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Eni: il valore della collaborazione con SONATRACH nelle parole di Claudio Descalzi

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

L’accordo sottoscritto da Eni con SONATRACH per il gas in Algeria sancisce un ulteriore passo in avanti nel rafforzamento della partnership nel bacino del Berkine: i dettagli e il commento dell’AD Claudio Descalzi.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: Eni rafforza la collaborazione con SONATRACH

Presente in Algeria dal 1981, Eni è oggi il principale player internazionale del Paese, con partecipazioni in 32 permessi minerari e una produzione equity di oltre 100.000 barili di olio equivalente al giorno. Ma il gruppo guidato da Claudio Descalzi è continuamente proiettato nel futuro, come conferma il nuovo accordo sottoscritto lo scorso 18 luglio con la società di stato algerina SONATRACH, che sancisce un ulteriore rafforzamento della partnership avviata da tempo tra le due realtà. L’obiettivo è realizzare un gas hub nell’area del bacino del Berkine sfruttando la sinergia con gli asset esistenti di BRN (blocco 403) e MLE (blocco 405b). Il progetto va nella stessa direzione tracciata dall’accordo-quadro sottoscritto ad aprile dall’AD Claudio Descalzi in occasione delle “Giornate Tecnico Scientifiche” di Orano: Eni e SONATRACH puntano a rilanciare le attività di esplorazione e sviluppo nell’area, attraverso l’ottimizzazione delle infrastrutture esistenti in sinergia con altre di prossima realizzazione. In sviluppo c’è infatti la realizzazione di una linea di 180 Km che collegherà in fast-track gli assets di BRN con MLE, destinata a diventare il gas hub di riferimento del bacino del Berkine.

Accordo Eni-SONATRACH: l’AD Claudio Descalzi ne illustra i dettagli

“Si tratta di un ulteriore passo avanti nel percorso strategico di espansione delle nostre attività upstream in Algeria” ha dichiarato Claudio Descalzi in merito al nuovo accordo con SONATRACH. Le due realtà hanno approfittato di questa occasione anche per negoziare le condizioni commerciali per l’anno termico 2018-19 in linea con il mercato del gas. Non solo: l’AD di Eni ha spiegato che ci sarebbero inoltre le condizioni per valutare in futuro il prolungamento della fornitura gas oltre la naturale scadenza contrattuale del 2019. Non a caso per Claudio Descalzi l’accordo esprime “lo spirito di forte collaborazione fra SONATRACH e Eni che si sta sviluppando in differenti aree, dall’esplorazione allo sviluppo di nuovi progetti nell’ambito del gas e allo sviluppo delle rinnovabili”.

Eni: Claudio Descalzi dà il benvenuto al nuovo partner Mubadala Petroleum

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Claudio Descalzi commenta l’entrata in Eni del partner Mubadala Petroleum: finalizzata la cessione di una quota del 10% nella concessione di Shorouk, dove è situato il giacimento super gigante a gas di Zohr.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: i dettagli del nuovo accordo con Mubadala Petroleum

Eni ha finalizzato un nuovo accordo di cessione a Mubadala Petroleum, Società interamente posseduta da Mubadala Investment Company: la cessione interessa una quota del 10% nella concessione di Shorouk, nell’offshore egiziano. Nell’area è situato il giacimento super gigante a gas di Zohr. In seguito all’operazione, la compagnia italiana guidata da Claudio Descalzi possiede attraverso la sua controllata Ieoc una quota di partecipazione nel blocco del 50%. Gli altri partner sono Rosneft (30%), Bp (10%) e ora anche Mubadala Petroleum (10%). L’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha commentato così l’operazione: “Diamo ufficialmente il benvenuto a Mubadala Petroleum, un partner forte e affidabile con il quale non vediamo l’ora di iniziare a lavorare. La presenza di soci importanti come Mubadala Petroleum, Bp e Rosneft nella concessione darà ulteriore impulso allo sviluppo del progetto Zohr, che sta svolgendo un ruolo fondamentale nel supportare l’Egitto a perseguire l’indipendenza dall’importazione di Gnl, e conferma la grande qualità di questo asset”. Anche l’Amministratore Delegato di Mubadala Petroleum, Bakheet Al Katheeri, si è espresso positivamente riguardo l’operazione, sottolineando come questo asset di livello mondiale fornirà alla compagnia un aumento considerevole sia di riserve che di produzione futura.

