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Mediterranean Dialogues, l’intervento di Claudio Descalzi

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

Claudio Descalzi è intervenuto alla Mediterranean Dialogues, la conferenza dedicata ad una delle aree più rilevanti e delicate per la stabilità globale: si tratta della quinta edizione della manifestazione voluta dal Ministero degli Affari Esteri e dall’ISPI che anche quest’anno ha dedicato un focus al settore energetico e ai relativi rapporti tra i Paesi dell’area.

Claudio Descalzi, AD Eni

Conferenza Mediterranean Dialogues, Claudio Descalzi: “Ambiente una priorità per Eni”

Si è tenuta a Roma dal 5 al 7 dicembre scorso la quinta edizione della Conferenza Rome MED – Mediterranean Dialogues, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’ISPI: 3 giornate di incontri dedicati alla geopolitica e all’economia dell’area mediterranea alle quali hanno partecipato oltre 40 leader tra Presidenti, Primi Ministri e Ministri e circa 1.000 tra imprenditori, accademici ed esponenti delle maggiori organizzazioni internazionali. Una delle tematiche affrontate dalla manifestazione, inaugurata dal Ministro degli Esteri Luigi di Maio e conclusa dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha riguardato i nuovi scenari energetici, un argomento centrale nei rapporti tra i Paesi mediterranei e che non può prescindere dalle ripercussioni ambientali provocate dal settore. Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, è intervenuto durante i Dialogues esponendo i progetti del Gruppo: “L’ambiente è chiaramente una delle principali priorità per l’Eni, perché da qui a 15-20 anni non saremo la stessa società mentre sta cambiando tutta la catena produttiva. Stiamo lavorando non solo sulle rinnovabili ma anche sull’economia circolare, tutti i processi industriali stanno cambiando e stiamo investendo molto”. Secondo l’AD, le multinazionali del settore energetico hanno la responsabilità e i mezzi per essere portatori di un cambiamento radicale, che dovrà avvenire per tutta la filiera produttiva: “Quello che faremo non è solo sulle nostre emissioni di CO2, bisogna anche intervenire su quelle prodotte dai propri clienti e dobbiamo cambiare i nostri prodotti finali, in un modo tale che anche i consumatori finali finiscano per ridurre le emissioni”. Tuttavia nello scenario attuale esiste un tema ancora poco sottolineato ma che riveste un’importanza fondamentale, soprattutto nell’area africana, con la quale il Gruppo vanta rapporti già dagli anni ’60 del secolo scorso: la scarsità delle risorse, in particolare dell’acqua. “Non siamo sufficientemente pronti: molti paesi in Nord Africa sono sotto stress. Una prima soluzione – ha dichiarato Claudio Descalzi durante il suo intervento – è trattare l’acqua sprecata. Un’altra grande questione è la desalinizzazione, ma questo significa usare un sacco di energia e non si può bruciare gas o carburanti. Bisogna aumentare l’uso di rinnovabili. Quindi investimenti in rinnovabili e investimenti su riciclaggio dell’acqua”.

Claudio Descalzi, una carriera in Eni

Nato a Milano nel 1955, Claudio Descalzi si laurea in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano: la sua carriera comincia subito in Eni, dove nel 1981 entra come Ingegnere di giacimento. In meno di dieci anni ricopre il ruolo di Project Manager per lo sviluppo delle attività nel Mare del Nord, in Libia, Nigeria e Congo: è del 1990 la nomina a Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia. Continua la sua esperienza estera grazie al ruolo di Managing Director della consociata Eni in Congo, poi di Vice Chairman & Managing Director di Naoc in Nigeria: forte delle competenze acquisite, dal 2000 al 2001 ricopre prima la carica di Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina, mentre dal 2002 al 2005 opera in qualità di Direttore dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente, ricoprendo inoltre il ruolo di Consigliere di Amministrazione di diverse consociate Eni dell’area. Nel 2005 è Vice Direttore Generale della Exploration & Production, la Divisione Eni che dal 2008 lo vedrà poi come Chief Operating Officer, ruolo al quale si aggiunge la carica di Presidente Eni Uk. Dopo oltre trent’anni in Eni, il 2014 è l’anno della nomina ad Amministratore Delegato del Gruppo, ruolo che verrà poi riconfermato nel 2017.

