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I 70 anni del Teatro Bianconi di Carbognano e i 40 anni del Gruppo GIAD: doppio anniversario, doppio cartellone

Scritto da Teatro Bianconi il . Pubblicato in Spettacolo, Teatro

Carbognano, 12 settembre 2018:  Benvenuti a Teatro, dove tutto è finto ma niente è falso: con questo pensiero di Gigi Proietti la Direzione Artistica del Teatro Bianconi di Carbognano ha pubblicato sul sito e su facebook il programma delle attività artistiche della nuova stagione teatrale 2018-2019 con tante novità per festeggiare degnamente due anniversari importanti: i 70 anni del Teatro e i 40 anni dell’Associazione Gruppo GIAD. Era infatti il settembre del 1948 quando, grazie a Mario Liberati, un grande artista di origini carbognanesi che volle donare al proprio paese natio un luogo di svago e divertimento, fu inaugurato il Cine teatro Capriccio (proprio perché nato da un capriccio di artista) poi diventato Teatro Bianconi dopo l’acquisto da parte della Parrocchia locale che ne ha poi curato il più recente restauro. Mentre nel dicembre del 1978, con il primo spettacolo Ciao Natale, nasceva ufficialmente il Gruppo GIAD, che, dopo un lungo periodo di chiusura e decadenza, assunse la gestione del Teatro portandolo, con un lungo e laborioso cammino, ad essere una delle più stabili, longeve e dinamiche realtà culturali del nostro territorio. Nel nome della passione, dell’amore, o se vogliamo del “capriccio” (tutto ritorna prima o poi) per un teatro libero e per tutti.

Questi anniversari speciali meritavano un stagione speciale: non uno ma ben due cartelloni. Il primo di 14 spettacoli comici, intensi, entusiasmanti, emozionanti con tante nuove produzioni, talenti di assoluto valore e grandi nomi del teatro italiano. Gli spettacoli inizieranno il 14 ottobre con il grande ritorno di Marco Cavallaro che ha riscosso grandissimo successo lo scorso anno, e si chiuderà il 5 maggio con l’ultimo spettacolo di Michele Ginestra fresco di debutto al Sistina di Roma. Grandi nomi torneranno a calcare le storiche tavole del palcoscenico viterbese: Massimo Wertmuller, Rodolfo Laganà, Marco Morandi, Nicola Pistoia, Max Pisu, le “Stremate” con il loro ultimo capitolo, Milena Miconi, Antonio Conte e ancora tanti altri bravissimi attori impossibili da nominare tutti ma che divertiranno ed emozioneranno il fortunato pubblico del Bianconi con le loro performance artistiche.

Nel cartellone non mancherà la nuova produzione della Carpe Diem (società produttiva teatrale nata dall’esperienza del gruppo GIAD) “Casalinghi disperati” con Nicola Pistoia, Max Pisu, Gianni Ferreri e Danilo Brugia con la regia di Diego Ruiz che ha appena debuttato con grandissimo successo al Festival teatrale di Borgo Verezzi, una delle più importanti kermesse teatrali italiane.

A questo cartellone se ne affiancherà un altro di 4 spettacoli che, grazie al contributo del Comune di Carbognano, sarà dedicato ai più piccoli dai 4 ai 12 anni, con l’intento di tramandare la passione del teatro anche ai più giovani e avvicinarli a questa meravigliosa forma d’arte che senza telecomandi e joystick, trasmette emozioni, sentimenti, magia, cultura in maniera diretta, senza app, video o smartphone a fare da intermediari. Una comunicazione faccia a faccia, viva, umana che forse non sono più abituati ad usare.

La stagione dei piccoli prenderà il via il 2 dicembre per chiudersi il 7 maggio 2019 e vedrà compagnie e attori specializzati per questa particolarissima fascia di spettatori che racconteranno in modo spensierato e divertente le storie di grandi personaggi del passato.

Le novità però non finiscono: con l’autunno riparte la Scuola delle Arti del Teatro Bianconi e accanto ai consueti corsi di recitazione, canto moderno e lirico, chitarra, flamenco, inglese e posturale, apre la Scuola di Musical con l’insegnante Laura Leo che ha partecipato alle più grandi produzioni italiane di musical degli ultimi anni.

Un grande e ampio ventaglio di spettacoli e attività che avranno come centro il Teatro Bianconi e dal quale nessuno dovrà sentirsi escluso. I prezzi dei biglietti e delle varie formule di abbonamento sono convenienti e pensati per permettere a tutti, con un occhio di riguardo per le famiglie,  di partecipare e di godere della magia del teatro. L’organizzazione e le risorse investite nell’allestimento delle attività, sono frutto del lavoro volontario dei soci del Gruppo GIAD Teatro, e dimostrano, una volta di più, che, anche senza budget faraonici ma con competenza e impegno, si può fare dell’ottimo Teatro per tutti anche in provincia. E’ questo il valore aggiunto del Teatro Bianconi dove gli spettatori possono respirare la passione per il libero Teatro, la stessa passione che ha animato e ispirato tutti i 40 anni del Gruppo GIAD.

Per informazioni e prenotazioni basta visitare la pagina Facebook del Teatro Bianconi o il sito internet www.teatrobianconi.it oppure telefonare al 340.1045098

Massimo Wertmuller e Michele La Ginestra al Bianconi in una grandissima prima nazionale

