Archivio Autore

Snom affida a Fabio Albanini la guida dei mercati internazionali

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Mercati, Tecnologia

logo snomIl noto produttore tedesco di terminali IP premium conferisce al navigato Manager la leadership sull’intera compagine commerciale EMEA. Obiettivo: armonizzazione e crescita.

Berlino | Snom Technology affida con decorrenza immediata a Fabio Albanini, attuale Managing Director di Snom Italia e già incaricato di guidare cinque tra i mercati internazionali più rilevanti per il vendor teutonico la responsabilità di consolidare e sviluppare le attività commerciali nella regione EMEA, ad esclusione dei territori germanofoni (area DACH), gestiti direttamente dalla sede centrale del pioniere del VoIP a Berlino. Nel nuovo ruolo di Head of International Sales, EMEA, Albanini ha il compito di consolidare, sviluppare e portare al successo con adeguate strategie l’intera compagine commerciale internazionale.

Gernot Sagl

Gernot Sagl, CEO di Snom Technology GmbH

“Fabio Albanini ha inanellato numerosissimi successi negli scorsi dieci anni”, commenta Gernot Sagl, CEO di Snom Technology GmbH. “Che si tratti del ripetuto superamento degli obiettivi della filiale italiana di cui è al timone dal 2011 o del tangibile sviluppo delle regioni affidategli negli ultimi anni, quali il sud Europa e la Gran Bretagna, Albanini si è rivelato un asset estremamente prezioso per l’azienda”, aggiunge. Alla luce delle sue qualità manageriali, della sua lunga esperienza e profonda conoscenza dell’industria del VoIP, incaricare Albanini della regia dei mercati EMEA sarebbe stata per Snom una scelta più che naturale, anche e soprattutto a fronte della strategia di forte crescita a medio e lungo termine prevista dalla multinazionale tedesca.

“Oltre a sentirmi onorato per il nuovo ruolo affidatomi, sono molto lieto di accogliere una sfida particolarmente stimolante”, aggiunge l’esperto Manager. Nelle varie regioni col tempo sono state adottate modalità operative divergenti, specie nelle aree in cui il vendor ha avviato le proprie attività solo di recente o dove intrattiene esclusivamente partnership, anche di lunga data, con operatori telefonici o distributori locali. L’obiettivo di Albanini è quindi di uniformare, nel pieno rispetto delle peculiarità locali, la strategia commerciale in tutte le regioni.

Fabio Albanini

Fabio Albanini, Head of International Sales, EMEA e Managing Director di Snom Italia

Dotare sia l’equipe commerciale sia i partner Snom degli strumenti rivelatisi essenziali negli anni per consolidare e accrescere le quote di mercato detenute dall’azienda a livello internazionale non è che un tassello di un progetto di ampio respiro, che trova ulteriori solide basi nei numerosi nuovi prodotti lanciati negli ultimi 12 mesi, nei progressi fatti in termini di interoperabilità con le più importanti soluzioni IP PBX sul mercato e nelle tante iniziative che Snom ha messo in campo in concomitanza con il recente lancio del nuovo Programma Partner. Ma non solo, per Albanini la vera differenza la farà il lavoro di squadra: “la competenza e il grande entusiasmo con cui il team di oltre venti specialisti del mercato della telefonia IP svolge il proprio lavoro nei rispettivi territori non può che rendermi fiducioso sul raggiungimento del nostro ambizioso obiettivo”.


Snom Technology

Snom, produttore internazionale di terminali IP premium per l’uso professionale, nasce come pioniere della tecnologia Voice-over-IP (VoIP) a Berlino, Germania, nel 1997. Nell’arco di vent’anni, il marchio Snom, noto a livello internazionale, è diventato sinonimo di soluzioni innovative per la telefonia. Il successo dell’azienda poggia su due pilastri: tecnologia di prima classe e know-how locale. Snom crede fortemente nella gestione locale delle attività commerciali e dispone attualmente di filiali in otto Paesi. Le divisioni deputate allo sviluppo di hardware e software, alla gestione della qualità, all’interoperabilità e al marketing sono invece dislocate presso la sede centrale a Berlino. Un altro fattore essenziale del successo dell’azienda è l’intento di offrire prodotti e soluzioni su misura. Dai display e telefoni dotati di caratteri ebraici fino alla personalizzazione dei terminali per grandi operatori come Vodafone, i prodotti Snom si adattano alle esigenze delle più varie tipologie di clientela.
L’imponente portafoglio prodotti di Snom è interamente conforme agli attuali standard di sicurezza europei. I telefoni IP da tavolo, da conferenza e cordless DECT di Snom sono dotati di una pletora di funzionalità e di una qualità audio di alto livello, oltre a integrare fino a 27 lingue a seconda del modello. A completamento della propria gamma di terminali, Snom offre un’ampia scelta di accessori, tra cui headset e moduli di espansione. Tutti i device sono forniti con una garanzia di tre anni.
I clienti e partner Snom beneficiano di programmi di fidelizzazione particolarmente interessanti e di diverse tipologie di servizi, elementi che hanno consentito all’azienda di costruire rapporti di stretta collaborazione e fiducia con la propria clientela, che contribuiscono all’immagine positiva che Snom si è guadagnata negli anni tanto quanto l’assistenza personalizzata erogata e le tecnologie allo stato dell’arte offerte.
Dal 2016 Snom è parte del gruppo Vtech, produttore leader mondiale di telefoni cordless.
Per ulteriori informazioni pregasi consultare il sito www.snom.com.

Per Stormshield un 2018 in forte accelerazione

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Economia, Industria, Informatica, Internet, Tecnologia

Stormshield, attore europeo di riferimento nel mondo della cybersecurity e azienda di proprietà del gruppo Airbus condivide i risultati del 2018, che ha visto l’azienda incrementare i propri fatturati di oltre il 20% grazie al netto aumento delle proprie vendite in Francia come in Europa. Il produttore pure-play di software per la sicurezza informatica ha altresì consolidato la propria leadership del mercato francese.

Di successo quindi la strategia di Stormshield di far leva sulla fiducia digitale e sulla presenza diretta in vari Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Spagna e Polonia) e oltre (Medio Oriente e Stati Uniti). L’azienda sviluppa tecnologie che hanno conseguito il più elevato livello di certificazione e qualificazione in Europa, a conferma della qualità dei suoi prodotti e dei processi di sviluppo. Stormshield sottopone altresì i propri prodotti su base continuativa alle valutazioni di  ANSSI (l’agenzia nazionale francese per la cybersecurity), consolidando così il ruolo del vendor quale partner strategico per la stragrande maggioranza degli operatori più sensibili (operatori di vitale importanza – OIV – e di servizi essenziali – OSE – oltre che per la Difesa).