Claudio Descalzi: Eni, collaborazione in Africa con Coldiretti e Bonifiche Ferraresi

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

Eni, Coldiretti e Bonifiche Ferraresi lanciano il “Progetto Africa“: l’AD Claudio Descalzi sottolinea il valore dell’iniziativa e parla dell’impegno del Gruppo nei Paesi in cui opera.

Claudio Descalzi, Eni collabora all'iniziativa green progetto Africa

Claudio Descalzi: Eni insieme a Coldiretti e Bonifiche Ferraresi nel “Progetto Africa”

Onorati di far parte di questo progetto. Così l’AD Claudio Descalzi lo scorso 12 ottobre ha commentato l’accordo sottoscritto dal Gruppo insieme a Bonifiche Ferraresi e a Coldiretti. L’intesa impegna le tre realtà a collaborare per promuovere in Africa, attraverso lo sviluppo di progetti mirati, una crescita economica sostenibile e l’agricoltura a ridotto impatto ambientale. Si comincia con il Progetto Ghana: insieme al governo locale, Eni ha da tempo avviato iniziative per creare uno sviluppo duraturo in aree particolarmente depresse. Nello specifico sarà realizzato un centro di formazione per lo sviluppo agricolo: inoltre si lavorerà per dare vita a nuove imprese dove far lavorare i giovani dopo gli studi. L’ottica è creare un tessuto di imprese legate alle attività agricole. Se si generano nuove opportunità di formazione e lavoro, si creano le basi affinché le comunità locali possano sfruttare le potenzialità del territorio e migliorare le proprie condizioni di vita, mitigando conseguentemente anche i fenomeni migratori. Il progetto prevede l’assegnazione di un’indennità giornaliera agli studenti per l’intero periodo di studi con obbligo di frequenza. Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi punta inoltre a estendere tale iniziativa anche in altre regioni del Ghana e nei Paesi dell’Africa sub-sahariana in cui è presente.

Claudio Descalzi: la mission green di Eni

Parlando del valore dell’iniziativa, l’AD di Eni Claudio Descalzi ha sottolineato come il modello di cooperazione definito nell’accordo, fondendo efficacemente competenze e tecnologia, risponda a due esigenze “imprescindibili per il nostro tempo”. Da un lato “la necessità di contribuire in modo sostenibile allo sviluppo sociale ed economico delle comunità locali dei Paesi in via di sviluppo”. Dall’altro punta a promuovere “un modello di produzione di energia sempre più sostenibile e improntato alla decarbonizzazione”. Non a caso anche recentemente, in occasione della settimana del clima di New York e dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, l’AD Claudio Descalzi ha parlato del costante impegno del Gruppo sul fronte della sostenibilità. La lotta al cambiamento climatico si coniuga con le necessità di garantire l’accesso universale a un’energia pulita, di favorirne consumo e produzione responsabili, di promuovere innovazione e ridurre disparità. Per farlo Eni punta su competenze e tecnologie e sulla creazione di partnership come quella sottoscritta con Coldiretti e Bonifiche Ferraresi: fattori chiave per massimizzare la creazione di un valore duraturo, che va oltre le logiche di profitto di breve termine e che consente di crescere insieme ai Paesi e alle realtà con cui collaborano.

Eni, il valore dell’economia circolare e della sostenibilità: il pensiero di Claudio Descalzi

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Economia circolare, decarbonizzazione e sviluppo sostenibile: come ribadito in diverse occasioni dall’AD Claudio Descalzi, Eni si impegna da anni per incentivare la transizione energetica e fronteggiare il climate change, a salvaguardia del pianeta.

