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PIENONE ALLA “MILANO ART GALLERY” PER L’INAUGURAZIONE DELLA PERSONALE DI MARCO BETTIN CON CLAUDIO BRACHINO, SILVANA GIACOBINI, ANDREA PINKETTS E VALERIA MARINI

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L’artista Marco Bettin ha ricevuto positivi apprezzamenti al vernissage inaugurale della sua mostra “Suggestioni” che, si è svolto Giovedì 28 Marzo 2013, presso la “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in Via Alessi 11, a Milano. L’esposizione, durerà fino al 11 Aprile 2013, con l’organizzazione di Salvo Nugnes, Direttore di Promoter Arte.

 L’evento ha visto la partecipazione straordinaria di noti volti della cultura e dello spettacolo: Silvana Giacobini, che ha presentato il suo nuovo libro “Il leone di terracotta” affiancata da Valeria Marini e Claudio Brachino (Mediaset). Ospiti a sorpresa Barbara Benedettelli, scrittrice, giornalista, nonché attivista e lo scrittore, giornalista e noto opinionista Andrea Pinketts (Mistero), collaboratore da anni con Achille Bonito Oliva, che ha commentato positivamente le opere esposte dall’artista.

La vocazione appassionata per l’arte nasce in lui fin dalla giovane età e si sviluppa in modo assolutamente personalizzato da autodidatta, senza frequentare studi e corsi specifici. Bettin si dedica ad un’originale ricerca di sperimentazione, per accorpare la vasta ed eterogenea produzione di opere ad un percorso connesso alla meditazione e alla scoperta della propria anima che ciascun fruitore può compiere con consapevole impegno, nell’intento di trovare un messaggio subliminale insito che possa andare oltre il semplice impatto visivo ed estetico delle opere e offrire uno stimolo concreto del sinergico legame creato con esse. L’apparenza e il visibile sono un incipit a penetrare e proiettarsi oltre, a recepire virtuali e simbolici paradigmi esistenziali volutamente celati e carpibili solo dai cuori puri e dalle menti aperte. I suoi dipinti sono dotati di una dimensione di intensa spiritualità, ognuno è rappresentativo di una tecnica che coniuga in sinergia la capacità di unire il talento innato e le doti strumentali, al desiderio di trasmettere profondi valori e riflessioni interiori e di condividerle con gli altri.

Bettin è conosciuto da molti anni anche come professionista pranoterapeuta e si dedica alla meditazione, intesa come “un canale per far comprendere alle persone che bisogna stare bene con se stessi e anche imparare a rispettare gli altri e a riflettere prima di offendere il prossimo. Attraverso la meditazione si guarda e si apprezza tutto quello che mangiamo o tocchiamo. Bisogna imparare ad osservare tutto di una persona o di una cosa. La meditazione si basa sull’amore per tutto quello che ci circonda, l’acqua, l’aria, la terra e tutti gli esseri viventi. È un momento di raccoglimento in cui da un pensiero negativo possiamo ricavare un pensiero positivo e deve lasciare dentro una grande serenità dell’anima, un intensa pace dello spirito“.

Per Bettin “l’importante è raggiungere la pace interiore in qualsiasi modo, quando una persona ha raggiunto la serenità è sempre in pace con se stesso e con il mondo circostante“.

GRANDE MOSTRA DEL BASSANESE TONI ZARPELLON PRESSO LA STORICA “MILANO ART GALLERY” DAL 12 AL 27 APRILE 2013

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C’è grande attesa per la mostra d’arte del Maestro Toni Zarpellon, dal titolo “I colori della realtà”, che esporrà le sue originali opere nel capoluogo lombardo, presso la storica “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” dal 12 al 27 Aprile 2013, con l’organizzazione del manager Salvo Nugnes, Direttore di Promoter Arte.

Il vernissage si terrà proprio Venerdì 12 Aprile, alle ore 18.00, e vedrà la partecipazione straordinaria del noto conduttore televisivo Paolo Limiti.

Zarpellon, figura di spicco dell’arte contemporanea, ha frequentato la Scuola d’arte di Nove (VI) e il Corso di pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha insegnato all’Istituto d’Arte di Nove e  all’Istituto d’Arte dei Carmini di Venezia.

