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seoguru

Consulente informatico freelance.

Il nuovo meteo blog di PrevisioniMeteo.it

Scritto da seoguru il . Pubblicato in Nuovo Sito Web

A partire dal 1° novembre è nato un nuovo meteo blog in collaborazione con Genium srl ed a cura di PrevisioniMeteo.it, il primo aggregatore di previsioni metereologiche in lingua italiana.

Si tratta di un angolo di approfondimento che vuole offrire uno spazio di tipo diverso agli utenti che normalmente consultano il sito PrevisioniMeteo.it alla ricerca di aggiornamenti puntuali sulle previsioni del tempo in tutta Italia.

A differenza del sistema che rielabora i dati metereologici dei 3 principali fornitori italiani di previsioni, il Meteo Blog non si limita ad essere necessariamente confinato nella strettissima attualità tipica dei siti che si occupano di previsioni del tempo. Al contrario ospita approfondimenti che possono del tutto trascendere dalle attuali condizioni atosferiche ma comunque offrire al potenziale lettore uno spunto di approfondimento e dialogo su quelli che sono i temi di fondo della meteorologia e dello studio delle variazioni climatiche.

Accostare contributi di corto e lungo respiro, incuriosire il lettore con divagazioni del tutto avulse, ma comunque capaci di richiamare i temi e sottolineare il contesto di riferimento con cui il lettore si approccia al ‘tempo’ e alle sue bizze, ma anche commentare l’attualità metereologica senza l’ambizione di aggiungere nulla di particolarmente sofisticato al già complesso dibattito scientifico tra addetti ai lavori, ma al contrario tentare a sintetizzare la situazione atmosferica con un linguaggio decisamente accessibile per tutti.

Queste sono ad ampi stralci le linee editoriali che guidano il piccolo ma combattivo meteo blog di PrevisioniMeteo.it.

Sul piano prettamente tecnologico-funzionale il meteo blog ha religiosamente rispettato il layout grafico del sito che lo ospita, accogliendo quegli elementi grafici che senz’altro lo rendono particolarmente colorato e ‘piacevole’ alla vista, rispetto ai più freddi ed asettici siti che si occupano di meteorologia in Italia.

Ovviamente il blog è stato integrato con un’applicazione Facebook contestuale che potrà permettere e facilitare l’interazione dei lettori, sia attraverso i plugin di discussione e condivisione presenti su sito che direttamente sulla pagina fan allestita ad hoc.

Ottenere ‘Mi piace’ su Facebook grazie alla riprova sociale

Scritto da seoguru il . Pubblicato in Internet

Il “Mi piace” non dipende esclusivamente dal fatto che una cosa, istintivamente, sia di nostro gradimento o no. Dipende soprattutto dalla riprova sociale, ovvero da quanto quel post o quella pagina siano già piaciuti ad altri.

Non importa chi siano gli altri e che cosa fanno. Sicuramente, se un amico ha già messo “Mi piace” a qualcosa, l’utente sarà portato a mettere anche il suo “Mi piace”. Se poi, oltre all’amico, la cosa ha interessato altre 20000 persone (perché ci sono 20000 “Mi piace”), allora poi quel contenuto non deve essere così male.

Quindi, si clicca. Perché, in fondo, piace anche a noi. Se un contenuto non ci soddisfa, ci possono essere anche un milione di “Mi piace”, non ci interesserà lo stesso. Se, invece, siamo indecisi se cliccare o no, allora i ‘like’ saranno un fattore determinante per la nostra scelta. Ecco perché potrebbe aver senso allestire strategie per aumentare i mi piace su Facebook raccolti dalla nostra pagina fan.

Come si realizza la riprova sociale senza che l’utente ne sappia nulla? Torniamo al nostro esempio: se l’amico dell’utente ha messo “Mi piace”, non era certo perché l’utente lo sapesse.

Come l’amico ha messo il “Mi piace”, l’utente ha ricevuto una notifica che lo informava del “Mi piace” dell’amico. L’amico non sa se l’utente guarderà il post o se metterà il “Mi piace” come lui. L’amico ha messo il “Mi piace” semplicemente perché gli andava.

Nonostante questo, ha scatenato la riprova sociale: l’utente andrà a vedere per curiosità e si accoderà all’amico nella maggior parte dei casi.

Un altro fattore incide nel fare click su “Mi piace”: lo scambio.Capita che un amico crei una pagina fan e che chieda di mettere il “Mi piace” sulla sua pagina. L’utente lo fa, ma “in cambio” vorrà un “Mi piace” sul suo post/pagina.

Lo scambio non è sempre costruttivo. Magari riceveremo qualche “Mi piace” in più, ma poi l’utente non si sentirà parte della pagina e la dimenticherà: ha già fatto “lo scambio”, quindi non gli interessa l’interazione. Non è coinvolto.