Claudio Descalzi: i numeri dell’accordo di cessione tra Eni e Mubadala Petroleum

È la prima volta che Mubadala Petroleum investe in Egitto attraverso la partnership per lo sviluppo di Zohr: secondo quanto riferito dal ministero del Petrolio egiziano, il corrispettivo per la cessione della quota di Shorouk è di 934 milioni di dollari, con l’aggiunta di un bonus di 94 milioni. Attualmente la produzione di Zohr è di oltre 1,1 bcfd di gas, vale a dire circa 200 mila barili di olio equivalente al giorno. Il progetto ha avuto un avvio record in meno di due anni e mezzo dalla scoperta ed è ora in ramp-up con l’obiettivo di raggiungere i 2 miliardi di piedi cubi di gas al giorno (bcfd) di capacità complessiva installata entro la fine dell’anno, e di raggiungere il plateau di produzione di 2,7 bcfd entro la fine del 2019. La compagnia italiana guidata da Claudio Descalzi è presente in Egitto dal 1954, dove opera attraverso la controllata Ieoc Production BV. La Società è il principale produttore del Paese, con una produzione equity pari a circa 300.000 barili di olio equivalente al giorno. Il progetto è operato da Petrobel, società operativa di proprietà di Eni e di Egyptian General Petroleum Corporation (Egpc), per conto di Petroshorouk, Gas Holding Company (Egas). Per l’AD di Eni Claudio Descalzi il nuovo partner è un punto di forza, e la presenza di soci importanti è fondamentale per la riuscita del progetto di sviluppo di Zohr.

Eni: il Premio Luiss Guido Carli all’AD Claudio Descalzi

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

L’impegno in ambito sociale e i traguardi professionali in Eni: il “Premio Luiss Guido Carli alla carriera” è stato conferito quest’anno all’Amministratore Delegato Claudio Descalzi

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi vince il “Premio Luiss Guido Carli alla carriera”

“L’energia, il suo mondo, la sua passione”: queste parole hanno accompagnato la premiazione dell’AD di Eni Claudio Descalzi lo scorso 14 maggio. Nella Sala della Regina di Montecitorio il manager è stato insignito del “Premio Luiss Guido Carli alla carriera”. Nelle motivazioni lette al momento della consegna si evidenzia come ami le sfide: “Entrato da giovane neolaureato in Fisica in un’azienda di ingegneri e geologi, oggi ne è Amministratore Delegato e con questo spirito continua a guidarla durante la crisi del petrolio senza tagliare posti di lavoro”. Lo confermano anche i numeri: il gruppo, come è stato ricordato durante la cerimonia, ha chiuso il 2017 con un utile netto di quasi 3 miliardi e mezzo segnando il record assoluto nella produzione con circa 2 milioni di barili al giorno. Oltre a Claudio Descalzi, sono state premiate altre tredici personalità del panorama industriale, politico e culturale italiano, che attraverso il loro percorso professionale esprimono gli stessi valori promossi nel suo da Guido Carli, l’ex Governatore della Banca d’Italia a cui è stato intitolato il riconoscimento.

A Claudio Descalzi il “Premio Luiss Guido Carli”: l’AD lo dedica ai professionisti di Eni

Nel ricevere il “Premio Luiss Guido Carli alla carriera”, l’AD Claudio Descalzi lo ha voluto dedicare alle 34mila persone che lavorano in Eni: “Investiamo nelle nostre professionalità, in un’ottica di rispetto delle persone e del loro talento” ha dichiarato il manager invitando a “farlo tutti, per l’Italia e per il mondo intero”. Non è un caso se il gruppo investe sempre più in ricerca e sviluppo, come ha ricordato l’AD: l’obiettivo è la crescita non solo di Eni ma dell’Italia intera sia in termini di occupazione che di innovazione. Claudio Descalzi ha dedicato un pensiero anche all’ispiratore del Premio facendo notare come la sua visione di Eni sia in linea con quella dell’economista, orientata su “semplicità, ascolto e centralità dell’Italia, con una proiezione su scala europea e mondiale”.