Dal 1965, il Maestro Zarpellon, continua le sue esposizioni in numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero e le sue innumerevoli opere, sono già state inserite all’interno di importanti cataloghi, tra quelle dei più meritevoli artisti veneti e del Novecento.

Le opere dell’artista sono eclettiche, complete, in grado di porsi come emblemi di ricerca artistica e insieme di indagine psicologica: la forma espressiva di Zarpellon è un medium per l’indagine antropologica, la creatività è solo una delle modalità più immediate per porsi interrogativi come ad esempio: “Cosa vuol dire esserci?”.

Come afferma Zarpellon: “L’arte ha il compito di rendere visibile l’invisibile. Essa non è una sorta di allucinazione privata, ma una delle forme più alte per conoscere se stessi e la realtà del mondo di cui facciamo parte”.

Molti i progetti da lui realizzati, tra i quali l’esecuzione di 100 autoritratti, creati in 100 giorni, tra il ‘99 e il 2000, che ora si trovano in permanenza presso il Museo Bargellini a Pieve di Cento.

Nei primi anni ottanta, inoltre, Zarpellon trasforma le Cave di Rubbio: quattro anfiteatri rocciosi, ognuno con un tema, creati dall’escavazione della pietra calcarea e completamente decorati con dipinti dai colori sgargianti e installazioni, che danno spazio all’immaginazione e che portano lo spettatore in un mondo fiabesco.

“I COLORI DELLA REALTA’” DI TONI ZARPELLON ESPOSTI ALLA “MILANO ART GALLERY”

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La mostra personale dal titolo “I colori della realtà” allestita presso la storica “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” vuole essere una finestra sul mondo complesso dell’artista Toni Zarpellon. L’evento, che si terrà dal 12 al 27 Aprile 2013, è organizzato dal manager Salvo Nugnes, Direttore di Promoter Arte.

Il vernissage si terrà Venerdì 12 Aprile, alle ore 18.00, e vedrà la partecipazione straordinaria del noto conduttore televisivo Paolo Limiti.

Dal 1965, il Maestro Zarpellon, figura di spicco dell’arte contemporanea, espone in numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero e le sue innumerevoli opere, sono già state inserite all’interno di importanti cataloghi, tra quelle dei più meritevoli artisti veneti e del Novecento.

Le opere dell’artista sono eclettiche, complete, in grado di porsi come emblemi di ricerca artistica e insieme di indagine psicologica: la forma espressiva di Zarpellon è un medium per l’indagine antropologica, la creatività è solo una delle modalità più immediate per porsi interrogativi come ad esempio: “Cosa vuol dire esserci?”. Le tele scoprono un linguaggio essenziale in una sorta di nuova metafisica e raccolgono i colori caldi e freddi, luminosi e smorzati che l’occhio normalmente scorge.

Nei primi anni ottanta, Zarpellon trasforma le Cave di Rubbio: quattro anfiteatri rocciosi, ognuno con un tema, creati dall’escavazione della pietra calcarea e completamente decorati con dipinti dai colori sgargianti e installazioni, che danno spazio all’immaginazione e che portano lo spettatore in un mondo fiabesco

Come afferma Zarpellon: “L’arte ha il compito di rendere visibile l’invisibile. Essa non è una sorta di allucinazione privata, ma una delle forme più alte per conoscere se stessi e la realtà del mondo di cui facciamo parte”. 

Silvana Giacobini presenta il suo romanzo “Il leone di terracotta”

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Giovedì 28 Marzo 2013, una sala gremita ha accolto calorosamente la nota giornalista e scrittrice Silvana Giacobini che ha presentato in anteprima il suo nuovo romanzo “Il leone di terracotta” (Cairo) presso la “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in Via Alessi 11, a Milano. L’evento si colloca all’interno del ricco calendario di iniziative ad ingresso libero di “Cultura Milano.it” il Festival Artistico Letterario, ideato e organizzato dal manager Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, allo scopo di rendere la cultura accessibile a tutti. Tra i noti personaggi ospiti Bruno Vespa, Margherita Hack, Francesco Alberoni, Corrado Augias, Vittorio Sgarbi, Umberto Veronesi, Antonino Zichichi.