Scritto da Teatro Bianconi il . Pubblicato in Spettacolo, Teatro

Carbognano, 27 gennaio 2018: Quando fu svelato il cartellone di questa stagione del Teatro Bianconi era subito stato chiaro che l’appuntamento di maggiore rilievo sarebbe stato indubbiamente la Prima Nazionale di “Come Cristo comanda” di Michele La Ginestra, con la partecipazione di due straordinari attori come lo stesso Michele La Ginestra e Massimo Wertmuller e con la regia di Roberto Marafante. Ma quello che neanche la Direzione artistica del Bianconi nel suo più azzardato ottimismo poteva prevedere è stato lo straordinario successo e richiamo che tale spettacolo ha avuto ancor prima della sua messa in scena. L’attesa e la richiesta del pubblico è stata sin da subito enorme e senza nemmeno alcun battage pubblicitario i posti dell’unico appuntamento, inizialmente previsto per Domenica 4 febbraio 2018 alle ore 17.30, sono andati letteralmente a ruba poche ore dopo la messa in vendita e già dalla settimana scorsa sono esauriti. Per la prima volta il Bianconi ha registrato il sold out già due settimane prima dell’evento con decine di richieste inevase che hanno convinto la Direzione artistica e la produzione dello spettacolo a programmare una replica straordinaria a grandissima richiesta per sabato 3 febbraio alle ore 21.00 ed è facilmente prevedibile che anche questo nuovo appuntamento registrerà presto il tutto esaurito per cui si esorta il pubblico interessato a prenotare al più presto gli ultimi posti disponibili
Un così eclatante successo è indubbiamente merito del grande appeal di cui i due attori godono sul pubblico, in particolare su quello esperto e particolarmente attento del piccolo ma dinamico teatro dei Cimini, che più volte li ha applauditi e apprezzati nel corso degli anni. Questa volta sono alle prese con un testo particolarmente denso di emozioni, risate, riflessioni scritto dallo stesso Michele La Ginestra.
Anno 33 d.C., Palestina. È notte: due uomini, vestiti con tuniche e mantelli, sono seduti in una sorta di bivacco in mezzo al deserto, un luogo che rappresenta la solitudine e l’isolamento dal resto del mondo. Parlano sommessamente per non essere scoperti, con la paura di essere stati seguiti da qualcuno; si capisce che sono in fuga, ma nonostante la situazione, cercano di mascherare la propria ansia, parlando delle cose di tutti i giorni, (il mangiare, il lavoro, il rapporto con l’altro sesso) in modo scanzonato e divertito. Dai dialoghi pian piano si intuisce che sono due soldati romani, ma non due qualsiasi: uno, Cassio, è il centurione alla guida dei legionari al momento della crocifissione di Gesù sul Golgota; l’altro è Stefano, un suo soldato, quello che diede da bere a Cristo, acqua e aceto.
L’evento che sconvolgerà l’umanità ha stravolto, inconsapevolmente, anche le loro vite; i due non potranno fare a meno di confrontarsi, animatamente, alla ricerca di alcune risposte…ma non tutto, nella vita, si può spiegare con l’esperienza e la logica!
Ci sono delle emozioni, che vanno al di là dei cinque sensi, per spiegare le quali è necessario abbandonarsi all’ascolto… e forse, solo allora, si riuscirà a sentire risuonare “una musica melodiosa”.

Uno spettacolo assolutamente imperdibile, una primissima nazionale che anticipa il debutto al Teatro 7 di Roma, previsto per la settimana successiva, e la lunghissima tournee in giro per l’Italia. Un altro grandissimo appuntamento e uno straordinario evento del Teatro Bianconi di Carbognano che ormai aspira ad assurgere come uno dei principali teatri della nostra Regione per la qualità e la ricchezza delle stagioni proposte con tanti artisti che lo scelgono (solo quest’anno ben 3 Prime Nazionali) per il debutto dei loro spettacoli. Merito della competenza e dell’entusiasmo del pubblico, della calorosa e professionale accoglienza dello staff e della Direzione Artistica e soprattutto della passione che accomuna tutti i membri volontari dell’Associazione Gruppo Giad che ormai da 40 anni vive e respira teatro in tutte le sue forme. E’ questo il valore aggiunto del Teatro Bianconi.
Per informazioni e prenotazioni si può consultare il sito internet www.teatrobianconi.it, la pagina facebook del Teatro Bianconi o telefonare al 340 1045098 (24h).

La comicità esplosiva di Maria Pia Timo al Bianconi. One woman show con il meglio del repertorio della bionda comica faentina.

Scritto da Teatro Bianconi il . Pubblicato in Spettacolo, Teatro, Umorismo

Carbognano, 12 dicembre 2017:  Dopo il successo dello scorso anno con “Ricette d’amore” torna al Bianconi, stavolta protagonista unica e assoluta, l’esplosiva Maria Pia Timo. Domenica 17 dicembre 2017 alle ore 17.30  arriva infatti  “Biondo zabaione” di Maria Pia Timo e Roberto Pozzi coppia lavorativa e nella vita che firma anche la regia.

Biondo zabaione è un a-solo esilarante, un recital che unisce il meglio dei personaggi, delle gag e delle trovate rubate dal repertorio di M. Pia Timo e costruite in un repertorio di anni ed anni di palcoscenici, ma anche di radio, televisione, cinema e libri. E’ una felice mescola di forme e tipi di comicità diversi, femministe, femminee, maschie e femminili, classiche e surreali, proprie e altrui, capace di vita ad un misto di teatro-cabaret-happening variegato. Così sul palco si avvicenderanno badanti, tate, bambine, carrelliste, ma anche colpi di tosse, starnuti… tutto questo e forse altro, e forse altro ancora. Un vero show tutto al femminile da gustarsi in modo del tutto divertente.

Maria Pia Timo vanta un curriculum molto vasto: comica, attrice, raccontastorie. Oltre ad aver preso parte al Sabato Italiano come spalla di Pippo Baudo è riuscita a ottenere il successo grazie a Bulldozer, il programma che l’ha vista nelle vesti di Wanda la carrellista per ben tre edizioni consecutive. È stata per molto tempo ospite fissa su Rai3 in Tintoria show e l’inviata del programma Pirati, senza dimenticare la sua partecipazione su La7 come femminista convinta in Quork, talk-show comico. Dal 2008 al 2010 fa parte del cast di Quelli che…il calcio e nel frattempo recita in un episodio de I Cesaroni e nel film Gli amici del bar Margherita di Pupi Avati. Dal 2013 Maria Pia Timo fa parte del cast dei comici di Zelig dove impersona un’improbabile venditrice telefonica e ha poi spopolato anche a Zelig Off, con le parodie di SOS Tata. Innumerevoli invece le sue apparizioni in tutti i teatri d’Italia sia con il proprio spettacolo che protagonista di commedie brillanti.

Per informazioni e prenotazioni si può consultare il sito internet www.teatrobianconi.it, la pagina facebook  del Teatro Bianconi o telefonare al 340 1045098 (24h).

