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Claudio Descalzi: Eni in Messico, avvio della produzione in anticipo

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

Messico, Eni avvia in anticipo la produzione del campo di Miztón: una tappa cruciale nel progetto di sviluppo dell’Area 1, di cui l’AD Claudio Descalzi ha sottolineato il valore.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: Eni avvia in anticipo la produzione dall’Area 1 nell’offshore del Messico

Nuovo traguardo in Messico per Eni. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha avviato la fase di produzione anticipata dal campo di Miztón, nell’Area 1, localizzata nella baia di Campeche, nell’offshore del Paese. Si tratta di un primo passo nello sviluppo dell’Area 1, che secondo le stime contiene un totale di 2,1 miliardi di barili di petrolio equivalente in posto (90% olio) nei giacimenti di Amoca, Miztón e Tecoalli. L’Area 1 è stata acquisita da Eni nel settembre 2015 in un bid round competitivo. In questa fase di produzione anticipata è previsto un raggiungimento di 15.000 barili di petrolio al giorno: iniziata dal pozzo Miztón 2, la produzione della piattaforma installata in 34 metri di profondità viene inviata con una linea multifase all’impianto di separazione a terra (Onshore Receiving Facility, ORF) che il gruppo ha costruito a Sanchez Magallanes, nello stato di Tabasco. Qui, dopo la separazione ad ORF, viene mandata all’impianto Pemex di San Ramón per ulteriore trattamento. Nei primi mesi del 2021 sarà installata una struttura galleggiante di produzione, stoccaggio e scarico (FPSO) in modo da far partire la piena produzione che raggiungerà un plateau di 100.000 barili di petrolio equivalente al giorno. Secondo il Piano di Sviluppo dell’Area 1 saranno costruite e installate due ulteriori piattaforme sul campo di Amoca e di una sul campo di Tecoalli. Lo start up della produzione dall’Area 1 conferma ulteriormente l’efficacia dell’approccio “fast track” distintivo di Eni: come spiegato in diverse occasioni anche dall’AD Claudio Descalzi, l’obiettivo è effettuare progetti efficienti di sviluppo upstream.

Eni in Messico: il focus dell’AD Claudio Descalzi sulle attività del gruppo

L’avvio in anticipo della produzione dal campo messicano Mitzon è stato commentato dall’AD Claudio Descalzi, che ne ha illustrato il valore: “Abbiamo raggiunto lo startup di produzione in meno di due anni e mezzo dall’inizio del primo pozzo perforato da Eni nellˈArea 1 e in meno di un anno dall’approvazione del Piano di Sviluppo”. Un risultato, come rileva l’AD, “in linea con le aspettative del governo messicano di aumentare la produzione complessiva del Paese”. Claudio Descalzi evidenzia inoltre come Eni sia la prima compagnia internazionale ad avviare la produzione offshore in Messico dopo la Riforma Energetica. L’intenzione del gruppo è di “continuare a collaborare con le autorità messicane”. Eni è presente in Messico dal 2006: nel 2015 è stata costituita la sua controllata Eni Mexico S. de R. L. de C. V. Nel maggio 2019 il gruppo italiano ha sottoscritto con il governo dello Stato di Tabasco un Memorandum of Understanding per identificare e sviluppare progetti di sostenibilità nel campo educativo, sanitario e dello sviluppo socio-economico.

Bioraffinerie: l’AD Claudio Descalzi parla dell’impegno green di Eni

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Nuova vita per le raffinerie di Porto Marghera e Gela: il punto dell’AD Claudio Descalzi sui progetti di conversione green avviati da Eni.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: il valore dei progetti di riconversione degli impianti di Porto Marghera e Gela

L’impegno di Eni nel promuovere ed incentivare la sostenibilità si esprime su diversi fronti. La realizzazione di progetti, la sottoscrizione di accordi con atenei ed enti di ricerca, lo sviluppo di tecnologie innovative funzionali al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. Non a caso, il gruppo guidato da Claudio Descalzi è stato il primo ad aver sperimentato la riconversione di un impianto di raffinazione tradizionale in raffineria green. Quello di Porto Marghera, per riprendere le parole pronunciate dall’AD lo scorso dicembre in occasione della visita del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, è il “primo esempio di economia circolare sulla parte della raffinazione”. L’impianto di Porto Marghera e quello di Gela, come sottolineato in diverse occasioni anche dall’AD Claudio Descalzi, sono stati riconfigurati individuando soluzioni innovative e utilizzando metodi di produzione verdi sostenibili, sia dal punto di vista ambientale che economico.