All’evento sono stati presenti anche due ospiti d’eccezione: Andrea Pinketts (Mistero), scrittore, giornalista, drammaturgo e noto opinionista italiano che collabora in oltre con Achille Bonito Oliva e Barbara Benedettelli, scrittrice, attivista e giornalista.

La Giacobini, affiancata dal Direttore Claudio Brachino (Mediaset) e dalla Showgirl Valeria Marini, nel ruolo di relatori, ha descritto l’avvincente vicenda narrata nel libro, ambientata nel suggestivo contesto territoriale delle Langhe, con protagonista Margot Amati, autrice di gialli di successo, chiamata dall’amica Maria Beatrice Tornero d’Albrizzi a indagare sulla misteriosa scomparsa del fratellastro James, avvenuta molti anni addietro. Nell’incalzare crescente dei colpi di scena niente è come sembra e il lettore viene trasportato nell’intrigante storia, in cui si celano ombre di relazioni parentali e legami affettivi in apparenza solidi e indissolubili, ma che nascondono torbidi segreti. La cornice romantica è il travolgente amore che sboccia tra Margot e Eugenio.

La Giacobini, ha raccontato anche alcuni aneddoti ed episodi significativi della sua prestigiosa carriera giornalistica e ricordando l’incontro con Hilary Clinton, ha spiegato “L’ho incontrata varie volte, la prima alla Casa Bianca, quando era First Lady. Mi ha conquistato con la sua logica e la sua razionalità, non ha mai voluto conoscere prima le domande che, le avrei rivolto. Le chiesi se sarebbe mai scesa in politica, mi rispose che, ne bastava già uno in famiglia. La rividi ancora a Washington e le chiesi se si sarebbe candidata alla presidenza degli Stati Uniti, mi disse che non ci pensava. Mi auguro che nel 2016, sia lei ad essere la prima donna presidente degli Stati Uniti. E’ una donna con una testa straordinaria. Per esempio, nei suoi discorsi quando parla in pubblico, lo fa a braccio senza leggere gli appunti”.

 

 

SILVANA GIACOBINI, MARCO BETTIN, VALERIA MARINI, CLAUDIO BRACHINO: GRANDI NOMI PER UN EVENTO CULTURALE STRAORDINARIO

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Giovedì 28 Marzo 2013, alle ore 18.00, si terrà un grande evento presso la prestigiosa “Milano Art Gallery – Spazio Culturale” di via G. Alessi 11, a Milano: Silvana Giacobini presenterà, in anteprima, il suo nuovo libro “Il leone di terracotta” (Cairo) per il Festival Artistico Letterario “Cultura Milano.it” il salotto culturale, organizzato da Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, allo scopo di rendere la cultura accessibile a tutti, con incontri, ad ingresso libero, con ospiti illustri, tra cui Margherita Hack, Bruno Vespa, Francesco Alberoni e Vittorio Sgarbi.

A far da singolare cornice, la mostra d’arte “Suggestioni” che raccoglie una vasta produzione di Marco Bettin, artista per passione e pranoterapeuta di professione che ha saputo coniugare l’amore per l’arte al dono della pranoterapia, concepite entrambe come forme pure e assolute di espressione e manifestazione energetica positiva, per supportare i fruitori a scoprire il loro ego interiore, penetrando nella dimensione intima e spirituale.

Ad affiancare la Giacobini e Bettin, sono stati designati due relatori d’eccezione: la nota showgirl Valeria Marini e il Direttore Mediaset Claudio Brachino.

“Il leone di terracotta” racconta un’intensa storia d’amore, ambientata nelle Langhe, sullo sfondo di problemi molto sentiti, come la violenza e le ombre che spesso si celano dietro i rapporti famigliari. È una narrazione coinvolgente, che trasmette anche un importante messaggio sociale e stimola interessanti riflessioni sull’intreccio dei legami parentali, dove come dice la Giacobini, citando William Shakespeare, nel Macbeth “Nulla è tranne ciò che non è“.

PREMIO ISTITUZIONALE PER PADRE ENZO DURANTE LA CONFERENZA A SAN VITTORE

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In occasione della Conferenza tenutasi Venerdì 22 Marzo 2013 presso il carcere di San Vittore a Milano, Padre Enzo Fortunato, Direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi e popolare volto di Rai1, ha ricevuto una prestigiosa targa istituzionale “Per il Suo quotidiano impegno nella diffusione degli insegnamenti di San Francesco d’Assisi” da Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter ed organizzatore dell’evento.

