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Tre indizi per capire quando è ora di sostituire il tuo telefono IP

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Alcuni indicatori segnalano quando sarebbe opportuno valutare uno svecchiamento del parco installato.

Berlino – Poter affermare che terminali IP prodotti 12 anni fa, come i telefoni Snom 300, sono ancora in uso presso decine di migliaia di aziende è un vero record nell’industria della telefonia IP. Il noto pioniere berlinese del VoIP punta da sempre sulla qualità dei materiali e la solidità delle tecnologie che immette sul mercato e fa della longevità dei propri terminali un marchio di fabbrica. Alla luce della rapida obsolescenza di smartphone, notebook e PC, datati già dopo due o tre anni, il ciclo di vita dei terminali IP di Snom ne fa veri diamanti dell’informatica. Ma, a differenza di un diamante, il telefono aziendale, per quanto apparentemente indistruttibile, non è per sempre.

Con l’avvento di nuove piattaforme UCC ben più versatili di un mero sistema telefonico risalente agli albori del Voice over IP e a fronte della crescente esigenza di potersi avvalere con immediatezza delle funzionalità erogate attraverso il telefono da scrivania, giunge il momento in cui è necessario dotarsi di terminali di nuova generazione. Pietro Bertera, Global Support & Training Director di Snom Technology, ne rivela i tre primari indizi.

“Lavoreresti con un PC prodotto 12 anni fa?
E con un telefono altrettanto datato?
Ma se ti dicessi che nel tuo telefono c’è un PC?”

Pietrobertera

Pietro Bertera, Global Support & Training Director, Snom Technology

1. Nel tuo telefono IP c’è un vero e proprio computer in miniatura. Lavoreresti con un PC prodotto 12 anni fa?

Una scheda madre, un chipset, una memoria e una RAM, un display LCD, un sistema operativo con interfaccia web, componenti hardware per la connessione alla rete aziendale (Fast Ethernet ndr.), un tastierino e un jack per headset cablati. No, non si tratta di un vecchio PC ma degli elementi che, insieme alla cornetta costituivano un decennio fa la stragrande maggioranza dei telefoni IP. Piccoli computer in miniatura in uno chassis di materiale plastico, preposti a compiti semplici: ricevere e condurre telefonate, leggere a display il numero selezionato o indicazioni sul numero chiamante e le opzioni del menu del telefono stesso. Ma ai moderni telefoni IP si chiede molto di più.

  • Fruibilità dei nuovi firmware
    In oltre un decennio la tecnologia ha fatto passi da gigante in termini di hardware e software. I terminali con un chipset ormai datato e una RAM di dimensioni ridotte difficilmente sono in grado di gestire i nuovi firmware, pensati per componenti più potenti. È un po’ come voler installare applicazioni a 64 bit su un PC da 32, voler aggiornare a Windows 10 un sistema con pochi megabit di RAM e di disco fisso o volerlo integrare in una complessa architettura di rete con protocolli e directory incomprensibili perché molto più avanzate. Tra oltre a dotare i terminali IP di nuove funzionalità i nuovi firmware chiudono eventuali vulnerabilità. Un punto che merita osservazioni specifiche.
  • Sicurezza
    Sempre sfruttando il parallelismo con i PC pensiamo a sistemi con Windows XP, non più aggiornabili, con tutte le conseguenze che ne derivano lato sicurezza. Nel caso di telefoni IP non più aggiornabili per carenza di risorse computazionali è facile immaginare lo stesso tipo di problematica. Con il passare del tempo risulterà più facile abusare di un telefono IP datato per procurarsi accesso illecito alla rete. Se anche il vecchio terminale IP venisse impiegato per la mera conduzione di telefonate, il punto “sicurezza” dovrebbe far suonare qualche campanello d’allarme.

2. Interoperabilità

L’utente percepisce la qualità e versatilità della soluzione UCC adottata in azienda attraverso il telefono IP che ha sul tavolo. Per questo motivo Snom in primis e gli ormai numerosi produttori di soluzioni VoIP, come gli stessi operatori, cercano di garantire la massima interoperabilità tra la terminalistica e la centrale telefonica. Numerosissime ormai le funzioni di collaboration e office automation che vanno ben al di là della mera telefonia e che vengono erogate tramite i moderni telefoni. E che dire delle nuove modalità di configurazione automatica e gestione remota dei terminali IP attraverso il centralino? Si tratta di caratteristiche fruibili a seconda del livello di interoperabilità tra il telefono IP e la piattaforma per la telefonia e che fanno indubbiamente la differenza tra un’implementazione in stile patchwork realizzata con i debiti compromessi e un deployment rapidissimo di un ampio numero di telefoni (per fare un esempio: una delle installazioni realizzate in Italia presso una nota università contempla oltre 11.000 terminali Snom). Se ci si vuole dotare di una moderna soluzione UCC, magari ospitata nel cloud, forse è ora di dire addio al vecchio telefono.

3. Design

Se confrontiamo i telefoni IP di un decennio fa con i loro successori di nuova generazione la differenza lato design è abissale. Certo, l’aspetto del terminale non è un criterio essenziale di scelta, se non in ambienti particolarmente attenti allo stile degli arredi e degli accessori. Ma che impressione darebbe un telefono visibilmente obsoleto in una camera di un cinque stelle lusso o negli uffici dirigenziali di grandi corporations? Per quanto sia vero che l’abito non fa il monaco, anche l’occhio, oltre che la tecnologia, vuole la sua parte, ma non solo. I moderni terminali interagiscono con l’ambiente che li circonda. Cosa irrealizzabile con i vecchi telefoni IP. E siamo onesti, le etichette di carta scritte a matita per identificare i tasti funzione hanno fatto il loro tempo! E’ giunta l’era dei display a colori ad alta leggibilità!