Un 2018 all’insegna della trasformazione e della crescita

Forte del potenziamento del suo staff, della continua evoluzione delle proprie soluzioni e del supporto della propria rete di rivenditori a valore aggiunto e integratori, Stormshield ha registrato una crescita sostenuta in ogni Paese in cui è presente (con un incremento medio del fatturato a due cifre ben al di sopra della crescita media del comparto).

Matthieu Bonenfant, CMO Stormshield

Matthieu Bonenfant, Chief Marketing Officer di Stormshield: “Noi crediamo che la tecnologia e la fiducia nel marchio siano importanti ma non sufficienti senza il sostegno locale; la disponibilità di contatti chiave diretti con il fornitore, la reattività dello stesso e un servizio clienti locale siano necessari affinché le aziende possano beneficiare appieno dell’intero potenziale delle soluzioni di cybersecurity godendo di un’esperienza utente di alta qualità. Noi assistiamo i nostri clienti quotidianamente nel loro percorso verso la digitalizzazione, fornendo le soluzioni di cui necessitano per proteggere nfrastrutture e dati e mettere in sicurezza le proprie comunicazioni”.

Nel 2018 Stormshield ha anche consolidato e siglato nuove partnership importanti, sia nel mondo dell’Industria (integratori OT, oltre che sviluppatori e produttori di sistemi industriali) e dei sistemi di comunicazione critici, rafforzando il proprio ruolo di riferimento nel settore e favorendo l’avvio di progetti di altissimo valore, attualmente in fase di realizzazione. Una focalizzazione che ha contribuito enormemente alla crescita del vendor nel 2018.

Pierre-Yves Hentzen

Pierre-Yves Hentzen, Ceo di Stormshield

Pierre-Yves Hentzen, CEO di Stormshield: “Senza dubbio il 2018 è stato un anno caratterizzato da una notevole trasformazione, che ha dato luogo a nuove dinamiche e potenziato il nostro spirito di conquista, facendo evolvere le nostre equipe e accrescendo le nostre quote di mercato in diversi settori strategici come la cybersecurity industriale. Oltrepassare i 43 milioni di euro di fatturato rappresenta una pietra miliare ma non un punto d’arrivo: anche quest’anno, sino ad oggi, registriamo una netta crescita delle attività, che ci rende fiduciosi in merito ai nuovi obiettivi che ci siamo posti in termini di incremento del volume d’affari. Proseguiremo quindi con le nostre attività all’insegna di uno sviluppo significativo nel 2019 investendo ulteriormente, assumendo oltre 40 nuove persone e sviluppando nuovi prodotti e servizi”.


Stormshield

Aziende, istituzioni governative e organismi di difesa di tutto il mondo hanno bisogno di partner di fiducia che li accompagnino nella transizione digitale e assicurino la cybersicurezza delle loro infrastrutture, dei loro utenti e dei loro dati. Le tecnologie Stormshield, certificate ai massimi livelli europei (EU Restricted, NATO Restricted, Common Criteria EAL3+/EAL4+, qualifiche e visti ANSSI), rispondono alle sfide dell’IT e dell’OT allo scopo di proteggere le attività aziendali. Con le nostre soluzioni di sicurezza si ritrova la libertà di fare business in totale tranquillità.
Per saperne di più: www.stormshield.com

Streaming illegale: il gioco vale la candela?

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Film, Internet, TV

Lo streaming audiovisivo tramite siti illegali si sta diffondendo a rotta di collo in tutta Europa e l’Italia non fa eccezione. Al di là del mero aspetto legale, fruire di contenuti accessibili tramite pirateria audiovisiva é particolarmente rischioso per i singoli e per le aziende.

La trasmissione dell’ultima stagione della serie TV cult Game of Thrones é stata per milioni di utenti in tutto il mondo motivo di ricorso allo streaming illegale. In termini di sicurezza informatica, i rischi della pirateria audiovisiva sono spesso sottovalutati. Chiudere i pop-up o non scaricare applicazioni Adobe fasulle non rende immuni alle minacce.

Due internauti su tre si avvalgono della pirateria audiovisiva

Sia ben chiaro, lo streaming, ovvero la possibilità di guardare e ascoltare programmi online senza doverli scaricare non è illegale di per sé. Grandi fornitori di contenuti audiovideo online come YouTube, Deezer, Netflix, ecc., propongono questa modalità di fruizione dei contenuti. Tuttavia, sono numerosissime le piattaforme IPTV che forniscono al pubblico programmi, film e serie TV senza alcuna autorizzazione. Secondo l’ultimo rapporto Fapav (Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali) risalente al luglio 2018 due internauti su tre si sono avvalsi almeno una volta di piattaforme fraudolente, con un mancato incasso per l’industria ancora nel 2017 di circa 617 milioni di euro e un danno di oltre un miliardo per l’intera economia italiana.

Streaming, un vettore chiave per la diffusione dei malware

Oltre alla possibile multa (fino a ca. 2070 € – art . 171 lett. a-bis) per la fruizione, senza scopo di lucro s’intende, di contenuti audiovisivi rubati, il rischio informatico per gli utente diventa davvero ragguardevole se tali contenuti vanno scaricati. Un dato di fatto confermato dalla stessa Fapav nello studio sul prezzo della gratuità pubblicato il mese scorso, dove la Federazione sottolinea “i pluricitati siti di streaming illegali rappresentano dei veri e propri avamposti dell’illegalità, fungendo da esca per i malcapitati. L’utente che viene attratto dai loro contenuti ha una probabilità nettamente superiore rispetto agli altri di scaricare inavvertitamente virus e malware”.

La minaccia ha ripercussioni ancora maggiori se ad avvalersi dello streaming é un impiegato che accede a queste piattaforme con il PC / notebook aziendale. “In questo frangente risulta essenziale ricordare che buona parte degli incidenti informatici hanno luogo per l’uso promiscuo degli strumenti aziendali, attraverso cui si favorisce l’accesso di eventuali malware che hanno infettato il PC alle risorse di rete e quindi ai server dell’azienda, con conseguenze che speriamo siano ben note a tutti”, commenta Marco Genovese, Product Manager Network Security di Stormshield.