Claudio Descalzi

Economia circolare, l’impegno di Eni: il commento dell’AD Claudio Descalzi

“Siamo lontani dal contenere l’aumento delle temperature ben al di sotto del limite dei 2°C fissato dalla COP21 di Parigi. Dovremmo scendere entro il 2030 dagli attuali 32 a 24 miliardi di tonnellate di CO2 che emettiamo ogni anno nell’atmosfera, ma al ritmo attuale rischiamo invece di salire a 34 miliardi”: a tracciare il quadro della situazione è Claudio Descalzi. Come si legge in un approfondimento di “Tech Economy” su economia circolare e best practice che riporta le parole dell’Amministratore Delegato di Eni, “secondo l’International Energy Agency (IEA), di questo passo la temperatura salirà di 2.7°C ed entro il 2040 avremo esaurito il limite massimo di emissioni che assicura il contenimento entro i due gradi”. Numeri che hanno portato il gruppo a impegnarsi su più fronti nell’ottica di incentivare uno sviluppo sempre più sostenibile: lo dicono i numerosi progetti realizzati in Italia e negli altri Paesi in cui Eni opera, gli accordi sottoscritti con centri di ricerca, università e altre realtà di rilievo, gli investimenti in tecnologia e innovazione. È una sfida enorme, come sottolinea l’AD Claudio Descalzi, “ma altrettanto lo è l’opportunità che ci si presenta: salvare il pianeta creando al contempo un’economia nuova, più inclusiva, costruendo un’intera gamma di imprese e posti di lavoro che ancora non esistono. Servono generosità, l’impegno di tutti e un deciso cambio di mentalità nei Paesi più avanzati”.

Claudio Descalzi: tre best practice realizzate da Eni in materia di economia circolare

Il focus di “Tech Economy” riporta tre esempi di best practice realizzate dal gruppo guidato da Claudio Descalzi: l’impianto pilota “Waste to Fuel” di Gela, la riqualificazione produttiva del sito storico di Assemini e il piano di sviluppo e riqualificazione industriale che trasformerà in un’isola energetica l’area industriale dell’ex stabilimento del polo petrolchimico di Ravenna. Progetti in cui si riflette la visione dell’AD di Eni, espressa in diverse occasioni: “Dobbiamo agire ora, insieme, governi, società e anche i grandi fondi. Dobbiamo farlo creando nuove opportunità per tutti, legate all’economia circolare”. Ma per Claudio Descalzi ognuno di noi può fare qualcosa per salvare il pianeta: “Cominciando, per esempio, dallo sprecare meno ed essere più efficienti nell’uso dell’energia”.

“Eccellenti risultati finanziari”: l’AD Claudio Descalzi sulla semestrale di Eni

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

Una prima parte di 2019 all’insegna dell’eccellenza per Eni: a confermarlo è l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, soddisfatto per i risultati finanziari conseguiti dal Gruppo, che sta “proseguendo nella realizzazione degli obiettivi del proprio piano industriale”.

Claudio Descalzi, AD Eni

Il commento di Claudio Descalzi ai risultati conseguiti da Eni nel primo semestre

Risultati eccellenti quelli conseguiti da Eni nel secondo trimestre e nel primo semestre dell’esercizio 2019. Lo conferma l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, soddisfatto perché in questo modo si potrà proseguire nella realizzazione degli obiettivi del piano industriale. Nonostante uno scenario meno favorevole al semestre precedente, la generazione di cassa ha avuto un incremento di oltre il 20%, coprendo ampiamente sia gli investimenti che la remunerazione degli azionisti. Conseguenza diretta di questo andamento è la riduzione del debito, sceso di un ulteriore 5% a €7,87 miliardi prima della passività per leasing. Risultati ottenuti “grazie alla performance industriale”. Claudio Descalzi ha proseguito il suo discorso parlando dell’Upstream, dove il modello operativo di Eni ha portato all’avvio della produzione dell’Area 1 in Messico, un obiettivo raggiunto a meno di un anno dall’approvazione del piano di sviluppo. Da sottolineare, inoltre, la crescita in Egitto grazie al vicino raggiungimento del plateau da parte del campo di Zohr.