Un grande classico della commedia al Bianconi: Andy e Norman di Neil Simon con Marco Cavallaro

Scritto da Teatro Bianconi il . Pubblicato in Spettacolo, Teatro

Carbognano, 3 dicembre 2017:  Ritorna sulla scena del Teatro Bianconi uno dei classici del teatro mondiale. Una commedia perfetta dove la scrittura non ha bisogno di trovate fantascientifiche per far ridere firmata dal maestro della commedia Neil Simon che raggiunge i livelli di altri suoi capolavori come la “Strana coppia” e “A piedi nudi nel parco” regalando alla storia tre personaggi fantastici.  Sullo storico palcoscenico viterbese domenica 10 dicembre 2017 alle ore 17.30  arriva Andy e Norman nella traduzione di M.T. Petruzzi con Marco Cavallaro, Mario Antinolfi e Rramona Gargano per la regia dello stesso Marco Cavallaro.

I protagonisti sono Andy Mancini e Norman Gambino, l’uno agente, l’altro scrittore che per sbarcare il lunario scrive soggetti per film porno e articoli di successo sul lavoro a maglia, con l’obiettivo di portare a termine il suo primo musical dal titolo: “USA – URSS: un amore a foglia larga”, di cui, però, non riesce a scrivere il finale. Non avendo i due abbastanza quattrini per pagare l’affitto, Norman è costretto a tenere buona la padrona di casa accompagnandola in scorrerie di tipo fantozziano. La loro inquieta convivenza viene ancor più sconvolta dall’arrivo della nuova vicina di casa: Sophie Ross, una ragazza americana, reduce da una figuraccia alle Olimpiadi di nuoto e fidanzata con un marine. Norman non può fare a meno di innamorarsi della ragazza, ma… il resto va visto a Teatro, e vi consigliamo di farlo.

In Italia si ricorda la storica versione del 1986 di Zuzzurro e Gaspare e il nostro vuole essere un omaggio ad un meraviglioso comico e regista, qual era Andrea Brambilla (Zuzzurro), recentemente scomparso. Poi il copione va in mano a Marco Cavallaro che – nel doppio ruolo di attore e regista – provvede a dare un’ulteriore personalizzazione ad un lavoro che riesce a divertire, ma anche a far riflettere, e questo sin dalla sua prima rappresentazione, avvenuta a Broadway nel 1966.

La semplicità è alla base di questa commedia e si ritrova nella scenografia, nel linguaggio, nella vicenda. Il perno è tutto costituito sull’interazione tra i personaggi, lo scambio di battute ironiche e veloci, le situazioni comiche ed esilaranti. I tre protagonisti ingaggiano una sana e leale battaglia di bravura recitativa dove non c’è nessun perdente, anzi. Lo “scontro” è a totale vantaggio del pubblico che si diverte (e molto). Da vedere per divertirsi semplicemente, da vedere per ragionare sull’amicizia, da vedere per apprezzare tre bravissimi attori, da vedere semplicemente, senza chiedersene il perché.

La rappresentazione dell’opera è per gentile concessione della Concessionaria Associati S.r.L (Roma) (testo media & sipario).

Per informazioni e prenotazioni si può consultare il sito internet www.teatrobianconi.it, la pagina facebook  del Teatro Bianconi o telefonare al 340 1045098 (24h).

Al Bianconi Lettere di Oppio, uno spettacolo “stupefacente”.

Scritto da Teatro Bianconi il . Pubblicato in Arte, Cultura, Teatro

Carbognano, 5 novembre 2017:  Senza un attimo di respiro: da una risata all’altra, da un’emozione ad una ancora più forte, prosegue la stagione del Teatro Bianconi che, appena iniziata, sta registrando un successo davvero clamoroso. I protagonisti che domenica 12 novembre 2017 alle ore 17.30 calcheranno le storiche tavole del palcoscenico viterbese non tradiranno certo le attese del competente pubblico del dinamico Teatro dei Cimini. Tiziana Foschi e Antonio Pisu, già protagonisti nelle stagioni trascorse, tornano con uno degli spettacoli più intriganti e apprezzati dal pubblico e dalla critica teatrale “Lettere di Oppio” di Antonio Pisu con la regia di Federico Tolardo.

1860: il Regno Unito, a causa delle dispute commerciali per l’oppio, è in guerra con la Cina da diciotto anni. A Londra, la nobildonna Dorothy Wellington attende con ansia il ritorno dal fronte del marito George. A farle compagnia c’è Thomas, un giovane, cinico ma fidato maggiordomo, il cui compito è quello di rassicurare la donna, leggendo e interpretando, in maniera piuttosto eccentrica, la corrispondenza del marito in guerra. Quello che la signora ignora è che il marito è deceduto, ma Thomas, per paura di perdere il lavoro, le legge delle finte lettere scritte da lui stesso. Il giovane però, sentendo il peso della menzogna, non sa come rivelare la verità alla donna di cui si è intanto innamorato. Dorothy, dal canto suo, non è così candida e ingenua come sembra e a questo punto i ruoli s’invertono, ma non vogliamo svelare altro di questo testo realmente e totalmente “stupefacente” (e ne scoprirete il motivo)

Lettere di Oppio ci accompagna in un’epoca affascinante del passato, parlandoci di una storia sempre attuale, narrata con taglio moderno, che fa divertire, riflettere e appassionare. Un affresco delizioso, comico, commovente, intenso e smaccatamente intelligente, che racconta una bella storia in bilico tra sogno e realtà, tra desideri proibiti e manierismi, ricca di una struggente malìa che i due attori esaltano con grande ritmo e capacità espressive. Tiziana Foschi è straordinaria, Antonio Pisu una piacevole sorpresa. Una vera chicca, l’esempio di come regia, scena, costumi, luci e musiche sapientemente cuciti attorno un testo felicemente concepito e sviluppato possano produrre una vera imperdibile magia.

La stagione del Teatro Bianconi si conclude con uno straordinario spettacolo di Nicola Pistoia e Paolo Triestino: “Scacco Pazzo”. Sul palco anche una splendida Elisabetta De Vito per il pluripremiato testo di Vittorio Franceschi.

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Carbognano, 4 maggio 2015: Per chiudere una stagione straordinaria non poteva esserci che uno spettacolo altrettanto straordinario confezionato e presentato al pubblico da una delle coppie di attori più amate del Teatro Italiano: Nicola Pistoia e Paolo Triestino, accompagnati sul palcoscenico per l’occasione da Elisabetta De Vito. I fortunati spettatori che riusciranno sabato 9 maggio alle ore 21.00 o domenica 10 maggio alle ore 17.00 ad acquistare un biglietto potranno assistere alla messa in scena di uno dei testi italiani più conosciuti e rappresentati nel mondo: “Scacco pazzo“, commedia scritta e diretta da Vittorio Franceschi.