Marco

Marco Genovese, Product Manager Stormshield Network Security

Meccanismi di attacco di varia natura

Le tecniche sfruttate dai cybercriminali per la diffusione di malware tramite siti di streaming illegale sono numerosissime. Dalle attività di phishing possibili attirando l’utente su piattaforme che replicano in maniera esatta siti originali (stesso design, stesso tipo di carattere o indirizzo web identico o quanto meno simile) con il conseguente furto dei dati personali, all’infezione tramite malware o software per il criptomining a posteriori dell’installazione di un’applicazione gratuita per lo streaming in tempo reale o per la connessione peer-to-peer. Piattaforme molto note come Cacaoweb o PopCorn Time sono state spesso oggetto di numerose discussioni nella comunità cyber.

Un altro rischio da non ignorare é costituito dall’uso di Flash Player, un lettore multimediale estremamente vulnerabile, ora bannato sia da Apple sia da Microsoft e tecnologia sostituita con HTML5, WebP o WebM – ritenute più sicure, fatte salvo le vulnerabilità rilevate anche per queste.

Ancora più subdola la tecnica dei messaggi fasulli che portano l’utente a cliccare su un pop-up che invita a scaricare un software di sicurezza. “Il principio é chiaro” spiega Genovese. “Questi messaggi di errore fasulli fanno credere all’utente di avere un problema tecnico e incitano a scaricare un antivirus”, che ovviamente un antivirus non é.

Per finire, sempre più spesso si assiste ad un assottigliamento della linea tra lo streaming in tempo reale e lo scaricamento pirata di contenuti audiovisivi. Alcune applicazioni per lo streaming suggeriscono sempre più spesso di scaricare episodi o programmi sul proprio computer. In questo caso occorre fare massima attenzione, fin troppo elevata la percentuale di file che contengono adware o applicazioni che scaricano altri eseguibili sul PC all’insaputa dell’utente. Quindi, oltre a ricevere una versione della trasmissione magari sfuocata, con sottotitoli non sincronizzati e di pessima qualità, si rischia di scaricare malware in confezione famiglia.

Per proteggersi occorre consapevolezza

“Per limitare i rischi dovuti alla fruizione dei siti di pirateria audiovisiva con dispositivi aziendali, i firewall UTM (Unified Threat Management) forniscono un primo livello di protezione. Integrano infatti un filtro web che, se di nuova generazione, blocca i siti di streaming attraverso una classificazione dinamica che ha luogo nel cloud. Altre funzioni, come il sandboxing o l’IP reputation, o gli stessi report sull’utilizzo della banda dei singoli host, assicurano ulteriore protezione contro le infezioni diffuse attraverso alcuni di questi siti”, illustra Genovese.

Esistono anche applicazioni di sicurezza che proteggono l’utente contro lo sfruttamento di vulnerabilità del browser. “Gli HIPS (Host Based Intrusion Prevention System) identificano in maniera affidabile comportamenti anomali che agli occhi degli utenti risultano del tutto normali”, spiega Genovese. Tuttavia la miglior difesa è che essi comprendano che se lo streaming illegale costituisce da un lato una chiara violazione delle normative, dall’altro è davvero pericoloso.


Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo.
Per ulteriori informazioni: www.stormshield.com

Tre indizi per capire quando è ora di sostituire il tuo telefono IP

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Alcuni indicatori segnalano quando sarebbe opportuno valutare uno svecchiamento del parco installato.

Berlino – Poter affermare che terminali IP prodotti 12 anni fa, come i telefoni Snom 300, sono ancora in uso presso decine di migliaia di aziende è un vero record nell’industria della telefonia IP. Il noto pioniere berlinese del VoIP punta da sempre sulla qualità dei materiali e la solidità delle tecnologie che immette sul mercato e fa della longevità dei propri terminali un marchio di fabbrica. Alla luce della rapida obsolescenza di smartphone, notebook e PC, datati già dopo due o tre anni, il ciclo di vita dei terminali IP di Snom ne fa veri diamanti dell’informatica. Ma, a differenza di un diamante, il telefono aziendale, per quanto apparentemente indistruttibile, non è per sempre.

Con l’avvento di nuove piattaforme UCC ben più versatili di un mero sistema telefonico risalente agli albori del Voice over IP e a fronte della crescente esigenza di potersi avvalere con immediatezza delle funzionalità erogate attraverso il telefono da scrivania, giunge il momento in cui è necessario dotarsi di terminali di nuova generazione. Pietro Bertera, Global Support & Training Director di Snom Technology, ne rivela i tre primari indizi.

“Lavoreresti con un PC prodotto 12 anni fa?
E con un telefono altrettanto datato?
Ma se ti dicessi che nel tuo telefono c’è un PC?”

Pietrobertera

Pietro Bertera, Global Support & Training Director, Snom Technology

1. Nel tuo telefono IP c’è un vero e proprio computer in miniatura. Lavoreresti con un PC prodotto 12 anni fa?

Una scheda madre, un chipset, una memoria e una RAM, un display LCD, un sistema operativo con interfaccia web, componenti hardware per la connessione alla rete aziendale (Fast Ethernet ndr.), un tastierino e un jack per headset cablati. No, non si tratta di un vecchio PC ma degli elementi che, insieme alla cornetta costituivano un decennio fa la stragrande maggioranza dei telefoni IP. Piccoli computer in miniatura in uno chassis di materiale plastico, preposti a compiti semplici: ricevere e condurre telefonate, leggere a display il numero selezionato o indicazioni sul numero chiamante e le opzioni del menu del telefono stesso. Ma ai moderni telefoni IP si chiede molto di più.

  • Fruibilità dei nuovi firmware
    In oltre un decennio la tecnologia ha fatto passi da gigante in termini di hardware e software. I terminali con un chipset ormai datato e una RAM di dimensioni ridotte difficilmente sono in grado di gestire i nuovi firmware, pensati per componenti più potenti. È un po’ come voler installare applicazioni a 64 bit su un PC da 32, voler aggiornare a Windows 10 un sistema con pochi megabit di RAM e di disco fisso o volerlo integrare in una complessa architettura di rete con protocolli e directory incomprensibili perché molto più avanzate. Tra oltre a dotare i terminali IP di nuove funzionalità i nuovi firmware chiudono eventuali vulnerabilità. Un punto che merita osservazioni specifiche.
  • Sicurezza
    Sempre sfruttando il parallelismo con i PC pensiamo a sistemi con Windows XP, non più aggiornabili, con tutte le conseguenze che ne derivano lato sicurezza. Nel caso di telefoni IP non più aggiornabili per carenza di risorse computazionali è facile immaginare lo stesso tipo di problematica. Con il passare del tempo risulterà più facile abusare di un telefono IP datato per procurarsi accesso illecito alla rete. Se anche il vecchio terminale IP venisse impiegato per la mera conduzione di telefonate, il punto “sicurezza” dovrebbe far suonare qualche campanello d’allarme.