Padre Enzo, accolto calorosamente, ha parlato delle riflessioni e meditazioni per la vita quotidiana raccolte nel suo libro “Siate amabili” che sono state inserite all’interno degli editoriali della rivista “San Francesco Patrono d’Italia” portando un messaggio di profonda speranza, intensa conversione e radicata fede, fondate sugli insegnamenti perpetrati dal Santo. Padre Enzo spiega “Non esiste strada più solenne della vita di tutti i giorni per ridare bellezza alla nostra umanità attraverso sani pensieri, nobili gesti e soprattutto una fede che, si sforza di essere coerente, una fede colorata di amabilità francescana“.

INTERVISTA AD AMERIGO IACONELLI IN OCCASIONE DEL PREMIO TERAMO CHE LAVORA 2013

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Qual è l’importanza di questo premio per Lei?

E’ un premio che rivolto agli imprenditori e per questo è importante per me, perché dimostra che l’imprenditoria dedica attenzione alla medicina e alla ricerca medica. E’ assolutamente importante l’attualità del premio. E’ dedicato agli imprenditori ma viene assegnato a un medico, che non è un imprenditore ma piuttosto un imprenditore della salute.

Quali sono i fattori che secondo Lei conducono all’obesità?

Sono fondamentalmente uno stile di vita non congruo, ossia un’alimentazione troppo abbondante o un’alimentazione sregolata, con una mancanza di attività fisica. E’ una carenza da parte dell’uomo, da parte nostra, di gestire la nostra alimentazione, associata a un modo di vivere che è completamente sconclusionato. Se una persona lavora 12 ore al giorno, difficilmente può dedicarsi all’attività fisica e difficilmente segue un percorso dietetico regolare. Non c’è un unico fattore che conduce all’obesità, è plurifattoriale.

Secondo Lei come posso fare le persone obese ad eliminare le conseguenze dell’obesità?

Dimagrire. Non c’è altro modo per ridurre i fattori di rischio dovuti all’obesità se non togliere l’obesità.

Una persona normopeso come può prevenire l’obesità?

Per prevenire l’obesità occorre seguire un regime dietetico controllato, non troppo ricco di carboidrati o fast food, evitando cibi già pronti, e facendo attività fisica. E’ come un bilancio, fatto di entrate ed uscite: se mangio dieci e consumo due, ingrasso. Mantenendo un giusto bilancio fra introiti e consumi, si riesce a prevenire l’obesità.

I costi sostenuti per curare l’obesità quanto influiscono sul Sistema Sanitario Nazionale?

Tanto, troppo. Il problema non è tanto il prezzo attuale ma il prezzo che pagheremo in futuro. L’Italia è uno dei Paesi che ha l’obesità infantile più alta d’Europa e i costi sostenuti per curare le patologie causate dall’obesità di questi ragazzi sarà molto più alto. E’ una curva esponenziale, in salita. Si prevede che entro il 2020 saranno quasi insostenibili per il Sistema Sanitario Nazionale. Ora è già difficile, perché la situazione economica la conosciamo bene, è abbastanza critica, si tende a tagliare tutte le spese. Fra dieci anni sarà una cosa impressionante e i costi sono estremamente esponenziali.

Quindi un problema da risolvere il prima possibile.

Il problema si risolve prevenendolo. Bisogna applicare politiche di prevenzione, e in questo modo la patologia diventerebbe più gestibile. Se un paziente ha la pressione alta, io prescrivo la pasticca e la pressione si abbassa. Se un paziente è obeso, non serve una pasticca, ci vogliono anni di terapie dietetiche, motorie e psicologiche, spesso associate. Non è una situazione che si risolve facilmente. Per l’ipertensione, io prescrivo la compressa, la pressione si abbassa perché è un fatto meccanico. Se io tolgo il cibo a un paziente non è detto che lui dimagrisca, perché si sviluppano problemi metabolici dovuti all’obesità che impediscono un normale dimagrimento. Vorrei vedere un soggetto di 150 kg che si mette a far attività fisica, mi sembra alquanto difficile visto il gran numero di kg in eccesso.

Com’è nata in Lei la passione per la medicina? Perché ha scelto di diventar endocrinologo?