Snom Technology

Snom, produttore internazionale di terminali IP premium per l’uso professionale, nasce come pioniere della tecnologia Voice-over-IP (VoIP) a Berlino, Germania, nel 1997. Nell’arco di vent’anni, il marchio Snom, noto a livello internazionale, è diventato sinonimo di soluzioni innovative per la telefonia.
Il successo dell’azienda poggia su due pilastri: tecnologia di prima classe e know-how locale. Snom crede fortemente nella gestione locale delle attività commerciali e dispone attualmente di filiali in otto Paesi. Le divisioni deputate allo sviluppo di hardware e software, alla gestione della qualità, all’interoperabilità e al marketing sono invece dislocate presso la sede centrale a Berlino.
Un altro fattore essenziale del successo dell’azienda è l’intento di offrire prodotti e soluzioni su misura. Dai display e telefoni dotati di caratteri ebraici fino alla personalizzazione dei terminali per grandi operatori come Vodafone, i prodotti Snom si adattano alle esigenze delle più varie tipologie di clientela.
L’imponente portafoglio prodotti di Snom è interamente conforme agli attuali standard di sicurezza europei. I telefoni IP da tavolo, da conferenza e cordless DECT di Snom sono dotati di una pletora di funzionalità e di una qualità audio di alto livello, oltre a integrare fino a 27 lingue a seconda del modello. A completamento della propria gamma di terminali, Snom offre un’ampia scelta di accessori, tra cui headset e moduli di espansione. Tutti i device sono forniti con una garanzia di tre anni.
I clienti e partner Snom beneficiano di programmi di fidelizzazione particolarmente interessanti e di diverse tipologie di servizi, elementi che hanno consentito all’azienda di costruire rapporti di stretta collaborazione e fiducia con la propria clientela, che contribuiscono all’immagine positiva che Snom si è guadagnata negli anni tanto quanto l’assistenza personalizzata erogata e le tecnologie allo stato dell’arte offerte.
Dal 2016 Snom è parte del gruppo Vtech, produttore leader mondiale di telefoni cordless.
Per ulteriori informazioni pregasi consultare il sito www.snom.com

Snom potenzia il team di canale: Nuove assunzioni nell’area germanofona, in Spagna e Benelux

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Economia, Tecnologia

Snom, pioniere tedesco del VoIP e noto produttore di telefoni IP per le aziende, rafforza il proprio team commerciale con l’assunzione di due nuovi responsabili di canale in Spagna e nell’area germanofona. Insieme al nuovo Channel Director per il Benelux, Stefan Fuchs, le nuove assunzioni operate dal vendor tra marzo e aprile ne confermano la strategia incentrata sul principio del management locale.

Una posizione creata ad hoc per il Benelux

Stephan Fuchs, tedesco d’origine ma olandese d’adozione, ricopre dall’inizio di aprile il ruolo del Channel Director di Snom per il Benelux. Il suo compito consiste nello sviluppo di partnership commerciali con gli operatori di canale dei tre Paesi. Questa posizione non esisteva in precedenza nella regione. Con la nuova nomina, Snom ribadisce la sua volontà di assicurare ai partner un punto di contatto locale, in grado di rispondere tempestivamente a qualsiasi richiesta. Fuchs è quindi il punto di riferimento per distributori, carrier ITSPs e rivenditori in quest’area economicamente forte.

Il nuovo Channel Director Benelux dispone di una lunga esperienza nell’industria delle telecomunicazioni. Ha collaborato con Tomtelecom ed è stato Business Consultant presso Yorus, azienda rinominata di recente in Connectivity Factory.

Stephan Fuchs: Nuovo Channel Director di Snom per il Benelux

Il team DACH cresce

L’austriaco Michael Hengl è il nuovo Channel Director per l’Austria, la Svizzera e il Liechtenstein. Residente nelle vicinanze di Vienna, Hengl supporterà il team tedesco nella cura dei partner commerciali esistenti e nell’acquisizione di nuovi rivenditori oltre ad essere responsabile della gestione dei partner strategici a livello globale. In precedenza, Hengl ricopriva il ruolo di Focus Sales Manager UCC presso il distributore ALSO. Beneficia quindi nella nuova posizione delle eccellenti competenze di settore acquisite.

Michael Hengl: Nuovo Channel Director di Snom per Austria, Svizzera e Liechtenstein

Nuovo ingresso nel team spagnolo

Lo spagnolo Miguel Anillo ricopre il ruolo di Channel Manager Iberia da inizio marzo. Residente a Malaga, Anillo è responsabile della gestione del canale in Spagna e Portogallo. Anillo dispone di una lunga esperienza professionale presso Avanzada 7, un distributore madrileno specializzato in soluzioni VoIP. Quale nuovo Channel Manager Anillo lavorerà a stretto contatto con il team spagnolo focalizzandosi sull’intensificazione dei contatti con gli operatori di canale della penisola iberica.

Miguel Anillo é il nuovo Channel Manager di Snom per Spagna e Portogallo

„Il contatto personale con i nostri partner è una delle chiavi del nostro successo a lungo termine, di conseguenza la presenza in loco dei nuovi colleghi di prim’ordine e le rispettive solide conoscenze del mercato hanno un enorme valore per Snom. Siamo estremamente lieti di poter contare su nuovi membri del team commerciale in ben tre regioni e di supportare così, concretamente, la stretta collaborazione con i nostri partner e la crescita sul territorio“, commenta Fabio Albanini, Head of Sales South Europe e UK e General Manager Snom Italia.