Claudio Descalzi: il green darà sempre più utile operativo ad Eni

“Venezia è stata la prima ma ora ci sarà Gela sul trattamento del rifiuto organico in combustibile e sul trattamento del rifiuto non organico, le plastiche, la componente non biodegradabile” ha spiegato Claudio Descalzi lo scorso dicembre. “Qui a Venezia stiamo lavorando su questo trattamento, in un impianto dal quale ricavare idrogeno che utilizziamo nella chimica verde. Un ciclo completamente integrato di seconda e terza generazione” ha annunciato l’AD di Eni parlando anche delle ricadute occupazionali. “Tutte le innovazioni necessiteranno di nuove professionalità, quindi nuovo personale specializzato da reperire anche nelle università” ha evidenziato Claudio Descalzi precisando che il segmento green “darà sempre più utile operativo ad Eni”.

Claudio Descalzi: “2018, annata da record”

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Claudio Descalzi ha illustrato i risultati raggiunti da Eni durante l’anno 2018 in occasione dell’assemblea degli azionisti. Nello specifico, i dati principali mostrano il conseguimento di un livello produttivo da record con 1,85 mln di boe al giorno e la riduzione dell’indebitamento netto finanziario.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi commenta i risultati di Eni nel 2018: “Livello produttivo record”

Un’annata importante quella del 2018 per Eni. Il Gruppo ha raggiunto traguardi importanti e risultati degni di nota, a confermarlo è anche l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi durante l’assemblea degli azionisti, illustrando i principali dati conseguiti. Ciò che è emerge, nello specifico, è una rigorosa implementazione delle linee guida strategiche che ha permesso di coniugare crescita, ritorni e solidità del patrimonio. Ma non solo: “Abbiamo raggiunto il livello produttivo record di 1,85 mln di boe al giorno, con un cash neutrality di 52 dollari al barile per la copertura dei capex e del dividendo rispetto alla baseline 2014 di 114 dollari al barile” ha aggiunto Claudio Descalzi. Buone notizie anche sul fronte dell’indebitamento netto finanziario, ridotto a 8,3 milioni di euro. “Siamo riusciti ad ottimizzare gli investimenti, cambiando modello operativo, aumentando produzione. Alla base della strategia di Eni, c’è la crescita organica: non compriamo ma esploriamo, troviamo e sviluppiamo”, ha concluso l’AD.

Claudio Descalzi: il ritratto professionale dell’Amministratore Delegato di Eni

Milanese, classe 1955, Claudio Descalzi si laurea in Fisica nel 1979 e costruisce la sua carriera professionale nel settore dell’energia. Fa il suo ingresso in Eni nel 1981 in qualità di Ingegnere di giacimento e successivamente diventa Project Manager per lo sviluppo delle attività nel Mare del Nord, in Libia, Nigeria e Congo; per poi affermarsi come Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia. Pochi anni più tardi, matura un’importante esperienza all’estero: si trasferisce in Congo, nominato Managing Director di Eni Congo SA e, in seguito, in Nigeria come Vice Chairman & Managing Director di NAOC, consociata del Gruppo. Grazie alle competenze sviluppate in questi anni, riesce a rivestire ruoli di crescente importanza all’interno del colosso energetico. Attualmente è Amministratore Delegato, incarico che ricopre dal 2014. Oltre a tale impegno, Claudio Descalzi è Componente del Consiglio Generale di Confindustria, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala e membro del National Petroleum Council durante l’annata 2016/2017.