Claudio Descalzi: gli indici di sostenibilità in costante miglioramento

Tra i segnali positivi, Claudio Descalzi sottolinea anche il miglioramento del portafoglio long-term in Gas Power, da ascrivere principalmente al rinnovo del contratto di fornitura da Sonatrach. A questi si accompagnano gli ottimi risultati del Retail gas power, dovuti all’ampliamento dei clienti di circa 130.000 utenze. In uno scenario debole, i business R&M e Chimica riescono a ottenere un recupero di redditività nel secondo trimestre, principalmente nel marketing oil. In miglioramento, inoltre, come evidenziato dall’Amministratore Delegato di Eni, i principali indici di sostenibilità, che si mantengono in linea con gli obiettivi prefissati. Tutti questi fattori portano Claudio Descalzi al proposito di confermare al CdA del 19 settembre la proposta di un acconto dividendo di €0,43 per azione.

Claudio Descalzi: Eni in Messico, avvio della produzione in anticipo

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Messico, Eni avvia in anticipo la produzione del campo di Miztón: una tappa cruciale nel progetto di sviluppo dell’Area 1, di cui l’AD Claudio Descalzi ha sottolineato il valore.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: Eni avvia in anticipo la produzione dall’Area 1 nell’offshore del Messico

Nuovo traguardo in Messico per Eni. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha avviato la fase di produzione anticipata dal campo di Miztón, nell’Area 1, localizzata nella baia di Campeche, nell’offshore del Paese. Si tratta di un primo passo nello sviluppo dell’Area 1, che secondo le stime contiene un totale di 2,1 miliardi di barili di petrolio equivalente in posto (90% olio) nei giacimenti di Amoca, Miztón e Tecoalli. L’Area 1 è stata acquisita da Eni nel settembre 2015 in un bid round competitivo. In questa fase di produzione anticipata è previsto un raggiungimento di 15.000 barili di petrolio al giorno: iniziata dal pozzo Miztón 2, la produzione della piattaforma installata in 34 metri di profondità viene inviata con una linea multifase all’impianto di separazione a terra (Onshore Receiving Facility, ORF) che il gruppo ha costruito a Sanchez Magallanes, nello stato di Tabasco. Qui, dopo la separazione ad ORF, viene mandata all’impianto Pemex di San Ramón per ulteriore trattamento. Nei primi mesi del 2021 sarà installata una struttura galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico (FPSO) in modo da far partire la piena produzione che raggiungerà un plateau di 100.000 barili di petrolio equivalente al giorno. Secondo il Piano di Sviluppo dell’Area 1 saranno costruite e installate due ulteriori piattaforme sul campo di Amoca e di una sul campo di Tecoalli. Lo start up della produzione dall’Area 1 conferma ulteriormente l’efficacia dell’approccio “fast track” distintivo di Eni: come spiegato in diverse occasioni anche dall’AD Claudio Descalzi, l’obiettivo è effettuare progetti efficienti di sviluppo upstream.

Eni in Messico: il focus dell’AD Claudio Descalzi sulle attività del gruppo

L’avvio in anticipo della produzione dal campo messicano Mitzon è stato commentato dall’AD Claudio Descalzi, che ne ha illustrato il valore: “Abbiamo raggiunto lo startup di produzione in meno di due anni e mezzo dall’inizio del primo pozzo perforato da Eni nellˈArea 1 e in meno di un anno dall’approvazione del Piano di Sviluppo”. Un risultato, come rileva l’AD, “in linea con le aspettative del governo messicano di aumentare la produzione complessiva del Paese”. Claudio Descalzi evidenzia inoltre come Eni sia la prima compagnia internazionale ad avviare la produzione offshore in Messico dopo la Riforma Energetica. L’intenzione del gruppo è di “continuare a collaborare con le autorità messicane”. Eni è presente in Messico dal 2006: nel 2015 è stata costituita la sua controllata Eni Mexico S. de R. L. de C. V. Nel maggio 2019 il gruppo italiano ha sottoscritto con il governo dello Stato di Tabasco un Memorandum of Understanding per identificare e sviluppare progetti di sostenibilità nel campo educativo, sanitario e dello sviluppo socio-economico.