Snom Technology

Snom, produttore internazionale di terminali IP premium per l’uso professionale, nasce come pioniere della tecnologia Voice-over-IP (VoIP) a Berlino, Germania, nel 1997. Nell’arco di vent’anni, il marchio Snom, noto a livello internazionale, è diventato sinonimo di soluzioni innovative per la telefonia.
Il successo dell’azienda poggia su due pilastri: tecnologia di prima classe e know-how locale. Snom crede fortemente nella gestione locale delle attività commerciali e dispone attualmente di filiali in otto Paesi. Le divisioni deputate allo sviluppo di hardware e software, alla gestione della qualità, all’interoperabilità e al marketing sono invece dislocate presso la sede centrale a Berlino.
Un altro fattore essenziale del successo dell’azienda è l’intento di offrire prodotti e soluzioni su misura. Dai display e telefoni dotati di caratteri ebraici fino alla personalizzazione dei terminali per grandi operatori come Vodafone, i prodotti Snom si adattano alle esigenze delle più varie tipologie di clientela.
L’imponente portafoglio prodotti di Snom è interamente conforme agli attuali standard di sicurezza europei. I telefoni IP da tavolo, da conferenza e cordless DECT di Snom sono dotati di una pletora di funzionalità e di una qualità audio di alto livello, oltre a integrare fino a 27 lingue a seconda del modello. A completamento della propria gamma di terminali, Snom offre un’ampia scelta di accessori, tra cui headset e moduli di espansione. Tutti i device sono forniti con una garanzia di tre anni.
I clienti e partner Snom beneficiano di programmi di fidelizzazione particolarmente interessanti e di diverse tipologie di servizi, elementi che hanno consentito all’azienda di costruire rapporti di stretta collaborazione e fiducia con la propria clientela, che contribuiscono all’immagine positiva che Snom si è guadagnata negli anni tanto quanto l’assistenza personalizzata erogata e le tecnologie allo stato dell’arte offerte.
Dal 2016 Snom è parte del gruppo Vtech, produttore leader mondiale di telefoni cordless.
Per ulteriori informazioni pregasi consultare il sito www.snom.com

Éric Chapelle nuovo Chief Financial Officer di Stormshield

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia, Industria, Tecnologia

Stormshield, produttore europeo di rilievo nel mercato della cybersecurity e azienda di proprietà del Gruppo Airbus potenzia il proprio esecutivo annunciando la promozione di Eric Chapelle a CFO.

Quale membro del comitato esecutivo, la missione di Chapelle é di analizzare e anticipare gli sviluppi di Stormshield e le relative implicazioni finanziarie al fine di fornire a tutti i membri della direzione una visione chiara e indicatori affidabili, essenziali per prendere qualsivoglia decisione strategica. Più in generale il nuovo CFO supervisionerà l’intera gestione finanziaria dell’azienda e sarà responsabile per il rispetto e la conformità alle linee guida etiche in vigore presso il Gruppo Airbus. Oltre a guidare l’intero dipartimento Finance, Chapelle è a capo delle equipe deputate alla revisione dei conti e all’amministrazione vendite.

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Éric Chapelle, CFO, Stormshield

Il Dottore Commercialista (DESCF) Éric Chapelle annovera una lunga esperienza oltre che una conoscenza approfondita di Stormshield, del modo di operare dell’azienda e dell’intero organico. Dopo oltre vent’anni trascorsi in qualità di Senior Manager presso società di revisione contabile, Chapelle si è unito a Stormshield nel 2015, dove ha ricoperto il ruolo di direttore finanziario e amministrativo. La nomina a CFO é un tributo sia all’impegno che Chapelle ha dimostrato verso l’azienda sia ai risultati ottenuti negli ultimi anni.

Pierre-Yves Hentzen, CEO di Stormshield commenta: “Éric Chapelle dispone delle competenze necessarie per gestire le nostre finanze e supportare al meglio il nostro sviluppo. Migliorare l’analisi e incrementare le performance delle nostre attività sono le sfide principali con cui ci confrontiamo nel 2019. Il nostro obiettivo è ottimizzare la gestione aziendale e aumentare la nostra produttività in un contesto di forte crescita, al fine di garantire un servizio di elevatissima qualità ai nostri clienti. Chapelle svolgerà quindi un ruolo chiave nell’implementazione di nuovi strumenti e processi che ci permetteranno di semplificare la gestione operativa dell’azienda. Le sue capacità analitiche, il suo rigore e la profonda conoscenza del nostro mercato gli permetteranno di raggiungere gli obiettivi con successo.”


Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo.
Per ulteriori informazioni: www.stormshield.com

Assumere personale nel mondo della cybersecurity: una sfida sociale ambiziosa e motivante per gli anni a venire

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Di fronte alla carenza di competenze digitali il mercato sta cominciando a reagire, riorganizzandosi. Tuttavia, le iniziative sono ancora troppo spesso una tantum e si sono rivelate difficili da attuare su larga scala. Ciononostante, assumere personale nel mondo della cybersecurity è una grande sfida per le società oggi come in futuro. Una sfida che va affrontata immediatamente. Come identificare e attirare i giusti candidati è una domanda molto importante, che richiede soluzioni multiple e trasversali.

Qualifiche altamente specializzate e poco note che stanno cambiando a ritmi sempre più elevati

Oggi assistiamo ad una carente consapevolezza delle carriere in ambito digitale sia tra gli studenti, sia tra i genitori, come tra gli insegnanti e i consulenti del lavoro. L’immagine del “geek” o “nerd” è oggetto di cliché talmente radicati nella nostra società da essere difficili da rimuovere o rivalutare, nonostante le numerose iniziative volte ad incrementare la notorietà delle carriere nel digitale, presentate con un’immagine totalmente differente. Sempre più spesso ad esempio, si fa in modo di far avvicinare i bambini alle tecnologie digitali sin dalla tenera età, invitandoli poi a programmare applicazioni già durante l’età adolescenziale. È davvero essenziale iniziare ad accrescere l’interesse verso queste occupazioni, rendendole più concrete e specifiche e infine incoraggiare le persone a candidarsi per tali opportunità lavorative.