Senza coinvolgimento, quel “Mi piace” non diventa una “Persona che ne parla”, quindi non porta nulla alla pagina: è solo uno scambio.

Non importa la quantità, ma la qualità. 100 fan che commentano, che seguono, che parlano sono meglio di 1000 che non passano mai dalla pagina. Per coinvolgere chi ha già fatto “Mi piace”, ci vuole pazienza, strategia e un consiglio esperto, che saprà gestire la pagina Facebook per dare una marcia in più alla tua reputazione online.

La riprova sociale è complessa: non si possono prevedere al 100% i comportamenti umani, ma si può strutturare una pagina Facebook in modo che sia apprezzata dall’utente.

Caratteristiche di una casa ecologica

Scritto da seoguru il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

La casa ecologica non ha la pittura verde, ma ha delle caratteristiche ben definite che consentono di vedere i vantaggi di un investimento del genere.

In molti si fanno costruire appartamenti con queste caratteristiche non solo per salvaguardare l’ambiente, ma soprattutto per il risparmio in bolletta e per il comfort che le case ecologiche sanno dare. Qualche esempio?

Una casa ecologica evita le litigate con i vicini, soprattutto se si hanno figli adolescenti. Tutti i ragazzi amano suonare qualche strumento musicale a una certa età: la chitarra alle ore più pazze, però, infastidisce chi sta intorno.

Una casa ecologica è quella che è isolata sia termicamente che dal punto di vista sonoro: quindi i vostri figli potranno strimpellare e tenere il PC ad alto volume quanto vogliono, mentre i vostri vicini non sentiranno nulla.

Essendo totalmente isolata, la struttura protegge voi e la vostra famiglia dalle infiltrazioni che possono provenire sia dall’esterno, sia dall’interno (le cariche elettrostatiche sono calmierate dalla struttura stessa in legno, una sicurezza in più oltre la messa a terra).

Una casa ecologica è anche una struttura antisismica. Cosa vuol dire? La struttura in legno è più flessibile rispetto alla struttura in cemento: la casa, quindi, “accompagna” le piccole scosse di assestamento e solo una scossa fortissima è in grado di raderla al suolo. Ancora una volta, è la sicurezza personale e dei propri cari più che l’occhio all’ambiente a far pensare a una struttura ecologica.

Quali sono i materiali di una casa ecologica? Il legno in tutte le sue varianti la fa da padrone: il sughero per isolare gli ambienti e rendere più leggere le strutture, la cellulosa e il legno duro si accompagnano ai materiali tipici della bioedilizia.

Qualche esempio? I vetri sono doppi grazie alla verniciatura proveniente da fibre naturali, la lana, il cotone e la canapa garantiscono l’isolamento termico e danno alla casa quel senso di accogliente valore che non dovrebbe mai mancare in un appartamento.

Tutti gli altri elementi (e qui passiamo alla vera e propria vena ecologica) provengono dal riciclaggio dei materiali gettati nei rifiuti. Ovviamente materiali come la plastica e i metalli passano sotto una lunga lavorazione prima di essere utilizzati nella nostra casa ecologica.

I preventivi sapranno informare sulla provenienza dei materiali e sulle caratteristiche della nuova casa ecologica. D’altra parte, pensare ecologico consente un alto rendimento se decideste un giorno di vendere l’immobile.

Se non volete aspettare fino ad allora, sappiate che le detrazioni previste dalla legge sono già presenti nei preventivi e che per ottenerli dovete solo passare dal commercialista.

Come gestire il condizionatore in inverno

Scritto da seoguru il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Il condizionatore è apprezzato e usato soprattutto in estate, quando le temperature torride rendono impossibile una vita tranquilla senza. In inverno, molti preferiscono scaldarsi con qualche coperta in più. Come gestire allora il condizionatore, visto che sta arrivando la stagione fredda?

Iniziamo dall’acquisto: i condizionatori più adatti a gestire sia l’estate che l’inverno sono a pompa di calore. Se la vostra zona non è particolarmente rigida, il condizionatore può far salire la temperatura di quei 7-9 gradi centigradi utili per mantenere la temperatura stabile.

In alternativa, il consiglio è di dotarsi di strumenti specifici per l’estate e per l’inverno: se abitate in montagna, un camino o una stufa a pellet saranno più idonei di qualsiasi condizionatore, mentre un semplice impianto per raffreddare l’ambiente sarà utile in estate (in alta quota è un po’ difficile che la temperatura in estate arrivi a 40 gradi centigradi!).

Da tener conto sempre al momento dell’acquisto è il consumo: se volete usare il condizionatore in inverno e in estate, meglio dotarsi di un sistema a classe AA, per evitare rimorsi quando arriva la bolletta elettrica (anche con la tariffa bioraria, non perdona!).