2. Interoperabilità

L’utente percepisce la qualità e versatilità della soluzione UCC adottata in azienda attraverso il telefono IP che ha sul tavolo. Per questo motivo Snom in primis e gli ormai numerosi produttori di soluzioni VoIP, come gli stessi operatori, cercano di garantire la massima interoperabilità tra la terminalistica e la centrale telefonica. Numerosissime ormai le funzioni di collaboration e office automation che vanno ben al di là della mera telefonia e che vengono erogate tramite i moderni telefoni. E che dire delle nuove modalità di configurazione automatica e gestione remota dei terminali IP attraverso il centralino? Si tratta di caratteristiche fruibili a seconda del livello di interoperabilità tra il telefono IP e la piattaforma per la telefonia e che fanno indubbiamente la differenza tra un’implementazione in stile patchwork realizzata con i debiti compromessi e un deployment rapidissimo di un ampio numero di telefoni (per fare un esempio: una delle installazioni realizzate in Italia presso una nota università contempla oltre 11.000 terminali Snom). Se ci si vuole dotare di una moderna soluzione UCC, magari ospitata nel cloud, forse è ora di dire addio al vecchio telefono.

3. Design

Se confrontiamo i telefoni IP di un decennio fa con i loro successori di nuova generazione la differenza lato design è abissale. Certo, l’aspetto del terminale non è un criterio essenziale di scelta, se non in ambienti particolarmente attenti allo stile degli arredi e degli accessori. Ma che impressione darebbe un telefono visibilmente obsoleto in una camera di un cinque stelle lusso o negli uffici dirigenziali di grandi corporations? Per quanto sia vero che l’abito non fa il monaco, anche l’occhio, oltre che la tecnologia, vuole la sua parte, ma non solo. I moderni terminali interagiscono con l’ambiente che li circonda. Cosa irrealizzabile con i vecchi telefoni IP. E siamo onesti, le etichette di carta scritte a matita per identificare i tasti funzione hanno fatto il loro tempo! E’ giunta l’era dei display a colori ad alta leggibilità!


Snom Technology

Snom, produttore internazionale di terminali IP premium per l’uso professionale, nasce come pioniere della tecnologia Voice-over-IP (VoIP) a Berlino, Germania, nel 1997. Nell’arco di vent’anni, il marchio Snom, noto a livello internazionale, è diventato sinonimo di soluzioni innovative per la telefonia.
Il successo dell’azienda poggia su due pilastri: tecnologia di prima classe e know-how locale. Snom crede fortemente nella gestione locale delle attività commerciali e dispone attualmente di filiali in otto Paesi. Le divisioni deputate allo sviluppo di hardware e software, alla gestione della qualità, all’interoperabilità e al marketing sono invece dislocate presso la sede centrale a Berlino.
Un altro fattore essenziale del successo dell’azienda è l’intento di offrire prodotti e soluzioni su misura. Dai display e telefoni dotati di caratteri ebraici fino alla personalizzazione dei terminali per grandi operatori come Vodafone, i prodotti Snom si adattano alle esigenze delle più varie tipologie di clientela.
L’imponente portafoglio prodotti di Snom è interamente conforme agli attuali standard di sicurezza europei. I telefoni IP da tavolo, da conferenza e cordless DECT di Snom sono dotati di una pletora di funzionalità e di una qualità audio di alto livello, oltre a integrare fino a 27 lingue a seconda del modello. A completamento della propria gamma di terminali, Snom offre un’ampia scelta di accessori, tra cui headset e moduli di espansione. Tutti i device sono forniti con una garanzia di tre anni.
I clienti e partner Snom beneficiano di programmi di fidelizzazione particolarmente interessanti e di diverse tipologie di servizi, elementi che hanno consentito all’azienda di costruire rapporti di stretta collaborazione e fiducia con la propria clientela, che contribuiscono all’immagine positiva che Snom si è guadagnata negli anni tanto quanto l’assistenza personalizzata erogata e le tecnologie allo stato dell’arte offerte.
Dal 2016 Snom è parte del gruppo Vtech, produttore leader mondiale di telefoni cordless.
Per ulteriori informazioni pregasi consultare il sito www.snom.com

Snom potenzia il team di canale: Nuove assunzioni nell’area germanofona, in Spagna e Benelux

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Economia, Tecnologia

Snom, pioniere tedesco del VoIP e noto produttore di telefoni IP per le aziende, rafforza il proprio team commerciale con l’assunzione di due nuovi responsabili di canale in Spagna e nell’area germanofona. Insieme al nuovo Channel Director per il Benelux, Stefan Fuchs, le nuove assunzioni operate dal vendor tra marzo e aprile ne confermano la strategia incentrata sul principio del management locale.

Una posizione creata ad hoc per il Benelux

Stephan Fuchs, tedesco d’origine ma olandese d’adozione, ricopre dall’inizio di aprile il ruolo del Channel Director di Snom per il Benelux. Il suo compito consiste nello sviluppo di partnership commerciali con gli operatori di canale dei tre Paesi. Questa posizione non esisteva in precedenza nella regione. Con la nuova nomina, Snom ribadisce la sua volontà di assicurare ai partner un punto di contatto locale, in grado di rispondere tempestivamente a qualsiasi richiesta. Fuchs è quindi il punto di riferimento per distributori, carrier ITSPs e rivenditori in quest’area economicamente forte.

Il nuovo Channel Director Benelux dispone di una lunga esperienza nell’industria delle telecomunicazioni. Ha collaborato con Tomtelecom ed è stato Business Consultant presso Yorus, azienda rinominata di recente in Connectivity Factory.

Stephan Fuchs: Nuovo Channel Director di Snom per il Benelux

Il team DACH cresce

L’austriaco Michael Hengl è il nuovo Channel Director per l’Austria, la Svizzera e il Liechtenstein. Residente nelle vicinanze di Vienna, Hengl supporterà il team tedesco nella cura dei partner commerciali esistenti e nell’acquisizione di nuovi rivenditori oltre ad essere responsabile della gestione dei partner strategici a livello globale. In precedenza, Hengl ricopriva il ruolo di Focus Sales Manager UCC presso il distributore ALSO. Beneficia quindi nella nuova posizione delle eccellenti competenze di settore acquisite.