Elevare il profilo di carriere gratificanti che richiedono un’ampia varietà di competenze

Riguardo a questo punto in particolare, bisogna ammettere che non ci si sta impegnando a sufficienza. Invece risulta di vitale importanza operare un dovuto approfondimento conoscitivo migliore per evitare che eventuali studenti e i datori di lavoro stessi si concentrino solo sugli aspetti puramente tecnici. In effetti, una carriera nel mondo della cybersecurity non dovrebbe essere riservata esclusivamente ad una ristretta cerchia di persone. Al contrario, è importante per le aziende poter attingere a numerosi profili complementari, in grado di svolgere un ruolo decisivo nello sviluppo, nella creazione e nella commercializzazione di innovazioni che consentano di creare un cyberspazio sicuro e affidabile. Queste carriere sono creative, collaborative e davvero significative. Lavorare nella sicurezza informatica significa proteggere infrastrutture, organizzazioni e persone. Questa dovrebbe essere una motivazione chiave per la scelta di una simile occupazione.

Sylvie Blondel, Human Resources Director – Stormshield

Collaborare con scuole, università e istituti di formazione

Oltre a sviluppare e commercializzare i rispettivi prodotti e soluzioni, i vari attori del mondo della cybersecurity devono anche prepararsi per il futuro stringendo partnership con professionisti della formazione, per poter proporre corsi attraverso cui formare su larga scala futuri potenziali candidati. Collaborare con scuole, università e istituti di formazione è di fondamentale importanza per poter cambiare l’attuale situazione e garantire che ai temi relativi alla sicurezza IT sia assegnata una rilevanza centrale all’interno dei programmi scolastici. In Francia ad esempio le autorità pubbliche sembrano aver preso coscienza di questa esigenza di formazione, introducendo a partire dal 2020 il diploma di insegnamento IT della scuola secondaria e menzionando l’intenzione di aggiungere ore di programmazione ai programmi scolastici. Queste sono buone iniziative, ma sono ancora insufficienti.

La femminilizzazione dell’industria digitale

Nonostante il problema legato all’offerta formativa, da diversi anni assistiamo con entusiasmo all’incremento della quota rosa nell’industria digitale. Seppur in quota modesta, grazie a questo trend beneficiamo dell’influenza di personale femminile altamente motivato in molteplici ambiti professionali a qualsiasi livello organizzativo. Portando con sé una nuova visione e un nuovo approccio al mondo della sicurezza informatica, le donne hanno indubbiamente un ruolo strategico da svolgere in questo settore. Per trasformare una tendenza in una solida realtà è necessario continuare a guardare oltre gli stereotipi, incrementare la consapevolezza delle giovani donne rispetto alle professioni digitali, soprattutto quando ricevono informazioni da parte dei consulenti del lavoro, che dovrebbero essere in grado di trasmettere l’immagine di un’industria diversificata e accogliente, priva di pregiudizi. Le donne possono avere successo e realizzarsi nell’industria digitale: è necessario far sì che lo sappiano.

Conclusioni

Formare e poi assumere personale qualificato nel settore IT rappresenta oggi una sfida ardua per le società, destinata ad acuirsi nei prossimi anni. Ci confrontiamo già oggi con una perniciosa carenza di candidati. In un momento in cui la trasformazione digitale è ben avviata e le aziende di tutti i settori cercano in tutti i modi di reclutare i talenti di cui hanno bisogno per sostenere i loro cambiamenti, tale penuria di personale competente non fa che incrementare quotidianamente la superficie di attacco di organizzazioni e infrastrutture. La tutela può essere garantita solo adottando strumenti e soluzioni affidabili: implementare buone strategie di sicurezza informatica presso le organizzazioni pubbliche e private è una priorità che richiede il coinvolgimento di numerosi esperti perché abbia successo. Non possiamo quindi limitarci ad accettare lo status quo, perché le condizioni per il nostro successo futuro si costruiscono qui e ora. La portata della carenza di professionisti del digitale coinvolge l’intero ecosistema e sarebbe un errore limitarsi a un approccio meramente educativo alla risoluzione di un problema che va invece affrontato a 360 gradi, altrimenti non ne usciremo.


Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo.
Per ulteriori informazioni: www.stormshield.com

Crittografia: cinque miti da sfatare

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Troppi i preconcetti che a tutt’oggi impediscono alle aziende di adottare soluzioni di crittografia per proteggere i propri dati. Una riluttanza che potrebbe rivelarsi costosa se dovesse tradursi in una massiccia perdita di dati … Diamo un’occhiata più da vicino ai miti più comuni sulla crittografia dei dati.

Mito 1: “Crittografare i miei dati è uno spreco di denaro”

La crittografia dei dati è un po’ come una polizza assicurativa – se ne nota l’utilità solo quando sorgono problemi. Ma le cifre parlano chiaro. Secondo lo studio ‘2018: Studio sui costi della violazione dei dati: panoramica globale‘, condotto da Ponemon Institute per IBM, nel 2018 il costo medio per singola violazione si attestava in Italia su USD 3.43 milioni, con un volume medio di dati violati di 22.633 unità.

Come Stormshield ha evidenziato nel white paper “Trasformazione digitale delle aziende; dove si inserisce la sicurezza?” non possiamo più permetterci di ignorare le numerose nuove potenziali fonti di vulnerabilità, compresi il nomadismo digitale, i servizi di condivisione di documenti basati su cloud e il maggiore utilizzo di oggetti connessi.

Mito 2: “Implementare la crittografia è troppo complicato”

Middleware, PKI, schede crittografiche e una grande varietà di altre policy di certificazione … Fino a pochi anni fa, la complessità delle procedure di protezione dei dati scoraggiava anche il più determinato tra i potenziali interessati.

Ma oggi i produttori offrono soluzioni che non richiedono più l’implementazione di un’infrastruttura ultra-complessa. Che si tratti di utenti finali o amministratori, queste nuove soluzioni rendono l’implementazione e la gestione dei sistemi di crittografia nettamente più trasparente. La modalità SaaS, ad esempio, ha consentito di ridurre notevolmente i costi per infrastrutture e manutenzione.