Nanni Loy nel 1991 al suo debutto teatrale, ne firmava la regia: i protagonisti erano lo stesso Franceschi e Alessandro Haber, uniti in un match che sarebbe stato il primo di una lunga serie in tutto il mondo, visto che il testo, fu un successo clamoroso, confermato dai numerosi premi vinti e ribadito dagli oltre dieci allestimenti all’estero, dalla Russia alla Scozia, dalla Spagna alla Finlandia. Più di vent’anni dopo il debutto dunque ecco gli inseparabili Pistoia e Triestino riprendere questo splendido spettacolo e regalare agli spettatori una nuova versione del magnifico testo di Franceschi.

La storia è quella di due fratelli, costretti da un incidente ad una grigia convivenza coatta: ci apriranno le porte della loro anima, dei loro sogni, dei loro dolori. Loro si chiamano Valerio (Nicola Pistoia) ed Antonio (Paolo Triestino): non si sopportano però si vogliono bene. Non riescono a stare vicini, non riescono a stare lontani, uno è matto ma forse è matto anche l’altro.

La loro vita è stata condizionata da un incidente stradale, accaduto in un momento estremamente particolare: il giorno del matrimonio di Antonio ed Elisabetta. Il drammatico avvenimento, causa della morte della promessa sposa e del papà dei ragazzi, sarà il motivo dell’insorgenza di un blocco psicologico da parte di Tonino, che a partire da quel momento vivrà in uno stato di continua regressione, fino ad arrivare all’infanzia. La condizione è aggravata dalla perdita di lucidità di Valerio sullo stato delle cose, afflitto da un persistente senso di colpa derivante dalla doppia circostanza di essere alla guida del veicolo al momento dello scontro e di essere uscito indenne dall’impatto. Valerio accudisce il fratello, ma si ritroverà ad indulgere sulla sua malattia fino al punto di rimanerne prigioniero. Sarà di volta in volta mamma, papà o sposa, provvidenziale specchio dei capricci di Antonio, delle sue ossessioni, dei suoi ricordi che irrompono come elementi di consolazione o disturbo.

L’uno sadico come i ragazzini infelici, l’altro infelice come gli adulti in cattività. Tra loro gli ormai logori giochi di ruolo, anch’essi divenuti il contrappunto stantio di una quotidianità sempre uguale. Finché non sopraggiunge una donna, una forestiera, a illuderli per un momento che almeno qualcosa possa cambiare. Marianna (Elisabetta De Vito) è il nuovo, il diverso, l’ordine e i colori in una casa che è grigio e desolato campo di battaglia. La donna, dopo le naturali difficoltà iniziali, si innesta nel meccanismo domestico, ma tale fattore comincerà a farle uscire fuori problemi non risolti derivanti dalle psicosi della sua famiglia. Marianna si avvicina al malato ed arriva a pensare di poterlo guarire, grazie a lei, per un momento, sembra che tutto possa colorarsi di vita, ma… è solo un momento.

Scacco Pazzo emoziona, diverte, commuove. Accanto al dramma della follia, c’è la cupezza di un’esistenza che si chiude su se stessa, in quanto dominata dalla paura e dal senso di colpa; c’è la bellezza e la tenerezza dell’innocenza del bambino che alberga in Antonio; c’è la fragilità di Marianna che scopre di desiderare qualcosa di diverso da quello che ha sempre avuto, ed è certa che non potrà mai trovarlo nella vita che Valerio gli offre. I tre personaggi si parlano, ma alla fine non si capiscono, presi come sono dalle proprie esigenze: il dolore della perdita, l’inseguimento di una rassicurante normalità, la ricerca di una vita in cui la fantasia abbia ancora un ruolo.

Il buon esito dello spettacolo nella nuova versione deve molto all’affiatamento scenico creatosi negli anni dalla collaudata “ditta” Pistoia Triestino, Nicola e Paolo, due attori di razza che rivestono con grande naturalezza le anomalie e le follie dei due fratelli, la cui esistenza si lega a doppio filo nel bene e nel male. Ottima l’interpretazione di Elisabetta De Vito.

Come è nello stile di Triestino e Pistoia, i due attori prediligono la commedia, quella agrodolce che diverte, commuove e fa pensare. Quella che a volte ha anche cenni drammatici. Il tutto sempre servito allo spettatore con garbo e con straordinarie interpretazioni. Due attori che si autoproducono, commissionano i testi, tirano tardi per smontare le scene insieme a un gruppo di fidatissimi tecnici, e se è il caso, guidano il furgone per spostarsi di piazza in piazza. Una volta le chiamavano compagnie di giro, oggi si tratta di “animali da riserva”, sopravvissuti caparbi che si tengono a galla in barba a tutte le crisi. Il pubblico è fedele, anzi fidelizzato, coltivato  con  cura e perseveranza. Spettatore dopo spettatore, mattone su mattone (perdonateci il volo ma un loro cult si intitola proprio Muratori, scritto da Edoardo Erba), sono stati capaci di costruire una fitta rete di affezionati in giro per l’Italia.

Come? Non tradendoli, innanzitutto, non prendendoli in giro mai, non confidando nel loro consenso amichevole e meno che mai nella loro indulgenza. Sorprendendoli, semmai, distribuendo i ruoli in modo inatteso, ‘riscrivendo’, modulando e adattando il copione, provando e riprovando fino allo stremo, davvero. Perché i tempi comici sono una cosa seria e può bastare un secondo per mandare a monte una scena intera. Ma per questo servono attori. Attori e attrici e non anchorman o vallette stonate racimolate per fare cassa dal piccolo schermo.

“Oggi – afferma Franceschi – il teatro è diventato un territorio selvaggio dove c’è di tutto, giornalismo, canzoni, cabaret, tutto tranne la prosa. Bisogna ricominciare a ricomporre i codici, altrimenti – dichiara l’autore e regista – si rischia davvero di allontanare il pubblico”.