Bioraffinerie: l’AD Claudio Descalzi parla dell’impegno green di Eni

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Nuova vita per le raffinerie di Porto Marghera e Gela: il punto dell’AD Claudio Descalzi sui progetti di conversione green avviati da Eni.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: il valore dei progetti di riconversione degli impianti di Porto Marghera e Gela

L’impegno di Eni nel promuovere ed incentivare la sostenibilità si esprime su diversi fronti. La realizzazione di progetti, la sottoscrizione di accordi con atenei ed enti di ricerca, lo sviluppo di tecnologie innovative funzionali al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Non a caso, il gruppo guidato da Claudio Descalzi è stato il primo ad aver sperimentato la riconversione di un impianto di raffinazione tradizionale in raffineria green. Quello di Porto Marghera, per riprendere le parole pronunciate dall’AD lo scorso dicembre in occasione della visita del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, è il “primo esempio di economia circolare sulla parte della raffinazione”. L’impianto di Porto Marghera e quello di Gela, come sottolineato in diverse occasioni anche dall’AD Claudio Descalzi, sono stati riconfigurati individuando soluzioni innovative e utilizzando metodi di produzione verdi sostenibili, sia dal punto di vista ambientale che economico.

Claudio Descalzi: il green darà sempre più utile operativo ad Eni

“Venezia è stata la prima ma ora ci sarà Gela sul trattamento del rifiuto organico in combustibile e sul trattamento del rifiuto non organico, le plastiche, la componente non biodegradabile” ha spiegato Claudio Descalzi lo scorso dicembre. “Qui a Venezia stiamo lavorando su questo trattamento, in un impianto dal quale ricavare idrogeno che utilizziamo nella chimica verde. Un ciclo completamente integrato di seconda e terza generazione” ha annunciato l’AD di Eni parlando anche delle ricadute occupazionali. “Tutte le innovazioni necessiteranno di nuove professionalità, quindi nuovo personale specializzato da reperire anche nelle università” ha evidenziato Claudio Descalzi precisando che il segmento green “darà sempre più utile operativo ad Eni”.

Claudio Descalzi: “2018, annata da record”

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Claudio Descalzi ha illustrato i risultati raggiunti da Eni durante l’anno 2018 in occasione dell’assemblea degli azionisti. Nello specifico, i dati principali mostrano il conseguimento di un livello produttivo da record con 1,85 mln di boe al giorno e la riduzione dell’indebitamento netto finanziario.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi commenta i risultati di Eni nel 2018: “Livello produttivo record”

Un’annata importante quella del 2018 per Eni. Il Gruppo ha raggiunto traguardi importanti e risultati degni di nota, a confermarlo è anche l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi durante l’assemblea degli azionisti, illustrando i principali dati conseguiti. Ciò che è emerge, nello specifico, è una rigorosa implementazione delle linee guida strategiche che ha permesso di coniugare crescita, ritorni e solidità del patrimonio. Ma non solo: “Abbiamo raggiunto il livello produttivo record di 1,85 mln di boe al giorno, con un cash neutrality di 52 dollari al barile per la copertura dei capex e del dividendo rispetto alla baseline 2014 di 114 dollari al barile” ha aggiunto Claudio Descalzi. Buone notizie anche sul fronte dell’indebitamento netto finanziario, ridotto a 8,3 milioni di euro. “Siamo riusciti ad ottimizzare gli investimenti, cambiando modello operativo, aumentando produzione. Alla base della strategia di Eni, c’è la crescita organica: non compriamo ma esploriamo, troviamo e sviluppiamo”, ha concluso l’AD.

Claudio Descalzi: il ritratto professionale dell’Amministratore Delegato di Eni

Milanese, classe 1955, Claudio Descalzi si laurea in Fisica nel 1979 e costruisce la sua carriera professionale nel settore dell’energia. Fa il suo ingresso in Eni nel 1981 in qualità di Ingegnere di giacimento e successivamente diventa Project Manager per lo sviluppo delle attività nel Mare del Nord, in Libia, Nigeria e Congo; per poi affermarsi come Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia. Pochi anni più tardi, matura un’importante esperienza all’estero: si trasferisce in Congo, nominato Managing Director di Eni Congo SA e, in seguito, in Nigeria come Vice Chairman & Managing Director di NAOC, consociata del Gruppo. Grazie alle competenze sviluppate in questi anni, riesce a rivestire ruoli di crescente importanza all’interno del colosso energetico. Attualmente è Amministratore Delegato, incarico che ricopre dal 2014. Oltre a tale impegno, Claudio Descalzi è Componente del Consiglio Generale di Confindustria, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala e membro del National Petroleum Council durante l’annata 2016/2017.