Mito 3: “Esistono soluzioni tanto efficaci quanto la crittografia”

Il concetto di crittografia è spesso associato all’implementazione di reti private virtuali (VPN) utili per proteggere i dati in transito su Internet. Tuttavia, questi sistemi di protezione non garantiscono l’integrità dei dati in situazioni come il furto del terminale.

D’altra parte, oltre a VPN, firewall e diritti di accesso, la crittografia del disco rigido sui terminali sta diventando una soluzione sempre più praticabile. Qui, è il terminale stesso – e non i dati – ad essere protetto in particolare, contro la minaccia di furto fisico.

Queste soluzioni aggiuntive possono e dovrebbero essere prese in considerazione in concomitanza di una soluzione per la crittografia dei dati, quasi una “santa trinità” delle policy di sicurezza delle informazioni. In questo modo, indipendentemente da chi ha accesso alla workstation, al server o al sistema di condivisione basato su rete o cloud, solo l’utente con i diritti di decodifica può utilizzare i dati in questione.

Mito 4: “La crittografia non ci serve – gli attacchi informatici a noi non capitano mai”

Non sono a rischio. Non ho dati sensibili che necessitano di protezione. Questo tipo di osservazioni sono più comuni di quanto si pensi, e non solo presso associazioni o autorità locali. La responsabilità della protezione dei dati non riguarda solo chi gestisce informazioni sensibili. Il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) ricorda a coloro che potrebbero essere in dubbio che ognuno è responsabile della protezione di dati relativi agli individui, come ad esempio i propri dipendenti.

In Francia, la decisione della CNIL di multare un centro ottico con una sanzione di € 250.000 nel giugno 2018 per non aver protetto i dati dei propri clienti è la prova che la negligenza stessa può essere assai costosa. E la minaccia è onnipresente. Recentemente, persino Altran, colosso della consulenza tecnologica, è stato vittima di un attacco informatico.

Mito 5: “Se cifro i miei dati, potrei non potervi accedere mai più”

Molte persone temono ancora di perdere i loro dati qualora dimentichino la password per la decrittazione, o qualora un dipendente lasci l’azienda senza comunicarla. Ma esistono tecnologie in grado di aiutare a evitare questo tipo di inconvenienti, come il recupero dei dati, che fornisce accesso ai dati a una o più persone all’interno di un’azienda in caso di emergenza. La tecnica key escrow rappresenta un’altra possibilità, ove un database – ovviamente crittografato – è usato per memorizzare tutte le chiavi di cifratura impiegate in azienda.

Conclusioni

In breve, dato che subire un furto di dati è molto più costoso che proteggerli, che nel tempo la tecnologia è diventata molto più fruibile, che nessuno è al sicuro dagli attacchi informatici e, che, infine, la cifratura dei dati rimane uno dei sistemi di protezione più efficaci, non c’è davvero nessun motivo per cui le aziende non dovrebbero adottare solide soluzioni di crittografia.


Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo.
Per ulteriori informazioni: www.stormshield.com

A cosa serve un telefono VoIP?

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia, Tecnologia Personale

I moderni telefoni VoIP sono dotati di una pletora di funzionalità aggiuntive rispetto ai terminali analogici o agli smartphone. Snom Technology ha voluto scoprire quali tra queste sono note e più utilizzate nella quotidianità aziendale. Interessante anche il giudizio sul fattore estetico generale dei terminali IP.

Berlino – A trent’anni circa dall’introduzione dei telefoni a tastiera, le tecnologie per le telecomunicazioni hanno fatto passi da giganti. Gli odierni terminali VoIP sono dotati di numerosissime funzionalità che li distinguono nettamente dai telefoni tradizionali. Tra febbraio e marzo, il pioniere tedesco del VoIP, Snom Technology, ha condotto un sondaggio(*) con l’intento di sapere se e quali caratteristiche dei moderni terminali sono note e utilizzate nelle aziende e se l’utente giudica positivamente l’aspetto del telefono IP di cui dispone.

Funzioni dei telefoni VoIP note in ambito aziendale

Il livello di interoperabilità tra i terminali VoIP e il sistema telefonico in uso determina la fruibilità di un’ampia varietà di funzioni. Per restringere il campo, Snom ha indagato sulle caratteristiche disponibili con la stragrande maggioranza delle attuali soluzioni per la telefonia IP. Tra queste l’inoltro di chiamata più o meno avanzato (a dipendenza del centralino è possibile programmarlo anche a seconda dell’orario) è noto al 93% degli intervistati, la conferenza con tre o più partecipanti e la messa in attesa delle chiamate rispettivamente all’86% e all’88% del campione. La visualizzazione dello stato di presenza dei colleghi in sede come in altre filiali tramite BLF (busy lamp field) è nota a due terzi del campione. Seguono altre funzioni come il “non disturbare” (DND), la possibilità di usare immagini di sfondo e l’eventuale geolocalizzazione, conosciute presso oltre la metà delle aziende coinvolte. L’ampia notorietà delle caratteristiche di base dei telefoni IP ne testimonia l’ormai inarrestabile avanzata nelle aziende. Una buona notizia per i vendor, che nelle loro argomentazioni possono concentrarsi sul valore aggiunto dei terminali tralasciando le funzionalità più comuni.

Conf-Call: la funzione più impiegata nelle aziende italiane

La teleconferenza con tre o più partecipanti va per la maggiore tra le aziende intervistate. Circa il 41% del campione ha infatti accordato a questa caratteristica dei moderni telefoni il primato tra le funzioni più utilizzate nel quotidiano. Inoltro di chiamata, messa in attesa e visualizzazione dello stato delle presenze si contendono il 57% del campione. Scarsa invece la preferenza attribuita alla funzionalità DND, selezionata solo dal 2% degli intervistati.