Lo spettacolo è il degno finale di una delle più riuscite e impegnative Stagioni del Teatro Bianconi che ha portato nella nostra Provincia il meglio, come testi e come attori, della commedia italiana attuale. 11 spettacoli di professionisti affiancati da 4 proposte amatoriali rigorosamente e attentamente selezionate tra le centinaia di proposte ricevute da tutt’Italia: un cartellone di 15 spettacoli che non ha uguali nel panorama dei teatri della nostra Provincia e anche della nostra Regione. Il tutto grazie esclusivamente alla illuminata Direzione Artistica di Giuseppe Magagnini e alla passione e all’impegno totalmente volontario dell’Associazione Gruppo GIAD che ormai da oltre 37 anni svolge la sua attività teatrale ponendosi come unico obiettivo la crescita culturale e sociale del nostro territorio. Un impegno costantemente teso a migliorarsi anno dopo anno che ha raccolto il gradimento del pubblico progressivamente cresciuto grazie al solo passaparola tra gli spettatori, colpiti dalla qualità dei spettacoli e dalla calda e insieme professionale accoglienza del piccolo ma dinamico teatro dei Cimini. Professionalità, calda accoglienza e passione hanno coinvolto anche i tanti attori professionisti che hanno calcato le scene del Bianconi e che ogni anno chiedono, loro per primi, di tornare nel piccolo paese viterbese e con i quali ormai si è instaurato un rapporto non solo professionale.

Una Stagione finisce e un’altra ancora più splendente e intensa si profila all’orizzonte: tanti sono già gli appuntamenti fissati con spettacoli originali, divertenti, commoventi e attori tra i migliori del panorama teatrale italiano; ancora una volta una Stagione costruita da chi vive il Teatro con passione, per tutti coloro che hanno la passione del Teatro.

Per informazioni e prenotazioni si può consultare il sito internet www.teatrobianconi.it, la pagina facebook  del Teatro Bianconi o telefonare al 340 1045098 (24h) o allo 0761 613695

Al Teatro Bianconi Milena Miconi e Francesca Nunzi: un paradiso di risate. Con la regia di Diego Ruiz “Beate Noi”: due Sante alla conquista di fedeli e di uno spazio sul calendario

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Carbognano, 26 aprile 2015: Ultimi due imperdibili appuntamenti al Teatro Bianconi per chiudere alla grande una Stagione straordinaria. Domenica 3 maggio alle 17.00 sarà la volta di Milena Miconi e Francesca Nunzi, graditissimo ritorno per entrambe, protagoniste della commedia in due atti “Beate Noi”, testo che da due anni le attrici portano in giro per l’Italia con grande successo.
La pièce, diretta da Diego Ruiz e scritta da Mauro Graiani e Francesca Nunzi è la storia surreale di Santa Rita da Cascia e Santa Silvia da Brescia che scoprono di aver perso il loro posto nel calendario e di essere state retrocesse a Beate. La colpa é come al solito della globalizzazione! Eh si perché tutti questi stranieri, tutte queste nuove canonizzazioni obbligano i santi meno pregati a lasciare il posto a santi nuovi e molto più trendy. Come risolvere la situazione? Un comune mortale direbbe:”ci vorrebbe un santo in Paradiso!” ma per loro due, l’unica speranza é tornare sulla terra e compiere un miracolo eclatante che restituisca loro la notorietà! Con grande verve le due attrici dal paradiso finiscono sulla terra per recuperare il posto sul calendario usurpato da improbabili Sante cinesi ” che spuntano come funghi “.
“Rita e Silvia cominciano a sentire il peso della responsabilità che a loro affidano i fedeli” dice Milena, “E finisce vanno in crisi come due donne normali. Io, Santa Rita, divento narcolettica, m’accascio, appunto”, spiega Francesca. “Santa Silvia, per lo stress, parla troppo velocemente, va de prescia, insomma”
Si dice Scherza con i fanti, ma lascia stare i santi.. “Però a me sfurculia, mi piace rendere umane le icone intoccabili, perché secondo me non c’è niente di male” dice Francesca; “Per fortuna che ci sono io che, da credente, ho vigilato che non si desse fastidio a nessuno. Anche se però, pure a me piace portare in scena personaggi diversi, accentuarli, renderli in maniera grottesca” sorride Milena. “E resta il fatto che le donne, oggi, sono proprio sante! In realtà in questa commedia diamo uno spaccato della realtà della donna d’oggi, delle molteplici responsabilità che ha, delle sue ansie e delle sue paure”.
Uno spettacolo davvero esilarante giocato su di un garbato romanesco e sulla simpatia delle due protagoniste. Con una scenografia spartana, da Sante e Beate, le belle attrici si divertono con il pubblico non mancando di ridere e sorridere con gli spettatori: simpaticissima Milena Miconi che non riesce a trattenersi dal ridere al fianco di una irresistibile Francesca Nunzi. Le due donne riescono a tenere la scena a suon di battutine, gesti e sorrisi conquistando anche lo spettatore più restio, che non può non innamorarsene. Per una serata in serena allegria e senza volgarità.
“Con questo spettacolo ho il piacere di riunire alcuni amici che conosco da anni: ho già lavorato insieme a Milena e ci siamo sempre divertite molto, così abbiamo colto l’occasione di dividere la scena, ma questa volta da sole – commenta Francesca Nunzi – con Diego Ruiz invece ho un feeling speciale che con pochi si riesce ad instaurare, avendo interpretato molte sue commedie di successo sa perfettamente cosa ottenere da me, curando la regia di questo spettacolo. Da “BEATE NOI” mi aspetto tanto divertimento, tanta amicizia e soprattutto tanto successo… Perché ce lo meritiamo!”
“Fin dal primo momento, fin dalla prima volta che é nata l’idea di questo spettacolo, mi sono entusiasmata perché questa volta si tratta di interpretare due donne diverse, lontane da tutti gli stereotipi femminili che normalmente vengono affidati a noi attrici – aggiunge Milena Miconi – è stato molto interessante e divertente cogliere le caratteristiche della donna di oggi, quella moderna, in gamba ma piena di tic e di fissazioni, e trasferirle nei panni di una donna antica, di un’icona religiosa. E’ stata un’esperienza divertente grazie anche alla sintonia speciale che unisce me, Francesca e Diego, due amici che professionalmente stimo tantissimo.”
“Dovrei dire beato me! – racconta il regista Diego Ruiz – eh si, perché guidare Milena e Francesca in questa meravigliosa avventura è stato un vero e proprio privilegio. La storia è folle, paradossale, è un viaggio oltre i confini della fantasia, in cui è stato possibile osare, sperimentare e divertirsi a giocare. Ho avuto a disposizione due attrici duttili, piene di talento e dotate di un’invidiabile autoironia. Mi sono sentito come un bambino a cui danno un grande foglio bianco e tante matite colorate.”
Dopo l’appuntamento con Milena e Francesca, toccherà all’inossidabile coppia Nicola Pistoia e Paolo Triestino far calare definitivamente il sipario su questa straordinaria stagione teatrale con il loro ultimo spettacolo “Scacco Pazzo” il 9 e 10 maggio.
Per informazioni e prenotazioni si può consultare il sito internet www.teatrobianconi.it, la pagina facebook del Teatro Bianconi o telefonare al 340 1045098 (24h) o allo 0761 613695.