Michael Hengl: Nuovo Channel Director di Snom per Austria, Svizzera e Liechtenstein

Nuovo ingresso nel team spagnolo

Lo spagnolo Miguel Anillo ricopre il ruolo di Channel Manager Iberia da inizio marzo. Residente a Malaga, Anillo è responsabile della gestione del canale in Spagna e Portogallo. Anillo dispone di una lunga esperienza professionale presso Avanzada 7, un distributore madrileno specializzato in soluzioni VoIP. Quale nuovo Channel Manager Anillo lavorerà a stretto contatto con il team spagnolo focalizzandosi sull’intensificazione dei contatti con gli operatori di canale della penisola iberica.

Miguel Anillo é il nuovo Channel Manager di Snom per Spagna e Portogallo

„Il contatto personale con i nostri partner è una delle chiavi del nostro successo a lungo termine, di conseguenza la presenza in loco dei nuovi colleghi di prim’ordine e le rispettive solide conoscenze del mercato hanno un enorme valore per Snom. Siamo estremamente lieti di poter contare su nuovi membri del team commerciale in ben tre regioni e di supportare così, concretamente, la stretta collaborazione con i nostri partner e la crescita sul territorio“, commenta Fabio Albanini, Head of Sales South Europe e UK e General Manager Snom Italia.


Snom Technology

Snom, produttore internazionale di terminali IP premium per l’uso professionale, nasce come pioniere della tecnologia Voice-over-IP (VoIP) a Berlino, Germania, nel 1997. Nell’arco di vent’anni, il marchio Snom, noto a livello internazionale, è diventato sinonimo di soluzioni innovative per la telefonia.
Il successo dell’azienda poggia su due pilastri: tecnologia di prima classe e know-how locale. Snom crede fortemente nella gestione locale delle attività commerciali e dispone attualmente di filiali in otto Paesi. Le divisioni deputate allo sviluppo di hardware e software, alla gestione della qualità, all’interoperabilità e al marketing sono invece dislocate presso la sede centrale a Berlino.
Un altro fattore essenziale del successo dell’azienda è l’intento di offrire prodotti e soluzioni su misura. Dai display e telefoni dotati di caratteri ebraici fino alla personalizzazione dei terminali per grandi operatori come Vodafone, i prodotti Snom si adattano alle esigenze delle più varie tipologie di clientela.
L’imponente portafoglio prodotti di Snom è interamente conforme agli attuali standard di sicurezza europei. I telefoni IP da tavolo, da conferenza e cordless DECT di Snom sono dotati di una pletora di funzionalità e di una qualità audio di alto livello, oltre a integrare fino a 27 lingue a seconda del modello. A completamento della propria gamma di terminali, Snom offre un’ampia scelta di accessori, tra cui headset e moduli di espansione. Tutti i device sono forniti con una garanzia di tre anni.
I clienti e partner Snom beneficiano di programmi di fidelizzazione particolarmente interessanti e di diverse tipologie di servizi, elementi che hanno consentito all’azienda di costruire rapporti di stretta collaborazione e fiducia con la propria clientela, che contribuiscono all’immagine positiva che Snom si è guadagnata negli anni tanto quanto l’assistenza personalizzata erogata e le tecnologie allo stato dell’arte offerte.
Dal 2016 Snom è parte del gruppo Vtech, produttore leader mondiale di telefoni cordless.
Per ulteriori informazioni pregasi consultare il sito www.snom.com

Éric Chapelle nuovo Chief Financial Officer di Stormshield

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia, Industria, Tecnologia

Stormshield, produttore europeo di rilievo nel mercato della cybersecurity e azienda di proprietà del Gruppo Airbus potenzia il proprio esecutivo annunciando la promozione di Eric Chapelle a CFO.

Quale membro del comitato esecutivo, la missione di Chapelle é di analizzare e anticipare gli sviluppi di Stormshield e le relative implicazioni finanziarie al fine di fornire a tutti i membri della direzione una visione chiara e indicatori affidabili, essenziali per prendere qualsivoglia decisione strategica. Più in generale il nuovo CFO supervisionerà l’intera gestione finanziaria dell’azienda e sarà responsabile per il rispetto e la conformità alle linee guida etiche in vigore presso il Gruppo Airbus. Oltre a guidare l’intero dipartimento Finance, Chapelle è a capo delle equipe deputate alla revisione dei conti e all’amministrazione vendite.

eric-chapelle-w-1

Éric Chapelle, CFO, Stormshield

Il Dottore Commercialista (DESCF) Éric Chapelle annovera una lunga esperienza oltre che una conoscenza approfondita di Stormshield, del modo di operare dell’azienda e dell’intero organico. Dopo oltre vent’anni trascorsi in qualità di Senior Manager presso società di revisione contabile, Chapelle si è unito a Stormshield nel 2015, dove ha ricoperto il ruolo di direttore finanziario e amministrativo. La nomina a CFO é un tributo sia all’impegno che Chapelle ha dimostrato verso l’azienda sia ai risultati ottenuti negli ultimi anni.

Pierre-Yves Hentzen, CEO di Stormshield commenta: “Éric Chapelle dispone delle competenze necessarie per gestire le nostre finanze e supportare al meglio il nostro sviluppo. Migliorare l’analisi e incrementare le performance delle nostre attività sono le sfide principali con cui ci confrontiamo nel 2019. Il nostro obiettivo è ottimizzare la gestione aziendale e aumentare la nostra produttività in un contesto di forte crescita, al fine di garantire un servizio di elevatissima qualità ai nostri clienti. Chapelle svolgerà quindi un ruolo chiave nell’implementazione di nuovi strumenti e processi che ci permetteranno di semplificare la gestione operativa dell’azienda. Le sue capacità analitiche, il suo rigore e la profonda conoscenza del nostro mercato gli permetteranno di raggiungere gli obiettivi con successo.”


Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo.
Per ulteriori informazioni: www.stormshield.com

Assumere personale nel mondo della cybersecurity: una sfida sociale ambiziosa e motivante per gli anni a venire

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Di fronte alla carenza di competenze digitali il mercato sta cominciando a reagire, riorganizzandosi. Tuttavia, le iniziative sono ancora troppo spesso una tantum e si sono rivelate difficili da attuare su larga scala. Ciononostante, assumere personale nel mondo della cybersecurity è una grande sfida per le società oggi come in futuro. Una sfida che va affrontata immediatamente. Come identificare e attirare i giusti candidati è una domanda molto importante, che richiede soluzioni multiple e trasversali.