Il telefono IP? Bello per oltre la metà degli intervistati

Dal sondaggio emerge anche un miglioramento del giudizio complessivo sul fattore estetico dei telefoni IP. Maturata la tecnologia, molti produttori di telefoni IP hanno perfezionato il design dei propri terminali rendendoli più gradevoli all’occhio. L’aspetto dell’oggetto più utilizzato tra gli accessori presenti sulla scrivania è stato giudicato positivamente dal 59% degli intervistati. Snom ritiene che il telefono, oltre ad essere un imprescindibile strumento di business, sia da considerare una componente d’arredo a tutti gli effetti, motivo per cui di recente ha annunciato la serie bianca dei suoi telefoni IP e produce terminali eleganti, in grado di adattarsi all’ambiente circostante.

(*) Il sondaggio ha avuto luogo tra febbraio e marzo 2019 ed è stato realizzato in collaborazione con BitMAT. Aziende coinvolte: 257. Composizione: 70% da utenti finali, 30% operatori di canale

Snom Technology

Leader su scala mondiale e marchio premium di innovativi telefoni VoIP professionali di livello enterprise, Snom fu fondata nel 1997 e ha sede a Berlino. Pioniere del VoIP, Snom lancia il primo telefono IP al mondo nel 2001. Oggi, il portafoglio di prodotti Snom è in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di comunicazione presso aziende di ogni ordine e grado, call center, nonché in ambienti industriali con particolari requisiti di sicurezza.
Sussidiaria di VTech Holdings Limited dal 2016, Snom conta uffici commerciali dislocati in Italia, Regno Unito, Francia e Taiwan, vantando altresì una reputazione internazionale eccellente nel mercato del Voice-over-IP. L’innovazione tecnologica, l’estetica del design, la semplicità d’uso e un’eccezionale qualità audio sono solo alcune delle caratteristiche che distinguono i rinomati prodotti Snom. L’attuale gamma di prodotti Snom è universalmente compatibile con tutte le principali piattaforme PBX ed è stata insignita di numerosi premi in tutto il mondo da esperti indipendenti.
Ingegnerizzate in Germania, le soluzioni IP di Snom rappresentano la scelta perfetta nei mercati verticali, come la sanità e l’istruzione, dove sono richieste soluzioni specializzate nella comunicazione business, nell’IoT e nelle tecnologie intelligenti.
Per maggiori informazioni su Snom Technology GmbH, si prega di visitare il sito www.snom.com</

Stormshield a Hannover Messe: la cybersicurezza nell’industria

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Da tempo, nell’industria moderna, la continuità del servizio delle infrastrutture IT é determinante per la gestione dei processi lavorativi e produttivi, risultando indispensabile in quasi tutti i settori. Anche gli attacchi informatici fanno ormai parte della quotidianità industriale. Partendo da questo assunto strategico fondamentale, l’esperto di sicurezza informatica Stormshield, presenta le proprie soluzioni di sicurezza olistica, sviluppate su misura per le esigenze specifiche del comparto industriale in occasione di Hannover Messe, dal primo al 5 aprile (padiglione 6, stand D04).

La produttività di domani è oggetto di elevatissime aspettative. Secondo un recente studio della Federazione delle Industrie Tedesche entro il 2025 l’Europa potrebbe generare fino a 1,25 trilioni di euro di valore aggiuntivo attraverso la produzione industriale. La digitalizzazione sta cambiando il modo in cui le aziende produrranno e lavoreranno in futuro. Nell’industria 4.0, i processi si intrecciano con tecnologie dell’informazione e della comunicazione all’avanguardia. Macchine e prodotti comunicano tra loro aumentando la flessibilità della produzione. La crescente connessione tra persone, macchine e processi industriali rappresenta un fattore importante per la produttività e la crescita economica.

Minacce informatiche nell’Industria

Molte aziende approfittano dei benefici della digitalizzazione per espandere ulteriormente il proprio business e semplificare i processi. Le macchine industriali sono sempre più controllate da software e comunicano con Internet. Se da un lato questa evoluzione digitale semplifica i processi, cagiona dall’altro un elevato potenziale di rischio. Sfruttando vulnerabilità di sistemi eventualmente non aggiornabili o mal protetti, gli hacker infettano macchine e dispositivi per sferrare – ad esempio – attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), che consentono loro paralizzare l’intero ecosistema IT di un’azienda. Attacchi di questo tipo su impianti industriali e infrastrutture critiche non hanno solo un enorme impatto sulla produzione o sulla continuità dei servizi ma danneggiano enormemente anche l’immagine delle aziende. Ogni vulnerabilità nella rete può originare rischi ambientali e finanziari. Inoltre, gli incidenti di sicurezza possono portare alla perdita dei dati e mettere in pericolo le persone.

Una sicurezza IT senza sorprese

A fronte della crescente frequenza e complessità degli attacchi informatici la consapevolezza del rischio si sta radicando sempre più nelle aziende. Uno sviluppo positivo che tuttavia non sfocia altrettanto spesso nell’adozione di strategie di sicurezza adeguate. Ai responsabili IT é demandato il funzionamento affidabile dei sistemi IT per garantire la sicurezza all’interno dell’azienda. L’approccio combinato e intelligente delle soluzioni Stormshield nell’ambito della sicurezza IT consente di bloccare efficacemente le minacce informatiche. Inoltre, la nuova linea Elastic Virtual Appliance soddisfa i requisiti per la crescente virtualizzazione delle infrastrutture IT.

Ma non solo, “per garantire la continuità ininterrotta dei processi industriali, i sistemi IT interni dell’azienda e le applicazioni cloud devono essere protette in modo completo”, afferma Robert Wakim, Stormshield Industrial Offer Manager. “Le nostre soluzioni di sicurezza collaborativa multilivello sfruttano meccanismi di sicurezza molto approfonditi per la protezione contro metodologie di attacco sempre più sofisticate ai danni dell’Industria 4.0”. In occasione di Hannover Messe, i visitatori non potranno solo valutare in prima persona i benefici della sicurezza collaborativa ma anche scambiare opinioni con esperti sulle ultime tendenze in termini di sicurezza industriale, con esempi di adozione dei giusti strumenti per la tutela dei processi IT/OT tratti dall’esperienza del vendor.


Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo.
Per ulteriori informazioni: www.stormshield.com

Stormshield apre 40 nuove posizioni a sostegno della propria crescita

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Economia, Informatica, Internet, Tecnologia

Stormshield, leader europeo della sicurezza informatica e società interamente di proprietà di Airbus CyberSecurity ha aperto oltre 40 nuove posizioni per ampliare il proprio team di esperti in Francia e all’estero. Questo annuncio strategico è frutto della significativa crescita del produttore, che ha conseguito eccellenti risultati nel 2018.

Anche il 2018 è stato caratterizzato da numerose assunzioni, dovute all’accelerazione dell’attrattività del marchio, all’espansione verso nuovi mercati e alle continue attività di sviluppo dei prodotti, in particolare nel settore della sicurezza industriale. In un mercato del lavoro gravato dalla carenza di  esperti in sicurezza informatica, spesso anche difficili da reperire a fronte della rispettiva collocazione geografica, Stormshield ha potuto contare sulla motivazione degli attuali dipendenti, con il 15% delle assunzioni dovute alla cooptazione e alla presenza cospicua sia sul territorio francese (quattro sedi), sia a livello internazionale, fattore che consente all’azienda di assumere nuovi dipendenti ovunque si trovino. La società ha avviato il 2019 con oltre 300 dipendenti.

Stormshield produce soluzioni di sicurezza end-to-end che tutelano reti, terminali e dati. Queste soluzioni affidabili di nuova generazione, certificate ai massimi livelli, garantiscono la protezione delle informazioni strategiche e vengono impiegate in aziende di ogni dimensione in tutto il mondo.

Per dotarsi dei migliori esperti sul mercato, Stormshield offre condizioni di lavoro moderne all’interno di un’azienda rinomata per la sua esperienza. Stormshield è particolarmente attenta al processo di integrazione e evoluzione dei suoi dipendenti con programmi di mentoring e supporto. Sono stati compiuti diversi investimenti nello sviluppo professionale continuo e nella formazione dei team, per aiutarli a sviluppare le loro competenze. Oltre a reclutare esperti, il vendor punta anche all’assunzione di giovani professionisti altamente motivati intenzionati ad avviare la propria carriera presso Stormshield. Per sostenere questo tipo di approccio, Stormshield ha sviluppato numerose partnership con diverse università per consentire all’azienda di incontrare potenziali futuri dipendenti e condividere con loro la propria passione per l’industria informatica.

Sylvie Blondel, Human Resources Director presso Stormshield

Per il 2019, l’azienda ha aperto, tra le altre, le seguenti posizioni:

    • Business – Sales
    • Sales Manager MEA
    • Sales Manager South Germany
    • Pre-Sales Engineer
    • Software QA Engineer/Technician – SDS
    • R&D Engineer Development web Fullstack
    • QA Engineer – Stormshield Cloud Services
    • R&D ENGINEER- Web Developer fullstack javascript
    • Customer Support Technician
    • Trainer – Security Solutions

Sylvie Blondel, Human Resources Director presso Stormshield, afferma “Unirsi a Stormshield significa entrare a far parte della principale società di software francese, un vero protagonista della cybersecurity, godere quindi dell’opportunità di condividere le ambizioni e le competenze dell’azienda per una nobile causa: proteggere persone, infrastrutture e dati. Desideriamo reclutare candidati che condividano i nostri valori di impegno, fiducia e collaborazione e che daranno il massimo per svolgere al meglio i compiti loro assegnati. Per consentire a tutti di lavorare nelle migliori condizioni possibili, abbiamo implementato una struttura di lavoro flessibile che si rivolge a ciascun dipendente: orari flessibili, lavoro a distanza, un management disponibile, ecc. Questi aspetti ci aiutano a distinguerci e a renderci uno dei più interessanti datori di lavoro nel nostro settore.”

“Anche in Italia abbiamo chiuso il 2018 con un importante incremento del fatturato. Per far fronte a questa crescita abbiamo assunto a inizio anno un ulteriore Pre-Sales Engineer”, conferma l’Ing. Alberto Brera, Country Manager Italia di Stormshield.

Al via la nuova EVA per la cybersecurity firmata Stormshield

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Economia, Informatica, Italia, Tecnologia

Con la nuova linea di soluzioni per la sicurezza IT virtualizzate il produttore offre sostegno concreto ai reparti IT incaricati di ottimizzare i costi operativi dell’infrastruttura cloud attraverso una gestione più appropriata delle risorse.

Parigi – Con la nuova gamma di firewall UTM/IPS modulari e ad alte prestazioni SN2100, SN3100 e SN6100 per la tutela proattiva delle reti aziendali annunciati lo scorso ottobre, Stormshield ha posto il primo tassello di una strategia di più ampio respiro, attraverso cui il produttore europeo di soluzioni per la cybersecurity intende offrire ai propri clienti tecnologie di sicurezza evolutiva che favoriscano un più rapido ritorno sull’investimento.

Conformemente a questa strategia, Stormshield annuncia oggi la disponibilità immediata di EVA (Elastic Virtual Appliance), la nuova a linea di soluzioni per la  sicurezza delle aziende che affrontano il percorso della virtualizzazione della propria infrastruttura IT come estensione o in sostituzione alle infrastrutture tradizionali.