Domenica 15 marzo alle 17.00 al Teatro Bianconi di Viterbo approderà “L’invisibile che c’è” di Antonio Grosso

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Carbognano, 8 marzo 2015: Dopo l’incredibile Il più bel secolo della mia vita (testo inedito alla prima rappresentazione assoluta a livello nazionale che la scorsa settimana ha letteralmente travolto gli spettatori con la sua carica esplosiva di risate ed emozioni meritandosi ovazioni e applausi con i bravissimi protagonisti, Giorgio Colangeli, Francesco Montanari e Maria Gorini, e gli autori chiamati a più riprese sul palcoscenico da un pubblico entusiasta) è ancora tempo di grandissimo Teatro al Bianconi con uno degli spettacoli più emozionanti degli ultimi anni. Domenica 15 marzo alle 17.00 sullo storico palcoscenico viterbese approderà L’invisibile che c’è di Antonio Grosso. In scena, con la regia di Paolo Triestino, Gennaro Cannavacciuolo, Enzo Casertano e lo stesso Antonio Grosso.
Un padre e un figlio, un figlio e il suo papà: un legame ovviamente profondo e viscerale, un legame che porta l’uomo della nostra storia, un padre, appunto, a vivere emozioni indescrivibili. Vedere il figlio nascere, crescere, diventare uomo e, e…Pochi si sono presi la briga di narrare la storia d’amore tra un figlio e suo padre e questa vicenda ne è intrisa, con semplicità. In questo spettacolo di Antonio Grosso si vola: lo spettatore fluttua e non sempre se ne accorge. Le emozioni sono fortissime e contrastanti. Si affrontano temi drammatici, ma con fantasia e leggerezza, con ilarità e misticismo, il tutto avvolto da un’atmosfera surreale. Una commedia sul dolore, quasi un ossimoro. Anche la morte di un figlio, del resto, è un concetto profondamente contraddittorio. Insomma, l’amore e la vita sono faccende con dinamiche straordinarie. Ne “L’invisibile che c’è” tutto rimane sospeso, tutto orbita intorno a quella ‘e’. La vita, si sa, è imprevedibile, ma cosa accadrebbe se lo diventasse anche la morte?
L’invisibile che c’è è una di quelle favole in cui un dolore sterminato grazie alla sensibilità e alla delicatezza della poesia assume sfumature più lievi, in cui anche di fronte alla perdita incomprensibile e inaccettabile di un figlio si può trovare uno spiraglio di luce in una forma di accettazione mistica unita ad una cristiana rassegnazione. La pièce ha l’enorme merito di affrontare il tema della morte, in particolare l’imperscrutabile e cinica tragedia rappresentata dalla perdita di un figlio, attraverso una scrittura che concilia, con grande intelligenza drammaturgica, i colori scuri dell’inevitabile dramma con quelli più leggeri della commedia. L’autore, Antonio Grosso, si dimostra sorprendentemente all’altezza della difficoltà, evidenziando, nonostante la sua giovane età, una maturazione artistica che conferma di fatto che ci troviamo di fronte ad un autore contemporaneo che fa ben sperare per le sorti del teatro italiano. Il coraggio di mettersi in gioco spingendosi in terreni scivolosi piuttosto che rifugiarsi in contesti già collaudati di facile lettura drammaturgica è indice di grande intelligenza artistica che va sicuramente a suo favore. Alle doti di scrittura però si aggiungono quelle interpretative; infatti anche in questo l’attore di origini campane, che nella commedia si riserva la parte del figlio, ha dimostrato una crescita di assoluto rilievo presentandosi come una delle migliori promesse dell’attuale panorama italiano.
Il ruolo del padre, interpretato da uno straordinario Gennaro Cannavacciuolo, è una lezione di teatro Un personaggio tanto commovente quanto avvincente in una prova attoriale che tra una carezza all’anima ed un pugno al cuore, avvicina al teatro anche i più renitenti. Mai sopra le righe, capace di commuovere, profondamente, un magnetismo che riconcilia con la recitazione. Di lui parla la storia: cresciuto e formatosi con Eduardo De Filippo e continuando poi con Pupella Maggio, la sua carriera è costellata di successi di grande prestigio, che lo hanno visto confrontarsi con scelte artistiche sempre più impegnative, portandolo ad interpretare spettacoli che hanno fatto realmente la storia del teatro come Cabaret, Concha Bonita, le Notti di Cabiria, il Bacio della Donna Ragno, Carmela e Paolino, Questa sera Amleto, e tanti altri, divenendo nel tempo un attore sinonimo di talento, classe, eclettismo e fantasia insuperabili, uno degli ultimi eredi della grande scuola teatrale legata ad Eduardo.
A Grosso e Cannavacciuolo si aggiungono i vicini di casa, interpretati magistralmente da Enzo Casertano e Antonello Pascale, che si ritagliano il ruolo di rottura brillante. I loro ruoli tuttavia non si esauriscono nella solo componente comica ma si valorizzano con altrettanti momenti di particolare impatto drammatico, che ne evidenziano in modo cristallino e indiscutibile la bravura indiscussa. Lo stesso plauso va rivolto alla ragazza del compianto figlio, interpretata da Roberta Azzarone, che riesce a disegnare un personaggio di estrema delicatezza e sensibilità.
La regia di Paolo Triestino è riuscita a far sì che tutte le componenti in gioco venissero miscelate fondendosi in un capolavoro di equilibrio. Non a caso parlavo di poesia, in quanto l’intera commedia ne è intrisa in tutte le sue componenti: dai suoni evocativi alle atmosfere oniriche sapientemente modellate da un disegno luci discreto quanto efficace, cosi come si dimostrano di grande efficacia le magnifiche scene.
Per informazioni e prenotazioni si può consultare il sito internet www.teatrobianconi.it, la pagina facebook del Teatro Bianconi o telefonare al 340 1045098 (24h) o allo 0761 613695.