Questa passione è nata in famiglia, visto che sia mio padre sia mio nonno sono medici. Siamo una famiglia di medici.

Quindi è stato naturale scegliere questo ramo. Nei casi di obesità medio grave, che interventi chirurgici vengono effettuati sui pazienti?

Le indicazioni per interventi chirurgici si basano sul BMI. Il BMI è un numero che utilizziamo per calcolare il grado dell’obesità e si riferisce all’indice di massa corporea. Le indicazioni sono indice di massa corporea superiore a 35 con morbilità ossia con ipertensione, diabete, patologie respiratorie, disturbi osteoarticolari oppure un indice di massa corporea superiore a 40 e in questo caso basta solo l’obesità per procedere con l’intervento. Gli interventi che si possono fare sono diversi: il bendaggio gastrico, il bypass gastrico, la diversione biliopancreatica. Tantissimi insomma.

Ha notato l’aumento di altre patologie nel mondo occidentale, direttamente collegate all’obesità?

Assolutamente si. L’obesità è un fattore di rischio per tutti quanti gli organi: dal cuore ossia patologie cardiache, patologie polmonari, patologie osteoarticolari (un  peso eccessivo sulle ossa, prima o poi, crea dei problemi), patologie epatiche (acetosi epatica, cirrosi epatica), tumori dell’intestino. Diciamo che tutti i compartimenti del corpo umano sono fondamentalmente danneggiati dall’eccesso di peso. Diabete ed ipertensione sono le patologie più diffuse.

Secondo Lei la scienza riuscirà fare passi avanti per curare e eventualmente prevenire i disturbi metabolici come diabete e ipertensione?

Con alcuni interventi chirurgici si parla di remissione di queste problematiche perché’ perdendo peso si toglie la causa e di conseguenza diminuiscono gli effetti. Stiamo studiando per questo. I pazienti sono tanti, teoricamente in Italia sono papabili per l’intervento circa 3 milioni di persone, numeri grandissimi. Hanno l’indicazione all’intervento circa 2-3 milioni di persone; ovviamente è impossibile operarle tutte dato che in Italia si fanno circa 15-16 mila interventi l’anno, quindi ci vorrebbero cent’anni per poterle operare. Più si va avanti e più la cosa è difficile. Gli interventi chirurgici sono l’extrema ratio, per questo dicevo che la prevenzione di questa malattia è la vera soluzione. L’intervento chirurgico è la soluzione di chi le ha provate tutte e si ritrova magari a quarant’anni col diabete, con l’ipertensione ed è una situazione che difficilmente cambia col variare dello stile di vita. Il nostro corpo si è sviluppato in sessantamila anni mangiando poco e consumando tanto e negli ultimi trent’anni la situazione si è capovolta. Un giusto stile di vita è la soluzione. E’ vero pure che la politica e le istituzioni non fanno niente, o meglio, non applicano dei programmi di prevenzione. Lo posso fare io con i miei diecimila pazienti, ma è ai bambini che bisogna insegnare a mangiare, partendo dalle scuole. Se ci sono le macchinette che vendono cioccolatini dentro la scuola elementare, il bambino con un euro le compra e le mangia ogni giorno. Torna a casa e invece di giocare a pallone o fare un giro in bicicletta, gioca con i videogiochi. Si abitua da bambino a non far niente, e sicuramente sarà un obeso in futuro. L’80-90 % dei bambini fa questo. Bisogna reimpostare lo stile di vita dei bambini, partendo dalle scuole materne. La vera cura è questa. Avremo i risultati fra vent’anni, ma se mai iniziamo, mai avremo dei risultati.

PATRIZIO PANICHI ORGANIZZA CON SUCCESSO IL “PREMIO TERAMO CHE LAVORA” – Agenzia Promoter

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Ancora una volta il Premio Teramo che lavora riscuote ampi consensi di pubblico e di stampa. Giunto all’undicesima edizione, l’evento tanto atteso per il mondo dell’imprenditoria, si è tenuto Sabato 16 Marzo 2013, presso il salone del Ristorante Sayonara, a Tortoreto, presentato da Amedeo Goria e Veronica Maya.