Genova: l’AD Claudio Descalzi ospite del Festival Limes

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Tutta l’energia del mondo: l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi è protagonista di un incontro organizzato nell’ambito del Festival Limes di Genova.

Claudio Descalzi

Formiche.net: l’intervento di Claudio Descalzi, AD di Eni, al Festival Limes

L’Africa resta al centro delle strategie di Eni: nel continente il gruppo guidato da Claudio Descalzi si configura come primo produttore internazionale nell’energetico producendo la metà del greggio totale. L’AD lo ha sottolineato intervenendo al Limes Festival di Genova lo scorso 5 maggio: “L’Europa è una scatola vuota di energia, importa l’80% del gas. Solo chi ha energia può avere un futuro”. Oggi è sempre più necessario individuare nuove fonti energetiche e in questo l’Africa può dare un contributo fondamentale. È un continente straordinariamente ricco di risorse, ma pieno di contraddizioni e paradossi, come ha fatto notare Claudio Descalzi: la prosperità del suolo contrasta infatti con la realtà di grave sottosviluppo energetico che vivono le popolazioni locali. Eni lo sa bene: “Negli ultimi cinque anni abbiamo fatto grandissime scoperte: l’Africa subsahariana in particolare dispone di grandi risorse di gas e petrolio, ma anche eoliche e solari. Tuttavia l’Africa, che costituisce il 15-20% della popolazione mondiale, consuma solo il 3% dell’energia” ha spiegato l’AD osservando che 650 milioni di persone non hanno accesso all’elettricità, usano la carbonella o il legno per scaldarsi e svolgere le attività domestiche. Sono abitudini che innalzano in maniera preoccupante i livelli di monossido di carbonio nelle abitazioni causando “centinaia di migliaia di morti, più di quanti ne faccia la malaria”. L’insufficienza energetica provoca anche disoccupazione, generando i fenomeni migratori fra gli Stati africani e verso l’Europa.

Claudio Descalzi: il modello Eni in Africa e la pace in Libia

Nel suo intervento al Festival Limes, come riporta l’approfondimento di “Formiche.net”, Claudio Descalzi ha dunque evidenziato l’importanza di adottare strategie sostenibili, un investimento che nel tempo porta a risultati importanti: “Contrariamente ad altre società noi in Africa abbiamo sviluppato la produzione di gas per il mercato domestico: lo abbiamo deciso per fare una gara diversa, non quella di uno scattista, ma per guardare in prospettiva”. Per ottenere la credibilità e la fiducia delle popolazioni locale, il gruppo ha lavorato molto: “Oggi diamo energia a 20 milioni di persone con le nostre centrali e settecentomila persone nell’africa subsahariana sono impegnate in progetti agricoli e si autosostengono. Sono cifre ancora piccole ma aiutano progetti importanti di sviluppo”. Claudio Descalzi ha anche invitato la comunità internazionale a considerare una battaglia personale quella per la pace in Libia: “La situazione politica resta frammentata, nonostante sia in corso un tentativo di discussione, forse si riuscirà a istituire nuove elezioni e trovare un accordo fra le diverse forze in campo. Tutti insieme, dimenticandoci egoismi e interessi, dobbiamo impegnarci per cercare di portare la pace”.

Eni: l’AD Claudio Descalzi all’Investor Day di Milano

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

L’intervento dell’Amministratore Delegato Claudio Descalzi all’Investor Day di Milano: gli investimenti sono sempre più orientati alla sostenibilità, mentre l’Italia continua a occupare una posizione di rilievo nelle strategie del gruppo, come afferma il manager in una video-intervista ad “Affari Italiani”.