Eni: la visita dell’AD Claudio Descalzi in Iraq

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Eni, Claudio Descalzi in visita in Iraq: l’AD incontra il Vice Primo Ministro Thamir A. Al Ghadhban per fare il punto su attività e nuovi progetti del gruppo nel Paese.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: focus sull’incontro tra l’AD di Eni e il Vice Primo Ministro iracheno

L’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi ha incontrato a Baghdad il Vice Primo Ministro iracheno Thamir A. Al Ghadhban per parlare delle attività del gruppo nel Paese, anche alla luce dei risultati conseguiti di recente nel campo Zubair. Si tratta di uno dei più grandi giacimenti petroliferi nella regione meridionale di Bassora, con oltre 1 miliardo di barili di olio equivalente prodotti dalla firma del contratto: al progetto hanno lavorato congiuntamente Eni Iraq BV e Basra Oil Company (BOC), contribuendo a una sua rapida crescita. Negli ultimi quattro anni, la produzione di Zubair è aumentata di oltre il 100%. Inoltre, come illustrato anche dall’AD Claudio Descalzi, attualmente è in fase di messa in esercizio anche una nuova centrale elettrica da 380MW, in grado di generare energia per il consumo interno. L’avvio è previsto per questa estate.

Claudio Descalzi: attività e progetti di Eni in Iraq

Nel corso del colloquio con il Vice Primo Ministro per l’energia, l’AD di Eni Claudio Descalzi si è confrontato anche sull’avanzamento dei progetti sociali attualmente in corso nella regione di Bassora nei settori dell’assistenza sanitaria, dell’istruzione, dell’accesso all’energia e dell’acqua potabile. L’AD di Eni ha parlato anche di nuove opportunità: in particolare si è soffermato sulle potenziali sinergie legate ai progetti energetici in Iraq, una leva strategica per il Paese per massimizzare l’utilizzo delle risorse naturali nazionali. Il gruppo è uno dei principali operatori internazionali di petrolio e gas in Iraq: attualmente produce circa 500.000 barili di petrolio equivalente giorno e prevede di investire ulteriori 7 miliardi di dollari nel progetto di sviluppo del campo di Zubair. Eni è presente in Iraq dal 2009 attraverso la sua controllata Eni Iraq BV e grazie allo sviluppo del progetto Zubair Field Development Project (Eni 41,56%, Kogas 23,75%, BOC 29,69%, State Partner 5%) è diventata uno dei principali operatori nel settore petrolifero del Paese.

Claudio Descalzi: una crescita sostenibile per Eni con l’accordo con il CNR

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L’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi e il Presidente di CNR (Centro Nazionale delle Ricerche) Massimo Inguscio si sono incontrati per sottoscrivere un Joint Research Agreement finalizzato alla costituzione di quattro centri di ricerca nel Mezzogiorno.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: Eni e CNR insieme per la ricerca

Eni continua a impegnarsi per la crescita sostenibile del Paese e l’ultima partnership stabilita ne è la prova. Claudio Descalzi, Amministratore Delegato del Gruppo, ha incontrato il Presidente di CNR (Centro Nazionale delle Ricerche) per firmare un accordo che comporta l’istituzione di quattro centri di ricerca congiunti, localizzati nel Mezzogiorno. Eni e CNR uniranno così le proprie forze nel nome dello sviluppo sostenibile. In particolare, i ricercatori si focalizzeranno su quattro aree: la decarbonizzazione del settore energetico e una crescita sostenibile, la promozione dell’economia circolare e della bioeconomia e per lo sviluppo di sistemi idrici e tecniche di agricoltura innovativi e sostenibili. Le due società stabiliranno insieme ogni obiettivo, attività e risorse concernenti i progetti da avviare, ma si prevede di costituire quattro laboratori presso centri operativi o di ricerca. Le zone interessate, nello specifico, saranno Lecce, per lo Studio sui cambiamenti climatici; Gela, per lavorare su energia pulita; la Basilicata si concentrerà sulla gestione del ciclo dell’acqua e a Portici si metterà a punto un piano per un’agricoltura a basse emissioni di CO2.