Eni: la visita dell’AD Claudio Descalzi in Iraq

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Eni, Claudio Descalzi in visita in Iraq: l’AD incontra il Vice Primo Ministro Thamir A. Al Ghadhban per fare il punto su attività e nuovi progetti del gruppo nel Paese.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: focus sull’incontro tra l’AD di Eni e il Vice Primo Ministro iracheno

L’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi ha incontrato a Baghdad il Vice Primo Ministro iracheno Thamir A. Al Ghadhban per parlare delle attività del gruppo nel Paese, anche alla luce dei risultati conseguiti di recente nel campo Zubair. Si tratta di uno dei più grandi giacimenti petroliferi nella regione meridionale di Bassora, con oltre 1 miliardo di barili di olio equivalente prodotti dalla firma del contratto: al progetto hanno lavorato congiuntamente Eni Iraq BV e Basra Oil Company (BOC), contribuendo a una sua rapida crescita. Negli ultimi quattro anni, la produzione di Zubair è aumentata di oltre il 100%. Inoltre, come illustrato anche dall’AD Claudio Descalzi, attualmente è in fase di messa in esercizio anche una nuova centrale elettrica da 380MW, in grado di generare energia per il consumo interno. L’avvio è previsto per questa estate.

Claudio Descalzi: attività e progetti di Eni in Iraq

Nel corso del colloquio con il Vice Primo Ministro per l’energia, l’AD di Eni Claudio Descalzi si è confrontato anche sull’avanzamento dei progetti sociali attualmente in corso nella regione di Bassora nei settori dell’assistenza sanitaria, dell’istruzione, dell’accesso all’energia e dell’acqua potabile. L’AD di Eni ha parlato anche di nuove opportunità: in particolare si è soffermato sulle potenziali sinergie legate ai progetti energetici in Iraq, una leva strategica per il Paese per massimizzare l’utilizzo delle risorse naturali nazionali. Il gruppo è uno dei principali operatori internazionali di petrolio e gas in Iraq: attualmente produce circa 500.000 barili di petrolio equivalente giorno e prevede di investire ulteriori 7 miliardi di dollari nel progetto di sviluppo del campo di Zubair. Eni è presente in Iraq dal 2009 attraverso la sua controllata Eni Iraq BV e grazie allo sviluppo del progetto Zubair Field Development Project (Eni 41,56%, Kogas 23,75%, BOC 29,69%, State Partner 5%) è diventata uno dei principali operatori nel settore petrolifero del Paese.

Claudio Descalzi: una crescita sostenibile per Eni con l’accordo con il CNR

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L’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi e il Presidente di CNR (Centro Nazionale delle Ricerche) Massimo Inguscio si sono incontrati per sottoscrivere un Joint Research Agreement finalizzato alla costituzione di quattro centri di ricerca nel Mezzogiorno.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: Eni e CNR insieme per la ricerca

Eni continua a impegnarsi per la crescita sostenibile del Paese e l’ultima partnership stabilita ne è la prova. Claudio Descalzi, Amministratore Delegato del Gruppo, ha incontrato il Presidente di CNR (Centro Nazionale delle Ricerche) per firmare un accordo che comporta l’istituzione di quattro centri di ricerca congiunti, localizzati nel Mezzogiorno. Eni e CNR uniranno così le proprie forze nel nome dello sviluppo sostenibile. In particolare, i ricercatori si focalizzeranno su quattro aree: la decarbonizzazione del settore energetico e una crescita sostenibile, la promozione dell’economia circolare e della bioeconomia e per lo sviluppo di sistemi idrici e tecniche di agricoltura innovativi e sostenibili. Le due società stabiliranno insieme ogni obiettivo, attività e risorse concernenti i progetti da avviare, ma si prevede di costituire quattro laboratori presso centri operativi o di ricerca. Le zone interessate, nello specifico, saranno Lecce, per lo Studio sui cambiamenti climatici; Gela, per lavorare su energia pulita; la Basilicata si concentrerà sulla gestione del ciclo dell’acqua e a Portici si metterà a punto un piano per un’agricoltura a basse emissioni di CO2.

