente avanzati e a minor impatto ambientale che l’Azienda sta installando in tutta Italia. Le infrastrutture dell’alta tensione, per la prima volta, in Europa, diventano opere d’arte.

 

Terna, la società guidata dall’AD Flavio Cattaneo, dal 26 giugno a metà ottobre, sarà a fianco del MAXXI nel sostegno di YAP 2013, il progetto dedicato ai giovani architetti emergenti, con le immagini inedite dei nuovi tralicci tecnologicamente avanzati e a minor impatto ambientale che l’Azienda sta installando in tutta Italia.

Un’installazione esterna, costituita da una gigantesca e spettacolare LanTerna luminosa che fluttuerà in aria sulla piazza del Museo per le arti del XX secolo, provocherà una forte interazione anche con il pubblico attraverso il contatto con l’acqua che, gocciolando lungo il perimetro dell’installazione, creerà una cortina rinfrescante per delimitare idealmente lo spazio sotto il volume. Quando scende la notte, l’acqua lascia il posto alla luce e alle proiezioni video che trasformano l’installazione in una LanTerna sospesa nel cielo.

Nella Sala Scarpa, con apertura al pubblico negli orari del Museo, protagonisti i video della “rete del futuro” con tutte le tipologie innovative e a tecnologia avanzata di tralicci come i Germogli, i Monostelo e Foster, ideati con studi di architettura di rilievo internazionale (come Norman Foster, Hugh Dutton capo progetto studio dell’arch.Rosental) a basso impatto ambientale, in grado di coniugare attenzione al paesaggio ed efficienza del servizio.

Ampio risalto anche all’intervento artistico site specific della De Lorenzo, vincitrice del PT04, vengono presentati i modelli in scala 1:50 dell’intervento artistico sulla linea elettrica Foggia Benevento. Attualmente in fase di realizzazione, l’opera della De Lorenzo, rielabora la relazione tra l’infrastruttura elettrica e il territorio in chiave contemporanea. Lascerà una traccia permanente e originale sul territorio evidenziando le origini del popolo che vi ha abitato. È la prima volta che, in Europa, le infrastrutture dell’alta tensione diventano opere d’arte.

FONTE: Terna