Claudio Descalzi

Eni, Investor Day di Milano: l’intervento dell’AD Claudio Descalzi

Sette miliardi di euro di investimenti per Eni nei prossimi quattro anni: l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi era a Milano lo scorso 18 aprile per presentare il Piano strategico 2018-2021 alla comunità finanziaria italiana. Grande attenzione alle attività green, a cui il gruppo ha destinato un miliardo, senza dimenticare sicurezza, ricerca e sviluppo. “Nel 2017 abbiamo confermato il primato nell’ambito della sicurezza nel lavoro, con un numero di eventi registrati per milioni di ore lavorate (Total Recordable Injury Rate) pari a 0,33, in miglioramento del 7% rispetto al 2016” ha spiegato l’AD, aggiungendo che a livello ambientale è stata riscontrata una riduzione dell’intensità delle emissioni dalle attività upstream del 3% sul 2016 e del 15% sul 2014: significativi progressi sono stati fatti anche verso l’obiettivo di riduzione del 43% nel 2025. Come sottolineato da “Affari Italiani” in un approfondimento sull’evento, Claudio Descalzi ha messo in evidenza la centralità dell’Italia nelle prospettive del gruppo: “Lavoriamo in decine di Paesi nel mondo e in ogni Paese integriamo le nostre competenze e la nostra passione con quelle delle popolazioni che ci ospitano, con risultati straordinari. Ma le nostre radici sono in Italia ed è proprio qui che vediamo il potenziale per investire di più”.

Eni investe in Italia e punta sul green: Claudio Descalzi ad “Affari Italiani”

“L’Italia è il nostro primo Paese a livello di investimenti” ha dichiarato l’AD Claudio Descalzi intervistato da “Affari Italiani” all’Investor Day di Milano: “7 miliardi di euro nei prossimi 4 anni, di cui 1 miliardo di euro destinato alle attività green, incluse le spese per la ricerca e sviluppo al servizio del processo di decarbonizzazione”. In ambito green, l’AD di Eni ha ricordato il Progetto Italia che prevede la riqualificazione industriale di impianti per la produzione di energia rinnovabile nell’ambito di terreni Eni bonificati. Molto importanti per il gruppo sono poi i progetti di conversione delle raffinerie tradizionali in bioraffinerie: da quelle di Venezia e di Gela, quest’ultima completata entro l’anno, arriveranno 1 milione di tonnellate all’anno di green diesel entro il 2021. In questa prospettiva diventano fondamentali gli investimenti in ricerca e sviluppo. “Grazie alla ricerca abbiamo consolidato e arricchito il nostro know how, formando nuove e importanti competenze interne – ha evidenziato Claudio Descalzi – Lavoriamo con più di 50 istituiti tra Università e centri di ricerca, per un totale di oltre 220 progetti, di cui oltre la metà in Italia, promuovendo un profondo scambio di conoscenze tra Eni e il Paese”. Dal 2009 al 2017 Eni ha speso in ricerca e sviluppo 1,7 miliardi di euro, costruendo un portafoglio di tecnologie nei più svariati ambiti, dall’upstream al downstream, dalle rinnovabili alla salvaguardia ambientale fino alla sicurezza. Un totale di oltre 6 mila brevetti e altri ne arriveranno nei prossimi anni, perché, come ha precisato l’AD, “nell’arco del nuovo Piano spenderemo oltre 750 milioni di euro”.

Eni: l’AD Claudio Descalzi presenta il supercomputer HPC4

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

L’intervento dell’AD di Eni Claudio Descalzi all’evento “Imagine Energy. Storie di dati, persone e nuovi orizzonti”, un’importante occasione per presentare il supercalcolatore HPC4 sviluppato dal gruppo e fare il punto sul percorso di trasformazione digitale intrapreso circa trenta anni fa.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: “Il supercalcolatore HPC4 di Eni tra i dieci sistemi più potenti del mondo”