Prima nazionale assoluta al Teatro Bianconi. “Il più bel secolo della mia vita” con Giorgio Colangeli e Francesco Montanari. Il testo inedito di Alessandro Bardani e Luigi Di Capua. Sul palco il Boss di Distretto di Polizia e il Libanese di Romanzo Criminale

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Carbognano, 22 febbraio 2015: Un altro unico e irripetibile evento caratterizza il prossimo appuntamento della stagione del Teatro Bianconi di Carbognano. Infatti il domenica 1° marzo alle ore 17.00, in prima nazionale assoluta sarà presentato Il più bel secolo della mia vita testo inedito di Alessandro Bardani e Luigi di Capua che ne curano anche la regia. Protagonisti due attori dall’indubbio valore artistico che hanno più volte palesato nelle tante produzioni televisive, teatrali e cinematografiche a cui hanno partecipato: Giorgio Colangeli (il Boss di Distretto Polizia 7) e Francesco Montanari (Il Libanese di Romanzo criminale). Lo spettacolo (il cui primo titolo nella fase di lancio della stagione era N.N. Non è mai troppo tardi) rappresenta un evento artistico e culturale di valore inestimabile per la valenza artistica dei protagonisti e degli autori. Dopo la prima nel teatro dei Cimini, lo spettacolo inizierà la tournee debuttando su prestigiosi palcoscenici di Napoli e Roma.
La storia prende spunto da una legge (Legge n. 184 del 4 maggio 1983), tutt’ora in vigore nel nostro Paese e unica in Europa, che vieta ai figli non riconosciuti alla nascita, detti in gergo: “N.N.”, di venire a conoscenza dell’identità dei genitori naturali se non dopo aver compiuto 100 anni. La commedia racconta l’incontro tra Giovanni e Gustavo, due N.N., rispettivamente di 30 e 99 anni e il loro divertente, ironico e dissacrante viaggio alla ricerca delle proprie origini.
Giovanni non è stato riconosciuto alla nascita dalla mamma naturale. Lui come altri 400.000 in
Italia. Ora che è grande vorrebbe esercitare il diritto di conoscere il vero nome della propria genitrice, ma questo non gli è possibile se non dopo aver compiuto Cento Anni. 100 anni. Giovanni non ci sta: in tanti come lui, stanno spendendo una vita senza sapere chi è la madre. Alla categoria N.N. e adottati appartengono anche nomi illustri come John Lennon, Marilyn Monroe, Qui Quo e Qua, Giovanni si batte anche per loro. E allora si impegna con la F.A.E.G.N. (Associazione nazionale figli adottivi e genitori naturali) per far si che la legislazione italiana si allinei con gli altri paesi, e quella mattina, in uno degli incontri dell’associazione da lui organizzati, conosce Gustavo: un quasi centenario, NN come lui, che tra poco riuscirà finalmente a superare i limiti della legge, e a scoprire la verità sulla sue origini. Il problema è a che a lui non gliene frega niente. L’intervento di Gustavo alla riunione è l’inizio di un rocambolesco rapporto tra lui e Giovanni, in cui i due, specchio di ideali lontani, lasceranno reciprocamente un segno indelebile l’uno nell’altro. Una commedia dissacrante su due generazioni a confronto, punti di vista opposti che devono fare i conti con le stessa domande “chi sono?” “chi è mia madre?” “è meglio McDonald o Burger King?”.
Il testo presenta momenti di intensa commozione e tensione emotiva, ma anche irresistibili gag e risate che non possono che avere il retrogusto amaro di un’esistenza avvertita da Giovanni come incompleta e priva di radici. I due straordinari attori hanno alle loro spalle un solido e copioso curriculum artistico .
Francesco Montanari è diventato famoso per la sua partecipazione, nel ruolo del “Libanese”, in Romanzo criminale – La serie, serie tv ispirata alla vera storia della banda della Magliana. Ma le sue esperienze professionali comprendono anche il film Oggi sposi, allo spettacolo teatrale Sunshine al fianco di Benedicta Boccoli e Sebastiano Somma per la regia di Giorgio Albertazzi e, insieme a Riccardo De Filippis, a Il Calapranzi di Harold Pinter, per la regia di Giorgio Caputo. Nel 2010 è protagonista dello spettacolo Killer Joe, di Tracy Letts. Nello stesso anno recita da protagonista anche in Piccoli equivoci, per la regia di Claudio Bigagli. Ancora protagonista, assieme a Vanessa Hessler, del film: Sotto il vestito niente – L’ultima sfilata di Carlo Vanzina. Nel 2013 compare in Squadra antimafia interpretando Achille Ferro, spietato mafioso catanese.
Giorgio Colangeli, dopo essersi laureato in Fisica Nucleare, comincia l’attività dell’attore nel 1974 interpretando spettacoli per le scuole. Nel (1981) recita nello spettacolo “Voi noi e Campanile” su testi di Achille Festa Campanile con la compagnia “Il Cerchio di Gesso” di Roma. Tra i suoi lavori figurano i film Pasolini, un delitto italiano (1995), regia di Marco Tullio Giordana, e La cena (1998), regia di Ettore Scola, per cui vince il Nastro d’Argento, come miglior attore non protagonista, la miniserie tv Questa è la mia terra (2006), diretta da Raffaele Mertes, e il film L’aria salata (2006), regia di Alessandro Angelini, per cui vince ilDavid di Donatello 2007, come miglior attore non protagonista. Nel 2007 interpreta il ruolo del boss Vincenzo Neri nella serie tv di Canale 5 Distretto di polizia 7, con Massimo Dapporto, regia di Alessandro Capone e Davide Dapporto, prende parte alle miniserie tv di Rai 1 Rino Gaetano – Ma il cielo è sempre più blu, regia di Marco Turco, con Claudio Santamaria, e Liberi di giocare, con Pierfrancesco Favino, regia di Francesco Miccichè. Nel 2008 ha preso parte alla serie televisiva I liceali, mentre al cinema ha interpretato Salvo Lima nel film Il Divo di Paolo Sorrentino. Nel 2009 prende parte a vari film: il drammatico Marpiccolo di Alessandro di Robilant, il thriller La doppia ora, la commedia drammatica Ce n’è per tutti e l’intenso Alza la testa con Sergio Castellitto. L’anno successivo recita nel film La nostra vita per la regia di Daniele Luchetti, ne La banda dei Babbi Natale di Paolo Genovese e ancora ne La donna della mia vita, al fianco, tra gli altri, di Stefania Sandrelli. Nel 2012 è nel cast di Romanzo di una strage sotto la guida esperta di Marco Tullio Giordana. Nel 2014 prende parte alla miniserie televisiva Non è mai troppo tardi interpretando il direttore del carcere minorile dove insegnò l’allora giovane maestro Alberto Manzi e appare anche nella fiction della Rai Braccialetti rossi.
Gli autori: Alessandro Bardani è uno dei due autori de “Il Più Bel Secolo Della Mia Vita”.
Già attore per il cinema e per la tv (in “Romanzo Criminale – La Serie”), Alessandro vince nel 2007 il Premio Alice David di Donatello per il corto “Relatività”. Nel 2013 dirige il corto “Ce l’hai un minuto”, ricevendo la nomination al David di Donatello e vincendo 44 premi in festival italiani e internazionali. “Ce l’hai un Minuto?” viene proclamato come il più premiato in Italia nel 2013 e vede come protagonisti gli stessi Colangeli e Montanari che vedremo a teatro con “Il Secolo Più Bello Della Mia Vita”.
Luigi Di Capua è l’altro co-autore de “Il Più Bel Secolo Della Mia Vita” che approda come autore teatrale dopo la web-serie The Pills di cui è sceneggiatore e protagonista.
Per informazioni e prenotazioni si può consultare il sito internet www.teatrobianconi.it, la pagina facebook del Teatro Bianconi o telefonare al 340 1045098 (24h) o allo 0761 613695.