Trasformando i costi d’acquisto in costi operativi, l’inarrestabile migrazione su piattaforme cloud private o pubbliche di servizi altrimenti fruibili attraverso infrastrutture classiche, comporta sia un cambiamento di paradigma nell’allocazione dei budget IT, sia modifiche in termini di contabilizzazione dei canoni, dovute alla variazione della modalità di fatturazione dei servizi”, spiega Marco Genovese, Product Manager Stormshield Network Security. Le proposte degli operatori cloud sono sempre più spesso elastiche, ovvero basate sulle risorse e sulla potenza di calcolo effettivamente utilizzate. “Si tratta di formule che rappresentano una nuova sfida per i reparti IT, a cui viene demandata l’ottimizzazione dei costi operativi attraverso una gestione più appropriata delle risorse, come la CPU dei sistemi virtualizzati, la RAM o lo spazio di archiviazione”, aggiunge Genovese.

Marco

Marco Genovese, Product Manager Stormshield Network Security

Le soluzioni Stormshield Elastic Virtual Appliance sono state sviluppate appositamente per consentire di modificare rapidamente e in maniera semplice le risorse allocate al sistema in base alle esigenze del momento, adeguando il consumo delle risorse nel cloud alle effettive necessità. Lato prestazioni e potenza, le soluzioni Stormshield Elastic Virtual Appliance si adeguano automaticamente alle capacità di vRAM e vCPU allocate dall’hypervisor.

L’adattamento automatico alle risorse dedicate a EVA ne semplifica ulteriormente il roll-out, permette di integrare la soluzione facilmente nel corso dell’implementazione di nuovo servizio virtualizzato,  e le conferisce la necessaria flessibilità per adattarsi ai futuri sviluppi dell’infrastruttura cloud aziendale. La varietà di ambienti virtualizzati supportati (Citrix, VMware, KVM and Hyper-V) assicura al reparto IT la massima libertà di scelta dell’infrastruttura, la possibilità di variare facilmente la piattaforma cloud impiegata ove necessario (Amazon Web Services o Microsoft Azure) e di migrare la propria soluzione di cybersecurity in concomitanza con la migrazione di altri servizi.

Orange si unisce alla ULE Alliance

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Orange entra a far parte della ULE Alliance e opta per la tecnologia ULE per la propria proposta di dispositivi per la casa interconnessa.

In occasione del DECT Forum annuale e dell’incontro dei membri della ULE Alliance a Norimberga, Orange ha annunciato il suo ingresso nella ULE Alliance. Questa decisione segue l’intenzione formulata dal Gruppo di focalizzarsi sull’impiego della tecnologia ULE per gestire gli oggetti interconessi facenti parte dell’offerta “smart home” dell’operatore francese.

Per consentire ai suoi clienti di gestire facilmente i dispositivi smart presenti nelle abitazioni in modo sicuro, Orange lancerà un nuovo servizio “Connected Home” disponibile in Francia a partire dalla primavera. Scegliere la tecnologia ULE per questo servizio consente ai circa tre milioni di clienti residenziali attualmente dotati del Livebox più recente di avvalersene sin da subito senza dover acquistare alcun equipaggiamento aggiuntivo.

Questa offerta, disponibile in modalità gratuita, consentirà agli utenti di gestire le componenti domotiche tramite una singola app per dispositivi mobili o attraverso Djingo, l’assistente vocale che Orange lancerà nel prossimo futuro.

Pronta quindi una serie di dispositivi smart basati sul protocollo ULE che saranno commercializzati sotto il marchio Orange. Tra questi un sensore di movimento, una presa intelligente, una lampadina intelligente e un sensore di apertura porta o finestra. Questi oggetti sono stati sviluppati in collaborazione con Deutsche Telekom.

L’impiego del protocollo ULE assicura anche la fruibilità di benefici aggiuntivi quali il basso consumo energetico, una portata molto ampia all’interno delle abitazioni e procedure di installazione estremamente semplificate.

“Siamo convinti che il protocollo ULE sia la tecnologia migliore, in grado di facilitare largamente l’adozione di soluzioni per la casa interconnessa tra i nostri clienti. Orange si unisce quindi a Deutsche Telekom all’interno della ULE Alliance e lavorerà insieme agli altri membri per dar vita ad un vero e proprio ecosistema industriale. Oltre 5 milioni di clienti di Orange e Deutsche Telekom sono dotati di router compatibili con lo standard ULE, sono quindi già in grado di supportare un’ampia gamma di dispositivi sviluppati appositamente per l’uso domestico,” afferma Sylvaine Aublanc, Smarthome Marketing Director di Orange.

“Sono estremamente lieto di dare il benvenuto a Orange quale membro della ULE Alliance”, commenta Ulrich A. Grote, Presidente di ULE Alliance. “Sono fiducioso che Orange, uno dei maggiori operatori europei, contribuirà in maniera sostanziale alla ULE Alliance in termini di incremento dell’adozione della tecnologia ULE su scala globale. Le alacri attività di Orange all’interno dell’Alliance ci aiuteranno indubbiamente ad estendere la conformità e l’interoperabilità con lo standard ULE sul mercato globale della smart home.”


About Orange

Orange is one of the world’s leading telecommunications operators with sales of 41 billion euros in 2017 and 150,000 employees worldwide at 30 September 2018, including 92,000 employees in France. The Group has a total customer base of 261 million customers worldwide at 30 September 2018, including 201 million mobile customers and 20 million fixed broadband customers. The Group is present in 28 countries. Orange is also a leading provider of global IT and telecommunication services to multinational companies, under the brand Orange Business Services. In March 2015, the Group presented its new strategic plan “Essentials2020” which places customer experience at the heart of its strategy with the aim of allowing them to benefit fully from the digital universe and the power of its new generation networks.

About ULE Alliance

The ULE Alliance mission is to assist its members in developing IoT specifications and solutions that build on ULE’s technological superiority in communication range, interference free operation, voice and video capability. The ULE Alliance is committed to ensure that ULE technology is the leading infrastructure and standard for home wireless networks, enabling a safer and more convenience lifestyle for everyone.
The ULE Alliance has almost 150 members, and the ULE community continues to grow steadily. More information: www.ulealliance.org