Qualifiche altamente specializzate e poco note che stanno cambiando a ritmi sempre più elevati

Oggi assistiamo ad una carente consapevolezza delle carriere in ambito digitale sia tra gli studenti, sia tra i genitori, come tra gli insegnanti e i consulenti del lavoro. L’immagine del “geek” o “nerd” è oggetto di cliché talmente radicati nella nostra società da essere difficili da rimuovere o rivalutare, nonostante le numerose iniziative volte ad incrementare la notorietà delle carriere nel digitale, presentate con un’immagine totalmente differente. Sempre più spesso ad esempio, si fa in modo di far avvicinare i bambini alle tecnologie digitali sin dalla tenera età, invitandoli poi a programmare applicazioni già durante l’età adolescenziale. È davvero essenziale iniziare ad accrescere l’interesse verso queste occupazioni, rendendole più concrete e specifiche e infine incoraggiare le persone a candidarsi per tali opportunità lavorative.

Elevare il profilo di carriere gratificanti che richiedono un’ampia varietà di competenze

Riguardo a questo punto in particolare, bisogna ammettere che non ci si sta impegnando a sufficienza. Invece risulta di vitale importanza operare un dovuto approfondimento conoscitivo migliore per evitare che eventuali studenti e i datori di lavoro stessi si concentrino solo sugli aspetti puramente tecnici. In effetti, una carriera nel mondo della cybersecurity non dovrebbe essere riservata esclusivamente ad una ristretta cerchia di persone. Al contrario, è importante per le aziende poter attingere a numerosi profili complementari, in grado di svolgere un ruolo decisivo nello sviluppo, nella creazione e nella commercializzazione di innovazioni che consentano di creare un cyberspazio sicuro e affidabile. Queste carriere sono creative, collaborative e davvero significative. Lavorare nella sicurezza informatica significa proteggere infrastrutture, organizzazioni e persone. Questa dovrebbe essere una motivazione chiave per la scelta di una simile occupazione.

Sylvie Blondel, Human Resources Director – Stormshield

Collaborare con scuole, università e istituti di formazione

Oltre a sviluppare e commercializzare i rispettivi prodotti e soluzioni, i vari attori del mondo della cybersecurity devono anche prepararsi per il futuro stringendo partnership con professionisti della formazione, per poter proporre corsi attraverso cui formare su larga scala futuri potenziali candidati. Collaborare con scuole, università e istituti di formazione è di fondamentale importanza per poter cambiare l’attuale situazione e garantire che ai temi relativi alla sicurezza IT sia assegnata una rilevanza centrale all’interno dei programmi scolastici. In Francia ad esempio le autorità pubbliche sembrano aver preso coscienza di questa esigenza di formazione, introducendo a partire dal 2020 il diploma di insegnamento IT della scuola secondaria e menzionando l’intenzione di aggiungere ore di programmazione ai programmi scolastici. Queste sono buone iniziative, ma sono ancora insufficienti.

La femminilizzazione dell’industria digitale

Nonostante il problema legato all’offerta formativa, da diversi anni assistiamo con entusiasmo all’incremento della quota rosa nell’industria digitale. Seppur in quota modesta, grazie a questo trend beneficiamo dell’influenza di personale femminile altamente motivato in molteplici ambiti professionali a qualsiasi livello organizzativo. Portando con sé una nuova visione e un nuovo approccio al mondo della sicurezza informatica, le donne hanno indubbiamente un ruolo strategico da svolgere in questo settore. Per trasformare una tendenza in una solida realtà è necessario continuare a guardare oltre gli stereotipi, incrementare la consapevolezza delle giovani donne rispetto alle professioni digitali, soprattutto quando ricevono informazioni da parte dei consulenti del lavoro, che dovrebbero essere in grado di trasmettere l’immagine di un’industria diversificata e accogliente, priva di pregiudizi. Le donne possono avere successo e realizzarsi nell’industria digitale: è necessario far sì che lo sappiano.

Conclusioni

Formare e poi assumere personale qualificato nel settore IT rappresenta oggi una sfida ardua per le società, destinata ad acuirsi nei prossimi anni. Ci confrontiamo già oggi con una perniciosa carenza di candidati. In un momento in cui la trasformazione digitale è ben avviata e le aziende di tutti i settori cercano in tutti i modi di reclutare i talenti di cui hanno bisogno per sostenere i loro cambiamenti, tale penuria di personale competente non fa che incrementare quotidianamente la superficie di attacco di organizzazioni e infrastrutture. La tutela può essere garantita solo adottando strumenti e soluzioni affidabili: implementare buone strategie di sicurezza informatica presso le organizzazioni pubbliche e private è una priorità che richiede il coinvolgimento di numerosi esperti perché abbia successo. Non possiamo quindi limitarci ad accettare lo status quo, perché le condizioni per il nostro successo futuro si costruiscono qui e ora. La portata della carenza di professionisti del digitale coinvolge l’intero ecosistema e sarebbe un errore limitarsi a un approccio meramente educativo alla risoluzione di un problema che va invece affrontato a 360 gradi, altrimenti non ne usciremo.


Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo.
Per ulteriori informazioni: www.stormshield.com

Crittografia: cinque miti da sfatare

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Troppi i preconcetti che a tutt’oggi impediscono alle aziende di adottare soluzioni di crittografia per proteggere i propri dati. Una riluttanza che potrebbe rivelarsi costosa se dovesse tradursi in una massiccia perdita di dati … Diamo un’occhiata più da vicino ai miti più comuni sulla crittografia dei dati.

Mito 1: “Crittografare i miei dati è uno spreco di denaro”

La crittografia dei dati è un po’ come una polizza assicurativa – se ne nota l’utilità solo quando sorgono problemi. Ma le cifre parlano chiaro. Secondo lo studio ‘2018: Studio sui costi della violazione dei dati: panoramica globale‘, condotto da Ponemon Institute per IBM, nel 2018 il costo medio per singola violazione si attestava in Italia su USD 3.43 milioni, con un volume medio di dati violati di 22.633 unità.