Claudio Descalzi: “Orgogliosi dell’accordo strategico”

Claudio Descalzi ha commentato l’alleanza appena siglata, ritendendola perfettamente in linea con il sistema di partnership stabilite con il mondo accademico e con il percorso verso la sostenibilità intrapreso dal Gruppo: “La collaborazione con CNR si inquadra nella strategia Eni di forte cooperazione con l’eccellente sistema della ricerca italiano”. Non a caso, Eni aveva già firmato alleanze con prestigiose Università italiane e non per unire i bisogni espressi dall’industria e le opportunità offerte dal comparto accademico, finalizzate alla valorizzazione della ricerca scientifica come servizio al Paese e al suo sviluppo industriale. A tal proposito, Claudio Descalzi ha manifestato la propria soddisfazione in merito all’ulteriore patto sottoscritto: “Siamo orgogliosi di avere all’attivo 9 accordi strategici con le principali Università ed enti di ricerca del Paese, per un investimento di più di 67 milioni di euro, evidenziando il nostro impegno nel campo della Ricerca e Sviluppo”.

Claudio Descalzi: Eni avvia un impianto pilota nell’offshore di Ravenna

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Con l’avvio dell’impianto pilota a Ravenna, Eni prosegue lungo la strada delle energie rinnovabili: il Gruppo guidato da Claudio Descalzi decide di sfruttare il moto ondoso per produrre energia attraverso l’azione del mare, una risorsa ancora poco riconosciuta a livello globale.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: avviato l’impianto che produce energia dalle onde

Il moto ondoso rappresenta la più grande fonte rinnovabile inutilizzata al mondo: Eni ha deciso di sfruttare questa fonte di energia particolarmente promettente e adatta alla decarbonizzazione dei processi offshore attraverso l’impianto pilota installato a Ravenna. Si chiama Inertial Sea Wave Energy Converter (Iswec) ed è a cura del Distretto Centro Settentrionale di Eni. L’impianto è nato da un lavoro sinergico tra la società guidata da Claudio Descalzi, il Politecnico di Torino (PoliTO) e lo spin off Wave for Energy che ha contribuito a individuare l’elevato potenziale del moto ondoso. L’impianto, integrato in un sistema ibrido che combina fotovoltaico e stoccaggio energetico, ha raggiunto un picco di potenza superiore a 51 kilowatt, il 103% della sua capacità nominale. Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi prosegue nella sua sfida verso la realizzazione di un sistema energetico resiliente con zero emissioni, impegnandosi anche a consolidare l’integrazione tra Eni e il mondo accademico. Eni è intenzionata a valorizzare gli accordi di collaborazione già esistenti con le principali università italiane per accelerare lo sviluppo industriale di tecnologie innovative.

Gli incarichi e l’esperienza professionale di Claudio Descalzi

Originario di Milano, Claudio Descalzi nasce nel 1955. Si laurea in Fisica presso l’Università degli Studi del capoluogo lombardo e due anni più tardi entra in Eni: inizia così una carriera professionale di successo, che lo porta a ricoprire ruoli di crescente prestigio e responsabilità. Inizialmente gli viene assegnato il ruolo di Ingegnere di giacimento, per poi diventare Project Manager. Arriva così a occuparsi delle attività della società nel Mare del Nord, in Libia, in Nigeria e in Congo. Dopo aver ricoperto vari incarichi a livello internazionale, Claudio Descalzi diventa Presidente di Eni UK dal 2010 al 2014, per poi assumere il ruolo di Amministratore Delegato del Gruppo a maggio 2014. Il manager mantiene questo incarico tutt’oggi. Oltre all’impegno in Eni, è Componente del Consiglio Generale di Confindustria, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala e membro del National Petroleum Council per il 2016/2017. È stato il primo europeo ad aggiudicarsi il premio internazionale SPE/AIME “Charles F. Rand Memorial Gold Medal 2012”, dalla Society of Petroleum Engineers e dall’American Institute of Mining Engineers (AIME) nel settore dell’Oil & Gas.