Altro parametro da vedere è quanta corrente consuma il vostro sistema di regolazione dell’ambiente: il consumo in Watt è indicato in confezione. A causa dei forti sconti che arrivano proprio in questo periodo dell’anno (il migliore per acquistare il condizionatore), molti non prestano attenzione a queste caratteristiche fondamentali.

Parliamo ora dell’uso del condizionatore in inverno: non siete ai tropici e far diventare la vostra casa un forno vi renderà più soggetti alle malattie comuni del periodo influenzale se farete arrivare la temperatura interna a 26 gradi centigradi.

Puntate a una temperatura di 22 gradi, almeno nelle ore notturne e mai per un periodo prolungato: una volta ottenuto un certo riscaldamento (magari amplificato da un sistema di isolamento termico), meglio spegnere e lasciare che la casa “respiri” un po’.

Il controllo degli spifferi non dovrebbe mai mancare per utilizzare al meglio il condizionatore, soprattutto se il clima è rigido: prima che arrivi l’inverno, controllate se c’è qualche lavoro da fare.

Se lo trovate, potrebbe essere la volta buona per sfruttare gli ecoincentivi del Governo, rinnovando l’appartamento prima che il freddo renda meno agevole i lavori di ristrutturazione.

Infine, un controllo al condizionatore e all’impianto anti-umidità non sarebbe male: è una procedura semplice, poco dispendiosa e che consente di evitare diversi disguidi (se lo dovete cambiare, almeno lo sapete prima che si rompa).

Come usate il vostro condizionatore in inverno?

Le opportunità dell’idrogeno

Scritto da seoguru il . Pubblicato in Ambiente, Aziende

L’idrogeno è un elemento presente in natura, che è però invisibile. L’idrogeno, però, si trova in sostanze che siamo abituati a conoscere, come l’acqua. La sua capacità di produrre energia pulita ha spinto molti ricercatori a studiare impianti che oggi si usano per risparmiare sulla bolletta energetica (oppure sulla benzina).

Infatti, la sperimentazione dell’idrogeno come fonte di energia elettrica è partita proprio dal settore dell’auto. Con la benzina sempre più cara, l’idrogeno rappresenta un’ottima alternativa per il portafoglio e, per i più esigenti, sono in fase di sviluppo anche i modelli ibridi.

Come funziona un’auto a idrogeno? È molto semplice: utilizzando l’acqua. Invece di mettere la benzina, l’automobilista del futuro potrà usare l’acqua. Il motore interno procederà poi a scindere dall’acqua l’ossigeno dell’idrogeno.

L’idrogeno verrà bruciato subito per dare energia alla macchina, mentre l’ossigeno uscirà dai tubi di scappamento come oggi esce l’anidride carbonica. Questo comporterà un’aria più pulita e meno inquinata, ma anche un notevole risparmio per le tasche di chi ha un’auto simile.

La sperimentazione con lo stesso principio è in atto anche nel campo aziendale: le aziende, però, dovrebbero convertire gli impianti per trasformare il calore dell’idrogeno in energia elettrica (con un impianto termodinamico).

Se tutto questo vi sembra fantascienza, pensate a una centrale idroelettrica che sfrutta l’acqua due volte: la prima volta utilizzando la forza cinetica dell’acqua e la seconda volta con l’idrogeno.

Un doppio risparmio dovuto alla cogenerazione, che non lascia spazio a dubbi sul futuro. Anche l’idrogeno, come le altre fonti rinnovabili, ha però dei punti oscuri che gli scienziati stanno tentando di scoprire.

Passare dalla benzina all’acqua non è poi un grandissimo vantaggio: significa davvero passare da una fonte non rinnovabile all’altra, senza contare il fatto che il 70% della popolazione mondiale vive assetata.

Si cercano così altre fonti di idrogeno, visto che nell’ambiente è un componente così comune: le soluzioni non tarderanno ad arrivare, ma le sperimentazioni sono già eccellenti.

Alle fiere di settore, l’idrogeno è il vero protagonista del futuro energetico. Oltre alle auto, si è pensato a un sistema di raffreddamento per abitazioni, oppure allo sfruttamento delle maree senza dover causare problemi all’ambiente.

Le potenzialità dell’idrogeno sono davvero enormi, ma per sfruttarle sono necessari ulteriori studi: la gara della ricerca è aperta, ma purtroppo dobbiamo constatare come, ancora una volta, l’Italia sia indietro.

I nostri scienziati vanno all’estero per i brevetti, mentre Cina e USA hanno creato campagne di finanziamenti ad hoc per questo tipo di ricerca. L’idrogeno salverà il mondo?