“Il nostro obiettivo è di gratificare uomini e aziende che pur tra mille difficoltà hanno scritto le più belle pagine della nostra economia, anche se fatte con l’inchiostro del sacrificio e nonostante tutto continuano a scavare il pozzo del profitto, nel deserto della crisi e della disoccupazione” afferma Patrizio Panichi, noto imprenditore, nonché Presidente della manifestazione, che quest’anno ha visto la partecipazione di note personalità del mondo della cultura e dello spettacolo come Silvana Giacobini, Lory Del Santo ed il manager Salvo Nugnes.

Per Panichi, da sempre specializzato nella produzione di abbigliamento 100% Made in Italy, è doveroso ringraziare e riconoscere i grandi imprenditori italiani, che definisce “uno straordinario patrimonio umano, la nostra vera risorsa non clonabile e non de localizzabile” soprattutto in questo delicato momento storico, dove solo i più tenaci riescono a realizzare iniziative e progetti culturali degni di stima.

“CULTURA MILANO.IT” HA OSPITATO IL MAESTRO GILLO DORFLES CON L’INEDITO LIBRO “POESIE” PRESENTATO ALLA “MILANO ART GALLERY” VENERDI 22 MARZO 2013 DINANZI AD UN NUTRITO PUBBLICO

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Un nutrito pubblico ha accolto il Maestro Gillo Dorfles, ospite a “Cultura Milano.it” con l’inedito libro “Poesie” (Campanotto Editore) presentato nell’esclusivo contesto della “Milano Art Gallery Spazio Culturale” in Via Alessi 11, nel cuore di Milano, la sua città d’adozione. Il Festival Artistico Letterario “Cultura Milano.it” è organizzato dall’agente Salvo Nugnes, Direttore di Agenzia Promoter, con l’intento di rendere la cultura accessibile a tutti, con eventi aperti al pubblico ad ingresso gratuito che, alternano cicli di conferenze e presentazioni editoriali di noti personaggi, tra cui Francesco Alberoni, Bruno Vespa, Umberto Veronesi, Corrado Augias, Margherita Hack, Vittorio Sgarbi, Silvana Giacobini.

Il Prof. Dorfles è stato affiancato da Luca Cesari, curatore della prefazione del libro, dall’Assessore alla Cultura di Milano Stefano Boeri e dal Prof. Stefano Verdino. A sorpresa, sono intervenuti anche Elio Fiorucci e Giorgio Forattini per assistere alla presentazione, poiché sono da sempre grandi estimatori e ammiratori del Maestro. In particolare il noto stilista Fiorucci ha dichiarato entusiasta “Tra gli infiniti incontri della mia vita, Gillo mi ha affascinato e continua a sorprendermi per la vastità, vivacità e raffinatezza del suo pensiero“.

In riferimento alla pubblicazione di questa sua prima opera di lirismo aulico dice “Anche in Italia come in altri Paesi europei, la lingua parlata e scritta subisce dei rivolgimenti linguistici oltre che semantici che, conducono a un incredibile invecchiamento del linguaggio, non solo delle espressioni correnti, ma della stessa sonorità delle parole. Ecco, perché pubblicare oggi dei testi di alcuni decenni or sono rischia di comprometterne l’attualità, non solo poetica, ma persino semantica. Ma, nella speranza che, almeno un imprinting atmosferico rimanga aldilà di ogni aspetto, letterario e stilistico, mi auguro tuttavia che, possa destare una curiosità nel lettore odierno, per il quale si situa come l’opera prima di un intempestivo e attempato versificatore“.

Cesari spiega “E’ difficile dare una collocazione cronologica, esatta e precisa, riguardo la nascita della vena poetica di Dorfles. Certamente la formazione letteraria, è stata molto corposa e robusta, non tanto a livello d’indottrinamento scolastico, quanto attraverso le frequentazioni di contesti e di figure particolarmente rilevanti, tra gli studiosi, intellettuali e letterati dell’epoca. Penso comunque che, abbia sviluppato prima la vena pittorica e artistica“.

INTERVISTA A MARCO BETTIN IN OCCASIONE DELLA MOSTRA PERSONALE “SUGGESTIONI” CHE SI TERRÀ DAL 28 MARZO ALL’11 APRILE 2013 PRESSO “MILANO ART GALLERY”

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1) COME CONCEPISCE L’ARTE E CHE FINALITÀ ASSUME?