Claudio Descalzi: “Orgogliosi dell’accordo strategico”

Claudio Descalzi ha commentato l’alleanza appena siglata, ritendendola perfettamente in linea con il sistema di partnership stabilite con il mondo accademico e con il percorso verso la sostenibilità intrapreso dal Gruppo: “La collaborazione con CNR si inquadra nella strategia Eni di forte cooperazione con l’eccellente sistema della ricerca italiano”. Non a caso, Eni aveva già firmato alleanze con prestigiose Università italiane e non per unire i bisogni espressi dall’industria e le opportunità offerte dal comparto accademico, finalizzate alla valorizzazione della ricerca scientifica come servizio al Paese e al suo sviluppo industriale. A tal proposito, Claudio Descalzi ha manifestato la propria soddisfazione in merito all’ulteriore patto sottoscritto: “Siamo orgogliosi di avere all’attivo 9 accordi strategici con le principali Università ed enti di ricerca del Paese, per un investimento di più di 67 milioni di euro, evidenziando il nostro impegno nel campo della Ricerca e Sviluppo”.

Claudio Descalzi: Eni avvia un impianto pilota nell’offshore di Ravenna

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Con l’avvio dell’impianto pilota a Ravenna, Eni prosegue lungo la strada delle energie rinnovabili: il Gruppo guidato da Claudio Descalzi decide di sfruttare il moto ondoso per produrre energia attraverso l’azione del mare, una risorsa ancora poco riconosciuta a livello globale.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: avviato l’impianto che produce energia dalle onde

Il moto ondoso rappresenta la più grande fonte rinnovabile inutilizzata al mondo: Eni ha deciso di sfruttare questa fonte di energia particolarmente promettente e adatta alla decarbonizzazione dei processi offshore attraverso l’impianto pilota installato a Ravenna. Si chiama Inertial Sea Wave Energy Converter (Iswec) ed è a cura del Distretto Centro Settentrionale di Eni. L’impianto è nato da un lavoro sinergico tra la società guidata da Claudio Descalzi, il Politecnico di Torino (PoliTO) e lo spin off Wave for Energy che ha contribuito a individuare l’elevato potenziale del moto ondoso. L’impianto, integrato in un sistema ibrido che combina fotovoltaico e stoccaggio energetico, ha raggiunto un picco di potenza superiore a 51 kilowatt, il 103% della sua capacità nominale. Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi prosegue nella sua sfida verso la realizzazione di un sistema energetico resiliente con zero emissioni, impegnandosi anche a consolidare l’integrazione tra Eni e il mondo accademico. Eni è intenzionata a valorizzare gli accordi di collaborazione già esistenti con le principali università italiane per accelerare lo sviluppo industriale di tecnologie innovative.

Gli incarichi e l’esperienza professionale di Claudio Descalzi

Originario di Milano, Claudio Descalzi nasce nel 1955. Si laurea in Fisica presso l’Università degli Studi del capoluogo lombardo e due anni più tardi entra in Eni: inizia così una carriera professionale di successo, che lo porta a ricoprire ruoli di crescente prestigio e responsabilità. Inizialmente gli viene assegnato il ruolo di Ingegnere di giacimento, per poi diventare Project Manager. Arriva così a occuparsi delle attività della società nel Mare del Nord, in Libia, in Nigeria e in Congo. Dopo aver ricoperto vari incarichi a livello internazionale, Claudio Descalzi diventa Presidente di Eni UK dal 2010 al 2014, per poi assumere il ruolo di Amministratore Delegato del Gruppo a maggio 2014. Il manager mantiene questo incarico tutt’oggi. Oltre all’impegno in Eni, è Componente del Consiglio Generale di Confindustria, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala e membro del National Petroleum Council per il 2016/2017. È stato il primo europeo ad aggiudicarsi il premio internazionale SPE/AIME “Charles F. Rand Memorial Gold Medal 2012”, dalla Society of Petroleum Engineers e dall’American Institute of Mining Engineers (AIME) nel settore dell’Oil & Gas.