La digitalizzazione è una risorsa fondamentale per Eni: l’AD Claudio Descalzi lo ha ribadito intervenendo lo scorso 22 febbraio all’evento “Imagine Energy. Storie di dati, persone e nuovi orizzonti” che si è tenuto al Green Data Center di Ferrera Erbognone (Pavia). Il sito, il datacenter più efficiente a livello mondiale, ospita infatti il supercalcolatore HPC4, il più recente frutto dell’impegno e degli investimenti del gruppo in questo ambito. “La digitalizzazione è una questione di sicurezza: vogliamo fare dei gemelli digitali per ciascuna delle nostre strutture, per la sicurezza sia delle nostre persone sia dei macchinari” ha affermato l’AD, spiegando che in questo momento sono 150 i progetti in stato di avanzamento, trasversali a tutte le aree di business: l’obiettivo è raggiungere importanti benefici economici operativi nel medio e breve termine. “Questi potentissimi computer ci aiutano molto a minimizzare l’incertezza, a minimizzare il rischio degli investimenti e il rischio per l’integrità delle attrezzature e delle persone” ha specificato Claudio Descalzi sottolineando come il supercalcolatore parli interamente italiano: “Abbiamo fatto poco outsourcing e abbiamo basato tutto su competenze al nostro interno”. Grazie ad algoritmi elaborati sfruttando unicamente il know-how aziendale in materia, il sistema di calcolo “si adatta perfettamente alle esigenze della società”, configurandosi tra i più potenti al mondo a livello industriale. Il percorso di digitalizzazione avviato da Eni è ufficialmente entrato nel vivo: “Con Hpc4 stiamo tracciando la strada dell’utilizzo di supercalcolatori di potenza exascale nel mondo dell’energia, sistemi che potrebbero rivoluzionare le modalità di gestione delle attività oil&gas”.

Eni, il percorso di trasformazione digitale: le considerazioni dell’AD Claudio Descalzi

In occasione dell’evento del 22 febbraio, l’AD di Eni Claudio Descalzi ha inoltre ripercorso la storia del processo di digitalizzazione avviato ormai trent’anni fa e oggi, con il supercalcolatore HPC4, giunto a una tappa significativa. Come ha sottolineato l’AD, investire nel potenziamento di infrastrutture di supercalcolo e nello sviluppo di algoritmi permette al gruppo di “elaborare e stoccare enormi quantità di dati per l’imaging geofisico, la modellizzazione di sistemi petroliferi e di giacimento e altresì utilizzare algoritmi predittivi e di cognitive computing per tutte le nostre attività di business”. Per Eni è infatti “sempre più vitale poter elaborare una quantità di dati in continua crescita, garantendo risultati sempre più accurati e in tempi rapidi”: un’esigenza a cui il supercalcolatore HPC4 è la risposta più efficace. “Noi lavoriamo con dati indotti, operiamo anche a quattromila metri di profondità, per cui dobbiamo interpretare lì dove non è possibile vedere nulla: da dati indotti noi dobbiamo ricostruire e rielaborare” ha aggiunto Claudio Descalzi, sottolineando come il sistema sia in grado di generare immagini 3D del sottosuolo per superfici di 600 chilometri quadrati con una profondità di dieci km. Ma non finisce qui: la trasformazione digitale in atto è infatti parte di un più ampio processo di evoluzione sul lungo termine che renderà Eni ancora più integrata nei suoi processi e sempre più capace di unire le competenze digitali emergenti con quelle tecniche tradizionali, velocizzando anche i processi operativi e di lavoro.

Incontro di lavoro tra Claudio Descalzi, AD di Eni, ed Enrique Peña Nieto, Presidente del Messico

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Economia

“Considero il Messico un Paese di forte interesse per Eni e con un grande potenziale minerario”: con queste parole l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi si è presentato al Presidente Enrique Peña Nieto, illustrando le prospettive future del Gruppo energetico.