L’arte è totalità, è amore assoluto ed incondizionato. Fin da piccolo ero appassionato d’arte. Mi considero un autodidatta, perché non ho mai fatto degli studi specifici. L’arte deve coinvolgere i fruitori, deve trasmettere percezioni emotive, è come un filtro, fluttuante e in continuo divenire, se rimane a livello statico, non può penetrare a fondo nella sfera interiore. L’arte, intesa come rappresentazione fotografica, non ha significato, non emoziona l’osservatore e non permette la libera interpretazione personale. L’arte deve avvolgere, permeare e trasferire intenso pathos.

2) COSA SI PROPONE DI TRASMETTERE ATTRAVERSO LE SUE CREAZIONI?

Innanzitutto, la massima libertà interpretativa, desidero stimolare una riflessione meditativa svincolata da blocchi e barriere psicologiche. Poi, desidero che, ciascuno personalizzi le mie opere su se stesso, per sentirle appieno nella dimensione interiore spirituale. A ognuno è destinata una propria creazione, come in un percorso virtuale, in cui si intreccia un legame inconscio, ma potente. Chi acquista le mie opere, è consapevole della sinergia profonda che instaura con esse. Ogni opera nasconde un peculiare messaggio, intrinseco e subliminale che, il fruitore deve carpire e accogliere nella sua anima.

3) COME CONCILIA LA PASSIONE PER L’ARTE AL DONO DELLA PRANOTERAPIA CHE, LEI POSSIEDE?

C’è grande coesione sinergica, perché l’arte è energia. Ogni forma di espressione artistica è avvolta da un mistero particolare e c’è un progetto concettuale preciso di elaborazione da seguire. Ogni pennellata deve essere ben mirata e calibrata. I colori e le sfumature cromatiche devono essere ben amalgamati e in perfetto e armonioso equilibrio di tonalità. La pranoterapia è anch’essa energia, allo stato puro, da mantenere e conservare sempre pulita e in condizioni di ottimale equilibrio, per corpo e mente.

4) DA QUANTI ANNI SVOLGE LA PROFESSIONE DI PRANOTERAPEUTA?

Da venticinque anni, ho un nutrito e affezionato gruppo di persone che, si affidano a me con piena e totale fiducia. Io non obbligo mai nessuno a tornare da me, non mi permetto mai esprimere giudizi su nessuno. Ognuno ha la sua coscienza personale e la propria consapevolezza nell’agire. Le persone prima, bisogna conoscerle nel loro ego introspettivo, nella sfera più intima, poi si riesce ad interagire e a creare un contatto costruttivo e positivo. Ho scritto un libro, in cui racconto il mio percorso e spiego le teorie, applicative e meditative che mi guidano. Vi ho inserito anche quattro misteri, da scoprire attraverso un’attenta lettura riflessiva.

5) QUALI FINALITÀ HA LA SUA ASSOCIAZIONE “NOSEA”?

L’Associazione “Nosea-Amici di Marco Bettin” è no profit, composta da volontari, è una comunità fraterna, a scopo benefico. L’obiettivo prioritario è aiutare i bambini più deboli e gestire i problemi legati al territorio. Il nostro simbolo distintivo è lo scoiattolo, perché è un animale veloce, agile e con un dinamismo insito nella sua natura, ma al contempo è uno scrupoloso conservatore. Poi è una creatura tenera e amorevole. Per noi lo scoiattolo ha una valenza simbolico metaforica che, ci rappresenta al meglio nelle caratteristiche costitutive.

6) COME È NATA L’IDEA DELLA MOSTRA “SUGGESTIONI” E COME È AVVENUTO L’INCONTRO CON SALVO NUGNES?

La mia mostra personale “Suggestioni” che si terrà dal 28 Marzo all’11 Aprile 2013 presso “Milano Art Gallery Spazio Culturale” con l’organizzazione di Salvo Nugnes, Direttore di Promoter Arte, è come un bramato sogno che si avvera e si realizza in concreto. Sono molto compiaciuto da questa importante opportunità che, mi viene offerta. Con Salvo Nugnes l’incontro è stato davvero positivo, da subito mi ha conquistato la sua carica energetica e l’entusiasmo. Stiamo lavorando al meglio e certamente, questa mostra è, soltanto l’inizio di una lunga e proficua collaborazione.