Come Stormshield ha evidenziato nel white paper “Trasformazione digitale delle aziende; dove si inserisce la sicurezza?” non possiamo più permetterci di ignorare le numerose nuove potenziali fonti di vulnerabilità, compresi il nomadismo digitale, i servizi di condivisione di documenti basati su cloud e il maggiore utilizzo di oggetti connessi.

Mito 2: “Implementare la crittografia è troppo complicato”

Middleware, PKI, schede crittografiche e una grande varietà di altre policy di certificazione … Fino a pochi anni fa, la complessità delle procedure di protezione dei dati scoraggiava anche il più determinato tra i potenziali interessati.

Ma oggi i produttori offrono soluzioni che non richiedono più l’implementazione di un’infrastruttura ultra-complessa. Che si tratti di utenti finali o amministratori, queste nuove soluzioni rendono l’implementazione e la gestione dei sistemi di crittografia nettamente più trasparente. La modalità SaaS, ad esempio, ha consentito di ridurre notevolmente i costi per infrastrutture e manutenzione.

Mito 3: “Esistono soluzioni tanto efficaci quanto la crittografia”

Il concetto di crittografia è spesso associato all’implementazione di reti private virtuali (VPN) utili per proteggere i dati in transito su Internet. Tuttavia, questi sistemi di protezione non garantiscono l’integrità dei dati in situazioni come il furto del terminale.

D’altra parte, oltre a VPN, firewall e diritti di accesso, la crittografia del disco rigido sui terminali sta diventando una soluzione sempre più praticabile. Qui, è il terminale stesso – e non i dati – ad essere protetto in particolare, contro la minaccia di furto fisico.

Queste soluzioni aggiuntive possono e dovrebbero essere prese in considerazione in concomitanza di una soluzione per la crittografia dei dati, quasi una “santa trinità” delle policy di sicurezza delle informazioni. In questo modo, indipendentemente da chi ha accesso alla workstation, al server o al sistema di condivisione basato su rete o cloud, solo l’utente con i diritti di decodifica può utilizzare i dati in questione.

Mito 4: “La crittografia non ci serve – gli attacchi informatici a noi non capitano mai”

Non sono a rischio. Non ho dati sensibili che necessitano di protezione. Questo tipo di osservazioni sono più comuni di quanto si pensi, e non solo presso associazioni o autorità locali. La responsabilità della protezione dei dati non riguarda solo chi gestisce informazioni sensibili. Il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) ricorda a coloro che potrebbero essere in dubbio che ognuno è responsabile della protezione di dati relativi agli individui, come ad esempio i propri dipendenti.

In Francia, la decisione della CNIL di multare un centro ottico con una sanzione di € 250.000 nel giugno 2018 per non aver protetto i dati dei propri clienti è la prova che la negligenza stessa può essere assai costosa. E la minaccia è onnipresente. Recentemente, persino Altran, colosso della consulenza tecnologica, è stato vittima di un attacco informatico.

Mito 5: “Se cifro i miei dati, potrei non potervi accedere mai più”

Molte persone temono ancora di perdere i loro dati qualora dimentichino la password per la decrittazione, o qualora un dipendente lasci l’azienda senza comunicarla. Ma esistono tecnologie in grado di aiutare a evitare questo tipo di inconvenienti, come il recupero dei dati, che fornisce accesso ai dati a una o più persone all’interno di un’azienda in caso di emergenza. La tecnica key escrow rappresenta un’altra possibilità, ove un database – ovviamente crittografato – è usato per memorizzare tutte le chiavi di cifratura impiegate in azienda.

Conclusioni

In breve, dato che subire un furto di dati è molto più costoso che proteggerli, che nel tempo la tecnologia è diventata molto più fruibile, che nessuno è al sicuro dagli attacchi informatici e, che, infine, la cifratura dei dati rimane uno dei sistemi di protezione più efficaci, non c’è davvero nessun motivo per cui le aziende non dovrebbero adottare solide soluzioni di crittografia.


Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo.
Per ulteriori informazioni: www.stormshield.com

A cosa serve un telefono VoIP?

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia, Tecnologia Personale

I moderni telefoni VoIP sono dotati di una pletora di funzionalità aggiuntive rispetto ai terminali analogici o agli smartphone. Snom Technology ha voluto scoprire quali tra queste sono note e più utilizzate nella quotidianità aziendale. Interessante anche il giudizio sul fattore estetico generale dei terminali IP.

Berlino – A trent’anni circa dall’introduzione dei telefoni a tastiera, le tecnologie per le telecomunicazioni hanno fatto passi da giganti. Gli odierni terminali VoIP sono dotati di numerosissime funzionalità che li distinguono nettamente dai telefoni tradizionali. Tra febbraio e marzo, il pioniere tedesco del VoIP, Snom Technology, ha condotto un sondaggio(*) con l’intento di sapere se e quali caratteristiche dei moderni terminali sono note e utilizzate nelle aziende e se l’utente giudica positivamente l’aspetto del telefono IP di cui dispone.

Funzioni dei telefoni VoIP note in ambito aziendale

Il livello di interoperabilità tra i terminali VoIP e il sistema telefonico in uso determina la fruibilità di un’ampia varietà di funzioni. Per restringere il campo, Snom ha indagato sulle caratteristiche disponibili con la stragrande maggioranza delle attuali soluzioni per la telefonia IP. Tra queste l’inoltro di chiamata più o meno avanzato (a dipendenza del centralino è possibile programmarlo anche a seconda dell’orario) è noto al 93% degli intervistati, la conferenza con tre o più partecipanti e la messa in attesa delle chiamate rispettivamente all’86% e all’88% del campione. La visualizzazione dello stato di presenza dei colleghi in sede come in altre filiali tramite BLF (busy lamp field) è nota a due terzi del campione. Seguono altre funzioni come il “non disturbare” (DND), la possibilità di usare immagini di sfondo e l’eventuale geolocalizzazione, conosciute presso oltre la metà delle aziende coinvolte. L’ampia notorietà delle caratteristiche di base dei telefoni IP ne testimonia l’ormai inarrestabile avanzata nelle aziende. Una buona notizia per i vendor, che nelle loro argomentazioni possono concentrarsi sul valore aggiunto dei terminali tralasciando le funzionalità più comuni.

Conf-Call: la funzione più impiegata nelle aziende italiane

La teleconferenza con tre o più partecipanti va per la maggiore tra le aziende intervistate. Circa il 41% del campione ha infatti accordato a questa caratteristica dei moderni telefoni il primato tra le funzioni più utilizzate nel quotidiano. Inoltro di chiamata, messa in attesa e visualizzazione dello stato delle presenze si contendono il 57% del campione. Scarsa invece la preferenza attribuita alla funzionalità DND, selezionata solo dal 2% degli intervistati.