Eni: Claudio Descalzi commenta gli ottimi risultati del 2018

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“Abbiamo lavorato su due fronti: la continua ottimizzazione del portafoglio di business esistente e il suo potenziamento per il futuro, in linea con la strategia annunciata”: così Claudio Descalzi ha commentato gli importanti traguardi raggiunti da Eni nel corso del 2018.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: il 2018 di Eni

In seguito all’approvazione dei risultati consolidati dell’esercizio 2018, Eni ha confermato di aver chiuso l’anno con un utile operativo adjusted di 11,24 miliardi: tale risultato rappresenta un raddoppio dell’utile rispetto al 2017. Anche l’utile netto adjusted è quasi raddoppiato rispetto al 2017, salendo a 4,59 miliardi. L’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi ha confermato che questi risultati derivano da un lavoro importante, che si è svolto su due fronti: “La continua ottimizzazione del portafoglio di business esistente e il suo potenziamento per il futuro, in linea con la strategia annunciata. I risultati, grazie anche al contributo di quanto fatto nel quarto trimestre, sono stati ottimi in entrambi i casi”. Il CdA intende proporre all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,83 euro per azione (era 0,80 nel 2017), di cui 0,42 distribuiti nel settembre 2018 a titolo di acconto: la proposta avverrà durante la convocazione del 14 maggio 2019. La società guidata da Claudio Descalzi ha ottenuto ottimi risultati anche dal punto di vista della produzione.

Claudio Descalzi commenta i risultati

Sono da record i risultati ottenuti da Eni nel campo della produzione di idrocarburi, che si è attestata attorno a 1,85 milioni di barili di olio equivalente al giorno con un aumento del 2,5% rispetto al 2017 a prezzi costanti. La società ha comunicato che il risultato è stato raggiunto nonostante l’intercorrere di eventi penalizzanti, come la minore domanda di gas in alcuni Paesi (che ha portato al -1% nel corso dell’anno). La crescita del settore è alimentata da oltre 300mila boe/giorno di contributo dai ramp-up dei grandi progetti a elevata marginalità e dai cinque start-up pianificati per il 2018. Nel commentare i risultati di Eni, Claudio Descalzi ha sottolineato che il portafoglio è stato potenziato ulteriormente “in ottica futura: questo rende il nostro portafoglio complessivo ancor meglio bilanciato e resistente alle ciclicità future.” L’AD ha precisato che “per quanto concerne il portafoglio esistente, abbiamo raddoppiato il risultato operativo ed il risultato netto in presenza di un prezzo Brent in euro cresciuto solo del 25% rispetto al 2017. La cassa operativa è cresciuta del 35% consentendo, dedotti gli investimenti rimasti sostanzialmente costanti a riprova della disciplina adottata, di coprire l’esborso per dividendi pari a 3 miliardi e di ridurre di importo pressoché uguale il debito netto, sceso a 8,3 miliardi.” Claudio Descalzi ha confermato che, sulla base di questi risultati, ha intenzione di proporre al Consiglio di Amministrazione il pagamento di un dividendo pari a 0,83 euro per azione.

Emirati Arabi: Eni, guidata dall’AD Claudio Descalzi, conquista due concessioni esplorative

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Emirati Arabi: con l’acquisizione di due nuove concessioni esplorative, Eni continua nel suo percorso di crescita nel Medio Oriente. Un traguardo importante per l’AD Claudio Descalzi, che in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore a fine dicembre aveva considerato come strategico il consolidamento nell’area.

Claudio Descalzi

Importante operazione per Eni negli Emirati Arabi: la società guidata da Claudio Descalzi avanza nel Medio Oriente

Due accordi per acquisire il 70% di altrettanti blocchi offshore: questo l’importante traguardo raggiunto da Eni nel Medio Oriente, con la conquista di due nuove concessioni esplorative negli Emirati Arabi, della durata di 35 anni, messe a gara da Adnoc (Abu Dhabi National Oil Company), la compagnia di Stato. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi le gestirà in compartecipazione con la tailandese Ptt Exploration and Production Company Limited (Pttep), che detiene il restante 30%. Situate nell’offshore nord-occidentale dell’Emirato di Abu Dhabi, le due concessioni (blocco 1 e blocco 2) saranno interessate da un investimento nell’ordine di uno o due miliardi con un obiettivo ben preciso: avviare la produzione di gas entro due anni. Gli accordi prevedono, inoltre, che la fase di esplorazione si estenderà su una durata massima di 9 anni, che diventeranno 35 qualora si arrivasse a una scoperta e si procedesse con le fasi di sviluppo e produzione. La superficie coperta dalle due aree è pari a circa 8mila chilometri quadrati.