Ritorna al Teatro Bianconi la comicità travolgente di Diego Ruiz con “Il matrimonio può attendere”. Una commedia esilarante sui rapporti di coppia e sul matrimonio. Sul palco anche Fulvia Lorenzetti. Regia di Nicola Pistoia

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Carbognano, 25 gennaio 2015: Al Teatro Bianconi continuano i grandi appuntamenti con la commedia italiana e la prossima domenica 1 febbraio alle ore 17.00 l’esigente pubblico del teatro viterbese potrà assistere ad un gradito ritorno. Dopo i trionfi degli scorsi anni, di nuovo protagonista sullo storico palcoscenico dei Cimini sarà infatti Diego Ruiz con la sua commedia “Il matrimonio può attendere” che ormai porta in giro per tutta Italia da oltre 10 anni mietendo ovunque successi e risate. A fianco a lui, al posto della storica protagonista Francesca Nunzi temporaneamente impegnata in altri importanti progetti artistici, la fulgida bellezza e il cristallino talento di Fulvia Lorenzetti. Cura la regia un’altra vecchia conoscenza del Teatro Bianconi: Nicola Pistoia. 

La storia narrata nello spettacolo prende avvio in una notte di luna piena durante la quale un’automobile percorre una strada di campagna. Una curva pericolosa, un momento di distrazione. Uno schianto squarcia il silenzio. La donna al volante e l’uomo accanto a lei sembrano non avere speranze….

E’ la prima scena di un film noir dalle atmosfere rarefatte? O magari di un drammatico polpettone strappalacrime? Macchè! E’ invece l’inizio di una commedia esilarante dove Diego Ruiz e Fulvia Lorenzetti si scateneranno in un feroce scontro sui rapporti di coppia, sul matrimonio e sui piccoli grandi interrogativi dei trentenni/quarantenni.

Meglio single che male accompagnati? Sicuramente, però se sei una donna e non hai più 20 anni, ti devi rassegnare a farti chiamare “signora”, perché se rispondi che non sei ancora sposata fai un’ inesorabile figuraccia. E se sei un uomo? Alcuni dicono che sei più fortunato… all’apparenza! Alle tue spalle si mormora che se non ti sei ancora accasato è perché o sei gay o non sei particolarmente dotato. Il tempo passa inesorabile e ce ne accorgiamo perché arriva per tutti quel particolare giorno in cui, chissà cosa diavolo succede al nostro aspetto, la gente comincia a darti del lei.

E i figli? “Per carità. Io voglio godermi la vita! Cosa ci sarà mai di così infinitamente tenero nel cambiare un pannolino sporco?” Eppure li vedi, i neo-genitori, con le loro occhiaie da nottate insonni, con le loro camicie impataccate da bavette e rigurgitini, che ti guardano con l’espressione di chi sa di essere invidiato. Tu un po’ li compatisci, ma poi ripensi a te stesso che continui a dichiararti uno spirito libero, quando invece ti commuovi di fronte alla pubblicità dei pannolini.

Singles entrambi in quell’età che va dai trenta ai quaranta in cui si può cominciare a “tirare le fila” riguardo tanti aspetti della propria vita, i due protagonisti si trovano invischiati in una serie di piccoli ed esilaranti battibecchi mentre attendono i soccorsi diventano emblemi della nota incomunicabilità di fondo tra i due sessi. Condizione che non per questo attenua il desiderio di cercare sempre e comunque un’altra metà, nonostante i tanti momenti di difficoltà prima di trovare un giusto equilibrio.

Con una scenografia costituita dal solo muso di una Mini Rover ammaccata immersa tra le frasche, Diego Ruiz e Fulvia Lorenzetti danno così vita ad una commedia sulla coppia e su quegli equivoci che spesso fan sembrare uomo e donna due pianeti diversi. Uno spettacolo di quasi due ore durante le quali emergono la simpatia e la bravura dei due attori protagonisti che, spesso sopra le righe, alzando la voce o aumentando in modo esagerato la gestualità, danno maggiore intensità alle battute. Chi ha detto che i 30 anni sono la più bella età? Provatelo a chiedere a Diego e a Fulvia: vi divertirete, anzi, riderete fino alle lacrime.

 Per informazioni e prenotazioni si può consultare il sito internet www.teatrobianconi.it, la pagina facebook  del Teatro Bianconi o telefonare al 340 1045098 (24h) o allo 0761 613695.