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni

Claudio Descalzi in visita a Enrique Peña Nieto, Presidente del Messico

Eni sta investendo sempre più in Messico, un Paese che offre importanti opportunità grazie al potenziale minerario. L’incontro tra l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi e il Presidente Enrique Peña Nieto ha suggellato la collaborazione reciproca, finalizzata a favorire lo sviluppo dello Stato in ambito energetico. Il manager ha infatti illustrato le attività e le prospettive di Eni nel Paese, soffermandosi in particolare su quanto realizzato nell’Area 1, zona all’interno della quale è avvenuta con successo la perforazione del pozzo Amoca-2, che ha rilevato una presenza di petrolio potenzialmente superiore alle stime iniziali. È questo il primo passo di un percorso teso all’espansione che prevede anche lo sviluppo del campo di Amoca e la perforazione del pozzo Amoca-3 per l’aggiunta di ulteriori riserve addizionali. La società guidata da Claudio Descalzi opera in Messico dal 2006, ha creato la sua controllata Eni Mexico nel 2015 ed è la prima major petrolifera internazionale ad aver perforato un pozzo dopo la riforma dell’energia del 2013.

La biografia di Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni

Classe 1955, originario di Milano, Claudio Descalzi avvia il suo percorso professionale nel 1979 dopo aver conseguito la laurea in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano. Nel 1981 ha inizio la sua esperienza in Eni: entra come Ingegnere di giacimento e diviene ben presto Project Manager per lo sviluppo delle attività nel Mare del Nord, in Libia, in Nigeria e in Congo. Nel 1990 assume l’incarico di Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia e progetta un nuovo modello che incrementa notevolmente la produzione, portandola a 250.000 barili al giorno. Segue un iter professionale all’estero: nel 1994 è Managing Director di Eni Congo SA, passando nel 1998 alla Nigeria, dove riveste la carica di Vice Chairman & Managing Director di NAOC. Il bagaglio di esperienze acquisite lo porta ad assumere, tra il 2000 e il 2001, la dirigenza dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina. Tra il 2002 e il 2005 è Direttore dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente, nonché membro del Consiglio di Amministrazione di diverse consociate Eni. Vice Direttore Generale e, in seguito, Chief Operating Officer della Divisione Exploration & Production nel periodo dal 2005 al 2014, Claudio Descalzi viene nominato Amministratore Delegato a partire dal 14 aprile del 2014.

Eni in Angola: Claudio Descalzi soddisfatto dell’operazione

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Dal Mondo, Economia

Ottimi i risultati raggiunti da Eni con l’operazione in Angola: l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi esprime la propria soddisfazione per un progetto dal time-to-market di tre anni, portato a compimento con un anticipo di ben 5 mesi.

Claudio Descalzi, AD di Eni

Claudio Descalzi soddisfatto dell’operazione in Angola

Avviata da parte di Eni la produzione del progetto East Hub Development all’interno del Blocco 15/06 del deep offshore in Angola. Il progetto, partito da tre anni, ha visto la propria realizzazione con cinque mesi di anticipo e prevede una unità galleggiante che ospiti le fasi di produzione e di stoccaggio, ovvero una FPSO (Floating Production Storage and Offloading). Tale unità, la Armada Olombendo, è una nave la cui produzione può raggiungere volumi fino a 80mila barili di petrolio al giorno di produzione e 3,4milioni di metri cubi di gas al giorno di compressione. La società guidata da Claudio Descalzi vede l’inizio della produzione dell’East Hub Project affiancarsi a quella già avviata del West Hub Project, sviluppata con il medesimo sistema galleggiante: tale accoppiata permetterà al blocco 15/06 di raggiungere delle vette produttive pari a 150.000 barili. Dalle parole dell’Amministratore Delegato la soddisfazione per l’operazione: Claudio Descalzi dichiara quanto l’operato nel blocco 15/06 sia fonte di orgoglio, soprattutto per il risultato in ambito esplorativo che ha portato alla scoperta di barili di petrolio dal valore complessivo di tre miliardi. La vision è stata poi fondamentale per lo sviluppo dei giacimenti e nella gestione dei diversi progetti, come quello di successo dell’East Hub, il quale presenta un time-to-market di 3 anni e che ha visto la luce 5 mesi in anticipo rispetto alla scadenza prevista.