Claudio Descalzi: un’operazione che segna un deciso passo avanti per Eni

Esprime grande soddisfazione l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, il quale sottolinea come questo accordo rappresenti “un nuovo importante passo verso l’espansione di Eni in una delle regioni leader a livello mondiale nel settore degli idrocarburi”. Un’operazione tesa a rafforzare ulteriormente l’alleanza tra il Gruppo e Adnoc e per la quale verranno messe in campo le “competenze nell’esplorazione e tecnologia all’avanguardia” con l’obiettivo di “liberare ulteriori risorse nell’offshore di Abu Dhabi”. Quella di Eni è una mossa in linea con quanto dichiarato dallo stesso AD in un’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore a fine dicembre, ovvero il consolidamento nell’area. Claudio Descalzi, dopo aver definito “un fatto storico” l’ingresso nel Medio Oriente, si era già sbilanciato allora su una presenza sempre più forte. La conquista delle due concessioni esplorative negli Emirati Arabi è una conferma di quanto detto e un segnale esplicito per le strategie future di Eni.

Messico e Medio Oriente nel futuro di Eni: Claudio Descalzi intervistato da “Il Sole 24 Ore”

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Ambiente, Aziende

In un’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”, l’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi analizza le principali operazioni del Gruppo ed esprime soddisfazione per un 2018 che si è rivelato assai proficuo.

Claudio Descalzi

Gela, Messico e Medio Oriente: Claudio Descalzi sulle strategie di Eni

Nonostante il 2018 si sia rivelato un anno assai proficuo, Claudio Descalzi guarda già al futuro di Eni e parla delle strategie del Gruppo in un’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”. Primo argomento trattato il progetto waste to fuel di Gela, un esempio di come Eni stia sempre più puntando sull’economia circolare. Imperniato su tre pilastri (sinergia, simbiosi industriale e cambio culturale), tale modello sarà propedeutico all’acquisizione di una serie di informazioni necessarie per la progettazione di nuovi impianti su scala industriale che il Gruppo realizzerà in altri siti in Italia. Il progetto di Gela è solo il primo di una serie di altri che interesseranno le principali città italiane e che porteranno all’eliminazione di “una grande quantità di rifiuti organici, riutilizzandoli e fornendo un significativo contributo in termini di vantaggi ambientali alle grandi aree urbane in Italia e all’estero”. Tra riconversioni industriali, ricerca e bonifica, Eni ha infatti investito circa 5 miliardi di euro dal 2012 al 2017. Claudio Descalzi si sofferma, successivamente, sulla cessione del 35% dell’Area 1 del Messico a Qatar Petroleum, “una partnership di lungo termine che non riguarderà solo il Messico, ma anche altri Paesi, e che ci consente di ribilanciare la nostra diversificazione e il livello di investimenti in alcune aree, come abbiamo fatto anche con Mubadala Petroleum”. Tra gli obiettivi di Eni vi è, infatti, il rafforzamento delle proprie attività sia in Medio Oriente che in Messico.

Claudio Descalzi: la riduzione del debito di Eni e il piano di buyback

Nell’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”, Claudio Descalzi interviene anche in merito alla riduzione del debito di Eni, ottenuta grazie a un flusso costante di cassa e a una gestione oculata della struttura finanziaria. Il Gruppo ha infatti raggiunto un’esposizione di 9 miliardi e un leverage pari a 0,18 contro lo 0,23 di fine 2017, segnando il livello minimo degli ultimi 20 anni. Un risultato possibile grazie all’eccellente performance dell’esplorazione e produzione e a un piano di turnaround che si è rivelato efficace negli ultimi anni sui business downstream. L’AD ha anticipato che gli obiettivi finanziari del prossimo quadriennio saranno comunicati a marzo, evidenziando come Eni continuerà a “lavorare per migliorare ulteriormente la performance”. In occasione del prossimo piano sarà presa una decisione a riguardo del buyback, “che resta comunque una priorità ed è una delle gambe, insieme al dividendo progressivo, su cui si basa la nostra remunerazione”. Il buyback molto probabilmente verrà proposto al CdA e all’assemblea se il livello del leverage continuerà a essere adeguato.