Il telefono IP? Bello per oltre la metà degli intervistati

Dal sondaggio emerge anche un miglioramento del giudizio complessivo sul fattore estetico dei telefoni IP. Maturata la tecnologia, molti produttori di telefoni IP hanno perfezionato il design dei propri terminali rendendoli più gradevoli all’occhio. L’aspetto dell’oggetto più utilizzato tra gli accessori presenti sulla scrivania è stato giudicato positivamente dal 59% degli intervistati. Snom ritiene che il telefono, oltre ad essere un imprescindibile strumento di business, sia da considerare una componente d’arredo a tutti gli effetti, motivo per cui di recente ha annunciato la serie bianca dei suoi telefoni IP e produce terminali eleganti, in grado di adattarsi all’ambiente circostante.

(*) Il sondaggio ha avuto luogo tra febbraio e marzo 2019 ed è stato realizzato in collaborazione con BitMAT. Aziende coinvolte: 257. Composizione: 70% da utenti finali, 30% operatori di canale

Snom Technology

Leader su scala mondiale e marchio premium di innovativi telefoni VoIP professionali di livello enterprise, Snom fu fondata nel 1997 e ha sede a Berlino. Pioniere del VoIP, Snom lancia il primo telefono IP al mondo nel 2001. Oggi, il portafoglio di prodotti Snom è in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di comunicazione presso aziende di ogni ordine e grado, call center, nonché in ambienti industriali con particolari requisiti di sicurezza.
Sussidiaria di VTech Holdings Limited dal 2016, Snom conta uffici commerciali dislocati in Italia, Regno Unito, Francia e Taiwan, vantando altresì una reputazione internazionale eccellente nel mercato del Voice-over-IP. L’innovazione tecnologica, l’estetica del design, la semplicità d’uso e un’eccezionale qualità audio sono solo alcune delle caratteristiche che distinguono i rinomati prodotti Snom. L’attuale gamma di prodotti Snom è universalmente compatibile con tutte le principali piattaforme PBX ed è stata insignita di numerosi premi in tutto il mondo da esperti indipendenti.
Ingegnerizzate in Germania, le soluzioni IP di Snom rappresentano la scelta perfetta nei mercati verticali, come la sanità e l’istruzione, dove sono richieste soluzioni specializzate nella comunicazione business, nell’IoT e nelle tecnologie intelligenti.
Per maggiori informazioni su Snom Technology GmbH, si prega di visitare il sito www.snom.com</

Stormshield a Hannover Messe: la cybersicurezza nell’industria

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Da tempo, nell’industria moderna, la continuità del servizio delle infrastrutture IT é determinante per la gestione dei processi lavorativi e produttivi, risultando indispensabile in quasi tutti i settori. Anche gli attacchi informatici fanno ormai parte della quotidianità industriale. Partendo da questo assunto strategico fondamentale, l’esperto di sicurezza informatica Stormshield, presenta le proprie soluzioni di sicurezza olistica, sviluppate su misura per le esigenze specifiche del comparto industriale in occasione di Hannover Messe, dal primo al 5 aprile (padiglione 6, stand D04).

La produttività di domani è oggetto di elevatissime aspettative. Secondo un recente studio della Federazione delle Industrie Tedesche entro il 2025 l’Europa potrebbe generare fino a 1,25 trilioni di euro di valore aggiuntivo attraverso la produzione industriale. La digitalizzazione sta cambiando il modo in cui le aziende produrranno e lavoreranno in futuro. Nell’industria 4.0, i processi si intrecciano con tecnologie dell’informazione e della comunicazione all’avanguardia. Macchine e prodotti comunicano tra loro aumentando la flessibilità della produzione. La crescente connessione tra persone, macchine e processi industriali rappresenta un fattore importante per la produttività e la crescita economica.

Minacce informatiche nell’Industria

Molte aziende approfittano dei benefici della digitalizzazione per espandere ulteriormente il proprio business e semplificare i processi. Le macchine industriali sono sempre più controllate da software e comunicano con Internet. Se da un lato questa evoluzione digitale semplifica i processi, cagiona dall’altro un elevato potenziale di rischio. Sfruttando vulnerabilità di sistemi eventualmente non aggiornabili o mal protetti, gli hacker infettano macchine e dispositivi per sferrare – ad esempio – attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), che consentono loro paralizzare l’intero ecosistema IT di un’azienda. Attacchi di questo tipo su impianti industriali e infrastrutture critiche non hanno solo un enorme impatto sulla produzione o sulla continuità dei servizi ma danneggiano enormemente anche l’immagine delle aziende. Ogni vulnerabilità nella rete può originare rischi ambientali e finanziari. Inoltre, gli incidenti di sicurezza possono portare alla perdita dei dati e mettere in pericolo le persone.

Una sicurezza IT senza sorprese

A fronte della crescente frequenza e complessità degli attacchi informatici la consapevolezza del rischio si sta radicando sempre più nelle aziende. Uno sviluppo positivo che tuttavia non sfocia altrettanto spesso nell’adozione di strategie di sicurezza adeguate. Ai responsabili IT é demandato il funzionamento affidabile dei sistemi IT per garantire la sicurezza all’interno dell’azienda. L’approccio combinato e intelligente delle soluzioni Stormshield nell’ambito della sicurezza IT consente di bloccare efficacemente le minacce informatiche. Inoltre, la nuova linea Elastic Virtual Appliance soddisfa i requisiti per la crescente virtualizzazione delle infrastrutture IT.

Ma non solo, “per garantire la continuità ininterrotta dei processi industriali, i sistemi IT interni dell’azienda e le applicazioni cloud devono essere protette in modo completo”, afferma Robert Wakim, Stormshield Industrial Offer Manager. “Le nostre soluzioni di sicurezza collaborativa multilivello sfruttano meccanismi di sicurezza molto approfonditi per la protezione contro metodologie di attacco sempre più sofisticate ai danni dell’Industria 4.0”. In occasione di Hannover Messe, i visitatori non potranno solo valutare in prima persona i benefici della sicurezza collaborativa ma anche scambiare opinioni con esperti sulle ultime tendenze in termini di sicurezza industriale, con esempi di adozione dei giusti strumenti per la tutela dei processi IT/OT tratti dall’esperienza del vendor.


Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo.
Per ulteriori informazioni: www.stormshield.com