Claudio Descalzi: profilo professionale

Entrato a far parte di Eni nel 1981, Claudio Descalzi inizia all’interno della multinazionale petrolifera con l’incarico di Project Manager per le attività svolte nel Mare del Nord, in Congo, in Nigeria e in Libia. Nel 1990 diviene Responsabile delle attività operative e di giacimento in territorio italiano, assumendo 4 anni più tardi il ruolo di Managing Director di Eni Congo. Proseguito all’estero, il suo percorso professionale si sviluppa in Nigeria, dove occupa la posizione di Vice Chairman & Managing Director di NAOC, consociata locale di Eni. Nel 2000-2001 opera quale Direttore dell’area geografica Cina, Medio Oriente e Africa, per poi ricoprire tra il 2002 e il 2005 la posizione di Direttore dell’area geografica che include Italia, Medio Oriente e Africa, ruolo che va di pari passo con quello di Consigliere di Amministrazione all’interno di numerose controllate di Eni. Tra il 2005 e il 2008 è Vice Direttore Generale della divisione Exploration & Production di Eni, per la quale diviene successivamente Chief Operating Officer. Nel 2014 ottiene l’incarico di Amministratore Delegato di Eni, mansione svolta ancora oggi. Claudio Descalzi si laurea in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano nel 1979.

L’attività di Eni in Egitto: incontro tra l’AD Claudio Descalzi e il Presidente della Repubblica Abdel Fattah el-Sisi

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Dal Mondo, Economia

Dallo sviluppo del giacimento di Zohr agli investimenti complessivi nel Paese: questi i temi principali dibattuti nel corso dell’incontro tra Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, e Abdel Fattah el-Sisi, Presidente della Repubblica d’Egitto.

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni

Le attività di Eni in Egitto: le strategie emerse nell’incontro tra Claudio Descalzi e il Presidente della Repubblica

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, ha incontrato il Presidente della Repubblica d’Egitto Abdel Fattah el-Sisi per fare il punto sull’attività svolta dal colosso energetico nel Paese. Nel 2016 sono stati investiti infatti 2,7 miliardi di dollari e l’obiettivo è quello di intensificare le operazioni anche nei prossimi anni. Il meeting è stata anche l’occasione per discutere dell’andamento delle attività di sviluppo del giacimento di Zohr, un progetto che sta rispettando la tabella di marcia secondo la quale la produzione verrà avviata già a partire dalla fine del 2017. In particolare Descalzi e Fattah el-Sisi si sono soffermati sul campo di Nooros, destinato a produrre 25 milioni di metri cubi/giorno entro fine gennaio 2017. Eni incrementerà anche le attività esplorative grazie agli accordi di concessione per i blocchi di North El Hammad e di North Ras El Esh, firmati il 27 dicembre 2016. La presenza del colosso energetico in Egitto risale al 1954 e la società è diventata negli anni il principale produttore del Paese grazie ai circa 230.000 barili di olio prodotti quotidianamente.

Claudio Descalzi: il percorso professionale all’interno di Eni

Classe 1955, originario di Milano, Claudio Descalzi si laurea in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano e due anni più tardi dà avvio al suo percorso in Eni. Entrato come Ingegnere di giacimento, successivamente viene nominato Project Manager, incarico che lo porta alla gestione e allo sviluppo delle attività del Gruppo nel Mare del Nord, in Libia, in Nigeria e in Congo. Negli anni ’90 è prima Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia, poi Managing Director di Eni Congo SA, infine Vice Chairman & Managing Director di NAOC. Tra il 2000 e il 2001 è dirigente dell’area geografica Africa, Medioriente e Cina, assumendo tra il 2002 e il 2005 la direzione dell’area geografica Italia, Africa e Medioriente. Nel 2005 passa alla Divisione Exploration & Production come Vice Direttore Generale, divenendo successivamente, nel 2008, Chief Operating Officer. Presidente di Eni UK dal 2010 al 2014, Claudio Descalzi viene nominato Amministratore Delegato di Eni nel maggio del 2014.