Green economy: Claudio Descalzi promuove l’economia circolare

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende

Gli investimenti in ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione sono fondamentali per un futuro a emissioni zero, ma lo è altrettanto promuovere un modello economico circolare che aiuti a ridurre gli sprechi e porti maggior efficienza: l’AD Claudio Descalzi parla dell’impegno di Eni in questo ambito.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: Eni promuove concretamente l’economia circolare, l’esempio delle bioraffinerie

“Basta con gli sprechi, il futuro è l’economia circolare” esortava Claudio Descalzi lo scorso maggio sulle pagine del “Corriere della Sera”. “L’economia circolare? Per l’Eni è fondamentale” ha ribadito a ottobre l’Amministratore Delegato intervenendo alla Maker Faire di Roma in una sessione dedicata alla «Circular Economy». Parole che oggi continuano a trovare riscontro nell’impegno quotidiano del gruppo in questo ambito: progetti, iniziative e i primi importanti risultati. Qualche esempio: la conversione di Marghera in bioraffineria, l’avvio nel 2019 delle attività in quella di Gela e l’idea di realizzare un impianto di questo tipo a servizio di ogni grande città. Più efficienza, meno scarti: è la formula adottata dal gruppo guidato da Claudio Descalzi per fronteggiare l’aumento di emissioni di Co2, come spiega l’AD: “I rifiuti non solo inquinano il suolo e l’acqua, ma producono anche emissioni, in una quantità pari a circa 2 miliardi di tonnellate di Co2. Oggi la produzione urbana mondiale di rifiuti è pari a circa due miliardi di tonnellate l’anno: di queste, circa il 19% viene già utilizzato, mentre il 40% stoccato nel sottosuolo, il 33% disperso nell’ambiente, l’11% incenerito. Un’enormità. Questa situazione è riconducibile all’aver adottato finora un modello di crescita lineare: produzione-consumo-scarto e accumulo, riutilizzando solo in minima parte quello che è eliminato”.

Claudio Descalzi: l’energia del futuro? Da oli e rifiuti

Eni ha già speso cinque miliardi di euro in progetti legati all’economia circolare, inclusa la trasformazione della chimica e di buona parte della raffinazione. “L’energia per trasformare la linearità in circolarità deve arrivare dalla tecnologia e dalla ricerca scientifica, e questo è importante soprattutto in un Paese come il nostro, vista la scarsità di materie prime” ha ricordato Claudio Descalzi. Tra le tecnologie innovative sviluppate dal gruppo, una appositamente dedicata al trattamento del Forsu (Frazione organica da rifiuto solido urbano): lo trasforma in olio combustibile bio che può diventare materia prima per le raffinerie verdi o essere utilizzato come combustibile per le navi. Come ha sottolineato Claudio Descalzi l’ottica è “utilizzare i rifiuti per creare energia in termini di mobilità, di produzione di bio olio, bio gas, bio carburanti e prodotti chimici che devono poter essere riutilizzati, per andare a ridurre anche l’inquinamento da plastiche”. E se Eni, prima al mondo, a Marghera è riuscita a convertire un impianto tradizionale in bioraffineria, a Gela si guarda già ad altri primati: “Stiamo realizzando il primo impianto pilota in grado di produrre 40 tonnellate all’anno di bio-olio. Ne faremo uno a Ravenna da 4 mila tonnellate e stiamo studiando anche lo sviluppo di un impianto su scala industriale in grado di trattare 150mila tonnellate all’anno di Forsu, pari al consumo di 1,5 milioni di persone”.