Eni incontra OPEC: Claudio Descalzi accoglie il Segretario Generale

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende, Economia

L’AD di Eni Claudio Descalzi dà il benvenuto al Direttore Generale di OPEC, e alla sua delegazione, presso la sede principale di Eni a San Donato Milanese: focus dell’incontro i risultati conseguiti da entrambe le realtà e le strategie future per il settore Oil&Gas.

Claudio Descalzi, AD di Eni

Claudio Descalzi incontra Segretario Generale OPEC a San Donato Milanese

Importante inconto avvenuto il 7 febbraio 2017 tra l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi e il Segretario Generale dell’OPEC, Mohammad Sanusi Barkindo. Il meeting, tenutosi presso la sede principale di San Donato Milanese della società Oil&Gas italiana, ha significato un momento cruciale non solo per l’industria petrolifera, ma in generale per il settore energetico, in quanto le tematiche affrontate hanno fatto inevitabile riferimento al nuovo assetto politico mondiale che si sta configurando nell’ultimo periodo. Il Segretario Generale di OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries), con la propria delegazione, ha avuto l’occasione di visitare le strutture aziendali, oltre che di discutere con il top management di Eni dei piani strategici per favorire la crescita del settore Oil&Gas, per quanto lo scenario si presenti tuttora poco certo. L’Amministratore Delegato Claudio Descalzi ha approfondito il modello upstream di Eni, il quale ha come punti focali elementi come il “time to market”, insieme alla capacità di ottimizzare i costi in tutte le fasi, da quella di esplorazione fino a quella di produzione delle risorse trovate. La società italiana appare particolarmente impegnata sul fronte degli idrocarburi, di cui accresce la produzione, ma anche su quello delle energie rinnovabili, ambito sul quale Eni si affaccia con sempre maggiore attenzione. Tali aspetti sono stati particolarmente apprezzati dal Segretario Generale Barkindo, il quale si è complimentato con la società di San Donato Milanese per la capacità dimostrata nel far fronte alla peggiore crisi sperimentata dal settore petrolifero negli utlimi nove anni, grazie alla propria capacità di evolvere e di considerare soluzioni integrate, approccio che ne ha consentito l’espansione in 69 Paesi. Da parte dell’AD di Eni, invece, è stato espresso apprezzamento per il tentativo operato da OPEC di ripristinare un equilibrio stabile all’interno del mercato petrolifero, basandosi sul sostenibile: l’intento dell’organizzazione è quello di eliminare il gap tra la propria realtà e le grandi multinazionali del settore.

Claudio Descalzi: carriera e riconoscimenti professionali

Nato a Milano nel 1955, Claudio Descalzi è Amministratore Delegato di Eni. Entra a far parte della scoietà di Oil&Gas in seguito al conseguimento della laurea in Fisica (1979), operando dapprima in qualità di Ingegnere di Giacimento e dando così avvio alla scalata professionale all’interno della società. Lavora per oltre un decennio a cavallo tra Italia e Africa, accumulando l’esperienza necessaria per diventare, nel 2000, Direttore per l’area Africa – Medio Oriente – Cina. Nel 2002 viene nominato Direttore per l’area geografica Italia – Africa – Medio Oriente, ricoprendo successivamente la carica di Vice Direttore Generale di Eni, in riferimento alla divisione Exploration & Production (2005-2008). Tra le altre cariche assunte, Claudio Descalzi fa parte del Consiglio Generale di Confindustria, così come del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala. Per l’anno 2016/2017 è membro del National Petroleum Council, mentre a partire da dicembre 2015 è membro del «Global Board of Advisors del Council on Foreign Relations». Tra il 2010 e il 2014 ha ricoperto la carica di Presidente di Eni UK, mentre tra il 2006 e il 2014 ha operato come Presidente di Assomineraria. È il primo europeo assegnatario del premio internazionale SPE/AIME “Charles F. Rand Memorial Gold Medal 2012”, conferito da Society of Petroleum Engineers (SPE) insieme all’American Institute of Mining Engineers (AIME) per l’Oil&Gas.